Ravenna

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Ravenna
comune
Ravenna – Stemma Ravenna – Bandiera
Piazza del Popolo
Piazza del Popolo
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Emilia-Romagna-Stemma.svg Emilia-Romagna
Provincia Provincia di Ravenna-Stemma.png Ravenna
Amministrazione
Sindaco Fabrizio Matteucci (centrosinistra) dal 06/06/2006
Territorio
Coordinate 44°25′04″N 12°11′58″E / 44.417778°N 12.199444°E44.417778; 12.199444 (Ravenna)Coordinate: 44°25′04″N 12°11′58″E / 44.417778°N 12.199444°E44.417778; 12.199444 (Ravenna)
Altitudine m s.l.m.
Superficie 652,89 km²
Abitanti 154 363[1] (30-09-2013)
Densità 236,43 ab./km²
Frazioni vedi sezione
Comuni confinanti Alfonsine, Argenta (FE), Bagnacavallo, Bertinoro (FC), Cervia, Cesena (FC), Comacchio (FE), Forlì (FC), Russi
Altre informazioni
Cod. postale per zone (da 48121 a 48125)
Prefisso 0544
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 039014
Cod. catastale H199
Targa RA
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Cl. climatica zona E, 2 227 GG[2]
Nome abitanti ravennati (antico: ravegnani)
Patrono sant'Apollinare
Giorno festivo 23 luglio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Ravenna
Posizione del comune di Ravenna nell'omonima provincia
Posizione del comune di Ravenna nell'omonima provincia
Sito istituzionale
« [...] qui dove un'antica vita
si screzia in una dolce
ansietà d'Oriente »
(Eugenio Montale, Le occasioni/Dora Markus, vv. 11-13)

Ravenna (/raˈvenna/ Ravêna in romagnolo) è una città di 160 243 abitanti, capoluogo dell'omonima provincia in Emilia-Romagna.

È la città più grande e storicamente più importante della Romagna; il suo territorio comunale è il secondo in Italia per superficie, superato solo da quello di Roma e comprende nove lidi sul litorale adriatico. Ravenna, nella sua storia è stata capitale tre volte: dell'Impero Romano d'Occidente (402 - 476),[3] del Regno degli Ostrogoti (493 - 553) e dell'Esarcato bizantino (568 - 751).

Per le vestigia di questo luminoso passato, il complesso dei primi monumenti cristiani di Ravenna è inserito, dal 1996, nella lista dei siti italiani patrimonio dell'umanità dall'UNESCO, come sito seriale "Monumenti paleocristiani di Ravenna".

Nella seconda metà del XX secolo la città ha conosciuto un periodo di grande espansione. Alla crescita demografica si è affiancata una serie di progetti architettonici che si concentrano in particolare attorno al canale Candiano, che collega la città al mare Adriatico. La darsena di città e le antiche zone portuali sono al centro della rivoluzione urbanistica che la città conoscerà nei primi decenni del XXI secolo con la creazione di zone verdi, viali, zone a carattere commerciale, del polo nautico e del Tecnopolo per l'energia.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Territorio[modifica | modifica sorgente]

Il centro città si trova a km dal mare Adriatico, al quale è collegato per mezzo del canale Candiano. Propaggini urbane si estendono fino al mare attraverso il porto di Ravenna.

Le spiagge ravennati vengono chiamate "lidi", amministrativamente sono classificate come frazioni. I nove lidi ravennati sono definiti, in base alla posizione rispetto al canale portuale, in "Lidi Nord" o "Lidi Sud".

Lidi Nord: Casal Borsetti, Marina Romea e Porto Corsini[4].
Lidi Sud: Marina di Ravenna, Punta Marina Terme, Lido Adriano, Lido di Dante, Lido di Classe e Lido di Savio.

Il paesaggio nelle frazioni poste sul litorale presenta elementi caratteristici. Nei lidi nord si incontrano ampi specchi d'acqua come l'oasi WWF di Punte Alberete inserita nella spettacolare Pineta di San Vitale. A sud l'elemento predominante è la Pineta di Classe citata da Boccaccio nel Decamerone e da Dante nella Divina Commedia.

I lidi Sud sono inoltre quelli con la più marcata impronta turistica con una notevole offerta di alberghi, ristoranti e divertimenti, l'ultimo lido ravennate, Lido di Savio confina con Milano Marittima, celeberrima località balneare.

Clima[modifica | modifica sorgente]

Il clima di Ravenna è influenzato dal mare Adriatico, che dista solo 8 km dal centro abitato. La città ha in inverno un clima abbastanza mite, circa 9/11 °C (anche se nel 2010 è stata registrata una temperatura minima di −7 °C e ci sono state frequenti e intense nevicate). Il mare non è sempre un elemento vantaggioso: infatti d'estate l'aria è molto umida, con il tasso di umidità tra il 60% e l'80%. Per via della presenza delle Alpi a Nord e degli Appennini a Sud, infatti, la Pianura Padana è una regione geografica chiusa, ad eccezione del lato Est (quello di Ravenna), dal quale arrivano i venti freddi dell'Europa orientale.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia di Ravenna.

Insediamento di epoca remota, il toponimo si ritiene derivi da un prelatino "*rava", probabilmente di origine umbra, che in origine designava un "dirupo prodotto da acqua che scorre" e successivamente "canale, palude, bassura, fanghiglia", unito ad un suffisso "-enna", di origine etrusca.

