Nartece

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Pianta di una basilica. Il nartece è evidenziato.

Il nartece è una struttura tipica delle basiliche dei primi 6-7 secoli del Cristianesimo.

È uno spazio posto fra le navate e la facciata principale della chiesa, ed ha la funzione di un corto atrio largo quanto la chiesa stessa.

Il termine deriva dal greco νάρθηξ (nárthēx), "bastone, flagello" (latino: narthex), simbolo di pentimento e punizione. Anticamente il nartece aveva infatti la funzione di ospitare catecumeni e soprattutto pubblici penitenti ma, una volta perse queste funzioni, è andato scomparendo a partire dal VII secolo.

Se è una struttura interna alla chiesa, si dice endonartece (o entronartece); se invece è un porticato esterno (tipicamente un residuo formale del quadriportico), il nome specifico è esonartece, a Ravenna detto anche ardica.

Il nartece ha trovato ampio utilizzo anche in periodo romanico (secoli X e XI) e gotico (secoli XII e XIII), mentre nell'architettura bizantina viene usato sino alla fine, nel quindicesimo secolo. In particolare nello stile gotico, il nartece è ben visibile anche dall'esterno dell'edificio, poiché costituito da una torre centrale più grande e due laterali di dimensioni minori, o viceversa.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Le Garzantine, architettura, Milano, Garzanti, 2004, s.v.
  • Storia dell'Architettura Medievale. L'Occidente Europeo, Roma-Bari, Editori Laterza, 2004.

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