Ordine della Beata Vergine del Monte Carmelo

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Lo stemma dell'Ordine del Carmelo.

L'Ordine della Beata Vergine del Monte Carmelo, o più semplicemente Carmelitano (in latino Ordo Fratrum Beatissimae Mariae Virginis de Monte Carmelo), è un ordine religioso cattolico. Sorto in origine sul Monte Carmelo, in Palestina, da cui ha preso il nome, con una natura prettamente monastica, è stato in seguito trasformato in ordine mendicante. I frati carmelitani pospongono al loro nome le sigle O.C. o O.Carm. Esistono anche il ramo femminile delle Monache Carmelitane e numerose congregazioni di suore aggregate all'ordine.

Le origini[modifica | modifica wikitesto]

Il profeta Elia, rappresentato con il saio e lo scapolare dell'Ordine.

Il Primo Libro dei Re, un libro storico della Bibbia, racconta che il profeta Elia raccolse una comunità di uomini sul monte Carmelo, che in aramaico significa "giardino", e operò in difesa della purezza della fede nel Dio di Israele, vincendo una sfida contro i sacerdoti del dio Baal.

Spinti dal legame col profeta Elia, vi si stabilirono prestissimo comunità monastiche cristiane, e i crociati, quando vi giunsero nel 1099, vi trovarono già dei religiosi insediati, forse di rito maronita, che si ritenevano successori dei discepoli del profeta Elia e seguivano la regola di San Basilio. Attorno al 1154 si ritirò sul monte il nobile francese San Bertoldo, giunto in Palestina assieme al cugino Aimerio di Limoges, patriarca di Antiochia, e riunì gli eremiti a vita cenobitica. I religiosi edificarono una chiesetta in mezzo alle loro celle e la dedicarono alla Vergine: presero quindi il nome di "Fratelli di Santa Maria del Monte Carmelo". Bertoldo divenne il Primo Priore dell'Ordine Carmelitano. Probabilmente verso la fine della terza crociata (1189-1191) alcuni crociati e pellegrini si unirono a loro presso la "fonte di Elia", per condurre una vita eremitica imitando il profeta biblico in chiave cristiana.

Dal 1154, quindi, il Carmelo ha acquisito subito i suoi due elementi caratterizzanti: il riferimento ad Elia e il legame a Maria. Dal profeta ha ereditato il desiderio di interiorizzarne la Parola nel cuore per testimoniarne la presenza nel mondo; con la Madonna si impegna a vivere con la stessa profondità di unione a Cristo che caratterizzò lei.

La regola[modifica | modifica wikitesto]

Tra il 1207 e il 1209, il patriarca latino di Gerusalemme (che allora aveva sede a San Giovanni d'Acri) Alberto di Vercelli redasse per gli eremiti del Monte Carmelo i primi statuti (la cosiddetta "regola primitiva" o formula vitae). I Carmelitani, per questo motivo, non hanno mai riconosciuto ad alcuno in particolare il titolo di fondatore, rimanendo fedeli al modello che vedeva nel profeta Elia uno degli iniziatori della vita monastica.

La regola carmelitana, che prescriveva veglie notturne, digiuno e astinenza rigorosi, la pratica della povertà e del silenzio, venne approvata per la prima volta da papa Onorio III con la bolla Ut vivendi normam del 30 gennaio 1226.

Immagine di un frate carmelitano.

La diffusione in Europa[modifica | modifica wikitesto]

A causa delle incursioni dei saraceni, attorno al 1235 i monaci dovettero abbandonare l'oriente per stabilirsi in Europa: il loro primo monastero fu quello di Messina, in località Ritiro.

Nel corso del generalato dell'inglese Simone Stock, durante il quale l'ordine conobbe una grande diffusione (vennero fondati i conventi carmelitani di Cambridge, Oxford, Bologna, Parigi), papa Innocenzo IV ritoccò e confermò la regola dei frati Carmelitani (bolla Quae honorem conditoris omnium del 1º ottobre 1247), che vennero annoverati tra gli ordini mendicanti.

Ben presto ai frati si affiancarono alcune donne, che nel 1452 diedero vita a vere e proprie comunità monastiche.

Nel 1457 Alberto degli Abati fu il primo carmelitano a essere venerato santo dopo il loro Primo Priore, Bertoldo di Calabria, e il suo successore, il Beato Brocardo.

La riforma dell'Ordine[modifica | modifica wikitesto]

Papa Eugenio IV nel 1432 mitigò il rigore della regola primitiva: ciò fu causa di raffreddamento dell'ideale di vita e di rilassamento dei costumi, ai quali si oppose vanamente l'opera di alcuni Priori Generali, come Giovanni Soreth († 1471). Le successive tendenze a un ritorno al primitivo rigore determinarono varie riforme (quelle di Mantova, di Albi).

