Autostrada

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

L'autostrada è un tipo di strada progettato per agevolare la circolazione di grandi volumi di traffico veicolare ad alta velocità, in alternativa ad una strada normale che non garantisce la stessa capacità di transiti e non gestisce le stesse problematiche di sicurezza.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi AVUS e Autostrada dei Laghi.

L'elaborazione del progetto di strade riservate al traffico veloce delle auto, con il pagamento di un pedaggio per coprire le spese di costruzione e di gestione, fu nel 1922 dell'ingegnere italiano Piero Puricelli.[1] Un'idea davvero avveniristica, perché le auto in circolazione a quell'epoca erano poche. Nel 1923 circolavano complessivamente sulle strade italiane 84.687 autoveicoli, di cui 57.000 automobili, venticinquemila autocarri e 2.685 autobus.

Inaugurazione della Milano-Varese, 21 settembre 1924

Il 21 settembre del 1924 viene inaugurato a Lainate il primo tratto, da Milano a Varese, di quella che diverrà l'Autostrada dei Laghi, prima autostrada realizzata in Italia.

La nuova strada era ad una sola corsia per senso di marcia, più che sufficienti per ospitare il passaggio delle poche decine di auto che vi circolavano ogni giorno. Non c'era un vero e proprio casello, ma il pagamento del pedaggio avveniva nell'area di servizio e sosta, che era obbligatoria.

Un'autobahn tedesca negli anni trenta

Dal 1924 in avanti, a Lainate cominciarono ad arrivare tecnici da varie nazioni per studiare e copiare questa nuova strada veloce per auto, a pagamento. Era nata qui la "madre" di tutte le autostrade a pedaggio che hanno poi invaso il mondo.

Tuttavia la prima definizione normativa risale al 1933 con il Regio Decreto n. 1740 del 1933 che definiva le autostrade come strade riservate ai soli autoveicoli[2].

Sotto il punto di vista temporale, nel mondo l'Autostrada dei Laghi fu preceduta solo dall'AVUS berlinese, progettata nel 1909 e inaugurata nel 1921, ma con caratteristiche in parte diverse e per questo motivo il primato è conteso.

Nel 1930 Piero Puricelli collabora con le autorità tedesche per la definizione della rete autostradale in Germania. Puricelli prevede che le autostrade debbano essere a carreggiate separate (divise da qualche metro perfettamente complanare alle carreggiate in quanto le autostrade devono all'occorrenza funzionare da piste aeroportuali) e con pavimentazione in lastre di cemento.[3]

Etimologia[modifica | modifica sorgente]

Il termine autostrada venne utilizzato per la prima volta in un documento ufficiale del 1922 in cui l'ingegnere Piero Puricelli presentava il progetto dell'Autostrada dei Laghi; con quel termine indicava quelle strade caratterizzate da un percorso rettilineo (per quanto possibile), senza ostacoli, caratterizzate da un'alta velocità raggiungibile, percorribili dalle sole vetture (da qui il nome) finalizzate al trasporto rapido di merci e uomini[4].

Il termine usato nella lingua italiana influì anche, per la definizione dello specifico tipo di infrastruttura, su altre lingue europee, sia con il mantenimento dello stesso termine invariato (ad esempio in Polonia e Romania), sia con l'uso di traduzioni pressoché letterali dei due distinti termini "auto" e "strada".

Anche in svedese per molto tempo non ci fu nessun termine che fosse specifico per le autostrade. Per questo motivo venne usata la dizione italiana (tuttora in uso nella zona meridionale della Svezia), sostituito solo in un secondo tempo dal termine motorvag[5].

Classificazione normativa[modifica | modifica sorgente]

La Convenzione di Vienna sul traffico stradale del 1968 (ratificata dalla maggioranza degli Stati mondiali e tuttora in vigore) ha così definito l'autostrada:

« Il termine «autostrada» indica una strada concepita e costruita appositamente per la circolazione automobilistica, che non serve le proprietà confinanti e che:
I) salvo punti particolari o a titolo temporaneo, comporta, per i due sensi di circolazione, le carreggiate distinte separate l’una dall’altra da uno spartitraffico non destinato alla circolazione o, eccezionalmente, con altri mezzi;
II) non incrocia a livello né strade, né linee ferroviarie o tranviarie, né attraversamenti pedonali;
III) è segnalata in modo particolare come autostrada. »
(Cap. 1, art. 1, comma h "Convenzione internazionale sulla segnaletica stradale di Vienna del 1968"[6])

Secondo il Codice della Strada italiano, l'autostrada deve essere a carreggiate separate (o comunque separate da spartitraffico), con almeno due corsie per senso di marcia, ed incroci a livelli sfalsati. Per accedere ed uscire dalle autostrade, pertanto, bisogna servirsi di opportuni raccordi e svincoli (corsia di accelerazione e corsia di decelerazione).

