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Lanciano

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Lanciano
comune
Lanciano – Stemma Lanciano – Bandiera
Collage di Lanciano. In alto a sinistra vi è la Cattedrale della Madonna del Ponte, seguita dal santuario del Miracolo Eucaristico. In basso a sinistra troviamo la Chiesa di Santa Maria Maggiore, con al suo fianco le Torri Montanare.
Collage di Lanciano. In alto a sinistra vi è la Cattedrale della Madonna del Ponte, seguita dal santuario del Miracolo Eucaristico. In basso a sinistra troviamo la Chiesa di Santa Maria Maggiore, con al suo fianco le Torri Montanare.
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Abruzzo-Stemma.svg Abruzzo
Provincia Provincia di Chieti-Stemma.png Chieti
Amministrazione
Sindaco Mario Pupillo (PD) dal 16/05/2011
Territorio
Coordinate 42°13′52.36″N 14°23′25.7″E / 42.231211°N 14.390472°E42.231211; 14.390472 (Lanciano)Coordinate: 42°13′52.36″N 14°23′25.7″E / 42.231211°N 14.390472°E42.231211; 14.390472 (Lanciano)
Altitudine 265 m s.l.m.
Superficie 66,94 km²
Abitanti 35 613[1] (30/11/2014)
Densità 532,01 ab./km²
Frazioni Vedi sezione
Comuni confinanti Atessa, Castel Frentano, Fossacesia, Frisa, Mozzagrogna, Orsogna, Paglieta, Poggiofiorito, Rocca San Giovanni, San Vito Chietino, Sant'Eusanio del Sangro, Treglio
Altre informazioni
Cod. postale 66034
Prefisso 0872
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 069046
Cod. catastale E435
Targa CH
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Nome abitanti Lancianesi
Patrono Madonna del Ponte
Giorno festivo 16 settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Lanciano
Posizione del comune di Lanciano all'interno della provincia di Chieti
Posizione del comune di Lanciano all'interno della provincia di Chieti
Sito istituzionale

Lanciano (IPA: [laŋ̩ˈt͡ʃaːno], Langiànë in abruzzese)[2] è un comune italiano di 35.613 abitanti[3] della provincia di Chieti, in Abruzzo, centro più importante del Comprensorio Sangro-Aventino e meta di pellegrinaggi grazie al suo miracolo eucaristico.

Città di antica tradizione, fu capoluogo dei Frentani e poi municipio romano; ebbe il titolo di città nel 1212 per volere di Federico II di Svevia. È inoltre insignita di medaglia d'oro al valor militare.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Veduta di una parte del centro storico: in particolare il Quartiere Sacca, con il campanile della Chiesa di Santa Maria Maggiore

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio del Comune di Lanciano si estende per 66 km² nella fascia collinare che dalle pendici della Maiella digrada verso il mare. Esso è composto prevalentemente da colline, ma comprende anche un'importante parte pianeggiante nella val di Sangro. La sua altimetria varia dai 33 m s.l.m., in contrada Serre vicino al fiume Sangro, fino ai 410 m s.l.m., che si raggiungono nella frazione San Nicolino al confine con Castel Frentano. Il centro cittadino è situato a 265 m s.l.m. (rilevati in Piazza del Plebiscito, davanti al Municipio).[4]

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione meteorologica di Lanciano.

In base alla media trentennale di riferimento 1961-1990, la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta a +6,2 °C; quella dei mesi più caldi, luglio e agosto, è di +24,2 °C [5].

La neve cade tutti gli anni mediamente 2-3 volte, in qualche caso anche nel tardo autunno o ad inizio primavera; d'estate, specie in luglio ed agosto, non sono infrequenti i giorni di afa.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia di Lanciano.

Età antica[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Anxanum.
Ponte di Diocleziano

Le origini di Lanciano affondano nel mito. La tradizione vuole che sia stata fondata nel 1179 a.C. da Solima, profugo troiano approdato in Italia insieme ad Enea, un anno dopo la distruzione della stessa Troia nel 1180 a.C., col nome di Anxanon o Anxia (dal nome di un compagno morto in guerra). Al di là dell'epica, la datazione potrebbe essere verosimile: infatti, alcuni ritrovamenti archeologici dimostrerebbero che il sito di Lanciano è stato abitato con continuità dal XII secolo a.C. Nei dintorni, inoltre, sono state rinvenute tracce di insediamenti neolitici fin dal V millennio a.C.

Secondo le notizie di alcuni storici romani (Varrone, Livio e Plinio il Vecchio), in seguito Anxanon fu capitale del popolo Frentano, popolo di stirpe sannitica che occupò l'area costiera tra il Pescara ed il Fortore a partire dal V secolo a.C.. Dopo la sconfitta subita nel 304 a.C. i Frentani divennero foederati dei Romani, status che conservarono fino al termine della guerra sociale, quando ebbero la cittadinanza romana. Fu allora che la città fu ordinata in seno alla Repubblica Romana come municipium. In quest'epoca dovette subire la romanizzazione del nome, da Anxanon in Anxanum.

Fin dall'età antica la città ha dovuto la sua prosperità al commercio, che in epoca romana si svolgeva attraverso le fiere chiamate nundinae. Questa vocazione le deriva da una collocazione "strategica": è a pochi chilometri dal mare ma è in collina, quindi meglio difendibile; inoltre, è vicino ad un'antichissima rotta commerciale che collegava la Puglia all'Italia settentrionale già in età preromana. Questo tracciato, probabilmente legato al tratturo L'Aquila-Foggia per la transumanza delle greggi, in epoca romana divenne una strada (la via Flaminia Adriatica) che partiva da Hostia Aterni (poi Pescara) ed arrivava fino in Puglia passando per Ortona, Anxanum e Histonium (Vasto).

Scorcio del nucleo medievale

Medioevo[modifica | modifica wikitesto]

Con il crollo dell'Impero Romano, Lanciano subì saccheggi dai Goti. In seguito, con l'invasione dell'Italia da parte dei Longobardi, fu conquistata e rasa al suolo (probabilmente nel 571). I nuovi dominatori si insediarono sul colle Erminio, intorno al quale cominciò a ricostituirsi un nucleo abitativo. Da questo trarrà origine il più antico quartiere medioevale: Lancianovecchia. Lanciano dovette poi subire la conquista bizantina nel 610 e, sul finire dell'VIII secolo, quella dei Franchi, i quali l'aggregarono prima al ducato di Spoleto e poi a quello di Benevento.

