Maria (madre di Gesù)

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Antonello da Messina, particolare del viso della Vergine nell'Annunciata di Palermo
La Fontana della Vergine a Nazaret
(LA)
« Ne timeas, Maria, invenisti enim gratiam apud Deum. Et ecce concipies
et paries filium, et vocabis nomen eius Iesum. Hic erit magnus et Filius Dei vocabitur. »
(IT)
« Non temere, Maria, poiché hai trovato grazia presso Dio. Ecco concepirai
e partorirai un figlio e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e chiamato Figlio di Dio »
(S. Luca, Vangelo secondo Luca[1])

Maria (in ebraico: מרים, Myrhiàm; aramaico: Maryām; greco: Μαρίαμ Mariam, Μαρία María; arabo: مريم, Maryam) è la madre di Gesù. È venerata come "Santissima Madre di Dio" dai cattolici e dagli ortodossi (che la onorano del titolo di Θεοτόκος, Theotókos); la sua santità è comunque riconosciuta dalla Comunione anglicana e anche da confessioni protestanti come quella luterana. È usato anche il titolo di Madonna. Le è dedicata una sura nel Corano ed anche per l'Islam la sua maternità è misteriosa.[2]

Nella Chiesa cattolica e ortodossa[modifica | modifica sorgente]

Nei Vangeli sinottici[modifica | modifica sorgente]

Dei tre vangeli sinottici quello che parla più diffusamente di Maria è il Vangelo di Luca. Vi si racconta che Maria viveva a Nazaret, in Galilea e che, promessa sposa di Giuseppe, ricevette dall'arcangelo Gabriele l'annuncio che avrebbe concepito il Figlio di Dio, senza avere rapporti intimi (Luca 1,26-38). Ella accettò e, per la sua completa accettazione e fedeltà alla missione affidatale da Dio, è considerata dai cristiani il modello per tutti i credenti.

Secondo i costumi del tempo, il suo fidanzamento con Giuseppe è probabilmente avvenuto in giovanissima età.[3][4][5]

Lo stesso Vangelo secondo Luca racconta la sua pronta partenza per una città della regione montuosa di Giuda[6], per aiutare una parente di nome Elisabetta, anziana, incinta di sei mesi. Da Elisabetta è chiamata "la madre del mio Signore". Maria risponde proclamando il Magnificat:

« Allora Maria disse: L'anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, perché ha guardato l'umiltà della sua serva. D'ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.  »   (Luca 1,46)

Trovandosi a Betlemme, in Giudea, con suo marito Giuseppe per il censimento indetto (Luca 2,1-2), tramite il console Quirino, dall'imperatore Augusto, partorì (in un riparo che era forse una stalla) suo figlio, al quale impose il nome di Gesù come le aveva prescritto l'arcangelo Gabriele. Il vangelo racconta il canto degli angeli e la visita dei pastori (Luca 2,1-20), e poi dei sapienti orientali detti i Magi. Secondo Matteo, che fa risiedere la famiglia fin da principio a Betlemme (Matteo 2,1-11), seguono la persecuzione di Erode, la fuga in Egitto, la strage degli Innocenti e il ritorno a Nazaret.

Quando Gesù compì 12 anni, Maria e Giuseppe lo condussero a celebrare la Pasqua nel Tempio di Gerusalemme. Tornando a Nazaret, i genitori non trovarono più Gesù nella carovana e, preoccupati, tornarono indietro a cercarlo. Lo ritrovarono al terzo giorno nel Tempio, dove Gesù stava insegnando fra i dottori della Legge. Maria è testimone, anche senza capirne in fondo il significato, della prima volta che Gesù manifesta la coscienza di essere figlio del Padre (Luca 2,41-50).

I Vangeli ce la presentano in vari momenti vicino a Gesù nel periodo del suo ministero pubblico.

