Lanciano

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Lanciano
comune
Lanciano – Stemma Lanciano – Bandiera
Collage di Lanciano. In alto a sinistra vi è la Cattedrale della Madonna del Ponte, seguita dal santuario del Miracolo Eucaristico. In basso a sinistra troviamo la Chiesa di Santa Maria Maggiore, con al suo fianco le Torri Montanare.
Collage di Lanciano. In alto a sinistra vi è la Cattedrale della Madonna del Ponte, seguita dal santuario del Miracolo Eucaristico. In basso a sinistra troviamo la Chiesa di Santa Maria Maggiore, con al suo fianco le Torri Montanare.
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Abruzzo-Stemma.svg Abruzzo
Provincia Provincia di Chieti-Stemma.png Chieti
Amministrazione
Sindaco Mario Pupillo (PD) dal 16/05/2011
Territorio
Coordinate 42°13′52.36″N 14°23′25.7″E / 42.231211°N 14.390472°E42.231211; 14.390472 (Lanciano)Coordinate: 42°13′52.36″N 14°23′25.7″E / 42.231211°N 14.390472°E42.231211; 14.390472 (Lanciano)
Altitudine 275 m s.l.m.
Superficie 66,94 km²
Abitanti 35 677[1] (31/12/2013)
Densità 532,97 ab./km²
Frazioni Vedi sezione
Comuni confinanti Atessa, Castel Frentano, Fossacesia, Frisa, Mozzagrogna, Orsogna, Paglieta, Poggiofiorito, Rocca San Giovanni, San Vito Chietino, Sant'Eusanio del Sangro, Treglio
Altre informazioni
Cod. postale 66034
Prefisso 0872
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 069046
Cod. catastale E435
Targa CH
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Nome abitanti Lancianesi
Patrono Madonna del Ponte
Giorno festivo 16 settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Lanciano
Posizione del comune di Lanciano all'interno della provincia di Chieti
Posizione del comune di Lanciano all'interno della provincia di Chieti
Sito istituzionale

Lanciano (Anxanum in latino, Langiànë in lancianese[2]) è un comune italiano di 35.677 abitanti[3], della provincia di Chieti in Abruzzo, conferito del titolo di città nel 1212 per volere dell'imperatore Federico II di Svevia. È inoltre insignito della medaglia d'oro al valor militare, grazie alle gesta dei Martiri ottobrini.

Lanciano è il centro più importante del Comprensorio Sangro-Aventino[4], dopo esser stata nell'antichità già capoluogo della Frentania.

La città è anche famosa perché ospita all'intero del Santuario di San Francesco il Miracolo Eucaristico.

Indice

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Veduta di una parte del centro storico: in particolare il Quartiere Sacca, con il campanile della Chiesa di Santa Maria Maggiore

Il territorio del comune di Lanciano si estende per 66 km² nella fascia collinare che dalle pendici della Maiella digrada verso il mare. Esso è composto prevalentemente da colline, ma comprende anche un'importante parte pianeggiante nella val di Sangro. La sua altimetria varia dai 33 m s.l.m., in contrada Serre vicino al fiume Sangro, fino ai 410 m, che si raggiungono nella frazione San Nicolino al confine con Castel Frentano. Il centro cittadino è situato a 265 m s.l.m. (misurati in Piazza del Plebiscito, davanti al Municipio).

La parte più antica di Lanciano si è sviluppata su tre colli piuttosto erti. Subito a nord di questi si trova la valle del Feltrino, ampia e profonda, che tuttora rappresenta il confine settentrionale dell'abitato. A sud, invece, una stretta vallata (oggi parzialmente interrata) separa il centro storico dall'area pianeggiante, su cui è stato edificata la parte moderna della città nel primo Novecento. Nel secondo dopoguerra la crescita dell'abitato si è mossa verso est (Via del Mare) e verso ovest (Viale Cappuccini), lungo il vecchio tracciato della SS 84 Frentana. Negli anni 80 è nato il quartiere Santa Rita (ex 167) che con i suoi oltre 8.000 abitanti è il quartiere più popoloso della città che continua la sua crescita demografica nonostante il calo di residenti della città stessa.Numerosi cantieri attuali e futuri fanno di Santa Rita una città nella città. Le attuali direttrici di espansione seguono le vie di comunicazione più importanti per l'accesso alla città: la SP ex SS 524 Lanciano Fossacesia (verso Fossacesia), la SP82 (verso San Vito Chietino e la A14) e la SP ex-SS84 (verso l'entroterra e verso il mare).

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione meteorologica di Lanciano.

Temperatura media di gennaio: +4 °C; Temperatura media di luglio: +25 °C. La neve cade tutti gli anni mediamente 2-3 volte, in qualche caso anche nel tardo autunno o ad inizio primavera; d'estate, specie in luglio ed agosto, non sono infrequenti i giorni di afa.

Storia[5][6][7][8][modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia di Lanciano.

Età antica[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Anxanum.
Particolare di una testa di leone della Fontana del Borgo

Le origini di Lanciano affondano nel mito. La tradizione vuole che sia stata fondata nel 1179 a.C. da Solima, profugo troiano approdato in Italia insieme ad Enea, un anno dopo la distruzione della stessa Troia nel 1180 a.C., col nome di Anxanon o Anxia (dal nome di un compagno morto in guerra; in greco Ανξανον, Ανξια). Al di là dell'epica, la datazione potrebbe essere verosimile: infatti, alcuni ritrovamenti archeologici dimostrerebbero che il sito di Lanciano è stato abitato con continuità dal XII secolo a.C. Nei dintorni, inoltre, sono state rinvenute tracce di insediamenti neolitici fin dal V millennio a.C.

Ponte Diocleziano con la basilica della Madonna del Ponte

Secondo le notizie di alcuni storici romani (Varrone, Livio e Plinio il Vecchio), in seguito Anxanon fu capitale del popolo Frentano, gente di stirpe sannitica che occupò l'area costiera tra il Pescara ed il Fortore a partire dal V secolo a.C. In quest'epoca, probabilmente, la città subì l'influsso culturale dei Greci, che allora controllavano i traffici commerciali sulla sponda occidentale dell'Adriatico. Tra il IV secolo a.C. ed il III secolo a.C. i Frentani presero parte alle prime due guerre sannitiche, accettando di diventare federati dei Romani dopo la sconfitta subita nel 304 a.C. A differenza delle altre popolazioni di ceppo sannita, rimasero fedeli a Roma durante le guerre puniche. Nella guerra sociale del 90 a.C., invece, furono tra i fautori della Lega Italica. Al termine di questo conflitto i Frentani beneficiarono dell'estensione della cittadinanza romana a tutti i popoli italici; la città fu ordinata in seno alla Repubblica Romana come municipium (status testimoniato da una lapide attualmente conservata nel Palazzo Comunale). In quest'epoca dovette subire la romanizzazione del nome, da Anxanon in Anxanum. Alcuni decenni dopo, con la riorganizzazione amministrativa dell'Italia voluta da Augusto, la città fu ascritta alla tribù Arniense, all'interno della Regio IV. In quest'epoca dovette conoscere una buona prosperità grazie alle sue fiere, dette nundinae.

Fin dall'età antica la città ha dovuto la sua prosperità al commercio. Questa vocazione le deriva da una collocazione "strategica": è a pochi chilometri dal mare ma è in collina, quindi meglio difendibile; inoltre, è vicino ad un'antichissima rotta commerciale che collegava la Puglia all'Italia settentrionale già in età preromana. Questo tracciato, probabilmente legato al tratturo L'Aquila-Foggia per la transumanza delle greggi, in epoca romana divenne una strada (forse la via Traiana) che partiva da Hostia Aterni (l'attuale Pescara) ed arrivava fino in Puglia passando per Ortona, Anxanum e Histonium (Vasto).

Medioevo[modifica | modifica wikitesto]

Mappa medievale della fortezza di Lanciano, ad opera di Piri Reis

Con il crollo dell'Impero Romano, Lanciano subì saccheggi dai Goti. In seguito, con l'invasione dell'Italia da parte dei Longobardi, fu conquistata e rasa al suolo (probabilmente nel 571). I nuovi dominatori costruirono un castello sul colle Erminio, intorno al quale cominciò a ricostituirsi un nucleo abitativo. Da questo trarrà origine il più antico quartiere medioevale, chiamato Lancianovecchia. Nel 2006 scavi archeologici hanno riportato alla luce alcune vestigia della città romana, tra cui il decumano, che passava proprio sopra il colle Erminio: ciò mostra che tra la città antica e quella medioevale c'è stata una sostanziale continuità.

Lanciano rimase fedele ai Longobardi nelle guerre che li opposero ai Bizantini, ma dovette subire la conquista di questi ultimi nel 610. Sotto i Bizantini la città fu aggregata al ducato di Chieti). Questa nuova dominazione consentì alla città di riprendere i propri traffici commerciali.

Sul finire dell'VIII secolo Lanciano fu conquistata dai Franchi, i quali l'aggregarono al ducato di Spoleto e, poi, a quello di Benevento. Pur facendo parte di questi ducati, la città era stata ordinata come gastaldato, cioè come città governata da un funzionario nominato direttamente dal re e non soggetta a nessun feudatario.

