Fiorenzo Magni

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Fiorenzo Magni
Magni Fiorenzo.jpg
Dati biografici
Nazionalità bandiera Italia
Ciclismo Cycling (road) pictogram.svg
Dati agonistici
Specialità Strada, pista
Ritirato 1956
Carriera
Squadre di club
1938 UC Modenese
1939 AC Montecatini
1940 AC Pratese
1941-1943 Bianchi Bianchi
1944-1945 Pedale Monzese
1945 Ricci Ricci
1946-1947 Viscontea Viscontea
1948-1950 Wilier Triestina Wilier Triestina
1951-1953 Ganna Ganna
1954-1956 Nivea-Fuchs Nivea-Fuchs
Nazionale
1947-1956 Italia Italia
Carriera da allenatore
1954-1956 Nivea-Fuchs Nivea-Fuchs
1957-1958 Leo-Chlorodont Leo-Chlorodont
1960-1962 Philco Philco
1963-1966 Italia Italia
Palmarès
Gnome-emblem-web.svg  Mondiali
Argento Varese 1951 In linea
 
« Se uno parte rassegnato va poco lontano, questo è un principio al quale mi sono sempre assoggettato. Sono contento di aver ragionato sempre così, io ho valutato come e dove avrei potuto migliorare, non mi sono mai fermato, ho sempre cercato di avere le carte in regola per vincere, in bici e nella vita di lavoro.[1] »
(Fiorenzo Magni)

Fiorenzo Magni (Vaiano, 7 dicembre 1920Monza, 19 ottobre 2012) è stato un dirigente sportivo, ciclista su strada e pistard italiano, professionista dal 1940 al 1956.

Soprannominato il Leone delle Fiandre[2], fu il "terzo uomo" dell'epoca d'oro del ciclismo italiano, rivale di Fausto Coppi e Gino Bartali.[3] Vinse tre Giri delle Fiandre consecutivi e tre Giri d'Italia.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Fiorenzo Magni è nato il 7 dicembre 1920 a Vaiano, oggi Provincia di Prato in Toscana.

L'infanzia[modifica | modifica sorgente]

Fiorenzo Magni cresce alle Fornaci di Usella vicino Prato.

La famiglia Magni è composta dal padre Giuseppe, la madre Giulia Caciolli, e i figli Fiorenza e Fiorenzo. Il padre trasporta, con carro e cavalli inizialmente di proprietà del suocero, prodotti chimici da Firenze alle aziende tessili del pratese e spesso il piccolo Fiorenzo lo accompagna nei suoi viaggi imparando il mestiere. Dopo la morte del padre, avvenuta nel 1937, il diciassettenne Fiorenzo abbandona gli studi per continuare a tempo pieno l'attività paterna.

In questo periodo inizia a dedicarsi al ciclismo prima per divertimento e poi a livello agonistico con Associazione Ciclistica Pratese, Unione Ciclistica Modenese e Associazione Ciclistica Montecatini.

La Seconda Guerra mondiale[modifica | modifica sorgente]

Il 10 giugno 1940 l'Italia entra in Guerra al fianco della Germania contro gli Alleati.

Dalla primavera del 1940, Magni presta il servizio militare al 19º Reggimento di Artiglieria a Firenze per poi essere trasferito al Battaglione Olimpico di Roma. Allo scioglimento del reparto ritorna a Firenze assegnato al 41º Reggimento di Artiglieria dove rimane fino all'Armistizio del '8 settembre 1943. In questo triennio Fiorenzo non viene mai inviato al fronte.

Dopo l'Armistizio del '8 settembre 1943 Magni aderisce alla Repubblica Sociale Italiana e presta servizio presso la Milizia Volontaria Sicurezza Nazionale tra il 1943 e il 1944. Nel gennaio 1944 partecipa ad un rastrellamento volto alla ricerca di partigiani che culmina con la Battaglia di Valibona in cui perdono la vita alcuni combattenti della Resistenza. Magni e il suo reparto arrivano a Valibona quando gli scontri sono finiti. Nel luglio del 1944 lascia la Toscana per trasferirsi a Monza e, nel 1945 a San Marino, in Puglia e infine a Roma. Al processo per i fatti di Valibona, dove Magni viene accusato di aver preso parte alla strage di partigiani, testimonia in sua difesa anche l'amico e collega Alfredo Martini fervente comunista. Fiorenzo Magni viene assolto per amnistia il 24 febbraio 1947.