Nel Vangelo secondo Giovanni[modifica | modifica sorgente]

Nel Vangelo secondo Giovanni è chiamata sempre «la Madre di Gesù». I biblisti cattolici ritengono che in tale vangelo Maria sia il simbolo dell'Israele fedele, che aspetta da Gesù il dono del vino dell'alleanza nuova (Nozze di Cana). Inoltre, essa è colei che ha fatto compiere al Figlio il primo miracolo della sua vita pubblica, ed è perciò presentata come la mediatrice di tutte le grazie presso Gesù Cristo. Sul Calvario, durante l'agonia in croce, Gesù l'affida all'apostolo Giovanni, e a Maria affida lo stesso apostolo: «Donna, ecco il tuo figlio!». Poi disse al discepolo: «Ecco la tua Madre!». E da quel momento il discepolo l'accolse nella sua casa (Gv 19,26-27).[7] Secondo la tradizione cattolica questo sarebbe l'atto che la costituisce Madre dei credenti. Secondo alcuni studiosi, inoltre, l'affidamento di Maria a Giovanni negherebbe implicitamente la tesi circa altri presunti figli di Maria e Giuseppe: non si comprenderebbe infatti il motivo per il quale Gesù affida Maria a Giovanni apostolo ed evangelista se fossero stati presenti altri figli di Maria.[8]

Negli Atti degli Apostoli[modifica | modifica sorgente]

William-Adolphe Bouguereau, La Madonna delle Rose

Negli Atti degli Apostoli è presentata in preghiera insieme con gli apostoli e i discepoli in attesa della venuta dello Spirito Santo

« Tutti questi erano assidui e concordi nella preghiera, insieme con alcune donne e con Maria, la madre di Gesù e con i fratelli di lui. »   (Atti 1,14)

Secondo la visione cattolica Maria fu quindi il centro attorno a cui gli stessi apostoli e discepoli si riunirono per la discesa dello Spirito, momento che sancisce la nascita della Chiesa.

Nel primo millennio cristiano[modifica | modifica sorgente]

La figura di Maria nel primo millennio del cristianesimo è stata oggetto di alcune definizioni dogmatiche, comuni quindi alle Chiese orientali e occidentali, ad esempio:

« Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l'angelo del Signore e prese con sé la sua sposa; senza che egli la conoscesse, ella diede alla luce un figlio ed egli lo chiamò Gesù. »   (Matteo 1,24-25)

Nella teologia cattolica[modifica | modifica sorgente]

Particolare della Madonna col Bambino attorniata da due angeli dalle Sette opere di Misericordia di Caravaggio

I cattolici si rivolgono a lei con molti titoli. In Italia viene normalmente chiamata Madonna (dal latino mea domina, "mia signora"). Altri sono: Maria Vergine, Maria Immacolata, Maria Assunta, che fanno riferimento alle definizioni dommatiche, mentre moltissimi altri titoli fanno riferimento a luoghi o eventi di particolare devozione, come Maria Ausiliatrice, Maria Consolata, Madonna di Lourdes, di Fatima o di Loreto, ecc.

Fra le preghiere che le vengono rivolte la più comune è l'Ave Maria, nella quale nella prima parte si ripetono il saluto dell'angelo al momento dell'annunciazione e quello di Elisabetta all'inizio della visitazione (secondo il Vangelo di Luca, I, 28 e I, 42); la seconda parte è un'invocazione di origine più tarda, nata in ambito ecclesiastico.

Il magistero cattolico ha definito altri dogmi che la riguardano:

  • l'Immacolata Concezione (nel 1854). Maria è considerata priva del peccato originale fin dal concepimento. La definizione dogmatica pose fine ad una controversia che si era sviluppata a partire dal Medioevo nella Chiesa latina, ripresa più tardi dal Protestantesimo;
  • l'Assunzione (nel 1950). Maria è considerata aver partecipato anticipatamente della resurrezione che sarà di tutti i cristiani alla fine dei tempi. La tarda definizione di questo dogma non fu causata da una controversia, ma sanzionò una credenza che era già diffusa nel primo millennio, ed infatti essa è ritenuta anche nelle Chiese ortodosse (la cosiddetta dormizione di Maria), pur senza essere da esse definita come dogma.

