Partito Nazionale Scozzese

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Partito Nazionale Scozzese
(EN) Scottish National Party (SNP)
(GD) Pàrtaidh Nàiseanta na h-Alba
(SCO) Scottis Naitional Pairtie
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Leader Nicola Sturgeon
Stato Scozia Scozia
Fondazione 1934
Sede Gordon Lamb House
3 Jackson's Entry
Edimburgo
Ideologia Indipendentismo scozzese,[1][2][3]
Socialdemocrazia[3][4],
Nazionalismo civico
Collocazione Centro-sinistra[5]
Partito europeo Alleanza Libera Europea
Gruppo parlamentare europeo Verdi Europei - Alleanza Libera Europea
Seggi Camera dei Comuni
6 / 650
 (2010)
Seggi Europarlamento
2 / 72
 (2014)
Seggi Parlamento scozzese
65 / 129
Organizzazione giovanile Young Scots for Independence
Iscritti 20 139
Colori giallo e lilla
Sito web snp.org

Il Partito Nazionale Scozzese (in inglese Scottish National Party, SNP, in gaelico scozzese Pàrtaidh Nàiseanta na h-Alba, in scots Scottis Naitional Pairtie) è un partito politico scozzese di orientamento socialdemocratico che rivendica l'indipendenza della Scozia dal Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord che contribuì a costituire nel 1707.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il Partito Nazionale Scozzese si formò nel 1934 dalla fusione del National Party of Scotland e dello Scottish Party. Lo SNP ottenne un seggio al parlamento del Regno Unito nel 1945, ma lo perse solo tre mesi dopo alle elezioni generali. Riuscì a riconquistare un seggio solo nel 1967, quando a sorpresa Winnie Ewing riuscì a battere, nelle elezioni suppletive, il candidato laburista. Nell'ottobre 1974 prese oltre il 30% dei voti scozzesi, con 11 seggi su 71. Negli anni seguenti lo SNP raccolse tra il 20 e il 25% dei voti, risultando il secondo partito in Scozia dopo i laburisti. Negli anni Novanta, lo SNP cercò di allargare il proprio consenso tra tutti i ceti sociali. Dopo le elezioni del maggio 1997 (in cui lo SNP ottenne 6 seggi, il suo migliore risultato dopo quello del 1974), vinte dai laburisti, lo SNP chiese un referendum per l'istituzione di un Parlamento scozzese, appoggiato anche dai laburisti e dai Liberal Democratici. Il referendum passò con il 74% dei voti a favore, e il 64% votò anche a favore dell'attribuzione al parlamento scozzese di poteri fiscali autonomi.

Il governo britannico adottò per il parlamento scozzese una legge prevalentemente proporzionale, più favorevole allo SNP. Alle prime elezioni per il parlamento scozzese, lo SNP, con il 29% dei voti, divenne il principale partito di opposizione al Partito Laburista, che formò una coalizione con i Liberal democratici. Nel 2000 il leader del partito, Alex Salmond, si dimise, venendo sostituito da John Swinney. Alle elezioni scozzesi del 2003, lo SNP scese al 21% dei voti, rimanendo, tuttavia, il maggiore partito di opposizione. Alle elezioni del 2007 ha ottenuto 47 seggi su 129, contro i 46 seggi dei laburisti, che furono superati per la prima volta dopo 50 anni di predominio alle elezioni in Scozia. Lo SNP formò un governo di minoranza, guidato da Alex Salmond. Nel 2009 ha ottenuto 2 seggi al Parlamento europeo e nelle elezioni britanniche del 2010 ha riconfermato i propri 6 seggi.

Lo SNP è attualmente alla guida del governo scozzese in seguito alle elezioni per il Parlamento scozzese del maggio 2011 in cui ha ottenuto per la prima volta la maggioranza assoluta di 69 seggi su 129. La leader dell'SNP Nicola Sturgeon è attualmente capo del governo scozzese.

Piattaforma politica[modifica | modifica wikitesto]

La politica economica si basa sui valori della socialdemocrazia europea. Ad esempio, tra i suoi impegni politici c'è il disarmo nucleare, la tassazione progressiva, la redistribuzione della ricchezza, lo sradicamento della povertà, sussidi agli studi superiori. Si impegna, inoltre, per una Scozia indipendente all'interno dell'Unione Europea, l'adozione dell'Euro. Contraria, invece, all'adesione alla NATO.

Tuttavia, lo SNP non è repubblicano in termini assoluti, sebbene molti membri lo siano. Lo SNP pensa che la questione repubblicana sia secondaria alla realizzazione di una Scozia indipendente. Lo SNP sostiene di voler far rimanere la Scozia all'interno del Commonwealth.

È nel suo programma la realizzazione di un referendum sull'indipendenza della Scozia dal Regno Unito.

Ideologia[modifica | modifica wikitesto]

Il partito nazionale scozzese ai nostri giorni è riconosciuto come forza politica di centrosinistra, ma non lo fu in passato. Dall'epoca della fondazione del partito ci furono tensioni ideologiche tra le due ali del partito, quella proveniente dal National Party of Scotland, di centrosinistra, e quella dello Scottish Party, di posizioni conservatrici. Tuttavia, le questioni ideologiche furono, in seguito, superate. Il SNP si assestò su una linea socialdemocratica, in concorrenza con il Labour Party, negli anni sessanta. Ancora tensioni ci furono negli anni settanta con alcuni membri che conquistarono il loro seggio in circoscrizioni conservatrici. Ulteriori tensioni si ebbero nel 1979, stavolta da un gruppo proveniente da sinistra che voleva spostare il partito, da socialdemocratico a socialista.

Attualmente ci sono due fazioni, i "gradualisti" e i "fondamentalisti", sul metodo per raggiungere l'indipendenza della Scozia.

Organizzazione del partito[modifica | modifica wikitesto]

La struttura di base dello SNP è la sezione locale; al di sopra di questa si trovano le associazioni di circoscrizione, che selezionano i candidati a partire da una lista approvata dal partito. A livello nazionale, il principale organismo decisionale è formalmente il congresso annuale, ma, di fatto, l'organo più importante è il Comitato Esecutivo Nazionale, diretto dal leader del partito (national convener). In vacanza del congresso, le scelte politiche vengono approvate dal Consiglio Nazionale.

Leader del partito[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ SNP pours scorn on critic Nationalists ridicule claims of dangerous links to white supremacists in the United States | Herald Scotland
  2. ^ BBC News - Storm over MP Ian Davidson's SNP 'neo-facist' remark
  3. ^ a b (EN) Parties and elections - Scotland. URL consultato il 28 giugno 2012.
  4. ^ Parties and Elections in Europe
  5. ^ http://books.google.it/books?id=iDrTMazYhdkC&pg=PA398&redir_esc=y#v=onepage&q&f=false

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]