Tazio Nuvolari

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Tazio Nuvolari
TazioNuvolari.jpg
Tazio Nuvolari con il suo celebre maglione giallo con le iniziali e con al collo il suo portafortuna regalatogli da Gabriele D'Annunzio, una tartaruga d'oro.
Dati biografici
Nome Tazio Giorgio Nuvolari
Nazionalità Italia Italia
Automobilismo Automobilismo
Carriera
Carriera nella Formula Grand Prix
Stagioni 1931, 1932, 1935, 1936, 1937, 1938, 1939
Scuderie Alfa Romeo, Scuderia Ferrari, Auto Union
Miglior risultato finale 1º classificato Campionato europeo di automobilismo 1932
GP disputati 26
GP vinti 4
Podi 7
Pole position 1
Giri veloci 6
 
« Nuvolari è il più grande corridore del passato, del presente e del futuro. »
(Ferdinand Porsche)

Tazio Giorgio Nuvolari (Castel d'Ario, 16 novembre 1892Mantova, 11 agosto 1953) è stato un pilota motociclistico e pilota automobilistico italiano. La sua carriera sportiva abbraccia un trentennio dal 1920 al 1950, con l'interruzione di oltre sei anni a causa del secondo conflitto mondiale. La carriera di quello che sarà ricordato dalla stampa e dagli appassionati con gli pseudonimi di "Mantovano volante" e di "Nivola", fu tutt'altro che in discesa[1]. Nei primi anni di corse Nuvolari dovette superare molte difficoltà e inseguire per lungo tempo quei successi che non volevano arrivare[1].

Nuvolari è universalmente riconosciuto come uno dei più grandi piloti della storia dell'automobilismo mondiale ed è ancora oggi ricordato e ammirato per le sue molte e speciali qualità, nonché per le sue doti umane[senza fonte].

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Gli inizi[modifica | modifica sorgente]

Figlio di Arturo Nuvolari (un agricoltore benestante e noto ciclista) e della moglie Elisa Zorzi, durante la prima guerra mondiale fu impiegato come autiere nel Servizio Automobilistico dell'Esercito. Nel 1917 sposò Carolina Perina, dopo una classica fuitina e con una cerimonia civile; rito all'epoca inconsueto e considerato quasi scandaloso.

Nel 1920, all'età di 27 anni, chiese e ottenne la licenza di pilota di moto da corsa. Molte biografie riportano la notizia del rilascio di tale licenza nel 1915. L'equivoco è dovuto al fatto che i cartellini stampati nel 1915 per i piloti dal Moto Club d'Italia furono riutilizzati dopo la parentesi bellica, semplicemente aggiornandoli con una correzione a mano.

I successi in motocicletta[modifica | modifica sorgente]

La sua carriera cominciò con le motociclette, e disputò la sua prima gara ufficiale il 20 giugno 1920 a Cremona, sul Circuito Internazionale Motoristico. Vinse la sua prima gara il 20 marzo 1921 a Verona sul Circuito del Pozzo.

Divenne un pilota professionista e ben presto incontrò Enzo Ferrari (anch'egli pilota e non ancora fondatore della Ferrari). Nuvolari divenne rapidamente molto popolare in Italia, dove venne soprannominato "Il campionissimo delle due ruote" (lo stesso titolo che verrà più tardi assegnato a un grande del ciclismo, Fausto Coppi).

Tazio Nuvolari corse una delle sue prime gare, se non la prima, con una motocicletta Fongri, poi passò all'inglese Norton, ma divenne celebre il suo binomio con la Bianchi "Freccia Celeste" di 350 cm³, con la quale vinse anche il titolo di Campione Italiano Assoluto, battendo moto di cilindrata ben più elevata, oltre ad aggiudicarsi il Campionato d'Europa, classe 350, nel 1925.

Il passaggio alle automobili[modifica | modifica sorgente]

L'Alfa Romeo 12C guidata da Nuvolari

Nuvolari iniziò a cimentarsi anche nei Gran Premi di automobilismo, e vinse la prestigiosa Targa Florio, in Sicilia. Dopodiché, decise di dedicarsi solamente alle autovetture. La sua fama crebbe ulteriormente e il famoso poeta Gabriele D'Annunzio, alla fine dell'aprile 1932, lo invitò al Vittoriale per fargli dono di una piccola tartaruga d'oro con la dedica «all'uomo più veloce, l'animale più lento», chiedendogli in cambio di vincere la Targa Florio che si sarebbe disputata dopo due settimane. Il pilota si mostra stupito della richiesta, e risponde «Io corro solo per questo».

