Fiorenzo Magni
| Fiorenzo Magni | ||
|---|---|---|
| Dati biografici | ||
| Nazionalità | ||
| Ciclismo |
||
| Dati agonistici | ||
| Specialità | Strada, pista | |
| Ritirato | 1956 | |
| Carriera | ||
| Squadre di club | ||
| 1938 | UC Modenese | |
| 1939 | AC Montecatini | |
| 1940 | AC Pratese | |
| 1941-1943 | ||
| 1944-1945 | Pedale Monzese | |
| 1945 | ||
| 1946-1947 | ||
| 1948-1950 | ||
| 1951-1953 | ||
| 1954-1956 | ||
| Nazionale | ||
| 1947-1956 | ||
| Carriera da allenatore | ||
| 1954-1956 | ||
| 1957-1958 | ||
| 1960-1962 | ||
| 1963-1966 | ||
| Palmarès | ||
| Argento | Varese 1951 | In linea |
| « Se uno parte rassegnato va poco lontano, questo è un principio al quale mi sono sempre assoggettato. Sono contento di aver ragionato sempre così, io ho valutato come e dove avrei potuto migliorare, non mi sono mai fermato, ho sempre cercato di avere le carte in regola per vincere, in bici e nella vita di lavoro.[1] » |
| (Fiorenzo Magni) |
Fiorenzo Magni (Vaiano, 7 dicembre 1920 – Monza, 19 ottobre 2012) è stato un dirigente sportivo, ciclista su strada e pistard italiano, professionista dal 1940 al 1956.
Soprannominato il Leone delle Fiandre[2], fu il "terzo uomo" dell'epoca d'oro del ciclismo italiano, rivale di Fausto Coppi e Gino Bartali.[3] Vinse tre Giri delle Fiandre consecutivi e tre Giri d'Italia.
Indice |
Biografia [modifica]
Fiorenzo Magni è nato il 7 dicembre 1920 a Vaiano, oggi Provincia di Prato in Toscana.
L'infanzia [modifica]
Fiorenzo Magni cresce alle Fornaci di Usella vicino Prato.
La famglia Magni è composta dal padre Giuseppe, la madre Giulia Caciolli, e i figli Fiorenza e Fiorenzo. Il padre trasporta, con carro e cavalli inizialmente di proprietà del suocero, prodotti chimici da Firenze alle aziende tessili del pratese e spesso il piccolo Fiorenzo lo accompagna nei sui viaggi imparando il mestiere. Dopo la morte del padre, avvenuta nel 1937, il diciassettenne Fiorenzo abbandona gli studi per continuare a tempo pieno l'attività paterna.
In questo periodo inizia a dedicarsi al ciclismo prima per divertimento e poi a livello agonistico con Associazione Ciclistica Pratese, Unione Ciclistica Modenese e Associazione Ciclistica Montecatini.
La Seconda Guerra mondiale [modifica]
Il 10 giugno 1940 l'Italia entra in Guerra al fianco della Germania contro gli Alleati.
Dalla primavera del 1940, Magni presta il servizio militare al 19° Reggimento di Artiglieria a Firenze per poi essere trasferito al Battaglione Olimpico di Roma. Allo scioglimento del reparto ritorna a Firenze assegnato al 41° Reggimento di Artiglieria dove rimane fino all'Armistizio del '8 settembre 1943. In questo triennio Fiorenzo non viene mai inviato al fronte.
Dopo l'Armistizio del '8 settembre 1943 Magni aderisce alla Repubblica Sociale Italiana e presta servizio presso la Milizia Volontaria Sicurezza Nazionale tra il 1943 e il 1944. Nel gennaio 1944 partecipa ad un rastrellamento volto alla ricerca di partigiani che culmina con la Battaglia di Valibona in cui perdono la vita alcuni combattenti della Resistenza. Magni e il suo reparto arrivano a Valibona quando gli scontri sono finiti. Nel luglio del 1944 lascia la Toscana per trasferirsi a Monza e, nel 1945 a San Marino, in Puglia e infine a Roma. Al processo per i fatti di Valibona, dove Magni viene accusato di aver preso parte alla strage di partigiani, testimonia in sua difesa anche l'amico e collega Alfredo Martini fervente comunista. Fiorenzo Magni viene assolto per amnistia il 24 febbraio 1947.
Nel periodo bellico Magni continua a dedicarsi al ciclismo gareggiando con l'Associazione Ciclistica Pratese, la Bianchi, il Pedale Monzese e la Ricci.
La morte [modifica]
È morto a Monza il 19 ottobre 2012, alla soglia dei 92 anni per un improvviso aneurisma.[4]. Una settimana prima della sua scomparsa, nel Salone d'Onore del CONI ci fu la sua ultima apparizione pubblica per la presentazione del libro Magni. Il terzo uomo, la sua prima e unica biografia ufficiale, realizzata dall'amico e giornalista televisivo, e già telecronista di ciclismo Auro Bulbarelli con la prefazione di Sergio Zavoli[5].
