Su Nuraxi

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Coordinate: 39°42′21″N 8°59′26″E / 39.705833°N 8.990556°E39.705833; 8.990556

Su Nuraxi
Vista del nuraghe "Su Nuraxi"
Vista del nuraghe "Su Nuraxi"
Localizzazione
Stato Italia Italia
Comune Barumini-Stemma.png Barumini
Altitudine 238[1] m s.l.m.
Dimensioni
Superficie 23300
Altezza 14,10[2]
Larghezza 10[2]
Scavi
Data scoperta 1950
Date scavi tra il 1950 e il 1957
Organizzazione Giovanni Lilliu
Archeologo Giovanni Lilliu
Amministrazione
Visitabile Si
Flag of UNESCO.svg Bene protetto dall'UNESCO Flag of UNESCO.svg
UNESCO World Heritage Site logo.svg Patrimonio dell'umanità
Su Nuraxi
(EN) Su Nuraxi di Barumini
Tipo Culturali
Criterio (I) (III) (IV)
Pericolo Non in pericolo
Riconosciuto dal 1997
Scheda UNESCO (EN) Scheda
(FR) Scheda
« Arte o fenomeno subalterno? Valutata con i preconcetti del classicismo l'opera è "illetterata". Ma originale, inedito gesto creativo appare il processo di erosione in verticale, il sottrarre materia, peso e spessore all'interno dell'involucro, favorendo cavità, nicchioni, persino una scala elicoidale che morde la volumetria del mastio con un anello spettacolare. Dissonante rozzezza: "ordo barbaricus" d'impronta anticlassica »
(Bruno Zevi)

Su Nuraxi o più propriamente il Villaggio nuragico di Su Nuraxi, è un insediamento risalente all'età nuragica sviluppatosi intorno ad un nuraghe quadrilobato (cioè con un bastione di quattro torri angolari più una centrale), tra il XIII ed il VI secolo a.C., che si trova in Sardegna in territorio di Barumini.È il villaggio nuragico più grande della Sardegna e del mondo

Il nuraghe[modifica | modifica sorgente]

Struttura del nuraghe[modifica | modifica sorgente]

Il cortile interno del nuraghe
Su nuraxi interno-esterno

La struttura più antica del nuraghe è costituita da una torre centrale a tre camere sovrapposte (alta 18,60 m.), edificata tra il secolo XVII a.C. e il XIII a.C., in blocchi di basalto[3]. In seguito, nel periodo del Bronzo tardo, vennero edificate attorno alla torre centrale quattro torri unite tra loro da una cortina muraria con un ballatoio superiore (oggi andato perduto), comunicanti tutte su un cortile interno servito da un pozzo. In tempi più tardi, nell'Età del Ferro, il complesso venne attorniato da un ulteriore cortina muraria eptalobata. La differenza delle costruzioni indica che vi fosse una qualche gerarchia sociale. Le pareti erano in blocchi di pietra sovrapposti e non da un unico monolite. Le porte e le finestre erano per la prima volta utilizzabili, e le loro spalle sono leggermente inclinate in modo da ridurre l’entrata di luce e diminuire il rischio di rottura dell’architrave. Questi ultimi erano più spessi al centro e meno ai lati, ciò dimostra che avevano capito che gli architravi si rompono al centro.

Funzione del nuraghe[modifica | modifica sorgente]

Alcuni studiosi[senza fonte] ritengono che la parte più antica del nuraghe fosse destinata ad uno scopo religioso, di rifugio, civile o ancora di parlamento o sede del capo villaggio, mentre le torri aggiunte erano più probabilmente destinate a scopo militare e di magazzino.

Il villaggio nuragico[modifica | modifica sorgente]

Il villaggio all'esterno del nuraghe

Attorno al nuraghe, dal periodo del Bronzo tardo, venne edificato un villaggio nuragico destinato a ospitare la popolazione circostante. Il villaggio è composto da una cinquantina di capanne, edificate a pianta circolare tramite grossi massi murati a secco e ricoperte con tetti di forma conica in legno e frasche. Se nella fase antica le capanne furono strutturate ad un unico ambiente, in una fase più recente prevalse la tendenza della settorizzazione dell'abitazione. Tra le capanne rinvenute, le più significative sono apparse quella riservata agli incontri del capo, più grande e più articolata nella struttura, e la capanna riservata alle assemblee degli abitanti, nella quale sono stati ritrovati simboli delle divinità adorate. Altri ambienti sono stati riconosciuti come officine, cucine e centri di lavorazione agricola.[4]

Durante il VI secolo a.C., la reggia subì distruzioni e fu poi successivamente ripristinata in epoca Cartaginese per poi essere occupata dai Romani, prima di essere abbandonata definitivamente.

Il nuraghe e il villaggio erano strategicamente connessi ad un sistema di altri nuraghe e siti nuragici, come quello polilobato ritrovato al di sotto della casa Zapata, nell'abitato di Barumini.

Scavi archeologici[modifica | modifica sorgente]

Il complesso archeologico fu interamente scavato tra il 1950 e il 1957, sotto la direzione dell'archeologo baruminese Giovanni Lilliu[3]. Gli scavi hanno consentito di ripercorrere le diverse fasi della costruzione della reggia e del villaggio circostante, confermando la continuità di vita dell'intero complesso fino al I secolo a.C., in età romana.

Gli scavi hanno portato alla luce importanti resti di utensili, di armi, di vasellame e di oggetti ornamentali.

Il sito è stato classificato dall'Unesco come patrimonio mondiale dell'umanità[5].

Conservazione attuale del sito[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Giovanni Lilliu, op. cit., p. 39
  2. ^ a b Giovanni Lilliu, op. cit., p. 84
  3. ^ a b Pagina 462, La Grande Enciclopedia della Sardegna, a cura di Francesco Floris. Volume 1. 2007, Editoriale La Nuova Sardegna.
  4. ^ Fernando Gilotta, Atlante di Archeologia, Utet, Torino, 1996, pag.262, voce, Barumini
  5. ^ Su Nuraxi di Barumini dal sito dell'UNESCO. URL consultato il 9 febbraio 2012.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Bruno Zevi, Preistoria Alto Medioevo in Controstoria dell'architettura in Italia, Roma, 1995
  • Giovanni Lilliu, La civiltà dei Sardi dal neolitico all'età dei nuraghi, Torino, 1967.
  • Giovanni Lilliu, Raimondo Zucca, Su Nuraxi di Barumini (PDF), Sassari, Carlo Delfino editore, 2005, p. 146, ISBN 88-7138-384-2. URL consultato l'8 febbraio 2012.

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