Al termine della sua vita terrena, afferma il dogma proclamato da papa Pio XII il 1º novembre 1950, la Vergine Maria venne trasportata, anima e corpo, in Cielo (venne "assunta", ricevuta, in Cielo), sulla scorta del convincimento dell'antichità cristiana di un somnium Mariae (sonno di Maria), anziché di una morte vera e propria. Pertanto al momento della conclusione della sua vita, momento chiamato anche "Dormizione", essa ricominciò subito a vivere, con il suo corpo risorto, nel Paradiso, accanto a suo Figlio Gesù. A Gerusalemme vi sono due luoghi che la tradizione collega alla sua morte: la chiesa della Dormizione, sul monte Sion, posta nel luogo in cui Maria si sarebbe "addormentata", e la chiesa della Tomba di Maria, nella valle del Cedron, dove gli apostoli avrebbero deposto il suo corpo, per poi ritrovare la tomba vuota. Secondo un'altra tradizione, invece, Maria avrebbe seguito l'apostolo Giovanni a Efeso e lì sarebbe morta.

Nella letteratura cattolica[modifica | modifica sorgente]

La teologia cattolica (mariologia) ha sviluppato, nel corso dei secoli, le definizioni, le concezioni, i dogmi e dunque le corrette forme di venerazione della Vergine, basandosi però non su speculazioni astratte (cioè gnostico-intellettuali), bensì su alcune tradizioni storico-religiose del Cristianesimo, come testi di santi e padri della Chiesa. Tutto ciò è oggetto di studio e di riflessione della mariologia cattolica.

Fra i santi della Chiesa latina che hanno scritto a proposito di Maria vi sono: il beato Duns Scoto, San Bernardo di Chiaravalle, San Bonaventura da Bagnoregio, San Luigi Maria Grignion de Montfort, Sant'Alfonso Maria de' Liguori. Essa è presentata come la «Madre della misericordia», la «Speranza dei disperati», la «Regina dei miseri», la «Mediatrice di tutte le grazie», il «Refugium peccatorum» vivente. San Bernardo afferma che

« [...] ella apre l'abisso della misericordia di Dio a chi vuole, quando vuole e come vuole; così che non vi è peccatore, per quanto iniquo sia, il quale si perda, se Maria lo protegge. »
(San Bernardo di Chiaravalle, De laudibus Virginis Matris)

e continua, dicendo che la maestà mariana non dev'essere fonte di timore o di vergogna nel pregarla (a causa dei propri peccati), al contrario:

« [...] Ma come potresti tu, Maria, ricusare di soccorrere i miseri, poiché sei la regina della misericordia? E chi mai sono i sudditi della misericordia, se non i miseri? Tu sei la regina della misericordia e io, essendo il peccatore più misero di tutti, sono il più grande dei tuoi sudditi. »
(San Bernardo di Chiaravalle, De laudibus Virginis Matris)

Essa, giacché che fu eletta ab aeterno da Dio per portare il Redentore agli uomini, e dal momento in cui accettò Gesù, ad opera dello Spirito Santo, è divenuta anche Madre di tutti gli uomini, dei giusti e dei peccatori che si rivolgono a Lei, e l'amore di Dio per Maria è tanto immenso, infinito ed illimitato che Sant'Alfonso Maria de' Liguori le si rivolge in tal modo:

« [...] Saresti in grado di ottenere la grazia anche per Lucifero in persona, se quello spirito superbo si umiliasse di fronte a Te! »
(Sant'Alfonso Maria de' Liguori, Le glorie di Maria, cap. II)

A tal proposito, si ricordi anche la visione di Maria contenuta nella Divina Commedia, dove Dante riporta la straordinaria preghiera del doctor marianus Bernardo di Chiaravalle (musicata, tra gli altri, da Giuseppe Verdi nei Quattro Pezzi Sacri) affinché Dante stesso possa ottenere -per grazia- la visione della Trinità divina:

« Vergine Madre, figlia del tuo figlio,
umile e alta più che creatura,
termine fisso d'etterno consiglio,

tu se' colei che l'umana natura
nobilitasti sì, che 'l suo fattore
non disdegnò di farsi sua fattura.