Nel 1060 fu annessa dai Normanni all'istituendo Regno di Sicilia (che diverrà Regno di Napoli nel 1372). Di fatto, Lanciano seguì le vicende politiche e dinastiche di questo regno fino all'Unità d'Italia. Estinta che fu la dinastia Normanna, vide il susseguirsi delle dominazioni degli Svevi, degli Angioini e degli Aragonesi.

Superati gli anni bui, Lanciano prosperò grazie al rifiorire delle sue fiere (una in maggio ed una in settembre), tanto da diventare, nel Trecento, il più grande centro abitato d'Abruzzo (6500 abitanti nel 1340). L'incremento demografico si accompagnò all'espansione urbanistica del centro urbano: tra XI e XII secolo furono edificati gli altri quartieri storici e fu ultimata la nuova cinta muraria, dotata di nove porte (solo una delle quali è sopravvissuta fino ad oggi: Porta San Biagio). La struttura urbana di Lanciano arrivò così ad essere quella tuttora visibile nel centro storico.

La sua importanza come emporio fu riconosciuta conferendole lo status di università demaniale, cioè di città non sottoposta a nessun feudatario, ma amministrata direttamente dal re. Questo privilegio le fu accordato nel 1212 dall'imperatore Federico II di Svevia e fu confermato e reso perpetuo nel 1259 da Manfredi, re di Napoli. Ad esso si accompagnava l'esenzione delle merci da dazi e dogane ed il diritto di eleggere, oltre agli amministratori ordinari, un magistrato, detto Mastrogiurato, che durante le fiere deteneva i poteri normalmente in mano al Giudice Regio.

Fin dal Medioevo, a Lanciano sorsero molte industrie: in primo luogo, fabbriche di tele finissime e di stoffe di lana e seriche. Nel XV secolo si affermarono molte altre produzioni: le ceramiche, la fabbricazione degli aghi, l'oreficeria e l'industria del ferro, dei bronzi, dei cuoi e delle pelli.[6]

In quest'epoca, una rivalità particolare si instaurò con la vicina città di Ortona, che era il porto preferenziale per l'afflusso delle merci alle fiere, a causa dei dazi che questa città imponeva sulle merci che vi transitavano. Sul finire del XIV secolo Lanciano ottenne dall'Abbazia di San Giovanni in Venere la concessione per costruire un porto a San Vito: ciò fu motivo di nuove guerre con gli ortonesi, composte solo dalla mediazione di San Giovanni da Capestrano nel 1427.

Nel 1441 re Alfonso V d'Aragona ripagò l'appoggio avuto contro gli Angioini, concedendo a Lanciano il diritto di battere moneta mediante l'istituzione di una Zecca. All'apice della sua ricchezza, la città arrivò a possedere più di 40 feudi. Un riconoscimento dell'importanza raggiunta fu l'istituzione, nel 1515, di una diocesi distinta da quella di Chieti, poi elevata ad arcidiocesi nel 1562.

Mappa medievale della fortezza di Lanciano, ad opera di Piri Reis

Dal Cinquecento ad oggi[modifica | modifica wikitesto]

Nel Cinquecento ebbe inizio una fase di declino per l'economia lancianese. Nel 1544 Lanciano perse molti dei suoi feudi a causa del suo sostegno a Francesco I, re di Francia, nella guerra contro l'imperatore Carlo V d'Asburgo. In quegli stessi anni, il regno di Napoli perdeva la sua autonomia, riducendosi ad una pedina di scambio nelle contese tra le grandi potenze europee. A causa della sua posizione di frontiera, l'Abruzzo soffrì particolarmente per queste contese, che videro opposti spagnoli e francesi per tutti il XVI ed il XVII secolo e sfociarono nella guerra aperta tra spagnoli ed austriaci all'inizio del XVIII secolo. Anche Lanciano, nel suo piccolo, risentì di questo quadro ed andò in crisi a causa dell'incapacità amministrativa dei Capitani del Popolo spagnoli e dei forti tributi imposti.

Il momento peggiore fu nel 1640: Lanciano perse i suoi privilegi di città demaniale, fu creata baronia e passò di mano tra vari feudatari. Il vassallaggio durò più di un secolo e portò un notevole impoverimento della città, vessata dai nuovi padroni. Nonostante le numerose ribellioni, Lanciano riacquistò la sua libertà solo nel 1778, dopo l'ascesa al trono di Napoli dei Borbone.

Nell'Ottocento la città partecipò attivamente ai moti risorgimentali, a partire dalla Repubblica Partenopea del 1799 fino ad una serie di sollevazioni nel 1848, 1849 e 1853. Nel 1860 votò l'adesione all'Italia unita.

Nella storia del Novecento di Lanciano, una pagina molto importante è quella della partecipazione alla Resistenza con la rivolta degli Eroi Ottobrini, che è stata riconosciuta con la Medaglia d'Oro al Valore Militare dal presidente Einaudi nel 1952.[7]

Stemma

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2012 l'Ufficio Araldico del Ministero dell'Interno ha approvato una modifica allo stemma di Lanciano, che è ora quello visibile in figura.[8] A seguito di ricerche storiche, infatti, si è giunti a ricostruire l'aspetto dello stemma cittadino così come avrebbe dovuto essere stato nel 1464, anno della sua concessione da parte di Alfonso II di Napoli.

Lo stemma è costituito da uno scudo sannita contenente una lancia che punta verso il sole e due gigli dorati su campo azzurro. Se i gigli non pongono problemi di interpretazione, poiché sono facilmente riconducibili alla casa d'Angiò, che detenne il Regno di Napoli tra il XIII ed il XV secolo, più complessa da decifrare è la simbologia della lancia verso il sole: una possibile spiegazione è che possa essere un richiamo alla lancia di Longino, il soldato romano che avrebbe trafitto il costato di Cristo crocefisso per constatarne il decesso, il cui culto è stato presente a Lanciano fin dall'antichità (alcuni ipotizzano la presenza di una chiesa paleocristiana a lui dedicata sul sito del Convento di San Francesco).[9]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

