Patriarcato di Gerusalemme dei Latini
| Patriarcato di Gerusalemme dei Latini Patriarchatus Hierosolymitanus Latinorum Chiesa latina |
|
|---|---|
| Patriarca | Fouad Twal |
| Ausiliari | Giacinto-Boulos Marcuzzo William Hanna Shomali Maroun Elias Nimeh Lahham |
| Patriarchi emeriti | Michel Sabbah |
| Sacerdoti | 417 di cui 78 secolari e 339 regolari 385 battezzati per sacerdote |
| Religiosi | 758 uomini, 1.084 donne |
| Diaconi | 4 permanenti |
| Battezzati | 160.7000 |
| Parrocchie | 66 |
| Erezione | 23 luglio 1847 |
| Rito | romano |
| Indirizzo | Patriarcat Latin, P.O. Box 14152, 91141 Jerusalem [Old City] |
| Sito web | www.lpj.org |
| Dati dall'Annuario Pontificio 2011 * * | |
| Chiesa cattolica in Israele | |
Il patriarcato di Gerusalemme dei Latini (in latino: Patriarchatus Hierosolymitanus Latinorum) è una sede della Chiesa cattolica immediatamente soggetta alla Santa Sede. Nel 2010 contava 160.700 battezzati. È attualmente retta dal patriarca Fouad Twal.
Il Patriarca di Gerusalemme dei Latini, unico tra i vescovi cattolici di rito latino ad avere il diritto di portare il titolo di "Sua beatitudine", è anche Gran Priore dell'Ordine equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme per la Terrasanta.
Indice |
Territorio [modifica]
Il patriarcato estende la sua giurisdizione sui fedeli di rito latino di Israele, Giordania, Cipro e dell'Autorità Nazionale Palestinese. La struttura diocesana è organizzata in cinque vicariati:
Vicariato patriarcale di Palestina: con sede a Gerusalemme, guidato dal vescovo ausiliare, e vicario generale, William Hanna Shomali, vescovo titolare di Lidda.
Vicariato patriarcale di Israele: con sede a Nazaret, guidato dal vescovo ausiliare Giacinto-Boulos Marcuzzo, vescovo titolare di Emmaus.
Vicariato patriarcale di Giordania: con sede ad Amman, guidato dal vescovo ausiliare Maroun Elias Nimeh Lahham, arcivescovo titolare di Medaba.
Vicariato patriarcale di Cipro: con sede a Nicosia, guidato dal francescano Evenzio Herrera Diaz.- Vicariato patriarcale San Giacomo per i cattolici di lingua ebraica in Israele: con sede a Gerusalemme, guidato dal gesuita David Neuhaus.
Sede patriarcale è la città di Gerusalemme, dove si trovano la cattedrale del Santo Sepolcro e la concattedrale del Santissimo Nome di Gesù.
Il territorio è suddiviso in 66 parrocchie.
Storia [modifica]
Cronologia [modifica]
- I secolo: Fondazione della Diocesi di Gerusalemme
- 451: Elevazione a Patriarcato
- Occupazione musulmana
- 1099: Istituzione della Sede patriarcale di rito romano
- 1295: Declassamento a Patriarcato titolare
- 23 luglio 1847: Ripristino della Sede patriarcale
Patriarcato crociato [modifica]
Il 15 luglio 1099 Gerusalemme fu conquistata dai Crociati, che inaugurarono così il Regno di Gerusalemme che durò per quasi 200 anni.
Fino a quel momento tutti i cristiani in Terra Santa erano stati sotto la giurisdizione del Patriarca ortodosso di Gerusalemme, ma i crociati non accettarono di essere sottoposti a un religioso di rito bizantino, membro di una Chiesa separata da quella di Roma dopo il Grande Scisma del 1054 tra Oriente e Occidente.
Perciò, il 1º agosto 1099 i religiosi crociati crearono il patriarcato di Gerusalemme dei latini e ne nominarono primo titolare Arnolfo di Roeux.
Simone II, il Patriarca greco di Gerusalemme, finì per rifugiarsi a Costantinopoli attorno al 1107, e un suo successore non rivedrà Gerusalemme che nel 1187.
