Bernard Law Montgomery

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Bernard Law Montgomery, 1° visconte Montgomery di Alamein

Bernard Law Montgomery, 1° visconte Montgomery di Alamein (Kennington, Londra17 novembre 1887 – Alton, Hampshire24 marzo 1976) è stato un generale britannico. Il suo straordinario carisma e la sue formidabili abilità servirono a determinare le fasi cruciali del secondo conflitto mondiale in favore della coalizione Alleata.

Indice

[modifica] Biografia

Bernard Law Montgomery nacque il 17 novembre del 1887 a Londra, nel quartiere di Kennington. Montgomery era di origini irlandesi e trascorse gran parte della sua infanzia in Tasmania (stato dell'Australia), dove il padre era un vescovo anglicano.[1]

Rientrato in Irlanda con la famiglia, nel 1908 iniziò la carriera militare iscrivendosi e frequentando in Gran Bretagna il Royal Military College di Sandhurst. Si distinse come eccellente ufficiale (con il grado di capitano), durante la prima guerra mondiale con il Corpo di spedizione britannico in Francia e in Belgio; nel 1914 fu ferito due volte in combattimento e per questo decorato.

Dopo aver militato in Renania, Irlanda, Egitto e India nel 1934 fu nominato colonnello; tre anni più tardi fu promosso generale di brigata e nel 1938 comandò una divisione in Palestina e Transgiordania.

Contribuì in modo rilevante alle vittorie degli Alleati in Africa ed Europa durante la seconda guerra mondiale. Nel 1942 infatti fu nominato comandante dell'VIII armata britannica in Africa, sostituendo il generale Claude Auchinleck (il 15 agosto 1942 Winston Churchill ritenne necessario -in seguito alle sconfitte riportate dall'esercito britannico contro l'Afrika Korps- sostituire Auchinleck con due generali contemporaneamente operanti: uno, il generale Harold Alexander, quale comandante in capo per il Medio Oriente, l'altro, il generale Montgomery, a capo dell' VIII armata).

Guidò l'offensiva inglese ad El-Alamein (vedi la voce, Seconda battaglia di El-Alamein), in Egitto, durante il secondo conflitto mondiale e che si concluse con una inaspettata sconfitta dell'esercito italo-tedesco, guidato dal generale tedesco Erwin Rommel; il 23-24 ottobre 1942, Montgomery dette inizio ad una fulminea invasione in Libia e poi in Tunisia costringendo la compagine dell’Asse alla resa ( maggio 1943). Nel 1943, il fino ad allora invincibile generale Rommel (definito “la volpe del deserto” per il suo geniale fiuto e la sua astuzia) fu nuovamente sconfitto da Montgomery nella battaglia della Linea del Mareth, nella Tunisia meridionale.

Per questi successi, Montgomery fu promosso comandante supremo dell'esercito britannico sul fronte occidentale. Insieme al comandante supremo delle forze alleate, il generale Dwight D. Eisenhower, dal dicembre 1943 all'agosto 1944 si impegnò nella liberazione dell’Europa dal dominio nazista, guidando lo sbarco delle truppe inglesi (VIII armata britannica) in Sicilia ed inoltre, nel 1944 la celeberrima spedizione in Normandia (6 giugno 1944) a capo delle truppe di terra alleate destinate alle operazioni di sbarco.

Nell’agosto del 1944 divenne feldmaresciallo a capo delle truppe inglesi e canadesi.
Nel 1946 venne nominato capo dello stato maggiore imperiale. In seguito divenne vicecomandante supremo di tutte le forze della NATO (1951-1958), ritirandosi dal servizio alla fine del mandato. Morì ad Alton, nell'Hampshire, il 24 marzo 1976.

[modifica] Critica storico-militare

Bernard Law Montgomery nel novembre del 1942 a bordo di un carro armato, durante la campagna militare in Africa del Nord.
Bernard Law Montgomery nel novembre del 1942 a bordo di un carro armato, durante la campagna militare in Africa del Nord.

Nel corso degli ultimi vent'anni, molti storici, sulla base di una più attenta rilettura storica, hanno sollevato non pochi dubbi riguardanti le capacità strategico-tattico-organizzative di Montgomery. Molti storici sostengono che Montgomery non fu un vero e proprio stratega d'alto livello, ma piuttosto venne a trovarsi in una serie di situazioni che lo favorirono molto e lo aiutarono a mettersi in luce.
Gli storici che sostengono tale tesi, ricordano che in Africa durante le battaglie contro le forze italo-tedesche, Montgomery vinse grazie al fatto che Rommel si trovava gia da molto tempo in una situazione logistico-organizzativa difficile a causa della mancanza di rifornimenti. Inoltre Montgomery godette sempre di una forte superiorità numerica, che spesso non seppe (o non volle, secondo alcuni, per scarsa propensione al rischio) sfruttare. È in questo contesto che, secondo voci accreditate, pare gli venisse affibbiato il soprannome de "il generale del 15 a 1", con cui si illustrava la sua tendenza a voler operare in condizioni di netta superiorità numerica (15 a 1 appunto) per assicurarsi la vittoria. Cosa che effettivamente avvenne in Africa, dove Montgomery si trovò ad operare, se non esattamente in tale rapporto di forze, per lo meno con un enorme vantaggio rispetto alle truppe dell'asse. Che comunque prima di cedere definitivamente, dopo El Alamein gli diedero ancora parecchi problemi per quanto malridotte. Che Montgomery effettivamente fosse sopravvalutato lo dimostra del resto il prosieguo della guerra: altra tesi a sostegno della "mediocrità" di Montgomery riguarda infatti l'Operazione Market Garden, relativa alla conquista dell'Olanda. L'operazione, che richiese un'enorme dispendio di uomini, tempo e mezzi, fortemente voluta e progettata proprio da Montgomery, si risolse in un fallimento per gli Alleati i quali, oltre a perdere un consistente numero di uomini e mezzi, videro la loro avanzata verso la Germania ritardata di molti giorni.
La stessa Operazione Market-Garden fu inizialmente osteggiata dal generale americano Dwight D. Eisenhower il quale fu costretto ad accettarla in virtù dei rapporti politici tra USA e Regno Unito.

[modifica] Note

  1. ^ I Montgomery discendevano da quel Gabriele I de Lorges, conte di Montgomery che nel 1559 ferì accidentalmente a morte il re Enrico II di Francia e che proscritto, si convertì al protestantesimo, combatté contro i francesi e venne da questi catturato e giustiziato il 26 giugno 1574.

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