Scozia

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Scozia
Nazione costitutiva
(EN) Scotland, (GD) Alba
Scozia – Stemma Scozia – Bandiera
(dettagli) (dettagli)
Localizzazione
Stato Regno Unito Regno Unito
Amministrazione
Capoluogo Edimburgo
Lingue ufficiali inglese, scozzese, gaelico scozzese
Territorio
Coordinate
del capoluogo
55°56′58″N 3°09′37″W / 55.949444°N 3.160278°W55.949444; -3.160278 (Scozia)Coordinate: 55°56′58″N 3°09′37″W / 55.949444°N 3.160278°W55.949444; -3.160278 (Scozia)
Superficie 78 782 km²
Abitanti 5 254 800 (stima 2012)
Densità 66,7 ab./km²
Altre informazioni
Fuso orario UTC+0
Nome abitanti scozzesi
Patrono Sant'Andrea
Inno Nessuno, vedi Inno scozzese
Motto Nemo me impune lacessit
Nessuno può provocarmi impunemente!
(motto nazionale, dal motto dell'Ordine del Cardo)

In my defense, God me defend
Nella mia difesa, Dio mi difenda
(motto reale)

Cartografia

Scozia – Localizzazione

La Scozia (in inglese e scots Scotland, pronuncia ˈskɒt.lənd; gaelico scozzese Alba, pronuncia ˈal̪ˠapə) è una delle nazioni costitutive del Regno Unito.[1][2][3] Occupando più di un terzo dell'isola della Gran Bretagna[4] nella parte settentrionale dell'isola, la Scozia confina con l'Inghilterra a sud ed è circondata dall'Oceano Atlantico, in particolare il Mare del Nord ad est, e il Canale del Nord e il Mare d'Irlanda a sud-ovest. Oltre alla parte situata sull'isola principale, il suo territorio comprende più di 790 isole minori,[5] incluse le isole settentrionali (Orkney e Shetland) e le Ebridi.

Edimburgo, capitale della nazione e seconda città della Scozia, è stata il centro dell'Illuminismo scozzese del XVIII secolo che ha trasformato la Scozia in una delle potenze commerciali, intellettuali e industriali dell'Europa. Glasgow, la maggiore città della Scozia[6], fu un tempo una delle principali città industriali a livello mondiale, ed oggi sorge al centro della conurbazione della Greater Glasgow. Le acque scozzesi consistono in una grande porzione dell'Atlantico settentrionale e del Mare del Nord[7] e contengono le maggiori riserve di petrolio dell'Unione europea. Ciò ha fatto sì che Aberdeen, la terza città della Scozia, ottenesse il titolo di capitale europea del petrolio[8].

Il Regno di Scozia emerse come stato indipendente e sovrano nell'Alto Medioevo e continuò ad esistere fino al 1707. La nazione entrò in un'unione personale con i regni di Inghilterra e Irlanda a seguito della successione di Giacomo VI ai troni inglese e irlandese nel 1603; in seguito, il 1° maggio 1707, la Scozia entrò in una unione politica con l'Inghilterra, creando un unico Regno di Gran Bretagna. Questa unione fu il risultato del Trattato di Unione firmato nel 1706 e tradotto in legge dai Parlamenti di entrambe le nazioni, nonostante l'opposizione popolare e i disordini anti-unionisti ad Edimburgo, Glasgow e ovunque nel Regno di Scozia.[9][10] La Gran Bretagna stessa, in seguito, entrò in unione politica con l'Irlanda il 1° gennaio 1801, per creare il Regno di Gran Bretagna e Irlanda.

