Patriarcato di Gerusalemme dei Latini

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Patriarcato di Gerusalemme dei Latini
Patriarchatus Hierosolymitanus Latinorum
Chiesa latina
Holy sepulchre exterior.jpg
  Latin Patriarch of Jerusalem.svg
Patriarca Fouad Twal
Ausiliari Giacinto-Boulos Marcuzzo
William Hanna Shomali
Maroun Elias Nimeh Lahham
Patriarchi emeriti Michel Sabbah
Sacerdoti 422 di cui 74 secolari e 348 regolari
382 battezzati per sacerdote
Religiosi 596 uomini, 1.076 donne
Diaconi 4 permanenti
Battezzati 161.400
Parrocchie 66
Erezione 23 luglio 1847
Rito romano
Indirizzo Patriarcat Latin, P.O. Box 14152, 91141 Jerusalem [Old City]
Sito web www.lpj.org
Dati dall'Annuario Pontificio 2013 * *
Chiesa cattolica in Israele
La parrocchia di rito latino di Paphos, a Cipro
Il patriarca latino di Gerusalemme (Tissot)

Il patriarcato di Gerusalemme dei Latini (in latino: Patriarchatus Hierosolymitanus Latinorum) è una sede della Chiesa cattolica immediatamente soggetta alla Santa Sede. Nel 2012 contava 161.400 battezzati. È attualmente retta dal patriarca Fouad Twal.

Il Patriarca di Gerusalemme dei Latini, unico tra i vescovi cattolici di rito latino ad avere il diritto di portare il titolo di "Sua Beatitudine", è anche Gran Priore dell'Ordine equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme per la Terrasanta.

Territorio[modifica | modifica sorgente]

Il patriarcato estende la sua giurisdizione sui fedeli di rito latino di Israele, Giordania, Cipro e dell'Autorità Nazionale Palestinese. La struttura diocesana è organizzata in cinque vicariati:

Sede patriarcale è la città di Gerusalemme, dove si trovano la cattedrale del Santo Sepolcro e la concattedrale del Santissimo Nome di Gesù.

Il territorio è suddiviso in 66 parrocchie.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Cronologia[modifica | modifica sorgente]

Patriarcato crociato[modifica | modifica sorgente]

Il 15 luglio 1099 Gerusalemme fu conquistata dai Crociati, che inaugurarono così il Regno di Gerusalemme che durò per quasi 200 anni.

Fino a quel momento tutti i cristiani in Terra Santa erano stati sotto la giurisdizione del Patriarca ortodosso di Gerusalemme, ma i crociati non accettarono di essere sottoposti a un religioso di rito bizantino, membro di una Chiesa separata da quella di Roma dopo il Grande Scisma del 1054 tra Oriente e Occidente.
Perciò, il 1º agosto 1099 i religiosi crociati crearono il patriarcato di Gerusalemme dei latini e ne nominarono primo titolare Arnolfo di Roeux.

Simone II, il Patriarca greco di Gerusalemme, finì per rifugiarsi a Costantinopoli attorno al 1107, e un suo successore non rivedrà Gerusalemme che nel 1187.

Fu istituita una gerarchia ecclesiastica latina, di rito romano: durante l'esistenza del Regno di Gerusalemme il patriarcato latino era diviso in quattro arcidiocesi a capo delle quali vi erano l'arcivescovo di Tiro, l'arcivescovo di Cesarea, l'arcivescovo di Nazaret e l'arcivescovo di Petra ed aveva come diretti suffraganei i vescovi di Lidda-Ramla, Betlemme, Hebron e Gaza e gli abati del Tempio, Monte Sion e Monte degli Ulivi.

Il patriarca latino controllava inoltre il Quartiere latino della città di Gerusalemme (il Santo Sepolcro e le immediate vicinanze).

Dopo la caduta di Gerusalemme nel 1187, la sede del patriarcato fu trasferita a Tiro, poi a San Giovanni d'Acri nel 1191. Il patriarca tornò a Gerusalemme nel 1229, quando la città fu restituita ai Crociati, poi di nuovo a San Giovanni d'Acri nel 1244. San Giovanni d'Acri aveva una sua diocesi, ma le due furono unite nel 1261.

Quando, con la caduta di San Giovanni d'Acri nel 1291, le ultime vestigia del Regno furono conquistate dai Mamelucchi, la storia del patriarcato, che corrispondeva approssimativamente al territorio del Regno di Gerusalemme, terminò.
Tuttavia, la Chiesa cattolica continuò a nominare patriarchi di Gerusalemme titolari che, dopo il 1374, ebbero la loro sede nella Basilica di San Lorenzo fuori le mura a Roma.