Fu istituita una gerarchia ecclesiastica latina, di rito romano: durante l'esistenza del Regno di Gerusalemme il patriarcato latino era diviso in quattro arcidiocesi a capo delle quali vi erano l'arcivescovo di Tiro, l'arcivescovo di Cesarea, l'arcivescovo di Nazaret e l'arcivescovo di Petra ed aveva come diretti suffraganei i vescovi di Lidda-Ramla, Betlemme, Hebron e Gaza e gli abati del Tempio, Monte Sion e Monte degli Ulivi.
Il patriarca latino controllava inoltre il Quartiere latino della città di Gerusalemme (il Santo Sepolcro e le immediate vicinanze).
Dopo la caduta di Gerusalemme nel 1187, la sede del patriarcato fu trasferita a Tiro, poi a San Giovanni d'Acri nel 1191. Il patriarca tornò a Gerusalemme nel 1229, quando la città fu restituita ai Crociati, poi di nuovo a San Giovanni d'Acri nel 1244. San Giovanni d'Acri aveva una sua diocesi, ma le due furono unite nel 1261.
Quando, con la caduta di San Giovanni d'Acri nel 1291, le ultime vestigia del Regno furono conquistate dai Mamelucchi, la storia del patriarcato, che corrispondeva approssimativamente al territorio del Regno di Gerusalemme, terminò.
Tuttavia, la Chiesa cattolica continuò a nominare patriarchi di Gerusalemme titolari che, dopo il 1374, ebbero la loro sede nella Basilica di San Lorenzo fuori le Mura a Roma.
Nel XIV secolo, oltre a questa basilica, il patriarca mantenne la competenza su numerosi domini orientali rimasti in mani latine (le isole greche di Cipro, Lesbo, Chio, Creta, Rodi, Nasso, ed altre minori), ma questi possedimenti diminuirono con il progredire, nel tempo, delle conquiste turche.
I patriarchi residenti dal 1847 [modifica]
Nel 1842, la Chiesa anglicana istituì un vescovo anglicano di Gerusalemme, subito dopo fu la Chiesa ortodossa russa ad inviare una missione evangelica in Palestina.
Il 23 luglio 1847 papa Pio IX con il breve Nulla celebrior decise di ripristinare il Patriarcato di Gerusalemme dei latini, ma con un significato diverso rispetto al Patriarcato crociato: non veniva più messo in discussione il fatto che il Patriarca greco-ortodosso fosse il legittimo successore del primo vescovo di Gerusalemme.[1]
Il 4 ottobre fu annunciato che l'Impero Ottomano autorizzava il reinsediamento, con competenza estesa su Palestina e Cipro.
Per evitare coinvolgimenti in questioni a carattere nazionale furono nominati solo patriarchi italiani fino al 1987, quando il cambiamento di questa politica fu segnato dalla nomina di Michel Sabbah, il primo arabo palestinese a portare il titolo.
La basilica del Santo Sepolcro fu eretta a cattedrale del patriarcato latino. Tuttavia, il patriarca latino può celebrarvi solo nei tempi e negli spazi assegnati alla comunità francescana della Custodia di Terra Santa dallo Statu Quo e secondo gli accordi con la stessa. Lo Statu Quo è un firmano ottomano del 1852, tuttora in vigore anche per effetto dell'Accordo Fondamentale tra la Santa Sede e lo Stato di Israele del 1993,[2] che assegna i diritti sul Santo Sepolcro alle varie confessioni cristiane presenti: oltre ai francescani, vi sono gli Armeni, i copti, i siri e i greco-ortodossi, il cui patriarca ha al centro della stessa basilica la propria cattedra ed il Katholikon, ossia la propria cattedrale.[3] La cattedra del patriarca latino non può essere collocata nella basilica del Santo Sepolcro e si trova quindi nella concattedrale del Santissimo Nome di Gesù, chiesa madre della diocesi, dove egli celebra normalmente. La residenza del patriarca è presso la concattedrale.[4]
Il seminario, invece, si trova a Beit Jala, una cittadina 10 km a sud di Gerusalemme, dove è stato trasferito nel 1936.
Il patriarca latino è membro di diritto del Consiglio dei Patriarchi cattolici d'Oriente.