Moderna autostrada tedesca a 4 corsie di marcia più quella di emergenza per carreggiata

Caratteristiche standard[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Autostrade in Italia.

Affinché una strada sia classificata come autostrada, devono essere soddisfatte diverse condizioni geometriche e costruttive (in Italia, ad esempio, non sono costanti: esistono norme tecnico-legali diverse per le autostrade costruite in ambito urbano o extraurbano[7]).

Attualmente il Codice della strada italiano così definisce l'autostrada:

« strada extraurbana o urbana a carreggiate indipendenti o separate da spartitraffico invalicabile, ciascuna con almeno due corsie di marcia, eventuale banchina pavimentata a sinistra e corsia di emergenza o banchina pavimentata a destra, priva di intersezioni a raso e di accessi privati, dotata di recinzione e di sistemi di assistenza all'utente lungo l'intero tracciato, riservata alla circolazione di talune categorie di veicoli a motore e contraddistinta da appositi segnali di inizio e fine; deve essere attrezzata con apposite aree di servizio ed aree di parcheggio, entrambe con accessi dotati di corsie di decelerazione e di accelerazione »
(Art. 2 Codice della Strada[8])

Queste caratteristiche possono però non essere rispettate in virtù delle deroghe previste dal Codice della Strada italiano stesso:

« allorquando particolari condizioni locali, ambientali, paesaggistiche, archeologiche ed economiche non ne consentono l'adeguamento, sempre che sia assicurata la sicurezza stradale e siano comunque evitati inquinamenti. »
(Art. 13 comma 2 Codice della Strada[9])
« Nel caso in cui, [...], particolari condizioni locali, ambientali, paesaggistiche, archeologiche ed economiche non consentano il pieno rispetto delle presenti norme, possono essere adottate soluzioni progettuali diverse a condizione che le stesse siano supportate da specifiche analisi di sicurezza e previo parere favorevole del Consiglio superiore dei lavori pubblici per le autostrade, le strade extraurbane principali e le strade urbane di scorrimento, e del Provveditorato regionale alle opere pubbliche per le altre strade. »
(Art. 3 "Norme funzionali per la costruzione delle strade previsto dal Codice della Strada"[7])
Svincolo autostradale a quadrifoglio

In ogni caso alcuni standard sono applicati in tutte le autostrade di nuova costruzione. Ad esempio gli svincoli devono essere accessibili da rampe (corsia di accelerazione e decelerazione) scostate dal flusso principale di traffico, le carreggiate separate da spartitraffico continuo. Possono esserci semafori destinati solo alle emergenze, mentre i telefoni di emergenza (colonnine SOS) devono essere posizionati con una certa frequenza nelle piazzole per la sosta d'emergenza. Inizio e fine di un'autostrada devono essere segnalati con appositi cartelli. Possono avere accessi ed uscite controllate da caselli per il pagamento del pedaggio, se previsto.

Lungo le autostrade sono presenti aree di servizio (negli Stati Uniti non sono generalmente presenti lungo le autostrade) dove è possibile rifornirsi di carburante e usufruire di alcuni servizi come bar, edicola e spesso ristorante.

I nodi e gli svincoli possono avere vari gradi di complessità. Lo svincolo basilare a quadrifoglio è costituito da un sovrappasso con quattro lobi, due per ogni lato dell'autostrada per le entrate e le uscite.

Un semplice incrocio o una rotatoria è posta alla fine delle due estremità del sovrappasso, fuori dall'autostrada.

La corsia di emergenza non è destinata al traffico (anzi è espressamente vietata dal codice della strada) poiché riservata alle fermate per guasti, ai soccorsi e agli interventi d'emergenza. In alcuni tratti autostradali la corsia d'emergenza può essere usata in alcuni casi regolati dalle norme della corsia dinamica. Le barriere spartitraffico antiscavalcamento, i catarifrangenti, le sempre più diffuse strisce sonore sono altre caratteristiche non esclusive delle autostrade.