Nel ventre tuo si raccese l'amore,
per lo cui caldo ne l'etterna pace
così è germinato questo fiore.

Qui se' a noi meridiana face
di caritate, e giuso, intra ' mortali,
se' di speranza fontana vivace.

Donna, se' tanto grande e tanto vali,
che qual vuol grazia e a te non ricorre
sua disianza vuol volar sanz'ali.

La tua benignità non pur soccorre
a chi domanda, ma molte fiate
liberamente al dimandar precorre.

In te misericordia, in te pietate,
in te magnificenza, in te s'aduna
quantunque in creatura è di bontate. »

(Paradiso XXXIII, 1-21)

Nei versi danteschi è concentrata tutta la tradizione teologica mariana, da cui il poeta infatti riprese Maria come la persona in cui si risolvono i paradossi terreni irrisolvibili («Vergine Madre,/figlia del tuo figlio»), la creatura umilissima eletta da Dio nell'eternità per la salvezza degli uomini, colei che è amata assolutamente, infinitamente e incondizionatamente dal Padre e dal Figlio, la «Mater Dei» nella e della storia, distributrice di carità per i beati e di speranza per gli uomini, la necessaria mediatrice dell'ottenimento di ogni grazia, colei per la quale Dio giunse al punto di prender su di sé la carne dell'uomo, la persona in cui si ricongiungono la perfezione ideale di una dea e la concretezza fisico-storica di una creatura.

Feste mariane[modifica | modifica sorgente]

Madonna costantinopolitana, fine XI-inizio XII secolo (Museo civico medievale, Bologna)

Durante l'Anno liturgico della Chiesa cattolica sono varie le feste e memorie che ricordano Maria; non tutte celebrate per obbligo od in tutta la Chiesa; ad eccezione delle feste e delle solennità mariane:

Culto mariano[modifica | modifica sorgente]

La Madonna, che è vista spesso come immagine della Chiesa che in sé custodisce Gesù.
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Titoli mariani.

Il culto di Maria madre di Gesù ha origini remote, probabilmente risalenti alla chiesa primitiva. Un'antica tradizione cristiana narra che, laddove sorge la Basilica dell'Annunciazione a Nazareth, un tempo sorgeva la "casa di Maria". Nei primi secoli alcuni movimenti, come quello dei colliridiani, giunsero anche ad adorare Maria come una divinità[11]. Ricerche archeologiche condotte alla fine degli anni sessanta dall'italiano Bellarmino Bagatti, documentano che l'attuale Basilica dell'Annunciazione è stata edificata su una più antica basilica bizantina del V secolo, che a sua volta è stata costruita su una chiesa del III secolo. Sotto quest'ultima è stata scoperta una costruzione rurale sulla cui parete sono stati ritrovati graffiti in lingua greca risalenti al II secolo, nei quali è scritto: "Luogo sacro a Maria" e "Kaire Maria" (Greco: XE MAPIA; ital.: "Ave Maria", nda)[12][13][14].

La Chiesa latina, come anche le chiese orientali, ha sviluppato il culto per Maria sia nella liturgia che nella devozione privata. Oltre a ciò, Maria è vista anche come modello di imitazione.[15]

Dal punto di vista teologico, la sua opera di mediazione tra Dio e l'umanità si spiega con l'investitura che ricevette da Gesù sulla croce, quando venne "donata" agli uomini per farli sentire più vicini a Lui. Soprattutto dopo l'ascensione di Gesù, Maria rimase il punto di riferimento per la comunità dei credenti appena sorta, preservandone l'unità di fronte alle nuove sfide e alle potenziali discordie che caratterizzarono la primissima era cristiana. Il culto verso la Beata Vergine andò poi aumentando fino a quando si arrivò a una notevole diffusione dopo il Concilio di Efeso (431), che la riconobbe ufficialmente come "Madre di Dio".