Fin dalla preistoria il tratto della Val Padana su cui sorse Ravenna fu caratterizzato dalle frequenti esondazioni dei brevi fiumi ad andamento torrentizio che scendono dall'Appennino verso il mare Adriatico. Ciò portò alla formazione di ampie zone lagunari, che da Ravenna si estendevano fino a lambire il Po (che sfociava più a sud rispetto al corso attuale), creando un vasto agglomerato lagunare chiamato Valle Padusa.

Storia antica[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Ravenna romana.

Mancano testimonianze archeologiche della fondazione di Ravenna. Le origini sono incerte. I primi insediamenti della zona furono opera di Tessali, Etruschi ed Umbri, successivamente sul suo territorio si insediarono anche i Galli Senoni, specialmente dal fiume Montone verso sud, comprendendo tutto l'Ager Decimanus, ovvero la campagna verso Forlì, il territorio cosiddetto delle Ville Unite, che non era un territorio lagunare rispetto invece alle zone a nord. L'abitato consisteva di palafitte distribuite su una serie di piccole isole situate all'interno della Valle Padusa, una situazione simile alla Venezia di secoli dopo.

La caratteristica fondamentale di Ravenna per tutta l'antichità fu proprio quella di essere circondata dalle acque ed accessibile solo dal mare. Tale peculiarità non passò inosservata ai Romani, e l'imperatore Cesare Ottaviano Augusto dislocò qui la flotta militare dell'alto Adriatico. Per questo fine l'imperatore fece eseguire importanti lavori di sistemazione idraulica: fece scavare la Fossa Augustea, un canale che collegava il Po con l'ampio specchio di acqua a sud di Ravenna e qui fondò il porto di Classe. Il porto fu realizzato con i criteri di una poderosa macchina militare. Secondo Plinio il Vecchio, poteva contenere fino a 250 triremi e 10 000 marinai o classari destinati al controllo di tutto il Mediterraneo orientale (la base destinata al controllo del Mediterraneo occidentale era invece il porto di Miseno).

Ai tempi dell'Impero romano la città crebbe di importanza: il porto militare divenne anche porto commerciale con traffici mercantili verso tutto il Mediterraneo. Da qui probabilmente partì l'imperatore Traiano per le due spedizioni del 102 e del 105 d.C. che si sarebbero concluse con la conquista della Dacia. Nel 402 l'imperatore dell'Impero romano d'Occidente Onorio trasferì a Ravenna la residenza imperiale da Milano, per sfuggire alle minacce di Alarico. In questo periodo il vescovo della città divenne metropolita, e la città visse una fase di espansione con l'edificazione dei terreni presso la cattedrale Ursiana (attuale Duomo) e verso Nord. Tuttavia, nello stesso periodo, l'interramento della laguna causato dagli apporti alluvionali dei fiumi rese progressivamente inutilizzabile il porto di Classe.

A Ravenna si decisero le sorti dell'Impero d'Occidente allorché nel 476 venne deposto l'ultimo imperatore, Romolo Augusto, per mano di Odoacre, re degli Eruli. Il regno di Odoacre ebbe vita brevissima e il re dei Goti Teodorico, nel 493, rivendicò il controllo della città, dopo un lungo assedio. Il sovrano goto, che morì nel 526, si distinse per una politica di distensione soprattutto dal punto di vista religioso. La presenza di una vasta comunità di cristiani ariani portò alla costruzione di numerosi edifici di culto, e la città si arricchì di opere e cultura.

L'esarcato[modifica | modifica sorgente]

Giustiniano in un mosaico a San Vitale.
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Ravenna bizantina.

Divenuto imperatore d'Oriente Giustiniano I, avviò un programma politico mirato alla riconquista di quei territori dell'Impero Romano d'Occidente occupati da regni barbarici (Ostrogoti in Italia, Vandali in Africa e Visigoti in Spagna). Per fare ciò diede l'avvio ad un'offensiva militare nota come guerra gotica. Anche l'Italia rientrò ben presto sotto il controllo dell'impero d'Oriente. Giustiniano stabilì nella penisola un protettorato che ebbe sede a Ravenna, successivamente controllato da esarchi. Giustiniano, inoltre, si preoccupò di fare occupare il soglio vescovile ravennate da Massimiano, suo uomo di fiducia, che assunse, per volontà dell'imperatore e per la prima volta nella storia antica della chiesa, il ruolo di arcivescovo.

Nel 751 l'Esarcato cadde sotto l'offensiva dei Longobardi. Per volontà del re dei Franchi Pipino il Breve, la città nel 754 con il patto di Quierzy passò sotto il controllo del papa. Il patto non fu mai operativo in quanto i Longobardi rimasero in città fino al 756 e successivamente a tale data il potere fu esercitato dagli arcivescovi locali con l'appoggio dell'aristocrazia locale e in forza di antichi privilegi che riconoscevano alla chiesa ravennate l'indipendenza dal papato di Roma (autocefalia). I privilegi di cui gli arcivescovi godevano portarono questi ultimi a posizioni di aperto scontro con i papi romani: essi appoggiarono gli imperatori, dagli Ottoni agli Svevi.

In questo periodo la città fu spogliata di molte opere (arredi, mosaici, marmi, statue), e Classe, saccheggiata e ormai lontana dalla linea di costa, venne definitivamente abbandonata.

Il medioevo[modifica | modifica sorgente]

Bassorilievo di Dante nella tomba del poeta

Ravenna ebbe un ordinamento comunale, prima sotto il controllo degli arcivescovi e successivamente fra le famiglie nobiliari che ambivano alla signoria. La prima cronologicamente fu la famiglia dei Traversari che resse Ravenna fino al 1275 a cui subentrò la famiglia dei Da Polenta. Fu in questi anni che Dante Alighieri trovò ospitalità a Ravenna e qui morì per la malaria contratta durante un'ambasceria a Venezia per conto proprio della famiglia Da Polenta.