L'armata britannica a Lanciano nel 1943
Medaglia d'oro al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al valor militare
«Forte città dell'Abruzzo, di nobili tradizioni patriottiche e guerriere, insofferente di servaggio, reagiva ai soprusi della soldataglia tedesca con l'azione armata dei suoi figli migliori. L'intera popolazione, costretta ad assistere in piazza al martirio di un cittadino, valoroso combattente, legato ad un albero, accecato e trucidato per ammonimento ai civili, sorgeva in armi. Combattevano i cittadini per molte ore, subendo perdite ed infliggendone di ben più gravi e, per aver ragione della resistenza, il nemico doveva impegnare numerosi battaglioni, mezzi corazzati, artiglierie. Esempio di civiltà al barbaro invasore che trucidava i colpiti, gli abitanti curavano con umana pietà i nemici feriti. Sottoposta prima ad atroci rappresaglie, poi alle dure azioni di fuoco degli alleati, infine ai massicci bombardamenti dei tedeschi, la Città di Lanciano, presa nella linea del fronte, subiva radicali distruzioni mentre più di 500 abitanti perdevano la vita. Per nove mesi di dure prove la popolazione di Lanciano forniva valorosi combattenti per la lotta di liberazione, sosteneva la resistenza, dava tutta nobile esempio di patriottismo e di fierezza.»
— Lanciano, 5 ottobre 1943 - giugno 1944

Ricorrenze[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Martiri ottobrini.

Nei giorni 5 e 6 ottobre si commemora l'insurrezione della città di Lanciano contro l'occupazione tedesca, avvenuta nel 1943, durante la Seconda Guerra Mondiale. Subito dopo l'occupazione nazista, alcuni gruppi di giovani lancianesi presero le armi contro gli invasori e li impegnarono in due giorni di combattimenti. Alla fine dell'insurrezione avevano perso la vita 11 ragazzi. Altri 12 civili furono uccisi nelle rappresaglie dai nazisti, che persero 47 uomini tra ufficiali e militari di truppa. Questo episodio segnò l'inizio della partecipazione attiva di tutta la cittadinanza alla Resistenza, motivo per il quale Lanciano è stata insignita della Medaglia d'Oro al Valore Militare dal presidente Einaudi nel 1952 ed è, quindi, tra le Città decorate al valor militare per la guerra di liberazione.[7]

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Chiese di Lanciano.
La Chiesa Madre di Lanciano: la Basilica della Madonna del Ponte

Nel territorio di Lanciano si contano diverse decine di edifici religiosi. Tra quelli di maggiore importanza, da un punto di vista del culto e storico-artistico, si possono senz'altro ricordare:

Basilica della Madonna del Ponte
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Basilica della Madonna del Ponte.
La chiesa della Madonna del Ponte si chiama così perché è costruita su un ponte a tre archi (il Ponte di Diocleziano). Nel 1088, restaurando il Ponte dopo un terremoto, si ritrovò un'antica statua della Madonna col Bambino: l'evento, ritenuto miracoloso, portò a ribattezzare questa icona Madonna del Ponte e fu costruita una cappella per custodirla sul ponte stesso. Verosimilmente, la statua è un'antica icona bizantina, murata in un arco del ponte nell'VIII secolo per sottrarla agli iconoclasti. La crescente devozione popolare portò, sul finire del XIV secolo, a costruire in luogo della cappella una chiesa che coprì interamente il ponte. Nel 1513 fu ampliato anche il ponte, costruendo l'attuale Corridoio. La chiesa visibile oggi è stata edificata tra il 1785 ed il 1788. La facciata fu iniziata nel 1800 ed è rimasta incompiuta nella parte superiore. A sinistra della chiesa sorge la Torre Campanaria, alta 37 metri, realizzata tra il 1610 ed il 1614. La Basilica è di impianto neoclassico, anche se alcune decorazioni tradiscono residui del gusto rococò. L'interno è costituito da una sola navata, circondata da semicolonne corinzie giganti. La volta e le cupole sono affrescate. In una nicchia al centro dell'altare maggiore è situata la statua della Madonna del Ponte.[10]
Chiesa di Santa Maria Maggiore
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Chiesa di Santa Maria Maggiore (Lanciano).
La chiesa di Santa Maria Maggiore è ritenuta uno dei monumenti più importanti d'Abruzzo. Costruita nel 1227 secondo i dettami dell'architettura borgognona-cistercense, nel 1540 fu ampiamente rimaneggiata secondo il gusto barocco (con l'aggiunta di due navate e di stucchi e decorazioni). Nel 1968 un restauro la riportò alla struttura originaria. Sono artisticamente notevoli la facciata, il portale principale (aggiunto nel 1317) ed il piccolo portale laterale. L'interno è stato riportato alla semplicità delle linee del gotico borgognone, con tre navate divise da colonne agili e sormontate da volte a crociera.[11]
Chiesa e convento di San Francesco
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Chiesa di San Francesco (Lanciano), Convento di San Francesco (Lanciano) e Miracolo eucaristico di Lanciano.
Questa chiesa fu edificata nel 1258 al posto di una precedente, risalente al VII secolo e dedicata ai Santi Legonziano e Domiziano. L'interno è stato recentemente ripulito dai rimaneggiamenti barocchi ed è tornato alla pulizia delle linee originarie. Sull'altare maggiore si possono vedere le reliquie del primo Miracolo eucaristico di Lanciano, risalente all'VIII secolo. Il racconto tradizionale narra che un monaco basiliano, mentre celebrava la Messa nell'antica chiesa di San Legonziano, dubitò della presenza reale di Cristo nell'eucarestia. In quel momento l'ostia sarebbe divenuta carne ed il vino si sarebbe tramutato in sangue.[12]
Interno di Palazzo Macciocchini

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Architetture civili di Lanciano.

Il patrimonio di architettura civile di Lanciano consiste in diverse centinaia di edifici (palazzi, ville, teatri) e altri monumenti (fontane, ponti) che sono stati costruiti durante tutta la storia della città.

