Busto Arsizio

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Busto Arsizio
comune
Busto Arsizio – Stemma Busto Arsizio – Bandiera
Busto Arsizio – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Provincia Provincia di Varese-Stemma.png Varese
Amministrazione
Sindaco Gianluigi Farioli (PdL - Lega Nord) dal 30/05/2006
Territorio
Coordinate 45°36′43.05″N 8°51′06.48″E / 45.611958°N 8.8518°E45.611958; 8.8518 (Busto Arsizio)Coordinate: 45°36′43.05″N 8°51′06.48″E / 45.611958°N 8.8518°E45.611958; 8.8518 (Busto Arsizio)
Altitudine 226 m s.l.m.
Superficie 30,27 km²
Abitanti 81 744[1] (31-12-2013)
Densità 2 700,5 ab./km²
Comuni confinanti Cassano Magnago, Castellanza, Dairago (MI), Fagnano Olona, Gallarate, Legnano (MI), Magnago (MI), Olgiate Olona, Samarate
Altre informazioni
Cod. postale 21052
Prefisso 0331
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 012026
Cod. catastale B300
Targa VA
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti bustocchi (per chi è nato nella città) o bustesi (per chi non è nato nella città); per chi abita nelle frazioni di Borsano e Sacconago si usano rispettivamente i termini "borsanese" (Borsano) e "sinaghino" (Sacconago, dal nome dialettale della frazione, "Sinàgu")
Patrono San Giovanni Battista e San Michele Arcangelo
Giorno festivo 24 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Busto Arsizio
Localizzazione del comune di Busto Arsizio nella provincia di Varese
Localizzazione del comune di Busto Arsizio nella provincia di Varese
Sito istituzionale
(LA)
« Eoum Baptista latus: tenet Aliger ipse
Occiduum: medium Virgo beata forum
[2] »
(IT)
« D'Orïente il Battista occupa il lato, / l'alato san Michele l'Occidente; / Piazza central la Vergine beata. »
(Gian Alberto Bossi, Carme Ad Bustienses, f. 96r)

Busto Arsizio (Büsti Gràndi in dialetto bustocco) è un comune italiano di 81.744 abitanti[1] della provincia di Varese, in Lombardia. È il sesto comune della regione per popolazione.

Secondo l'ISTAT, è il comune più popolato della provincia e supera il capoluogo di alcune centinaia di abitanti.[3][4] Busto Arsizio supera Varese anche per densità di popolazione.[5] I santi patroni sono San Giovanni Battista e San Michele Arcangelo, a cui erano devoti i Longobardi.

L'area era abitata anche in età romana, come dimostrano l'andamento regolare delle vie del centro storico e il ritrovamento di alcuni oggetti di epoca tardo-romana, risalenti probabilmente al periodo che va dal II secolo al IV secolo d.C.. Busto Arsizio è oggi un moderno centro industriale e commerciale, ed è considerata una città economicamente strategica grazie alla sua posizione al centro di un virtuale "quadrilatero" che ha come diagonale l'asse del Sempione e come vertici opposti Novara e Como.

Il nome dialettale locale Büsti Gràndi (Busto Grande) la distingue da Büst Picul (letteralmente Busto Piccola, che indica la città di Busto Garolfo) e da Büsti Cava (attualmente Buscate/Büscàa). Alcuni studi sul dialetto bustocco hanno avanzato l'ipotesi che Busto Arsizio abbia origini liguri.[6][7][8][9][10][11]

Indice

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Geografia della Lombardia.

Territorio[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Bustese (territorio).
Cartello di ingresso alla città, con lo stemma e il nome in italiano e in dialetto

Il territorio di Busto Arsizio è al limite settentrionale della pianura Padana, nella zona alluvionale dell'alta pianura, a sud delle Prealpi Varesine. È situato nella zona interessata dai pianalti morenici della Valle Olona.

La collocazione del primo insediamento non è casuale; si trovava infatti su un percorso alternativo al Sempione, detto "strada di Milano", che metteva in comunicazione Milano con il Lago Maggiore.

La casa comunale è situata a 228,18 metri sul livello del mare, come indicato su una facciata del Municipio. Le quote dei punti più alto e più basso sono rispettivamente 244 m s.l.m e 194 m s.l.m., per un dislivello di 50 metri.[12]

Il terreno del territorio di Busto Arsizio è costituito da materiali staccatisi dalle Alpi[13] a causa delle glaciazioni. Si tratta principalmente di ciottoli, ghiaia, sabbia e argilla. Un tempo era coperto da uno sottile strato di humus poco adatto alla crescita di boschi e successivamente alla coltivazione agricola, così da essere in gran parte brughiera, nome che indica quel paesaggio nel quale domina una vegetazione che riesce a svilupparsi in un ambiente arido (il brugo, l'erica, il rovo e la robinia). Infatti, a causa della presenza di strati argillosi, il terreno fatica ad assorbire e trattenere l'acqua piovana, che cade abbondante in questa zona. La falda acquifera sotterranea si trova a parecchi metri di profondità. Nel territorio di Busto Arsizio sono presenti numerosi pozzi, interconnessi tra loro. Sotto il livello stradale scorrono anche due torrenti: il Tenore e il Rile, un suo affluente. La falda acquifera ha una soggiacenza media di circa 35 m.[14]

Clima[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione meteorologica di Milano Malpensa.
Nebbia a Busto Arsizio in dicembre

Secondo la classificazione climatica il centro abitato è situato in "zona E", 2861 GR/G.[15]

Il clima di Busto Arsizio è di tipo continentale. Gli inverni sono freddi e presentano molte giornate di gelo. Le estati sono calde e afose. È frequente, anche se sempre meno, il fenomeno della nebbia. La media niveometrica del territorio si aggira intorno ai 40 cm annui.

In base alla media trentennale di riferimento (19611990) della stazione meteorologica di Milano Malpensa, situata a meno di 10 km in linea d'aria dal centro di Busto Arsizio, secondo l'Organizzazione Mondiale della Meteorologia, la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta attorno a +1 °C; quella del mese più caldo, luglio, è di circa +22 °C, quella media di circa +11 °C. Le precipitazioni medie annue sono pari a 1 082 mm con picco primaverile e autunnale e minimo relativo invernale.[16][17][18]. La media niveometrica è di circa 35 cm annui.[19]

MILANO MALPENSA Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 6,1 8,6 13,1 17,0 21,3 25,5 28,6 27,6 24,0 18,2 11,2 6,9 7,2 17,1 27,2 17,8 17,3
T. min. mediaC) -4,4 -2,5 0,4 4,3 9,0 12,6 15,3 14,8 11,5 6,4 0,7 -3,6 -3,5 4,6 14,2 6,2 5,4
Precipitazioni (mm) 67,5 77,1 99,7 106,3 132,0 93,3 66,8 97,5 73,2 107,4 106,3 54,6 199,2 338,0 257,6 286,9 1 081,7
Giorni di pioggia 6 6 8 9 10 9 6 8 6 7 8 6 18 27 23 21 89
Umidità relativa media (%) 78 76 69 73 74 74 74 73 74 77 80 80 78 72 73,7 77 75,2
Vento (direzione-m/s) N
3,3
N
3,3
N
3,4
N
3,5
N
3,3
N
3,2
N
3,1
N
3,0
N
3,1
N
3,1
N
3,4
N
3,3
3,3 3,4 3,1 3,2 3,3

Storia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia di Busto Arsizio.

Secondo alcune ipotesi, Busto Arsizio ebbe origini liguri.[6][7][8][9][10][11] La distribuzione urbanistica della città di Busto Arsizio dimostra la successiva presenza dei Romani. Nota nell'Alto Medioevo per la concia delle pelli, la prima menzione della città risale al 922, anno in cui il nome del locus viene citato in alcuni documenti di notai.[20] Con decreto del cardinale Carlo Borromeo, il 4 aprile 1583[21] Busto Arsizio, allora sotto il dominio del duca Filippo Maria Visconti, venne staccata dal Vicariato del Seprio e messa a capo di quella che fino ad allora era la Pieve di Olgiate Olona con un podestà proprio.

Le origini di quello che fu un centro tessile di primaria importanza sono da ricercarsi nel Medioevo: nel 1375 "quasi in ogni casa batte un telaio", come testimoniato qualche secolo più tardi dallo storico Crespi Castoldi nella sua storia di Busto Arsizio (De Oppido Busti Relationes).[22]

Nella seconda metà dell'Ottocento iniziò lo sviluppo del borgo al di fuori della cinta difensiva, lungo la strà Balon (attuale corso XX settembre) e la strada Garottola (attuale via Mameli).[23] Il 30 ottobre del 1864 Busto Arsizio ottenne nel Regno d'Italia il titolo di città.[24] Grazie all'attività di Enrico dell'Acqua, sul finire dell'Ottocento acquistò la duplice natura di città cotoniera e meccanica, situazione che le assicurò a lungo fortuna e benessere.

Molti imprenditori costruirono le proprie ville nello stile in voga nei primi anni del Novecento, stile Liberty, tutt'oggi parte importante del patrimonio architettonico bustocco. Oggi Busto Arsizio è un moderno centro industriale e commerciale di 82 635 abitanti[1] che si colloca in una delle zone più industrializzate d'Europa, l'Altomilanese.[25]

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Monumenti di Busto Arsizio.
Santuario di Santa Maria di Piazza

Pur essendo una città essenzialmente industriale, l'urbe di Busto Arsizio conserva numerosi monumenti di carattere ecclesiastico. Inoltre lo sviluppo economico ad inizio del XX secolo ha comportato il fiorire di costruzioni in stile liberty e art déco, che ancor oggi si possono osservare passeggiando per le vie della Città. L'importante testimonianza del Liberty bustocco ricorda gli antichi sfoggi di una grande potenza industriale che fu chiamata la "Manchester d'Italia".[26]

Chiese[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Chiese di Busto Arsizio.

Cimiteri[modifica | modifica sorgente]

Architetture civili[modifica | modifica sorgente]

Aree naturali[modifica | modifica sorgente]

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Busto Arsizio è, tra le città non capoluogo di provincia, la sesta d'Italia per popolazione.

Dopo un periodo di crescita durato fino ai primi anni ottanta, la popolazione di Busto Arsizio si è stabilizzata per circa un ventennio. Nei primi anni del nuovo secolo è ripresa la crescita che si stima avrà una certa regolarità nei prossimi 20-25 anni.[27]

Abitanti censiti[28]


Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica sorgente]

I cittadini stranieri residenti a Busto Arsizio sono 6 445[29], così suddivisi per nazionalità (sono indicati solo i dati superiori alle 100 unità):

  1. Albania, 1 233
  2. Ecuador, 755
  3. Marocco, 626
  4. Romania, 566
  5. Perù, 533
  6. Tunisia, 314
  7. Ucraina, 208
  8. Cina, 193
  9. Bangladesh, 186
  10. Pakistan, 183

Lingue e dialetti[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Dialetto bustocco.