Nell'esortazione apostolica Marialis Cultus di papa Paolo VI del 1974 al culto di Maria vengono date le seguenti indicazioni: esso deve attingere il più possibile alle Sacre Scritture, va collocato nel ciclo annuale delle liturgie ecclesiastiche, ha un orientamento ecumenico (volto cioè a promuovere l'unità dei cristiani), e guarda a Maria come a un modello di vergine, di madre e di sposa. Nell'esortazione apostolica sono presenti anche descrizioni e suggerimenti circa la preghiera del rosario, uno dei principali esercizi attraverso cui la Chiesa manifesta la propria devozione a Maria; sul rosario è tornato papa Giovanni Paolo II con la lettera apostolica Rosarium Virginis Mariae del 2002 per aggiungere ai quindici tradizionali misteri della gioia, del dolore e della gloria, cinque «misteri della luce» riguardanti la vita pubblica di Gesù (Battesimo, Nozze di Cana, Predicazione del Regno, Trasfigurazione, Istituzione dell'eucaristia). Giovanni Paolo II nel 1986 ha anche fatto pubblicare un nuovo messale comprendente messe specifiche da dedicare alla Beata Vergine.

Per la Chiesa cattolica, il dogma di Maria "Santissima Madre di Dio" poggerebbe anche nel passo del vangelo secondo Luca 1:43, in cui Elisabetta si rivolge a Maria in questi termini: "A che debbo che la madre del mio Signore venga a me? Ecco, appena la voce del tuo saluto è giunta ai miei orecchi, il bambino ha esultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell'adempimento delle parole del Signore"[16].

Nel Protestantesimo[modifica | modifica sorgente]

Lucas Cranach il Vecchio, Vergine Maria (dettaglio)

Nel protestantesimo le opinioni riguardo a Maria assumono differenti sfumature, tuttavia concordano nel ritenere eccessiva l'enfasi che viene data alla sua figura nella Chiesa cattolica e, disapprovando il culto dei santi, ritengono che il culto di iperdulìa tributato a Maria sia inconciliabile con la dottrina di Gesù quale unico Mediatore tra Dio e l'uomo (cfr. 1Tim 2:5).

I riformatori del XVI secolo in generale mantennero i dogmi del primo millennio secondo la formulazione dell'epoca. Lutero ad esempio ha mantenuto la celebrazione delle maggiori festività in onore di Maria rintracciabili nel vangelo secondo il calendario liturgico tradizionale, come l'annunciazione, la visitazione e la purificazione di Maria. Venne abbandonata invece la credenza dell'assunzione, tradizionalmente celebrata nella Chiesa cattolica, mentre l'immacolata concezione era all'epoca un'opinione non definita e non costituiva quindi motivo di conflitto con i cattolici.

Le chiese protestanti in genere e quelle a indirizzo fondamentalista e i testimoni di Geova, attenendosi strettamente a una lettura letteralista del testo evangelico, ritengono che Maria concepì virginalmente Gesù, ma che in seguito ebbe altri figli da Giuseppe basandosi sul fatto che nei vangeli si parla di Fratelli di Gesù; rifiutano pertanto i titoli e l'onore che la tradizione cattolica ed ecclesiastica ha dato a Maria.

In seguito, da scrittori dell'Illuminismo e della teologia liberale, sono state fatte oggetto di critica diverse formulazioni tradizionali, tra cui la verginità perpetua, sostenendo che Maria avrebbe avuto anche altri figli dopo Gesù. Molti teologi protestanti di indirizzo liberale ritengono che l'intera parte iniziale del vangelo di Luca, in cui si parla in termini miracolosi della nascita verginale del Cristo, sarebbe scritta in un linguaggio mitologico e di conseguenza la figura di Maria sarebbe stata rielaborata nel corso dei secoli secondo questo genere letterario.

