Dwight D. Eisenhower

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Dwight David Eisenhower
General Dwight D. Eisenhower.jpg

34º presidente degli Stati Uniti
Durata mandato 20 gennaio 1953 - 20 gennaio 1961
Predecessore Harry Truman
Successore John Fitzgerald Kennedy

Dati generali
Partito politico Repubblicano
Tendenza politica Conservatore liberale, Conservatore progressista
Firma Firma di Dwight David Eisenhower
Dwight David Eisenhower
4 ottobre 1890 - 28 marzo 1969
Soprannome Ike
Nato a Denison (Texas)
Morto a Washington
Cause della morte cause naturali
Luogo di sepoltura cimitero Library and Museum di Abilene, Kansas
Dati militari
Paese servito Stati Uniti Stati Uniti
Arma fanteria
Grado General of the Army
Guerre Seconda guerra mondiale
Campagne Campagna di Tunisia
Battaglie Operazione Husky
Battaglia di Normandia
Comandante di Forze di spedizione Alleate in Europa

[senza fonte]

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Dwight David "Ike" Eisenhower (Denison, 14 ottobre 1890Washington, 28 marzo 1969) è stato un generale e politico statunitense. Ufficiale preparato e capace, dopo una brillante carriera nello stato maggiore dell'Esercito degli Stati Uniti venne inviato nel 1942 in Gran Bretagna a capo delle truppe statunitensi destinate a partecipare alla seconda guerra mondiale.

Comandante in capo delle forze Alleate prima nel teatro del Mediterraneo nel 1942-1943 e quindi dal 1944 in Europa, dimostrò capacità militari e politico-diplomatiche, svolgendo un ruolo fondamentale di direzione e coordinamento degli eserciti alleati impegnati contro il Terzo Reich. Promosso il 20 dicembre 1944 a General of the Army, dopo la guerra intraprese la carriera politica e fu dal 1953 al 1961 il 34º presidente degli Stati Uniti d'America.

Famiglia e prime esperienze[modifica | modifica wikitesto]

Eisenhower nacque a Denison, nel Texas, terzo di sette figli, da David Jacob ed Ida Elizabeth Stover, unico loro figlio nato in Texas. Il suo nome era Dwight David, ma subito incominciarono a chiamarlo con il diminutivo di Ike. La famiglia di Eisenhower proveniva da Forbach in Lorena, ma viveva in America fin dal XVIII secolo. La famiglia fece ritorno ad Abilene, Kansas, nel 1892. Eisenhower si diplomò alle scuole superiori di Abilene nel 1909 e lavorò dal 1909 al 1911 alla Belle Springs Creamery, un'industria casearia.

Eisenhower si sposò con Mamie Geneva Doud (1896-1979), a Denver, Colorado, il 1º luglio 1916. Ebbero due figli, Doud Dwight Eisenhower (1917-1921), la cui tragica morte nell'infanzia colpì la coppia per sempre, e John Sheldon David Doud Eisenhower (1922-vivente). John Eisenhower prestò servizio nell'esercito degli Stati Uniti e quindi lavorò come ambasciatore degli Stati Uniti in Belgio. Il figlio di John e Barbara Thompson, David Eisenhower, da cui Camp David prende il nome, sposò Julie, figlia di Richard Nixon, nel 1968 ed ebbe tre figli: Jennie Elizabeth Eisenhower (1978), Alex Richard Eisenhower (1980), e Melanie Catherine Eisenhower (1984).

Religione[modifica | modifica wikitesto]

La famiglia di Eisenhower faceva originariamente parte della "Chiesa dei Fratelli in Cristo", una chiesa evangelica mennonita. Tuttavia, quando lui ebbe cinque anni, i suoi genitori divennero seguaci degli Studenti biblici, i cui i membri successivamente presero il nome di Testimoni di Geova. La casa Eisenhower servì come luogo d'incontro del gruppo religioso dal 1896 al 1915, quando il padre abbandonò l'organizzazione religiosa. I testimoni di Geova celebrarono il funerale del padre di Ike quando morì negli anni 1940. La madre di Ike continuò ad essere attiva testimone di Geova fino alla propria morte (avvenuta nel 1946), mentre Ike ed i suoi fratelli smisero di frequentare regolarmente dopo il 1915. Ike godette un rapporto stretto con sua madre, durante il corso della loro vita e per il giuramento del suo secondo mandato presidenziale usò persino una Bibbia stampata della Società Torre di Guardia (l'associazione dei testimoni di Geova): la American Standard Version, pubblicata nel 1901 e adottata dai Testimoni per il frequente uso del nome "Jehovah" nell'Antico Testamento.