Il successivo 8 maggio, Nuvolari tagliò per primo il traguardo della gara siciliana, a bordo dell'Alfa Romeo 8C-2300 della Scuderia Ferrari. Sempre nello stesso anno, riuscì ad aggiudicarsi anche Gran Premi di Monaco, di Francia e d'Italia.

Le sfortune personali (in pochi anni perse entrambi i figli diciottenni: il primogenito Giorgio a causa di una miocardite, e Alberto a causa di una nefrite[2]) resero il pubblico ancor più appassionato nei suoi confronti. La sua determinazione lo portò, proverbialmente, a insistere nelle gare anche quando l'auto perdeva pezzi, o era in fiamme, causando diversi incidenti.

L'invenzione della "sbandata controllata"[modifica | modifica sorgente]

A Nuvolari, Enzo Ferrari attribuisce l'invenzione della tecnica della sbandata controllata: egli affrontava le curve con un secco colpo di sterzo, facendo slittare le ruote posteriori verso l'esterno, quindi controsterzava e schiacciava l'acceleratore a tavoletta. In questo modo usciva di curva con la macchina già rivolta verso il rettilineo e in piena accelerazione, a velocità maggiore di chiunque altro. Questa tecnica, che non ha più ragion d'essere nelle auto a ruote scoperte a causa dell'avvento dell'aerodinamica, viene invece ancora oggi usata nei rally.

Enzo Ferrari raccontò che, quando per la prima volta salì come copilota su un'auto guidata da Nuvolari, alla prima curva avvertì che le ruote slittavano e credette che il mantovano avesse perso il controllo e che la vettura stesse uscendo di pista, ma con sua grande sorpresa questo non accadde; alla seconda curva avvenne lo stesso, e così alle successive, finché Ferrari comprese che Nuvolari faceva sbandare l'auto di proposito.

I successi più significativi[modifica | modifica sorgente]

Tazio Nuvolari (a sinistra) insieme al suo meccanico Giovanni Battista Guidotti dopo la vittoria nel 1930 alla Mille Miglia

Tanti sono stati gli episodi nella carriera sportiva di Nuvolari che l'hanno reso celebre. Tra i più famosi possiamo ricordare:

  • Nel 1924, sul circuito del Tigullio, Nuvolari condusse una gara estremamente tirata, uscendo spesso di pista e fermandosi, in alcuni casi, a picco sul mare. A pochi chilometri dall'arrivo, una ruota si stacca e la sua Bianchi finisce malamente in un fosso. Il meccanico rimane stordito e non può rimettere insieme la vettura, quindi Nuvolari chiede aiuto agli spettatori. Dopo averla rimessa assieme alla meno peggio, riparte e vince la gara. Gli spettatori al traguardo, comunque, assistono ad un epilogo imprevisto: il mantovano vince la corsa su un'auto praticamente ormai sui cerchioni e senza seggiolino di guida né volante, sostituito da Nuvolari con una chiave inglese, col meccanico ancora svenuto al fianco[3].
  • Nel 1925, mentre si allenava in auto sulla pista di Monza, Nuvolari uscì di strada e fu sbalzato dalla vettura, ferendosi in modo molto serio. Una sola settimana dopo si disputava sulla stessa pista un Gran Premio di motociclismo: Nuvolari lasciò l'ospedale contro il parere dei medici, coperto di bende e fasciature, si fece aiutare dai meccanici a montare sulla moto, poiché a stento si reggeva in piedi, e vinse.
  • Nel 1930 vinse la Mille Miglia davanti ad Achille Varzi, superandolo durante la notte, poco prima dell'alba: per non farlo accorgere del suo arrivo e superarlo a sorpresa, Nuvolari spense i fari e proseguì al buio, seguendo le luci di coda di Varzi.
  • Nel 1931, al circuito delle Tre Province, durante la gara Nuvolari superò un passaggio a livello a velocità sostenute, riportando la rottura della molla di richiamo dell'acceleratore della sua Alfa Romeo 1750 6 cilindri. Per proseguire la corsa, una gara a cronometro, Nuvolari guidò controllando sterzo, freno e frizione mentre il meccanico Compagnoni regolava l'acceleratore, tramite la cintura dei pantaloni fatta passare attraverso il cofano. Nonostante questa tecnica di guida ai limiti del praticabile, Nuvolari vince la gara superando un incredulo Enzo Ferrari di 32 secondi[4][5].
  • Nel 1935, nel Gran Premio di Germania sulla pista di 22 km del Nürburgring, Nuvolari si impose guidando un'Alfa Romeo nettamente inferiore alle potenti vetture tedesche in gara Mercedes Benz e Auto Union. Nuvolari vinse con una clamorosa rimonta dopo essere rimasto attardato nella sosta per il rifornimento di benzina: ancora all'inizio dell'ultimo giro aveva un ritardo di 30 secondi dal primo. Questo successo fece "alterare" non poco i gerarchi nazisti presenti al circuito, che invece si aspettavano di vedere una grande affermazione tedesca in loro presenza; non la pensava così Nuvolari che, così sicuro di una sua vittoria, aveva appositamente portato dall'Italia un Tricolore nuovo fiammante (aveva saputo che quello in dotazione agli organizzatori era logoro), che fece issare sul pennone più alto durante la cerimonia di premiazione. Si dice che gli organizzatori, non trovando il disco con la Marcia Reale (l'inno nazionale italiano dell'epoca) lo sostituirono con quello di 'O sole mio.[6]
Torino, 3 settembre 1946, Coppa Andrea Brezzi. Nuvolari, su Cisitalia D46, conclude la gara senza volante al 13º posto, in 1h 25' 57"
  • Lo stesso anno, durante il Gran Premio di Montecarlo corso sotto una pioggia battente, un pilota ruppe il circuito dell'olio della propria autovettura e inondò la pista in una doppia curva a S già scivolosa per l'acqua. I cinque corridori successivi, man mano che sopraggiungevano, perdevano aderenza e scontrandosi tra loro o con le barriere disseminarono quel punto della pista di rottami. Nuvolari, sopraggiunto per sesto, riuscì derapando in velocità a mantenere comunque il controllo della sua vettura, percorrendo una particolare traiettoria che gli consentì di uscire dalla doppia curva schivando tutti i rottami con la precisione di alcuni centimetri[7];
  • Il 15 giugno 1935 tenta di battere sull'Autostrada Firenze-Mare (nel tratto del rettilineo di 8 km presso Altopascio), due primati mondiali di velocità utilizzando l'Alfa Romeo 16C Bimotore, creata da Enzo Ferrari per resistere alle Mercedes e Auto Union. La giornata scelta per il tentativo è poco felice poiché tira un forte vento, Nuvolari però prova ugualmente e parte. Mentre la macchina viaggia a circa 320 km/h, viene investita lateralmente da una forte raffica di vento che causa una spaventosa sbandata di oltre 200 metri. Il mantovano riesce comunque a controllare l'auto, che pesa 1.300 kg ed è molto difficile da controllare già a 150 km/h. Nonostante l'imprevisto Tazio prosegue, neutralizza un'altra analoga sbandata poco dopo, e stabilisce due primati: percorre in 11 secondi il chilometro lanciato alla media di 321,420 km/h, e in 17 secondi il miglio lanciato con media di 323,125 km/h (con una punta, nell'ultimo tratto percorso, di oltre 360 km/h). «Non avevo mai affrontato un pericolo così tremendo, nemmeno il giorno in cui presi fuoco a Pau», dichiarerà anni dopo ricordando l'episodio.
  • Al volante di un'Auto Union D, conquistò il Gran Premio d'Italia del 1938.
  • Nel 1947 alla Mille Miglia, con la neonata Cisitalia 202 spyder (proprio scritto così), da lui preferita alla coupé perché gli permetteva una migliore respirazione (aveva seri problemi ai polmoni), arrivò 2º dietro Biondetti dopo aver corso in testa per quasi tutta la gara, soccombendo all'attacco del vincitore solo sul tratto autostradale (novità di quell'anno) Torino-Brescia percorso sotto pioggia battente.
  • Nel 1948, all'età di cinquantasei anni, a sorpresa Nuvolari prese ancora il via della Mille Miglia con una Ferrari 166 SC[8]: prima che problemi meccanici lo costringessero al ritiro, nel primo tratto di gara fece segnare il miglior tempo assoluto. Fece togliere prima il cofano motore per ovviare ad una chiusura imperfetta, poi volò via un parafango, poi si ruppe il supporto del sediolo del meccanico e infine, dopo una derapata troppo accentuata si incrinò l'occhio (supporto) di una balestra ed Enzo Ferrari, dato che il pilota non intendeva far effettuare una riparazione per non perdere la testa della classifica, gli impose di fermarsi e di ritirarsi vicino a Reggio Emilia.
  • Il 10 aprile 1950 Nuvolari partecipava alla gara in salita Palermo-Monte Pellegrino, in Sicilia, su Cisitalia-Abarth 204A Sport Spider della Squadra Carlo Abarth. Otteneva la vittoria della classe fino 1100 cm³ Sport e il 5º posto assoluto. È stata la sua ultima gara e l'ultima vittoria di Nuvolari.