La recente valorizzazione delle figure femminili nella Bibbia stanno comunque portando molti teologi protestanti a una riscoperta della figura di Maria, anche per l'esigenza di una maggiore adesione alle scritture. Di Maria, in particolare, viene posta in rilievo la presenza in tutti i passaggi chiave del Nuovo Testamento (nascita e morte di Gesù, discesa dello Spirito Santo durante la Pentecoste). Il processo di rivalutazione è facilitato anche dal graduale attenuarsi del bisogno, forte soprattutto nei secoli passati, di evidenziare le differenze rispetto alle pratiche del cattolicesimo, e in particolare dalla "mariolatria".[17]

Nell'Islam[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Maryam bint 'Imran.

I musulmani venerano Maria come una delle donne eccellenti, unitamente alla madre di Mūsā, Āsiya, alla prima moglie di Maometto, Khadīja e all'unica figlia sopravvissuta del profeta Muḥammad, Fāṭima.
Credono anche nel suo concepimento virginale, testimoniato nella Sūra XIX del Corano, senza però considerarla "Madre di Dio", perché ʿĪsā (Gesù) è per l'Islam solo un profeta, sia pure il maggiore mandato da Allāh agli uomini prima di Muḥammad, chiamato infatti "sigillo dei profeti".
Nel Corano la figura di Maria (Maryam) viene ricordata più volte, oltre che nella Sura III, dedicata alla sua famiglia (Āl ʿImrān), anche nella Sūra XIX a lei intitolata. E' nominata più nel Corano che nell'intero Nuovo testamento[18] ed è anche l'unica donna citata con nome proprio.
I musulmani la chiamano anche Sayyida, che vuol dire "Signora, Padrona" e che corrisponde pressappoco al termine cristiano "Madonna".

Controversie teologiche[modifica | modifica sorgente]

Giovan Battista Tiepolo, Immacolata concezione

L'affermazione sulla verginità perpetua ha suscitato e suscita varie prese di posizione a causa di un dogma che nella stessa chiesa cristiana destò profonde controversie, anche per il fatto che nei vangeli sono citati i fratelli di Gesù. A questo proposito sono state proposte diverse soluzioni, con fratelli di Gesù ci si riferirebbe, ad esempio:

  • ai fratelli carnali di Gesù (parte del mondo protestante, ma non Lutero e Calvino), nati da Maria; coerentemente con il fatto che il Nuovo Testamento è stato scritto in greco (lingua che distingue tra fratelli uterini e non).
  • all'insieme dei parenti stretti di Gesù (Cattolicesimo e Ortodossia), secondo la mentalità semitica: quindi non esisterebbe contrasto con il Nuovo Testamento. Con il termine "fratello" nella lingua semitica si indicavano anche rapporti di parentela più larghi; nel libro della Genesi ad esempio, Abram zio di Lot (fratello di Aran suo padre, Gen 11,27) definisce suo nipote "fratello", come nel seguente versetto: Gen 13,13. "Abram disse a Lot: «Non vi sia discordia tra me e te, tra i miei mandriani e i tuoi, perché noi siamo fratelli»".

Una delle prove difficilmente smentibili risiede proprio nella Bibbia, in Matteo 1,25, dove l'evangelista scrive di Giuseppe "senza che egli la conoscesse, ella diede alla luce un figlio ed egli lo chiamò Gesù". Di certo il verbo "conoscere" nei succitati versi non assume il significato consueto di apprendere nozioni o di avere rapporti di familiarità e amicizia con qualcuno, in quanto in entrambi i versi abbiamo come conseguenza o come impedimento un concepimento o un parto. Da Matteo 1;25 possiamo quindi dedurre che Giuseppe e Maria prima della nascita di Gesù non ebbero rapporti coniugali.
Vi è da considerare Luca 1,34 dal quale si evince indubbiamente il voto di Maria alla verginità:

« L'angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e chiamato Figlio dell'Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».

Allora Maria disse all'angelo: «Come è possibile? Non conosco uomo». »

Quest'ultima affermazione ha da sempre suscitato dibattito tra i teologi e gli esegeti. Fu Agostino di Ippona a spiegare questa frase come un voto di verginità di Maria, che avrebbe poi contratto il fidanzamento "per avere un protettore della sua verginità"[19]. Tuttavia questa spiegazione non trova concordanza con la realtà storica del giudaismo ed "una risposta convincente non è stata trovata dall'esegesi moderna"[19].