Nel periodo bellico Magni continua a dedicarsi al ciclismo gareggiando con l'Associazione Ciclistica Pratese, la Bianchi, il Pedale Monzese e la Ricci.

La morte[modifica | modifica sorgente]

È morto a Monza alla soglia dei 92 anni per un improvviso aneurisma.[4] Una settimana prima della sua scomparsa, nel Salone d'Onore del CONI ci fu la sua ultima apparizione pubblica per la presentazione del libro Magni. Il terzo uomo, la sua prima e unica biografia ufficiale, realizzata dall'amico e giornalista televisivo, e già telecronista di ciclismo Auro Bulbarelli con la prefazione di Sergio Zavoli[5].

Carriera[modifica | modifica sorgente]

Ciclista attivo sia su strada che su pista è un ottimo passista forte in volata, in discesa e con una buona tenuta in salita.

Gli esordi[modifica | modifica sorgente]

"L'invenzione" di Magni
Fiorenzo Magni tubolare.jpg

Durante il Giro d'Italia 1956, Magni corse stringendo in bocca una camera d'aria, essendosi fratturato una clavicola durante la stessa gara: rifiutò l'ingessatura e il ritiro, rimontando in sella. Stringeva tra i denti un'estremità dell'oggetto, mentre l'altra estremità era fissata al manubrio, così poteva sia diminuire lo sforzo richiesto alla spalla sinistra infortunata, sia stringere i denti affondandoli nella gomma per sfogare il dolore; terminò la gara piazzandosi al secondo posto. Così lo raccontò lo stesso Magni[3]:

«Al Giro del ’56 sono caduto nella di­scesa di Volterra e mi sono fratturato la clavicola. “Non puoi partire”, mi dice il medico. Io lo lascio parlare e faccio di testa mia: metto la gommapiuma sul manubrio e corro la crono. Poi supero gli Appennini. Ma provando la cronoscalata di San Luca mi accorgo di non riuscire nemmeno a stringere il manubrio dal dolore; allora il mio meccanico, il grande Faliero Masi, decide di tagliare una camera d’aria, me la lega al manubrio e io la tengo con i denti, per non forzare le braccia. Il giorno dopo, nella Modena-Rapallo cado di nuovo e mi rompo anche l’omero. Svengo dal dolore. Sono sulla lettiga quando ri­prendo coscienza e ordino a chi guida l’am­bulanza di fermarsi. Mi butto giù, inseguo il gruppo, lo riprendo e arrivo sul Bondone sotto una tormenta di neve. Per questo gesto Ugo Tognazzi e Raimondo Vianello, che seguivano il Giro, mi ribattezzarono Fiorenzo il Ma­­gnifico.»

Magni si appassiona al ciclismo fin da bambino correndo contro gli amici del paese.

Inizia l'attività agonistica nel 1936 con l'Associazione Ciclistica Pratese nella categoria aspiranti e ottiene sette vittorie e numerosi piazzamenti. L'anno successivo, il 1937, con la stessa squadra ma nella categoria allievi, centra altri dodici successi tra cui il Campionato toscano.

Passa tra i dilettanti nel 1938 con l'Unione Ciclistica Modenese e vince sette gare. Nel 1939, sempre dilettante, ritorna con una squadra toscana, l'Associazione Ciclistica Montecatini, e vince la Coppa Taliani a Pontedera, la Coppa del Taglia - Giro dei Colli Fiorentini a Firenze, il Gran Premio Maino - Coppa Vannacci a Pistoia, la Coppa Barni a Vaiano, il Circuito del Montalbano a Seano e la Firenze-Livorno - Coppa Ciano. Viene anche convocato in Nazionale per disputare il Mondiale poi annullato per l'inizio della seconda guerra mondiale. Nel 1940 ritorna con la squadra dei suoi esordi, l'Associazione Ciclistica Pratese, tra i dilettanti scelti. Si aggiudica la Coppa Burci a Firenze, la Coppa Vivarelli a Pistoia, la Coppa Barlesi a Firenze, la Coppa Bernocchi a Prato a pari merito con un altro corridore, la coppa Parisi a Mentana e il Circuito del Galluzzo a Firenze. Vince anche il Giro della Provincia di Milano in coppia con Vito Ortelli battendo i professionisti. Nel triennio da dilettante vince venti corse.

Gli ottimi risultati ottenuti da dilettante gli valgono il passaggio tra i professionisti con la Bianchi per il 1941.

