Alberto Cova

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Alberto Cova
Alberto Cova.jpg
Alberto Cova nel 1987.
Dati biografici
Nazionalità Italia Italia
Altezza 176 cm
Peso 58 kg
Atletica leggera Athletics pictogram.svg
Dati agonistici
Specialità Mezzofondo
Record
5 000 m 13'10"06 (1985)
10 000 m 27'37"59 (1983)
Società Pro Patria Milano flag.svg Pro Patria Milano
Carriera
Nazionale
1977-1988 Italia Italia 34
Palmarès
Giochi olimpici 1 0 0
Mondiali 1 0 0
Europei 1 1 0
Europei indoor 0 1 0
Giochi del Mediterraneo 1 0 0
Per maggiori dettagli vedi qui
 

Alberto Cova (Inverigo, 1º dicembre 1958) è un ex atleta e politico italiano, campione olimpico dei 10000 metri piani ai Giochi di Los Angeles 1984.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Gli esordi[modifica | modifica wikitesto]

Muove i primi passi da atleta a 14 anni.[1] Si guadagna presto il soprannome di "ragioniere", sia per l'effettivo conseguimento del diploma in ragioneria, sia per il fisico estremamente magro, anzi filiforme, unito ad un modo pianificato e mai dispendioso di affrontare le gare. I primi risultati li raggiunge nel 1977, quando diventa campione italiano juniores sui 5000 m piani, distanza che preferisce a quella doppia fino al 1980.

In quell'anno incontra l'allenatore che lo porterà a vincere in Italia e nel mondo: Giorgio Rondelli della Pro Patria. Rondelli intuisce subito che Alberto ha le qualità per dominare sui 10000 m piani: dopo un anno di interdizione Cova si presenta agli Europei di atletica di Atene, in Grecia, nel 1982, come outsider sulla distanza.

È in questa circostanza che mette in risalto per la prima volta le caratteristiche che lo porteranno in molte occasioni al successo: la capacità di resistere durante la gara ai cambi di ritmo, anche frequenti, imposti dagli avversari e l'incredibile velocità che riesce a raggiungere nei rush finali.

I primi successi[modifica | modifica wikitesto]

Ad Atene si laurea a sorpresa campione europeo proprio così: resiste agli attacchi dei favoriti, in particolare il temibile tedesco orientale Werner Schildhauer e il finlandese Martti Vainio, per poi bruciarli con le ultime, rapidissime falcate. Sul rettilineo finale arrivano i tre protagonisti citati: Vainio attacca, Schildhauer e Cova resistono e nei metri conclusivi il lombardo infila i rivali con uno scatto bruciante, vincendo in 27'41"03, con soli 18 centesimi di vantaggio sul tedesco. Iscritto anche nei 5000 m, non ha fortuna, finendo squalificato dopo una serie di reciproche scorrettezze con degli avversari.

In quello stesso anno Cova si aggiudica anche l'argento ai campionati europei indoor nei 3000 m e mette in mostra anche ottime doti di corridore "fuoripista": giunge infatti settimo ai mondiali di corsa campestre vinti dall'etiope Mohamed Kedir.

Nel 1983 Cova compie un altro capolavoro andando a vincere, in una delle gare più entusiasmanti mai disputate sulla distanza, i 10000 metri nella prima edizione dei Campionati del mondo di atletica leggera, ad Helsinki, in Finlandia.[2]

Gli avversari sono gli stessi dei campionati europei: i tedeschi orientali Hansjörg Kunze e Werner Schildhauer, il finlandese idolo di casa Martti Vainio e il veterano portoghese Carlos Lopes. La gara ha un ritmo lentissimo e al suono della campana dell'ultimo giro il gruppo è ancora compatto. È Schildhauer ad aumentare per primo l'andatura con un poderoso scatto: il plotone si disgrega e solo il connazionale Kunze sembra avere le forze per rispondere all'attacco. Si crea una piccola voragine tra i due teutonici e un terzetto di inseguitori, Vainio, il tanzaniano Gidamis Shahanga e un Cova che appare molto sofferente. L'italiano ha patito il cambio di ritmo e per diversi attimi è stato sul punto di staccarsi.