Cronotassi dei patriarchi [modifica]
Patriarchi insediati a Gerusalemme (1099-1187) [modifica]
- Arnolfo di Roeux † (1º agosto 1099 - 26 o 31 dicembre 1099 deposto)
- Dagoberto da Pisa † (26 o 31 dicembre 1099 - settembre 1102 deposto)
- Ebremaro di Thérouanne † (ottobre 1102 - 1102 deposto)
- Dagoberto da Pisa † (1102 - 14 maggio 1107 deceduto) (per la seconda volta)
- Gibelino di Arles † (1108 - 6 aprile 1112 deceduto)
- Arnolfo di Roeux † (26 aprile 1112 - 28 aprile 1118 deposto) (per la seconda volta)
- Guermondo di Picquigny † (gennaio 1119 - 1128 deceduto)
- Stefano di Chartres † (1128 - 1130 deceduto)
- Guglielmo I † (1130 - 27 settembre 1145 deceduto)
- Fulcherio di Angoulême † (25 gennaio 1146 - 20 novembre 1157 deceduto)
- Amalrico di Nesle † (1157/1158 - 6 ottobre 1180 deceduto)
- Eraclio d'Alvernia † (circa 16 ottobre 1180 - prima del 13 luglio 1191 deceduto)
Patriarchi insediati a San Giovanni d'Acri (1191-1291) [modifica]
- Rodolfo † (1191 - 1192 deceduto)
- Michele di Corbeil † (1193 - 23 aprile 1194 nominato arcivescovo di Sens)
- Aimaro Monaco dei Corbizzi † (1194 - prima di novembre 1202 deceduto)
- Soffredo Errico Gaetani † (circa 1202 - 1204 dimesso)
- Sant'Alberto Avogadro † (circa 1205[5] - 14 settembre 1214 deceduto)[6]
- Rodolfo di Mérencourt † (circa 1214 - 1225 deceduto)
- Tommaso di Capua (o del Vescovo) † (1225 dimesso) (vescovo eletto
- Geroldo di Losanna † (10 maggio 1225 - 7 settembre 1239 deceduto)
- Jacques de Vitry † (1239 dimesso) (patriarca eletto)
- Roberto di Nantes † (14 maggio 1240 - 8 giugno 1254 deceduto)
- Jacques Pantaléon † (9 aprile 1255 - 29 agosto 1261 eletto papa con il nome di Urbano IV)
- Guglielmo II † (9 dicembre 1262 - 21 aprile 1270 deceduto)
- Tommaso Agni, O.P. † (19 marzo 1272 - 22 settembre 1277 deceduto)
- Giovanni di Vercelli, O.P. † (5 maggio 1278 - 4 febbraio 1279 dimesso)
- Elia † (10 maggio 1279 - 1287 deceduto)
- Nicola di Hannapes † (30 aprile 1288 - 19 maggio 1291 deceduto)[7]
Patriarchi titolari (1295 - 1847) [modifica]
- Landolfo † (22 aprile 1295 - 1305 ? deceduto)
- Anthony Bek † (6 febbraio 1306 - 3 marzo 1311 deceduto)[8]
- Pierre Pleinecassagne (Pleine-Chassagne), O.F.M. † (26 febbraio 1314 - 6 febbraio 1319 deceduto)[9]
- Pietro di Nicosia † (19 giugno 1322 - 1324 deceduto)
- Raimondo Beguin, O.P. † (19 marzo 1324 - 1328 deceduto)
- Pietro de la Palude, O.P. † (27 marzo 1329 - 31 gennaio 1342 deceduto)[10]
- Élie de Nabinal, O.F.M. † (12 luglio 1342 - 20 settembre 1342 creato cardinale)
- Pierre di Casa, O.Carm. † (7 ottobre 1342 - 3 agosto 1348 deceduto)
- Guglielmo Lamy † (2 marzo 1349 - 9 giugno 1360 deceduto)
- Filippo di Cabassolle † (18 agosto 1361 - 22 settembre 1368 creato cardinale)
- Guglielmo Militis, O.P. † (22 giugno 1369 - 1371 deceduto)
- Guglielmo de la Garde † (12 dicembre 1371 - 1374 deceduto)
- Philippe d'Alençon † (27 agosto 1375 - 18 settembre 1378 creato cardinale)
- Patriarchi dell'obbedienza avignonese:
- Patriarchi dell'obbedienza romana:
- Francesc Climent Sapera † (7 giugno 1419 - 4 novembre 1429 nominato arcivescovo di Saragozza)
- Biagio Molin † (20 ottobre 1434 - 1448 deceduto)
- Cristoforo Garatoni † (1448 - 1449 deceduto) (amministratore apostolico)
- Basilio Bessarione † (21 ottobre 1449 - 1458 dimesso) (amministratore apostolico)