Il sistema legale della Scozia è rimasto separato da quello di Inghilterra, Galles e Irlanda del Nord, e la Scozia costituisce una giurisdizione separata nel diritto pubblico e privato.[11] L'esistenza continua di istituzioni legali, educative e religiose distinte da quelle del resto del Regno Unito, hanno contribuito alla continuazione della cultura e dell'identità nazionale scozzese fin dall'unione del 1707.[12] Nel 1999 fu re-istituito un parlamento locale, il Parlamento scozzese, con autorità su molti ambiti di politica interna, a seguito di un referendum nel 1997. Nel maggio 2011 il Partito Nazionale Scozzese ha ottenuto la maggioranza assoluta al Parlamento scozzese; di conseguenza il 18 settembre 2014 si terrà un referendum sull'indipendenza dal Regno Unito.[13][14]

La Scozia è membro del Consiglio Britannico-Irlandese,[15] e dell'Assemblea Parlamentare Britannico-Irlandese, e partecipa inoltre all'accordo di Common Travel Area.[16] La Scozia è rappresentata nell'Unione europea e al Parlamento europeo da sei eurodeputati.[17]

Etimologia[modifica | modifica sorgente]

Scotland deriva da Scoti, il nome latino per i gaels. Il termine tardo-latino Scotia (terra dei Gaels) fu inizialmente utilizzato per riferirsi all'Irlanda.[18] Dal XI secolo almeno, il termine Scotia fu utilizzato per riferirsi al territorio della Scozia dove si parlava il gaelico a nord del fiume Forth, insieme ad Albania o Albany, entrambi termini derivati dal gaelico Alba.[19] L'utilizzo delle parole Scots e Scotland per indicare tutta l'attuale Scozia iniziò solo nel Basso Medioevo.[20]

Storia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia della Scozia.

Le prime popolazioni erano di origine celtica, le quali costruirono villaggi e si diedero ordinamenti simili ai Celti che occupavano il resto dell'isola britannica. Durante l'espansionismo romano, riuscirono a respingere le legioni che avevano occupato il resto dell'isola britannica e addirittura compirono incursioni nei territori occupati dall'esercito romano, tanto da costringere l'imperatore Adriano ad erigere una fortificazione in pietra (vallo di Adriano) a difesa della Britannia romana. Con il crollo dell'impero e l'arrivo dei barbari, gli Scozzesi dovettero lottare strenuamente per difendere la loro autonomia, ma da lì in poi saranno perennemente in guerra con l'Inghilterra costituitasi regno dopo l'arrivo dei Sassoni.

Si noti che la Scozia tardo antica ed alto medioevale non era unita in un'unica entità politica, e non aveva nemmeno l'unità linguistica. Vi abitavano infatti tanto gli Scoti (gaelici di origine irlandese, o comunque linguisticamente e culturalmente legati agli irlandesi), in aumento costante durante la tarda antichità e l'alto medioevo (diventeranno l'elemento dominante verso il VII secolo d.c.), quanto i britonici, forse identificabili con la tribù dei Caledoni nelle fonti latine (legati invece al mondo celtico dell'Inghilterra attuale e del Galles) che parlavano una lingua celtica di un ceppo nettamente distinto (in cui Alba-Albione identificava le isole britanniche), ed infine i Picti o Pitti, una popolazione "autoctona", insediatasi in Scozia (e nel nord dell'Irlanda) in tempi molto remoti, culturalmente assimilata alle popolazioni celtiche, ma linguisticamente distinta e di difficile classificazione (non indeuropea per il linguista F. Villar, celtica brittonica con forti influssi pre indeuropei per la linguista K. Forsyth, oppure indeuropea arcaica, magari legata a il PIE e alla lingue anatoliche per altri linguisti). Dalla caduta dell'impero romano, oltre ad assistere ad una forte espansione in Scozia delle popolazioni Picte e Scote (ai danni dei Caldeoni), si vide l'arrivo, piuttosto massiccio, di immigrati Angli, Sassoni e Juti nel sud-ovest della Scozia, che fu annesso in parte dal regno di Northumbria. L'inglese, come lingua, è più correttamente definibile "anglo-sassone" e vide proprio nella Scozia sud-occidentale, sin del VII secolo, una delle sue zone di più precoce attestazione, che portò alla formazione degli attuali dialetti lowlander (o Scots).