Incredibilmente però negli ultimi 150 metri il vantaggio di Schildhauer si assottiglia: Kunze sembra in grado di sorpassarlo, mentre Vainio, Shahanga e Cova rientrano. Ultima curva, Cova si allarga sulla corsia esterna e procede a velocità doppia: crolla Shahanga mentre Cova divorando gli ultimi metri infila nell'ordine Vainio, Kunze e Schildhauer vincendo con il tempo di 28'01"04, con 14 centesimi di vantaggio sul tedesco Schildhauer, ancora una volta secondo, e 22 centesimi su Kunze.[3]

L'oro olimpico a Los Angeles[modifica | modifica wikitesto]

L'anno seguente Cova completa la sua tripletta andando a vincere i 10000 metri anche ai Giochi Olimpici di Los Angeles, negli Stati Uniti, del 1984. Per il boicottaggio dei paesi del blocco comunista viene a mancare il suo eterno rivale Schildhauer; poco prima dell'inizio della manifestazione però il portoghese Fernando Mamede si propone come uomo da battere migliorando di quasi 9 secondi il record mondiale sui 10000 m: 27'13"81 il suo tempo.[1] Il lusitano tuttavia soffre psicologicamente l'appuntamento con i grandi eventi e anche in occasione del cimento olimpico, come altre volte precedentemente, fallisce clamorosamente la prova ritirandosi dopo pochi giri.

Dopo un perentorio attacco di Vainio a metà gara e nonostante i ripetuti tentativi del finnico di staccare Cova, tutto si riduce a un testa a testa. Ad 800 metri dalla fine il finlandese tenta l'allungo decisivo e, come ad Helsinki, Cova sembra patire terribilmente il cambio di ritmo, dando l'impressione di doversi staccare da un momento all'altro. Riesce però a resistere e, negli ultimi 200 metri, a passare al contrattacco. Infila prepotentemente l'atleta nordico e va a vincere, per la prima volta, per distacco, con il tempo di 27'47"54. Cova avrebbe in ogni caso conquistato l'oro, in quanto Vainio fu squalificato dopo essere stato trovato positivo al controllo antidoping. Sfortunatissimo in quella stessa prova l'ottimo Salvatore Antibo, solo quarto a causa di una scelta sbagliata al momento di indossare le scarpe da gara: optò infatti per delle calzature nuove che gli ferirono abbastanza gravemente i piedi. Nel 1985 Cova ribadisce la sua superiorità sulla distanza trionfando in Coppa Europa, dove addirittura si prende il lusso di raddoppiare vincendo anche i 5000 m.

Le ultime medaglie ed il ritiro[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1986, ai Campionati europei di Stoccarda, in Germania, la quinquennale dittatura del campione comasco termina: Cova si vede sfuggire l'alloro dei 10000 m sconfitto da Stefano Mei, giovane e potente atleta spezzino che conquista quell'anno la sua prima affermazione importante. In finale tre atleti italiani, Stefano Mei, Alberto Cova e Salvatore Antibo, danno prova di una schiacciante superiorità attaccando insieme a 400 metri dall'arrivo e staccando brutalmente tutti gli avversari, fatta eccezione per il portoghese Castro che rimane abbastanza vicino al terzetto.

È Mei che impone il cambio di ritmo, mentre Cova, come sempre soffrendo molto, gli rimane incollato, e Antibo e Castro si staccano di una ventina di metri. Il rush finale, che dovrebbe dare ragione a Cova, riserva una sorpresa: proprio quando il comasco sembra aver superato il momento critico e affianca Mei con l'intenzione di superarlo, lo spezzino allunga di nuovo, stroncando ogni resistenza del campione olimpico e vincendo in 27'56"79. Cova arriva secondo con il tempo di 27'57"93 mentre un ottimo Antibo conquista il bronzo fermando le lancette cronometriche sui 28'00"25, in quella che fu la prima tripletta in una gara di corsa, da parte di un'unica nazione, in tutta la storia dei campionati europei.