Restrizioni al transito[modifica | modifica sorgente]

Segnale stradale posto negli accessi delle autostrade irlandesi dove vengono elencate le categorie non ammesse alla circolazione autostradale

Le autostrade sono riservate alla circolazione dei soli veicoli a motore. Per ragioni di scorrevolezza del traffico sono altresì esclusi dalla circolazione altri tipi di veicoli a motore. Ad esempio in Italia sono esclusi i motoveicoli con cilindrata inferiore a 150 cm³, le motocarrozzette (sidecar) con cilindrata inferiore a 250 cm³, trattori e macchine agricole, e, più in generale, tutti i veicoli incapaci di realizzare in piano la velocità di 80 km/h.

Limiti di velocità[modifica | modifica sorgente]

I limiti di velocità sulle autostrade in Europa. I Paesi colorati in verde hanno la segnaletica verde, quelli colorati in blu hanno la segnaletica blu. La velocità massima consentita può essere localmente differente da quella indicata.

I limiti di velocità sono generalmente più alti rispetto alla viabilità ordinaria. In Italia il limite di velocità massimo è fissato a 130 km/h se non diversamente segnalato, come sulle autostrade a tre corsie, con particolari tracciati lineari e con basse statistiche di incidentalità, che possono avere il limite innalzato a 150 km/h (attualmente nessun tratto autostradale ha il limite di 150 km/h). I neopatentati in Italia devono rispettare per tre anni dal conseguimento della patente il limite di 100 km/h. In caso di pioggia il limite massimo di velocità - anche in presenza di asfalto drenante - scende a 110 km/h. In questo caso le automobili trainino un rimorchio leggero o anche un caravan, il limite di velocità a loro imposto nelle Autostrade è di 80 Km/h. [10]

Le corsie più vicine ai bordi del tracciato stradale (corsie esterne) sono destinate al normale flusso di traffico, mentre quelle più lontane (corsie interne) sono destinate al sorpasso dei veicoli più lenti.

Tra il 1973 ed il 1974 venne imposto un limite di velocità di 120 km/h, oltre che ad un divieto di circolare la domenica su tutte le strade, per far fronte alla crisi petrolifera.

Fino al 23 luglio del 1988 il limite di velocità sulle autostrade italiane era differenziato in base alla cilindrata:

  • 90 km/h per gli autoveicoli con cilindrata inferiore ai 599 cc
  • 110 km/h per gli autoveicoli con cilindrata compresa tra i 600 cc e i 900 cc
  • 130 km/h per gli autoveicoli con cilindrata compresa tra i 901 cc e i 1300 cc
  • 140 km/h per gli autoveicoli con cilindrata superiore ai 1300 cc

Successivamente, dal 24 luglio del 1988, il limite di velocità sulle autostrade italiane venne abbassato, dal ministro Enrico Ferri, a 110 km/h per gli autoveicoli con cilindrata superiore ai 600cc mentre rimase fissato a 90 km/h per gli autoveicoli con cilindrata inferiore ai 599cc.[11] L'anno dopo, con la caduta del suo governo, la velocità massima per le autostrade fu portata a 130 km/h per gli autoveicoli con cilindrata superiore ai 1100 cc e a 110 km/h per gli autoveicoli con cilindrata inferiore ai 1100 cc[12].[13] La Polonia ha invece recentemente alzato il limite da 130 km/h a 140 km/h, una modifica esattamente contraria a quanto successo in Italia alla fine degli anni '80.[14] In Germania, tranne dove è segnalato, non vi è alcun limite di velocità in autostrada.

Pagamento[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Pedaggio e Vignetta autostradale.
Una barriera italiana.

L'uso delle autostrade può essere soggetto al pagamento di un pedaggio, che può essere esatto in diversi modi: per mezzo di barriere (definite stazioni dal Codice della Strada italiano) il cui pagamento può avvenire in contanti, attraverso carte di credito, bancomat, tessere a scalare o elettronicamente (ad esempio in Italia per mezzo del Telepass) o tramite vignette (cioè adesivi) prepagate da apporre sul parabrezza del veicolo. In alcuni paesi le autostrade possono essere o soggette a pedaggio o gratuite.

In Europa, i paesi che utilizzano il sistema della vignetta sono:

Segnaletica[modifica | modifica sorgente]

Mappa del mondo secondo il colore della segnaletica autostradale. Per gli stati in grigio non ci sono informazioni o non hanno autostrade.

