Provincia di Novara
| Provincia di Novara provincia |
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Palazzo Natta-Isola, sede della provincia |
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| Dati amministrativi | |||||
| Stato | |||||
| Regione | |||||
| Capoluogo | Novara | ||||
| Presidente | Diego Sozzani (PdL) dal 08-06-2009 | ||||
| Territorio | |||||
| Coordinate del capoluogo |
45°27′0″N 8°37′0″E / 45.45°N 8.61667°ECoordinate: 45°27′0″N 8°37′0″E / 45.45°N 8.61667°E | ||||
| Superficie | 1 339 km² | ||||
| Abitanti | 371 802 (31-12-2010) | ||||
| Densità | 277,67 ab./km² | ||||
| Comuni | 88 comuni | ||||
| Province confinanti | Varese, Milano, Pavia, Vercelli e Verbano Cusio Ossola | ||||
| Altre informazioni | |||||
| Cod. postale | 28100, 28010-28079 | ||||
| Prefisso | 0161, 0163, 0321, 0322, 0323, 0331 | ||||
| Fuso orario | UTC+1 | ||||
| Codice ISTAT | 003 | ||||
| Targa | NO | ||||
| Localizzazione | |||||
| Sito istituzionale | |||||
La provincia di Novara (pruvincia de Nuara in lombardo occidentale, provinsa ëd Noara in piemontese) è una provincia italiana del Piemonte di 371.802 abitanti[1] con capoluogo la città di Novara.
È la settima provincia della regione per estensione e la quarta per popolazione. Confina a nord con la provincia del Verbano Cusio Ossola, nata per scorporo da Novara nel 1992, a ovest con la provincia di Vercelli anch'essa nata per scorporo da novara nel 1927, ad est con le province di Milano e Varese ed a sud con la provincia di Pavia. La provincia di Novara è inoltre membro della Regio Insubrica e costituisce l'estremità occidentale della regione storico-geografica dell'Insubria.
Indice |
[modifica] Geografia
La provincia di Novara si estende fra i fiumi Sesia e Ticino, che delimitano, rispettivamente, il confine occidentale e quello orientale della provincia. A nord e a sud non esistono precisi limiti geografici, pertanto le linee di confine tagliano il territorio seguendo le demarcazioni comunali.
Geograficamente la provincia appartiene ad un più ampio comprensorio che si estende a sud sino al fiume Po, comprendente l'intera Lomellina.
[modifica] Territorio
Il territorio della provincia può essere suddiviso, da sud a nord, in tre diverse zone altimetriche:
- la zona di pianura
- la zona dei pianalti
- la zona dei rilievi
- Zona di pianura
Nella metà meridionale il territorio si presenta prevalentemente pianeggiante e fortemente condizionato dalla risicoltura che ha profondamente antropizzato e regolato la zona a fini produttivi, livellando il terreno, disboscando e costruendo una fitta rete irrigua, con canali, rogge, fossi, fontanili. La aree a maggior estensione risicola sono quelle ad ovest ed a sud del capoluogo. Il centro della città di Novara sorge su un modesto terrazzo morenico, alto una decina di metri, che si estende verso sud fino a Vespolate e rappresenta l'unico elemento che interrompe l'uniformità della pianura.
- Zona dei pianalti
| Per approfondire, vedi la voce colline novaresi. |
Una decina di chilometri a nord di Novara il paesaggio inizia a mutare e la vasta pianura risicola scompare progressivamente per lasciare il posto a modesti rilievi collinari ricoperti di boschi, prati, vigneti e coltivazioni cerealicole asciutte, prevalentemente di mais. Non si tratta però di un territorio collinare omogeneo bensì costituito da pianalti allungati con direzione prevalente nord-sud, alternati a zone pianeggianti dove scorrono i principali corsi d'acqua. Da ovest ad est si possono distinguere tre pianalti delimitati dai fiumi Sesia, Agogna, Terdoppio e Ticino. Questi residui morenici sono stati formati dell'avanzamento e ritiro delle lingue glaciali provenienti dalla Valsesia e dall'Ossola (attraverso il Cusio ed il Verbano) durante il pleistocene e dalla successiva erosione fluviale. Il settore compreso tra la Sesia e l'Agogna, ulteriormente solcato all'interno dal torrente Strona, inizia tra Romagnano Sesia e Borgomanero, terminando presso la frazione Proh di Briona e presenta un dislivello medio di 20 metri rispetto alla pianura circostante. Quest'area offre un terreno particolarmente favorevole alla coltivazione della vite.