Fra il XIII e il XIV secolo, il letto dei fiumi Montone e Ronco venne modificato, portando i due fiumi ad abbracciare le mura della città prima dello sbocco a mare; la regolazione delle acque migliorò la resa agricola dei terreni circostanti e la sicurezza della città.

La signoria dei Da Polenta durò fino al 1441 anno in cui il controllo della città passò sotto il dominio veneziano. I veneziani governarono Ravenna fino al 1509, e in questo periodo nel centro cittadino vennero edificati diversi palazzi in stile veneziano e fu costruita la Rocca Brancaleone.

Dal Cinquecento ad oggi[modifica | modifica sorgente]

La città, passata sotto il controllo dello Stato Pontificio nel 1509, fu nel 1512 saccheggiata dall'esercito Francese, in occasione della guerra della Lega Santa. Ravenna resterà sotto lo Stato Pontificio per i successivi 350 anni.

In questo periodo il progressivo innalzamento del letto dei fiumi Ronco e Montone, ormai pensili intorno alla città, aveva causato diverse alluvioni; al problema si mise fine solo nel XVIII secolo, con la deviazione dei due fiumi che vennero fatti confluire nel canale dei Fiumi Uniti a sud della città. Sul percorso del vecchio letto del fiume Montone venne aperta la nuova darsena, il porto-canale Corsini (dal cognome di papa Clemente XII). Nella città, liberata dalla minaccia delle acque, venne costruito il nuovo Duomo in sostituzione della cattedrale Ursiana, e numerose opere fra cui il tempietto per il sepolcro di Dante.

Dopo il momentaneo dominio napoleonico Ravenna torna nuovamente allo Stato Pontificio finché, nel 1859, in seguito ad un plebiscito, viene annessa al Regno di Sardegna, che diventerà dal 1861 Regno d'Italia.

Ravenna fu insignita del titolo di Città decorate al Valor Militare per la Guerra di Liberazione in quanto insignita della Medaglia d'Oro al Valor Militare per i sacrifici delle sue popolazioni e per la sua attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale.

Nel dopoguerra Ravenna ha vissuto di un forte sviluppo industriale grazie anche alla creazione di una raffineria di petrolio, di uno stabilimento petrolchimico e allo sviluppo delle attività di estrazione del gas naturale scoperto nell'entroterra e nel vicino off-shore.

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Il 19 maggio 1951, la città di Ravenna è stata insignita della Medaglia d'Oro al Valor Militare.[5]

Medaglia d'oro al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al valor militare
«Antica e fiera città onusta di storia gloriosa, alla liberazione d'Italia dall'invasione tedesca, diede entusiastico, sanguinoso e valoroso contributo. Bombardamenti e rappresaglie sconvolsero la vecchia Capitale e la sua provincia; ricordate per efferatezza le stragi di Piangipane, di San Pancrazio-Ragone e di Madonna dell'Albero. Centinaia di partigiani di molte formazioni caddero nella lotta e, particolarmente per la liberazione di Porto Corsini, di Sant'Alberto e delle zone vallive al nord della Città. Sei mesi permase il fronte di guerra nel territorio del Comune ed i cittadini diedero mirabile esempio nel sostenere i combattenti delle forze regolari. La Brigata partigiana ravennate "Mario Gordini", decorata della medaglia d'argento al valor militare, s'impose per il suo contegno all'ammirato apprezzamento dei Comandi alleati e continuò a combattere valorosamente al fianco ed alle dipendenze del Gruppo di Combattimento «Cremona» sino al termine vittorioso della guerra. Memore delle lotte per l'unità e per l'indipendenza e delle glorie garibaldine, la Città di Ravenna scrisse nella storia del Risorgimento italiano pagine mirabili e da ricordare ad esempio per le venture generazioni.»
— Ravenna, settembre 1943 - aprile 1945

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Patrimoni dell'umanità[modifica | modifica sorgente]

Flag of UNESCO.svg Bene protetto dall'UNESCO Flag of UNESCO.svg
UNESCO World Heritage Site logo.svg Patrimonio dell'umanità
Monumenti paleocristiani di Ravenna
(EN) Early Christian Monuments of Ravenna
Ravenna, battistero degli ariani (prima metà del VI secolo).jpg
Tipo Culturali
Criterio (i) (ii) (iii) (iv)
Pericolo Non in pericolo
Riconosciuto dal 1996
Scheda UNESCO (EN) Scheda
(FR) Scheda

Il complesso dei primi monumenti cristiani di Ravenna è considerato Patrimonio dell'umanità dall'UNESCO; ne fanno parte:

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

Dai documenti d'epoca, sappiamo che Ravenna fu dotata nei secoli VI e VII e nell'Alto e Basso Medioevo di molti edifici di culto. Quanto resta a noi è solo una minima parte di quello che fu costruito. Molti edifici sono andati distrutti, altri sono stati ristrutturati e hanno perso la loro originaria struttura.