Lungo le autostrade lo sfondo della segnaletica stradale (sia dei segnali di indicazione sia ad esempio dei pannelli delle progressive chilometriche) è o blu o verde, a seconda dei vari stati. Entrambi i colori sono accettati dalla Convenzione di Vienna sulla segnaletica stradale del 1968[6].

Nella quasi totalità degli Stati il simbolo che identifica le autostrade è composto da due carreggiate separate con un cavalcavia al di sopra di esse.

Paesi con la segnaletica autostradale blu[modifica | modifica sorgente]

Zeichen 330.svg

Paesi con la segnaletica autostradale verde[modifica | modifica sorgente]

Autostrada sfondo verde.PNG

Caratteristiche di costruzione[modifica | modifica sorgente]

Un viadotto autostradale

Al fine di ridurre le variazioni altimetriche, e quindi le pendenze, nelle zone montuose le autostrade si sviluppano in gran parte su viadotti o all'interno di gallerie.

Nel loro tracciato planimetrico i tratti rettilinei (rettifili) sono raccordati da tratti in curva secondo raggi costanti (curva circolare) o variabili (clotoide). Il tracciato altimetrico si sviluppa con tratti a pendenza costante (livellette) e tratti curvi che possono essere concavi o convessi: da un tratto in salita ad un tratto in discesa si passa per un raccordo verticale convesso, mentre da un tratto in discesa ad un tratto in salita si passa attraverso un raccordo concavo.

Nella progettazione è necessario tener conto del coordinamento fra il tracciato planimetrico ed il tracciato altimetrico, senza trascurare l'andamento dei cigli (andamento altimetrico dei bordi della strada), che riveste particolare importanza per la tenuta della strada e per il deflusso delle acque meteoriche.

La pavimentazione stradale è generalmente di asfalto scuro, che nei casi più evoluti è un manto drenante per contrastare il fenomeno dell'aquaplaning, linee bianche tratteggiate segnano l'ampiezza delle corsie di marcia, di sorpasso e delle piazzole d'emergenza, mentre una linea continua bianca delimita la corsia d'emergenza e la banchina interna.

Norme per l'utilizzo[modifica | modifica sorgente]

A causa dell'elevato volume di traffico presente in condizioni normali sulle autostrade, esistono alcune norme che devono essere rispettate da chi percorre tali vie di comunicazione.

L'inosservanza dei divieti, dei limiti di velocità e della distanza di sicurezza, oltre a mettere a repentaglio la sicurezza degli utilizzatori, se rilevata dagli organi preposti alla vigilanza, costa sanzioni piuttosto ingenti e la perdita di un certo numero di punti della patente (nei Paesi dove è in vigore la patente a punti).

Eccettuate determinate circostanze, e ad eccezione delle freeways del Nord America, non è consentito superare sulla corsia alla destra del veicolo da sorpassare (per maggiore chiarezza occorrerebbe distinguere i comportamenti ammessi nei paesi con guida a destra ed i paesi con guida a sinistra).

Principali divieti italiani[modifica | modifica sorgente]

In autostrada è vietato:

  1. invertire la direzione di marcia, anche in prossimità dei caselli e in corrispondenza di eventuali passaggi di servizio al centro della carreggiata (bisogna utilizzare gli svincoli)
  2. fare retromarcia (se si era distratti e si è superato uno svincolo è obbligatorio proseguire fino a quello successivo)
  3. invertire la marcia attraversando lo spartitraffico nei punti in cui esso è interrotto
  4. immettersi o uscire dall'autostrada senza utilizzare le apposite corsie di accelerazione e decelerazione
  5. sorpassare a destra
  6. occupare inutilmente le corsie di sorpasso (salvo diversa segnalazione si deve percorrere la corsia libera più a destra [1])
  7. cambiare corsia senza avvisare con opportuno anticipo e senza rispettare la precedenza di chi già occupa la corsia che stiamo per impegnare
  8. circolare nell'apposita corsia d'emergenza (salvo diversa segnalazione "dovuta alla presenza di lavori in corso o di un incidente che occupa le corsie a sinistra la sciando libere solo la corsia d'emergenza e spesso quella immediatamente a sinistra di quella di emergenza")
  9. sostare nelle aree di servizio per un periodo superiore a 24 ore e nelle corsie d'emergenza per un periodo superiore alle 3 ore o comunque al tempo necessario per la risoluzione del problema
  10. rimorchiare un altro veicolo
  11. fare l'autostop e concedere passaggi, anche presso le aree di servizio
  12. gettare oggetti da viadotti e/o cavalcavia
  13. circolare con veicoli non ammessi al transito