Nel XIV secolo, oltre a questa basilica, il patriarca mantenne la competenza su numerosi domini orientali rimasti in mani latine (le isole greche di Cipro, Lesbo, Chio, Creta, Rodi, Nasso, ed altre minori), ma questi possedimenti diminuirono con il progredire, nel tempo, delle conquiste turche.

I patriarchi residenti dal 1847[modifica | modifica sorgente]

L'insegna attuale del Patriarcato Latino a Gerusalemme.

Nel 1842, la Chiesa anglicana istituì un vescovo anglicano di Gerusalemme, subito dopo fu la Chiesa ortodossa russa ad inviare una missione evangelica in Palestina.

Il 23 luglio 1847 papa Pio IX con il breve Nulla celebrior decise di ripristinare il Patriarcato di Gerusalemme dei latini, ma con un significato diverso rispetto al Patriarcato crociato: non veniva più messo in discussione il fatto che il Patriarca greco-ortodosso fosse il legittimo successore del primo vescovo di Gerusalemme.[1]
Il 4 ottobre fu annunciato che l'Impero ottomano autorizzava il reinsediamento, con competenza estesa su Palestina e Cipro.

Per evitare coinvolgimenti in questioni a carattere nazionale furono nominati solo patriarchi italiani fino al 1987, quando il cambiamento di questa politica fu segnato dalla nomina di Michel Sabbah, il primo arabo palestinese a portare il titolo.

La basilica del Santo Sepolcro fu eretta a cattedrale del patriarcato latino. Tuttavia, il patriarca latino può celebrarvi solo nei tempi e negli spazi assegnati alla comunità francescana della Custodia di Terra Santa dallo Statu Quo e secondo gli accordi con la stessa. Lo Statu Quo è un firmano ottomano del 1852, tuttora in vigore anche per effetto dell'Accordo Fondamentale tra la Santa Sede e lo Stato di Israele del 1993,[2] che assegna i diritti sul Santo Sepolcro alle varie confessioni cristiane presenti: oltre ai francescani, vi sono gli Armeni, i copti, i siri e i greco-ortodossi, il cui patriarca ha al centro della stessa basilica la propria cattedra ed il Katholikon, ossia la propria cattedrale.[3] La cattedra del patriarca latino non può essere collocata nella basilica del Santo Sepolcro e si trova quindi nella concattedrale del Santissimo Nome di Gesù, chiesa madre della diocesi, dove egli celebra normalmente. La residenza del patriarca è presso la concattedrale.[4]

Il seminario, invece, si trova a Beit Jala, una cittadina 10 km a sud di Gerusalemme, dove è stato trasferito nel 1936.

Il patriarca latino è membro di diritto del Consiglio dei Patriarchi cattolici d'Oriente e della Conferenza dei vescovi latini nelle regioni arabe.

Cronotassi dei patriarchi[modifica | modifica sorgente]

Patriarchi insediati a Gerusalemme (1099-1187)[modifica | modifica sorgente]

Patriarchi insediati a San Giovanni d'Acri (1191-1291)[modifica | modifica sorgente]

Patriarchi titolari (1295 - 1847)[modifica | modifica sorgente]

La Basilica di San Lorenzo fuori le mura, a Roma, sede del Patriarca di Gerusalemme dei Latini dal 1374 al 1847. Il beato Pio IX, che ripristinò la sede a Gerusalemme, scelse la Basilica per la propria sepoltura.
  • Patriarchi dell'obbedienza avignonese:
  • Patriarchi dell'obbedienza romana:

Patriarchi di Gerusalemme (sede restaurata)[modifica | modifica sorgente]

Il vicario patriarcale per Israele, il vescovo francescano Pier Giorgio Chiappero e il Presidente di Israele Yitzhak Ben-Zvi, 1959

Dal 1847 ad oggi, tutti i patriarchi sono stati sepolti nella Concattedrale del Santissimo Nome di Gesù, con l'unica eccezione del patriarca e cardinale Filippo Camassei, morto in Roma il 18 gennaio 1921 ed ivi sepolto nella tomba della Sacra Congregazione de Propaganda Fide nel Cimitero di Campo Verano.