La lingua parlata in città è l'italiano. Nel comune è relativamente diffuso anche il dialetto bustocco. Come tutti i dialetti lombardi occidentali, anche il bustocco è sostanzialmente una lingua romanza derivata dal latino. In esso vi è chi trova tracce delle lingue dei popoli anteriori alla latinizzazione della regione, in particolare l'antico ligure,[6][7][8][9][10][11] anche se i dati sull'effettiva influenza di questo sostrato sono pochi e di varia interpretazione.

Ad esempio, alcuni vorrebbero vedere nella conservazione delle antiche vocali finali latine diverse da -a (in particolare la -u atona finale nei sostantivi e negli aggettivi maschili, nei verbi e negli avverbi), cadute in milanese, un tratto dovuto ad un "sostrato ligure". Il fatto che nel dialetto bustocco tale conservazione sia più avanzata che ad esempio nel dialetto legnanese (es. gatu, secu, coldu, büceu, candu invece di gatt, secch, cald, bicér, quand, tipiche del legnanese - e per questo il bustocco è considerato diverso dagli altri dialetti della zona[7] -) deriverebbe da una minore influenza di Milano su Busto Arsizio.[30] Altro tratto del bustocco che deriverebbe dal "sostrato ligure" sarebbe la sparizione di alcune consonanti intervocaliche (es. lauá invece di lavurá),[9] al punto che è possibile comporre una frase di senso compiuto totalmente priva di consonanti: "A öu i öi" (Voglio le uova).

Dalla seconda metà del secolo scorso, il dialetto non viene più parlato abitualmente tra i cittadini, se non dagli anziani.[31] La valorizzazione del dialetto bustocco è pertanto sempre più affidata a singole iniziative di enti, associazioni o singoli. Nel 2002, ad esempio, si è tenuto un ciclo di conferenze intitolato «Lingue, letterature e tradizioni delle nostre genti» e riguardante il dialetto bustocco e più in generale quello dell'Insubria.[32] Nel 2006 il poeta bustocco Mariolino Rimoldi ha tradotto dal greco al dialetto cittadino 30 favole di Esopo.[33]

Un'altra opera importante è Ul vangèli tème lu cönta ul San Marcu (una traduzione al bustocco del Vangelo secondo Marco) della poetessa bustocca Carla Mocchetti.[34]

Uno scioglilingua in dialetto bustocco molto celebre nella zona è il seguente:

« Dü öi indüii in d'ü aca d'ü Öna. »
(Traduzione: «Due uova indurite/sode nell'acqua dell'Olona.»)

Tradizioni e folclore[modifica | modifica sorgente]

I cittadini di Busto Arsizio sono sempre stati attenti a conservare le proprie tradizioni ritenendo che la memoria delle proprie origini sia un fattore fondamentale per la crescita di una città.[35] Sono testimonianza di questo spirito i tanti libri scritti sulla città, le numerose associazioni nate per mantenere il ricordo di pezzi di storia di Busto Arsizio[36] e le molte manifestazioni religiose e folkloristiche che anche al giorno d'oggi scandiscono il passare del tempo.

Istituzioni, enti ed associazioni[modifica | modifica sorgente]

AGESCI[modifica | modifica sorgente]

Ex Macello Civico (arch. Crespi Balbi) ora sede del Busto 3

A Busto Arsizio sono presenti tre gruppi di scout AGESCI. Il Busto Arsizio 1, fondato nel 1945,[37][38] ha sede in via Pozzi. Essendo stato chiuso il Busto Arsizio 2, il secondo gruppo, la cui attuale sede si trova in via Guglielmo Pepe, presso l'ex Macello Civico, è il Busto Arsizio 3, fondato nel 1980.[39] Dopo la breve esperienza del Busto Arsizio 4, fu fondato presso la sede del P.I.M.E. di via Lega Lombarda il Busto Arsizio 5, che attualmente costituisce il terzo gruppo scout di Busto Arsizio.

Associazione Ali d'Aquila[modifica | modifica sorgente]

A Busto Arsizio vivono circa 50 persone senza fissa dimora. Sono in prevalenza uomini tra i 45 e i 60 anni, di cui una buona parte bustocchi. L'associazione Ali d'aquila si occupa in collaborazione con le parrocchie dei frati e di sant'Anna, della Caritas, della Croce Rossa Italiana, della San Vincenzo, di restituire dignità a queste persone affinché si risollevino e si ricostruiscano una vita. I frati offrono servizio mensa e distribuiscono generi alimentari. Sant'anna gestisce un dormitorio con 10 posti letto. L'associazione Ali d'Aquila offre un servizio doccia e cambio indumenti presso le strutture dell'oratorio San Filippo Neri in collaborazione con la Croce Rossa, utilizzando i materiali e gli indumenti ricevuti dai bustocchi generosi.

Associazione Classe '47[modifica | modifica sorgente]

L'associazione "Classe '47" è nata nell'anno 1987, in occasione del 40º anniversario dei coscritti. È un'associazione senza scopo di lucro e apolitica, il cui intento è l'aggregazione dei nati nell'anno 1947 a Busto Arsizio.[Enciclopedico?]

Associazione Radioamatori Italiani[modifica | modifica sorgente]

La locale Sezione Bustese dell'A.R.I. è nata nel luglio 1994 e raggruppa circa un centinaio di Radioamatori di Busto Arsizio e hinterland con regolare licenza rilasciata dal Dipartimento delle Comunicazioni del Ministero dello Sviluppo Economico (ex Ministero delle Poste e Telecomunicazioni) dietro superamento di un esame di radiotecnica. Non solo un hobby ma anche un servizio sociale, dato che molti soci sono attivamente coinvolti nel servizio di Radiocomunicazioni d'Emergenza, che si è distinto nel ripristinare in brevissimo tempo le telecomunicazioni dopo il sisma che ha colpito l'Abruzzo nel 2009. Maggiori informazioni sul sito di A.R.I. Busto Arsizio.[40]

Canile comunale[modifica | modifica sorgente]

Il canile comunale di Busto Arsizio, sito in via Canale 23, è gestito dall'associazione piccoli animali randagi (A.P.A.R.). Oggi, accanto alla struttura del canile, che ospita più di 70 animali di ogni razza ed età, è presente un rifugio per cani anziani e/o malati, rinominato "Rifugio Elia". Presso il canile è possibile, oltre che adottare un cane da tenere a casa, adottare cani a distanza con la possibilità di portarli a passeggio quando si vuole e di mantenerli con una piccola donazione settimanale o mensile.

Famiglia bustocca[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi La Famiglia Bustocca.

Una delle associazioni culturali più importanti della città è senza dubbio La Famiglia Bustocca, istituita il 13 marzo 1951 con lo scopo di promuovere, attraverso manifestazioni, pubblicazioni ed attività varie la conoscenza della tradizione storica, linguistica, artistica e culturale della città. La pubblicazione annuale più importante è l'Almanacco della Famiglia Bustocca, una raccolta di proverbi, poesie, aspetti storico-artistici di Busto Arsizio ed episodi della vita cittadina.[41]

Cooperativa Sociale Agricola Cascina Burattana[modifica | modifica sorgente]

Cooperativa Sociale nata nel 2011 con lo scopo di promuovere l'agricoltara biodinamica, gestisce i terreni della Cascina Burattana, una delle ultime cascine del territorio bustocco costruita nel '600. Composta da decina di soci sostenitori e numerosi volontari che costantemente si impegnano, oltre che alla coltivazione degli orti ed alla commercializzazione a km0 dei loro prodotti, alla diffusione della cultura del vivere sano e naturale, organizzando periodicamente eventi a tema e biofiere.

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Cinema Teatro Sociale, fatto costruire nel 1891 dalla contessa Carolina Candiani Durini per esaudire le ultime volontà del padre, Giovanni Candiani.
Molini Marzoli Massari, sede bustocca dell'Università degli Studi dell'Insubria.
Scuole elementari Pontida

Nella città si svolgono alcune manifestazioni di livello nazionale e internazionale, come il Bustock, organizzato da Comunità Giovanile che è una rassegna di band rock emergenti, Festival Chitarristico Internazionale Bustese, o che stanno acquisendo prestigio, come il Busto Arsizio Film Festival (BAFF) o il Bustofolk (Festival Interceltico Città di Busto Arsizio), la cui settima edizione si è tenuta nel settembre del 2008. Nei primi anni ottanta, Busto Arsizio fu la culla del neonato "movimento paninaro". La genesi della cultura paninara sembra essere avvenuta in Via Mameli, a Busto Arsizio, da parte delle compagnie di giovani che usavano ritrovarsi di fronte alla storica Pasticceria Paganini.[42]

Istruzione[modifica | modifica sorgente]

Biblioteche[modifica | modifica sorgente]

  • Biblioteca capitolare S. Giovanni, Via don Minzoni 1
  • Biblioteca Centro di Autoapprendimento, Viale Stelvio 173
  • Biblioteca Comunale Gian Battista Roggia, Via Marliani 7
  • Biblioteca del Centro delle culture lombarde, Via Alberto da Giussano 10
  • Biblioteca del Convento francescano dei frati minori, Piazza P. Gentile Mora 1
  • Biblioteca dell'Istituto di Istruzione Secondaria Daniele Crespi, Via Giosuè Carducci, 4
  • Biblioteca del Liceo scientifico statale Arturo Tosi, Via Tommaso Grossi 3
  • Biblioteca della Casa circondariale, Via Cassano Magnago 102
  • Biblioteca scientifica conte Dino Crespi, Piazzale Solaro 3

Scuole[modifica | modifica sorgente]

A Busto Arsizio esistono le seguenti scuole: 3 asili nido, 11 scuole materne, 17 scuole elementari, 12 scuole medie e 13 scuole medie superiori (2 licei scientifici, 1 liceo classico e linguistico, 2 licei artistici, 2 Istituti Tecnici Commerciali (ITC), 1 Istituto Tecnico Industriale (ITIS), 2 Istituti Professionali per il Commercio (IPC) e 1 Istituto professionale per produzione industriale e artigianale (IPSIA)).

Università[modifica | modifica sorgente]

A Busto Arsizio è presente una sede dell'Università degli Studi dell'Insubria nella quale vengono tenuti il corso di laurea specialistica in biologia applicata alla ricerca biomedica e il dottorato di ricerca in neurobiologia. È presente una sezione del Dipartimento di Biologia Strutturale e Funzionale che si occupa di studiare le basi biologiche delle malattie in cui operano 12 docenti, 4 tecnici e 30 ricercatori a contratto. Tra le tematiche studiate compaiono la malattia di Parkinson, il cancro, la sindrome di Rett e le tossicodipendenze.

A Busto Arsizio è presente anche l'Accademia Cinematografica "Istituto Cinematografico Michelangelo Antonioni", dedicata allo studio delle arti e delle tecniche cinematografiche nel campo della regia e della recitazione. Nata nel 2008 con il patrocinio dell'Amministrazione Comunale, della Regione Lombardia e della Famiglia Antonioni, è l'unico Istituto Cinematografico italiano intitolato al grande maestro del cinema dell'incomunicabilità Michelangelo Antonioni[43].