Botteghe Medioevali su Via dei Frentani, nel quartiere Lancianovecchia

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

Porta San Biagio vista dall'esterno
Porta San Biagio
Risale all'XI secolo. È l'ultima superstite delle nove porte che facevano parte della cinta muraria della città, che fu abbattuta all'inizio del XX secolo per favorire l'espansione urbana. Arroccata su di un costone molto ripido, è dotata di una luce di dimensioni ridotte sormontata da un arco a sesto acuto.[13]
Porta urbica di Via Umberto I
Si trova all'inizio della via Umberto I, risalendo per le Torri Montanare. Trattasi di un accesso coperto mediante volta a botte introdotto da un arco a sesto acuto. La porta, verosimilmente, era collegata alla porzione delle mura cittadine site tra il quartiere Borgo ed il quartiere Sacca.[14]
Torri Montanare
Torri Montanare
Sono un residuo dell'antica cinta muraria (XI - XV secolo). Si compongono di due torri vicine tra loro: una torre d'avvistamento alta e snella, interna alle mura, ed un massiccio torrione angolare esterno. La torre più alta è l'unico residuo della cinta muraria più antica, insieme a qualche tratto di mura in pietra; tutto il resto della struttura, costruito in laterizi, appartiene al rifacimento della cinta muraria avvenuto all'inizio del 1400. Il nome potrebbe derivare dalla famiglia Montanari oppure dalla posizione molto panoramica (la vista spazia dal massiccio della Majella al Gran Sasso, passando per tutte le colline vicine ed arrivando fino al mare).[15]

Siti archeologici[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Anxanum.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[16]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Gli stranieri residenti a Lanciano al 1º gennaio 2013 sono 1.236 e rappresentano il 3,5% della popolazione residente.
La comunità straniera più numerosa è quella proveniente dalla Romania con il 33,8% di tutti gli stranieri presenti sul territorio, seguita dall'Albania (22,6%) e dalla Cina (4,5%)[17].

  1. Romania, 418
  2. Albania, 279
  3. Cina, 56

Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

Sant'Antonio Abate
Una tradizione che sopravvive ancora nelle contrade è quella della messa in scena, sotto forma di sacra rappresentazione, delle tentazioni di Sant'Antonio alla vigilia della sua festa, il 17 gennaio. I protagonisti principali sono gli attori che impersonano il Santo ed il Diavolo, il quale perseguita l'incorruttibile Santo inseguendolo per le strade cittadine.[18]
Candelora e San Biagio
Il 2 febbraio è il giorno in cui la Chiesa cattolica celebra la ricorrenza della Candelora: 40 giorni esatti dopo il Natale, si rievoca il momento in cui Maria, donna ebrea, secondo la sua Legge divenne di nuovo pura dopo il parto. A Lanciano si ricorda l'evento nella chiesa di San Biagio: ai fedeli vengono distribuite sottili candele di cera, che tradizionalmente sono ritenute protettive contro i danni da temporali.[19]
Il giorno seguente, il 3 febbraio, si festeggia San Biagio. Nella stessa chiesa, dopo la Messa serale, si celebra il rito dell'unzione della gola: una cerimonia collegata al culto di San Biagio, che fu medico, come santo ausiliatore, protettore contro i malanni della gola. Questa è una delle tradizioni più antiche e tuttora più sentite dai lancianesi, che affollano per ore le vie di Lancianovecchia in attesa del loro turno, mentre i vicoli del quartiere si riempiono di bancarelle che offrono il tradizionale pane di San Biagio: ciambelle di pane all'anice ed altre, dolci, di pasta frolla con glassa di zucchero.[20]
Carnevale
La tradizione vuole che nel giorno di Carnevale i pupazzi di cartapesta (detti in dialetto mammocci), dopo aver sfilato per le vie del centro, siano incendiati con un vero e proprio fuoco pirotecnico, che si conclude immancabilmente con l'esplosione della testa del fantoccio.[21]
Settimana Santa

I riti della Settimana Santa coprono tutto il periodo della Pasqua e comprendono sia i riti prescritti dalla chiesa cattolica che alcune manifestazioni più caratteristiche. Tra queste ultime si segnalano:
  • nella IVª Domenica di Quaresima si svolge la Via Crucis delle confraternite[22]
  • il Giovedì Santo si tiene la processione degli Incappucciati: i confratelli dell'Arciconfraternita Orazione e Morte di San Filippo Neri, con i volti coperti da cappucci neri, percorrono le vie del centro storico in notturna, alla sola luce delle loro fiaccole, trasportando i simboli della Passione di Cristo; uno di loro, detto Cireneo, percorre tutto il cammino a piedi scalzi trasportando sulle spalle una croce di legno a grandezza naturale; la processione è accompagnata dall'esecuzione del Miserere di Francesco Paolo Masciangelo e dal rumore ritmico delle raganelle[23]
  • il Venerdì Santo gli stessi confratelli sfilano a volto scoperto per la tradizionale processione funebre[24]
  • nella domenica di Pasqua si svolge l'incontro dei Santi: sacra rappresentazione in cui le statue di Gesù, Maria e San Giovanni inscenano l'episodio evangelico che vede Giovanni recarsi al sepolcro, scoprire la resurrezione di Gesù ed annunciarlo a Maria; la gioia di quest'ultima viene simboleggiata dalla corsa finale della statua accompagnata da un volo di colombi; la stessa rappresentazione è ripetuta anche il martedì seguente.[19]
Settembre Lancianese

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Mastrogiurato.

Il Settembre Lancianese è costituito da una serie di tradizioni e di celebrazioni che iniziano dagli ultimi giorni di agosto e si concludono il 16 settembre, giorno della festa patronale della Madonna del Ponte. Di seguito un elenco dei momenti più importanti:

  • la ricorrenza di Sant'Egidio è il primo settembre; la sua festa, però, viene celebrata la sera del 31 agosto: probabile retaggio del computo delle ore romano e medievale, che considerava le ore notturne appartenenti al giorno seguente. Durante questa festa, che rappresenta l'inizio del Settembre Lancianese, in città si tiene la Fiera del Giocattolo: accanto alle bancarelle moderne, resistono quelle degli artigiani con i giochi tradizionali. La tradizione più nota, però, è quella delle campanelle di terracotta: prodotte dagli artigiani locali e decorate in vario modo, vengono acquistate come dono per amici o persone care.[25] Anticamente, campanelle e cestini di vimini erano una sorta di pegno d'amore tra fidanzati: la ragazza portava in dono una campanella al suo promesso, che ricambiava con un cestino di vimini in cui riporla.[26]
  • la rievocazione storica del Mastrogiurato si tiene nella prima domenica di settembre, al termine di una serie di eventi a tema racchiusi nella Settimana Medievale. Il corteo, che attraversa le vie del centro con oltre 400 figuranti in abiti d'epoca, propone una rappresentazione della società lancianese all'apice della sua opulenza, quando le Fiere facevano affluire in città persone e merci di ogni tipo ed il Mastrogiurato, appunto, era il magistrato eletto dall'assemblea dei capifamiglia per gestire l'ordine pubblico ed amministrare la giustizia.[27]
  • la mattina dell'8 settembre, giorno in cui ricorre la Natività di Maria, il centro cittadino è percorso da un corteo di persone provenienti dalle contrade che recano doni da offrire alla Madonna del Ponte. Anticamente la festa doveva essere molto sobria, prevedendo solo un corteo di donne che cantavano inni sacri portando le tradizionali conche in rame con i donativi sulla testa.[19] La celebrazione moderna è più articolata: ogni contrada prepara uno o più carri da parata, in cui persone del posto, in abiti tipici, eseguono le attività tradizionali della vita contadina, come la vendemmia, la cardatura, la manifattura della pasta ed altro.[28]
  • la notte tra il 13 ed il 14 settembre si svolge la nottata: una veglia in attesa dell'apertura delle Feste di Settembre, la quale avviene alle 4 del mattino con fuochi pirotecnici ed il passaggio della banda, dopo la quale la tradizione vuole che si vada a mangiare una pizza con peperoni ed alici.[29] Questo rituale si ripete ogni anno dal 1833, quando i lancianesi attesero tutta la notte che arrivassero due corone d'oro donate dal Vaticano per la statua della Madonna del Ponte.[19]
  • le Feste di Settembre propriamente dette coincidono con il triduo per la Madonna del Ponte dei giorni 14, 15 e 16 settembre; nell'ultimo di questi giorni si tiene la processione solenne per la Vergine patrona della città.[30]
Immacolata Concezione
Alla vigilia della Concezione si ripete in ogni contrada di Lanciano il rito dell'accensione dei fuochi dell'Immacolata (detti focaracci). Tradizione di origini molto antiche, probabilmente pagane, con analoghi in altri centri dell'Abruzzo pedemontano, nel tempo è diventata un rito cristiano in cui il fuoco assurge a simbolo della purezza di Maria prima e dopo il concepimento.[31]

La Squilla
La sera del 23 dicembre si rinnova una tradizione molto antica, probabilmente legata al solstizio d'inverno ed al culto dei defunti: dalle 18 alle 19, richiamate dal suono di una piccola campana posta sulla Torre Civica (detta, appunto, Squilla), le famiglie lancianesi si riuniscono intorno al membro più anziano e compiono il rituale baciamano dei genitori e lo scambio dei doni.[19] All'inizio del XVII secolo Mons. Paolo Tasso, vescovo di Lanciano, introdusse l'usanza di accompagnare questa cerimonia con una processione dal centro cittadino alla chiesa di Santa Maria dell'Iconicella, in memoria del cammino a piedi di Giuseppe e Maria da Gerusalemme a Betlemme.[32].

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Biblioteche[modifica | modifica wikitesto]

Biblioteca "Raffaele Liberatore"
Nel 1868, quando furono soppressi i conventi, il comune di Lanciano entrò in possesso di due librerie di frati. In seguito non furono arricchite molto le collezioni librarie e la biblioteca non fu sempre aperta al pubblico. Nel 1921 fu intitolata a Raffaele Liberatore. Dal 1925 all'inizio della seconda guerra mondiale furono donati vari lasciti. Nel 1964 fu trasferita dalla scuola Vittorio Emanuele II ad una sede più ampia. Dal 2006 è sita in una bellissima villa settecentesca, Villa Marciani, in Via del Mancino. La biblioteca consta di circa 80000 volumi, tra cui una collezione della casa editrice Carabba, 80 periodici, 116 pergamene, nove incunaboli, 116 cinquecentine, 95 seicentine e vari manoscritti, inoltre, tra le donazioni sono da citare vari regesti. Le pergamene spaziano in un periodo compreso tra il XIII e il XVI secolo; tra le pergamene è da citare il lodo di san Giovanni da Capestrano che narra la pace fra abitanti di Lanciano e di Ortona, tra le altre pergamene vi sono delle bolle di Papa Bonifacio VIII. Tra le altre opere della biblioteca vi sono l'archivio storico delle provincie napoletane, il bollettino della Deputazione abruzzese di storia patria e la collezione della Rivista Abruzzese dal 1886 sino ai giorni nostri.[33]

Scuole[modifica | modifica wikitesto]

A Lanciano hanno sede 19 scuole dell'infanzia (quattro delle quali paritarie), 10 scuole primarie (due delle quali parificate), 3 scuole secondarie di I grado ed 8 scuole secondarie di II grado.

Università[modifica | modifica wikitesto]

A Lanciano è presente una sede distaccata dell'Università degli Studi "Gabriele d'Annunzio". Nel Palazzo degli Studi, sede del Consorzio Universitario, sono attivi diversi corsi legati alla formazione post universitaria, con la collaborazione dell'Università degli Studi di Urbino "Carlo Bo".[34]

Musei[modifica | modifica wikitesto]

Palazzo arcivescovile di Lanciano, sede del Museo diocesano
Museo diocesano di Lanciano
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Museo diocesano di Lanciano.
Il Museo diocesano di Lanciano si trova nel seicentesco Palazzo del Seminario. Ospita testimonianze sulla storia della diocesi e oggetti provenienti dalla cattedrale, da altre chiese diocesane e dal palazzo arcivescovile, datati dal XIII secolo ai giorni nostri. Si segnalano in particolare le oreficerie, tra cui un crocifisso quattrocentesco opera della bottega di Nicola da Guardiagrele. Tra i tessuti si conservano i paramenti ottocenteschi appartenuti all'arcivescovo Francesco Maria De Luca. Vi è contenuto un quadro attribuito alla bottega del Giorgione.[35]
Polo Museale Santo Spirito
Sito nell'ex convento omonimo, il Polo ospita il Museo Archeologico, due sale espositive, un'aula didattica e una sala convegni. Il Museo Archeologico vuole essere un lungo cammino nella storia plurimillenaria della città e del suo territorio: partendo dal V millennio a.C. fino ad arrivare al municipio di età romana, con le successive fasi di epoca bizantina ed alto medievale. Il viaggio si conclude con l'esposizione nei raffinati vasi di maiolica arcaica realizzati dai vasai lancianesi in epoca medievale.
Casa-museo di Federico Spoltore
Presso la casa natale di Federico Spoltore, sotto tutela del Ministero dei Beni Culturali dal 1987, sono esposte alcune delle sue opere, l'archivio storico, con i documenti che illustrano la sua attività artistica e intellettuale, una biblioteca e l'istituto fondato a nome dell'artista.[36] Tra l'altro, all'interno è visibile una raccolta di armi, dipinti, mobili, maioliche, frantumi di edifici, ferri battuti ed altri elementi secondari raccolti dai fratelli Spoltore per arredare le sale del palazzo ed esaltare le origini aristocratiche della casata[37].