Durante gli anni successivi, Eisenhower fu battezzato, cresimato e divenne praticante nella chiesa presbiteriana durante una cerimonia il 1º febbraio 1953, poche settimane dopo il suo primo mandato come presidente. Durante i suoi anni di pensione, fu membro della Gettysburg Presbyterian Church (chiesa presbiteriana) di Gettysburg (Pennsylvania).

Carriera militare[modifica | modifica wikitesto]

Video sulla carriera del presidente.
« Stiamo per invadere un Paese ricco di storia, di cultura e d'arte come pochissimi altri. Ma se la distruzione di un bellissimo monumento può significare la salvezza di un solo G.I., ebbene, si distrugga quel bellissimo monumento. »
(Dwight David Eisenhower, comandante in capo delle Forze Alleate in Europa durante la Seconda guerra mondiale, riferendosi all'Italia[1].)

Al contrario di quello che si potrebbe pensare, Eisenhower non ebbe inizialmente una carriera militare particolarmente brillante. Aveva studiato all'Accademia di West Point, e uscito dalla stessa con buoni voti, ebbe il compito di addestrare le reclute alla vigilia dell'entrata in guerra degli Stati Uniti d'America nel 1917; quindi non partecipò direttamente alla campagna dell'American Expeditionary Force sul Fronte occidentale del 1917-1918.

La seconda guerra mondiale[modifica | modifica wikitesto]

Nel marzo del 1941 era diventato colonnello, e nel corso di importanti esercitazioni campali in Louisiana ebbe modo di mostrare notevoli capacità tattiche, e fu nominato generale di brigata. Nel 1942, il generale George Marshall, capo di Stato Maggiore Generale dell'esercito, lo designò come Comandante in capo delle forze americane in Europa. Eisenhower guidò quindi l'Operazione Torch e assunse il comando supremo delle forze alleate nel Mediterraneo. Dopo la vittoria in Tunisia, Eisenhower continuò a svolgere un importante ruolo politico-militare nel teatro mediterraneo guidando i successivi sbarchi in Sicilia (operazione Husky) e nell'Italia peninsulare (operazione Avalanche). Fu il generale Eisenhower che firmò per le Potenze Alleate l'armistizio di Cassibile che sanciva l'uscita dell'Italia dalla guerra. In seguito firmò a Malta il successivo armistizio lungo che precisava le condizioni di resa.

Al comando di Overlord[modifica | modifica wikitesto]

« Ebbene, Ike, tu comanderai "Overlord". »
(Parole rivolte dal presidente Franklin Delano Roosevelt al generale Eisenhower nel dicembre 1943 per comunicargli la sua nomina a Comandante supremo alleato delle forze di spedizione in Europa Occidentale[2].)

Nel dicembre del 1943, il presidente Roosevelt gli assegnò, dopo lunghe e complesse discussioni tra i dirigenti politico-militari anglo-sassoni, il comando dello sbarco in Normandia, nome in codice "operazione Overlord", che ebbe inizio il 6 giugno 1944 (giorno universalmente noto come "D-Day"), e che fu una delle più grandi operazioni militari combinate aero-terrestre-navale di tutta la storia militare.

Dotato di una affascinante e simpatica personalità, in grado di imporsi naturalmente sui suoi sottoposti, di buon senso, di lucidità e imparzialità di giudizio; non privo di capacità di analisi strategica, a dispetto delle aspre critiche che gli rivolsero a più riprese alcuni generali britannici (soprattutto Brooke e Montgomery), Eisenhower seppe guidare vittoriosamente le armate alleate fino nel cuore della Germania nazista, congiungendosi con l'Armata Rossa in avanzata da est.

I due momenti più importanti del suo periodo di comando supremo allo SHAEF furono senza dubbio: la decisione di effettuare lo sbarco il 6 giugno 1944, nonostante l'imprevedibilità del clima sulla Manica, e la calma e l'ottimismo con cui reagì alle prime notizie di disastro durante l'Offensiva tedesca delle Ardenne (nel corso della riunione con i generali americani a Verdun del 18 dicembre 1944). In queste circostanze il generale americano diede mostra delle sue qualità di capo e della sua notevole capacità di valutazione strategica e operativa.