- Lorenzo Zane † (13 marzo 1458 - 1460 dimesso)[11]
- Louis d'Harcourt † (18 gennaio 1460 - 14 dicembre 1479 deceduto)[12]
- Bartolomeo Della Rovere † (13 aprile 1480 - 1494 deceduto)[13]
- Giovanni Antonio Sangiorgio † (1500 - 1503)[14]
- Bernardino Carvajal † (30 dicembre 1503 - 1523 dimesso))
- Rodrigo Carvajal † (20 febbraio 1523 - 1539 deceduto)[15]
- Alessandro Farnese † (27 agosto 1539 - 1550 dimesso)
- Cristoforo Spiriti † (28 febbraio 1550 - 5 novembre 1556 deceduto)[16]
- Antonio Elio † (20 luglio 1558 - 1576 deceduto)[17]
- Giovanni Antonio Facchinetti † (12 novembre 1576 - 12 dicembre 1583 creato cardinale)[18]
- Scipione Gonzaga di Bozzolo † (23 settembre 1585 - 1588 dimesso)
- Fabio Bondi † (8 gennaio 1588 - 6 dicembre 1618 deceduto)
- Giambattista Cennini † (17 dicembre 1618 - 11 gennaio 1621 creato cardinale)
- Diofebo Farnese † (17 marzo 1621 - 1622 ? deceduto)
- Alfonso Manzanedo de Quinones † (26 ottobre 1622 - 13 novembre 1627 deceduto)
- Domenico de' Marini † (15 novembre 1627 - febbraio 1635 deceduto)[19]
- Giovanni Colonna † (7 aprile 1636 - 8 aprile 1637 deceduto)
- Tegrimio Tegrimi † (1º marzo 1638 - 13 marzo 1641 deceduto)[20]
- Egidio Orsini de Vivere † (15 aprile 1641 - 17 aprile 1647 deceduto)
- Camillo Massimo † (15 dicembre 1653 - 22 dicembre 1670 creato cardinale)
- Egidio Colonna † (19 gennaio 1671 - 18 o 19 ottobre 1686 deceduto)
- Bandino Panciatichi † (14 ottobre 1689 - 13 febbraio 1690 creato cardinale)
- Pietro Bargellini † (8 maggio 1690 - 14 settembre 1694 deceduto)
- Francesco Martelli † (21 luglio 1698 - 17 maggio 1706 creato cardinale)
- Muzio Gaeta iuniore † (14 maggio 1708 - 7 marzo 1728 deceduto)
- Vincenzo Ludovico Gotti, O.P. † (29 aprile 1728 - 30 aprile 1728 creato cardinale)
- Pompeo Aldrovandi † (23 marzo 1729 - 24 marzo 1734 creato cardinale)
- Tomaso Cervini † (27 marzo 1734 - 29 luglio 1751 deceduto)
- Tommaso Moncada, O.P. † (20 settembre 1751 - ottobre 1762 deceduto)[21]
- Giorgio Maria Lascaris † (20 dicembre 1762 - 11 dicembre 1795 deceduto)
- Michele Di Pietro † (22 dicembre 1800 - 20 settembre 1802 nominato cardinale presbitero di Santa Maria in Via)
- Francesco Maria Fenzi † (23 settembre 1816 - 9 gennaio 1829 deceduto)
- Daulo Augusto Foscolo † (15 marzo 1830 - 4 ottobre 1847 nominato patriarca titolare di Alessandria)
Patriarchi di Gerusalemme (sede restaurata) [modifica]
- Giuseppe Valerga † (17 maggio 1847 - 2 dicembre 1872 deceduto)
- Vincenzo Bracco † (21 marzo 1873 - 19 giugno 1889 deceduto)
- Ludovico Piavi, O.F.M. † (28 agosto 1889 - 24 gennaio 1905 deceduto)
- Filippo Camassei † (6 dicembre 1906 - 15 dicembre 1919 ritirato)
- Luigi Barlassina † (8 marzo 1920 - 27 settembre 1947 deceduto)
- Alberto Gori † (21 novembre 1949 - 25 novembre 1970 deceduto)
- Giacomo Giuseppe Beltritti † (25 novembre 1970 succeduto - 11 dicembre 1987 ritirato)
- Michel Sabbah (11 dicembre 1987 - 19 marzo 2008 ritirato)
- Fouad Twal, dal 19 marzo 2008
Dal 1847 ad oggi, tutti i patriarchi sono stati sepolti nella Concattedrale del Santissimo Nome di Gesù, con l'unica eccezione del patriarca e cardinale Filippo Camassei, morto in Roma il 18 gennaio 1921 ed ivi sepolto nella tomba della Sacra Congregazione de Propaganda Fide nel Cimitero di Campo Verano.