Il professionismo[modifica | modifica sorgente]

Nel 1946 non gareggiò, squalificato dall'UVI per l'adesione al fascismo e per aver gareggiato sotto falso nome. Tornò alle corse nel 1947 piazzandosi settimo alla Milano-Sanremo e nono al suo primo Giro d'Italia.

Nel 1948 vinse il Giro d'Italia. La vittoria ebbe però strascichi polemici: la Bianchi accusò Magni di aver beneficiato di spinte irregolari sulla salita del passo Pordoi, durante la decisiva tappa da Cortina a Trento, e la giuria gli inflisse una penalizzazione di due minuti. Magni riuscì comunque a conservare la maglia rosa con undici secondi di vantaggio su Ezio Cecchi, ma fu duramente contestato dal pubblico all'arrivo al Vigorelli.

Le sue caratteristiche di passista e discesista lo portarono a vincere tre Giri delle Fiandre consecutivi (dal 1949 al 1951), coi quali meritò il suo famoso soprannome. Nel 1951 e nel 1955 vinse altri due Giri d'Italia; l'ultima maglia rosa, conquistata a quasi 35 anni, lo rende tuttora il più anziano vincitore del Giro.

Tra le sue molte affermazioni anche tre Giri del Piemonte, tre Trofei Baracchi e tre Campionati nazionali. Inoltre, si piazzò secondo ai Campionati del mondo del 1951 (preceduto dallo svizzero Ferdi Kübler) e al Giro d'Italia del 1956 (dietro il lussemburghese Charly Gaul) alla "veneranda" età di 36 anni (concluse quel Giro con una spalla fratturata, tenendo il manubrio attraverso un tubolare stretto fra i denti).[3]

Durante la dodicesima tappa del Tour de France 1950, mentre era in maglia gialla, si ritirò dalla corsa insieme a tutta la squadra italiana in seguito alle pressioni e alle insistenze di Bartali, che sosteneva di essere stato aggredito sul Col d'Aspin da alcuni spettatori francesi.

Negli ultimi anni di attività fu un acceso fautore delle sponsorizzazioni delle squadre ciclistiche da parte di industrie extraciclistiche.

Dopo il ritiro[modifica | modifica sorgente]

Ritiratosi dalle corse conservò a lungo posizioni di rilievo in ambito dirigenziale. Fu Commissario tecnico della Nazionale dal 1963 al 1966, poi presidente dell'Associazione Corridori ed infine presidente della Lega del Professionismo. È stato presidente della Fondazione del Museo del ciclismo del Ghisallo.[3] Nel 2004 è stato insignito del Collare d'Oro al Merito Sportivo.

Palmarès[modifica | modifica sorgente]

Strada[modifica | modifica sorgente]