Il secondo ed il terzo pianalto hanno origine tra Borgomanero e Comignago e terminano l'uno presso la frazione Castelletto di Momo e l'altro a presso la frazione Cavagliano di Bellinzago Novarese. Il terrazzo morenico presente più a sud, tra Novara e Vespolate, potrebbe essere la continuazione di quest'ultimo.
- Zona dei rilievi
Al di sopra della linea Romagnano Sesia-Borgomanero, allo sbocco della Valsesia, si eleva il gruppo del monte monte Fenera mentre nell'area settentrionale della provincia si trovano il Lago Maggiore ed il Lago d'Orta; tra i due laghi si erge il massiccio collinare-montuoso del Mergozzolo che culmina con la cima del Mottarone (1.491 m), al confine con la provincia del VCO.
L'altitudine provinciale varia dai 98 m s.l.m. della sponda del fiume Ticino nel comune di Cerano a circa 1400 m s.l.m.[2], poco al di sotto della vetta del Mottarone, nel comune di Armeno.
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Risaie della bassa novarese tra Vespolate e Monticello
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Risaie allagate alla periferia di Novara
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Vigneti delle Colline Novaresi presso Ghemme
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La vetta del massiccio del Mottarone
[modifica] Idrografia
La provincia di Novara comprende la porzione meridionale della sponda occidentale del Lago Maggiore, da Castelletto Ticino fino a Lesa, e la quasi totalità del lago d'Orta, ad eccezione della punta settentrionale.
I principali corsi d'acqua sono:
- il fiume Ticino, lungo il confine con la Lombardia
- il fiume Sesia, lungo il confine con la Provincia di Vercelli
- il torrente Agogna
- il torrente Terdoppio
- il torrente Arbogna
- il torrente Vèvera
- il torrente Strona
- il torrente Sizzone
Attraversa la provincia anche una fitta rete di canali artificiali sfruttati per l'irrigazione delle coltivazioni di riso, tra i quali i principali sono il Canale Cavour, il Canale Quintino Sella, il diramatore Alto Novarese, il canale Regina Elena e la Roggia Mora (tutti in gestione all'ente Est Sesia) che si suddividono poi in una rete capillare di canali sempre più piccoli. Il territorio provinciale si presenta quindi molto ricco di acque superficiali, risorsa fondamentale per l'agricoltura.
[modifica] Storia
Situata nell'estremo oriente piemontese, venne abitata dai Liguri già da alcuni millenni prima di Cristo e successivamente dai Celti (IV secolo a.C.), che nella pianura fondarono il centro di Aria.LA tribù Gallica stanziatasi nell'attuale Novarese fu quella dei Vertamocori che secondo Plinio il Vecchio furono i fondatori di Novara, anche se attuali scoperte indichino che il centro più importante fosse situato più a Nord.
Nel 196 a.C. giunsero i Romani che conquistarono la regione, accampandosi ad Aria, e rinominandola in Novaria.
Circa 150 anni dopo, Giulio Cesare concesse al piccolo centro il Titolo di Municipium, unico vero insediamento della zona.
In cima all'attuale provincia, sul passo del Sempione, era già attivo dal II secolo a.C. un sentiero romano che attraverso il passo, conduceva alla Civitas Vallensium.
Raggiunta dal Cristianesimo nei secoli successivi (IV e V d.C.) e in particolare dopo la caduta dell'impero, il territorio dell'attuale provincia (comprensivo del Verbano-Cusio-Ossola) passò più volte di possesso: prima ai Longobardi, poi a Carlo Magno che ne divise il territorio in Comitati. Tuttavia, malgrado la parcellizzazione del territorio, il potere Vescovile rimase marcato e relativamente regolare attraverso i secoli, ed esteso fino alla Val d'Ossola. Successivamente, intorno al XV secolo, i contrasti interni al capoluogo portarono l'intero territorio a scivolare in possesso della famiglia Visconti di Milano e successivamente in mano agli Sforza, periodo al quale buona parte del Novarese deve il ceppo curiosamente Insubrico-Lombardo (e non Piemontese) della sua lingua.
