Diacono

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Stemma araldico di un Diacono.
Diacono della Chiesa cattolica che veste una dalmatica.
Un esempio di diacono anglicano.
Un diacono ortodosso.

Il diacono è il ministro che ha ricevuto il primo grado dell'Ordine sacro delle chiese cristiane.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nel Cristianesimo primitivo il diacono (dal greco διάκονος - diákonos, ovvero servitore) assolveva a un servizio amministrativo e assistenziale ed era subordinato al vescovo. Nel Nuovo Testamento si trovano almeno due citazioni (Lettera ai Filippesi 1:1; 1 Timoteo 3:8,12) dove si parla dei diaconi, connessi al vescovo.

La parola greca diákonos, ricorre circa trenta volte nel Nuovo Testamento, e i relativi diakoneō (‘servire’) e diakonia (‘ministero’) ricorrono nell’insieme altre settanta volte. In sostanza, diakonos è servitore, e spesso servitore alla tavola, o cameriere.[1]

Formatasi la struttura gerarchica, i diaconi furono inferiori solo ai presbiteri e al vescovo, con funzioni di assistenza di quest'ultimo che lo aveva ordinato: distribuivano l'eucarestia, leggevano i testi sacri ed erano dediti alla predicazione.

Un'ulteriore citazione dei diaconi nelle Sacre Scritture si ritrova negli Atti degli apostoli 6:1-7, dove vengono presentati 7 uomini di ottima reputazione, ordinati dagli apostoli mediante imposizione delle mani, perché servissero alle mense. Tuttavia dal prosieguo del racconto si comprende che ai compiti pratici si aggiungevano servizi pastorali di maggior rilievo. Stefano, ad esempio, "faceva grandi prodigi e miracoli" e a causa del suo atteggiamento e della sua predicazione fu lapidato. Filippo, anch'egli "uno dei sette", era detto "l'evangelista" in quanto missionario e annunciatore del Vangelo (Atti degli apostoli cp.8;21) Il numero di diaconi posti accanto ad un vescovo era tradizionalmente di sette anche in riferimento a Atti degli apostoli 6:1-7.

Durante il Medioevo si perse questa funzione, e il diaconato divenne per molti secoli unicamente un passaggio temporaneo per raggiungere il sacerdozio.

Con il Concilio Vaticano II è stato ripristinato il diaconato come grado permanente nella Chiesa cattolica latina.

Donne e diaconato[modifica | modifica wikitesto]

Nella prima Chiesa cristiana non mancò anche una categoria di diaconesse, categoria su cui gli storici da tempo si confrontano per comprenderne meglio le caratteristiche e l'evoluzione all'interno delle varie correnti cristiane.
Diacono infatti era Febe, citata proprio con questo specifico termine dall'apostolo Paolo nella sua Lettera ai Romani: "Vi raccomando Febe, nostra sorella, che è diacono della chiesa di Cencre, perché la riceviate nel Signore, in modo degno dei santi, e le prestiate assistenza in qualunque cosa ella possa aver bisogno di voi; poiché ella pure ha prestato assistenza a molti e anche a me." (Rm 16,1-2). Febe, dunque, non viene solo chiamata 'διακονος' (termine che rimane invariato sia al maschile che al femminile), ma viene chiaramente designata come una persona che - all'interno della sua comunità - riveste un servizio ben definito e autorevole.
A questo proposito, <"non è sufficiente pensare ad un generico “servizio” (si sarebbe probabilmente usato il verbo “διακονεω”, come in Rm 15,25; o le si sarebbe attribuita una generica “διακονια”, come in 1Cor 16,15), invece bisogna tener presente che con questo termine Paolo solitamente designa se stesso o i suoi collaboratori nell'esercizio del ministero apostolico. Come per quelle ricorrenze si traduce nella maggior parte dei casi con “ministro”- a cui è legato un ruolo di responsabilità e autorità nella chiesa - anche qui coerentemente andrebbe tradotto e compreso allo stesso modo">. [2]

L'evoluzione del diaconato femminile è stata condizionata fin dall'inizio dalla definizione del ruolo delle donne all'interno delle comunità cristiane[senza fonte] e dalle conseguenti tensioni tra le diverse visioni esistenti in quest'ambito.