Si temette per la sua vita durante la controffensiva tedesca delle Ardenne, durante l'operazione denominata Operazione Greif che sembrava dovesse attentare alla vita del generale da parte di un Kommando tedesco comandato da Otto Skorzeny.

Il 20 dicembre 1944 venne nominato General of the Army.

Riguardo all'uso delle bombe atomiche sul Giappone Eisenhower scrisse nelle sue memorie The White House Years:

«Nel 1945 il Segretario alla Guerra Stimson, visitando il mio quartier generale in Germania, mi informò che il nostro governo stava preparandosi a sganciare una bomba atomica sul Giappone. Io fui uno di quelli che sentirono che c'erano diverse ragioni cogenti per mettere in discussione la saggezza di un tale atto. Durante la sua esposizione dei fatti rilevanti, fui conscio di un sentimento di depressione e così gli espressi i miei tristi dubbi, prima sulla base della mia convinzione che il Giappone era già sconfitto e che sganciare la bomba era completamente non necessario, e in secondo luogo perché pensavo che il nostro paese dovesse evitare di sconvolgere l'opinione pubblica mondiale con l'uso di un'arma il cui impiego era, pensavo, non più obbligatorio come misura per salvare vite americane. »

Presidenza[modifica | modifica wikitesto]

« Roosevelt [Franklin Delano, n.d.r.] dimostrò che la Presidenza [degli Stati Uniti d'America, n.d.r.] può essere un mestiere da esercitarsi vita natural durante. Truman ha dimostrato che chiunque può fare il Presidente. Eisenhower, che non v'è in realtà bisogno di un Presidente. Kennedy, che può essere pericoloso avere un Presidente… »
(Apologo dei magnati americani dell'acciaio durante la controversia con il Presidente John Fitzgerald Kennedy[3])
Dwight Eisenhower e Francisco Franco, 1959

Per la sua competenza strategica gli furono tributati grandi onori, e il partito repubblicano statunitense lo scelse come candidato per le elezioni politiche alla presidenza degli Stati Uniti del 1952. Batté alle elezioni il candidato democratico Adlai Stevenson.[4]

Eisenhower Dollar - 1978 - dritto
Eisenhower Dollar - 1978 - rovescio

Da presidente si dimostrò equilibrato sia in politica interna che in politica estera: per quanto riguarda la prima, a differenza di quanto sperato da molti conservatori, non smantellò il New Deal ma, anzi, promosse alcune riforme in politica sanitaria. In politica estera, se durante la campagna elettorale aveva accusato l'amministrazione Harry Truman di una lotta inefficace nei confronti del comunismo (al contenimento egli opponeva il rollback, cioè un ruolo attivo nel ridurre l'influenza dell'Unione sovietica), nei fatti continuò la politica del predecessore; nel 1954 concluse la pace con la Corea del Nord.

Posizione sugli armamenti e discorso d'addio alla nazione[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Complesso militare-industriale.

Eisenhower, alla fine degli anni 1940 fu un convinto sostenitore della corsa agli armamenti. Egli tuttavia espose il problema del cosiddetto complesso militare-industriale, ovvero dal pericolo rappresentato dagli interessi commerciali dell'industria bellica, che per sopravvivere aveva sempre bisogno di qualche guerra. Nel suo discorso Chance for Peace (16 aprile 1953) disse:

(EN)
« Every gun that is made, every warship launched, every rocket fired signifies in the final sense, a theft from those who hunger and are not fed, those who are cold and are not clothed. This world in arms is not spending money alone. It is spending the sweat of its laborers, the genius of its scientists, the hopes of its children. [...] This is not a way of life at all in any true sense. Under the clouds of war, it is humanity hanging on a cross of iron. »
(IT)
« Ogni arma da fuoco prodotta, ogni nave da guerra varata, ogni missile lanciato significa, in ultima analisi, un furto ai danni di coloro che sono affamati e non sono nutriti, di coloro che hanno freddo e non sono vestiti. Questo mondo in armi non sta solo spendendo denaro. Sta spendendo il sudore dei suoi operai, il genio dei suoi scienziati, le speranze dei suoi giovani. [...] Questo non è affatto un modo di vivere, in alcun senso legittimo. Dietro le nubi di guerra c'è l'umanità appesa ad una croce di ferro. »
(Dwight David Eisenhower, presidente degli Stati Uniti, 16 aprile 1953.[5])