Nel corso del VIII e IX secolo iniziarono sempre più massicce infiltrazioni vichinghe, con lo sconvolgimento di tutti i processi di unificazione politica già in atto (nell'839 un esercito norvegese sconfisse e distrusse il regno Pitto nella terribile battaglia del fiume Tay), e con l'arrivo di nuovi immigrati con nuove lingue, che riuscirono a divenire maggioritarie in diversi arcipelaghi settentrionali della Scozia, eliminando temporaneamente il gaelico e/o condizionandolo in maniera da diventare più divergente dall'irlandese antico. In particolare le Shetland e le Orcadi rimasero a lungo (fino al 1486) sotto il controllo Danese-Norvegese, e furono abitate da coloni di lingua norvegese, evolutasi poi nel Norn, fino ad anni recenti (l'ultimo parlante madrelingua norn morì nel 1850 a Unst), più piccole le colonie linguistiche norvegesi su Ebridi Esterne, Caithness e Sutherland (dove però cambiarono notevolmente la toponomastica celtica).

Alla fine del '400 in Scozia erano parlate 3 lingue: il gaelico scozzese, l'anglo sassone scots e il norn, mentre erano già estinte sia la lingua pitta che il brittonico. In seguito l'anglo sassone continuò ad espandersi a scapito delle altre due, anche se esistettero anche momenti di espansione del gaelico a danno del norn. Oggi l'anglo sassone "scots" è la lingua dominante in Scozia, mentre l'inglese comune è compreso dalla maggior parte della popolazione.

Geografia[modifica | modifica sorgente]

Cartina fisica.
Ben Nevis, la cima più alta dell'intera Gran Bretagna.

La Scozia ha una superficie di 78.764 km², comparabile con quella della Repubblica Ceca. Si estende fra le latitudini di Bergen (Norvegia) a nord e Flensburg, in Germania sul confine danese, a sud. A Sud il confine con l'Inghilterra, unico confine terrestre, va da Gretna Green a ovest a Berwick-upon-Tweed a est. A Nord e a Ovest è bagnata dall'Oceano Atlantico, a Est dal mare del Nord. La lunghezza massima del paese – tra Capo Wrath e Mull of Galloway – misura 360 km, la larghezza massima – tra Ardnamurchan Point, nella penisola di Ardnamurchan, a O e Peterhead a E – 225 km. Dal punto di vista fisico si può dividere la Scozia in tre parti:

Un avvallamento lungo e profondo, il Glen Mor o Great Glen, che va dal Firth of Lorne al Moray Firth separa le Highlands nordoccidentali dai Monti Grampiani. Per quasi tutta l'estensione del Glen si estendono i lunghi laghi di Ness (Loch Ness) e Lochy (Loch Lochy) che, congiunti tra loro e col mare dal Canale di Caledonia, mettono in comunicazione l'Atlantico col mare del Nord. Il gruppo dei Cairngorms, con la cima Macdhui (Ben Macdhui) (1312 m) è il rilievo più importante dei Grampiani. Il Ben Nevis (1345 m) è il monte più alto della Gran Bretagna.

Loch Leven
Un tipico paesaggio scozzese
  • Le Lowlands sono formate dalle valli dei fiumi Tay, Forth e Clyde. Questa è la regione più abitata e più industrializzata del paese – i tre quarti degli Scozzesi vivono qui. Le Lowlands confinano a N con gli Ochil Hills, i contrafforti meridionali delle Highlands, e a S coi Pentland Hills e i Lammermuir Hills, i primi rilievi delle Uplands.
  • Le Uplands sono una regione montuosa ma meno brulla delle Highlands. Le vette più alte sono il Merrick (843 m), il Rhinns of Kells (816 m) e il Cairnsmore of Carsphain (786 m).

I fiumi principali della Scozia sono il Clyde (157 km), lo Spey (155 km), il Tweed (145 km), il Dee (140 km), il Tay (198 km) e il Forth (80 km). Tutti tranne il Clyde sfociano nel mare del Nord. I laghi principali sono Loch Lomond e Loch Awe a O, Loch Tay, Loch Rannoch e Loch Ericht nei Grampiani, Loch Lochy e Loch Ness nel Glen Mor, Loch Maree e Loch Shin vicino alla costa settentrionale. Le coste sono per la maggioranza alte e frastagliate, arrivando anche a 430 m di altezza a Santa Kilda, fino a un centinaio di anni fa regno indipendente.

Il Loch Lomond, il lago più grande del Regno Unito

Clima[modifica | modifica sorgente]

Neve sui monti scozzesi.