Musei[modifica | modifica sorgente]

Busto Arsizio è una città ricca di opere d'arte anche se queste sono spesso nascoste. La volontà di mostrarle al pubblico per mantenere viva la tradizione è stata la molla che ha fatto sorgere i quattro musei che sono attualmente presenti in città.

In ordine cronologico, il primo a sorgere è stato un museo privato. Sotto il campanile della prepositurale di San Michele Arcangelo si iniziò a raccogliere materiale a partire dal 1975 e successivamente a sistematizzarlo, con la collaborazione della soprintendenza ai Beni Culturali della Lombardia.[44]

Il primo museo cittadino fu aperto nel 1990: si tratta delle Civiche Raccolte d'Arte di Palazzo Marliani-Cicogna che trovano spazio in quella che fu la dimora dei conti Marliani, proprietari della contea di Busto Arsizio tra XVII secolo e il XVIII secolo. Nel 1997, dopo anni di restauri, l'Amministrazione Comunale di Busto Arsizio inaugurò ufficialmente il Museo del Tessile e della Tradizione Industriale di Busto Arsizio.

Il quarto museo presente in città Museo delle Arti di Palazzo Bandera fu fondato nel 1999 per ospitare 100 opere tra sculture, disegni e incisioni, realizzate dal 1938 al 1991 dall'artista Carlo Paganini.

Media[modifica | modifica sorgente]

Radio[modifica | modifica sorgente]

Radio Busto Libera fu la prima emittente del Nord Italia ad annunciare la liberazione dai nazi-fascisti, nel pomeriggio del 25 aprile 1945. I partigiani bustocchi della brigata Alfredo di Dio[45] infatti, quella mattina occuparono l'allora Radio Tevere che, spostata da Roma a Busto Arsizio dopo la liberazione di Roma da parte degli americani, trasmetteva programmi di sostegno al regime fascista, ed era collegata con la Repubblica di Salò. L'impegno di tutti, quel giorno, rese possibile mandare in onda, prima del tramonto ed in tutto il Nord Italia, l'annuncio dell’insurrezione. Radio Busto, nei giorni seguenti, funzionò a pieno regime e con un ascolto incredibile.[46] Venne poi chiusa il 23 maggio perché non era prevista una emittente a non molti chilometri da quella di Milano.

A Busto Arsizio, dal 1975 nacquero molte emittenti locali. La più importante di tutte fu certamente la stazione interprovinciale RBM 103 punto 8 (Radio Busto Music), FM 92,800, 103,800 e 96,500 MHz (oggi denominata Radio News ed avente sede a Varese). Notevole riscontro ebbe anche Top Radio Busto, FM 101,150 MHz e 101,300 MHz, diffusa in quasi tutta la provincia di Varese. Degne di nota anche Radio Busto 3 FM 104,350 MHz e Radio Studio 5 FM 93,800 (nata sulle ceneri di TRC di Cassano Magnago e oggi denominata Radio Millennium FM 93,700 MHz, con sede a Milano).[senza fonte]

Stampa[modifica | modifica sorgente]

L'Informazione è un settimanale dell'Altomilanese con sede a Busto Arsizio nato nel 1995 dalla fusione di "Busto Sport", mensile fondato nel settembre 1980 (e diventato quindicinale nel 1987) e "La scelta", settimanale fondato nel settembre 1990. L'Informazione tratta la cronaca, la politica, la cultura e le tradizioni della città di Busto Arsizio e dei comuni della valle Olona.

Un altro periodico della città di Busto Arsizio è Busto Arsizio 24, curato da Il Sole 24 ORE Radiocor; il primo numero di tale periodico è uscito nel novembre 2009[47].

Televisione[modifica | modifica sorgente]

A Busto Arsizio fu creata la prima televisione[48] che, insieme a Telebiella, fece concorrenza con la Rai: Telealtomilanese, nata nel 1975. In seguito gli studi televisivi furono trasferiti a Cologno Monzese.

Cinema e Teatri[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Teatro Sociale (Busto Arsizio).

Il teatro più storico della città di Busto Arsizio, il Sociale, fu fatto costruire dalla contessa Carolina Candiani in Durini per esaudire le ultime volontà del padre, il cavaliere Giovanni Candiani.[49] I lavori di costruzione terminarono nel 1891. Durante gli anni quaranta, su iniziativa della parrocchia di San Michele Arcangelo, sorge il Teatro Alessandro Manzoni di via Calatafimi 5. Fu ristrutturato nel 1971 e messo a norma nel 1996.[50] Il Teatro Lux di piazza San Donato 5, nel quartiere di Sacconago, sorse nel 1948 al fine di ospitare una compagnia filodrammatica[51] Anche il quartiere di Borsano ha il suo teatro: il cinema Aurora di via San Pietro 15.[52] Su iniziativa della parrocchia di Sant'Edoardo, tra il 1951 e il 1953, fu edificato nei pressi dell'oratorio, in via Bergamo 12, il cinema San Giovanni Bosco, dichiarato inagibile nel 1993 e riaperto nel 1998. Ad oggi è una delle sale più attive della città,sia sotto l'aspetto teatrale sia sotto l'aspetto cinematografico con il suo storico cineforum, sostenuto ed animato da un affiatato gruppo di volontari. Conta due compagnie stabili, "Gli Antagonisti", diretti dal regista cinematografico Matteo Andreolli, operante nel genere commedia e sperimentazione, e "L'Aquilone", diretti da Valentina Caccia, operante soprattutto nel campo dei musicals.[53] Tra gli altri cinema chiusi vanno ricordati l'Oscar e il Mignon. Inaugurato nel 1997, il Cinema Teatro Fratello Sole, in via Massimo D'Azeglio 1, è l'ultimo teatro costruito a Busto Arsizio.[54]

Compagnie teatrali[modifica | modifica sorgente]

  • Filodrammatica Cittadina Paolo Ferrari[55]
  • Associazione culturale "Educarte" (compagnia stabile del teatro Sociale di Busto Arsizio)
  • Gli Antagonisti (compagnia stabile del teatro San Giovanni Bosco di Busto Arsizio, diretti da Matteo Andreolli)
  • L'Aquilone (compagnia stabile del teatro San Giovanni Bosco di Busto Arsizio, diretti da Valentina Caccia)
  • Palketto Stage[56]
  • Associazione culturale "Attori per caso" (compagnia stabile del teatro Sant'Anna di Busto Arsizio)

Musica[modifica | modifica sorgente]

Complessi bandistici[modifica | modifica sorgente]

  • Corpo Musicale Pro Busto
  • Corpo Musicale Santa Cecilia (Borsano)
  • Filarmonica Santa Cecilia (Sacconago)

Orchestre[modifica | modifica sorgente]

  • Mandolinisti Bustesi[57]

Cucina[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Cucina lombarda e Prodotti agroalimentari tradizionali lombardi.
  • Brüscitti (piatto di carne tagliuzzata cotta a lungo con semi di finocchio e vino);[58]

A Busto Arsizio ha sede, dal 1975, l'associazione "Magistero dei Brüscitti da Büsti Gràndi", con lo scopo di diffondere la conoscenza, in città e fuori, della cucina rustica bustocca.

Chiesa di Madonna in prato
  • Cupeti (dolci di mandorle tostate e zuccherate).

La festa delle coppette si celebra ogni 8 dicembre nei pressi della chiesa di "Madonna in Prato". Tradizione vuole che i promessi sposi (muusi in dialetto bustocco) delle ragazze bustocche portino queste tipiche cialde ripiene di mandorle all'amata proprio nel giorno dell'Immacolata per chiedere loro la mano.[59] La nascita della Cuppetta viene descritta nella poesia “A Madôna da Prà” del Comm. Avv. Pietro Tosi, riportata sull'etichetta delle confezioni.

(Dialetto bustocco)
« Un bel dì a Madôna da Prà

L'ha vorzü vegnì foeua dàa cà: Ul so coeui ga renda cumpassion Che in d'un Bust ga füss nanca un bumbon. Chi pescitti, spassegiandu sutti i pianti Han cambià tücci i sassi in crôccanti: Chi manitti, inscì bianchi e devotti, I han quatà cont'à a nevi sua e suttu E vedendo a passà ul diavaén Par cuppall gh'ì à tià in d’ul cuppén. E peu, dopu d’avéi benedetti L'ha vorzü ch'u ciamassen “cuppetti”. »

(IT)
« Un bel giorno la Madonna del prato

ha voluto uscire di casa e si è dispiaciuta che a Busto non ci fosse nemmeno un dolce tipico. con i piedi, passeggiando sotto gli alberi ha trasformato tutti i sassi in croccanti, e con le mani candide li ha coperti di neve sopra e sotto e vedendo passare il diavolo per ucciderlo glieli ha tirati nel coppino [il collo] e dopo averli benedetti ha voluto che si chiamassero "cuppetti". »

  • Lüganiga

All'inizio del XX secolo la città di Busto Arsizio era anche conosciuta per i propri salumi, in particolare gli insaccati della tradizione lombarda (salamini e salsiccia, popolarmente indicata come "Lüganiga"). Da qui anche il detto dialettale "Busti, città d'i lüganeghitti", ovvero Busto, città della salsiccia.

Persone legate a Busto Arsizio[modifica | modifica sorgente]

Sono numerose e varie le personalità che sono nate a Busto Arsizio, o pur non essendovi nate, hanno vissuto a lungo oppure hanno operato significativamente ed hanno stabilito dei saldi rapporti con la città e il suo spirito. Con il termine bustocchi si indicano i cittadini nati a Busto Arsizio. Con il termine bustesi si indicano i cittadini non nati a Busto Arsizio.

Bustocchi[modifica | modifica sorgente]

Affresco della Beata Giuliana Puricelli, di Biagio Bellotti
Busto a Giuseppe Bossi nel Palazzo di Brera.
Daniele Crespi — La Pietà (Madrid, Prado).
Tomba di Eugenio Tosi, Arcivescovo bustocco di Milano.
Alfredo Monza, ex-calciatore
Mina Mazzini, cantante bustocca.
XIV secolo[modifica | modifica sorgente]
XV secolo[modifica | modifica sorgente]
XVI secolo[modifica | modifica sorgente]
XVIII secolo[modifica | modifica sorgente]
XIX secolo[modifica | modifica sorgente]
XX secolo[modifica | modifica sorgente]

Bustesi[modifica | modifica sorgente]

Eventi[modifica | modifica sorgente]

Esempio di Giöbia a Busto Arsizio

La "Giöbia"[modifica | modifica sorgente]

L'ultimo giovedì di gennaio la Giöbia, un fantoccio di paglia vestito di stracci, viene bruciata per esorcizzare l'inverno.[62] La tradizione bustocca ha un'origine millenaria che ha radici e motivazioni nella ripresa della fecondità della terra bruciata con il fuoco purificatore.[63] La pietanza tradizionale della festa è il "risotto con la luganiga", simbolo anch'esso di fertilità a causa della porzione di carne che ricorda le interiora dell'animale che si sacrificava alle divinità.

