Tazio Nuvolari
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
| Tazio Nuvolari (a sinistra) insieme a Giovanni Battista Guidotti dopo la vittoria nel 1930 alla Mille Miglia. | ||
| Dati biografici | ||
| Nome | Tazio Giorgio Nuvolari | |
| Nato | 16 novembre 1892 Castel d'Ario (MN) |
|
| Paese | ||
| Nazionalità | ||
| Morto | 11 agosto 1953 Mantova |
|
| Dati agonistici | ||
| Disciplina | Automobilismo | |
| « Nuvolari è il più grande corridore del passato, del presente e del futuro. » | |
Tazio Giorgio Nuvolari (Castel d'Ario, 16 novembre 1892 – Mantova, 11 agosto 1953) è stato un motociclista e pilota automobilistico italiano. Dalla stampa e dagli appassionati era soprannominato Nivola e, per le sue origini, anche definito il Mantovano Volante.
Nuvolari è universalmente riconosciuto come uno dei più grandi piloti della storia dell'automobilismo mondiale, forse il più grande di tutti; ed è ancora oggi ricordato ed ammirato per le sue molte e speciali qualità, nonché per le sue doti umane.
Indice |
[modifica] Biografia
[modifica] Gli inizi
Tazio Nuvolari nacque a Castel d'Ario (Mantova), quarto figlio di Arturo Nuvolari (un agricoltore benestante e noto ciclista) e della moglie Elisa Zorzi. Ottenne la licenza di pilota di moto da corsa nel 1915, quando aveva 23 anni, ma venne ben presto richiamato come autiere nel Servizio Automobilistico dell'Esercito, quando l'Italia entrò nella prima guerra mondiale. Nel 1917 si sposò con Carolina Perina, con una cerimonia civile (fatto abbastanza scandaloso per l'epoca).
[modifica] I successi in motocicletta
La sua carriera cominciò con le motociclette, e disputò la sua prima gara ufficiale il 20 giugno 1920 a Cremona, sul Circuito Internazionale Motoristico. Vinse la sua prima gara il 20 marzo 1921 a Verona.
Divenne un pilota professionista e ben presto incontrò Enzo Ferrari (anch'egli pilota e non ancora fondatore della Ferrari). Nuvolari divenne rapidamente molto popolare in Italia, dove venne soprannominato "Il campionissimo delle due ruote" (lo stesso titolo che verrà più tardi assegnato a un grande del ciclismo: Fausto Coppi).
Tazio Nuvolari corse una delle sue prime gare, se non la prima, con una motocicletta Fongri.
[modifica] Il passaggio alle automobili
Nuvolari iniziò a cimentarsi anche nei Gran Premi di automobilismo, e vinse la prestigiosa Targa Florio, in Sicilia. Dopodiché, decise di dedicarsi solamente alle autovetture. La sua fama crebbe ulteriormente e il famoso poeta Gabriele D'Annunzio, alla fine dell'aprile 1932, lo invitò al Vittoriale per fargli dono di una piccola tartaruga d'oro con la dedica "All'uomo più veloce, l'animale più lento", chiedendogli in cambio di vincere la "Targa Florio" che si sarebbe disputata dopo due settimane. Il pilota si mostra stupito della richiesta e risponde: -Io corro solo per questo-.
Il successivo 8 maggio, Nuvolari tagliò per primo il traguardo della gara siciliana, a bordo dell'Alfa Romeo 8C-2300 della "Scuderia Ferrari". Sempre nello stesso anno, riuscì ad aggiudicarsi anche Gran Premi di Monaco, di Francia e d'Italia.
Le sfortune personali (in pochi anni perse entrambi i figli diciottenni ) resero il pubblico ancor più appassionato nei suoi confronti. La sua determinazione lo portò, proverbialmente, a insistere nelle gare anche quando l'auto perdeva pezzi, o era in fiamme, causando diversi incidenti.
[modifica] L'invenzione della "sbandata controllata"
A Nuvolari è attribuita l'invenzione della tecnica della sbandata controllata: egli affrontava le curve con un secco colpo di sterzo, facendo slittare le ruote posteriori verso l'esterno, quindi controsterzava e schiacciava l'acceleratore a tavoletta. In questo modo usciva di curva con la macchina già rivolta verso il rettilineo e in piena accelerazione, a velocità maggiore di chiunque altro.