Il clima delle Isole Britanniche subisce fortemente l'influsso dell'oceano, in particolare nelle zone occidentali. La Scozia, più settentrionale, è maggiormente esposta a masse d'aria fredda di origine polare le quali, facendo contrasto con la calda Corrente del Golfo, creano frequenti zone di bassa pressione (particolarmente accentuate in autunno ed all'inizio dell'inverno). A causa di tali basse pressioni atlantiche la media delle precipitazioni è piuttosto elevata e le estati sono decisamente fresche e ventose, soprattutto nelle regioni montuose esposte ad ovest. Ma è la stessa Corrente del Golfo a rendere l'inverno scozzese molto mite in proporzione alla latitudine. La capitale Edimburgo, infatti, pur essendo situata sulla costa orientale (Firth of Forth, 56º parallelo circa), ha una temperatura media annuale oscillante intorno ai 10 °C (3-4 °C d'inverno, 14-16 °C d'estate), diversamente da Mosca, che pur trovandosi quasi alla stessa latitudine (55°45′N) ha una temperatura media massima a gennaio di -6°.

Flora[modifica | modifica sorgente]

Il cardo è il simbolo della Scozia. Assieme a felci e erica è presente un po' dovunque nella brughiera scozzese. Le Lowlands sono ricche di ginestre e hanno una vegetazione simile a quella del Continente. Lungo la costa occidentale abbondano fuchsie, rododendri e azalee, nelle Highlands erica e felci. Sui Grampiani la flora è di tipo alpino. La maggior parte del territorio era fin dai tempi antichi ricoperto da foreste caducifoglie (soprattutto querce) che ora si sono ridotte a causa del disboscamento.

Fauna[modifica | modifica sorgente]

La fauna in Scozia registra la presenza di animali assenti nel resto d'Europa: il topo di Rhum, la pecora selvatica soay, gli uccelli di St. Kilda. Molto comune il cervo rosso. Le scogliere sono un paradiso per varie specie di uccelli. Nelle zone acquitrinose vive la gallina di palude (grouse).

Popolazione[modifica | modifica sorgente]

La Scozia ha una popolazione di circa 5.120.000 abitanti, distribuiti in maniera molto disuguale: nella Central Belt (zona industriale dell'asse Glasgow-Edimburgo) la densità è di 700 ab./km², in alcune regioni delle Highlands meno di due abitanti per km².

Amministrazione locale[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Suddivisioni della Scozia.

Dal 1994 il governo locale è stato riorganizzato sulla base di 32 aree amministrative. Fino al 1971 la Scozia era divisa in contee, mentre le città maggiori erano rette dalle Corporazioni Cittadine. Le vecchie contee mantengono un ruolo solamente a fini catastali.

  1. Inverclyde
  2. Renfrewshire
  3. Dunbartonshire Occidentale
  4. Dunbartonshire Orientale
  5. Glasgow
  6. Renfrewshire Orientale
  7. Lanarkshire Settentrionale
  8. Falkirk
  9. West Lothian
  10. Edimburgo
  11. Midlothian
  12. East Lothian
  13. Clackmannanshire
  14. Fife
  15. Dundee
  16. Angus
  17. Aberdeenshire
  18. Aberdeen
  19. Moray
  20. Highland
  21. Ebridi Esterne
  22. Argyll e Bute
  23. Perth and Kinross
  24. Stirling
  25. Ayrshire Settentrionale
  26. Ayrshire Orientale
  27. Ayrshire Meridionale
  28. Dumfries e Galloway
  29. Lanarkshire Meridionale
  30. Scottish Borders
  31. Isole Orcadi
  32. Isole Shetland

ScotlandLabelled.png

Politica[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Sistema politico del Regno Unito e Sistema politico della Scozia.

La Scozia è una nazione costitutiva del Regno Unito e suo capo di stato è il monarca britannico, che attualmente è Elisabetta II (sul trono dal 1952).