Sagra dell’Angelo[modifica | modifica sorgente]

Chiesa di Madonna in Veroncora

La parrocchia del Santissimo Redentore organizza ogni anno la Sagra dell'Angelo[64] presso la chiesa di Madonna in Veroncora, in dialetto Madòna in Verònca, cioè in ves ai ronchi, ossia verso i boschi. La sagra affonda la sua storia nel solco delle tradizioni bustocche, tra fede e lavoro. Si inizia il lunedì dell'Angelo con la tradizionale insalata e ciàpi (insalata e uova sode spaccate in due) in offerta a san Grato per l’inizio della primavera (la Madòna in Verònca era protettrice degli agricoltori). Durante la mattinata si svolge la sfilata dei trattori per le strade cittadine e nel pomeriggio vengono organizzati momenti di intrattenimento con giochi popolari ed accompagnamento musicale. La sagra ha il patrocinio del comune di Busto Arsizio e dal 2007 è organizzata dall'associazione "Amici della Madonna in Veroncora". Durante la festa si raccolgono i fondi necessari al restauro e la manutenzione della chiesetta della Madonna in Veroncora e del retrostante oratorio.

Carnevale[modifica | modifica sorgente]

Durante il periodo del Carnevale si svolge una sfilata in maschera e di carri allegorici. Le maschere ufficiali della città, sono rappresentate da ul Tarlisu e da a Bumbasina. Sebbene di creazione recente, entrambe riferite alle tradizionali attività della tessitura, il primo al tessuto detto "traliccio", "cruciata" o federa per materassi e cuscini, a righe bianche e marroni, e la seconda relativa alla bambagia, o "bombasina".

Con la delibera n. 313/83 del 16 febbraio 1983 la Giunta Municipale di Busto proclamò il Tarlisu maschera tipica della Città di Busto Arsizio.[65]

Chiesa di San Luigi e Beata Giuliana
Stand natalizi al Museo del Tessile.

Palio delle contrade di Beata Giuliana[modifica | modifica sorgente]

Ogni anno, dal 1958, durante la prima settimana di settembre la parrocchia della Beata Giuliana organizza una manifestazione che coinvolge i quattro rioni del quartiere omonimo, detti la luna, stra gallarà, a malavita e cascina dei poveri e simboleggiati rispettivamente dai colori rosso, giallo, verde e azzurro.[66] Si tengono competizioni di tiro alla fune, taglio del tronco, freccette, bocce, tornei di briscola, scopa d'assi e scala quaranta. L'evento culmina con la gara fra i cavalli rappresentanti dei quattro rioni, che assegna un palio (la corsa dei cavalli non viene più effettuata dal 2008. Il cartellone delle attività è completato da esibizioni bandistiche e musicali (incluso il coro degli alpini), spettacoli teatrali, benedizioni delle automobili oltre che dalla sfilata degli sbandieratori e uno spettacolo pirotecnico. Durante la manifestazione è possibile degustare i piatti tipici dell'Altomilanese, incluso il tradizionale risotto e luganiga.

Iniziative del comune[modifica | modifica sorgente]

Giovedì sera in piazza[modifica | modifica sorgente]

Tra le iniziative proposte dal comune di Busto Arsizio, una delle più importanti è "Giovedì sera in piazza":[67] durante tutto il periodo estivo, gli esercizi commerciali del centro restano aperti il giovedì sera fino a tardi. Inoltre, sempre di giovedì sera, vengono organizzati vari eventi, come concerti (a volte anche un genere musicale per ogni piazza del centro storico), spinning in piazza, tornei di scacchi o dama, mercatini, piccole mostre ed altro ancora.

Villaggio di Natale[modifica | modifica sorgente]

Un'altra iniziativa è il villaggio di Natale[68] che ogni anno, durante il periodo natalizio, si tiene nel parco del museo del tessile. È costituito da un mercatino di Natale, stand gastronomici, ristorante tirolese, ruota panoramica, animazione per bambini e spettacoli pirotecnici. È inoltre aperta dai primi di dicembre fino a febbraio una pista di pattinaggio su ghiaccio, presso la quale si possono spesso gustare tè caldo e vin brulé, ma a volte anche aperitivi a base di sushi.

Dal dicembre 2010, il villaggio di Natale è stato spostato in zone più centrali della città: piazza San Giovanni, piazza Santa Maria (dove è sempre presente, nel periodo natalizio, un presepe con statue a grandezza naturale) e via Milano. Anche la pista di pattinaggio su ghiaccio è stata spostata in piazza San Giovanni, mentre nel presso il parco del museo del tessile sono rimaste le attrazioni e le bancarelle per i più piccoli.
In piazzale Facchinetti, invece, viene allestito un piccolo planetario mobile (dal diametro di 6,7 m) che può ospitare una cinquantina di persone, all'interno del quale vengono proiettate più di 120 000 stelle in circa mezz'ora di spettacolo. Intorno al planetario ci sono anche spettacoli di burattini e stand dedicati ai bambini, il tutto organizzato da Agesp.

Geografia antropica[modifica | modifica sorgente]

Urbanistica[modifica | modifica sorgente]

Chiesa del quartiere di Madonna Regina, che sarebbe rimasto isolato dal resto della città se fosse stato realizzato il progetto originale della "secante interna".

Fino alla prima metà dell'Ottocento, l'abitato di Busto Arsizio si sviluppava principalmente all’interno del limite dell'antico borgo, che era stato delimitato nel Medioevo da un terrapieno e da un fossato, ormai parzialmente livellati già dal Seicento. Nel territorio attuale della città erano presenti altri due abitati, quello di Sacconago e, più a sud, quello di Borsano.

A partire dalla seconda metà dell'Ottocento, dato il rapido incremento demografico ed a causa dello spostamento del tracciato della ferrovia, iniziò lo sviluppo del borgo al di fuori della cinta difensiva, lungo la strà Balon (attuale corso XX settembre) e la strada Garottola (attuale via Mameli). Vennero anche abbattute le porte della città e nel 1911 venne steso il Piano di Ampliamento,[69] che prevedeva lo spostamento ad est delle Ferrovie dello Stato (completato nel 1924), l'apertura della circonvallazione ovest e l'inquadramento dell'area delle ferrovie Nord Milano, ormai raggiunta dall'urbanizzazione.

Le prime industrie iniziarono a situarsi attorno al centro storico, in cerca di manodopera. Ciò fu reso possibile grazie al miglioramento dei trasporti ed al conseguente calo del loro prezzo: le industrie non avevano più la necessità di essere ubicate vicino alle materie prime da trasformare, ma potevano stabilirsi nelle vicinanze dei centri abitati. Col passare del tempo, tali industrie furono inglobate dalla città in rapida espansione.

Dopo il piano regolatore del 1911, venne stilato quello del 1934. Il primo piano studiato per risanare la situazione del centro storico di Busto Arsizio risale al 1940, quando la popolazione aveva superato ormai le 40 000 unità. Il progetto prevedeva l'apertura di una grande arteria fra piazza Manzoni e l'allora viale della Gloria, seguendo un tracciato est-ovest lungo le piazze Manzoni, Santa Maria, San Giovanni e Garibaldi.[70] A causa dello scoppio della seconda guerra mondiale, il progetto non fu mai completamente attuato; tuttavia nel 1953, pochi anni dopo la stesura del piano regolatore del 1948, in via Milano cominciarono i lavori per la costruzione di nuovi edifici e l'allargamento della strada.

Alcune delle idee alla base del piano di recupero del 1940 furono inoltre riprese nel 1963,[71] alla presentazione di quello nuovo, che prevedeva la demolizione di quasi tutto il vecchio tessuto urbano, più o meno degradato, nell'intera area del centro storico. Fu aperto il corso Europa ed in via Milano continuò l'opera di rinnovamento già iniziata. Nuovi palazzi sorsero un po' ovunque: gli unici edifici che si sarebbero dovuti salvare erano solo quelli di un certo valore storico o artistico. Nel 1967, però, il Ministero dei Lavori Pubblici, resosi conto che era in corso una vera e propria opera di cancellazione della storia bustese, bloccò i lavori.[71] Dopo quella data iniziò un lungo periodo di immobilismo. La situazione si è sbloccata nei primi anni del nuovo millennio, quando è iniziata una fase di demolizione delle aree industriali dismesse che sorgevano intorno al perimetro del centro storico, soprattutto nella zona sud-ovest. In queste aree sono sorte nuove zone residenziali.

Due anni prima, nel 1965, venne approvato un nuovo piano regolatore che prevedeva la costruzione dei quartieri di beata Giuliana e di sant'Anna.

Nel 1977 venne approvato il Piano Regolatore adottato nel 1975. Tra i punti importanti vi sono la previsione della zona industriale a Sacconago e della zona grossistica nei pressi del raccordo autostradale, la salvaguardia generalizzata delle aree industriali centrali dall'eccessiva edificazione, l'obbligo per le nuove costruzioni di portici al piano terreno, la previsione di piani (mai attuati) per i centri storici di Borsano e Sacconago e l'uso del quinto arco dello svincolo dei cosiddetti "cinque ponti" per uno svincolo verso il quartiere di sant'Anna.[72] Un successivo Piano Regolatore reca la data del 1984.

Nel 1992 arrivò la variante del Piano Regolatore,[73] (approvato nel 1996)[74] la quale confermò l'impianto precedente, con qualche previsione in più di terziario. Venne estesa inoltre la possibilità di sopralzare le abitazioni. Per quanto riguarda la cosiddetta "tangenziale interna detta secante", originariamente prevista in trincea tra il centro ed il quartiere di Madonna Regina, si pensa ad una strada a raso più ridotta, per non isolare il quartiere.

Con la legge regionale 12/2005[75] viene abolito lo strumento del piano regolatore e istituito quello del piano di governo del territorio, articolato in tre atti: documento di piano, piano dei servizi e piano delle regole.

Quartieri[modifica | modifica sorgente]

I quartieri di Busto Arsizio sono 13: Sant'Anna, San Michele, San Giovanni, Sant'Edoardo, Madonna Regina, Redentore, Beata Giuliana, San Giuseppe, Santi Apostoli, Frati, Santa Croce, Borsano e Sacconago.

Storicamente sono sempre state presente le due ben distinte comunità di San Michele e San Giovanni, oltre che gli ex-comuni autonomi di Borsano e Sacconago e agli insediamenti, risalenti per lo meno al Medioevo, di Cascina Brughetto e Cascina dei Poveri.

L'agglomerato urbano di Busto Arsizio[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Bustese.