Basiliche e chiese[modifica | modifica sorgente]

Il duomo di Ravenna o basilica Ursiana.
  • Basilica cattedrale metropolitana della Santa Resurrezione, costruita nel XVIII secolo su progetto dell'architetto Gian Francesco Buonamici demolendo l'antica cattedrale a cinque navate con abside decorata a mosaico, detta basilica Ursiana (dal nome del vescovo fondatore Ursus) e dedicata alla Hagìa Anastasis, ovvero alla Resurrezione. Dell'antica cattedrale rimangono visibili fra gli altri (oltre al campanile ed al battistero dedicato a san Giovanni in Fonte): una porzione di muratura con arco d'ingresso murato; alcune delle 56 colonne che sostenevano le cinque navate dell'antico edificio; alcuni capitelli detti "a testa d'Ariete"; frammenti della decorazione musiva del XII secolo; marmi d'incerta ubicazione originaria (in parte proveniente dalle spoliazioni della Schola Cantorum ubicata nella navata centrale) tagliati ed incastonati a formare il pavimento del nuovo edificio; e l'ambone decorato con fasce di formelle recanti animali simbolici. È sede dell'arcidiocesi di Ravenna-Cervia.
  • Basilica di Sant'Agata Maggiore, del V secolo.
  • Basilica di Santa Croce, in parte rimaneggiata nei secoli, nell'area retrostante l'attuale chiesa sono visibili copiosi avanzi delle murature dell'edificio di culto originario, annesse a quelle di strutture precedenti di epoca romana.
  • Basilica di San Francesco, ricostruita nel X-XI secolo sopra un precedente edificio dedicato agli apostoli e poi a san Pietro. Dietro l'umile facciata di mattoni, sono presenti una navata centrale e due navate laterali. Sono visibili frammenti di mosaico della chiesa primitiva sul pavimento. In questa chiesa si svolse la cerimonia funebre di Dante Alighieri nel 1321. Nella cappella di San Liberio era conservata la celebre statua giacente del giovane condottiero Guidarello Guidarelli, opera di Pietro Lombardo traslata nella Galleria dell'Accademia (ora Museo d'Arte della città di Ravenna): "Giace la statua del defunto, chiusa nell'involucro rigido dell'armatura, le mani congiunte sulla spada, volta di tre quarti allo spettatore la testa, come tronco d'albero abbattuto", così la descrive A. Venturi nella Storia dell'arte italiana.
  • Basilica di Santa Maria in Porto (metà del XVI secolo), con una ricca facciata del XVIII secolo. Ha una navata centrale, due navate laterali e un'alta cupola. Dal 1570 vi è conservata l'immagine della famosa Madonna greca, che fu portata a Porto Fuori da Costantinopoli attorno all'anno 1100.

Chiese scomparse[modifica | modifica sorgente]

Architetture civili[modifica | modifica sorgente]

Il cosiddetto "Palazzo di Teodorico", oggi ritenuto il nartece dell'antica chiesa di San Salvatore.
  • Anche l'edilizia privata e di rappresentanza, soprattutto nei secoli VI e VII, fu di rilevante qualità[senza fonte], ma difficilmente documentabile, visto che ne sopravvivono scarsissime tracce. Il più antico palazzo di Ravenna è il cosiddetto "Palazzo di Teodorico", di fatto l'entrata della precedente chiesa di San Salvatore. Al suo interno sono presenti mosaici dal vero palazzo del re ostrogoto. Ravenna fu una sede imperiale del Sacro Romano Impero nel X secolo. Una residenza imperiale fu fatta costruire da Onorio; successivamente fu rimaneggiata, sino a raggiungere l'entità di un quartiere interamente occupato da strutture legate alla presenza a Ravenna della corte imperiale. Di essa oggi sappiamo ben poco.
  • Piazza del Popolo . L'origine della piazza va fatta risalire al tardo XIII secolo, quando la famiglia Da Polenta diventò padrona della città e fu creata la piazza del Comune, allargando la strada prospiciente alla residenza signorile di Bernardino da Polenta. Sul lato sud della piazza fu costruito il palazzo del Rettore di Romagna (1295), che nel 1544 divenne palazzo Apostolico, sede del Legato di Romagna. Il palazzo di Bernardino da Polenta fu sostituito nel 1681 dal Palazzo Comunale, conosciuto oggi dai ravennati come «Palazzo Merlato». Sempre in Piazza del Popolo è presente il palazzo ex sede della Banca Nazionale del Lavoro, costruito dall'architetto Camillo Morigia; è collegato al palazzo della prefettura da un voltone (il secondo della piazza) dal quale è possibile scorgere la tomba di Dante, opera dello stesso architetto. Sono degni di nota anche altri edifici civili quali il Palazzo dei Rasponi del Sale, attuale sede della banca Unicredit, di recente ristrutturazione.
La Tomba di Dante presso la Basilica di San Francesco.
  • La Tomba di Dante, attigua al convento di San Francesco, costruita nel 1781 da Camillo Morigia a forma di tempietto, ospita le spoglie del Divin Poeta racchiuse in un sarcofago di epoca romana, arricchito dal 1483 da un bel bassorilievo di Pietro Lombardo con la figura del poeta visto di profilo, illuminato da una lampada che arde perennemente. Intorno al tempietto è stata istituita una Zona Dantesca di rispetto e di silenzio.

Architetture militari[modifica | modifica sorgente]

Della cinta muraria rimangono quasi tutte le porte costruite in epoche diverse e i resti di qualche torre. Ricordiamo di queste:

  • Port'Aurea, come attestato da fonti documentarie, eretta nell'anno 43 d.C.; fu demolita sul finire del XVI sec.;
  • Porta San Mamante, di origine medievale (X sec.), fu pesantemente rimaneggiata nel XVII sec.;
  • Porta Sisi, o Sisina, o Ursicina;
  • Porta Gaza, o dei Gazzi, prende il nome da una rocca merlata di origine medievale che quivi aveva fondazione;
  • Porta Pamphilia, meglio nota come Porta Nuova;
  • Port'Aurea nuova, meglio nota come Porta Adriana;
  • Porta Anastasia, meglio nota come porta Serrata;
  • Porta S.Lorenzo, inglobata in area residenziale presso i Giardini Pubblici;
  • Porta Vandalaria, della quale se ne scorge l'arcone d'ingresso interrato presso i Giardini Pubblici;
  • Porta Nuova "de i Veneziani", risalente alla costruzione della Rocca Brancaleone. Un tempo collegata alla Cittadella, è visibile difficoltosamente essendo stata cinta dalla cancellata di un'abitazione privata.
  • "Il portonaccio", l'ultima costruita, di fronte a Porta Sisi, eretta dall'architetto Morigia nel 1785 a seguito dell'annessione del Borgo S. Rocco alla città;
  • Torrione dei Preti, edificato nel XV sec. presso le Mura di Port'Aurea all'incrocio col tratto di mura de la Rocca dei Gazzi;
  • Torrione Zancano, edificato nel XV sec. presso le mura di Port'Aurea, ora basamento della chiesa di Santa Maria del Torrione;
  • Torrione Veneziano delle Mura di San Vitale, in stato di rovina presso il cortile d'una casa d'abitazione;
  • Torre Sallustra (o Sallusta), d'origine Romana, la si crede parte di un'antica Porta del nucleo più antico della città. È ora inglobata nel complesso del Palazzo Arcivescovile;

Resti della cinta muraria sono visibili partendo da Porta Gaza; proseguendo verso Port'Aurea si può arrivare fino alla chiesa di Santa Maria del Torrione, edificata nel 1730 sui resti dell'antica Torre Zancana. Proseguendo lungo le mura è possibile seguire l'antico percorso dietro la zona in cui sorgeva lo stabilimento Callegari (nel 2009 è stata ultimata la riconversione della struttura in appartamenti e uffici nonché la demolizione di una parte per fare posto a un parcheggio) che continua fino a via Oberdan.

La cinta muraria riprende a Porta Adriana e prosegue dietro alla basilica di San Vitale per qualche decina di metri per poi interrompersi. Altri resti sono ancora visibili più avanti percorrendo via Sabbionara fino al piazzale di Torre Umbratica, dove le mura si ricongiungono a Porta Serrata. Del tratto tra Porta Serrata e la Rocca Brancaleone rimane solo qualche pietra, visibile lungo via Rocca Brancaleone. Saltando la stazione FS, i resti visibili rimangono sul tratto lungo la linea ferroviaria che conduce a Rimini seguendo il viale dei giardini che giunge fino a Porta Nuova.

Infine, partendo da Porta Sisi, rimane qualche resto verso Porta Nuova, mentre tra Porta Sisi, Porta San Mamante e Porta Gaza non si trovano più resti visibili.

La Rocca Brancaleone fu costruita dalla Repubblica di Venezia nel 1457. Originariamente faceva parte delle mura della città; oggi è un parco pubblico. È divisa in due parti: il castello vero e proprio e la cittadella, per un'estensione totale di 14 000 .

Siti archeologici[modifica | modifica sorgente]

A Ravenna sono state scoperte di recente tracce di alcune ville romane e bizantine, la più famosa delle quali è la Domus dei Tappeti di Pietra, risalente al V-VI secolo e rinvenuta nel 1993 durante alcuni lavori edilizi. I mosaici recuperati sono oggi conservati in una sala sotterranea accessibile dalla chiesetta di Sant'Eufemia.

Aree naturali[modifica | modifica sorgente]

Il territorio di Ravenna comprende un grande parco urbano in località Fosso Ghiaia (parco 1º maggio) e il Parco 2 giugno, con l'oasi WWF di Punte Alberete, oltre alla Pineta di Classe, che si estende da Lido di Dante a Lido di Classe.

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[6]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica sorgente]

Pur non avendo le alte percentuali di popolazione di origine straniera degli altri comuni dell'Italia settentrionale, negli anni tra 2005 e 2010 Ravenna ha vissuto un incremento dell'immigrazione. Oggi i cittadini stranieri residenti in città sono 18 238,[7] così suddivisi per nazionalità (sono indicati solo i dati superiori alle 500 unità):

  1. Romania, 3506
  2. Albania, 3333
  3. Macedonia, 1239
  4. Senegal, 1096
  5. Nigeria, 990
  6. Marocco, 881
  7. Polonia, 866
  8. Ucraina, 790
  9. Moldavia, 631
  10. Tunisia, 570

Religione[modifica | modifica sorgente]

Ravenna è la sede di una delle più antiche diocesi della Chiesa cattolica italiana[senza fonte]. Il più antico reperto che testimonia la presenza del credo cristiano è una stele funeraria ritrovata a Classe e risalente alla fine del II secolo[senza fonte]. Una datazione così bassa può essere spiegata se si considera che a Classe, l'antico porto di Ravenna, era di stanza una flotta dell'esercito romano che aveva il compito di sorvegliare la parte orientale del Mediterraneo. Probabilmente i primi cristiani del ravennate erano militari della flotta, reclutati nei paesi di prima cristianizzazione, cioè nel Vicino Oriente.

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Ravenna fin dal 2007 ha annunciato l'intenzione di candidarsi al titolo di "Capitale europea della cultura 2019", per il quale il bando ufficiale è stato pubblicato il 20 novembre 2012[8], con scadenza il 20 settembre 2013. Ravenna è stata poi selezionata dalla Giuria internazionale per la fase finale, insieme con altre 5 città, sulle 21 inizialmente iscritte.[9]. L'esito della competizione sarà reso noto alla fine del 2014.

In città sono inoltre attive alcune associazioni culturali locali, quali RavennaPoesia.