Stoccarda è l'ultima competizione ad alto livello del ragioniere di Inverigo. Nel 1987, ai campionati mondiali di atletica di Roma, Cova finisce fuori dalla finale, così come l'anno dopo, alle Olimpiadi di Seul, in Corea del Sud, dove non riesce a qualificarsi dopo aver corso una brutta batteria.[1] Dopo i Giochi olimpici Cova si ritira, a soli 30 anni, dalle competizioni agonistiche, lasciando però la memoria delle sue imprese e un record tuttora ineguagliato: è infatti l'unico atleta, nella storia dei 10000 m, ad aver realizzato una splendida tripletta vincendo l'oro ai Campionati europei, a quelli Mondiali e ai Giochi olimpici.

Carriera politica[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1994 è candidato alla Camera nel collegio di Olgiate Comasco per il Polo delle Libertà in quota Forza Italia venendo eletto col 61,9% dei voti. Nel 1996 è ricandidato dal Polo nel collegio di Erba, ma ottiene solo il 35,6% dei voti ed è sconfitto dal rappresentante della Lega Nord Cesare Rizzi.

on. Alberto Cova
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Camera dei deputati
Professione atleta, imprenditore
Legislatura XII
Gruppo Forza italia
Circoscrizione IV Lombardia 2
Collegio Olgiate Comasco
Pagina istituzionale

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Anno Manifestazione Sede Evento Risultato Prestazione Note
1982 Europei indoor Italia Milano 3 000 m piani Argento Argento 7'54"12
Europei Grecia Atene 10 000 m piani Oro Oro 27'41"03
1983 Giochi del
Mediterraneo
Marocco Casablanca 5 000 m piani Oro Oro 13'57"77
Mondiali Finlandia Helsinki 10 000 m piani Oro Oro 28'01"04
1984 Giochi olimpici Stati Uniti Los Angeles 10 000 m piani Oro Oro 27'47"54
1986 Europei Germania Ovest Stoccarda 5 000 m piani 13'35"86
10 000 m piani Argento Argento 27'57"93
1988 Giochi olimpici Corea del Sud Seul 10 000 m piani Semifinale 28'43"84

Campionati nazionali[modifica | modifica wikitesto]

Coppe e meeting internazionali[modifica | modifica wikitesto]

1983
  • Bronzo Bronzo in Coppa Europa (Regno Unito Londra), 5 000 m piani - 13'55"59
  • Argento Argento in Coppa Europa (Regno Unito Londra), 10 000 m piani - 28'02"13
1985
  • Oro Oro in Coppa Europa (URSS Mosca), 5 000 m piani - 14'05"45
  • Oro Oro in Coppa Europa (URSS Mosca), 10 000 m piani - 28'51"46

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere Ordine al merito della Repubblica Italiana - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere Ordine al merito della Repubblica Italiana
— Roma, 2 giugno 2010. Su proposta della Presidenza del Consiglio dei Ministri.[4]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c (EN) Alberto Cova biography and olympic results in sports-reference.com, Sports Reference LLC. URL consultato il 7 aprile 2010.
  2. ^ Gabriella Mancini, Cova e una rimonta fantastica in gazzetta.it, La Gazzetta dello Sport, 1º febbraio 2004. URL consultato il 7 aprile 2010.
  3. ^ (EN) 1st IAAF World Championships in Athletics - 10,000 Metres men - Final in iaaf.org, IAAF. URL consultato il 7 aprile 2010.
  4. ^ Cavaliere Ordine al merito della Repubblica Italiana Sig. Alberto Cova in quirinale.it. URL consultato il 10 aprile 2011.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Gianpaolo Ormezzano, Storia dell'Atletica, Milano, Longanesi, 1980.
  • Roberto L. Quercetani, Storia dell'Atletica Moderna dal 1860 al 1990, Milano, Vallardi, 1990.
  • AA.VV., Conoscere l'Atletica, Milano, Rizzoli, 1983.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]