Alla fine del suo mandato, il 17 gennaio 1961, nel discorso d'addio (Farewell Address)[6] alla Nazione, Eisenhower ripeté tale monito:[7]

(EN)
« In the councils of government, we must guard against the acquisition of unwarranted influence, whether sought or unsought, by the military-industrial complex. The potential for the disastrous rise of misplaced power exists and will persist.
We must never let the weight of this combination endanger our liberties or democratic processes. We should take nothing for granted. Only an alert and knowledgeable citizenry can compel the proper meshing of the huge industrial and military machinery of defense with our peaceful methods and goals, so that security and liberty may prosper together. »
(IT)
« Nei councils of government, dobbiamo stare in guardia contro l'acquisizione di ingiustificata influenza, voluta o non richiesta, del complesso militare-industriale. Il potenziale per la disastrosa ascesa di potere male assegnato esiste e persisterà.
Noi non dobbiamo mai lasciare che il peso di questa combinazione metta in pericolo le nostre libertà o i nostri processi democratici. Non dovremmo dare nulla per scontato. Solo una popolazione in allerta e informata può costringere ad una corretta interazione la gigantesca macchina industriale e militare della difesa con i nostri metodi ed obiettivi di pace, in maniera tale che sicurezza e libertà possano prosperare insieme »
(Dal discorso d'addio alla nazione[8])

Influenza culturale[modifica | modifica wikitesto]

Eisenhower venne associato al mondo della moda in due occasioni: la più importante quando venne lanciata la giacca "stile Eisenhower" negli anni sessanta: gli stilisti di allora si ispirarono al giubbotto militare a doppiopetto basso che egli era solito usare, di lì poi venne di gran moda il doppiopetto maschile e femminile, anche se solo il primo è poi durato. Sua moglie era invece una frequente visitatrice di una delle migliori sartorie di Firenze, in Piazza della Repubblica. Fu anche abile giocatore di golf. Eisenhower morì nel 1969 e venne sepolto presso il Library and Museum di Abilene, Kansas.[9][10]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze statunitensi[modifica | modifica wikitesto]

Army Distinguished Service Medal con quattro foglie di quercia - nastrino per uniforme ordinaria Army Distinguished Service Medal con quattro foglie di quercia
Navy Distinguished Service Medal - nastrino per uniforme ordinaria Navy Distinguished Service Medal
Comandante Capo della Legion of Merit - nastrino per uniforme ordinaria Comandante Capo della Legion of Merit
Mexican Border Service Medal - nastrino per uniforme ordinaria Mexican Border Service Medal
Medaglia interalleata della vittoria - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia interalleata della vittoria
American Defense Service Medal - nastrino per uniforme ordinaria American Defense Service Medal
European-African-Middle Eastern Campaign Medal con una stella d'argento e quattro di bronzo - nastrino per uniforme ordinaria European-African-Middle Eastern Campaign Medal con una stella d'argento e quattro di bronzo
World War II Victory Medal - nastrino per uniforme ordinaria World War II Victory Medal
Army of Occupation Medal con distintivo per la Germania - nastrino per uniforme ordinaria Army of Occupation Medal con distintivo per la Germania
National Defense Service Medal con due stelle di servizio - nastrino per uniforme ordinaria National Defense Service Medal con due stelle di servizio
American Campaign Medal - nastrino per uniforme ordinaria American Campaign Medal