Dal punto di vista costituzionale, il Regno Unito è uno stato unitario con un governo ed un parlamento sovrani. A seguito dei referendum sulla devoluzione approvati in Scozia e Galles nel 1997, è stato concesso un limitato autogoverno a queste due nazioni costitutive. Il Parlamento del Regno Unito a Westminster continua però ad avere il potere di emendare, espandere, ridurre oppure abolire gli ambiti di autonomia devoluti a Scozia e Galles e, quindi, il Parlamento scozzese non si può definire pienamente sovrano. Peraltro, sul piano pratico, è piuttosto improbabile che il Parlamento britannico voglia (e, volendolo, possa politicamente) abolire in maniera unilaterale i parlamenti ed i governi di Scozia e Galles senza indire prima un referendum in tal senso tra le popolazioni interessate.

Il Parlamento Scozzese a Edimburgo

A seguito della devolution, riguardo a certe materie d'interesse locale, il potere di fare leggi e di applicarle è stato delegato al Parlamento scozzese e al Governo scozzese, con sede a Edimburgo. Il Parlamento del Regno Unito mantiene la competenza su certe materie, anche se riguardanti la Scozia, come quelle fiscali, il sistema di sicurezza sociale, la difesa, le relazioni internazionali, le comunicazioni e altre, che sono elencate in via tassativa nello Scotland Act come "materie riservate". Il Parlamento scozzese ha potere legislativo in tutte le altre materie riguardanti la Scozia, oltre ad avere un potere limitato di variare l'imposta sui redditi.

Nel caso ritenga opportuno che una certa decisione sia presa dal Parlamento del Regno Unito, il Parlamento scozzese può restituire a quest'ultimo la facoltà di legiferare su determinate materie devolute.

Il Parlamento scozzese è monocamerale ed è composto da 129 membri, 73 dei quali rappresentano singoli collegi e sono eletti con un sistema maggioritario a turno unico. Gli altri 56 sono eletti con il sistema proporzionale. La Regina, su indicazione del Parlamento, nomina uno dei parlamentari First Minister. Gli altri ministri, nominati con lo stesso procedimento, assieme al First Minister formano il Governo scozzese (Scottish Executive).

La Scozia è rappresentata da 59 deputati alla Camera di Comuni. Alla Camera dei Lord, i Pari scozzesi hanno potuto sedere fino al 1999.

Nel Governo del Regno Unito esiste un dicastero specifico per gli affari scozzesi, lo Scotland Office. Guidato dal Segretario di Stato per la Scozia, prima della devoluzione aveva responsabilità su tutto il sistema di governo scozzese. Ora rimangono allo Scotland Office un numero limitato di materie, come le relazioni con gli altri ministeri che mantengono competenze settoriali riguardanti la Scozia.

Economia[modifica | modifica sorgente]

La centrale di Cockenzie vicino ad Edimburgo

L'economia della Scozia, come quella dell'intero Regno Unito ha forti legami con l'Europa e con tutto il mondo. Le esportazioni hanno, infatti, una grossa importanza.

Il paese ha un sistema di mercato, con diversi interventi della mano pubblica. Dopo la rivoluzione industriale, l'economia scozzese si concentrò sull'industria pesante, dominata da settori produttivi come le costruzioni navali, l'estrazione di carbone e la siderurgia. In quel periodo, l'esistenza dell'Impero britannico fornì alle produzioni scozzesi un grosso mercato, con dimensioni mondiali.

Il declino dell'industria pesante, nella seconda metà del XX secolo, portò a un considerevole spostamento di attività verso i settori dei servizi e della tecnologia. Negli anni settanta, lo sfruttamento dei giacimenti petroliferi nel mare del Nord diede luogo ad una prima, grossa trasformazione dell'economia scozzese. Gli anni ottanta videro la grande espansione della cosiddetta Silicon Glen, tra Glasgow e Edimburgo, dove si insediarono molte grosse aziende operanti nell'informatica e nei settori tecnologici in genere.

Edimburgo (414.192 abitanti) è il principale centro finanziario scozzese e il sesto in Europa[21]. Nella capitale scozzese operano gruppi finanziari come la Royal Bank of Scotland (la seconda banca europea), la HBOS (proprietaria della Bank of Scotland) e la Standard Life.

Vista sul fiume Clyde a Glasgow

Glasgow (616.123 abitanti) è il principale porto scozzese e il quarto centro industriale del Regno Unito, contando per oltre il 60% dei prodotti industriali esportati dalla Scozia. I cantieri navali, anche se con dimensioni decisamente ridotte rispetto ai massimi toccati all'inizio del XX secolo, formano ancora la base produttiva dell'industria cittadina. Glasgow è anche il principale centro scozzese per il commercio al dettaglio, oltre che uno dei primi venti centri finanziari europei e sede di molte importanti società.