Carriera [modifica]
Ciclista attivo sia su strada che su pista è un ottimo passista forte in volata, in discesa e con una buona tenuta in salita.
Gli esordi [modifica]
Magni si appassiona al ciclismo fin da bambino correndo contro gli amici del paese.
Inizia l'attività agonistica nel 1936 con l'Associazione Ciclistica Pratese nella categoria aspiranti e ottiene sette vittorie e numerosi piazzamenti. L'anno successivo, il 1937, con la stessa squadra ma nella categoria allievi, centra altri dodici successi tra cui il Campionato toscano.
Passa tra i dilettanti nel 1938 con l'Unione Ciclistica Modenese e vince sette gare. Nel 1939, sempre dilettante, ritorna con una squadra toscana, l'Associazione Ciclistica Montecatini, e vince la Coppa Taliani a Pontedera, la Coppa del Taglia - Giro dei Colli Fiorentini a Firenze, il Gran Premio Maino - Coppa Vannacci a Pistoia, la Coppa Barni a Vaiano, il Circuito del Montalbano a Seano e la Firenze-Livorno - Coppa Ciano. Viene anche convocato in Nazionale per disputare il Mondiale poi annullato per l'inizio della Seconda Guerra Mondiale. Nel 1940 ritorna con la squadra dei suoi esordi, l'Associazione Ciclistica Pratese, tra i dilettanti scelti. Si aggiudica la Coppa Burci a Firenze, la Coppa Vivarelli a Pistoia, la Coppa Barlesi a Firenze, la Coppa Bernocchi a Prato a pari merito con un altro corridore, la coppa Parisi a Mentana e il Circuito del Galluzzo a Firenze. Vince anche il Giro della Provincia di Milano in coppia con Vito Ortelli battendo i professionisti. Nel triennio da dilettante vince venti corse.
Gli ottimi risultati ottenuti da dilettante gli valgono il passaggio tra i professionisti con la Bianchi per il 1941.
Il professionismo [modifica]
Stringeva tra i denti un'estremità dell'oggetto, mentre l'altra estremità era fissata al manubrio, così poteva sia diminuire lo sforzo richiesto alla spalla sinistra, infortunata, sia stringere i denti affondandoli nella gomma per sfogare il dolore.
Terminò la gara piazzandosi al secondo posto.
Così lo raccontò lo stesso Magni[3]:
«Al Giro del ’56 sono caduto nella discesa di Volterra e mi sono fratturato la clavicola. “Non puoi partire”, mi dice il medico. Io lo lascio parlare e faccio di testa mia: metto la gommapiuma sul manubrio e corro la crono. Poi supero gli Appennini. Ma provando la cronoscalata di San Luca mi accorgo di non riuscire nemmeno a stringere il manubrio dal dolore; allora il mio meccanico, il grande Faliero Masi, decide di tagliare una camera d’aria, me la lega al manubrio e io la tengo con i denti, per non forzare le braccia. Il giorno dopo, nella Modena-Rapallo cado di nuovo e mi rompo anche l’omero. Svengo dal dolore. Sono sulla lettiga quando riprendo coscienza e ordino a chi guida l’ambulanza di fermarsi. Mi butto giù, inseguo il gruppo, lo riprendo e arrivo sul Bondone sotto una tormenta di neve. Per questo gesto Ugo Tognazzi e Raimondo Vianello, che seguivano il Giro, mi ribattezzarono Fiorenzo il Magnifico.»
Nel 1946 non gareggiò, squalificato dall'UVI per l'adesione al fascismo e per aver gareggiato sotto falso nome.
Tornò alle corse nel 1947 piazzandosi settimo alla Milano-Sanremo e nono al suo primo Giro d'Italia.
Nel 1948 vinse il Giro d'Italia. La vittoria ebbe però strascichi polemici: la Bianchi accusò Magni di aver beneficiato di spinte irregolari sulla salita del passo Pordoi, durante la decisiva tappa da Cortina a Trento, e la giuria gli inflisse una penalizzazione di due minuti. Magni riuscì comunque a conservare la maglia rosa con undici secondi di vantaggio su Ezio Cecchi, ma fu duramente contestato dal pubblico all'arrivo al Vigorelli.
Le sue caratteristiche di passista e discesista lo portarono a vincere tre Giri delle Fiandre consecutivi (dal 1949 al 1951), coi quali meritò il suo famoso soprannome. Nel 1951 e nel 1955 vinse altri due Giri d'Italia; l'ultima maglia rosa, conquistata a quasi 35 anni, lo rende tuttora il più anziano vincitore del Giro.
Tra le sue molte affermazioni anche tre Giri del Piemonte, tre Trofei Baracchi e tre Campionati nazionali. Inoltre, si piazzò secondo ai Campionati del mondo del 1951 (preceduto dallo svizzero Ferdi Kübler) e al Giro d'Italia del 1956 (dietro il lussemburghese Charly Gaul) alla "veneranda" età di 36 anni (concluse quel Giro con una spalla fratturata, tenendo il manubrio attraverso un tubolare stretto fra i denti).[3]
Durante la dodicesima tappa del Tour de France 1950, mentre era in maglia gialla, si ritirò dalla corsa insieme a tutta la squadra italiana in seguito alle pressioni e alle insistenze di Bartali, che sosteneva di essere stato aggredito sul Col d'Aspin da alcuni spettatori francesi.