Biblioteche[modifica | modifica sorgente]

Le principali biblioteche cittadine sono:

Università[modifica | modifica sorgente]

A Ravenna è presente uno dei poli romagnoli dell'Università di Bologna, comprendente la Facoltà di Conservazione dei Beni Culturali e corsi di studio in Giurisprudenza, Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali, Ingegneria, Chimica Industriale e Medicina e Chirurgia.
Vi ha sede inoltre l'Università per la formazione permanente degli adulti ravennate, fondata nel 1985 e intitolata a Giovanna Bosi-Maramotti, una delle sue più celebri presidentesse.

Musei[modifica | modifica sorgente]

Arte[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Arte ravennate.

Teatro[modifica | modifica sorgente]

Le forme neoclassiche del Teatro Alighieri.

A Ravenna sono presenti diversi teatri. I principali sono:

Numerose sono anche le compagnie teatrali, tra cui il Teatro delle Albe.

Cinema[modifica | modifica sorgente]

A Ravenna è stato girato il film vincitore del Leone d'Oro nel 1964, Deserto rosso. Inoltre, a Ravenna nel 1956 furono girati gli esterni del film Moglie e buoi in piazza del Popolo, in via Diaz, e nella piazza del Mercato. Altre scene sono ambientate a Classe, una frazione della città, e nella Valle dei Piomboni, località vicina a Ravenna.

Manifestazioni culturali[modifica | modifica sorgente]

  • Ravenna Festival, festival culturale incentrato su danza, musica e opera lirica.
  • Ravenna Jazz, festival jazz che si tiene ininterrottamente dal 1973;
  • Nightmare Film Fest, rassegna cinematografica dedicata al cinema horror;
  • Ottobre Giapponese, festival culturale e rassegna cinematografica dedicata al cinema giapponese;
  • Komikazen (dal 2005), Festival internazionale del fumetto di realtà
  • Mosaico d'Europa Film Fest, rassegna cinematografica dedicata al cinema europeo

Persone legate a Ravenna[modifica | modifica sorgente]

Età romana

Età bizantina

Medioevo

Età moderna

XIX secolo

XX secolo

Ravennati noti viventi

Geografia antropica[modifica | modifica sorgente]

Frazioni[modifica | modifica sorgente]

Le frazioni più popolose sono (dati del 2011): Lido Adriano (6 497 abitanti), Mezzano (3 951) e Marina di Ravenna (3 715).

Ecco l'elenco completo: Ammonite, Bastia, Borgo Montone, Borgo Faina, Borgo Masotti, Borgo Papale, Borgo Sisa, Ca'di Guardia, Camerlona, Campiano, Carraie, Casal Borsetti, Casemurate, Caserma, Castellaccio, Castiglione di Ravenna, Cilla di Savarna, Classe, Coccolia, Conventello, Ducenta, Durazzano-Borgo Sisa, Filetto, Fornace Zarattini, Fosso Ghiaia, Gambellara, Ghibullo, Glorie, Grattacoppa, Lido Adriano, Lido di Classe, Lido di Dante, Lido di Savio, Longana, Madonna dell'Albero, Mandriole, Marina di Ravenna, Marina Romea, Massa-Castello, Mensa-Matellica, Mezzano, Osteria, Palazzone, Piangipane, Pilastro, Ponte Nuovo, Porto Corsini, Porto Fuori, Punta Marina Terme, Ragone, Roncalceci, San Bartolo, San Marco, San Michele, San Pietro in Campiano, San Pietro in Trento, San Pietro in Vincoli, San Romualdo, San Zaccaria, Sant'Alberto, Sant'Antonio, Santerno, Santo Stefano, Savarna, Savio, Torri, Villanova di Ravenna.[10][11][12][13][14][15][16][17][18][19]

Economia[modifica | modifica sorgente]

In epoca pre-unitaria Ravenna era nota per il porto, lo scalo dello Stato Pontificio più frequentato tra quelli che si affacciano sul mare Adriatico. Il resto dell'economia ravennate era costituito da agricoltura di sussistenza. La prima banca della città, la Cassa di Risparmio di Ravenna, sorse il 21 dicembre 1839 (approvazione di papa Gregorio XVI) e fu ufficialmente aperta il 1º marzo 1840. Prima di allora l'unico istituto che aveva elargito crediti era stato il Monte di Pietà, fondato nel 1492 da Bernardino da Feltre. La banca sovvenzionava solo i piccoli proprietari; le eccedenze di cassa dovevano essere devolute ad opere di pubblica beneficenza. Nel 1898 fu avviato un programma di previdenza per operai disoccupati[20]. Nel 1905 fu fondato l'Istituto autonomo per le case popolari.

L'industria iniziò ad affacciarsi alla fine del XIX secolo. Nello stesso periodo si diffuse nel ravennate il modello della cooperativa di produzione. Nel 1883 fu fondata la prima Cooperativa braccianti, poi seguita da molte altre nei vari comuni della provincia. Le cooperative della zona attinsero prestiti dalla Cassa di Risparmio.

Il porto fu distrutto dai bombardamenti alleati durante la seconda guerra mondiale.

Dopo la fine del conflitto, venne subito riedificato con il finanziamento dello Stato. Intorno all'importante nodo di scambio nacque la prima azienda petrolchimica ravennate, la Sarom (Società Anonima Raffinazione Olii minerali, 1950). Negli anni successivi l'attività industriale registrò ritmi di crescita annuali costanti. Il polo petrolchimico iniziò ad attirare manodopera. Contadini e braccianti trovarono un nuovo lavoro come operai nella costruzione dei nuovi impianti. Su tutti, lo stabilimento dell'Anic (Azienda Nazionale Idrogenazione Carburanti, l'azienda petrolchimica dell'ENI).