L'uso di ciò che rimaneva del diaconato femminile cessò alla fine del Mille[senza fonte], forse reso superfluo dalla presenza di religiose di ordini mendicanti e congregazioni.[senza fonte] Nel protestantesimo la presenza delle diaconesse è stata ripristinata nel secolo scorso.[senza fonte]

Il diaconato nella Chiesa Cattolica[modifica | modifica wikitesto]

Il diacono è abilitato a servire il popolo di Dio nel ministero dell'altare, della parola e della carità. Ha la facoltà di amministrare alcuni sacramenti (il battesimo, e - solo per il rito latino - il matrimonio) su delega del parroco, il vero responsabile, è inoltre ministro ordinario della santa Comunione ed esercita il ministero della parola. Inoltre il diacono di rito latino può impartire benedizioni di persone, luoghi e oggetti, benedizioni eucaristiche e presiedere il Rito delle Esequie e altre liturgie fuori della Messa. A differenza di coloro che sono costituiti nell'ordine dell'episcopato o del presbiterato non riceve però la missione e la facoltà di agire nella persona di Cristo Capo.[3]

I diaconi permanenti possono essere ordinati tra i battezzati celibi e anche tra coloro che sono sposati; se però sono celibi, dopo l'ordinazione diaconale non possono più sposarsi.

Nelle celebrazioni e concelebrazioni eucaristiche, presiedute da un presbitero o da un vescovo, la lettura del vangelo è sempre di competenza dei diaconi, se presenti.

Santo Patrono dei diaconi permanenti è San Lorenzo.

Distintivi propri[modifica | modifica wikitesto]

I paramenti liturgici del diacono cattolico di rito romano sono la stola diaconale, indossata dalla spalla sinistra al fianco destro, e la dalmatica, utilizzata soprattutto in celebrazioni solenni e che si distingue dalla casula e dalla pianeta per la presenza di maniche. Può anche indossare, in assenza di ministri di ordine superiore, il piviale, l'abito utilizzato nelle solennità in riti liturgici fuori della Messa. Il Diacono di rito ambrosiano indossa la stola al di sopra della dalmatica. Nei riti orientali vengono indossate vesti simili ma non viene usata la dalmatica.

Non è obbligatorio per il diacono portare l'abito talare o il clergyman, ma molti diaconi usano aggiungere come segno al loro vestiario ordinario una spilla raffigurante una croce o, nel caso dell'ordine francescano, un Tau.

Diaconi in altre confessioni[modifica | modifica wikitesto]

In svariate Chiese protestanti esiste la figura del diacono (e, come si diceva, quella della diaconessa), ma la persona non ha necessariamente funzioni religiose di tipo sacramentale o liturgiche, rimanendo a volte soltanto una figura laica, che ad esempio può amministrare i beni della parrocchia o della diocesi.

Così come nella chiesa cattolica latina, anche per alcune chiese anglicane si sta tentando un ritorno della figura del diacono permanente.

Un ruolo specifico per i diaconi è previsto anche nella gerarchia del mormonismo.

Fra i Testimoni di Geova esiste la figura di Servitore di Ministero, un ruolo sussidiario a quello degli Anziani di Congregazione.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ The New Bible Dictionary (Grand Rapids, Michigan; 1962), J. D. Douglas, redattore organizzativo, pag. 297.
  2. ^ Pino Pulcinelli, Paolo apostolo e le donne nella Chiesa.. URL consultato il 18 febbraio 2013.
  3. ^ Motu proprio "Omnium in mentem" di papa Benedetto XVI con la quale vengono mutate alcune norme del codice di diritto canonico

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]