L'Agglomerato urbano di Busto Arsizio comprende, oltre alla città di Busto Arsizio, che ne rappresenta il maggiore centro, anche una serie di comuni limitrofi: Castellanza, Olgiate Olona, Marnate, Gorla Minore, Solbiate Olona, Gorla Maggiore, Fagnano Olona. Queste località sono tutte adagiate lungo la Valle Olona. I comuni della Valle Olona sono strettamente legati alla città di Busto, in quanto ospita una serie di infrastrutture e servizi pubblici, di cui sono sprovvisti i centri minori. Inoltre tutti i comuni dell'agglomerato urbano sono compresi nell'Associazione Commercianti di Busto Arsizio e compongono il distretto socio-sanitario ASL di Busto Arsizio e Valle Olona. La popolazione residente nell'agglomerato urbano di Busto Arsizio supera le 145 000 unità.

Economia[modifica | modifica sorgente]

Cascina Burattana
Un bozzolo

Il modello economico di Busto Arsizio è cambiato negli anni passando da prevalentemente agricolo a industriale fino a vedere negli ultimi decenni la crescita del settore terziario. Attualmente PIL pro-capite è superiore del 20% rispetto alla media europea mentre la disoccupazione si attesta al 4%.[76]

Il ramo industriale principale è quello del tessile, che affonda le sue radici nei primi secoli dell'età moderna.[77]

Agricoltura[modifica | modifica sorgente]

Il suolo di Busto Arsizio non è mai stato particolarmente favorevole all'agricoltura.[78] Per questo gli abitanti del luogo, fin dalle origini, dovettero affiancarvi altre attività, come la concia delle pelli nell'Alto Medioevo. Ciò nonostante il settore primario rimase quello predominante fino almeno al XVI secolo.[79] I raccolti più importanti erano quelli di cereali e vino.

L'agricoltura biodinamica nasce dallo sviluppo degli impulsi dati da Rudolf Steiner, fondatore dell'antroposofia, per una nuova agricoltura che si basi sul potenziamento della fertilità del terreno. Una delle ultime realtà del patrimonio agricolo comunale è la Cascina Burattana, angolo verde situato da quattro secoli a nord del quartiere.[80] Ormai realtà in espansione, la cooperativa sociale agricola Cascina Burattana, nata nel 2011 con lo scopo di promuovere l'agricoltura biodinamica ha acquisito pieno titolo per essere protagonista nella trasformazione della cascina. Originariamente di proprietà della famiglia nobiliare Durini, è stata acquistata dal comune di Busto Arsizio, insieme ai suoi terreni, negli anni novanta.[81] I terreni, dati attualmente in uso alla cooperativa sociale, sono in fase di certificazione biodinamica e gli stabili, soggetti a forte degrado, sono attualmente oggetto di un progetto di restauro che verrà presentato dalla cooperativa alle amministrazioni nell'ambito delle iniziative dell'Expo 2015.[82]

L'allevamento del baco da seta (i bigàti) fu praticato nell'Altomilanese da tempo immemorabile. Fino all'avvento delle prime fibre artificiali (anni trenta del XX secolo) che portò al crollo del prezzo della seta sul mercato, l'Alto Milanese era la capitale della bachicoltura italiana, una delle prime al mondo. Si tratta di una tradizione secolare, che risale alla fine del Medioevo, e che era praticata in modo massivo nelle famiglie bustesi. Tale attività fu una di quelle che contribuirono a trasformare Busto Arsizio nella «Manchester d'Italia»,[26] ossia in uno dei più importanti centri per la produzione tessile. Proprio a supporto della bachicoltura, a Busto Arsizio, nei cortili delle case, veniva coltivato il gelso, indispensabile nutrimento dei bachi da seta.[83]

Artigianato[modifica | modifica sorgente]

Già nel XVI secolo Busto Arsizio era rinomata per la produzione del fustagno, un tessuto robusto e resistente, che ha le sue origini nel Basso Medioevo.[84]

Industria[modifica | modifica sorgente]

Due delle "cento" ciminiere di Busto Arsizio.

Busto Arsizio è stata per anni uno dei più importanti centri tessili d'Italia, tanto da essere conosciuta anche all'estero.[85] Già agli inizi dell'800 vi troviamo la ditta "Benigno Crespi", appartenente ad una famiglia di lunga tradizione bustocca, soprannominata dei "Tengitt". Furono proprio Benigno Crespi e suo figlio Silvio che vollero costruire Crespi d'Adda, un villaggio operario dominato dal castello del padrone, che simboleggiava l'autorità e benevolenza verso gli operai e le loro famiglie.[86]

Nel 1995, il villaggio industriale di Crespi d'Adda, fu accolto da parte del Comitato per il Patrimonio Mondiale dell'Unesco nella Lista del Patrimonio Mondiale Protetto in quanto "Esempio eccezionale del fenomeno dei villaggi operai, il più completo e meglio conservato del Sud Europa".[87]

In città si ebbe formazione di un ceto di imprenditori che avviò le prime manifatture tessili. Contemporaneamente si creò la figura dell'operaio-contadino che trovava impiego in tali manifatture senza però mai trascurare completamente le attività agricole. Con il passare del tempo l'Altomilanese si apprestava a diventare un motore pulsante dell'economia lombarda ed un'area di eccellenza dell'industria manifatturiera nazionale. Busto Arsizio iniziò ad essere chiamata "la Manchester d'Italia" o "la città delle 100 ciminiere".[88]

Tra le industrie che hanno fatto la storia di Busto Arsizio, si possono ricordare la Tintoria Giovanni Garavaglia (1863), la Società Anonima Airoldi e Pozzi (1863), la Milani e Nepoti (1870), il Cotonificio Venzaghi (1876), il Cotonificio Enrico Candiani (1876), la Metallurgica Marcora (1878), le Officine Meccaniche Rodolfo Comerio (1878), il Cotonificio Giuseppe Pozzi (1878), la Tintoria Roberto Cerana (1880), la Tintoria Pietro Garavaglia (1880), le Industrie Grafiche Servi (1880) la Società Anonima Gas Molteni (1881), il Calzaturificio Giuseppe Borri (1882), il Cotonificio Lissoni Castiglioni (1888), la Manifattura Tosi (1888) e le Officini Meccaniche Ercole Comerio (1890).

Nel 1917 gli imprenditori dell'area bustese diedero vita alla Federazione Industriale dell'Alto Milanese.[89] Dopo la pausa corporativa del ventennio fascista (prima della seconda guerra mondiale contava la presenza di 65 industrie[90]), gli imprenditori di Busto Arsizio si unirono nell'Unione Bustese degli Industriali nel 1949.

Nel 1951 fu creata, sul confine sud della città, la cosiddetta "Mostra del Tessile". Fu opera degli uomini più conosciuti e avveduti della città: il banchiere Benigno Airoldi, gli industriali Antonio Tognella, Carlo Schapira, Enrico Candiani, Alessandro Pozzi, il sindaco Giovanni Rossini, i parlamentari Cipriano Facchinetti, Morelli, Tosi.

Se negli anni cinquanta del XX secolo, per quanto riguarda il settore tessile, Busto Arsizio era prevalentemente una scuola di taglio e cucito orientata alla produzione, al giorno d'oggi invece l'orientamento è quello dello sviluppo tecnico.[91]

L'industria bustocca si è comunque molto diversificata, anche a causa della crisi che ha investito il settore tessile. La città ha saputo far fronte al declino del tessile in due modi: incentivando altri campi del settore secondario (l'industria meccanica, la lavorazione della plastica e l'edilizia) e sviluppando costantemente il settore commerciale e del terziario.[85]

Servizi[modifica | modifica sorgente]

Anche per quanto riguarda il settore terziario, si hanno illustri esempi di eccellenza già nei secoli passati. Basti pensare che l'Antico Salumificio Bustese esportava in America già alla fine dell'Ottocento,[92] oppure che in quegli stessi anni Enrico dell'Acqua, pioniere dell’esportazione cotoniera in Italia e soprannominato "il principe mercante" da Luigi Einaudi, aveva già creato una immensa rete di commercio soprattutto con l'America latina.[93]

Al giorno d’oggi il terziario bilancia in numero di addetti l'attività manifatturiera, da sempre vocazione del comune di Busto Arsizio.[22] Secondo gli ultimi dati disponibile relativamente al tessuto economico della città[94] complessivamente le imprese sono 7 342. Per quanto riguarda la ripartizione per settore, commercio (1 846 imprese) e attività immobiliari (1 800 imprese) ricoprono il maggior numero di imprese attive. Le attività manifatturiere contano 1 255 imprese attive.

Recentemente Busto ha visto nascere il primo centro al mondo ad aver sviluppato un metodo di trattamento e crioconservazione delle cellule staminali amniotiche nei locali della Biocell Center.[95]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Per quanto riguarda le attività del trasporto di merci, la città di Busto è importante anche per la presenza di una dogana e di un Terminal Hupac di Busto Arsizio destinato al trasporto intermodale.

Strade[modifica | modifica sorgente]

Svincoli in località "Cinque Ponti" a Busto Arsizio

La città di Busto Arsizio è collegata tramite una fitta rete di strade di diversa categoria a tutti i paesi limitrofi ed ai principali centri del nord-ovest della Lombardia e del nord-est del Piemonte. Per quanto riguarda le autostrade, 21 settembre del 1924 venne inaugurato il primo tratto di quella che diverrà l'Autostrada dei Laghi e che sarà la prima autostrada a pedaggio realizzata in Italia e la seconda nel mondo, dopo l'AVUS di Berlino (progettata nel 1909 ed aperta al traffico nel 1921). Con questo nome si indica, oltre al tratto originario, che oggi costituisce la A8, anche la A9, per Como, raggiungibile da Busto Arsizio anche tramite la SS527 Bustese. La città è collegata anche alla A4 tramite la Superstrada dell'Aeroporto della Malpensa, che ha il suo inizio proprio a Busto Arsizio e termina a Boffalora. Tale statale collega la città anche alla Malpensa, già Aeroporto Città di Busto Arsizio.

Strade statali e provinciali[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Strade provinciali della provincia di Varese.

Superstrade[modifica | modifica sorgente]

Autostrade[modifica | modifica sorgente]

Ferrovie[modifica | modifica sorgente]

Binari della linea delle Ferrovie dello Stato.
Ferrovia Busto Arsizio-Malpensa Aeroporto
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazioni ferroviarie di Busto Arsizio.

La città di Busto Arsizio è attraversata da due linee ferroviarie con due stazioni ferroviarie ben distinte, recentemente collegate dalla ferrovia Busto Arsizio-Malpensa Aeroporto.

La stazione delle ferrovie dello Stato è fermata della linea S5 (Varese-Milano-Treviglio) del Servizio ferroviario suburbano di Milano.

Le stazioni delle Ferrovie dello Stato e delle Ferrovie Nord sono fermate della Linea S30 (S-Bahn Canton Ticino) (Bellinzona - Aeroporto di Malpensa).