Aberdeen (216.662 abitanti), a volte chiamata la capitale europea del petrolio, è il centro dell'industria petrolifera basata sui giacimenti trovati sotto il fondo del mare del Nord.

Distilleria a Glenfiddich

Altre importanti attività scozzesi sono l'industria tessile, la chimica, la distillazione di whisky, la produzione di birra, la pesca e il turismo.

Nel 2003, le esportazioni scozzesi (escluso il commercio con il resto del Regno Unito) sono state stimate in quasi 19 miliardi di sterline, di cui circa il 70% costituito da prodotti industriali. Maggiori fonti di reddito sono il whisky, i prodotti dell'industria elettronica, i servizi finanziari. I mercati maggiori sono gli Stati Uniti, la Germania e la Francia.[22] Secondo lo Scottish National Accounts Project (SNAP) il Prodotto interno lordo (PIL) della Scozia nel 2009 era di 127 miliardi di sterline, equivalenti a 146 miliardi di euro.

Solo un quarto del territorio è coltivato (principalmente a cereali e verdure), ma l'allevamento ovino ha un ruolo importante nelle meno fertili regioni del nord e sulle isole. La proprietà della terra è relativamente concentrata in poche mani (circa 350 persone sono proprietarie di circa metà del territorio). Nel 2003 quindi, il parlamento scozzese ha approvato un Land Reform Act che consente ai coltivatori diretti e alle comunità locali di comprare la terra, anche contro la volontà del proprietario.

Anche se la Bank of England è la banca centrale di tutto il Regno Unito, tre banche scozzesi (Bank of Scotland, Royal Bank of Scotland e Clydesdale Bank) hanno il potere di emettere banconote. Anche se queste sterline scozzesi non hanno corso legale in Inghilterra, Galles e Irlanda del Nord, sono liberamente scambiabili con quelle emesse dalla Banca d'Inghilterra. Nonostante questo, in altre parti del Regno e specialmente in Inghilterra, molti esercenti rifiutavano le banconote scozzesi. Una nuova legge ha posto rimedio a questo inconveniente, ma fuori dal Regno Unito ancora oggi banche e cambiavalute spesso non accettano le banconote scozzesi.

Unica tra le banche del Regno, la Royal Bank of Scotland emette ancora la banconota da una sterlina.

Lingue[modifica | modifica sorgente]

Le lingue parlate in Scozia sono: l'inglese, chiamato SSE (Scottish Standard English); l'inglese di Scozia, una lingua germanica che si è sviluppata in modo diverso rispetto all'inglese d'Inghilterra e chiamato anche Scots o Lallans ed il gaelico scozzese. Il norn delle Isole Shetland è da considerarsi ormai estinto.

L'inglese di Scozia è parlato dagli abitanti di origine anglosassone e scandinava nel nord e nell'est delle Highland, mentre il gaelico è ormai relegato all'estremo ovest delle Highlands and Islands. Solo poco più dell'1% degli scozzesi, infatti, ha ancora il gaelico come prima lingua, e l'unica area amministrativa dove esso è la lingua numericamente prevalente è Na h-Eileanan Siar (Ebridi esterne); ciononostante il gaelico scozzese rimane presente, in forma spesso anglicizzata, in parecchi toponimi, come aber (foce), baile, bal (città), beinn, benn (monte, lett. testa), innis (isola), loch (lago), slogan (slogan).[senza fonte]

Religioni[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Chiesa di Scozia.
Cattedrale di Sant'Andrea
Una delle chiese principali di Glasgow

La maggioranza della popolazione appartiene alla Chiesa di Scozia (presbiteriana) - Church of Scotland, comunemente chiamata "the Kirk" – benché solo una minoranza, circa 600.000 persone, siano ufficialmente registrate come membri. La Kirk ha circa 1400 ministri. La Chiesa di Scozia è una established church, cioè la chiesa di stato in Scozia.