A questo punto il Novarese seguì le sorti delle regioni circostanti, subendo il dominio spagnolo durato alcuni secoli (e al quale si deve il nome di alcuni centri quali Cavaglio san Donnino o Cavaglio d'Agogna) finché, all'inizio del XVIII secolo, queste terre vennero conquistate dai Savoia con Vittorio Amedeo II, e tali rimasero durante la dominazione napoleonica, fino all'unificazione del Regno d'Italia.
Il dominio Napoleonico portò in Italia un'organizzazione statale molto gerarchizzata e molto ben funzionante, la famiglia Savoia pertanto cercò di adeguarvisi istituendo province (in somiglianza dei Dipartimenti francesi) sul suo territorio, con a capo un Governatore (nel 1860 rinominato Prefetto): il ministro che per primo vi diede attuazione fu Urbano Rattazzi, che nel 1859 suddivise il Piemonte in 4 province: Torino, Alessandria, Cuneo e Novara.
La provincia di Novara così definita, occupava allora un territorio vastissimo, ed era suddivisa fra i circondari di Biella, Domodossola, Novara, Pallanza, Varallo e Vercelli, quindi compresi i territori delle odierne province di Vercelli, Biella e Verbano-Cusio-Ossola. Questo immenso territorio rispondeva tutto e solo alla Prefettura di Novara, lasciando spesso nell'indifferenza governativa le periferie.
L'alessandrino ministro che ne disegnò la circoscrizione tenne poco in considerazione il marcato orgoglio di Vercelli, da tempo abituata ad essere capoluogo di provincia e che si era vista essere messa sotto a Novara. Le proteste della città s'intensificarono finché Mussolini, nel 1927, ne separò il territorio, portando la provincia di Novara alla configurazione con cui rimase fino al 1992.
Il territorio ora appariva estremamente simmetrico, perlomeno orizzontalmente, configurandosi con la zona pianeggiante, collinare e alpina, orbitante sul capoluogo Novara, per topografia stradale, ma soprattutto per dialetto, tradizione e cultura; l'unico inconveniente era che alcune zone nell'estremo nord della provincia (quali la Val Formazza, la Val Divedro o la Val Cannobina) distavano oltre 100 km dal capoluogo ed erano difficilmente raggiungibili.
Nel 1976 fu istituito il circondario autonomo del Verbano-Cusio-Ossola, con sedi a Domodossola, Omegna e Verbania; questo tuttavia ad alcuni non parve sufficiente e, a seguito di pressioni esercitate sul governo romano, si giunse nel 1992 all'istituzione della provincia del Verbano-Cusio-Ossola, fatto che ridusse la provincia di Novara alle dimensioni attuali. Benché amministrativamente separato, il VCO continua ad orbitare su Novara, che rimane l'unica città del Piemonte orientale di considerevoli dimensioni (oltre al legame culturale e linguistico fra le due terre). La separazione tuttavia consentì a Palazzo Natta (sede della Provincia di Novara) di raffinare la gestione del territorio e migliorarne il governo, essendo diventato oramai piccolo e sostanzialmente pianeggiante o collinare.
[modifica] Natura
[modifica] Parchi Regionali
- Parco naturale della Valle del Ticino
- Parco naturale del Monte Fenera
- Parco naturale dei Lagoni di Mercurago (Parchi e Riserve Naturali del Lago Maggiore)
[modifica] Riserve Naturali Regionali
| Per approfondire, vedi la voce Aree naturali protette del Piemonte. |
- Parco Baragge – Bessa – Brich
- Parchi e Riserve Naturali del Lago Maggiore
- Riserva naturale speciale dei Canneti di Dormelletto
- Riserva naturale orientata di Bosco Solivo (non inclusa nell'EUAP)
- Parco del Sacro Monte di Orta
- Riserva naturale speciale del Sacro Monte di Orta
- Riserva naturale speciale del Monte Mesma
- Riserva naturale speciale del Colle della Torre di Buccione
[modifica] Demografia
Al 31 dicembre 2010 la provincia di Novara contava 371.802 abitanti[1], per una densità di quasi 278 abitanti per km quadrato (la più alta del Piemonte dopo la provincia di Torino). Il saldo demografico risulta essere in attivo con un incremento di 2.938 unità rispetto al 31 dicembre 2009. La popolazione è concentrata maggiormente nel capoluogo, nei centri orientali prossimi al confine lombardo ed intorno alle città di Arona e Borgomanero. L'occidente della provincia appare meno densamente abitato e principalmente dedito all'agricoltura.