  • 1938 (U.C. Modenese)
Coppa Maccolini - Zedda
  • 1939 (A.C. Montecatini, sei vittorie)
Coppa Taliani - Pontedera
Coppa del Taglia - Giro dei Colli Fiorentini
Gran Premio Maino - Coppa Vannacci
Coppa Barni - Vaiano
Circuito del Montalbano - Seano
Firenze-Livorno - Coppa Ciano
  • 1940 (A.C. Pratese, sette vittorie)
Coppa Burci - Firenze
Coppa Vivarelli - Pistoia
Coppa Barlesi - Firenze
Coppa Bernocchi - Prato
Coppa Parisi - Mentana
Circuito del Galluzzo - Firenze
Giro della Provincia di Milano (Cronocoppie con Vito Ortelli)
  • 1941 (Bianchi, due vittorie)
Trofeo Luigi Novara - Seregno
frazione Staffetta del Ventennale (Orvieto > Roma)
  • 1942 (Bianchi, tre vittorie)
Circuito di Napoli
Circuito di Bari
Giro del Piemonte
  • 1943 (Bianchi, due vittorie)
Circuito del Parco - Milano
Giro della Provincia di Milano (Cronocoppie con Glauco Servadei)
  • 1945 (Ricci e Pedale Monzese, due vittorie)
Coppa Caldirola - Molinazzo
Coppa Marangoni - Molinazzo
  • 1947 (Viscontea, tre vittorie)
Circuito di Castelfranco Veneto
Circuito di Lugano
Tre Valli Varesine
  • 1948 (Viscontea e Wilier, due vittorie)
19ª tappa Giro d'Italia (Brescia > Milano)
Classifica generale Giro d'Italia
  • 1949 (Wilier, cinque vittorie)
Ronde van Vlaanderen
10ª tappa Tour de France (San Sebastián > Pau)
Giro della Toscana
Circuito di Novara
Trofeo Baracchi (Cronocoppie con Adolfo Grosso)
  • 1950 (Wilier, cinque vittorie)
Ronde van Vlaanderen
16ª tappa al Giro d'Italia (L'Aquila > Campobasso)
8ª tappa al Tour de France (Angers > Niort)
Circuito di Empoli
Trofeo Baracchi (con Antonio Bevilacqua)
  • 1951 (Ganna, dodici vittorie)
Circuito di Bordighera
Milano-Torino
Ronde van Vlaanderen
Giro del Lazio (1ª prova Campionato italiano)
Giro di Romagna
Classifica generale Giro d'Italia
Circuito delle Cascine - Firenze
18ª tappa Tour de France (Avignone > Marsiglia)
Circuito delle Caldaie - Ascoli Piceno
Criterium di Namur
Classifica generale Campionato italiano
Trofeo Baracchi (Cronocoppie con Giuseppe Minardi)
  • 1952 (Ganna, cinque vittorie)
4ª tappa, 2ª semitappa Roma-Napoli-Roma (Latina > Roma)
Classifica generale Roma-Napoli-Roma
Gran Premio dell’Autodromo - Monza
6ª tappa Tour de France (Clermont Ferrand > Vichy)
22ª tappa Tour de France (Namur > Metz)
  • 1953 (Ganna, quindici vittorie)
Sassari-Cagliari
Criterium di Tertre
Giro del Piemonte (2ª prova Campionato italiano)
tappa Roma-Napoli-Roma (Napoli > Latina)
Classifica finale Roma-Napoli-Roma
10ª tappa Giro d'Italia (Bormio > Milano)
16ª tappa Giro d'Italia (San Pellegrino > Riva del Garda)
21ª tappa Giro d'Italia (Pisa > Modena)
9ª tappa Tour de France (Montluçon > Parigi)
22ª tappa Tour de France (Bordeaux > Pau)
Criterium di Herve
Criterium di Saint Gaudens
Giro del Veneto (4ª prova Campionato italiano)
Classifica generale Campionato italiano
Gran Premio di Lugano
  • 1954 (Nivea, sette vittorie)
Circuito di Sassari
Giro della Toscana (2ª prova Campionato italiano)
Gran Premio Motoleggere - Modena
tappa Roma-Napoli-Roma (Napoli)
Circuito di Crema
Milano-Modena
Classifica generale Campionato italiano
  • 1955 (Nivea, otto vittorie)
Circuito di Sassari
Giro di Romagna (2ª prova Campionato italiano)
7ª tappa Vuelta a España (Barcellona > Montjuich)
13ª tappa Vuelta a España (Madrid > Valladolid)
15ª tappa Vuelta a España (Bilbao > Bilbao)
2ª tappa Giro d'Italia (Torino > Cannes)
Classifica generale Giro d'Italia
Milano-Modena
  • 1956 (Nivea, cinque vittorie)
2ª tappa, 1ª semitappa Gran Premio Ciclomotoristico (Perugia > Terni)
Giro del Piemonte
Giro del Lazio
Gran Premio Nivea - Busto Arsizio
Circuito di Roccabianca

Altri successi[modifica | modifica sorgente]

12ª tappa Vuelta a España (Madrid, cronosquadre)
Classifica a punti Vuelta a España

Pista[modifica | modifica sorgente]

Primato mondiale velocità 50 chilometri
Primato mondiale velocità 30 miglia
Primato mondiale velocità 100 chilometri
Bol d'Or des Monédières - Chaumeil

Piazzamenti[modifica | modifica sorgente]

Grandi Giri[modifica | modifica sorgente]

1947: 9º
1948: vincitore
1950: 6º
1951: vincitore
1952: 2º
1953: 9º
1954: 6º
1955: vincitore
1956: 2º
1949: 6º
1950: ritirato (non partito 12ª tappa)
1951: 7º
1952: 6º
1953: 15º

Classiche monumento[modifica | modifica sorgente]

1941: 4º
1942: 12º
1943: 14º
1947: 7º
1948: 38º
1949: 3º
1950: 8º
1951: 19º
1952: 29º
1953: 49º
1954: 8º
1955: 5º
1956: 2º
1948: 5º
1949: 12º
1950: 3º
1951: 15º
1953: 12º
1948: ritirato
1949: vincitore
1950: vincitore
1951: vincitore
1941: 13º
1942: 7º
1947: 16º
1949: 4º
1950: 18º
1951: 12º
1952: 37º
1953: 7º
1954: 2º
1955: 11º
1956: 3º