L'ENI, proprietaria dell'Anic, aveva deciso di fare di Ravenna il porto per le spedizioni dei suoi prodotti verso l'Africa ed il Medio oriente. L'Ente di Enrico Mattei aveva trovato un'ottima convenienza ad investire a Ravenna, dato che in loco esistevano ampi giacimenti di metano[21] e data l'ampia disponibilità di aree a basso costo. Lo stabilimento Anic, costruito sulle sponde del Canale Candiano entrò in attività nel 1958. Produceva fertilizzanti, urea e nitrato d'ammonio. L'insieme di queste iniziative economiche fecero decollare Ravenna come polo industriale. Lo scalo ravennate, nonostante le ancora ridotte dimensioni e la bassa profondità del pescaggio, diventò il porto principale dell'Adriatico per i prodotti petroliferi dell'ENI.

Negli anni settanta, la crisi energetica determinata dall'enorme aumento del prezzo del petrolio causò l'inizio della parabola discendente per il polo petrolchimico ravennate. Negli anni ottanta l'ENI cessò progressivamente l'attività in tutti gli impianti. Le attività dell'Anic furono assorbite dalla nuova società EniChem, con sede a San Donato Milanese (1983).

Nel 1987 Raul Gardini, presidente del gruppo ravennate Ferruzzi, acquisiva il controllo della Montedison, il principale polo chimico privato italiano. Ma la parabola dell'imprenditore ravennate era destinata a durare pochi anni. Invischiato nello scandalo Tangentopoli, nel 1993 si suicidò. Pochi giorni dopo il gruppo Ferruzzi, pesantemente indebitato, si consegnò alle banche. Dopo la chiusura della Ferruzzi, Ravenna non ha più avuto spinte imprenditoriali forti.

Il settore turistico è stato rilanciato con l'apertura, nel 1992, del Parco di divertimenti «Mirabilandia», costruito lungo la SS 16 "Adriatica", circa 10 km a sud della città.

Oggi l'azienda locale più importante è la «Cooperativa Muratori e Cementisti» (C.M.C.), società cooperativa attiva a livello mondiale nella costruzione di grandi opere.[22]

Ravenna è sede di diverse multinazionali. Il porto è uno degli scali più importanti dell'Adriatico. Le statistiche parlano di 21,5 milioni di merci movimentate, un traffico container pari a 208 000 TEU e 5,7 milioni di tonnellate di merci alla rinfusa.[23]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

La stazione ferroviaria di Ravenna
Il porto di Ravenna

Il centro storico di Ravenna si trova a km dal mare a cui è collegato tramite il canale navigabile Candiano.

I collegamenti sono garantiti dal porto, che è uno dei più importanti dell'Adriatico[senza fonte], dalla ferrovia e dall'autostrada. In località Punta Marina Terme, è ubicata la stazione meteorologica di Ravenna Punta Marina, ufficialmente riconosciuta dall'organizzazione meteorologica mondiale e punto di riferimento per lo studio del clima che caratterizza la città e la sua fascia costiera.

La stazione di Ravenna, posta nei pressi del porto, si trova lungo la ferrovia statale Ferrara – Rimini ed è termine della linea proveniente da Castel Bolognese. Tra il 1883 e il 1929 la città fu servita da una linea tranviaria a vapore diretta a Forlì, una cui diramazione giungeva a Classe.

Lo scalo aereo commerciale più vicino alla città si trova a 27 km ed è l'aeroporto di Forlì mentre a 3 km dalla periferia sud della città si trova il piccolo aeroporto di Ravenna, sede di un club di paracadutisti e dedicato quasi esclusivamente a voli turistici.

Lungo la costa esistono diversi tratti di percorsi ciclabili facenti parte dell'esteso progetto denominato Ciclovia Adriatica, che una volta completato collegherà tutte le località della costa adriatica con vantaggi sulla mobilità sostenibile locale, sul turismo e sul cicloturismo indotto da una tale infrastruttura.

Amministrazione e gestione dei servizi pubblici[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Sindaci di Ravenna.

L'amministrazione comunale di Ravenna detiene partecipazioni azionarie in numerose società di scopo:

Azienda Forma giuridica Settore di attività
Romagna Acque - Società delle Fonti società per azioni a capitale pubblico Gestione Acquedotto della Romagna
HERA società per azioni a capitale pubblico fornitura di servizi pubblici locali (acqua, gas, tutela ambientale)
Start Romagna società per azioni a capitale pubblico[24] Trasporto pubblico su corriere e autobus
Ravenna Farmacie società a responsabilità limitata Gestione delle farmacie comunali
Azimut società per azioni a capitale pubblico verde pubblico, bagni pubblici, servizi cimiteriali
Sapir società per azioni a capitale pubblico gestione del porto di Ravenna
Agen.Da società a responsabilità limitata Riqualificazione della darsena di Ravenna
Ravenna Entrate società per azioni a capitale pubblico Riscossione entrate fiscali e patrimoniali
Aser società a responsabilità limitata servizio di onoranze funebri

Le partecipazioni in imprese controllate ammontano a 236 934 895,00, quelle non di controllo a € 223 129 845,00. Tra le partecipazioni detenute, quelle in società quotate risultano pari a € 112 638 497,00.[25]

Nel 2005 il Comune ha costituito una holding in maniera da conferire ad un soggetto unico tutte le partecipazioni: Ravenna holding. La società detiene le principali partecipazioni azionarie dei comuni di Ravenna, Cervia e Faenza. Dal 2012 il presidente è il manager pubblico Carlo Pezzi.