Statistiche[modifica | modifica sorgente]

Il patriarcato al termine dell'anno 2012 contava 161.400 battezzati.

anno popolazione sacerdoti diaconi religiosi parrocchie
battezzati totale % numero secolari regolari battezzati per sacerdote uomini donne
1950 32.912 3.120.000 1,1 282 59 223 116 378 862 52
1970 50.071 5.935.350 0,8 344 69 275 145 436 1.148 55
1980 56.301  ?  ? 360 94 266 156 472 1.221 63
1990 62.955  ?  ? 368 90 278 171 480 1.099 64
1998 77.000  ?  ? 368 75 293 209 1 549 1.144 65
2002 77.000  ?  ? 371 78 293 207 1 549 1.144 65
2004 77.000  ?  ? 372 79 293 206 498 1.144 65
2005 77.000  ?  ? 248 75 173 310 1 313 1.103 65
2007 78.215  ?  ? 249 89 160 314 1 441 1.113 65
2010 160.700  ?  ? 417 78 339 385 4 758 1.084 66
2011 161.400  ?  ? 414 66 348 389 1 582 1.076 65
2012 161.400  ?  ? 422 74 348 382 4 596 1.076 66

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Giorgio Bernardelli, Abbattere i «muri» tra le Chiese: lavori in corso, in Avvenire del 15 maggio 2009, p. 7.
  2. ^ Accordo Fondamentale tra la Santa Sede e lo Stato di Israele
  3. ^ Il Katholikon, dal sito del Patriarcato Ortodosso di Gerusalemme.
  4. ^ La concattedrale sul sito ufficiale del Patriarcato Latino di Gerusalemme
  5. ^ De Mas Latrie cita una bolla di nomina del 16 giugno 1205 (cfr. op. cit., p. 20).
  6. ^ Morto assassinato.
  7. ^ Muore per annegamento durante la fuga da San Giovanni d'Acri.
  8. ^ È anche vescovo di Durham.
  9. ^ È contestualmente vescovo di Rodez e legato pontificio in Medioriente.
  10. ^ Dal 1336 è anche vescovo di Couserans
  11. ^ È contestualmente arcivescovo di Spalato.
  12. ^ È contestualmente vescovo di Bayeux.
  13. ^ È contestualmente vescovo di Ferrara.
  14. ^ È contestualmente vescovo di Parma.
  15. ^ Nipote del precedente. È contestualmente vescovo di Foligno.
  16. ^ È contestualmente vescovo di Cesena.
  17. ^ Fino al 1566 mantenne anche il titolo di Pola.
  18. ^ Eletto papa il 29 ottobre 1591 con il nome di Innocenzo IX.
  19. ^ È contestualmente arcivescovo di Genova.
  20. ^ È contestualmente vescovo di Assisi.
  21. ^ È contestualmente vescovo di Messina.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Giorgio Fedalto, La Chiesa latina in Oriente, ed. Mazziana, coll. «Studi religiosi» n° 3, Verona, 3 vol., 1973-1978.
  • La Chiesa latina in Oriente, Vol.1, 1981 (2 ed. aggiornata), p. 671.
  • La Chiesa latina in Oriente / Hierarchia latina orientis, Vol.2, 2006 (2 ed. aggiornata), p. 300 ISBN 88-85073-77-8
  • La Chiesa latina in Oriente / Documenti veneziani, Vol.3, 1978, p. 308
  • R. Aubert, Dictionnaire d'Histoire et de Géographie Ecclésiastique, vol. XXVI, Letouzey et Amé, 1997, pp. 1124-1130.
  • Pringle, Denys, The churches of the Crusader Kingdom of Jerusalem: a corpus, Cambridge University Press, Bd. I (A-K), 1993. ISBN 0-521-39036-2/Bd. II (L-Z), 1998. ISBN 0-521-39037-0
  • Bernard Hamilton, The Latin Church in the Crusader States: the Secular Church, Londra, Variorum Publications, 1980, ISBN 9780860780724
  • W. Hotzelt, Kirchengeschichte Palästinas im Zeitalter der Kreuzzüge 1099-1291, ed. Bachem, coll. «Kirchengeschichte Palästinas von der Urkirche bis zur Gegenwart» n° 3, Colonia, 1940, p. 253
  • Mayer, Hans Eberhard, Bistümer, Klöster und Stifte im Königreich Jerusalem (Schriften der Monumenta Germaniae Historica 26), Stoccarda, Hiersemann, 1977. ISBN 3-7772-7719-3
  • U. Lorenzetti, C. Belli Montanari, L'Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme. Tradizione e rinnovamento all'alba del Terzo Millennio, Fano (PU), settembre 2011.

Fonti[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]