Media[modifica | modifica wikitesto]

Radio[modifica | modifica wikitesto]

  • Radio Lanciano
  • Radio Abruzzo Web

Stampa[modifica | modifica wikitesto]

Editoria[modifica | modifica wikitesto]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Musica[modifica | modifica wikitesto]

  • Orchestra Giovanile dell'Istituzione Civica di Musica "Fedele Fenaroli"[38]
  • Storico Gran Concerto Bandistico "Fedele Fenaroli"[39]

Cucina[modifica | modifica wikitesto]

La cucina tipica lancianese ricomprende alcune delle pietanze più diffuse a livello regionale (ad esempio: gli spaghetti alla chitarra, gli arrosticini, la porchetta, le pallotte cac' e ov', l'agnello alla brace, la cicerchiata), ma presenta anche dei piatti particolari che la contraddistinguono.[40]. Tra questi:

Primi piatti
  • Rintrocilo: formato di pasta lunga casereccia, costituito da maccheroni molto spessi; tipicamente è accompagnato da sugo di carne d'agnello
  • Brodo di cardone: piatto tipico delle feste natalizie, è composto da un brodo ricco, a base di carni miste e cardo, in cui vengono poi cotte delle polpettine di carne e la stracciatella di uova e formaggio grattugiato; una volta servito, vi si può aggiungere un pan di Spagna salato tagliato a dadini
  • Pizz' e foje: verdure di campo ripassate in padella con soffritto di aglio e peperone, servite insieme ad una pizza di granturco e spesso accompagnate da sardine fritte
  • Botiche e fasciùl: zuppa di fagioli con ritagli di cotenna di maiale
Secondi piatti
  • Ciammajiche: lumache di terra cotte in umido; piatto tipico del periodo invernale, è d'uso in particolare alla Vigilia di Natale
  • Cif e ciaf: spezzatino di maiale con peperoni ed abbondante olio d'oliva, tipico del periodo invernale
  • Coniglio sotto al coppo: il coppo è una sorta di cupola di metallo, che, posta in un caminetto e ricoperta di brace, diventa strumento di cottura per vari alimenti; in particolare, a Lanciano si usa per l'agnello e per il coniglio; in quest'ultimo caso, le varianti tipiche sono due: spezzatino con patate oppure coniglio intero, ripieno con un impasto a base di pane, uova e odori vari
  • Fegatazzi: salsicce di fegato con peperoncino
  • Baccalà con i peperoni: spezzatino di pesce cotto in un sugo di pomodoro con peperoni; a volte si aggiungono alla preparazione anche delle patate a dadini
Dolci
  • Bocconotto: questo dolce, molto noto nella sua versione di Castel Frentano, ha una variante tipica di Lanciano: nel canestrino di pasta frolla si pone un ripieno a base di mandorle tritate, senza cacao e senza strato superiore di pastafrolla a coprire il tutto
  • Crispelle: dolce tipico natalizio, si realizza friggendo una pastella di acqua e farina; nella loro versione dolce, possono essere farcite con uvetta o spolverate di zucchero a velo; ne esiste anche una versione salata, che può essere farcita con cubetti di baccalà
  • Tarallucci: altro dolce delle feste di Natale, essi sono delle mezzelune composte da una sfoglia croccante di pasta (in due varianti: solo farina, olio e vino oppure con farina e uova) con ripieno di marmellata d'uva
  • La pupa, il cavallo e il cuore: dolci della Pasqua, sono realizzati in pasta frolla ricoperta da una glassa di albume e zucchero e conformata in modo da rappresentare la sagoma di una donna, di un cavallo o di un cuore; in base alla loro forma, si regalano alle figlie femmine (la pupa), ai figli maschi (il cavallo) ed alle coppie sposate (il cuore)
Altri piatti
  • Pane di Pasqua: torta rustica arricchita con uova, formaggio, salsiccia e pancetta

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

Fiera Nazionale dell'Agricoltura
Di solito si tiene in aprile[41]
Estate Musicale Frentana
La manifestazione porta nella città grandi maestri d'orchestra e giovani musicisti da tutto il mondo.[42]
Festival Nazionale Adriatica Cabaret
Una gara di rilievo, per artisti provenienti da noti spettacoli televisivi nazionali, organizzata dall'Associazione di spettacolo Adriatica Cabaret.

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Urbanistica[modifica | modifica wikitesto]

La parte più antica di Lanciano si è sviluppata su tre colli piuttosto erti. Subito a nord di questi si trova la valle del Feltrino, ampia e profonda, che tuttora rappresenta il confine settentrionale dell'abitato. A sud, invece, una stretta vallata (oggi parzialmente interrata) separa il centro storico dall'area pianeggiante, su cui è stato edificata la parte moderna della città nel primo Novecento. Nel secondo dopoguerra la crescita dell'abitato si è mossa verso est (Via del Mare) e verso ovest (Viale Cappuccini), lungo il vecchio tracciato della SS 84 Frentana. Negli anni 80 è nato il quartiere Santa Rita (ex 167) che con i suoi oltre 8.000 abitanti è il quartiere più popoloso della città e che continua la sua crescita demografica nonostante il calo di residenti della città stessa. Numerosi cantieri attuali e futuri fanno di Santa Rita una città nella città.[senza fonte] Le attuali direttrici di espansione seguono le vie di comunicazione più importanti per l'accesso alla città: la SP ex SS 524 Lanciano Fossacesia (verso Fossacesia), la SP82 (verso San Vito Chietino e la A14) e la SP ex-SS84 (verso l'entroterra e verso il mare).[4]

Suddivisioni storiche[modifica | modifica wikitesto]

Scorcio del Quartiere Civitanova

La parte medioevale di Lanciano è suddivisa in quattro quartieri storici, ognuno dei quali ha un proprio stemma ed una propria bandiera. Essi sono:

  • Quartiere Borgo: attraversato al centro da Corso Roma e delimitato da Piazza Plebiscito, Largo del Malvò e Via dei Funai, comprende le chiese di San Francesco, del Purgatorio, di Santa Lucia e di Santa Chiara.
  • Quartiere Civitanova: si sviluppa intorno a Via Garibaldi ed ha per confini Largo del Malvò e la Salita dei Gradoni; comprende le chiese di Santa Giovina e di Santa Maria Maggiore.
  • Quartiere Lancianovecchia: la sua via centrale è Via dei Frentani, mentre i suoi confini sono definiti da Piazza Plebiscito e da Via degli Agorai; comprende le chiese di Sant'Agostino, di San Biagio e della Madonna del Ponte.
  • Quartiere Sacca: tagliato al centro dalla parte inferiore di Via Garibaldi, è delimitato dalla Salita dei Gradoni e da Via Valera; comprende le chiese di San Nicola e di San Rocco.