Dalla riforma di Giovanni della Croce e di Teresa d'Ávila ebbero origine i carmelitani scalzi (frati e monache scalze), che nel 1593 ottennero da papa Clemente VIII una completa autonomia dai carmelitani dell'antica osservanza (detti poi "calzati").

L'aspetto più rilevante di questa azione è l'aver integrato nel suo progetto elementi vitali ed ecclesiali dell'epoca successiva al Concilio di Trento.

I secoli successivi e il terz'ordine[modifica | modifica wikitesto]

Malgrado le divisioni verificatesi nei secoli, l'Ordine Carmelitano continuò la sua crescita. Grande sviluppo si ebbe anche tra i laici con l'istituzione del Terz'Ordine Carmelitano e delle Confraternite dello Scapolare del Carmine.

Nei secoli XVII e XVIII si diffuse, un po' ovunque, il movimento della più stretta osservanza con la Riforma di Touraine in Francia, con l'introduzione della Riforma di Santa Teresa d'Avila ad opera della Beata Maria dell'Incarnazione e con quelle di Monte Santo, Santa Maria della Vita e Santa Maria della Scala in Italia.

All'inizio della Rivoluzione Francese l'Ordine Carmelitano era ormai diviso in ben 54 province e 13.000 religiosi. Ma con le conseguenze della Rivoluzione Francese e delle soppressioni in varie parti del mondo l'Ordine Carmelitano subì un serio ridimensionamento, cosicché alla fine del XIX secolo era ridotto a 8 province e 727 religiosi.

Oggi[modifica | modifica wikitesto]

A partire dal Concilio Vaticano II, i Carmelitani hanno riscoperto il connubio tra dimensione contemplativa e diaconia, servizio in mezzo al popolo.

I Carmelitani vivono in fraternità e sono impegnati:

  • nell'evangelizzazione;
  • nella cura di centri di spiritualità, quali i santuari mariani;
  • nella gestione di scuole e nelle parrocchie;
  • nell'attività missionaria;
  • nell'impegno nell'opera di "Giustizia e Pace", che si occupa della tutela della dignità umana, soprattutto tra i poveri, gli emarginati, i sofferenti.

Attualmente i Frati carmelitani sono divisi in 20 province, 3 commissariati generali, 2 delegazioni generali e 1 comunità affiliata.

Nel 1987 sono nati anche gli Eremiti della Beata Vergine del Monte Carmelo, parte dell'Ordine Carmelitano, che si propongono di rivivere l'austerità e lo stile contemplativo della prima comunità carmelitana e sono presenti negli USA a Christoval e Lake Elmo.

I carmelitani sono presenti e impegnati nei seguenti paesi: Argentina, Australia, Bolivia, Brasile, Burkina Faso, Camerun, Canada, Colombia, Congo, Filippine, Francia, Germania, Gran Bretagna, India, Indonesia, Irlanda, Italia, Kenya, Malta, Messico, Mozambico, Olanda, Perù, Polonia, Porto Rico, Portogallo, Repubblica Ceca, Repubblica Dominicana, Romania, El Salvador, Spagna, Stati Uniti d'America, Tanzania, Timor Est, Trinidad e Tobago, Ucraina, Venezuela e Zimbabwe.

Al 31 dicembre 2007, l'ordine contava 391 conventi e 1.954 frati, 1.313 dei quali sacerdoti.[1]

Il secondo e il terzo ordine carmelitano[modifica | modifica wikitesto]

Le monache carmelitane (secondo ordine), con connotazione essenzialmente contemplativa, hanno avuto ufficialmente origine nel 1452.

Al terz'ordine regolare appartengono le congregazioni aggregate all'ordine. Sono aggregate all'ordine le congregazioni delle suore: della Divina Provvidenza di Belo Horizonte, delle Grazie di Bologna, per gli Anziani e Infermi di Germantown, di madre Candelaria del Venezuela, di Nostra Signora del Monte Carmelo di Lacombe, del Sacro Cuore di Gesù di Madrid, del Corpus Christi di Trinidad, della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo di Oriuhela, di Nostra Signora del Carmelo di Roma, delle missionarie di Santa Teresina di Santa Marinella.

Esiste pure un terz'ordine secolare, costituito da laici.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Status Ordinis Fratrum Beatissimae Mariae Virginis de Monte Carmelo, die 31 decembris 2007, Roma, Edizioni Carmelitane, 2008, pp. 501-505.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Missale fratrum Ordinis Beatissimae Dei Genitricis, semperque Virginis Mariae de Monte Carmeli ad praescriptum breviarii eiusdem ordinis ... Angeli Monsignani Foroliviensis prioris generalis iussu editum, Roma 1684.

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