Alla stessa data la popolazione straniera regolarmente residente nella provincia risultava essere composta da 34.944 unità[3], corrispondente al 9,4% degli abitanti totali. Tale percentuale negli ultimi 6 anni è raddoppiata se confrontata con il dato del 2004 quando gli stranieri registrati risultavano essere 17.621[4].
Le due principali etnie straniere presenti nel territorio sono quella marocchina con 6.120 unità (5.863 nel 2009) e quella albanese con 5.690 unità (5.542 nel 2009).
[modifica] Economia
La provincia si configura come un interessante incontro geo-economico fra l'industrializzazione e terziarizzazione lombarda, e la trainante produzione agricola piemontese.
L'agricoltura è praticata specialmente nell'ovest e sud della provincia, tra il capoluogo ed il fiume Sesia, mentre l'attività industriale e terziaria è maggiormente sviluppata nella zona orientale confinante con la Lombardia, oltre che intorno a Novara e ad altre città come Borgomanero ed Arona.
Anche il turismo ha un ruolo significativo nell'economia del territorio ed è sviluppato soprattutto nelle località sulle rive del Lago Maggiore e del Lago d'Orta.
Economicamente, la provincia occupa un posto ragguardevole nell'ambito del Piemonte e a livello nazionale; il reddito pro capite si configura superiore alla media nazionale (circa 27.000 € l'anno pro capite); il paese della provincia a reddito più elevato è Pogno[5].
[modifica] Agricoltura e zootecnia
L'agricoltura intensiva si concentra nelle zone di pianura (82% della superficie agricola utilizzata). La coltura principale è quella del riso con circa 35.000 ettari di superficie coltivata, distribuiti principalmente nell'ovest e nel sud della provincia ed intorno al capoluogo; la provincia di Novara rappresenta il terzo polo risicolo italiano dopo le province di Vercelli e Pavia. La seconda coltura più diffusa è il mais con oltre 12.000 ettari coltivati soprattutto nella medio-alta provincia, al di sopra della pianura irrigua. La superficie seminata a frumento si attesta a poco meno di 3.000 ettari; in misura minore sono presenti anche soia, orzo, avena, segale e triticale.
Altra coltura importante è quella della vite, coltivata nella zona delle colline novaresi su una superficie complessiva di quasi 700 ettari. Dai vitigni del territorio si producono importanti vini a Denominazione di Origine Controllata ed il Ghemme DOCG. Ulteriori 90 ettari circa sono sfruttati per la coltivazione di uva da tavola.
Lungo la sponda del lago Maggiore ha grande rilevanza il settore della floricoltura. Piccole superfici agricole sono inoltre utilizzate per l'orticoltura e la frutticoltura, con produzione principalmente di mele.
L'allevamento è soprattutto di suini e bovini, praticato prevalentemente in pianura. É presente anche una delle più importanti aziende italiane nel campo dell'allevamento bufalino. Il latte bovino è utilizzato per la produzione di un altro prodotto tipico gastronomico: il gorgonzola DOP, del quale la provincia è ormai patria e maggiore produttrice nazionale. Il gorgonzola novarese è anche considerato il più pregiato.
Un ruolo importante e ben radicato è ricoperto dall'apicoltura che ha la sua eccellenza nella produzione di miele d'Acacia.