La morte[modifica | modifica sorgente]

Busto dedicato a Tazio Nuvolari a Roma
Monumento dedicato a Nuvolari a Castel d'Ario

Nuvolari non annunciò mai formalmente il suo ritiro, ma la sua salute andava deteriorandosi e divenne sempre più solitario[9]. Nel 1952 venne colpito da un ictus che lo lasciò parzialmente paralizzato, e morì un anno più tardi, l'11 agosto, a causa di un altro ictus[7]. Pressoché tutta la città di Mantova partecipò ai suoi funerali[10], che si tennero il 13 agosto 1953 e ai quali parteciparono tra le 25.000 e le 55.000 persone[10]. Il corteo funebre era lungo alcuni chilometri e la bara di Nuvolari fu messa su un telaio di macchina scortato da Alberto Ascari, Luigi Villoresi e Juan Manuel Fangio. Fu sepolto con gli abiti che indossava sempre scaramanticamente in corsa: un maglione giallo, pantaloni azzurri e gilet di pelle marrone. Al fianco il suo volante preferito[7].

Oltre ai tanti cittadini, ai tifosi, alla gente comune, fu presente anche Enzo Ferrari, che ebbe poi modo di dichiarare «...non appena mi giunse notizia della sua fine partii per Mantova. Nella fretta mi persi in un dedalo di strade sconosciute della città. Scesi di macchina, chiesi ad un negozio di stagnino la via per villa Nuvolari. Ne uscì un anziano operaio, che prima di rispondermi fece un giro intorno alla macchina, per leggere la targa. Capì, mi prese una mano e la strinse con calore. "Grazie di essere venuto" – bisbigliò commosso – "Come quello là non ne nasceranno più"».

Sulla tomba di Nuvolari è incisa una frase che sembra quasi volerlo incitare a fare corse anche nell'aldilà: «Correrai ancor più veloce per le vie del cielo».

Principali vittorie automobilistiche[modifica | modifica sorgente]

Anno Località Veicolo
1921 Coppa veronese di regolarità Ansaldo tipo 4
1924 Circuito del Tigullio Bianchi 18 (2 litri)
1924 Circuito del Savio Chiribiri Monza (1.5 litri)
1924 Circuito delle Polesine Chiribiri Monza (1.5 litri)
1927 Gran Premio di Roma Bugatti T35
1927 Circuito del Garda Bugatti T35c
1928 Gran Premio di Tripoli Bugatti T35c
1928 Circuito di Pozzo Bugatti T35c
1928 Circuito di Alessandria Bugatti T35c
1930 Mille Miglia Alfa Romeo 6C 1750
1931 Targa Florio Alfa Romeo 8C 2300 Monza
1931 Coppa Ciano Alfa Romeo 8C 2300 Monza
1932 Gran Premio di Monaco Alfa Romeo 8C 2300 Monza
1932 Targa Florio Alfa Romeo 8C 2300 Monza
1932 Gran Premio d'Italia Alfa Romeo Type B/P3
1932 Grand Prix de L'A.C.F Alfa Romeo Type B/P3
1932 Coppa Ciano Alfa Romeo Type B/P3
1932 Coppa Acerbo Alfa Romeo Type B/P3
1933 Gran Premio di Tunisi Alfa Romeo 8C 2600 Monza
1933 Alessandria Alfa Romeo 8C 2600 Monza
1933 Eifelrennen Alfa Romeo 8C 2600 Monza
1933 Gran Premio di Nîmes Alfa Romeo 8C 2600 Monza
1933 Gran Premio del Belgio Maserati 8CM
1933 Coppa Ciano Maserati 8CM
1933 Gran Premio di Nizza Maserati 8CM
1933 RAC Tourist Trophy MG K3 Magnette
1933 24 ore di Le Mans Alfa Romeo 8C 2300
1933 Mille Miglia Alfa Romeo 8C 2300
1934 Gran Premio di Modena Maserati 6c 34
1934 Gran Premio di Napoli Maserati 6c 34
1935 Pau Grand Prix Alfa Romeo Type B/P3
1935 Circuito di Bergamo Alfa Romeo Type B/P3
1935 Circuito di Biella Alfa Romeo Type B/P3
1935 Circuito di Torino Alfa Romeo Type B/P3
1935 Gran Premio di Germania Alfa Romeo Type B/P3
1935 Coppa Ciano Alfa Romeo Type B/P3
1935 Gran Premio di Nizza Alfa Romeo Type B/P3
1935 Gran Premio di Modena Alfa Romeo 8c-35
1936 Gran Premio di Penya Rhin Alfa Romeo 12c-36
1936 Gran Premio d'Ungheria Alfa Romeo 8c-35
1936 Gran Premio di Milano Alfa Romeo 12c-36
1936 Coppa Ciano Alfa Romeo 8c-35
1936 Gran Premio di Modena Alfa Romeo 12c-36
1936 Vanderbilt Cup Alfa Romeo 12c-36
1937 Gran Premio di Milano Alfa Romeo 12c-36
1938 Gran Premio d'Italia Auto Union Type D
1938 Gran Premio di Donington Auto Union Type D
1939 Gran Premio di Jugoslavia Auto Union Type D
1946 Gran Premio di Albi Maserati 4cl