Nel 1893 dalla Chiesa di Scozia si è staccata la Libera Chiesa Presbiteriana di Scozia (Free Presbyterian Church of Scotland) il cui intento è di mantenersi più fedele allo spirito originario della Riforma.

La seconda chiesa cristiana di Scozia è la Chiesa cattolica di Scozia, che ha due arcidiocesi e sei diocesi ed è guidata dal Cardinale Keith Michael Patrick O'Brien. I fedeli della Chiesa cattolica di Scozia sono circa 690.000.

La terza chiesa cristiana di Scozia è la Chiesa episcopale scozzese, che professa l'anglicanesimo e fa parte della Comunione Anglicana, ma in una posizione di indipendenza rispetto alla Chiesa d'Inghilterra, benché questa rimanga la chiesa madre della confessione anglicana. La Chiesa d'Inghilterra è la established church dell'Inghilterra, ma non dell'intero Regno Unito.

Congregazioni più piccole sono la Chiesa Battista, la Chiesa Metodista (wesleyana), chiese presbiteriane non scozzesi, le comunità ebraica e musulmana, i Bahá'í, i druidi.

Il diritto in Scozia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Diritto di Scozia.

La Scozia ha un sistema legale completamente separato da quello dell'Inghilterra e del Galles. Il diritto scozzese si fonda su due fonti principali, le leggi promulgate (enacted law) e la common law. L'enacted law può avere origine in diversi corpi legislativi: diritto romano del Corpus giustinianeo, diritto canonico, atti dell'antico parlamento scozzese prima del 1707, proclami reali, atti del parlamento britannico, atti del parlamento scozzese rieletto nel 1999, trattati dell'Unione Europea o legislazione europea, leggi locali (by-laws). La Common Law deriva la sua autorità dalle sentenze delle corti e riposa sulla tradizione legale scozzese.

Cultura[modifica | modifica sorgente]

La bandiera della Scozia rappresenta una croce di sant'Andrea bianca in campo blu.

Letteratura[modifica | modifica sorgente]

Tra i maggiori romanzi scozzesi, spicca Canto del tramonto di Lewis Grassic Gibbon, giudicato nel 2006 come il libro preferito dagli scozzesi.[23] Un importante scrittore scozzese fu Walter Scott. James MacPherson è considerato il poeta nazionale scozzese, insieme a Robert Burns. Arthur Conan Doyle, il creatore del personaggio di Sherlock Holmes, era scozzese, così come Robert Louis Stevenson. George Gordon Byron, poeta inglese, era anch'egli di origini scozzesi per parte di madre.

Musica[modifica | modifica sorgente]

Indipendenza della Scozia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Referendum per l'indipendenza della Scozia del 2014.