Enzo Ferrari raccontò che, quando per la prima volta salì come copilota su un'auto guidata da Nuvolari, alla prima curva avvertì che le ruote slittavano e credette che il mantovano avesse perso il controllo e che la vettura stesse uscendo di pista, ma con sua grande sorpresa questo non accadde; alla seconda curva avvenne lo stesso, e così alle successive, finché Ferrari comprese che Nuvolari faceva sbandare l'auto di proposito.
[modifica] Curiosità sulla "sbandata controllata"
Nel film Cars - Motori ruggenti, Doc, ex campione della Piston Cup, dopo aver battuto "Saetta" McQueen in una gara sullo sterrato, consiglia di utilizzare, a proposito di una curva, un procedimento simile alla sbandata controllata di Nuvolari. Gli dice di sterzare a destra per girare a sinistra e di usare l'acceleratore a tavoletta.
[modifica] La nascita della leggenda
Tanti sono stati gli episodi nella carriera sportiva di Nuvolari che ne hanno decretato l'ingresso nella leggenda. Tra i più famosi possiamo ricordare:
- nel 1925, mentre si allenava in auto sulla pista di Monza, Nuvolari uscì di strada e fu sbalzato dalla vettura, ferendosi in modo molto serio. Una sola settimana dopo si disputava sulla stessa pista un Gran Premio di motociclismo: Nuvolari lasciò l'ospedale contro il parere dei medici, coperto di bende e fasciature, si fece aiutare dai meccanici a montare sulla moto, poiché a stento si reggeva in piedi, e vinse;
- nel 1930 vinse la Mille Miglia davanti ad Achille Varzi, superandolo durante la notte, poco prima dell'alba: si racconta che, per non farlo accorgere del suo arrivo e superarlo a sorpresa, Nuvolari spense i fari e proseguì al buio, seguendo le luci di coda di Varzi;
- nel 1935, nel Gran Premio di Germania sulla pista di 22 km del Nürburgring, Nuvolari si impose guidando un'Alfa Romeo nettamente inferiore alle potenti vetture tedesche in gara. Nuvolari vinse con una clamorosa rimonta dopo essere rimasto attardato nella sosta per il rifornimento di benzina: ancora all'inizio dell'ultimo giro aveva un ritardo di 30" dal primo. Questo successo fece "alterare" non poco i gerarchi nazisti presenti al circuito, che invece si aspettavano di vedere una grande affermazione tedesca in loro presenza; non la pensava così Nuvolari che, così sicuro di una sua vittoria, aveva appositamente portato dall'Italia un Tricolore nuovo fiammante (aveva saputo che quello in dotazione agli organizzatori era logoro), che fece issare sul pennone più alto durante la cerimonia di premiazione. Si dice che gli organizzatori, non trovando il disco con la Marcia Reale (l'Inno Italiano dell'epoca) lo sostituirono con quello di "'O Sole mio";
- lo stesso anno, durante il Gran Premio di Montecarlo corso sotto una pioggia battente, un corridore ruppe il circuito dell'olio e inondò la pista in una doppia curva a S già scivolosa per l'acqua. I cinque corridori successivi, man mano che sopraggiungevano, perdevano aderenza e scontrandosi tra loro o con le barriere disseminarono quel punto della pista di rottami. Nuvolari, sopraggiunto per sesto, riuscì derapando in velocità a mantenere comunque il controllo della sua vettura, percorrendo una incredibile traiettoria che gli consentì di uscire dalla doppia curva schivando tutti i rottami con la precisione di alcuni centimetri[1];
- nel 1948, all'età di 56 anni, a sorpresa Nuvolari prese ancora il via della Mille Miglia: prima che problemi meccanici lo costringessero al ritiro, nel primo tratto di gara fece segnare il miglior tempo assoluto;
- il 10 aprile 1950 Nuvolari partecipava alla gara "Salita al Monte Pellegrino" in Sicilia su Cisitalia-Abarth 204 della Squadra Carlo Abarth. Risultava la vittoria della classe fino 1100 cc Sport e il quinto posto assoluto. E' stata la sua ultima gara e l'ultima vittoria di Nuvolari.