Statistiche [modifica]
La diocesi al termine dell'anno 2010 contava 160.700 battezzati.
| anno | popolazione | sacerdoti | diaconi | religiosi | parrocchie | ||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| battezzati | totale | % | numero | secolari | regolari | battezzati per sacerdote | uomini | donne | |||
| 1950 | 32.912 | 3.120.000 | 1,1 | 282 | 59 | 223 | 116 | 378 | 862 | 52 | |
| 1970 | 50.071 | 5.935.350 | 0,8 | 344 | 69 | 275 | 145 | 436 | 1.148 | 55 | |
| 1980 | 56.301 | ? | ? | 360 | 94 | 266 | 156 | 472 | 1.221 | 63 | |
| 1990 | 62.955 | ? | ? | 368 | 90 | 278 | 171 | 480 | 1.099 | 64 | |
| 1998 | 77.000 | ? | ? | 368 | 75 | 293 | 209 | 1 | 549 | 1.144 | 65 |
| 2002 | 77.000 | ? | ? | 371 | 78 | 293 | 207 | 1 | 549 | 1.144 | 65 |
| 2004 | 77.000 | ? | ? | 372 | 79 | 293 | 206 | 498 | 1.144 | 65 | |
| 2005 | 77.000 | ? | ? | 248 | 75 | 173 | 310 | 1 | 313 | 1.103 | 65 |
| 2007 | 78.215 | ? | ? | 249 | 89 | 160 | 314 | 1 | 441 | 1.113 | 65 |
| 2010 | 160.700 | ? | ? | 417 | 78 | 339 | 385 | 4 | 758 | 1.084 | 66 |
Note [modifica]
- ^ Giorgio Bernardelli, Abbattere i «muri» tra le Chiese: lavori in corso, in Avvenire del 15 maggio 2009, p. 7.
- ^ Accordo Fondamentale tra la Santa Sede e lo Stato di Israele
- ^ Il Katholikon, dal sito del Patriarcato Ortodosso di Gerusalemme.
- ^ La concattedrale sul sito ufficiale del Patriarcato Latino di Gerusalemme
- ^ De Mas Latrie cita una bolla di nomina del 16 giugno 1205 (cfr. op. cit., p. 20).
- ^ Morto assassinato.
- ^ Muore per annegamento durante la fuga da San Giovanni d'Acri.
- ^ È anche vescovo di Durham.
- ^ È contestualmente vescovo di Rodez e legato pontificio in Medioriente.
- ^ Dal 1336 è anche vescovo di Couserans
- ^ È contestualmente arcivescovo di Spalato.
- ^ È contestualmente vescovo di Bayeux.
- ^ È contestualmente vescovo di Ferrara.
- ^ È contestualmente vescovo di Parma.
- ^ Nipote del precedente. È contestualmente vescovo di Foligno.
- ^ È contestualmente vescovo di Cesena.
- ^ Fino al 1566 mantenne anche il titolo di Pola.
- ^ Eletto papa il 29 ottobre 1591 con il nome di Innocenzo IX.
- ^ È contestualmente arcivescovo di Genova.