Nel 1060 fu annessa dai Normanni all'istituendo Regno di Sicilia (che diverrà Regno di Napoli nel 1372). Di fatto, Lanciano seguì le vicende politiche e dinastiche di questo regno fino all'Unità d'Italia. Estinta che fu la dinastia Normanna, vide il susseguirsi delle dominazioni degli Svevi, degli Angioini e degli Aragonesi.

Superati gli anni bui, Lanciano prosperò grazie al rifiorire delle sue fiere (una in maggio ed una in settembre), tanto da diventare, nel Trecento, il più grande centro abitato d'Abruzzo (6500 abitanti nel 1340). L'incremento demografico si accompagnò all'espansione urbanistica del centro urbano: nel corso dell'XI secolo fu edificato il quartiere di Civitanova; pochi decenni dopo vi fu la sistemazione degli altri due quartieri storici, il Borgo e la Sacca, mentre il centro politico e commerciale della città si spostò definitivamente nella Corte Anteana (l'attuale Piazza del Plebiscito). Sul finire del XII secolo fu ultimata la nuova cinta muraria, dotata di nove porte (solo una delle quali è sopravvissuta fino ad oggi: Porta San Biagio), e la struttura urbana di Lanciano arrivò ad essere quella tuttora visibile nel centro storico.

La sua importanza come emporio fu riconosciuta conferendole lo status di università demaniale, cioè di città non sottoposta a nessun feudatario, ma amministrata direttamente dal re. Questo privilegio le fu accordato nel 1212 dall'imperatore Federico II di Svevia e fu confermato e reso perpetuo nel 1259 da Manfredi, re di Napoli. Ad esso si accompagnava l'esenzione delle merci da dazi e dogane ed il diritto di eleggere, oltre agli amministratori ordinari, un magistrato, detto Mastrogiurato, che durante le fiere deteneva i poteri normalmente in mano al Giudice Regio.

È interessante osservare che lo status di gastaldato e, poi, quello di università demaniale sono, molto probabilmente, la diretta continuazione dell'ordinamento municipale di epoca romana. Ciò testimonia che questa città, pur non essendo mai stata un libero comune, godette fin da tempi remoti e per molti secoli di ampia autonomia amministrativa e commerciale.

Nelle numerose contese tra feudatari e regnanti che segnarono l'età medioevale, Lanciano si schierò quasi sempre con i regnanti, ricavandone benefici di natura economica e territoriale. Una rivalità particolare si instaurò con la vicina città di Ortona, che era il porto preferenziale per l'afflusso delle merci alle fiere, a causa dei dazi che questa città imponeva sulle merci che vi transitavano. Sul finire del XIV secolo Lanciano ottenne dall'Abbazia di San Giovanni in Venere la concessione per costruire un porto a San Vito: ciò fu motivo di nuove guerre con gli ortonesi, composte solo dalla mediazione di San Giovanni da Capestrano nel 1427. Nel 1441 re Alfonso V d'Aragona ripagò l'appoggio avuto contro gli Angioini, concedendo a Lanciano il diritto di battere moneta mediante l'istituzione di una Zecca. In quest'epoca la città arrivò a possedere più di 40 feudi.

Fin dal Medioevo, a Lanciano sorsero molte industrie: in primo luogo, fabbriche di tele finissime e di stoffe di lana e seriche. Nel XV secolo si affermarono molte altre produzioni: le ceramiche, la fabbricazione degli aghi, l'oreficeria e l'industria del ferro, dei bronzi, dei cuoi e delle pelli. Un riconoscimento dell'importanza raggiunta fu l'istituzione, nel 1515, di una diocesi distinta da quella di Chieti, poi elevata ad arcidiocesi nel 1562.

Nel periodo medioevale il nome della città si è evoluto dal latino Anxanum fino alla forma attuale, passando per le forme intermedie Anxano (probabilmente già in epoca tardo-imperiale, a causa della caduta della "m" finale dell'accusativo nel parlato) ed Anciano o Anzano (per semplificazione della pronuncia). La "L" iniziale è dovuta all'assorbimento dell'articolo determinativo nel nome, come nel caso de L'Aquila. Ciò è testimoniato anche dal dialetto, in cui la "L" è sentita come un articolo e declinata separatamente dal nome (L'Anciane, Quest'Anciane).

Fontana di Civitanova

Età moderna[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1520 la corona di Napoli fu aggregata a quella di Spagna dall'imperatore Carlo V d'Asburgo. Questi combatté numerose guerre con Francesco I, re di Francia, per il predominio sull'Italia, uscendone infine vincitore nel 1544 (pace di Crepy). Lanciano si schierò con Francesco I: per questo, il nuovo sovrano la punì sottraendole molti dei suoi feudi. A quest'epoca si può ascrivere l'inizio di una fase di declino per l'economia lancianese. Una prima causa di ciò va ricercata nel nuovo assetto politico, con un viceré spagnolo sul trono di Napoli. Quella che è ricordata come una cattiva amministrazione ebbe i suoi effetti anche su Lanciano, che, nel suo piccolo, si impoverì a causa dell'incapacità amministrativa dei Capitani del Popolo spagnoli e dei forti tributi imposti. Contemporaneamente, la città risentì di un fenomeno geopolitico su scala mondiale: dopo la scoperta dell'America, i grandi traffici commerciali cominciarono a spostarsi dal Mar Mediterraneo all'Atlantico. L'Italia peninsulare venne così a perdere il suo ruolo centrale nei commerci e subì una progressiva decadenza. Il regno di Napoli, persa la sua autonomia, si ridusse ad una pedina di scambio nelle contese tra le grandi potenze europee. A causa della sua posizione di frontiera, l'Abruzzo soffrì particolarmente per queste contese, che videro opposti spagnoli e francesi per tutti il XVI ed il XVII secolo e sfociarono nella guerra aperta tra spagnoli ed austriaci all'inizio del XVIII secolo.

La basilica di Lanciano, collegata al Ponte Diocleziano, in Piazza Plebiscito

Il momento peggiore fu nel 1640: Lanciano perse i suoi privilegi di città demaniale, fu creata baronia e fu venduta al duca Castro di Pallavicini dal viceré di Napoli, Medina las Torres, senza l'assenso del re. Nel 1646, poi, venne ceduta al marchese d'Avalos del Vasto. Il vassallaggio durò più di un secolo e portò un notevole impoverimento della città, vessata dai nuovi padroni. Le sue fiere, per di più, dal 1718 subirono la concorrenza diretta del nuovo mercato franco di Senigallia. Nonostante le numerose ribellioni, Lanciano riacquistò la sua libertà solo nel 1778, dopo l'ascesa al trono di Napoli dei Borbone.

Dall'Ottocento ad oggi[modifica | modifica wikitesto]

Nell'Ottocento la città partecipò attivamente ai moti risorgimentali, a partire dalla Repubblica Partenopea del 1799 fino ad una serie di sollevazioni nel 1848, 1849 e 1853. Questi episodi le valsero la qualifica di città fellone da parte della polizia borbonica. Nel 1860 votò l'adesione all'Italia unita. Anche in questi anni, seppur con fasi alterne, continuò lo sviluppo della sua economia basata su commerci, artigianato, piccola imprenditoria. All'inizio del Novecento arrivò a contare 18000 abitanti.

Nella storia del Novecento di Lanciano, una pagina molto importante è quella della partecipazione alla Resistenza. Subito dopo l'occupazione nazista, tra il 5 ed il 6 ottobre 1943, alcuni gruppi di giovani lancianesi presero le armi contro gli invasori e li impegnarono in due giorni di combattimenti (la rivolta dei martiri ottobrini). Alla fine dell'insurrezione avevano perso la vita 11 ragazzi. Altri 12 civili sono stati uccisi nelle rappresaglie dai nazisti. Questo episodio segnò l'inizio della partecipazione attiva di tutta la cittadinanza alla Resistenza, motivo per il quale Lanciano è stata insignita della Medaglia d'Oro al Valore Militare dal presidente Einaudi nel 1952, è quindi tra le Città decorate al valor militare per la guerra di liberazione.[9]

L'armata britannica a Lanciano nel 1943

Simboli e onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia d'oro al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al valor militare
«Forte città dell'Abruzzo, di nobili tradizioni patriottiche e guerriere, insofferente di servaggio, reagiva ai soprusi della soldataglia tedesca con l'azione armata dei suoi figli migliori. L'intera popolazione, costretta ad assistere in piazza al martirio di un cittadino, valoroso combattente, legato ad un albero, accecato e trucidato per ammonimento ai civili, sorgeva in armi. Combattevano i cittadini per molte ore, subendo perdite ed infliggendone di ben più gravi e, per aver ragione della resistenza, il nemico doveva impegnare numerosi battaglioni, mezzi corazzati, artiglierie. Esempio di civiltà al barbaro invasore che trucidava i colpiti, gli abitanti curavano con umana pietà i nemici feriti. Sottoposta prima ad atroci rappresaglie, poi alle dure azioni di fuoco degli alleati, infine ai massicci bombardamenti dei tedeschi, la Città di Lanciano, presa nella linea del fronte, subiva radicali distruzioni mentre più di 500 abitanti perdevano la vita. Per nove mesi di dure prove la popolazione di Lanciano forniva valorosi combattenti per la lotta di liberazione, sosteneva la resistenza, dava tutta nobile esempio di patriottismo e di fierezza.»
— Lanciano, 5 ottobre 1943 - giugno 1944

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Veduta della facciata e del campanile della Basilica della Madonna del Ponte
La Basilica Cattedrale della Madonna del Ponte.