Onorificenze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Gran Croce dell'Ordine del liberatore San Martín (Argentina) - nastrino per uniforme ordinaria Gran Croce dell'Ordine del liberatore San Martín (Argentina)
Grande Stella dell'Ordine al Merito della Repubblica Austriaca (Austria) - nastrino per uniforme ordinaria Grande Stella dell'Ordine al Merito della Repubblica Austriaca (Austria)
Gran Cordone dell'Ordine di Leopoldo (Belgio) - nastrino per uniforme ordinaria Gran Cordone dell'Ordine di Leopoldo (Belgio)
Croix de guerre 1939-1945 con palma di bronzo (Belgio) - nastrino per uniforme ordinaria Croix de guerre 1939-1945 con palma di bronzo (Belgio)
Gran Croce dell'Ordine Nazionale della Croce del Sud (Brasile) - nastrino per uniforme ordinaria Gran Croce dell'Ordine Nazionale della Croce del Sud (Brasile)
Gran Croce dell'Ordine al Merito Militare (Brasile) - nastrino per uniforme ordinaria Gran Croce dell'Ordine al Merito Militare (Brasile)
Gran Croce dell'Ordine al Merito dell'Aviazione Militare (Brasile) - nastrino per uniforme ordinaria Gran Croce dell'Ordine al Merito dell'Aviazione Militare (Brasile)
Medaglia di Guerra (Brasile) - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia di Guerra (Brasile)
Medaglia di Campagna (Brasile) - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia di Campagna (Brasile)
Gran Croce dell'Ordine al Merito (Cile) - nastrino per uniforme ordinaria Gran Croce dell'Ordine al Merito (Cile)
Stella d'Oro dell'Ordine Militare del Leone Bianco (Cecoslovacchia) - nastrino per uniforme ordinaria Stella d'Oro dell'Ordine Militare del Leone Bianco (Cecoslovacchia)
Croce di guerra cecoslovacca del 1939-1945 (Cecoslovacchia) - nastrino per uniforme ordinaria Croce di guerra cecoslovacca del 1939-1945 (Cecoslovacchia)
Cavaliere dell'Ordine dell'Elefante (Danimarca) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine dell'Elefante (Danimarca)
— 1945
Cavaliere di I Classe dell'Ordine di Abdon Calderón (Ecuador) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di I Classe dell'Ordine di Abdon Calderón (Ecuador)
immagine del nastrino non ancora presente Gran Cordone dell'Ordine di Ismaele (Egitto)
Collare dell'Ordine di Sikatuna (Filippine) - nastrino per uniforme ordinaria Collare dell'Ordine di Sikatuna (Filippine)
Distinguished Service Star (Filippine) - nastrino per uniforme ordinaria Distinguished Service Star (Filippine)
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Legion d'Onore (Francia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Legion d'Onore (Francia)
Cavaliere de l'Ordre de la Libération (Francia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere de l'Ordre de la Libération (Francia)
Médaille militaire (Francia) - nastrino per uniforme ordinaria Médaille militaire (Francia)
Croix de guerre 1939-1945 con palma di bronzo (Francia) - nastrino per uniforme ordinaria Croix de guerre 1939-1945 con palma di bronzo (Francia)
Gran Cordone dell'Ordine del Crisantemo (Giappone) - nastrino per uniforme ordinaria Gran Cordone dell'Ordine del Crisantemo (Giappone)
immagine del nastrino non ancora presente Croce al Merito Militare di I Classe (Guatemala)
Cavaliere di Gran Croce con Placca d'Oro dell'Ordine Nazionale dell'Onore e del Merito (Haiti) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce con Placca d'Oro dell'Ordine Nazionale dell'Onore e del Merito (Haiti)
Cavaliere dell'Ordine di Salomone (Impero d'Etiopia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine di Salomone (Impero d'Etiopia)
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Regina di Saba (Impero d'Etiopia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Regina di Saba (Impero d'Etiopia)
Reale Croce di Guerra della Iugoslavia (Iugoslavia) - nastrino per uniforme ordinaria Reale Croce di Guerra della Iugoslavia (Iugoslavia)
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Corona di Quercia (Lussemburgo) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Corona di Quercia (Lussemburgo)
Croce di guerra lussemburghese (1939-1945 - Lussemburgo) - nastrino per uniforme ordinaria Croce di guerra lussemburghese (1939-1945 - Lussemburgo)
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine di Ouissam Alaouite (Marocco) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine di Ouissam Alaouite (Marocco)
Collare dell'Ordine dell'Aquila Azteca (Messico) - nastrino per uniforme ordinaria Collare dell'Ordine dell'Aquila Azteca (Messico)
— 1945
Medaglia al Merito Militare (Messico) - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia al Merito Militare (Messico)
immagine del nastrino non ancora presente Medaglia di Benemeranza Civica (Messico)