Inoltre, data la velocità più elevata, diventa estremamente importante rispettare la prescrizione di marciare ad una adeguata distanza di sicurezza dal veicolo che precede. [2]

Nomenclatura[modifica | modifica sorgente]

Simbolo dell'autobahn tedesca 555

Generalmente alle autostrade è assegnato un numero (composto da una, due o tre cifre), preceduto da una lettera (in Germania e in Svizzera invece è presente solo il numero) entrambi racchiusi in una figura geometrica (ad esempio in Italia un ottagono, in Francia un rettangolo). La lettera rappresenta la prima lettera della parola autostrada nella lingua nazionale (ad esempio A (autostrada) in Italia, M (motorway) in Gran Bretagna). La numerazione può seguire criteri geografici (ad esempio in Francia le autostrade dall'A1 all'A20 costituiscono le autostrade principali, mentre quelle che hanno come prima cifra il 3 sono situate nel nord-est della Francia) o progressivi (in base all'apertura, le nuove autostrade prendono la prima numerazione disponibile). Esistono inoltre enti preposti per la numerazione delle autostrade (come l'AASHTO, the American Association of State Highway and Transportation Officials negli USA).

In alcuni paesi, come la Svezia, alle autostrade è assegnata la numerazione delle strade europee. Pertanto, in Svezia alcune strade con la stessa numerazione possono essere per alcuni tratti autostrade, per altri strade ordinarie.

Problematiche, uso urbano e progetti di espansione[modifica | modifica sorgente]

Le autostrade sono comunemente usate come tangenziali intorno alle città o come bypass delle aree urbane.

Una barriera antirumore installata lungo un'autostrada (Dordrecht, Paesi Bassi)

In seguito all'aumento dei veicoli circolanti, quelle che si sviluppano intorno alle città come Milano e Roma, o quelle più vetuste come il tratto appenninico dell'A1, già dagli anni ottanta dello scorso secolo sono sempre più congestionate, rappresentando dei punti dolenti della viabilità nazionale.

Nel caso il tracciato presenti avvicinamenti o attraversamenti di area urbanizzate, l'impatto sulle popolazioni residenti nelle adiacenze delle autostrade, può rendere necessaria la costruzione di apposite barriere antirumore, così come spesso sollecitato dai cittadini costituitisi in Comitati Antirumore.

La costruzione di nuove autostrade può essere osteggiata dalle popolazioni residenti o perché supportata da validi motivi (ad esempio: serio rischio di inquinamento, distruzione di aree pregiate dal punto di vista paesaggistico) o perché affetti dal cosiddetto fenomeno NIMBY o BANANA.

L'Unione europea ha finanziato nel passato molti progetti autostradali, facenti parte delle Reti di trasporto trans-europee, e sono in previsione piani di investimento del valore di milioni di euro per i prossimi 10 anni.

Nel 1956 gli Stati Uniti d'America attraverso il Federal-Aid Highway Act progettarono e svilupparono la rete autostradale di base. La costruzione doveva durare 12 anni, ma l'ultimo cantiere fu chiuso nel 1991.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Anas S.p.A. - La rete stradale dalle origini all'Aass
  2. ^ Rapporto della Commissione Trasporti della Camera
  3. ^ http://www.stradeanas.it/index.php?/news/download/file/491
  4. ^ Le prime autostrade su Strade ANAS
  5. ^ "Tutto quel che non sapevate sulle autostrade-Rivista Volvo
  6. ^ a b La Convenzione di Vienna
  7. ^ a b Norme funzionali e geometriche per la costruzione delle strade previsto dal Codice della Strada.
  8. ^ Il decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 (Codice della Strada).
  9. ^ Il decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 (Codice della Strada).
  10. ^ Guidare Oggi, Vincenzo Di Michele, Curiosando Editore, 2010
  11. ^ ESODO A VELOCITA' LIMITATA NESSUNO OLTRE I 110 ALL' ORA - Repubblica.it » Ricerca
  12. ^ 'VIA LIBERA AI 130' LA CAMERA AUMENTA I LIMITI DI VELOCITA' - Repubblica.it » Ricerca
  13. ^ Limiti di velocità: in autostrada a 150 km/l'ora- LASTAMPA.it
  14. ^ Na autostradzie będziemy jeździć szybciej - Prawo i wymiar sprawiedliwości - Gazeta Prawna - największy dziennik gospodarczy

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

trasporti Portale Trasporti: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di trasporti