Basilica della Madonna del Ponte[10][modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Basilica della Madonna del Ponte.

La chiesa della Madonna del Ponte si chiama così perché è costruita su un ponte a tre archi (il Ponte di Diocleziano). Nel 1088, restaurando il Ponte dopo un terremoto, si ritrovò un'antica statua della Madonna col Bambino: l'evento, ritenuto miracoloso, portò a ribattezzare questa icona Madonna del Ponte e fu costruita una cappella per custodirla sul ponte stesso. Verosimilmente, la statua è un'antica icona bizantina, murata in un arco del ponte nell'VIII secolo per sottrarla agli iconoclasti.

La crescente devozione popolare portò, sul finire del XIV secolo, a costruire in luogo della cappella una chiesa che coprì interamente il ponte. Nel 1513 fu ampliato anche il ponte, costruendo l'attuale Corridoio. La chiesa visibile oggi è stata edificata tra il 1785 ed il 1788. La facciata fu iniziata nel 1800 ed è rimasta incompiuta nella parte superiore. A sinistra della chiesa sorge la Torre Campanaria, alta 37 metri, realizzata tra il 1610 ed il 1614.

La Basilica è di impianto neoclassico, anche se alcune decorazioni tradiscono residui del gusto rococò. L'interno è costituito da una sola navata, circondata da semicolonne corinzie giganti. La volta e le cupole sono affrescate. In una nicchia al centro dell'altare maggiore è situata la statua della Madonna del Ponte.

Santa Maria Maggiore[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Chiesa di Santa Maria Maggiore (Lanciano).
Veduta della facciata di San Francesco del Miracolo Eucaristico

È ritenuto uno dei monumenti più importanti d'Abruzzo. Costruita nel 1227 secondo i dettami dell'architettura borgognona-cistercense, nel 1540 fu ampiamente rimaneggiata secondo il gusto barocco (con l'aggiunta di due navate e di stucchi e decorazioni). Nel 1968 un restauro la riportò alla struttura originaria. Sono artisticamente notevoli la facciata, il portale principale (aggiunto nel 1317) ed il piccolo portale laterale. L'interno è stato riportato alla semplicità delle linee del gotico borgognone, con tre navate divise da colonne agili e sormontate da volte a crociera.[11]

San Francesco[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Chiesa di San Francesco (Lanciano).

Questa chiesa fu edificata nel 1258 al posto di una precedente, risalente al VII secolo e dedicata ai Santi Legonziano e Domiziano. L'interno è stato recentemente ripulito dai rimaneggiamenti barocchi ed è tornato alla pulizia delle linee originarie. Sull'altare maggiore si possono vedere le reliquie del Miracolo Eucaristico.[12]

Ex convento di Sant'Agostino[modifica | modifica wikitesto]

La facciata romanica della Chiesa di Santa Maria Maggiore

Il convento è sito in via dei Frentani, nel quartiere di Lanciano vecchia. La costruzione è di incerta collocazione storica ma il convento risulta già attivo nel 1280. Al primo ventennio del XIV secolo viene fatta risalire la costruzione del chiostro con cisterna limitrofa. Altri lavori sono eseguiti nel XV secolo quando viene sopraelevata la fabbrica originaria del romitorio. Dall'ottobre del 1625 partono i lavori di edificazione del braccio meridionale del convento, del refettorio e della ultimazione del chiostro. Quando nel 1652 viene soppresso l'ordine innocenziano che aveva fatto costruire il convento, per l'edificio si prospetta un periodo di varie fortune, fino a quando nel XIX secolo viene usato come caserma con trasformazione radicale delle sue strutture, successivamente viene adibito ad abitazione. Le varie destinazioni d'uso hanno alterato la struttura originaria. Varie tracce di umidità sono presenti in vari lati dell'edificio, particolarmente sul lato sud e sul lato est, fenomeno dovuto allo scarso drenaggio dell'acqua che sta incominciando ad erodere parte dei paramenti murari. Così pure il chiostro sembra messo a rischio dall'umidità che ha in parte scrostato l'intonaco. Il degrado da parte di stanziamenti antropici ha fatto il resto con cavi elettrici, tubi ed infissi fatiscenti non fa altro che aggravare il pessimo stato dell'edificio. Il palazzo si suddivide in tre livelli. Le facciate sono in mattoni a vista e sono austere e prive di decorazioni tranne che per le cornici marcapiano e le aperture con cornici in mattoni nei vari livelli. Nella corte interna vi sono ancora le tracce del chiostro antico, in cui vi è un pozzo a sezione quadrata.[13]

Santa Croce[modifica | modifica wikitesto]

Le due chiese di San Nicola di Bari e di San Rocco

La chiesa è sita i via dei Frentani. L'edificio risale al 1583 su volontà dell'arcivescovo Bolognini. Secondo la tradizione vi sarebbe avvenuto un miracolo. L'originaria cappella fu costruita nella casa ove nel 1273 avvenne il miracolo. La facciata consta di portale in pietra con arco. L'interno è a navata unica. Le pareti sono con edicole con decorazioni in stucco che incorniciano affreschi in parte crollati.[14] Il miracolo viene chiamato de "Lu Friacriste"[15].

La facciata con i due rosoni di Santa Maria Maggiore

Sant'Angelo della Pace o Sant'Antonio[modifica | modifica wikitesto]

La Parrocchia più grande di Lanciano e il convento più grande d'Abruzzo. La chiesa è sita in Viale Sant'Antonio. È stata costruita nel 1430 nel "Prato della Fiera", nel sito della Cappella di Sant'Angelo. Nella metà del XIII secolo sono stati eseguiti dei lavori di abbellimento e di restauro della chiesa. Il convento ospita fin dall'inizio 50 frati, lo studio Generalizio della Provincia, un lanificio ed una biblioteca. Nel 1806 il governo francese soppresse il convento che fu ripristinato durante la restaurazione borbonica, ma fu soppresso di nuovo e definitivamente nel 1866 e fu venduto al comune per farne utilizzo pubblico. Il chiostro fu ricostruito dopo la seconda guerra mondiale. La facciata consta di timpano e di avancorpo porticato a cinque arcate a sesto acuto con colonne ioniche con tronco esagonale. Le campate sono a volta a crociera. La porta è con arco a sesto acuto. Il campanile è posto lateralmente. Nel retro vi sono due loggiati ai lati dell'abside. L'interno è a croce latina con abside semicircolare con transetto. La navata principale consta di un ambone con tre arcate e sette campate su lesene binate con capitelli corinzi. Tra le lesene nella seconda e nella terza campata vi sono due cappelle. Nella semicupola dell'abside vi è un mosaico. All'incrocio tra le due navate vi è una cupola. Tra le statue vi sono: San Francesco d'Assisi, Sant'Antonio da Padova e Santa Rita. Dietro l'altare vi sono le reliquie di Sant'Antonio e San Francesco. Nel refettorio vi è una tempera raffigurante San Giovanni da Capestrano realizzata dal frate Terenzio Barbone.[16]

Muro laterale e campanile di San Biagio

San Nicola di Bari[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Chiesa di San Nicola di Bari (Lanciano).

Fu costruita nel XIV secolo sui resti della Chiesa di S. Pellegrino, precedentemente distrutta in un incendio nel 1206.[17]

Sant'Agostino[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa edificata nel 1270. La facciata conserva il portale ed il rosone originali, mentre l'interno, ad una sola navata, è stato rimaneggiato in epoca barocca (XVII secolo).[18]

San Biagio[modifica | modifica wikitesto]

È la chiesa più antica della città: la prima attestazione della sua esistenza risale al 1059. Di impianto romanico, è caratterizzata dalla semplicità delle decorazioni. Il campanile è di epoca successiva (1340).[19]

Santa Apollonia[modifica | modifica wikitesto]

Dà nome all'omonima contrada. Chiesa distrutta nelle epoche passate: le sue mura si ricordano sino al 1915 circa. Localizzata sulla prima collina osservabile dalle Torri Montanari, verso la contrada di Sant'Amato. Per arrivarci basta scendete la collina (partendo dalle Torri Montanari), attraversare la contrada Sant'Egidio e risalire la valle sul versante opposto. Ora ne resta solo una Croce. Il sentiero, praticabile fino a qualche anno fa, è ormai abbandonato. Dista solo 1 km da Lanciano.[senza fonte]

Santo Spirito[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa è sita in Via di Santo Spitito. Risale al XIII secolo. In un documento del 1294 si parla di indulgenza per chi visitasse l'annesso convento, indulgenze che venivano concesse da Papa Celestino V. La decadenza di questo convento fece sì che l'edificio religioso venne chiuso da papa Innocenzo X. Il campanile è del 1772. In seguito l'edificio fu utilizzato, sul finire del 1800 e fino al 1965, dalla Ditta Cocco Croce del Prof. Elvinzo Croce, allievo di Filippo Palizzi, specializzata in pavimenti a disegno in cemento, che ebbe risonanza anche oltre i confini regionali e che conquistò una medaglia d'argento alla Prima Esposizione Fiera Campionaria di Tripoli del 1927. Successivamente fu adibita a rimessa per autocarri. Attualmente è sede del Polo Museale Santo Spirito. La facciata è a capanna in mattoni con pietre cantonali in arenaria. Anche il portale è in arenaria con lunetta ad arco a sesto acuto poggiante su delle colonne poggianti su legacce. Il campanile è a vela. L'interno è ad aula unica con annesso convento.[20]