Nei vangeli apocrifi[modifica | modifica sorgente]

I genitori di Maria si chiamavano Anna e Gioacchino (come scritto nel Protovangelo di Giacomo) e concepirono Maria in tarda età, dopo una vita sterile, vergognosa per gli ebrei del tempo che ritenevano un dovere fare figli. Secondo la tradizione Anna, Gioacchino e Maria abitarono a Gerusalemme nei pressi dell'attuale Porta dei Leoni, nella parte nord orientale della città vecchia, laddove ci sono i resti della piscina di Betzaeta. Oggi in questa zona sorge una chiesa costruita dai crociati nel XII secolo e dedicata a sant'Anna.

Maria, che imparò a camminare a sei mesi, rimase nel tempio dall'età di tre anni fino al periodo della pubertà e poi venne data in sposa a Giuseppe che fu miracolosamente designato dalla fioritura di una verga.

Secondo il vangelo apocrifo di Bartolomeo una prima annunciazione fu data a Maria nel tempio stesso di Gerusalemme. Dio disse a Maria:

« Gioisci, o piena di grazia e vaso di elezione... Ancora tre anni e ti manderò la mia parola; tu concepirai un figlio per mezzo del quale sarà salvata tutta la creazione. Tu sarai il calice del mondo. Pace a te, mia diletta... »

La vera e propria annunciazione secondo alcuni avvenne alla fontana, altri invece dicono che avvenne a casa sua. L'annunciazione dell'arcangelo Gabriele a Maria è collocata secondo la tradizione il 25 marzo, per rispettare il tempo di nove mesi esatti dalla nascita di Gesù fissata il 25 dicembre.

Il Vangelo secondo Filippo trova assurdo che Maria abbia concepito suo figlio per opera dello Spirito Santo (in ebraico ruah, "spirito", è femminile) in quanto Gesù sarebbe nato una prima volta come uomo da Maria e Giuseppe ed una secondo come Dio in seguito al battesimo:

« Taluni hanno detto che Maria ha concepito dallo Spirito Santo. Essi sono in errore. Essi non sanno quello che dicono. Quando mai una donna ha concepito da una donna... »
« E il Signore non avrebbe detto: - Mio Padre che è nei cieli - se non avesse avuto un altro padre, ma avrebbe detto semplicemente: - Mio Padre. »

Una concezione gnostico-cristiana[modifica | modifica sorgente]

Secondo una visione ispirata ad uno gnosticismo cristiano, Maria sarebbe la manifestazione terrena della Divinità nel suo aspetto femminile. Secondo alcuni studiosi, infatti, una divina figura femminile sussiste come archetipo con continuità dalla preistoria ad oggi tanto che il culto mariano ben difficilmente è percepito come inferiore a quello riservato a Dio. Questa impostazione si basa sul "Libro della Sapienza", apocrifo attribuito a Salomone, che legittimerebbe un parallelismo tra la Sophia e il Logos, sul culto sofianico particolarmente vivo nei primi secoli del cristianesimo e ripreso nel secolo scorso da Vladimir Solov'ev che ne ebbe anche un'esperienza mistica.[senza fonte]

Miracoli e apparizioni[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Apparizioni mariane.

Secondo la Chiesa cattolica e la Chiesa ortodossa è possibile che Maria o altri santi possano comunicare privatamente con gli uomini (rivelazione privata). Nella storia della Chiesa apparizioni di Maria sono innumerevoli. Tra le più famose (ma non sempre riconosciute) si ricordano: Caravaggio (26 maggio 1432), Tirano (29 settembre 1504), Guadalupe (1531), Capurso Madonna del Pozzo (30 agosto 1705), Rue du Bac (Parigi 1830), La Salette (1846), Lourdes (11 febbraio 1858), Knock (21 agosto 1879), Castelpetroso (1888), Fatima (1917), Siracusa (1953), Međugorje (1981).