[modifica] Aziende principali
- A Novara vi era un polo chimico legato alla Montecatini, sede tradizionale dell'industria dell'ammoniaca con il procedimento Fauser e dell'istituto di ricerca dedicato a Guido Donegani. In seguito si è scissa, portando alla creazione del principale stabilimento europeo della multinazionale americana MEMC Electronic Materials, di Radici Chimica e di Akzo Nobel. Altre aziende conosciute in ambito nazionale ed internazionale sono la De Agostini, operante nel campo dell'editoria/cartografia/multimedialità e scommesse sportive attraverso il controllo della società SNAI; nel campo alimentare vi sono le sedi della Pavesi e della PAI; sempre a Novara hanno sede l'Autogrill S.p.a. nel campo della ristorazione mentre nel settore finanziario vi è la Banca Popolare di Novara.
- A San Martino di Trecate è presente l'importante complesso di raffinerie Sarpom, di proprietà Esso.
- A Gozzano vi è lo stabilimento italiano della Bemberg che produce rayon al cupro.
- A Cameri trovano sede l'azienda farmaceutica Procos di proprietà della multinazionale giapponese CBC, la storica tessitura Bossi e la multinazionale statunitense Meritor operante nel settore dei veicoli pesanti.
- A Landiona ha sede la Mirato operante nel settore cosmetici.
- Sul Lago d'Orta, principalmente nei comuni di Pogno, San Maurizio d'Opaglio e Gozzano, si concentra il più importante polo italiano dedito alla produzione di rubinetti e valvole.
[modifica] Cultura
[modifica] Castelli
Il territorio della provincia di Novara è ricco di castelli, se ne contano circa 110 ancora esistenti (in 77 degli 88 comuni) tra torri, fortificazioni, ricetti e castelli di varie dimensioni. Questa sorta di primato ha fatto nascere nel 2008 un progetto denominato "Parco Ludovico il Moro – I Cento Castelli di Novara" (Interreg IV A Italia Svizzera 2007-2013) allo scopo di valorizzare e promuovere questa ricchezza territoriale. Tra i sostenitori del progetto vi è anche il critico d'arte Vittorio Sgarbi.[6][7]
Tra gli esempi più significativi si ricordano[8]:
- Il castello di Barengo
- Il castello "Solaroli" di Briona
- Il castello di Caltignaga
- Il castello dei Caccia di Castellazzo Novarese
- Il castello Sforzesco di Galliate
- Il castello-ricetto di Ghemme
- Il castello di Novara
- Il castello di Proh (frazione di Briona)
- La rocchetta di Vicolungo
[modifica] Sacro Monte di Orta
Sovrastante l'abitato di Orta, il Sacro Monte venne edificato alla fine del Cinquecento su progetto del frate Cappuccino Cleto da Castelletto Ticino. L'insieme delle cappelle si affaccia sul Lago d'Orta con aspetti paesistici altamente scenografici e suggestivi. Nel 2003 il Sacro Monte di Orta è stato inserito nella Lista del Patrimonio dell'Umanità, insieme ad altri sei Sacri Monti del Piemonte e due della Lombardia.
Il complesso è dedicato a san Francesco, riproposto in chiave di imitatore di Cristo. Per questa sua specificità – l'essere dedicato ad un santo anziché alla vita di Cristo o di Maria – si differenzia nettamente dagli altri Sacri Monti.
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Sacro Monte di Orta
Cappella 15, San Francesco riceve le stigmate -
Sacro Monte di Orta
Cappelle 7 e 9 -
Sacro Monte di Orta
Cristoforo Prestinari. Cappella 1, Nascita di San Francesco (particolare), ca. 1605
[modifica] Dialetto
In gran parte della provincia si parlano dialetti appartenenti al gruppo lombardo occidentale, con influenze piemontesi sempre più evidenti man mano che ci si avvicina alla sinistra orografica della Sesia. I dialetti dei Comuni compresi tra il corso del fiume Sesia e quello dell'Agogna sono, in effetti, considerati piemontesi.
[modifica] Amministrazione
[modifica] Sedi Giudiziarie
Il capoluogo è sede di Tribunale e di Procura della Repubblica (si è avanzata l'ipotesi di aprirvi anche una sede di Corte d'Appello), il cui territorio copre, anche grazie alla sede distaccata di Borgomanero (sprovvista però di Procura), circa i 3/4 della provincia. Da Arona compresa fino all'estremo nord della provincia, il territorio è sotto la giurisdizione del Tribunale di Verbania. Oltre a Novara, vi sono Giudici di Pace a Borgomanero e ad Arona (un tempo Pretori).