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

Veduta della frazione di Santa Liberata, con alle spalle la montagna Majella

Il centro urbano di Lanciano è circondato da trentatré contrade, disseminate su tutto il territorio comunale. Esse costituiscono dei veri e propri piccoli insediamenti, ciascuno con le sue tradizioni, una propria chiesa e un nucleo abitativo ben definito. La popolazione complessiva residente nelle contrade è stimata in 12682 abitanti (dato del 2005).

  • A nord:
Sant'Egidio, Santa Liberata, San Iorio, Nasuti, Spaccarelli, Madonna del Carmine, Sant'Amato, Costa di Chieti.
  • Ad est:
Santa Giusta, Santa Croce, Sabbioni, Torre Sansone, Serroni.
  • A sud:
Villa Martelli, Villa Carminello, Villa Stanazzo, Iconicella, Villa Andreoli, Re di Coppe, Colle Pizzuto, Serre, Camicie, Villa Elce, Sant'Onofrio, Rizzacorno, Colle Campitelli, Villa Pasquini.
  • Ad ovest:
Gaeta, Fontanelle, Follani, Marcianese, Torre Marino, Santa Maria dei Mesi.
Val di Sangro da Sant'Onofrio.JPG
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Il fondo della valle del Sangro visto dal colle Sant'Onofrio

Persone legate a Lanciano[modifica | modifica wikitesto]

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Il commercio ha sempre avuto un ruolo importante nella storia di Lanciano, a partire dalle già citate fiere. Tuttora Lanciano è sede di un complesso fieristico di rilevanza nazionale. Inoltre, è il punto di riferimento commerciale per tutto il suo comprensorio (ingrosso e grande distribuzione organizzata).

Negli anni settanta in Val di Sangro, nel comune di Atessa, sono stati costruiti due grandi insediamenti industriali: uno della Honda e uno della Sevel, una joint venture tra Fiat e PSA per la produzione di veicoli commerciali leggeri. Questi stabilimenti hanno portato allo sviluppo di un folto indotto di piccole e medie imprese specializzate, cresciute nel tempo fino a rendere la Val di Sangro la prima realtà industriale dell'Abruzzo. Da ciò sono discese ricadute economiche positive per tutti i comuni del comprensorio.

Non va trascurato il ruolo dei settori tradizionali: l'agricoltura e l'artigianato. La prima si basa sulla coltivazione di ulivi e vigne, da cui deriva una buona produzione di olio e vino (certificata da marchi DOP e DOC). Il secondo sta ritornando in auge soprattutto per quanto riguarda le terrecotte, un settore in cui Lanciano vanta una tradizione secolare.

Un ruolo fondamentale nello sviluppo economico di Lanciano è stato svolto dal 1961 ad oggi dal Consorzio Autonomo Ente Fiera di Lanciano[44], costituito dal Comune di Lanciano, Provincia di Chieti, Regione Abruzzo, Camera di Commercio di Chieti, Banca Popolare dell'Emilia-Romagna e Consorzio Agrario d'Abruzzo. Nel 1995 il Consorzio, con una specifica legge della Regione Abruzzo è stato dichiarato polo fieristico regionale abruzzese ed ha assunto la denominazione commerciale di Lancianofiera, con cui promuove ogni anno numerose rassegne nell'area espositiva di località Iconicella. La manifestazione più importante è la Fiera Nazionale dell'Agricoltura, giunta nel 2011 alla 50ª edizione, che si svolge ogni anno nel mese di aprile. Sono circa 600 le ditte italiane ed internazionali che partecipano alla rassegna, diventata la principale dell'Italia centromeridionale. Tra le altre fiere vanno ricordate "Ruote e Motori show" sul mondo delle 2 e 4 ruote, "Abitare Oggi" sull'edilizia, arredamento e design, "Agroalimenta" sulle eccellenze agroalimentari italiane. Ad ogni fiera, da sempre, è legato un ricco programma convegnistico sulle tematiche di più stretta attualità che riguardano i settori di riferimento. Nel corso della Fiera dell'Agricoltura, ad esempio, già nei primi anni ottanta si tennero le prime conferenze sull'agricoltura biologica.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Treno turistico in stazione di Lanciano

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Le principali direttrici di collegamento che attraversano il territorio comunale sono l'Autostrada A14 Adriatica, con il relativo casello di Lanciano, la SS 84, la SS 17; la ex SS 524, e la strada provinciale Lanciano-Atessa.

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

Lanciano ha una sua stazione ferroviaria sulla Ferrovia Sangritana; un altro l'impianto, denominato San Vito-Lanciano, sorge lungo la ferrovia Adriatica. La linea storica della Sangritana, che arriva, fino a Castel di Sangro, è interrotta per ricostruzione dal 2007[45].

Mobilità urbana[modifica | modifica wikitesto]

La mobilità all'interno del territorio comunale è assicurata da 11 linee di autobus urbani[46]. Servizi interurbani ed extraurbani collegano Lanciano con tutte le principali località abruzzesi ed i più importanti centri italiani[45][47][48][49][50].

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Torre campanaria e municipio. Sulla torre campanaria si trova la Squilla, e ogni giorno da qui con un colpo di cannone a salve si segnala il mezzogiorno.
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Sindaci di Lanciano.

L'attuale sindaco è Mario Pupillo, del Partito Democratico, entrato in carica il 31 maggio 2011.

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Lanciano è gemellata con:

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Lo stadio Guido Biondi in Viale Cappuccini

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Società Sportiva Virtus Lanciano 1924.