[modifica] La morte
Nuvolari non annunciò mai formalmente il suo ritiro, ma la sua salute andava deteriorandosi e divenne in modo crescente solitario[2]. Nel 1952 venne colpito da un ictus che lo lasciò parzialmente paralizzato, e morì un anno più tardi, l'11 agosto, a causa di un altro ictus[1]. Pressoché tutta la città di Mantova partecipò ai suoi funerali[3], che si tennero il 13 agosto 1953 e ai quali parteciparono tra le 25000 e le 55000 persone[3]. Il corteo funebre era lungo alcuni chilometri e la bara di Nuvolari fu messa su un telaio di macchina scortato da Alberto Ascari, Luigi Villoresi e Juan Manuel Fangio. Fu sepolto con gli abiti che indossava sempre scaramanticamente in corsa: un maglione giallo, pantaloni blu e una sciarpa tricolore. Al fianco il suo volante preferito[1].
Oltre ai tanti cittadini, ai tifosi, alla gente comune, fu presente anche Enzo Ferrari, che ebbe poi modo di dichiarare:
| « ...non appena mi giunse notizia della sua fine partii per Mantova. Nella fretta mi persi in un dedalo di strade sconosciute della città. Scesi di macchina, chiesi ad un negozio di stagnino la via per villa Nuvolari. Ne uscì un anziano operaio, che prima di rispondermi fece un giro intorno alla macchina, per leggere la targa. Capì, mi prese una mano e la strinse con calore. "Grazie di essere venuto" - bisbigliò commosso - "Come quello là non ne nasceranno più". » |
Sulla tomba di Nuvolari è incisa una frase che sembra quasi volerlo incitare a fare corse anche nell'Aldilà:
Correrai Ancor Piu' Veloce per le Vie del Cielo.
[modifica] Principali vittorie
- Gran Premio del Belgio: 1933
- Gran Premio di Gran Bretagna: 1938
- Gran Premio di Francia: 1932
- 24 ore di Le Mans : 1933
- Gran Premio di Germania: 1935
- Gran Premio d'Ungheria: 1936
- Gran Premio d'Italia: 1931 (in coppia con Campari), 1932, 1938
- Gran Premio di Monaco: 1932
- Gran Premio di Jugoslavia: 1939
- Coppa Vanderbilt:1936
- Mille Miglia: 1930 e 1933
- Targa Florio: 2 volte vincitore (1931 e 1932) di cui una con miglior tempo sul giro
[modifica] Curiosità
- Nuvolari, a bordo di un'Alfa Romeo 8C 2300, l'8 dicembre 1931 venne sconfitto, in una sfida auto-aereo, dal Caproni Ca.100 pilotato da Vittorio Suster[4].
- Il museo di Tazio Nuvolari è stato ricostruito virtualmente in Second Life all'interno di Mantova SL, la prima città italiana ad avere una sua controparte fedele nel metaverso[5].
- Nel 1948 compare nella parte di se stesso, in un piccolo Cameo nel film "Totò al Giro d'Italia", del regista Mario Mattoli.
- Nuvolari è il titolo di una famosa canzone di Lucio Dalla, dall'album Automobili, del 1976.
- Il Mantovano Volante, è il titolo di una canzone del cantautore padano Sergio Bassi dedicata a Tazio, tratta dall'album Cavallo Pazzo, del 2007.
- Nuvolari è anche il nome di un canale di Sky dedicato ai motori.
[modifica] Note
- ^ a b c (24 agosto, 1953) The Last Race . TIME (in en). URL consultato il 18-04-2007.
- ^ Gianni Cancellieri. (EN) The years from 1930 to 1953. Tazio Nuvolari - The Official Site. URL consultato il 2007-04-18.
- ^ a b Anthony Pritchard, A Century of Grand Prix Motor Racing, (in inglese) pp. 59 ISBN 1-899870-38-5
- ^ Sfide F1 - Aerei. URL consultato il 06-11-2008.
- ^ http://slurl.com/secondlife/Mitcom%20Experience/159/158/136
[modifica] Bibliografia
- Alberto Ballerino (a cura di). 80 anni di storia alessandrina - 1925-2005. Alessandria, Il Piccolo, 2005.
[modifica] Altri progetti
Wikimedia Commons contiene file multimediali su Tazio Nuvolari
Wikiquote contiene citazioni di o su Tazio Nuvolari
[modifica] Collegamenti esterni
- Sito ufficiale
- Nivola Club - Biografia con le gare, i mezzi, gli avversari e un censimento internazionale
- Archivio Luce - I cinegiornali con le immagini di parte delle gare disputate