Competizioni mondiali[modifica | modifica sorgente]

Zurigo 1947 - In linea: 4º
Copenaghen 1949 - In linea: 9º
Moorslede 1950 - In linea: ritirato
Varese 1951 - In linea: 2º
Lussemburgo 1952 - In linea: 4º
Lugano 1953 - In linea: ritirato
Frascati 1955 - In linea: ritirato
Copenaghen 1956 - In linea: 12º

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Medaglia d'Oro al Valore Atletico - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'Oro al Valore Atletico
«Per i primati mondiali nella velocità in pista sulla distanza di cinquanta chilometri, trenta miglia e cento chilometri ottenuti al Velodromo Vigorelli di Milano»
— Milano, 11 novembre 1942[6]
Commendatore Ordine al merito della Repubblica Italiana - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore Ordine al merito della Repubblica Italiana
— Roma, 27 dicembre 1967. Su proposta del Ministro del Turismo e dello Spettacolo.

Riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

  • Medaglia d'oro della Federazione Ciclistica Italiana nel 1949
  • Stella d'Oro al Merito Sportivo del Comitato Olimpico Nazionale Italiano
  • Premio Sport del Comune di Camaiore nel 1966 e 2000
  • Premio Vincenzo Torriani nel 2000
  • Premio Sport e Solidarietà dell'Associazione Volontari Italiani del Sangue nel 2001
  • Premio Arcobaleno del Associazione La Bottega dell'Arte nel 2001
  • Collare d'Oro al Merito Sportivo del Comitato Olimpico Nazionale Italiano nel 2004[7]
  • Memorial Bardelli-Una vita per lo sport nel 2004
  • Titolo Paul Harris Fellow del Rotary Club di Prato nel 2005
  • Premio Bruno Pellizzari del Velo Sport Abbiategrasso nel 2007
  • Socio d’Onore della Federazione Ciclistica Italiana dal 2009
  • Premio Monticellese illustre nel 2009
  • Premio l'Umiltà Vincente del Gruppo Sportivo Faiv Valdichiana nel 2009
  • Bersagliere ad Honorem dal 2010
  • Premio speciale alla carriera della Regione Lombardia nel 2010
  • Mendrisio d'Oro del Velo Club Mendrisio nel 2011
  • Presidente Onorario dell'Associazione Atleti Azzurri d’Italia[6]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Gian Maria Dossena, Il leone delle Fiandre, Compagnia Editoriale, 1991. ISBN.
  • Adriano De Zan e Augusto Stagi, Gentili signore e signori buongiorno, Dalai editore, 1999. ISBN 9788880894483.
  • Beppe Conti, Ciclismo. Gloria e tragedie, Ecosport, 2006. ISBN 9788881133352.
  • Beppe Conti, Ciclismo, inganni e tradimenti, Ecosport, 2010. ISBN 9788881133635.
  • John Foot, Pedalare, Pedalare! La grande avventura del ciclismo italiano, Rizzoli, 2011. ISBN 9788817049726.
  • Giuseppe Castelnovi, Tre uomini d'oro. Fiorenzo Magni, Gino Bartali, Fausto Coppi, Edit Vallardi, 2011. ISBN 9788895684277.
  • Autori vari, Giro d'Italia. La grande storia - Gli anni di Coppi e Magni 1951-1955, RCS Mediagroup, 2012. ISBN.
  • Auro Bulbarelli, Magni. Il terzo uomo, Rai Eri, 2012. ISBN 9788839715791.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Sergio Meda, La parola a Fiorenzo. URL consultato il 21 ottobre 2012.
  2. ^ Numerosissime fonti, ad es. Rai News 24, Addio Leone delle Fiandre
  3. ^ a b c d Pier Augusto Stagi, Magni, novant'anni da fuoriclasse, Tuttobici, gennaio 2011.
  4. ^ Ciclismo, è morto Fiorenzo Magni Il leone con il cuore monzese. URL consultato il 21 ottobre 2012.
  5. ^ Marcello Di Dio, Fiorenzo Magni, il "terzo uomo" diventato leone delle Fiandre in Il Giornale. URL consultato il 16 ottobre 2012.
  6. ^ a b Associazione Medaglie d'Oro al Valore Atletico
  7. ^ IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA RICEVE I CAMPIONI DEL MONDO 2003, CONSEGNA DELLE ONORIFICENZE AL MERITO E DEI COLLARI D'ORO

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]