Nonostante la Scozia sia all'interno del Regno Unito da oltre 300 anni (e di fatto dal 1603, quando le case reali di Scozia e Inghilterra si unificarono nella persona del re Giacomo VI di Scozia) le divergenze storiche e culturali tra scozzesi ed inglesi hanno sempre portato ad un implicito sogno d'indipendenza da parte di buona parte della popolazione dell'antica Alba. Il 14 ottobre del 2012, dopo mesi di trattative, il leader dello Scottish National Party, Alex Salmond, ha trovato l'accordo con il Premier britannico David Cameron riguardo l'indipendenza della Scozia: il 18 settembre 2014, infatti, verrà svolto un referendum dove verrà chiesto a tutti gli scozzesi a partire dall'età di 16 anni se separarsi o meno dal Regno Unito. Secondo il progetto di Salmond, la Scozia diverrebbe nei fatti una nazione autonoma ma parte del Commonwealth delle nazioni (come Canada e Australia), con governo completamente indipendente ma continuando a riconoscere il monarca britannico come simbolico Capo di Stato, esattamente come avviene da tempo in Canada o in Australia.[24]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ The Countries of the UK, Office for National Statistics. URL consultato il 24 giugno 2012.
  2. ^ Countries within a country in 10 Downing Street. URL consultato il 24 agosto 2008 (archiviato dall'url originale il 16 aprile 2010).
    «The United Kingdom is made up of four countries: England, Scotland, Wales and Northern Ireland».
  3. ^ ISO 3166-2 Newsletter Date: 28 novembre 2007 No I-9. "Changes in the list of subdivision names and code elements" (Page 11) (PDF) in International Organization for Standardization codes for the representation of names of countries and their subdivisions – Part 2: Country subdivision codes. URL consultato il 31 maggio 2008.
    «SCT Scotland country».
  4. ^ L'estensione è di 78.764 km² contro i 229.850 km² totali, pari al 34%.
  5. ^ Scottish Executive Resources (PDF) in Scotland in Short, Scottish Executive, 17 febbraio 2007. URL consultato il 14 settembre 2006.
  6. ^ A quick guide to glasgow, Glasgow City Centre. URL consultato il 20 giugno 2012.
  7. ^ The Scottish Adjacent Waters Boundaries Order, London, The Stationery Office Limited, 1999, ISBN 0-11-059052-X. URL consultato il 20 settembre 2007.
  8. ^ Our City, Aberdeen City Council. URL consultato il 1º dicembre 2009 (archiviato dall'url originale il 22 settembre 2010).
    «Aberdeen's buoyant modern economy – is fuelled by the oil industry, earning the city its epithet as 'Oil Capital of Europe'».
  9. ^ T. M. Devine, The Scottish Nation 1700–2000, Penguin Books, 1999, p. 9, ISBN 0-14-023004-1.
    «From that point on anti-union demonstrations were common in the capital. In November rioting spread to the south west, that stronghold of strict Calvinism and covenanting tradition. The Glasgow mob rose against union sympathisers in disturbances that lasted intermittently for over a month».
  10. ^ Act of Union 1707 Mob unrest and disorder, London, The House of Lords, 2007. URL consultato il 23 dicembre 2007 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2008).
  11. ^ Collier, J. G. (2001) Conflict of Laws (Third edition)(pdf) Cambridge University Press. "Agli scopi dei conflitti di legge inglesi, ogni nazione del mondo che non sia parte di Inghilterra e Galles è considerata nazione straniera, con le sue leggi straniere. Questo significa che non solo gli stati indipendente totalmente stranieri, come Francia o Russia, cono considerate nazioni straniere, ma anche le Colonie britanniche come le Isole Falkland. Inoltre, le altre parti del Regno Unito—Scozia e Irlanda del Nord—sono nazioni straniere ai fini di ciò, come anche le altre Isole britanniche, l'Isola di Man, Jersey e Guernsey."
  12. ^ Devine, T. M. (1999), The Scottish Nation 1700–2000, P.288–289, ISBN 0-14-023004-1 "creò un nuovo e potente stato locale governato dalla borghesia scozzese e pertanto rifletteva i loro valori politici e religiosi. Era questo stato locale, piuttosto che l'autorità di Westminster lontana e solitamente indifferente, a governare effettivamente la Scozia"
  13. ^ Scotland: Independence Referendum Date Set, BSkyB, 21 marzo 2013. URL consultato il 4 maggio 2013.
  14. ^ Magnus Gardham, Holyrood election 2011: Alex Salmond: Referendum on Scottish independence by 2015 in Daily Record (Scotland), 2 maggio 2011. URL consultato il 14 ottobre 2011.
  15. ^ Scotland / Alba, British-Irish Council. URL consultato il 4 maggio 2013.
  16. ^ Chapter 01: general provisions (immigration directorate instructions) - GOV.UK
  17. ^ Scottish MEPs, Europarl.org.uk. URL consultato il 26 maggio2014.
  18. ^ The History Of Ireland Stephen Gwynn
  19. ^ John Ayto e Ian Crofton, Brewer's Britain & Ireland: The History, Culture, Folklore and Etymology of 7500 Places in These Islands, WN, ISBN 0-304-35385-X.
  20. ^ Keay, J. & Keay, J. (1994) Collins Encyclopaedia of Scotland. London. HarperCollins.
  21. ^ Devolution may broaden financial sector's view - Mark Milner and Jill Treanor Guardian Online – 2 luglio, 1999
  22. ^ Scottish Economy Factsheet 2004 www.scotland.gov.uk (PDF)
  23. ^ www.heraldscotland.com
  24. ^ Scozia, sì allo storico referendum per conquistare l'indipendenza

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Regno Unito Portale Regno Unito: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Regno Unito