La principale squadra di calcio della città era la Società Sportiva Lanciano, fallita nel 2008 e rinata sotto nuovo nome di Virtus Lanciano 1924, che dalla stagione 2012/2013 milita nella Serie B.[56] La seconda squadra è l'A.S.D. SPAL Lanciano, fondata nel 1965, che milita nel campionato regionale di Promozione.

Ciclismo[modifica | modifica wikitesto]

Lanciano è stata più volte arrivo di tappa del Giro d'Italia:

Altri sport[modifica | modifica wikitesto]

  • Nel campionato di serie C2 di baseball milita la Eagles 29 Baseball Lanciano.
  • Nel campionato di serie C regionale di pallacanestro milita la A. S. Lanciano Basket.[57]
  • Le finali di Coppa Italia di judo (1 e 2 novembre 2008) sono ospitate dalla A.S.D. Ikebana Judo Lanciano.[58]
  • Nel CIF9 (campionato italiano di football americano a 9 giocatori) e nella Senior League (campionato italiano di flag football) militano i Goblins Lanciano.[59]

Impianti sportivi[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ - Popolazione residente al 30/11/2014
  2. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 342.
  3. ^ Dato Istat al 31 dicembre 2013
  4. ^ a b Rilevazioni da Google Maps
  5. ^ Tabella climatica mensile e annuale (TXT) in Archivio climatico DBT, ENEA.
  6. ^ Guida Storico-Artistica di Lanciano
  7. ^ a b Il sito ufficiale della Presidenza della Repubblica
  8. ^ Gigli e lancia nel nuovo stemma della città
  9. ^ Relazione stemma della città di Lanciano
  10. ^ Chiesa di Santa Maria del ponte
  11. ^ Chiesa di Santa Maria Maggiore
  12. ^ San Francesco
  13. ^ Porta di San Biagio
  14. ^ Porta urbica di Via Umberto I
  15. ^ Torri Montanare
  16. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  17. ^ Cittadini stranieri al 2013, Lanciano
  18. ^ Lanciano, riecco 'Le tentazioni di Sant'Antonio Abate'
  19. ^ a b c d e Le tradizioni Lancianesi
  20. ^ San Biagio
  21. ^ Il Carnevale a Lanciano
  22. ^ settimana santa
  23. ^ Processione degli Incappucciati
  24. ^ La Settimana Santa a Lanciano
  25. ^ Sant'Egidio
  26. ^ Lanciano: tutto pronto per la fiera delle campanelle, Sant'Egidio
  27. ^ Mastrogiurato
  28. ^ Il Dono
  29. ^ Apertura
  30. ^ Feste di Settembre
  31. ^ Fuochi dell’Immacolata e fauni, la tradizione che scalda la Vigilia
  32. ^ La Squilla
  33. ^ Biblioteca Raffaele Liberatore
  34. ^ Lanciano, formazione: accordo con università Urbino. URL consultato il 27 agosto 2014.
  35. ^ Museo diocesano
  36. ^ Casa Museo di Federico Spoltore
  37. ^ Palazzo Spoltore
  38. ^ Scuola Fedele Fenaroli
  39. ^ Banda di Lanciano
  40. ^ Itinerario eno-gastronomico e culinario di 6 giorni a Lanciano e dintorni
  41. ^ Eventi
  42. ^ Estate musicale Frentana
  43. ^ Cassio Longino su Tuttolongino Umberto Nasuti
  44. ^ Consorzio Autonomo Ente Fiera di Lanciano
  45. ^ a b Ferrovia Adriatico Sangritana
  46. ^ Di Fonzo: autolinee locali Abruzzo
  47. ^ Autolinee Di Fonzo
  48. ^ Autolinee Arpa
  49. ^ Autolinee Baltour
  50. ^ ProntoBus
  51. ^ Perché siamo emigrati in Argentina
  52. ^ Gemellaggio/patto di amicizia - Lanciano/Vaughan
  53. ^ FINLANDESI VISITANO ASSOCIAZIONE INDUSTRIALI
  54. ^ Gemellaggio con Qala
  55. ^ Lanciano, arriva il quarto gemellaggio
  56. ^ Sito ufficiale della Virtus Lanciano 1924
  57. ^ Sito ufficiale della A.S. Lanciano Basket
  58. ^ Sito ufficiale della A.S.D. Ikebana Judo Lanciano
  59. ^ Goblins Lanciano home page
  60. ^ Italo Stefano Orecchioni, primo atleta lancianese a vestire i colori della nazionale di atletica leggera nella specialità del mezzofondo

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Maurizio Angelucci, Contradando per Lanciano, 2002.
  • Maurizio Angelucci, Se scrive Lanciane, se legge Langián(e)', Fonologia, Morfologia e sintassi della parlata lancianese, 2007.
  • Melissa Di Giovanni, Umberto Nasuti, Le Acque a Sant'Egidio. Identità culturali., Rivista Abruzzese, 2013, ISBN 978-88-96804-38-4.
  • Umberto Nasuti, La Fontana di Longino, Editrice Itinerari, 2010, ISBN 978-88-86939-26-3.
  • Giovanni Nativio, Lanciano, o cara (pp. 208), ed. Itinerari, Lanciano, 1979.
  • Antonio Pasquini, Lanciano - Dall'Adriatico alla Majella / From the Adriatic Sea to the Majella, Editrice Itinerari, Lanciano, 2005.
  • Vittorio Renzetti, Le Ceramiche di Lanciano, Terra e Gente, Ed. Itinerari Lanciano, 1994.
  • Vittorio Renzetti, Vittoria De Cecco, Emiliano Giancristofaro, Guida storico artistica di Lanciano, Ed. Comune di Lanciano, 1993.
  • Touring Club Italiano, Guida d'Italia, vol. Abruzzo.
  • Stella Traynor Moratvska, Longino, soldato romano di Lanciano (pp. 168), trad. di Domenico Policella, 1999, ed. Itinerari, Lanciano.
  • Riccardo Urbano, Abruzzo, colori, atmosfere, emozioni (pp. 336), Ed. Tabula, 1978.
  • Riccardo Urbano, Lanciano Centro storico, 1975, pagg. 155, Ed. O.G.A. Lanciano.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Galleria fotografica[modifica | modifica wikitesto]

Lanciano - vista anticata del centro storico.jpg
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Panorama del Centro Storico di Lanciano