Negli ultimi anni di attività fu un acceso fautore delle sponsorizzazioni delle squadre ciclistiche da parte di industrie extraciclistiche.
Dopo il ritiro [modifica]
Ritiratosi dalle corse conservò a lungo posizioni di rilievo in ambito dirigenziale. Fu Commissario tecnico della Nazionale dal 1963 al 1966, poi presidente dell'Associazione Corridori ed infine presidente della Lega del Professionismo. È stato presidente della Fondazione del Museo del ciclismo del Ghisallo.[3] Nel 2004 è stato insignito del Collare d'Oro al Merito Sportivo.
Palmarès [modifica]
Strada [modifica]
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Altri successi [modifica]
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Pista [modifica]
- Primato mondiale velocità 50 chilometri
- Primato mondiale velocità 30 miglia
- Primato mondiale velocità 100 chilometri
- Bol d'Or des Monédières - Chaumeil
Piazzamenti [modifica]
Grandi Giri [modifica]
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Classiche monumento [modifica]
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Competizioni mondiali [modifica]
- Zurigo 1947 - In linea: 4º
- Copenaghen 1949 - In linea: 9º
- Moorslede 1950 - In linea: ritirato
- Varese 1951 - In linea: 2º
- Lussemburgo 1952 - In linea: 4º
- Lugano 1953 - In linea: ritirato
- Frascati 1955 - In linea: ritirato
- Copenaghen 1956 - In linea: 12º
Onorificenze [modifica]
| Medaglia d'Oro al Valore Atletico | |
| «Per i primati mondiali nella velocità in pista sulla distanza di cinquanta chilometri, trenta miglia e cento chilometri ottenuti al Velodromo Vigorelli di Milano» — Milano, 11 novembre 1942[6] |
| Commendatore Ordine al merito della Repubblica Italiana | |
| — Roma, 27 dicembre 1967. Su proposta del Ministro del Turismo e dello Spettacolo. |
Riconoscimenti [modifica]
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Bibliografia [modifica]
- Gian Maria Dossena, Il leone delle Fiandre, Compagnia Editoriale, 1991. ISBN
- Adriano De Zan e Augusto Stagi, Gentili signore e signori buongiorno, Dalai editore, 1999. ISBN 9788880894483
- Beppe Conti, Ciclismo. Gloria e tragedie, Ecosport, 2006. ISBN 9788881133352
- Beppe Conti, Ciclismo, inganni e tradimenti, Ecosport, 2010. ISBN 9788881133635
- John Foot, Pedalare, Pedalare! La grande avventura del ciclismo italiano, Rizzoli, 2011. ISBN 9788817049726
- Giuseppe Castelnovi, Tre uomini d'oro. Fiorenzo Magni, Gino Bartali, Fausto Coppi, Edit Vallardi, 2011. ISBN 9788895684277
- Autori vari, Giro d'Italia. La grande storia - Gli anni di Coppi e Magni 1951-1955, RCS Mediagroup, 2012. ISBN
- Auro Bulbarelli, Magni. Il terzo uomo, Rai Eri, 2012. ISBN 9788839715791
Note [modifica]
- ^ Sergio Meda. La parola a Fiorenzo. URL consultato in data 21 Ottobre 2012.
- ^ Numerosissime fonti, ad es. Rai News 24, Addio Leone delle Fiandre
- ^ a b c d Pier Augusto Stagi, Magni, novant'anni da fuoriclasse, Tuttobici, gennaio 2011.
- ^ Ciclismo, è morto Fiorenzo Magni Il leone con il cuore monzese. URL consultato in data 21 Ottobre 2012.
- ^ Marcello Di Dio, Fiorenzo Magni, il "terzo uomo" diventato leone delle Fiandre, Il Giornale. URL consultato in data 16 Ottobre 2012.
- ^ Associazione Medaglie d'Oro al Valore Atletico
- ^ IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA RICEVE I CAMPIONI DEL MONDO 2003, CONSEGNA DELLE ONORIFICENZE AL MERITO E DEI COLLARI D'ORO
- ^ Associazione Medaglie d'Oro al Valore Atletico
Altri progetti [modifica]
Wikiquote contiene citazioni di o su Fiorenzo Magni
Collegamenti esterni [modifica]
- Profilo su Museodelciclismo.it
- (FR) Profilo su Memoireducyclisme.eu
- Profilo su Sitodelciclismo.net
- Profilo su Cyclebase.nl
- Fiorenzo Magni sul filo della memoria - Speciale Rai Sport per i suoi 90 anni
- Dedicato a... - Speciale Rai Sport del 2011
- Storia di Fiorenzo Magni su Ciclomuseo-bartali.it
- Scheda su Associazione Medaglie d'Oro al Valore Atletico
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