Sant'Agostino[modifica | modifica wikitesto]

Il campanile e il retro della Chiesa di San Francesco del Miracolo Eucaristico

La chiesa è sita a Via dei Frentani, nel quartiere di Lanciano Vecchia. Risale al XIV-XV secolo in seguito fu trasformata però conservò le caratteristiche originarie. Nel XVII secolo fu stuccata da Girolamo Rizza e Carlo Piazzoli. Nel XX secolo risalgono le decorazioni delle volte e la costruzione di un nuovo altare in marmo. La facciata è in pietra da taglio. Il portale è entro archi gotici concentrici e colonnine tortili. Nella lunetta vi è una scultura della Madonna col Bambino. Il campanile è nello stile medievale di Lanciano. L'interno è a navata unica con cappelle laterali ed annesso convento. La navata finisce nel retablo del XVI secolo. Nell'interno, inoltre, vi sono: una croce smaltata, un reliquiario, una croce in rame dorato, delle sculture, un candelabro e un quadro del XVIII secolo.[18]

Sant'Egidio[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa è sita ai piedi del quartiere di Civitanova, fuori delle mura antiche, sulla strada che parte da Sant'Egidio. Non si hanno notizie certe sulla sua costruzione ma sicuramente fu parzialmente ricostruita o vi furono delle aggiunte su di un preesistente edificio. Ci sono però notizie certe sulla sua esistenza nel 1300. La leggenda però vuole che nel luogo dell'attuale chiesa ci fosse la casa delle "pitonesse", sacerdotesse del tempio di Apollo, sito anticamente dove oggi c'è la chiesa di Santa Maria Maggiore e che una galleria sotterranea collegasse i due luoghi. Le facciate sono intonacate di bianco. Il tetto è a capanna con un piccolo campanile da un lato. Il portale è con tettoia in ferro battuto. L'interno è ad un'unica navata. All'interno della chiesa è presente una antica statua in pietra raffigurante il santo seduto su di un trono.[21]

Santa Giovina[modifica | modifica wikitesto]

Il portico e il chiostro del Convento di San Francesco, sito nel complesso del santuario del Miracolo Eucaristico

La chiesa è sita in piazza dell'appello nel quartiere Civitanova. La chiesa è stata costruita nel XVI secolo ove era la chiesa di Santa Maria Maddalena. Il nobile D. Ricci fece dei lasciti con l'obbligo di costruire una chiesa. Fu consacrata nel 1518 ed inizialmente fu dedicata alla Madonna dei Miracoli. Fu sede di congregazioni e di corporazioni. Fu restaurata nella seconda metà del XIX secolo. La facciata è in mattoni a vista, forse incompiuta come parrebbero dimostrare delle buche pontaie rimaste aperte. La facciata, inoltre, consta di tre portali. L'interno è a croce latina con cappelle laterali. L'interno è interamente tinto di bianco e con volta a vela ed all'incrocio dei bracci vi è una volta a crociera. L'altare consta di ciborio imitante un tempietto con piccola cupola su piccole colonne. Ai lati dell'abside vi è un coro.[22]

Santa Lucia[modifica | modifica wikitesto]

Lanciano nel 1870 ca, sulla destra di Piazza Plebiscito lo storico palazzo Carabba, sullo sfondo la Chiesa del Purgatorio

La chiesa è sita nel corso Roma, nel quartiere Borgo. La chiesa è stata costruita nel 1250 sui ruderi del tempio di Giunone Lucina. Forse constò di cupola, la quale fu distrutta forse nel 1627. Dopo la metà del XIX secolo fu ricostruita perché pericolante abbassandone il pavimento e con l'edificazione di pilastri che hanno inquadrato degli altari e l'orchestra dell'organo di Vincenzo Perez di Ortona. Dell'edificio duecentesco rimangono il portale ed il rosone ed alcuni resti della facciata ed altri resti. La facciata è chiusa superiormente da un timpano triangolare. Il basamento è in pietra. Il portale è ad arco a sesto acuto con lunetta a decorazioni floreali. Il rosone è a dodici colonnine ed archivolto semicircolare posto su colonnine pensili, ai lati vi sono due aperture cieche con arco ribassato. Completano la facciata delle aperture e la facciata gotici. La facciata è posta tra due pilastri. Il campanile è in mattoni con basamento in pietra. L'interno, neoclassico, è a navata unica con cappelle laterali. Le campate sono con volta a vela sorrette da colonne binate con capitelli corinzi e cornici modanate. Tra l'ultima campata e l'abside vi è una cupola, mentre nelle cappelle laterali vi sono degli altari con lesene e capitelli corinzi che sorreggono dei timpani triangolari.[23]

Chiesa del Purgatorio[modifica | modifica wikitesto]

Facciata della Chiesa di San Nicola, edificio che precede l'entrata al Quartiere Sacca, uno dei quattro cantoni storici di Lanciano

La chiesa è sita in corso Roma. Risale al 1717-37. La facciata è con trabeazione e timpano. Il campanile è a pianta quadrata. La copertura è vagamente orientaleggiante. L'interno, barocco, è a navata unica.[24]La chiesa ospita alcune reliquie di San Pantaleone.

Sacro Cuore[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa è sita nella via di Santo Spirito. Risale al 1899. Fu ristrutturata tra il 1990 ed il 1995. La facciata è in mattoni a vista, lesene angolari e timpano sovrastante. Ai lati dell'edificio religioso vi sono i dormitori delle suore, con le facciate realizzate sempre con mattoni a vista. L'interno è a navata unica con convento adiacente. L'interno, semplice, è con altare centrale, pareti dipinte e con pilastri in marmo.[25]

San Rocco[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa è sita in Via Garibaldi, nel quartiere Sacca, presso la chiesa di San Nicola. Si suppone che sia stata costruita tra il XVIII secolo ed il XIX secolo su di una preesistente chiesa. L'edificio è in stile neoclassico. La facciata è attigua a quella di San Nicola ed è in mattoni a vista. La campata centrale è un po' aggettante. I lati della facciata constano di paraste. L'interno è a navata unica con volte a crociera ogivali.[26]

San Pietro[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa è sita in Via dei Cappuccini. Fu costruita nella seconda metà del XX secolo sul luogo di una preesistente cappella dedicata allo stesso santo. All'interno vi è una coppia di statue dedicate a San Pietro e di San Paolo.[27]

Santa Chiara e San Filippo[modifica | modifica wikitesto]

Veduta della Piazza Plebiscito, con il palazzo comunale e la torre campanaria della Basilica della Madonna del Ponte

La chiesa è sita in Corso Roma. Risale al XIII secolo. Il notaio Teodoro con un testamento del 1278 lascia la propria casa per "servigi" alla chiesa. Nel XVI secolo l'edificio fu ceduto ai frati francescani. Del 1753 è la menzione di Graziano Leto il quale narra che all'interno vi sono vari quadri e statue. Nel XIX secolo l'adiacente convento fu soppresso ed adibito a caserma e ad asilo. Nel 1952 la chiesa fu destinata all'uso dell'arciconfraternita orazione e morte di San Filippo Neri. La facciata è in mattoni a vista ed è con doppio ordine di lesene ai lati, dorico al primo livello e ionico al secondo suddivise da una cornice marcapiano. La parte centrale è un po' avanzata dove vi sono il portale d'ingresso ed altre aperture. Le zone restanti sono dipinte con tinta gialla paglierina. L'interno è a croce latina con una cappella laterale a cupola e statua del Cristo morto. La navata principale è a quattro campate con volta a vela. L'altare principale è con colonne a motivi floreali. Il presbiterio è a cupola, l'ambone d'ingresso è a tre vani con volta. Nell'interno vi sono vari dipinti. Nell'antico convento vi sono, inoltre, i dipinti di Anton Maria Purano.[28]

Resti della Chiesa di Santa Maria del Pozzo[modifica | modifica wikitesto]

I ruderi sono siti in località Villa Elce. La chiesa risale alla fine del XIX secolo. Fu costruita su un terreno donato alla comunità dalla famiglia del barone De Riseis. Nel 1967/1968 la chiesa venne chiusa per motivi di sicurezza nonostante verso gli anni cinquanta del XX secolo era stata rafforzata mediante catene che contrastavano la spinta delle volte. In seguito fu abbandonato in quanto la locale autorità ecclesiastica, attraverso una locale famiglia alla quale aveva delegato di fatto la rappresentanza di un comitato costituito ad hoc, impedì la ristrutturazione della chiesa rincorrendo e forse anche ottenendo finanziamenti pubblici. Dopo molti anni nei pressi è stata costruita una chiesa in calcestruzzo armato. La graziosa chiesa, eretta attraverso il concorso dei migliori artisti e delle più attente maestranze locali, fu finanziata con l'esclusivo frutto del sacrificio di una comunità contadina (se ne ricordano gli affreschi delle volte ed un imponente altare costruito in pregiato marmo); adesso rimane in piedi solo il campanile. Il campanile era sito nel retro della chiesa e suddiviso in quattro livelli scanditi da cornici marcapiano. La torre campanaria termina mediante un piccolo terrazzo con parapetti in pietra e mattoni. La chiesa, in stile rurale, presentava una facciata con bicromia ed era suddivisa in tre livelli. Il portale bugnato era contornato da paraste con base in ordine tuscanico. Il secondo livello era composto da due ordini di lesene con cornice superiore a mo' di timpano. L'interno, a navata unica coperta mediante volta, collegato all'esterno mediante endonartece terminava nella sagrestia forse successivo al resto della chiesa, così come, verosimilmente, al campanile.[29]

Chiese delle frazioni di Lanciano, cappelle e altri conventi[modifica | modifica wikitesto]

Il convento di Sant'Onofrio

Sant'Onofrio[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Chiesa di Sant'Onofrio (Lanciano).