Risultati completi nel Campionato europeo[modifica | modifica sorgente]

(In grassetto le pole position)

Anno Scuderia Costruttore 1 2 3 4 5 Posizione Punti
1931 Alfa Corse Alfa Romeo ITA
Rit
FRA
11
BEL
2
13
1932 Alfa Corse Alfa Romeo ITA
1
FRA
1
GER
2
4
1935 Scuderia Ferrari Alfa Romeo BEL
GER
1
SUI
5
ITA
Rit
ESP
Rit
24
1936 Scuderia Ferrari Alfa Romeo MON
4
GER
Rit
SUI
Rit
ITA
2
17
1937 Scuderia Ferrari Alfa Romeo BEL
GER
4
MON
ITA
7
28
Auto Union Auto Union SUI
5
1938 Auto Union Auto Union FRA
GER
Rit
SUI
9
ITA
1
20
1939 Auto Union Auto Union BEL
Rit
FRA
Rit
GER
Rit
SUI
5
19

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b G.Chinnici, op. cit., p. 140
  2. ^ Vita di Tazio Nuvolari, Nivola.org. URL consultato il 31 marzo 2011.
  3. ^ Pericoloso rallentare, Nivola.org. URL consultato il 31 marzo 2011.
  4. ^ Una vittoria... indimenticabile, Nivola.org. URL consultato il 31 marzo 2011.
  5. ^ Enzo Ferrari, Io, allibito dalle folli curve di Nuvolari in Corriere della Sera (da L'Europeo, 1962), 8 giugno 2008, p. 24. URL consultato il 31 marzo 2011.
  6. ^ Piero Bevilacqua, Andreina De Clementi, Emilio Franzina Storia dell'emigrazione italiana: Arrivi, Donzelli, Roma, 2002, pag. 417
  7. ^ a b c (EN) The Last Race in TIME, 24 agosto 1953. URL consultato il 18 aprile 2007.
  8. ^ (EN) 1948 Ferrari 166 Spyder Corsa, Supercars.net. URL consultato il 30 aprile 2011.
  9. ^ (EN) Gianni Cancellieri, The years from 1930 to 1953, Tazio Nuvolari.it. URL consultato il 18 aprile 2007.
  10. ^ a b (EN) Anthony Pritchard, A Century of Grand Prix Motor Racing, p. 59, ISBN 1-899870-38-5.
  11. ^ La storia di due "duelli" inconsueti avvenuti a 50 anni di distanza l'uno dall'altro, Libero.it. URL consultato il 6 novembre 2008.
  12. ^ Mirco Magni, Alfa Romeo 8C-35: l'auto di Nuvolari venduta a più di 7 milioni di euro in autoblog.it, 17 settembre 2013.
  13. ^ record di costo al settembre 2013
  14. ^ L'Alfa di Nuvolari venduta all'asta per 7 milioni di euro in motori.corriere.it, 16 settembre 2013.
  15. ^ Roberto Barone, Sette milioni per l'Alfa 8C di Nuvolari in quattroruote.it, 16 settembre 2013.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Alberto Ballerino, 80 anni di storia alessandrina - 1925/2005, Alessandria, Il Piccolo, 2005.
  • Giuseppe Chinnici, Tazio Nuvolari - e i grandi compagni d'avventura che hanno fatto la storia dell'automobile, Roma, Palombi editore, 2008, ISBN 978-88-6060-127-8.
  • Massimo Russo, Tazio Nuvolari. Una vita senza freni, Aliberti, 2009, p. 123, ISBN 88-7424-431-2.
  • Nuvolari : L'asso della velocità, supplemento a Il Secolo illustrato, anno I, Num. 4, sett.-ott. 1933, XI.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 57409910 LCCN: n81065707