Mobilità urbana[modifica | modifica sorgente]

Con la concessione alla ditta Locatelli di Milano dell'esercizio di due linee urbane per il collegamento dei due poli ferroviari (Ferrovie dello Stato e Ferrovie Nord Milano) con le zone centrali di Busto Arsizio, ha inizio la storia del trasporto pubblico cittadino su strada. Dal 1972, i trasporti di pubblica utilità all'interno della città sono stati gestiti dall'Agesp trasporti s.p.a.. Alla fine del 2008 STIE ha acquistato l'intero pacchetto azionario di Agesp Trasporti, partecipata indiretta del Comune di Busto Arsizio attraverso Agesp Holding. STIE era già socia al 40% di Agesp Trasporti. Busto Arsizio è anche collegata tramite autolinee dell'ATINOM a Busto Garolfo e della Stie a Castellanza, Legnano, Milano, Fagnano Olona, Solbiate Olona, Olgiate Olona e Gallarate.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Consiglio Comunale dei Ragazzi

Il Consiglio Comunale dei Ragazzi ha il compito di deliberare in via consultiva nelle seguenti materie: politica ambientale, sport, tempo libero, giochi, rapporti con l’associazionismo, cultura e spettacolo, pubblica istruzione, assistenza ai giovani e agli anziani, rapporti con l’UNICEF.

Elenco dei sindaci di Busto Arsizio[modifica | modifica sorgente]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1850 1853 Carlo Tosi Sindaco
1853 Cesare Rossi Sindaco
1856 1863 Pasquale Pozzi Sindaco
1863 1868 Carlo Crespi (detto Cordafina) Sindaco
1868 1872 Carlo Tosi Sindaco [96]
1872 1º gennaio 1874 Luigi Krumm Assessore anziano
2 gennaio 1874 11 luglio 1875 Luigi Krumm Sindaco
1875 1884 Giuseppe Lualdi Sindaco
1884 Orsino Orsini Commissario
1884 Angelo Gambero Sindaco f.f.
1884 1885 Ernesto Travelli Sindaco f.f.
1885 1889 Paolo Crespi Porro Sindaco f.f.
Leopoldo Candiani Sindaco
Ercole Marinoni Sindaco
1890 1895 Attilio Ballarati Sindaco
1896 1902 Pietro Tosi Sindaco
1903 1904 Cesare Rossi Sindaco
1906 1907 Giuseppe Rossi Sindaco
1909 1914 Pietro Tosi Sindaco
1914 1923 Carlo Azimonti Partito Socialista Italiano Sindaco [97]
1924 1930 Ottorino Maderna Podestà
1931 1º settembre 1943 Ercole Lualdi Podestà
2 settembre 1943 25 aprile 1945 Carlo Azimonti Commissario prefettizio [98]
26 aprile 1945 1946 Camillo Tosi Sindaco
1946 1947 Mario Grampa Partito Socialista Italiano Sindaco [99]
1947 1961 Giovanni Rossini Democrazia Cristiana Sindaco
1961 1970 Gian Pietro Rossi Democrazia Cristiana Sindaco [100]
1970 1972 Giuseppe Castiglioni Democrazia Cristiana Sindaco
1972 1974 Giorgio Ughetto Haraszthy Democrazia Cristiana Sindaco
1974 1975 Gian Luigi Baratelli Democrazia Cristiana Sindaco
1975 1976 Gian Pietro Rossi Democrazia Cristiana Sindaco
1976 Ascanio Besnati Partito Repubblicano Italiano Sindaco
1976 1977 Felice Pozzi Democrazia Cristiana Sindaco
1977 1979 Giancarlo Tovaglieri Democrazia Cristiana Sindaco
1979 1985 Angelo Borri (il "sindaco buono"[101]) Democrazia Cristiana Sindaco
1985 1988 Gian Pietro Rossi Democrazia Cristiana Sindaco
1988 1990 Luigi Caccia Democrazia Cristiana Sindaco
1990 1993 Gian Pietro Rossi Democrazia Cristiana Sindaco
1993 Umberto Calandrella Commissario straordinario
Dicembre 1993 25 maggio 2002 Gianfranco Tosi Lega Nord Sindaco
26 maggio 2002 30 gennaio 2006 Luigi Enrico Rosa Lega Nord Sindaco
1º febbraio 2006 29 maggio 2006 Paolo Guglielman Commissario prefettizio
1º febbraio 2006 In carica Gianluigi Farioli (detto Gigi o Gigione) Forza Italia/Popolo della Libertà Sindaco

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Il 20 maggio 2012 è stato siglato un patto di amicizia con il comune di Scopello.

Sport[modifica | modifica sorgente]

Le società e associazioni sportive di Busto Arsizio sono attualmente 44: G.S. Beata Giuliana, U.C. Bustese Olonia, G. B. S. Anna, C.S.O. Borsanese, G.S. San Marco Calcio, Pro Patria Bustese Atletica, U.S. Acli Borsanese, G. B. Borsanese, International Skating, Hockey Club Busto Arsizio, Pro Patria Bustese Sportiva, Pallacanestro Busto Arsizio, A.D.S. Centro Sportivo Busto A., Pro Patria Palla al Cesto, Futura Volley-Yamamay, Pro Patria Judo, Club Amici dello Sport-C.A.S., Club Twirling Sacconago, A.S.D. New Project, Bu Do Kan, Pool Bustese, G.S. Antoniana, U.S. Ardor calcio, A.S.D. oratorio San Filippo, P.G.S. Amicizia, Polisportiva Rekord, G.S.C. Borsano, P.G.S. S.I.C., A.S.D. Atletica San Marco, Pro Patria Pallavolo, Centro Studi Karate, Pro Patria Calcio Amatori, P.G.S. Primavera, Ardor Basket, Polisportiva P.A.D., S.C. Antoniana calcio, Polisportiva San Marco, Bustese 92, Fukyu Karate Club, Accademia Bustese Pattinaggio, A.R.C. Busto A. 1991, Busto Rugby, Tiro a Segno Nazionale sezione di Busto Arsizio, A.S. BU.DO.KAN, Busto Arsizio Palla Ovale.

Atletica leggera[modifica | modifica sorgente]

La pista di atletica leggera di Sacconago, luogo di allenamento della Pro Patria ARC Busto Arsizio.

A Busto Arsizio si sono tenute alcune prove dei campionati italiani di atletica leggera, con i seguenti risultati:

  • 1922: "20 000 metri": vittoria di Ettore Blasi (1h 10' 19")
  • 1999: "Mezza maratona maschile": vittoria di Giuliano Battocletti (1h 02' 20")

La società locale di atletica leggera è la Pro Patria ARC Busto Arsizio. Società di Podismo amatoriale sono l'Atletica San Marco e la P&C PodismoECazzeggio.

Assunta Legnante ha raggiunto i 19,04 m con un lancio il 24 settembre 2006 alla Finale Oro dei Campionati italiani di società di getto del peso tenutasi a Busto Arsizio.

Calcio[modifica | modifica sorgente]

Stadio Speroni

La squadra più prestigiosa della città è la "Pro Patria", che milita nel campionato di C1, (Lega Pro Prima Divisione)[103] ed il cui campo di gioco è quello dello Stadio Carlo Speroni, situato vicino al confine coi comuni di Olgiate Olona e Castellanza. La Pro Patria vanta 16 campionati in Serie A dei quali 12 a girone unico, l'ultimo dei quali nella stagione 1955-56. Il miglior piazzamento nella massima divisione nazionale fu l'ottavo posto conquistato nel campionato 1947-48. La stagione 1965-66 fu l'ultima in Serie B.

Lo stadio Carlo Speroni, costruito ed inaugurato nel 1927 per la prima promozione della squadra in Serie A, ha subito varie ristrutturazioni ed ampliamenti, l'ultima delle quali nel luglio 2011 con la creazione di un'ulteriore curva nel settore ospiti.

Il 22 aprile 2013, è stato ospite l'arbitro di calcio di Serie A Paolo Silvio Mazzoleni presso la Sede bustocca dell'Associazione Italiana Arbitri, importante realtà cittadina.

Cheerleading[modifica | modifica sorgente]

Nel 2012 nascono le Thunders gruppo di Cheerleader associato alla squadra di football americano dei Blue Storms.[104]

Ciclismo[modifica | modifica sorgente]

Busto Arsizio è stata tre volte sede di tappa al Giro d'Italia:

  • 17 maggio 1985, prima tappa, con arrivo sul viale Duca d'Aosta, all'altezza del Municipio, e vittoria dello svizzero Urs Freuler. Il giorno successivo la ripartenza vide una cronometro a squadre da via Magenta, davanti agli stabilimenti della Coca-Cola, e arrivo a Milano.
  • 8 giugno 2001, diciannovesima tappa, con vittoria di Mario Cipollini.
  • 20 maggio 2012, quindicesima tappa, con partenza da via Volta, davanti al Museo del Tessile.

Per alcuni anni vi si tenne anche la "Coppa Città di Busto Arsizio" (poi "G.P. Busto Arsizio"), fra i cui vincitori figurano Tranquillo Scudellaro (1954) e Rino Benedetti (1958), quinto l'anno precedente. In tutto si ebbero 19 edizioni. Dal 2007 si corre agli inizi di marzo il "Trofeo città di Busto Arsizio", gara riservata però alla categoria juniores ed organizzata dall'U.C. Bustese Olonia.

Football americano e flag football[modifica | modifica sorgente]

Tra il 1984 e il 1986 Busto Arsizio è stata sede dei Frogs, provenienti da Gallarate e in seguito trasferitisi a Legnano, che il primo anno della loro breve storia bustese vinsero il loro primo Superbowl italiano; nello stesso periodo è stata attiva anche la squadra di flag football giovanile degli Eels Busto Arsizio.
Nel 2011 presso lo Stadio Carlo Speroni si sono giocate le finali del campionato giovanile di flag football, vinte dai Blue Storms Gorla Minore e il Ninebowl (finale nazionale del Campionato italiano di football a 9) vinto dalle Aquile Ferrara sui Crusaders Cagliari. Alla fine dello stesso anno è stata fondata l'associazione Busto Arsizio Palla Ovale, che compete nel campionato senior di flag football col nome di Flames Busto Arsizio.
A partire da Luglio 2012 i Blue Storms, grazie alla collaborazione con il "G.S. Beata Giuliana Calcio", si trasferiscono da Gorla Minore a Busto Arsizio con tutte le attività sportive, tra cui la nuova formazione di cheerleader e la prima squadra femminile di Tackle Football della provincia di Varese, le Tempeste[105] [106].

Nel 2014 a Vedano Olona si è giocato il primo incontro di flag football fra le due formazioni cittadine, vinto dai Flames sui Blue Storms per 24-21.

Hockey[modifica | modifica sorgente]

La squadra cittadina di hockey in-line è l'Hockey Club Busto Arsizio, che partecipa al campionato maschile di serie B.

Nel 2010 sono partiti i lavori per la realizzazione di un palaghiaccio nel quartiere di Beata Giuliana, sulla Strada statale 33 del Sempione, grazie all'impegno del comune e della provincia di Varese. La struttura avrebbe dovuto essere inaugurata nel 2011[107], ma ci sono stati dei ritardi nei lavori di esecuzione, che hanno rimandato la consegna a marzo 2012[108]. Il 14 dicembre 2011, l'assessore all'edilizia della provincia di Varese ha annunciato la sospensione dei lavori nel cantiere a causa di difficoltà sopraggiunte nella gestione dell'appalto[109].