[modifica] Uffici Finanziari
Vi sono in provincia sedi dell'agenzia delle Entrate, oltre che nel capoluogo, anche a Borgomanero e ad Arona.
[modifica] Viabilità
[modifica] Ferrovia
Il Piemonte è la regione italiana con il maggior numero di chilometri di ferrovie. In particolare le principali ferrovie della provincia di Novara sono:
- Torino – Novara – Milano TAV: si tratta di una linea ad alta velocità ; il tratto Torino-Novara è stato attivato nel febbraio 2006 in concomitanza con i XX Giochi olimpici invernali di Torino, durante i quali sono anche entrati in funzione due Eurostar giornalieri tra Torino e l'Aeroporto di Milano-Malpensa; mentre il tratto Novara – Milano è stato attivato solo il 13 dicembre 2009, a causa dei ritardi nei lavori dovuti a problemi con gli espropri. La linea segue il tracciato dell'autostrada A4 Torino Trieste, correndole accanto.
- Torino Milano: linea storica di grande rilevanza nazionale, con circa 150 treni al giorno in transito, elettrificata a doppio binario, lunga complessivamente circa 130 km; parte da Milano, scavalca il Ticino e segue la "Padana Superiore": le sue stazioni nella provincia sono: Trecate – Novara FS - (fermata dismessa di Gionzana) - (stazione dismessa di Ponzana) - (stazione dismessa di Orfengo) - per poi proseguire fino a Torino.
- Milano-Arona-Domodossola: linea di elevata importanza nel traffico internazionale, a doppio binario ed elettrificara, transita nella zona settentrionale della provincia, da Castelletto Ticino a Lesa. Le stazioni nel tratto provinciale sono Dormelletto, Arona, Meina, Lesa. Il traffico, oltre ai treni internazionali che non effettuano più fermata ad Arona, è regionale con destinazione Milano, Gallarate e Domodossola (per quanto riguarda le fermate dei treni sul suolo della provincia).
- Novara–Seregno (Trenord): linea a binario singolo elettrificato che da Novara Nord raggiunge, passando per Galliate, la città di Saronno e da qui Milano Cadorna.
- Novara – Biella: linea secondaria a binario semplice non elettrificato, si diparte dal capoluogo e poi ferma a Nibbia – Casaleggio Novara – Carpignano Sesia per poi proseguire oltre il fiume Sesia fino a Biella.
- Alessandria – Arona: altra importante linea nazionale, che proviene da sud attraversando la Lomellina ed entra nel confine provinciale a binario doppio elettrificato; le sue fermate sono: Borgolavezzaro – Vespolate – Novara FS – Vignale (ove si riduce a binario elettrificato singolo, anche se nel 2004 è stato formulato il progetto di raddoppiarla) e prosegue per Bellinzago – Oleggio – Marano Ticino – Varallo Pombia – Borgoticino – Dormelletto Paese ed, infine, Arona, ove s'immette sulla linea del Sempione.
- Oleggio – Luino: linea singola elettrificata, che nasce ad Oleggio dalla linea Alessandria – Arona, passa per le piccole stazioni di Pombia, Porto Varallo Pombia (dove ferma attualmente una sola coppia di treni al giorno), Castelletto Ticino e poi attraversa il Ponte di Ferro di Sesto Calende e prosegue il percorso in Lombardia.
- Vignale – Domodossola: linea a binario singolo elettrificato che si diparte dalla linea Alessandria – Arona a Vignale e prosegue seguendo la Regionale 229 del lago d'Orta per le stazioni di Caltignaga – Momo – Suno – Cressa – Borgomanero – Gozzano (da cui si diramava la breve linea per Alzo – Bolzano Novarese – Orta Miasino – Pettenasco e poi prosegue nella provincia di Verbania fino a Domodossola, parallela alla linea del Sempione.
- Vignale – Varallo: linea secondaria a binario singolo non elettrificato parte dal capoluogo e poi effettua fermate a Briona – Fara Novarese – Sizzano – Ghemme – Romagnano Sesia – Prato Sesia – Grignasco, per poi proseguire in Provincia di Vercelli fino a Varallo Sesia.