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine Reale Norvegese di Sant'Olav (Norvegia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine Reale Norvegese di Sant'Olav (Norvegia)
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine del Leone dei Paesi Bassi (Paesi Bassi) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine del Leone dei Paesi Bassi (Paesi Bassi)
Spada d'Onore dei Paesi Bassi (Paesi Bassi) - nastrino per uniforme ordinaria Spada d'Onore dei Paesi Bassi (Paesi Bassi)
Cavaliere di I Classe dell'Ordine del Pakistan (Pakistan) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di I Classe dell'Ordine del Pakistan (Pakistan)
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine di Vasco Núñez de Balboa (Panamá) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine di Vasco Núñez de Balboa (Panamá)
Gran Croce dell'Ordine della Polonia Restituta (Polonia) - nastrino per uniforme ordinaria Gran Croce dell'Ordine della Polonia Restituta (Polonia)
Gran Croce e Stella dell'Ordine Virtuti Militari (Polonia) - nastrino per uniforme ordinaria Gran Croce e Stella dell'Ordine Virtuti Militari (Polonia)
Ordine della Croce di Grunwald di I Classe (Polonia) - nastrino per uniforme ordinaria Ordine della Croce di Grunwald di I Classe (Polonia)
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine del Salvatore (Regno di Grecia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine del Salvatore (Regno di Grecia)
Cavaliere di Gran Croce con spade dell'Ordine di Giorgio I (Regno di Grecia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce con spade dell'Ordine di Giorgio I (Regno di Grecia)
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine del Bagno (Regno Unito) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine del Bagno (Regno Unito)
Membro dell'Ordine al Merito del Regno Unito (Regno Unito) - nastrino per uniforme ordinaria Membro dell'Ordine al Merito del Regno Unito (Regno Unito)
Africa Star con fermagli dell'ottava e della prima armata (Regno Unito) - nastrino per uniforme ordinaria Africa Star con fermagli dell'ottava e della prima armata (Regno Unito)
Cavaliere dell'Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme (Santa Sede) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme (Santa Sede)
Cavaliere d'Onore e Devozione del Sovrano Militare Ospedaliero Ordine di Malta (SMOM) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere d'Onore e Devozione del Sovrano Militare Ospedaliero Ordine di Malta (SMOM)
Collare dell'Ordine Pro Merito Melitensi (SMOM) - nastrino per uniforme ordinaria Collare dell'Ordine Pro Merito Melitensi (SMOM)
Gran Cordone Speciale dell'Ordine delle Nubi Propizie (Taiwan) - nastrino per uniforme ordinaria Gran Cordone Speciale dell'Ordine delle Nubi Propizie (Taiwan)
Cavaliere dell'Ordine della Casata Reale di Chakri (Thailandia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine della Casata Reale di Chakri (Thailandia)
Gran Cordone dell'Ordine Nichan Iftikar (Tunisia) - nastrino per uniforme ordinaria Gran Cordone dell'Ordine Nichan Iftikar (Tunisia)
Ordine della Vittoria (Unione Sovietica) - nastrino per uniforme ordinaria Ordine della Vittoria (Unione Sovietica)
«Per altissimi meriti nelle operazioni di combattimento in grande scala, che condussero alla vittoria conseguita degli Alleati contro la Germania nazista»
— 4 giugno 1945
Ordine di Suvorov di I classe (Unione Sovietica) - nastrino per uniforme ordinaria Ordine di Suvorov di I classe (Unione Sovietica)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Giorgio Bonacina, Obiettivo: Italia - I bombardamenti aerei delle città italiane dal 1940 al 1945, Mursia, Milano, (c) 1970 ISBN 88-425-3517-6, pag. 209.
  2. ^ E.Bauer, Storia contorversa della seconda guerra mondiale, vol. VI, p. 42.
  3. ^ Citato in: Piero Buscaroli, Una nazione in coma, Argelato (BO), Minerva Edizioni, 2013, ISBN 978-88-7381-494-8. p. 162
  4. ^ La campagna elettorale fu curata dal pubblicitario Rosser Reeves
  5. ^ Dal discorso The Chance for Peace, rivolto alla American Society of Newspaper Editors (16 aprile 1953)
  6. ^ Video del discorso su YouTube
  7. ^ en Last Farewell Address: Military-industrial complex speech
  8. ^ "Eisenhower's Farewell Address to the Nation"
  9. ^ cfr fashion buying and merchandising, packard winters axelrod, New York, 1976,78,79,80
  10. ^ Golf/ Eisenhower introdotto nella Hall of fame mondiale, in Virgilio sport, 2009

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore: Presidente degli Stati Uniti Successore: Sigillo del Presidente degli Stati Uniti d'America
Harry S. Truman 1953-1961 John Fitzgerald Kennedy

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