La chiesa è sita nella frazione eponima. Fu costruita su di un edificio probabilmente di origini medievali. L'interno è ad un'unica navata con abside semicircolare. L'accesso è consentito mediante una scalinata a due rampe. Il portale consta di timpano. In una nicchia vi è la raffigurazione di Gesù. La copertura è a capanna sorretta da travi in cemento. Il campanile, a cinque livelli è posto alla sinistra dell'edificio, così come la canonica, mentre una cappella è posta a destra.[30]

Santa Maria della Conicella[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa è sita nella frazione Iconicella. Secondo la tradizione l'edificio risalirebbe al 1524 quando dapprima fu costruita la cappella sul regio tratturo L'Aquila-Foggia con l'affresco della Madonna con Bambino tra i Santi. La tradizione continua che l'affresco concedesse dei miracoli, così, in seguito, venne eretta la chiesa con all'interno l'affresco della Madonna. Una lapide sopra la facciata narra la vicenda. Nel XIX venne ampliata la chiesa, ampliamento che si protrasse nel XX secolo. L'edificio consta di avancorpo porticato con tre arcate a tutto sesto. La facciata ha un timpano. Il campanile, suddiviso in tre livelli, è posto su di un lato.[31]

Santa Maria dei Mesi o Santa Maria in Visu o Santa Maria della Visita[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa moderna di Sant'Onofrio nella contrada omonima

La chiesa è sita nella frazione Santa Maria dei Mesi. L'unico documento è risalente al 9 marzo 1585 in cui si proclamava l'indulgenza plenaria a chiunque visitasse la chiesa l'ultimo venerdì di marzo. La facciata consta di avancorpo porticato a tre campate. La facciata è tra lesene giganti doriche. Il campanile è a vela. Presso il coro vi è un ingresso secondario.[32]

Santa Giusta[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa è sita in Via del Mare nella frazione Santa Giusta. Risale all'epoca normanna e sveva quando venne costruito un monastero. Nelle cronache cassinesi viene citato che nel 1055 la chiesa e l'annesso convento vennero donati dal conte Trasmondo all'abate benedettino Richerio. Un Restauro venne commissionato dall'arcivescovo Giacomo De Vincentis. L'avancorpo dell'ingresso è successivo. L'avancorpo è in mattoni. Al primo livello vi è un'arcata a tutto sesto. La cornice marcapiano funge da trabeazione. La facciata è a capanna con cornice aggettante. L'interno è a quattro campate a tutto sesto su pilastri corinzi. La volta è a vela.[33]

San Donato[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa è sita nella frazione Villa Martelli. L'edificio è di origini medievali con aggiunte successive. Il portale è sette-ottocentesco. La facciata consta di lesene doriche ai lati con terminazione superiore a timpano. Il portale, ad arco a tutto sesto, è al centro, posto tra due semicolonne in stile dorico. Sopra il portale vi è un'apertura strombata ad arco a sesto ribassato. La torre campanaria è sita a sinistra della facciata. Il campanile è suddivisa su quattro livelli scanditi all'esterno da cornici marcapiano. Le murature sono in gran parte in pietra e mattoni tranne agli angoli e le cornici marcapiano che sono realizzate completamente in laterizio. L'interno è a navata unica.[34]

Santissima Trinità[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa è sita nella frazione Villa Andreoli. L'edificio è frutto di un ampliamento di un edificio di età antica. Le due campate laterali sono state aggiunte in seguito allo stabile in stile rurale. La facciata è suddivisa in tre campate mediante due lesene giganti in stile ionico. Ogni campata consta di portale di cui, il principale, sta nella campata centrale, questo portale è tra due lesene ioniche che sorreggono una trabeazione con un incorniciamento a dentelli ed un timpano. Ai lati vi sono delle finestrelle devotionis. Il tetto a doppio spiovente è in coppi. La canonica è addossata al retro. L'interno è a tre navate.[35]

Madonna degli Angeli[modifica | modifica wikitesto]

L'edificio si trova nella frazione Villa Stanazzo. Un'iscrizione sulla finestra cita la data del 1611 mentre uno stemma sul portale cita da data del 1766. La costruzione del campanile risale al 1900 come attesta la lapide. La facciata è suddivisa in tre campate suddivise da quattro lesene che reggono una trabeazione che imposta il timpano. Il portale consta di cornice spezzata con volute e timpano curvo spezzato. Sopra il portale vi è una finestrella strombata. Il campanile è sito a destra della chiesa. La torre campanaria è in mattoni a vista è suddivisa in quattro livalli scanditi all'esterno da cornici marcapiano.[36][37]

Chiesa di Torre Sansone[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa si trova nella frazione eponima. L'edificio è medievale con trasformazioni successive. La facciata è con copertura a capanna. Il campanile è a due livelli scanditi all'esterno da una cornice marcapiano. La torre campanaria è posta sul retro. L'interno è a navata unica.[38]

Cappella di San Gaetano[modifica | modifica wikitesto]

La cappella è sita in Largo dell'Appello, all'interno del palazzo dell'arcivescovato, nel quartiere Civitanova. Fu costruita nel 1680 dall'Arcivescovo Carafa.[39]

Cappella di San Giovanni di Dio[modifica | modifica wikitesto]

È sita presso l'ex ospedale eponimo. Il portale ha gli stessi elementi dell'ingresso dell'ex ospedale ma di dimensioni ridotte. Sopra l'ingresso vi è una finestra ad arco ribassato.[40]

Cappella di San Bartolomeo[modifica | modifica wikitesto]

La cappella è sita in Viale Cappuccini. La costruzione della chiesa e dell'annesso convento iniziò nel 1575 e terminò nel 1617. La chiesa fu consacrata a San Bartolomeo perché fu costruita sul luogo ove era una cappella dedicata allo stesso santo. Il convento accolse l'ospizio per anziani. Nel convento sono custoditi degli oggetti in legno, tra cui l'altare e vari arredi della sacrestia oltre a vari quadri. L'altare risale al 1744-1747 ma di gusto seicentesco Tra i quadri sono degni di menzioneSan Bartolomeo, la Madonna con Bambino tra San Francesco d'Assisi e Sant'Antonio da Padova e San Felice di Cantalice di Giovanni Battista Spinelli. Il 24 agosto (festività di San Bartolomeo, appunto) 2011 la chiesa è stata riconsacrata dall'attuale Arcivescovo Mons. Emidio Cipollone, com'è stato profondamente voluto dai precedenti sacerdoti della parrocchia di San Pietro Apostolo, dagli attuali sacerdoti e da altre persone del quartiere tra cui anche alcune autorità. Oggi è stata affidata all'ordine delle Suore Missionarie di Cristo provenienti dal Brasile ed è anche la loro dimora. Vengono svolte nel convento attività per i giovani organizzate dalla comunità di San Pietro Apostolo e attività di culto, infatti vengono celebrate anche Sante Messe nelle solennità come Natale e Pasqua, ma anche Santi Rosari nei giorni feriali.[41]

Convento di San Francesco[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Convento di San Francesco (Lanciano).

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

Porta San Biagio vista dall'esterno

Porta San Biagio[modifica | modifica wikitesto]

Risale all'XI secolo. È l'ultima superstite delle nove porte che facevano parte della cinta muraria della città, che fu abbattuta all'inizio del XX secolo per favorire l'espansione urbana. Arroccata su di un costone molto ripido, è dotata di una luce di dimensioni ridotte sormontata da un arco a sesto acuto.[42]

Porta Diocleziana[modifica | modifica wikitesto]

La porta è sita in Largo Paolo Tasso. Inizialmente aveva la funzione di accesso alla città, oggi, invece, unisce Largo Paolo Tasso con il Ponte Diocleziano. Forse è di origini medievali. La parte superiore sembra essere stata aggiunta in epoca più tarda. La porta è costituita da un solo fornice con mattoni a vista eccetto che alla base dei piedritti ove è costituita da pietra mista a mattoni. L'apertura della porta ha base trapezoidale con volta, arco a sesto ribassato esterno ed un arco a tutto sesto più piccolo interno. Una cornice marcapiano separa la parte inferiore da quella superiore con terminazione orizzontale. Sopra il fornice, delle lesene delimitano un vano rettangolare in cui vi è una finestra sul lato esterno ed un balcone su quello interno.[43]

Porta urbica di Via Umberto I[modifica | modifica wikitesto]

Sono poste all'inizio della via risalendo per le Torri Montanare. Trattasi di un accesso coperto mediante volta a botte introdotto da un arco a sesto acuto. La porta, verosimilmente, era collegata alla porzione delle mura cittadine site tra il quartiere Borgo ed il quartiere Sacca.[44]

