Ambone

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Ambone in una chiesa presbiteriana di Chicago
L'ambone della Pieve ad Almenno San Salvatore (Bergamo)

Nelle chiese cristiane, l'ambone è la struttura sopraelevata dalla quale vengono proclamate le letture.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

È una tribuna in marmo, pietra o legno, chiusa da tre lati da un parapetto, aperto su una scala nel quarto lato. Nelle chiese paleocristiane e romaniche si avevano due amboni ai lati dell'altare per la lettura, in quello di destra, generalmente più piccolo, dell'Epistola, in quello di sinistra, del Vangelo.

Si differenzia dal pulpito, presente nelle chiese a partire dal XIV secolo circa: il pulpito era più alto e soprattutto, essendo destinato solo alla predicazione (che a partire dal Medioevo[senza fonte] non era più considerata un momento organico della celebrazione liturgica, bensì un momento di istruzione del popolo), non si trovava nel presbiterio, bensì nella navata o addirittura all'esterno della chiesa[senza fonte].

Il termine ambone viene dal greco ambon, che indica ogni superficie convessa, panciuta: di fatto, molti amboni presentano una convessità in corrispondenza del leggio. Sinonimo di ambone è pergamo (dal greco pergamon, "luogo elevato"). Nel rito bizantino di lingua greca viene chiamato ambone l'ampio gradino antistante l'iconostasi, da dove il diacono canta il brano evangelico, anche se non esiste un vero e proprio leggio.

Nel corso della celebrazione liturgica, hanno accesso all'ambone i seguenti ministri:

Nel basso Medioevo, il trasporto del lezionario verso l'ambone era accompagnato da un canto processionale detto conductus.

Tra gli amboni antichi più famosi, e non solo in Italia, vi è quello romanico della basilica di San Giulio, sul lago d'Orta (provincia di Novara), realizzato all'inizio dell'XI secolo in serpentino verde di Oira, antica e prestigiosa pietra locale.

Del 1193 è invece l'ambone nella pieve di San Michele a Groppoli (Pistoia), attribuito a Biduino, con le raffigurazioni della fuga in Egitto, della Nascita di Gesù e della Visitazione della Beata Vergine Maria.[1]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Alfredo Chiti, I parentali pistoiesi ai Grandi Italiani, Pistoia, 1931.

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