Nuoto e pallanuoto[modifica | modifica sorgente]

Nel dicembre 1997, dalla fusione delle attività agonistiche di Bustese Nuoto e Busto Pallanuoto, è nata Busto Nuoto A.S. La squadra della città è campione invernale di nuoto sincronizzato nel 2007.

La squadra di nuoto sincronizzato sta crescendo molto e nel 2013 ha conquistato il titolo italiano nei campionati italiani estivi juniores

Pallacanestro[modifica | modifica sorgente]

Per quanto riguarda la pallacanestro, la Pallacanestro Busto Arsizio Associazione Dilettantisca è la principale squadra della città e attualmente milità in serie C-Dilettanti (ex C1) dopo essere stata promossa perfino in B1. La storia della pallacanestro bustese è legata alla figura di Peppino Vidali a cui è stata recentemente intitolata la palestra secondaria del PalaPiantanida, conosciuto anche come PalaYamamay.[110]

Pallavolo[modifica | modifica sorgente]

PalaYamamay, uno dei tre palazzetti dello sport di Busto Arsizio

La principale squadra locale di pallavolo femminile è la Yamamay Busto Arsizio, Campione d'Italia 2011-2012.

A Busto Arsizio è stata disputata il 3 giugno 2005, al PalaYamamay, una partita di World League tra le nazionali di Italia e Cuba, vinta da Cuba col punteggio di 1-3.

Nel settembre del 2011 il Campionato europeo di pallavolo femminile, organizzato dall'Italia e dalla Serbia, ha fatto tappa a Busto Arsizio. Alcune partite della prima fase si sono svolte infatti al PalaYamamay.

Pattinaggio[modifica | modifica sorgente]

Nel 1956 nasce la gloriosa società Accademia Bustese Pattinaggio grazie all'incontro tra il dottor Luigi Kullmann e Giancarlo Castiglioni (a cui poi sarà intitolata la pista di via Ariosto). L'Accademia Bustese vince il titolo italiano di società negli anni 1959, 1960, 1961, 1962. Il suo più grande atleta è stato Antonio Merlo, attualmente commissario tecnico della Nazionale Italiana di pattinaggio artistico. L'Accademia Bustese vince altri due titoli italiani di società (2011 e 2012) ed i titoli mondiali individuali con Barbara Bossi e Davide Piacentini. È una delle società italiani di più antica affiliazione alla F.I.H.P. (Federazione Italiana Hockey e Pattinaggio).

Rugby[modifica | modifica sorgente]

Fondata nel 2008 per iniziativa di alcuni cittadini con il supporto di studenti e giocatori di rugby della LIUC, Università Carlo Cattaneo, è la Busto Rugby. Scopo dell'associazione è la promozione di questo sport tra i ragazzi di età compresa tra 6 e 11 anni (Minirugby) attraverso allenamenti bisettimanali e la partecipazione a concentramenti con altre squadre.

Scherma[modifica | modifica sorgente]

La società schermistica di Busto Arsizio è la Pro Patria et Libertate.

Tiro a segno[modifica | modifica sorgente]

La Società Mandamentale di Tiro a Segno di Busto Arsizio (ora Sezione di Tiro a Segno Nazionale), viene fondata il 23 dicembre 1883. Trent'anni dopo la sua fondazione, il 28 giugno 1914, Vittorio Emanuele di Savoia-Aosta, conte di Torino, inaugurò un nuovo campo di tiro destinato oltre che ai cittadini di Busto Arsizio e zone limitrofi, anche all'addestramento dei militari della più vicina e nota Caserma "S.Ten. Ugo Mara" di Solbiate Olona. Attualmente l'organizzazione di tiro a segno, assolve senza fini di lucro, in ambito territoriale, i compiti istituzionali e sportivi dell'Unione Italiana Tiro a Segno.

La Sezione istituzionalmente esplica:

  • l'attività di addestramento prevista dalle vigenti disposizioni legislative e che si concretizza nello svolgimento di corsi di lezioni regolamentari di tiro a segno per coloro che prestano servizio armato presso enti pubblici o privati e per coloro che sono obbligati ad iscriversi e frequentare una Sezione di Tiro a Segno Nazionale ai fini della richiesta di una licenza di porto d'armi, nonché per tutti coloro che vi sono obbligati per legge;
  • l'attività dello sport del Tiro a Segno, organizzando manifestazioni sportive e curando la preparazione tecnica dei suoi iscritti, al fine di ottenere l'affiliazione all'UITS per praticare l'attività agonistica;
  • l'attività promozionale, propagandando lo sport del tiro a segno anche con lo svolgimento, per i ragazzi, di attività ludiche con l'uso di attrezzi sportivi ad aria compressa, autorizzate dall'Unione Italiana Tiro a Segno.

Tennis[modifica | modifica sorgente]

A Busto Arsizio si è disputato dal 18 al 24 giugno 2012 il Busto Arsizio Open 2012, torneo facente parte della categoria ITF Men's Circuit nell'ambito dell'ITF Men's Circuit 2012.