Torri Montanare[modifica | modifica wikitesto]

Veduta notturna della Torri Montanare

Sono un residuo dell'antica cinta muraria (XI secolo). Si compongono di due torri vicine tra loro: una torre d'avvistamento alta e snella, interna alle mura, ed un massiccio torrione angolare esterno; quest'ultimo risale al XV secolo. Il nome deriva dalla famiglia Montanari oppure dalla posizione molto panoramica (la vista spazia dal massiccio della Majella al Gran Sasso, passando per tutte le colline vicine ed arrivando fino al mare).[45]

Torre aragonese[modifica | modifica wikitesto]

La torre è sita in Via Torrione. Mancano dati certi sulla sua costruzione, tuttavia il suo nome e le sue caratteristiche fanno pensare ad una fabbrica degli inizi del XV secolo. È stata eretta come presidio della cintura muraria, forse adeguando una costruzione preesistente. Con la distruzione della cinta muraria, la torre rimane quasi isolata. La torre è in mattoni. È di forma circolare con scarpa. Il coronamento è a beccatelli con mattoni a formare delle mensole di forma triangolare. Sui beccatelli vi sono dei fori utilizzati per i legni del solaio. La torre presenta delle feritoie.[46]

Torre civica[modifica | modifica wikitesto]

La torre è sita in piazza Plebiscito. Attualmente funge da campanile e torre dell'orologio. Mancano dati sulla sua costruzione, però la costruzione sembra essere ottocentesca, forse costruita sul luogo ove sorgeva una torre preesistente. L'edificio è costruito con mattoni a vista. La facciata è costituita da coppie di lesene binate con capitelli dorici, ionici e corinzi. Su ogni piano vi è una trabeazione che funge da cornice marcapiano. Sopra il terzo livello, sull'attico è posto l'orologio.[47]

Torre San Giovanni o della Candelora[modifica | modifica wikitesto]

Particolare del fianco della basilica della Madonna del Ponte, con il Ponte Diocleziano
Scorcio del Quartiere Lancianovecchia dal Ponte Diocleziano. Sono visibili il Palazzo De Crecchio con i suoi palmeti e una parte della torre di San Biagio

La torre è sita in Via dei Frentani nel quartiere di Lanciano Vecchia. Dopo la distruzione della vicina Chiesa di San Giovanni ha perso le funzioni di campanile. Un'iscrizione sul campanile data la costruzione della torre al XIV secolo sicuramente dello stesso periodo della chiesa distrutta durante la seconda guerra mondiale e mai più riedificata, di cui la prima notizia risale al 1515 quando fu costituito il vescovato e fu assegnato il terzo stallo al relativo cappellano. La pianta è quadrangolare. I muri sono costruiti in ciottoli e arenaria sbozzata. Il laterizio viene utilizzato per le cornici marcapiano posto alla "cappuccina". Rimangono pochi resti dell'ultimo piano ove erano le campane.[48]

Ponte Diocleziano[modifica | modifica wikitesto]

Costruito nel III secolo per volere dell'imperatore Diocleziano, è sito nel Largo Tappia, sul fianco destro della basilica della Madonna del Ponte. Originalmente era usato per il passaggio sia pedonale che di carrozze. Oggi è solamente percorribile per via pedonale. Al di sotto di esso, presso le fondamenta della basilica, vi è l'auditorium, con un corridoio sotterraneo che porta fino al Santuario di San Francesco del Miracolo Eucaristico.

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Architetture civili di Lanciano.
Botteghe Medioevali su Via dei Frentani, nella zona storica Quartiere Lancianovecchia, dove si svolge il Mastrogiurato

Consistono in diverse centinaia di edifici (palazzi, ville, teatri) e altri monumenti (fontane, ponti) che accompagnano la storia della città da molti secoli.

Quartieri storici[modifica | modifica wikitesto]

La zona storica di Lanciano è suddivisa in quartiere medievali, denominati "quartieri storici", ognuno dei quali con un proprio stemma e una propria bandiera. In tutto sono quattro:

  • Quartiere Borgo: l'attuale Corso Roma, comprendente le chiese di San Francesco, del Purgatorio, di Santa Lucia e di Santa Chiara, nonché palazzi storici.
  • Quartiere Lancianovecchia: il più grande dei quattro, che comprende tutta la Piazza Plebiscito con le chiese della Madonna del Ponte e di San Francesco, e che si protrae per tutta la Via dei Frentani fino a Porta San Biagio.
  • Quartiere Sacca: è collegato al Quartiere Civitanova, e comprende le chiese di San Nicola e di San Rocco.
  • Quartiere Civitanova: era racchiuso nelle mura perimetrali e difensive (oggi Torri Montanare), e si estende per tutto il tratto di città che lambisce la Piazza Plebiscito. Esso comprende le chiese di Santa Giovina e di Santa Maria Maggiore.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[49]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Gli stranieri residenti a Lanciano al 1º gennaio 2013 sono 1.236 e rappresentano il 3,5% della popolazione residente.
La comunità straniera più numerosa è quella proveniente dalla Romania con il 33,8% di tutti gli stranieri presenti sul territorio, seguita dall'Albania (22,6%) e dalla Cina (4,5%)[50].

  1. Romania, 418
  2. Albania, 279
  3. Cina, 56

Religione[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Miracolo eucaristico di Lanciano.

Nell'VIII secolo a Lanciano ha avuto luogo un evento che la Chiesa cattolica considera il primo Miracolo eucaristico. Il racconto tradizionale narra che un monaco basiliano, mentre celebrava la Messa, dubitò della presenza reale di Cristo nell'eucarestia. In quel momento l'ostia sarebbe divenuta carne ed il vino si sarebbe tramutato in sangue.

Altro Miracolo che secondo la tradizione sarebbe avvenuto nella Località è il Miracolo eucaristico di Offida detto de lu frijacriste.[51]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Scuole[modifica | modifica wikitesto]

A Lanciano hanno sede 19 scuole dell'infanzia (quattro delle quali paritarie), dieci scuole primarie (due delle quali parificate) e tre scuole secondarie di I grado.

La città è dotata inoltre di diverse scuole medie superiori: il Liceo Ginnasio e il Liceo Artistico "Vittorio Emanuele II", il Liceo Scientifico "Galileo Galilei", l'Istituto Magistrale "Cesare De Titta", l'Istituto Commerciale e per Geometri "Enrico Fermi", l'Istituto Tecnico Industriale "Leonardo da Vinci", e gli Istituti Professionali per l'Agricoltura e l'Ambiente "Ridolfi Scerni" e per i Servizi commerciali e turistici "Pietro De Giorgio".

Università[modifica | modifica wikitesto]

A Lanciano è presente una sede distaccata dell'Università degli Studi "Gabriele d'Annunzio". Nel Palazzo degli Studi, sede del Consorzio Universitario, sono attivi diversi corsi legati alla formazione post universitaria, con la collaborazione dell'Università degli Studi di Urbino "Carlo Bo".[52]

Musei[modifica | modifica wikitesto]

Palazzo arcivescovile di Lanciano, sede del Museo Diocesano
  • Museo diocesano: si trova nel seicentesco palazzo del Seminario. Ospita testimonianze sulla storia della diocesi e oggetti provenienti dalla cattedrale o da altre chiese diocesane e dal palazzo arcivescovile, datati dal XIII secolo ai giorni nostri. Si segnalano in particolare le oreficerie, tra cui un crocifisso quattrocentesco opera della bottega di Nicola da Guardiagrele. Tra i tessuti si conservano i paramenti ottocenteschi appartenuti all'arcivescovo Francesco Maria De Luca. Vi è contenuto un quadro attribuito a Giorgione.[53]
  • Casa-museo di Federico Spoltore: presso palazzo Spoltore, casa natale dell'artista sotto tutela del Ministero dei Beni Culturali dal 1987, sono esposte alcune delle sue opere, l'archivio storico, con i documenti che illustrano la sua attività artistica e intellettuale, una biblioteca e l'istituto fondato a nome dell'artista.[54] Tra l'altro, all'interno vi è una raccolta di armi, dipinti, mobili, maioliche, frantumi di edifici, ferri battuti ed altri elementi secondari raccolti dai fratelli Spoltore per arredare le sale del palazzo ed esaltare le origini aristocratiche della casata[55].
  • Polo Museale Santo Spirito: sito nella chiesa di Santo Spirito, ospita il Museo Archeologico, due sale espositive, un'aula didattica e una sala convegni. Il Museo Archeologico vuole essere un lungo cammino nella storia plurimillenaria della città e del suo territorio: partendo dal V millennio a.C. fino ad arrivare al municipio di età romana, con le successive fasi di epoca bizantina ed alto medievale. Il viaggio si conclude con l'esposizione nei raffinati vasi di maiolica arcaica realizzati dai vasai lancianesi in epoca medievale.