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Luca, Vangelo secondo Luca,Lc 1,vv. 29-31.
  2. ^ Cfr. sul punto Maria di Nazareth secondo l'Islam, [1].
  3. ^ "When his mother Mary had become engaged to Joseph. To judge from the rabbinic sources, betrothal or engagement in ancient Judaism took places at very early age, usually at twelve to twelve-and-a-half years"
  4. ^ "If, as the sources suggest, Mary's first child Jesus was born around 4 BCE and she was espoused around the age of fourteen, as was common, then Mary was probably born in 18 or 20 BCE". ( Bruce M. Metzger,Michael D. Coogan, "The Oxford Guide to People and Places of the Bible", Oxford University Press, 2001, pag. 191).
  5. ^ Altri studiosi ipotizzano età differenti. Ad esempio, "Granting Mary a minimal age of 16 to 18 years at the time of Jesus birth, this would place her birth at sometime between 20-22 BCE" (John Renard, "The Handy Religion Answer Book", 2002).
  6. ^ La tradizione identifica questa città con l'attuale Ain Karem.
  7. ^ http://www.labibbia.org/pls/bibbiaol/GestBibbia.Ricerca?Libro=Giovanni&Capitolo=19 verso 26
  8. ^ Si veda, tra gli altri, Frédéric Manns, "Trenta Domande (e Trenta Risposte) Su Maria e la Nascita Di Gesù", Vita e Pensiero, 2007, p. 31
  9. ^ Spesso questo dogma viene confuso con quello solo cattolico dell'Immacolata Concezione
  10. ^ La solennità viene spostata al lunedì successivo la seconda domenica di Pasqua, quando il 25 marzo cade all'interno della settimana santa
  11. ^ Si veda [1]: Documenta Catholica Omnia, De Ecclesiae Patribus Doctoribusque, Patrologia Graeca, Iohannes Damascenus [0675-0749], De Haeresibus (MPG 94 0677 0780), ed. J. P. Migne, Parigi, 1860, p. 727-728 (consultabile online).
  12. ^ Mario Masini, "Maria, lo Spirito e la parola. «Lectio divina» di testi mariani", Paoline, 1996, pp.13-14
  13. ^ Vedi anche Bellarmino Bagatti, "Nazaret nell'archeologia", Rizzoli, volume 1 p.79
  14. ^ Jan Majernik, Joseph Ponessa, Laurie Watson Manhardt, Laurie Watson Manhardt, "The Synoptics: Matthew, Mark, Luke", Emmaus Road Publishing, 2005, p.11
  15. ^ Il Concilio Vaticano II riconosce a Maria un culto speciale detto "iperdulia", distinto dalla semplice venerazione o "dulia" solitamente tributata ai santi, evidenziando come esso confluisca nel culto a Dio, ed abbia una particolare funzione di promozione nelle anime dell'adorazione e della glorificazione di Cristo:
    « Maria, perché Madre santissima di Dio, che prese parte ai misteri di Cristo, per grazia di Dio esaltata, dopo il Figlio, sopra tutti gli angeli e gli uomini, viene dalla Chiesa giustamente onorata con culto speciale.[...] Questo culto, quale sempre fu nella Chiesa, sebbene del tutto singolare, differisce essenzialmente dal culto di adorazione, prestato al Verbo incarnato così come al Padre e allo Spirito Santo, e singolarmente lo promuove. »
    (Tratto dal Concilio Vaticano II, Lumen Gentium, I,66)
  16. ^ Pontificia Universitas Gregoriana, Gregorianum, Gregorian Biblical BookShop, p. 482
  17. ^ Sulla recente rivalutazione nel mondo protestante della figura di Maria, cfr. David Van Biema, Hail Mary, Time, 21 marzo 2005.
  18. ^ Esposito, John. What Everyone Needs to Know About Islam. New York: University Press, 2002. P31.
  19. ^ a b Joseph Ratzinger, "L'infanzia di Gesù, Rizzoli 2012, p. 45

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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