Galleria fotografica[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c Dato Istat al 31/07/2013
  2. ^ Citato in: Bondioli, 1937-54, op. cit., vol. II, p.145
  3. ^ Demo Istat. URL consultato il 19 ottobre 2013.
  4. ^ Busto capoluogo demografico. URL consultato il 26 gennaio 2013.
  5. ^ tuttitalia.it - dati istat popolazione comuni in provincia di varese. URL consultato il 1º gennaio 2012.
  6. ^ a b c Marinoni, 1957, op. cit., pp. 37-50
  7. ^ a b c d Cultura - Sito istituzionale di Busto Arsizio. URL consultato il 9 dicembre 2009.
  8. ^ a b c La Lingua di Busto Arsizio. URL consultato il 9 dicembre 2009.
  9. ^ a b c d Giavini, 2002, op. cit., pp. 17-38
  10. ^ a b c Rogora, 1981, op. cit., p. 252 citando Magni-Pacciarotti, 1977, op. cit. parlando di "isola" linguistica.
  11. ^ a b c La Giöbia dai Liguri antichi al Duemila. URL consultato il 9 dicembre 2009.
  12. ^ Comuni italiani. URL consultato il 9 dicembre 2009.
  13. ^ Magni-Pacciarotti, 1977, op. cit., p. 5
  14. ^ Relazione geologica. URL consultato il 13 gennaio 2013.
  15. ^ Classificazione climatica Lombardia, dati Confedilizia. URL consultato il 9 dicembre 2009.
  16. ^ Medie climatiche 1961-1990. URL consultato il 9 dicembre 2009.
  17. ^ Dati climatologici medi. URL consultato il 13 dicembre 2009.
  18. ^ Tabelle e grafici climatici. URL consultato il 9 dicembre 2009.
  19. ^ carta della nevosità media sulla pianura padana. URL consultato il 29 luglio 2012.
  20. ^ Notizia tratta dal libro Magni-Pacciarotti, 1977, op. cit.
  21. ^ AA.VV.. Sommario di vita bustese dalle origini ai tempi nostri. L.V.G. editrice. Azzate (1981). Pagina 40. Nello stesso anno, come si legge alla stessa pagina del libro citato, rovinò l'ultima delle sette torri della Busto medievale.
  22. ^ a b Piano Strategico di Busto Arsizio. URL consultato il 15 novembre 2009.
  23. ^ Spada, 2004, op. cit., p. 18
  24. ^ Araldica Civica - Busto Arsizio. URL consultato il 12 dicembre 2009.
  25. ^ Parabiago. URL consultato il 12 dicembre 2009.
  26. ^ a b Garavaglia, 1997, op. cit., p.12
  27. ^ Piano di zona 2009-2011. URL consultato il 4 settembre 2011.
  28. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  29. ^ Dato Istat al 31/12/2010. URL consultato il 25 febbraio 2013.
  30. ^ Si veda in particolare (IT) Giorgio D'Ilario, Dizionario legnanese - Proverbi e modi di dire dialettali - Con un'introduzione sulle parlate dall'Olona al Ticino, 1991. "Si ebbe dunque subito una prima diversificazione del latino dovuta alle abitudini dei singoli popoli conquistati, ossia al diverso sostrato linguistico. La valutazione di questo elemento ha dato luogo ad ampie discussioni. Un tempo si credeva di poterlo facilmente determinare in questa o quella caratteristica fonetica; oggi si procede in questo campo con più dubitosa cautela" (ivi, p. 32).
  31. ^ Quando muore un anziano è come se bruciasse una biblioteca. URL consultato il 31 marzo 2012.
  32. ^ Nasce a Busto Arsizio la grammatica lombarda. URL consultato il 14 luglio 2012.
  33. ^ Esopo: trenta favole scelte / traduzione in dialetto bustocco di Mariolino Rimoldi. URL consultato il 14 luglio 2012.
  34. ^ Ul vangèli tème lu cönta ul San Marcu. URL consultato il 14 luglio 2012.
  35. ^ Cultura di Busto Arsizio. URL consultato il 14 luglio 2012.
  36. ^ Un esempio su tutti è l'associazione La Famiglia Bustocca, nata nel 1951 con lo scopo di mantenere vive le tradizioni e il dialetto bustocco.
  37. ^ Come venne fondata l'Agesci a Busto. URL consultato il 14 luglio 2012.
  38. ^ La clandestinità. URL consultato il 14 luglio 2012.
  39. ^ AGESCI Busto Arsizio 3. URL consultato il 10 marzo 2013.
  40. ^ Associazione Radioamatori Italiani - Sezione di Busto Arsizio. URL consultato il 14 luglio 2012.
  41. ^ La Famiglia Bustocca. URL consultato il 7 febbraio 2014.
  42. ^ Dalle moto ai panini, quante cantonate sugli anni ’80. URL consultato il 19 settembre 2011.
  43. ^ istitutoantonioni.it. URL consultato il 16 dicembre 2009.
  44. ^ AA.VV., 2006, op. cit., Vol. I, p. 257
  45. ^ Bartolomeo Nino Miglierina. URL consultato il 31 marzo 2012.
  46. ^ Radio Busto: la prima voce che annunciò la libertà. URL consultato il 31 marzo 2012.
  47. ^ Busto Arsizio 24 - Anno I, n. 1, novembre 2009. URL consultato il 16 novembre 2009.
  48. ^ Busto, la prima annunciatrice racconta Telealtomilanese. URL consultato il 10 gennaio 2010.
  49. ^ Se centovent'anni vi sembrano pochi.... URL consultato il 19 settembre 2011.
  50. ^ Teatro Manzoni. URL consultato il 27 settembre 2011.
  51. ^ Teatro Lux. URL consultato il 27 settembre 2011.
  52. ^ I "cuori senza frontiere" di giuliani e dalmati. URL consultato il 27 settembre 2011.
  53. ^ Teatro San Giovanni Bosco. URL consultato il 27 settembre 2011.
  54. ^ Teatro Fratello Sole. URL consultato il 27 settembre 2011.
  55. ^ Compagnia fondata nel 1905. Filodrammatica Cittadina Paolo Ferrari. URL consultato il 31 ottobre 2009.
  56. ^ Palketto Stage. URL consultato il 12 luglio 2013.
  57. ^ Orchestra fondata nel 1905. Mandolinisti Bustesi. URL consultato il 14 luglio 2012.
  58. ^ Magni-Pacciarotti, 1977, op. cit., p. 58
  59. ^ Muusi e cupeti a Busto. La tradizione si rinnova in La Provincia di Varese, 8 dicembre 2012. URL consultato il 28 agosto 2013.
  60. ^ Francesco da Busto è ricordato nel Proemio del De divina proportione di Luca Pacioli insieme a Leonardo da Vinci ed altri personaggi della corte sforzesca.
  61. ^ Beato Bernardino de' Bustis. URL consultato il 13 ottobre 2011.
  62. ^ La Giöbia dai Liguri antichi al Duemila. URL consultato il 30 agosto 2011.
  63. ^ Brüsa la Giôeubia. URL consultato il 30 agosto 2011.
  64. ^ Sagra dell'Angelo alla Madonna in Veroncora. URL consultato il 12 ottobre 2011.
  65. ^ Alcuni passi tratti dalla delibera sono i seguenti. Premesso che il termine Tarlisu è il corrispondente dialettale di “traliccio”, denominazione consuetudinaria di un particolare tipo di tessuto, particolarmente idoneo per le sue caratteristiche a mantenere all'interno il piumino d'oca o la lana di pecora, tinteggiato a righe bianche e marroni, prodotto sempre in quantità predominante nei tanti opifici della città, divenuta famosa anche all'estero per la sua produzione ed esportazione cotoniera tanto da essere chiamata la "Manchester d'Italia"[...]; [...]ritenuto che il Tarlisu abbia tutte le caratteristiche per poter essere considerato la maschera tipica della città e possa quindi essere proclamato tale, nel quadro di una giusta valorizzazione delle tradizioni locali e del patrimonio culturale e folkloristico bustocco, con un atto formale e solenne che consacri, per il carnevale in atto e per quelli a venire, il Tarlisu Maschera Bustocca; [...]delibera di proclamare a tutti gli effetti Maschera tipica della Città di Busto Arsizio il Tarlisu.
  66. ^ Palio di Beata Giuliana. URL consultato il 15 luglio 2012.
  67. ^ Giovedì sera, spettacolo e... quattro saldi in centro. URL consultato il 15 luglio 2012.
  68. ^ Sito web del villaggio di Natale. URL consultato il 15 luglio 2012.
  69. ^ Magni-Pacciarotti, 1977, op. cit., p. 43
  70. ^ Rogora, Bellotti, Ferrario. Sommario di storia bustese. Pagina 356.
  71. ^ a b Rogora, Bellotti, Ferrario, op. cit., p.359
  72. ^ Rogora, Bellotti, Ferrario, op. cit., pp.267–268
  73. ^ Variante del P.R.G. (1992). URL consultato il 7 maggio 2012.
  74. ^ Documento di inquadramento dei programmi integrati di intervento. URL consultato il 7 maggio 2012.
  75. ^ Legge 12/2005 della Lombardia. URL consultato il 7 maggio 2012.
  76. ^ Fitch conferma, Busto più ricca della media Ue. URL consultato il 24 novembre 2009.
  77. ^ Mercanti-imprenditori ed operai a Busto Arsizio nel XVIII secolo. URL consultato il 20 gennaio 2013.
  78. ^ Touring Club, 2002, op. cit., p.12
  79. ^ Garavaglia, 1997, op. cit., pp.7–12
  80. ^ Metti in circolo le energie. URL consultato il 16 dicembre 2009.
  81. ^ Cascina Burattana. URL consultato il 16 dicembre 2009.
  82. ^ L'Expo salverà la cascina Burattana. URL consultato il 16 dicembre 2009.
  83. ^ Busto Arsizio, Manchester. URL consultato il 31 luglio 2012.
  84. ^ Busto Arsizio. URL consultato il 31 luglio 2012.
  85. ^ a b Busto Arsizio. URL consultato il 1º gennaio 2010.
  86. ^ Il valore e la storia. URL consultato il 31 luglio 2012.
  87. ^ Crespi d'Adda, l'insediamento industriale. URL consultato il 31 luglio 2012.
  88. ^ Busto, dalle "cento ciminiere" alle 150 antenne. URL consultato il 31 luglio 2012.
  89. ^ La nostra storia. URL consultato il 31 luglio 2012.
  90. ^ Itinerari e Sapori. URL consultato il 31 luglio 2012.
  91. ^ Una scuola che misura l'economia del territorio. URL consultato il 31 luglio 2012.
  92. ^ Il salame prealpino, da Alboino ai cerveleé. URL consultato l'8 gennaio 2010.
  93. ^ Luca Colombo. L'impero del cotone. Pianezza editore. Busto Arsizio(1999).
  94. ^ Imprese attive iscritte al Registro Imprese nel 2005,
  95. ^ Biocell Center. URL consultato il 1º gennaio 2010.
  96. ^ Eletto sindaco per la seconda volta.
  97. ^ Era il più giovane sindaco d'Italia, essendo nato nel 1888.
  98. ^ Destituito dal prefetto per alcuni mesi a partire dal 17 novembre 1943.
  99. ^ Eletto senatore nel 1955.
  100. ^ Eletto senatore nel 1976.
  101. ^ Angelo Borri: tifoso e sindaco. URL consultato il 1º gennaio 2010.
  102. ^ a b c Gemellaggi della Regione Lombardia, AICCRE, settembre 2010. URL consultato il 19 aprile 2014.
  103. ^ Pro Patria in prima divisione. URL consultato il 1º gennaio 2010.
  104. ^ I Blue Storms da oggi sono più… rosa! in VareseSport, 26 ottobre 2012. URL consultato il 16 febbraio 2013.
  105. ^ Barbara Allaria, progetti Comunicato Stampa: Dopo il Super Bowl è già tempo di progetti in Bluestorms.it, 16 luglio 2012. URL consultato il 6 febbraio 2013.
  106. ^ Blue Storms, il nuovo coach è Giovanni Ganci in VareseNews, 16 gennaio 2013. URL consultato il 6 febbraio 2013.
  107. ^ Palaghiaccio di Beata Giuliana, "pronto per l'autunno 2011" in VareseNews, 25 marzo 2010. URL consultato il 12 dicembre 2011.
  108. ^ Palaghiaccio, la scelta spetta al Comune in VareseNews, 6 ottobre 2011. URL consultato il 12 dicembre 2011.
  109. ^ Stop ai lavori del palaghiaccio, l'impresa non andrà avanti in VareseNews, 14 dicembre 2011. URL consultato il 20 dicembre 2011.
  110. ^ Sito ufficiale Pallacanestro Busto Arsizio Ass. Dil.. URL consultato il 1º gennaio 2010.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Pio Bondioli, Storia di Busto Arsizio (2 voll.), Lativa, 1937-54.
  • Augusto Marinoni, I dialetti da Saronno al Ticino. Busto Arsizio-Legnano, Rotary Club, 1957.
  • Magni-Pacciarotti, Busto Arsizio - Ambiente storia società, Busto Arsizio, Freeman editrice, 1977.
  • AA.VV., Sommario di vita bustese dalle origini ai tempi nostri, Azzate, L.V.G. editrice, 1981.
  • Giampiero Magugliani, Busto Arsizio. Storia di una città attraverso le sue vie e le sue piazze, Busto Arsizio, Pianezza s.r.l., 1985.
  • Amici del Liceo, Vita bustese. Rassegna di vita bustese, documenti ed immagini 1920-1940, Busto Arsizio, Bramante editrice., 1989.
  • Francesco Bertolli e Umberto Colombo, La peste del 1630 a Busto Arsizio, Busto Arsizio, Bramante editrice, 1990.
  • Bertolli-Pacciarotti-Spada, Chiese minori a Busto Arsizio: San Gregorio e Beata Vergine delle Grazie (Sant'Anna), Busto Arsizio, Libreria della Basilica, 1991.
  • Ferrario Mezzadri-Langè-Spiriti, Il Palazzo Marliani Cicogna in Busto Arsizio, Busto Arsizio, Arti Grafiche Baratelli, 1992.
  • Maurizio Sbicego, Busto città amata - testi storici di Franco Bertolli e Augusto Spada, Azzate (Varese), Macchione Editore, 1996.
  • Garavaglia, Museo del Tessile e della Tradizione Industriale di Busto Arsizio, Busto Arsizio, Freeman editrice, 1997.
  • Daniela Maffioli, La Capitolare di Busto Arsizio attraverso la storia e alcuni suoi codici (XII-XV secolo), Olgiate Olona, Mariani Artigrafiche s.r.l., 1998.
  • AA.VV., La Basilica di San Giovanni Battista a Busto nell'opera di Francesco Maria Ricchino, Busto Arsizio, Freeman editrice, 2001.
  • Giuseppe Tettamanti, Zibaldone Cronaca Altri Scritti, Busto Arsizio, Edizioni de "la Provvidenza", 2001.
  • Elisabetta Palmisano, Il Settecento a Busto Arsizio, Busto Arsizio, Freeman editrice, 2002.
  • Gian Franco Ferrario, Busto Arsizio. Emozioni Liberty, Busto Arsizio, Macchione editore, 2002.
  • AA.VV., Molini Marzoli Massari. Un recupero di eccellenza. La Tecnocity di Busto Arsizio, Busto Arsizio, Macchione editore, 2002.
  • Luigi Giavini, Le origini di Busto Arsizio dai Liguri ai Longobardi, Nomos edizioni, 2002.
  • Varese e provincia: le Prealpi, le valli, i laghi : ville, monasteri, castelli, 2002.
  • AA.VV., Busto Arsizio, anno 1604 e dintorni, Busto Arsizio, Edizioni de "la Provvidenza", 2004.
  • Augusto Spada, Conoscere la città di/Getting to know the city of Busto Arsizio, Busto Arsizio, Freeman editrice, 2004.
  • AA.VV., La chiesa di San Michele. Origine e storia, 2 voll., Busto Arsizio, Arti Grafiche Baratelli s.n.c., 2006.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Questa è una voce in vetrina. Clicca qui per maggiori informazioni
Wikimedaglia
Questa è una voce in vetrina, identificata come una delle migliori voci prodotte dalla comunità.
È stata riconosciuta come tale il giorno 22 gennaio 2009 — vai alla segnalazione.
Naturalmente sono ben accetti suggerimenti e modifiche che migliorino ulteriormente il lavoro svolto.

Segnalazioni  ·  Archivio  ·  Voci in vetrina in altre lingue   ·  Voci in vetrina in altre lingue senza equivalente su it.wiki