Biblioteca "Raffaele Liberatore"[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1868, quando furono soppressi i conventi, il comune di Lanciano entrò in possesso di due librerie di frati. In seguito non furono arricchite molto le collezioni librarie e la biblioteca non fu sempre aperta al pubblico. Nel 1921 fu intitolata a Raffaele Liberatore. Dal 1925 all'inizio della seconda guerra mondiale furono donati vari lasciti. Nel 1964 fu trasferita dalla scuola Vittorio Emanuele II ad una sede più ampia. Dal 2006 è sita in una bellissima villa settecentesca, Villa Marciani, in Via del Mancino. La biblioteca consta di circa 80000 volumi, tra cui una collezione della casa editrice Carabba, 80 periodici, 116 pergamene, nove incunaboli, 116 cinquecentine, 95 seicentine e vari manoscritti, inoltre, tra le donazioni sono da citare vari regesti. Le pergamene spaziano in un periodo compreso tra il XIII e il XVI secolo; tra le pergamene è da citare il lodo di san Giovanni da Capestrano che narra la pace fra abitanti di Lanciano e di Ortona, tra le altre pergamene vi sono delle bolle di Papa Bonifacio VIII. Tra le altre opere della biblioteca vi sono l'archivio storico delle provincie napoletane, il bollettino della Deputazione abruzzese di storia patria e la collezione della Rivista Abruzzese dal 1886 sino ai giorni nostri.[56]

Media[modifica | modifica wikitesto]

Radio[modifica | modifica wikitesto]

  • Radio Lanciano
  • Radio Abruzzo Web

Stampa[modifica | modifica wikitesto]

Quotidiani:

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

Festival Nazionale Adriatica Cabaret[modifica | modifica wikitesto]

Lanciano vanta l’unico Festival Nazionale del Cabaret della Regione Abruzzo, una passerella di rilievo per gli artisti in gara che vediamo occupare già ruoli di grande prestigio nei migliori spettacoli televisivi nazionali. L'associazione di spettacolo Adriatica Cabaret realizza inoltre un laboratorio permanente di Cabaret.

Estate Musicale Frentana[modifica | modifica wikitesto]

La manifestazione porta nella città grandi maestri d'orchestra e giovani musicisti da tutto il mondo.[57]

San Biagio (3 febbraio)[modifica | modifica wikitesto]

Il 3 febbraio è il giorno in cui la Chiesa cattolica celebra la figura di San Biagio. A Lanciano, nella chiesa dedicata al santo, dopo la Messa serale si celebra il rito dell'unzione della gola. Questa cerimonia è collegata al culto di San Biagio (che fu medico) come santo ausiliatore, protettore contro i malanni della gola.[58]

Settimana Santa[modifica | modifica wikitesto]

I riti della Settimana Santa della località vanno dalla Domenica delle Palme, fino al martedì dopo Pasqua. Prima dei riti, la IVª Domenica di Quaresima, si svolge la Via Crucis delle confraternite.[59]

Settembre Lancianese[60][modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Mastrogiurato.

Dal 1981 si svolge a Lanciano, nella prima domenica di settembre, la rievocazione storica del Mastrogiurato.

Sant'Egidio
Il primo di settembre si svolge la festa di Sant'Egidio nella omonima contrada, detta "Degli ortolani". La chiesa, dedicata all'abate nato ad Atene e vissuto nel sud della Francia (640-720) è stata ricostruita nel dopo guerra perché un bombardamento del 1944 l'aveva fatta crollare. La ricostruzione avvenne nel medesimo luogo della chiesa di cui si parla in manoscritti del XIII secolo e negli statuti della Città del 1592. La fiera - festa di Sant'Egidio, detta anche delle campanelle o "di li pazziarille" cominciava la sera del 31 agosto e da qui la tradizione che si perpetua ancora oggi, ma non più nella contrada omonima ma per le vie principali della città. Questo accade perché fino all'anno 1900 il cambio di data avveniva al tramonto anziché a mezzanotte e quindi alle 18:00 del 31 agosto, cioè ai Vespri. Con la festa di Sant'Egidio c'era l'apertura ufficiale delle Fiere di Settembre.[61]
Il Dono
Da tutte le contrade l'8 settembre arrivano compagnie di contadine con in testa le caratteristiche conche abruzzesi ricolme di grano e di primizie dei campi, per farne dono alla protettrice della città, la Madonna del Ponte.

Altre feste e manifestazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • In aprile: Fiera Nazionale dell'Agricoltura,[62]
  • 31 maggio - 13 giugno: Festa di S. Antonio di Padova (una sorta di seconda festa patronale)
  • Il 19 luglio: Festa in onore di Santa Giovina,[62]
  • 23 dicembre: La squilla,[62] sorta di preludio del Natale[63].

Persone legate a Lanciano[modifica | modifica wikitesto]

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Treno della Valle composto da ALe 02 e ALe 11 (dopo la riqualificazione del 1996), sito nella ferrovia della stazione di Lanciano "Ferrovia Elettrica Sangritana"

Il commercio ha sempre avuto un ruolo importante nella storia di Lanciano, a partire dalle già citate fiere. Tuttora Lanciano è sede di un complesso fieristico di rilevanza nazionale. Inoltre, è il punto di riferimento commerciale per tutto il suo comprensorio (ingrosso e grande distribuzione organizzata). La conurbazione frentana compone (assieme al porto industriale di Ortona) il settore meridionale della più estesa struttura urbana ed industriale pescarese.

Negli anni settanta in Val di Sangro, nel comune di Atessa, sono stati costruiti due grandi insediamenti industriali: uno della Honda e uno della Sevel, una joint venture tra Fiat e PSA per la produzione di veicoli commerciali leggeri. Questi stabilimenti hanno portato allo sviluppo di un folto indotto di piccole e medie imprese specializzate, cresciute nel tempo fino a rendere la Val di Sangro la prima realtà industriale dell'Abruzzo. Da ciò sono discese ricadute economiche positive per tutti i comuni del comprensorio.

Non va trascurato il ruolo dei settori tradizionali: l'agricoltura e l'artigianato. La prima si basa sulla coltivazione di ulivi e vigne, da cui deriva una buona produzione di olio e vino (certificata da marchi DOP e DOC). Il secondo sta ritornando in auge soprattutto per quanto riguarda le terrecotte, un settore in cui Lanciano vanta una tradizione secolare.

Un ruolo fondamentale nello sviluppo economico di Lanciano è stato svolto dal 1961 ad oggi dal Consorzio Autonomo Ente Fiera di Lanciano, costituito dal Comune di Lanciano, Provincia di Chieti, Regione Abruzzo, Camera di Commercio di Chieti, Banca Popolare dell'Emilia-Romagna e Consorzio Agrario d'Abruzzo. Nel 1995 il Consorzio, con una specifica legge della Regione Abruzzo è stato dichiarato polo fieristico regionale abruzzese ed ha assunto la denominazione commerciale di Lancianofiera, con cui promuove ogni anno numerose rassegne nell'area espositiva di località Iconicella. La manifestazione più importante è la Fiera Nazionale dell'Agricoltura, giunta nel 2011 alla 50ª edizione, che si svolge ogni anno nel mese di aprile. Sono circa 600 le ditte italiane ed internazionali che partecipano alla rassegna, diventata la principale dell'Italia centromeridionale. Tra le altre fiere vanno ricordate "Ruote e Motori show" sul mondo delle 2 e 4 ruote, "Abitare Oggi" sull'edilizia, arredamento e design, "Agroalimenta" sulle eccellenze agroalimentari italiane. Ad ogni fiera, da sempre, è legato un ricco programma convegnistico sulle tematiche di più stretta attualità che riguardano i settori di riferimento. Nel corso della Fiera dell'Agricoltura, ad esempio, già nei primi anni ottanta si tennero le prime conferenze sull'agricoltura biologica.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
2001 2006 Filippo Paolini centrodestra Sindaco
2006 2011 Filippo Paolini centrodestra Sindaco
2011 in carica Mario Pupillo Partito Democratico Sindaco
Torre campanaria e municipio. Sulla torre campanaria si trova la Squilla, e ogni giorno da qui con un colpo di cannone a salve si segnala il mezzogiorno.

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Lanciano è gemellato con:

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

Veduta della frazione di Santa Liberata, con alle spalle la montagna Majella

Il centro urbano di Lanciano è circondato da trentatré contrade, disseminate su tutto il territorio comunale. Esse costituiscono dei veri e propri piccoli insediamenti, ciascuno con le sue tradizioni, una propria chiesa e un nucleo abitativo ben definito. La popolazione complessiva residente nelle contrade è stimata in 12682 abitanti (dato del 2005).

  • A nord:
Nasuti, Santa Liberata, Rione Fenaroli (?), Sant'Egidio, Sant'Apollonia, San Iorio, Sant'Amato, Madonna del Carmine, Candelori.
  • Ad est:
Santa Giusta, Santa Croce, contrada sabbioni, Torre Sansone.
  • A sud:
Villa Martelli, Villa Stanazzo, Villa Cotellessa, Iconicella, villa Andreoli, Re di Coppe, Serre, Cerratina, Villa Elce, Sant'Onofrio, Rizzacorno, Selva o Bengarzoni, Villa Pasquini.
  • Ad ovest:
Gaeta, Follani, Marcianese, Torre Marino, Santa Maria dei Mesi.

Le si può vedere sfilare con i carri in onore della Madonna del Ponte durante il dono nella mattinata dell'8 settembre.