- Santhià – Arona: linea storica, esclusivamente per il trasporto passeggeri, lunga circa 60 km a binario singolo non elettrificato; vanta non più di una dozzina di treni al giorno, ed effettua le seguenti fermate: Romagnano Sesia (ove incrocia la Vignale – Val Sesia) - Cureggio – Borgomanero (ove incrocia la Vignale – Domodossola) - Comignago – Arona (ove incrocia la linea del Sempione).
[modifica] Strade
La Provincia di Novara ha un sistema di strade molto antico, probabilmente realizzato originariamente dai Romani, poi ampliato nel medioevo: all'incirca 700 km (considerando solo la rete ormai asfaltata).
Il sistema stradale si basa, essenzialmente, su una griglia principale a tela di ragno, incentrata sul capoluogo, dove l'importante arteria ex Strada statale 11 Padana Superiore, (ora Regionale), che attraversa l'intera pianura, incontra il corridoio Genova-Svizzera, comprendente l'ex Statale 211 della Lomellina, (ora Provinciale), che va da Novi Ligure fino a Novara, e poi i quattro rami principali che si dipartono verso nord: la Statale 32 Ticinese, che a Castelletto Ticino si collega alla Statale 33 del Sempione, la ex Statale 229 del Lago d'Orta, (ora Provinciale), che conduce verso il Sempione passando dal lago d'Orta, la ex Strada statale 299 di Alagna, (oggi Provinciale), che conduce in Valsesia e, infine, la Statale 341 Gallaratese, che arriva fino a Varese; le restanti strade, perlopiù provinciali, formano una fittissima rete di interconnessione.
Torino-Trieste: segue, grosso modo, l'importante tracciato della Padana Superiore, attraversando la provincia da ovest a est;
Bretella di Gattico: unisce la A8 Milano-Varese (bivio di Gallarate) con la A26 (bivio di Gattico);
Genova Voltri-Gravellona Toce detta dei Trafori: parte dalla costa sul mar Ligure in corrispondenza di Voltri (frazione di Genova) e dopo aver attraversato da sud a nord tutto il Novarese, arriva fino a Gravellona Toce (VB).
Ticinese: Novara – Bellinzago Novarese – Oleggio – Marano Ticino – Borgo Ticino – Castelletto sopra Ticino – Arona.
del Sempione: Milano (MI) - Sesto Calende (VA) - Castelletto sopra Ticino – Arona – Stresa (VB) - Gravellona Toce (VB) - Domodossola (VB) - Confine di Stato di Iselle – Passo del Sempione.
dell'Aeroporto della Malpensa: Gallarate (VA) - Somma Lombardo (VA) - Varallo Pombia.
Gallaratese: Novara – Galliate – Turbigo (MI) - Gallarate (VA) - Castronno (VA) - Varese.
Strade Regionali (strade ex Statali divenute Regionali col decreto legislativo n. 112 del 1998):
Padana Superiore: Torino (TO) - Orfengo di Casalino – Novara – Trecate – Boffalora Sopra Ticino (MI) - Venezia (VE)
Biellese: Biella – Gattinara (VC) - Romagnano Sesia – Borgomanero – Arona
della Lomellina: Novi Ligure (AL) - Mortara (PV) - Vespolate - Borgolavezzaro – Novara
del Lago d'Orta: Novara – Momo – Borgomanero – Gozzano – Omegna (VB) - Gravellona Toce (VB)- 229/II del Lago d'Orta, tangenziale di Borgomanero: Borgomanero sud (SR 229) - SP 32dir – Borgomanero est (SR 142)
Questo è l'attuale patrimonio stradale della provincia; l'attuale numerazione proviene da un piano di strade "provincializzabili" richiesto di redare all'amministrazione provinciale entro la fine del 1958: questo piano andava da 1 a 95, strade che vennero pian piano provincializzate fra il 1960 e il 1964; da lì proseguirono ulteriori strade provincializzate. Ora risulta pesantemente incompleta a causa di numerose strade cedute alla neonata Provincia del Verbano Cusio Ossola, nonché molte altre declassificate a comunali, o Statalizzate (come la Provinciale 1, Statalizzata nel 1959, ora ex Strada statale 229 del Lago d'Orta). Sono inoltre in gestione alla provincia le 4 ex Statali ora Regionali passanti sul territorio della provincia (Vedi Sopra o nell'elenco sotto).