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Città gemellate[modifica | modifica sorgente]

Ravenna è gemellata con:[26]

Città in lista per il gemellaggio[modifica | modifica sorgente]

Sport[modifica | modifica sorgente]

Ciclismo[modifica | modifica sorgente]

Per otto volte Ravenna (comprese le frazioni) è stata sede di arrivo di una tappa del Giro d'Italia, la prima nel 1931, l'ultima nel 2011. Tappe del Giro d'Italia con arrivo a Ravenna e nei Lidi ravennati:

Il 15 aprile 1956 fu organizzato a Ravenna il «Gran Premio d'Europa», corsa a cronometro per squadre nazionali. Organizzata dal Pedale ravennate (presidente Fernando Fuschini), lo sponsor era la compagnia petrolifera Sarom. Luogo della gara era il lungo rettilineo che costeggia il Canale Candiano. Partenza e arrivo erano in via Trieste. Il circuito misurava 7,2 km, da ripetere per 14 giri. Lunghezza della prova: 100 km, da dividere fra tre corridori. La prima edizione fu vinta dalla sorprendente Svizzera in 2h24'43" (media di 41,795), seguita dal Belgio (staccato di 2'25"). L'Italia (Fiorenzo Magni, Giuseppe Minardi e Lino Grassi era in testa, ma una foratura di Grassi al decimo giro fece scivolare gli Azzurri in terza posizione. La Francia (Jacques Anquetil, Louis Bobet, André Darrigade) era arrivata seconda, ma i transalpini commisero una violazione del regolamento che li relegò in ultima posizione.

L'evento ebbe un grande successo e fu ripetuto l'anno successivo, il 21 aprile. Partenza e arrivo sempre in via Trieste, circuito di 5,6 km da ripetere per 18 giri. Vinse la Francia (Jacques Anquetil, André Darrigade e Jean Forestier) in 2h22'39" (media di 42,394). Seconda l'Italia (Ercole Baldini, Nino Defilippis e Diego Ronchini), terza la Spagna. Gli spettatori furono 20 000 nel primo anno e 30 000 l'anno seguente[senza fonte]. Nonostante ciò, la gara non fu ripetuta nel 1958 e poi cadde nel dimenticatoio.

Principali società sportive[modifica | modifica sorgente]

Impianti sportivi[modifica | modifica sorgente]

Manifestazioni sportive[modifica | modifica sorgente]

  • Maratona «Ravenna città d'arte», competizione internazionale nata nel 1999.

Personalità sportive legate a Ravenna[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ [1]
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Il prestigio di Roma rimase comunque intatto anche quando quest'ultima, qualche secolo più avanti, nella realtà non fu più che un piccolo villaggio dell'Italia centrale.
  4. ^ Porto Corsini è stato il porto di Ravenna dal XVIII secolo fino alla prima guerra mondiale.
  5. ^ Medaglia d'oro al valor militare, Quirinale.it. URL consultato il 19 dicembre 2010.
  6. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  7. ^ Dato Istat al 01/01/2011
  8. ^ Sito del Mibact
  9. ^ Sito del Mibact
  10. ^ Circoscrizione Prima, comune.ra.it. URL consultato il 23 febbraio 2010.
  11. ^ Circoscrizione Seconda, comune.ra.it. URL consultato il 23 febbraio 2010.
  12. ^ Circoscrizione Terza, comune.ra.it. URL consultato il 23 febbraio 2010.
  13. ^ Circoscrizione Del Mare, comune.ra.it. URL consultato il 23 febbraio 2010.
  14. ^ Circoscrizione di Piangipane, comune.ra.it. URL consultato il 23 febbraio 2010.
  15. ^ Circoscrizione di San Pietro in Vincoli, comune.ra.it. URL consultato il 23 febbraio 2010.
  16. ^ Circoscrizione di Castiglione di Ravenna, comune.ra.it. URL consultato il 23 febbraio 2010.
  17. ^ Circoscrizione di Roncalceci, comune.ra.it. URL consultato il 23 febbraio 2010.
  18. ^ Circoscrizione di Sant'Alberto, comune.ra.it. URL consultato il 23 febbraio 2010.
  19. ^ Circoscrizione di Mezzano, comune.ra.it. URL consultato il 23 febbraio 2010.
  20. ^ L'iniziativa è da considerarsi di indubbia importanza storica, perché a quell'epoca non esisteva ancora lo stato sociale.
  21. ^ Si conosceva da secoli l'esistenza di giacimenti di questo gas naturale, nell'entroterra e nel mare Adriatico. L'ENI iniziò ad estrarlo con moderne tecnologie.
  22. ^ TOP aziende. Sintesi dei bilanci delle principali aziende 2012. URL consultato il 21/5/2013.
  23. ^ Lorenzo Tazzari, La grande alleanza dei porti. Ravenna e Ancona sfidano Venezia in il Resto del Carlino, 22 maggio 2013.
  24. ^ La società è nata dalla fusione delle tre aziende di Ravenna, Forlì e Rimini.
  25. ^ Ravenna Holding S.p.A. - Chi siamo. URL consultato il 10/07/2012.
  26. ^ Rapporti internazionali: Città gemellate, comune.ra.it. URL consultato il 23 febbraio 2010.
  27. ^ Associazione "Amici di Chichester", comune.ra.it. URL consultato il 23 febbraio 2010.
  28. ^ Grad Dubrovnik - o Dubrovniku, www.dubrovnik.hr. URL consultato il 18 marzo 2012.
  29. ^ (DE) Ravenna, speyer.de. URL consultato il 23 febbraio 2010.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]