- ^ È contestualmente vescovo di Assisi.
- ^ È contestualmente vescovo di Messina.
Bibliografia [modifica]
- Giorgio Fedalto, La Chiesa latina in Oriente, ed. Mazziana, coll. «Studi religiosi» n° 3, Verona, 3 vol., 1973-1978.
-
- La Chiesa latina in Oriente, Vol.1, 1981 (2 ed. aggiornata), p. 671.
- La Chiesa latina in Oriente / Hierarchia latina orientis, Vol.2, 2006 (2 ed. aggiornata), p. 300 ISBN 88-85073-77-8
- La Chiesa latina in Oriente / Documenti veneziani, Vol.3, 1978, p. 308
- R. Aubert (a cura di), Dictionnaire d'Histoire et de Géographie Ecclésiastique, vol. XXVI, Letouzey et Amé, 1997, pp. 1124-1130..
- L. De Mas Latrie (1893). Les patriarches latins de Jérusalem. Revue de l'Orient latin 1: pp. 16 - 41 (in francese). URL consultato in data 2009-10-03.
- Pringle, Denys, The churches of the Crusader Kingdom of Jerusalem: a corpus, Cambridge University Press, Bd. I (A-K), 1993. ISBN 0-521-39036-2/Bd. II (L-Z), 1998. ISBN 0-521-39037-0
- Bernard Hamilton, The Latin Church in the Crusader States: the Secular Church, Londra, Variorum Publications, 1980, ISBN 9780860780724
- W. Hotzelt, Kirchengeschichte Palästinas im Zeitalter der Kreuzzüge 1099-1291, ed. Bachem, coll. «Kirchengeschichte Palästinas von der Urkirche bis zur Gegenwart» n° 3, Colonia, 1940, p. 253
- Mayer, Hans Eberhard, Bistümer, Klöster und Stifte im Königreich Jerusalem (Schriften der Monumenta Germaniae Historica 26), Stoccarda, Hiersemann, 1977. ISBN 3-7772-7719-3
- Charles D. Du Cange; Nicolas Rodolphe Taranne; Emmanuel Guillaume Rey, Les familles d'outre-mer in Documents inédits, ristampa, Ayer Publishing [1869], 1971, pp. 713 e seguenti. ISBN 9780833709325
- De Sandoli, Sabino (1974). Corpus Inscriptionum Crucesignatorum Terrae Sanctae. Pubblicazioni dello Studium Biblicum Franciscanum 21: 68. URL consultato in data 07-03-2009.
- U. Lorenzetti, C. Belli Montanari, L'Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme. Tradizione e rinnovamento all'alba del Terzo Millennio, Fano (PU), settembre 2011.
Fonti [modifica]
- (EN) Annuario pontificio del 2011 e precedenti, riportati su www.catholic-hierarchy.org alla pagina [1]
- (EN) List of Latin Patriarchs of Jerusalem da: Giga-Catholic Information
- (AR, EN, ES, FR, IT, PT) Sito ufficiale del patriarcato
- (EN) Sito ufficiale della chiesa cattolica di rito latino a Cipro
- (EN) Vecchio sito ufficiale
- (LA) Pius Bonifacius Gams, Series episcoporum Ecclesiae Catholicae, Leipzig 1931, p. 452
- (LA) Konrad Eubel, Hierarchia Catholica Medii Aevi, vol. 1, pp. 275-276; vol. 2, p. 164; vol. 3, p. 210; vol. 4, p. 203; vol. 5, p. 220; vol. 6, p. 235
- (LA) Breve Nulla celebrior, in Pii IX Pontificis Maximi Acta. Pars prima, Romae 1854, p. 59
Voci correlate [modifica]
- Patriarca di Gerusalemme
- Basilica del Santo Sepolcro
- Concattedrale del Santissimo Nome di Gesù
- Chiesa di Gerusalemme
- Chiesa cattolica in Israele
- Statu Quo
- Ordine equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme
Collegamenti esterni [modifica]
- (HE, EN, FR, IT, RU) Il sito ufficiale del vicariato San Giacomo per i cattolici di lingua ebraica
- Sito ufficiale Luogotenenza per l'Italia Settentrionale dell'Ordine del Santo Sepolcro