| Per approfondire, vedi la voce Strade provinciali della provincia di Novara. |
[modifica] Comuni
Appartengono alla provincia di Novara i seguenti 88 comuni:
- Agrate Conturbia
- Ameno
- Armeno
- Arona
- Barengo
- Bellinzago Novarese
- Biandrate
- Boca
- Bogogno
- Bolzano Novarese
- Borgo Ticino
- Borgolavezzaro
- Borgomanero
- Briga Novarese
- Briona
- Caltignaga
- Cameri
- Carpignano Sesia
- Casalbeltrame
- Casaleggio Novara
- Casalino
- Casalvolone
- Castellazzo Novarese
- Castelletto sopra Ticino
- Cavaglietto
- Cavaglio d'Agogna
- Cavallirio
- Cerano
- Colazza
- Comignago
- Cressa
- Cureggio
- Divignano
- Dormelletto
- Fara Novarese
- Fontaneto d'Agogna
- Galliate
- Garbagna Novarese
- Gargallo
- Gattico
- Ghemme
- Gozzano
- Granozzo con Monticello
- Grignasco
- Invorio
- Landiona
- Lesa
- Maggiora
- Mandello Vitta
- Marano Ticino
- Massino Visconti
- Meina
- Mezzomerico
- Miasino
- Momo
- Nebbiuno
- Nibbiola
- Novara
- Oleggio
- Oleggio Castello
- Orta San Giulio
- Paruzzaro
- Pella
- Pettenasco
- Pisano
- Pogno
- Pombia
- Prato Sesia
- Recetto
- Romagnano Sesia
- Romentino
- San Maurizio d'Opaglio
- San Nazzaro Sesia
- San Pietro Mosezzo
- Sillavengo
- Sizzano
- Soriso
- Sozzago
- Suno
- Terdobbiate
- Tornaco
- Trecate
- Vaprio d'Agogna
- Varallo Pombia
- Veruno
- Vespolate
- Vicolungo
- Vinzaglio
[modifica] Comuni più popolosi
Di seguito è riportata la lista dei comuni della provincia con più di 10.000 abitanti[1].
| Pos. | Stemma | Comune | Popolazione (ab) |
Superficie (km²) |
Densità (ab/km²) |
Altitudine (m s.l.m.) |
|---|---|---|---|---|---|---|
| 1° | Novara | 105.024 | 103,02 | 1.019 | 162 | |
| 2° | Borgomanero | 21.518 | 32,36 | 665 | 307 | |
| 3° | Trecate | 20.190 | 38,38 | 526 | 136 | |
| 4° | Galliate | 15.412 | 29,54 | 522 | 154 | |
| 5° | Arona | 14.547 | 14,90 | 976 | 212 | |
| 6° | Oleggio | 13.616 | 37,8 | 360 | 232 | |
| 7° | Cameri | 10.878 | 39,65 | 274 | 161 | |
| 8° | Castelletto sopra Ticino | 10.259 | 14,61 | 702 | 226 |
[modifica] Note
- ^ a b c Dato Istat al 31/12/2010
- ^ Comuni-italiani - Clima e Dati Geografici Provincia di Novara
- ^ Statistiche demografiche ISTAT - Cittadini Stranieri al 31/12/2010
- ^ Statistiche demografiche ISTAT - Cittadini Stranieri al 31/12/2004
- ^ Il rubinetto perde. «Per colpa dei cinesi»
- ^ Parco Ludovico il Moro - I Cento Castelli di Novara
- ^ Sito ufficiale I Cento Castelli
- ^ Elenco tratto da: Flavio Conti, Castelli e Rocche. Le fortificazione italiane del Medioevo e del Rinascimento , Novara, DeAgostini, 1999.
[modifica] Bibliografia
- Provincia di Novara, Piano Territoriale Provinciale
- Provincia di Novara, Tra terra e acque. URL consultato il 11 febbraio 2011.
- Provincia di Novara, Territorio Agricolo. URL consultato il 26 febbraio 2011.
[modifica] Voci correlate
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