Val di Sangro da Sant'Onofrio.JPG
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Il fondo della valle del Sangro visto dal colle Sant'Onofrio

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

La principale squadra di calcio della città era la Società Sportiva Lanciano, fallita nel 2008 e rinata sotto nuovo nome di Virtus Lanciano 1924, che dalla stagione 2012/2013 milita nella Serie B.[65] La seconda squadra è l'A.S.D. SPAL Lanciano, fondata nel 1965, che milita nel campionato regionale di Promozione.

Ciclismo[modifica | modifica wikitesto]

Lanciano è stata più volte arrivo di tappa del Giro d'Italia:

Altri sport[modifica | modifica wikitesto]

Lo stadio Guido Biondi al Viale Cappuccini
  • Nel campionato di serie C2 di baseball milita la Eagles 29 Baseball Lanciano.
  • Nel campionato di serie C regionale di pallacanestro milita la A. S. Lanciano Basket.[66]
  • Le finali di Coppa Italia di judo (1 e 2 novembre 2008) sono ospitate dalla A.S.D. Ikebana Judo Lanciano.[67]
  • Nel CIF9 (campionato italiano di football americano a 9 giocatori) e nella Senior League (campionato italiano di flag football) militano i Goblins Lanciano.

Impianti sportivi[modifica | modifica wikitesto]

Galleria fotografica[modifica | modifica wikitesto]

Lanciano - vista anticata del centro storico.jpg
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Panorama del Centro Storico di Lanciano

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ - Popolazione residente al 31/12/2013
  2. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 342.
  3. ^ Dato Istat al 31 dicembre 2013.
  4. ^ Lanciano citta' del Miracolo, della musica, delle fiere
  5. ^ Storia di Lanciano
  6. ^ Archivio storico
  7. ^ Storia 1ª parte
  8. ^ Storia 2ª parte
  9. ^ Il sito ufficiale della Presidenza della Repubblica
  10. ^ Basilica della Madonna del ponte
  11. ^ Chiesa di Santa Maria Maggiore
  12. ^ Chiesa di San Francesco
  13. ^ Ex convento di Sant'Agostino
  14. ^ Chiesa di Santa Croce
  15. ^ Dalle ultime righe del testo sul sito
  16. ^ Chiesa di Angelo o Sant'Antonio
  17. ^ Chiesa di San Nicola di Bari
  18. ^ a b Chiesa di Sant'Agostino
  19. ^ Chiesa di San Biagio
  20. ^ Chiesa di Santo Spirito
  21. ^ Chiesa di Sant'EgidiAgostino
  22. ^ Chiesa di Santa Giovina
  23. ^ Chiesa di Santa Lucia
  24. ^ Chiesa del Purgatorio
  25. ^ Chiesa del Sacro Cuore
  26. ^ Chiesa di San Rocco
  27. ^ Chiesa di San Pietro
  28. ^ Chiesa di Santa Chiara e San Filippo
  29. ^ Resti della chiesa di Santa Maria del Pozzo
  30. ^ Chiesa di Sant'Onofrio
  31. ^ Chiesa di Santa Maria della Conicella
  32. ^ Chiesa di Santa Maria dei Mesi
  33. ^ Chiesa di Santa Giusta
  34. ^ Chiesa di San Donato
  35. ^ Chiesa della Santissima Trinità
  36. ^ Chiesa di Santa Maria degli Angeli
  37. ^ Chiesa di Santa Maria degli Angeli a Villa Stanazzo
  38. ^ Chiesa di Torre Sansone
  39. ^ Cappella di San Gaetano
  40. ^ Ex ospedale di San Giovanni di Dio con annessa cappella
  41. ^ Cappella di San Bartolomeo
  42. ^ Porta di San Biagio
  43. ^ Porta Diocleziana
  44. ^ Porta urbica di Via Umberto I
  45. ^ Torri Montanari
  46. ^ Torre aragonese
  47. ^ Torre civica
  48. ^ Torre San Giovanni
  49. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  50. ^ Cittadini stranieri al 2013, Lanciano
  51. ^ Miracolo de "Lu Frijacriste"
  52. ^ Lanciano, formazione: accordo con università Urbino. URL consultato il 27 agosto 2014.
  53. ^ Museo diocesano
  54. ^ Casa Museo di Federico Spoltore
  55. ^ Palazzo Spoltore
  56. ^ Biblioteca Raffaele Liberatore
  57. ^ Estate musicale Frentana
  58. ^ San Biagio
  59. ^ settimana santa
  60. ^ settembre lancianese
  61. ^ Sant'Egidio
  62. ^ a b c Eventi
  63. ^ La squilla
  64. ^ Cassio Longino su Tuttolongino Umberto Nasuti
  65. ^ Sito ufficiale della Virtus Lanciano 1924
  66. ^ Sito ufficiale della A.S. Lanciano Basket
  67. ^ Sito ufficiale della A.S.D. Ikebana Judo Lanciano
  68. ^ Italo Stefano Orecchioni, primo atleta lancianese a vestire i colori della nazionale di atletica leggera nella specialità del mezzofondo

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Vittorio Renzetti, Andrea Staffa, "Guida al percorso Archeologico Monumentale Ponte di Diocleziano - Santuario del Miracolo Eucaristico" Ed. Abruzzo Promozione Turismo Comune di Lanciano 2001.
  • Vittorio Renzetti, "Scoperta la Chiesa di San Legonziano" Bollettino Ufficiale Arcidiocesi Lanciano Ortona, 1999.
  • Vittorio Renzetti, "Il ponte di Diocleziano" Terra e Gente n 1/1997 Ed. Itinerari Lanciano
  • Vittorio Renzetti, "Il Museo di Antologia Urbana e dei Commerci antichi in Abruzzo" Terra e Gente 1993 Ed. Itinerari Lanciano.
  • Vittorio Renzetti, "Le Ceramiche di Lanciano" Terra e Gente 1994 Ed. Itinerari Lanciano.
  • Vittorio Renzetti, "Gli affreschi medievali nella Chiesa di San Nicola" Terra e Gente n 2/1999 Ed. Itinerari Lanciano.
  • Vittorio Renzetti, Vittoria De Cecco, Emiliano Giancristofaro, "Guida storico artistica di Lanciano" Ed. Comune di Lanciano 1993.
  • Vittorio Renzetti, "Il recupero del Monastero Celestiniano di Santo Spirito a Lanciano - Museo della Città" Ed. Tabula Srl Lanciano 2009.
  • Vittorio Renzetti, "L'edilizia a Lanciano tra l'Ottocento e il novecento: Villa Cotellessa e il Palazzo del Capitano" Ed. Terra e Gente n.2/2012.
  • Vittorio Renzetti, "Il Feudo e il Castello di Septe" Ed. Tabula Lanciano 2010.
  • Giovanni Nativio, Lanciano, o cara (pp. 208), 1979, ed. Itinerari, Lanciano.
  • Stella Traynor Moratvska, Longino, soldato romano di Lanciano (pp. 168), trad. di Domenico Policella, 1999, ed. Itinerari, Lanciano.
  • Touring Club Italiano, Guida d'Italia, vol. Abruzzo.
  • Antonio Pasquini, Lanciano - Dall'Adriatico alla Majella/From the Adriatic Sea to the Majella, 2005, Editrice Itinerari, Lanciano
  • Maurizio Angelucci, Contradando per Lanciano, 2002
  • Maurizio Angelucci, 1ª Storia di tutto il territorio di Lanciano - 1st History of the entire Lanciano's territory
  • Maurizio Angelucci - Se scrive Lanciane, se legge Langián(e) - 2007 - Fonologia, Morfologia e sintassi della parlata lancianese
  • Anna Cavasinni e Fabrizio Franceschelli nel DVD "La Battaglia del Sangro" ricostruiscono l'insurrezione lancianese del 5 e 6 ottobre 1943 - territori-link 2009.
  • Enzio d'Antonio, Franco Fanci, Giovanni Nativio, Domenico Policella, Riccardo Urbano "Lanciano di ieri...oggi". Ed. Luca Gamberale, pagg. 175, 2005.
  • Riccardo Urbano, "ABRUZZO, colori, atmosfere, emozioni", pagg. 336, Ed. Tabula, 1978.
  • Riccardo Urbano, "Lanciano" Centro storico, 1975, pagg. 155, Ed. O.G.A. Lanciano.
  • Riccardo Urbano e altri "NICOLA DA GUARDIAGRELE E IL SUO TEMPO" Atti del Convegno - Guardiagrele 1996 - 1997
  • Riccardo Urbano, Nicola da Guardiagrele e la sua croce lancianese (pagg.49) ed. Itinerari, Lanciano
  • Riccardo Urbano, "L'architettura cistercense in S.Maria Maggiore di Lanciano" (pagg.102) Lions Club Lanciano.
  • Riccardo Urbano "Lanciano, Santa Maria Maggiore, Sacro sigillo di Federico II", Abruzzo N.a.i.f., Lanciano
  • Umberto Nasuti, "La Fontana di Longino", Editrice Itinerari 2010, ISBN 978-88-86939-26-3.
  • Melissa Di Giovanni - Umberto Nasuti, "Le Acque a Sant'Egidio. Identità culturali.", Rivista Abruzzese 2013, ISBN 978-88-96804-38-4.
  • Bulgarelli Lukacs Alessandra, L' economia ai confini del Regno : economia, territorio, insediamenti in Abruzzo (15.-19. secolo), Lanciano, Carabba, 2006.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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