Busto Arsizio

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Busto Arsizio
comune
Busto Arsizio – Stemma Busto Arsizio – Bandiera
Busto Arsizio – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Provincia Provincia di Varese-Stemma.png Varese
Amministrazione
Sindaco Gianluigi Farioli (PdL - Lega Nord) dal 30/05/2006
Territorio
Coordinate 45°36′43.05″N 8°51′06.48″E / 45.611958°N 8.8518°E45.611958; 8.8518 (Busto Arsizio)Coordinate: 45°36′43.05″N 8°51′06.48″E / 45.611958°N 8.8518°E45.611958; 8.8518 (Busto Arsizio)
Altitudine 226 m s.l.m.
Superficie 30,27 km²
Abitanti 81 904[2] (28-02-2014)
Densità 2 705,78 ab./km²
Comuni confinanti Cassano Magnago, Castellanza, Dairago (MI), Fagnano Olona, Gallarate, Legnano (MI), Magnago (MI), Olgiate Olona, Samarate
Altre informazioni
Cod. postale 21052
Prefisso 0331
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 012026
Cod. catastale B300
Targa VA
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climatica zona E, 2 861 GG[3]
Nome abitanti bustocchi (per chi è nato nella città) o bustesi (per chi non è nato nella città)[1]
Patrono San Giovanni Battista e San Michele Arcangelo
Giorno festivo 24 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Busto Arsizio
Localizzazione del comune di Busto Arsizio nella provincia di Varese
Localizzazione del comune di Busto Arsizio nella provincia di Varese
Sito istituzionale
(LA)
« Eoum Baptista latus: tenet Aliger ipse
Occiduum: medium Virgo beata forum
[4] »
(IT)
« D'Orïente il Battista occupa il lato, / l'alato san Michele l'Occidente; / Piazza central la Vergine beata. »
(Gian Alberto Bossi, Carme Ad Bustienses, f. 96r)

Busto Arsizio (Büsti Gràndi in dialetto bustocco) è un comune italiano di 81 904 abitanti[5] della provincia di Varese, in Lombardia. È il sesto comune della regione per popolazione.[6]

Secondo l'ISTAT, è il comune più popolato della provincia e supera il capoluogo di alcune centinaia di abitanti.[7] Busto Arsizio supera Varese anche per densità di popolazione.[8] I santi patroni sono San Giovanni Battista e San Michele Arcangelo, a cui erano devoti i Longobardi.

L'area era abitata anche in età romana, come dimostrano l'andamento regolare delle vie del centro storico e il ritrovamento di alcuni oggetti di epoca tardo-romana, risalenti probabilmente al periodo che va dal II secolo al IV secolo d.C.. Busto Arsizio è oggi un moderno centro industriale e commerciale, ed è considerata una città economicamente strategica grazie alla sua posizione al centro di un virtuale "quadrilatero" che ha come diagonale l'asse del Sempione e come vertici opposti Novara e Como.

Il nome dialettale locale Büsti Gràndi (Busto Grande) la distingue da Büst Picul (letteralmente Busto Piccola, che indica la città di Busto Garolfo) e da Büsti Cava (ora Buscate/Büscàa). Alcuni studi sul dialetto bustocco hanno avanzato l'ipotesi che Busto Arsizio abbia origini liguri.[9][10][11][12][13][14]

Indice

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Geografia della Lombardia.

Territorio[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Bustese (territorio).
Cartello di ingresso alla città, con lo stemma e il nome in italiano e in dialetto

Il territorio di Busto Arsizio è al limite settentrionale della pianura Padana, nella zona alluvionale dell'alta pianura, a sud delle Prealpi Varesine. È situato nella zona interessata dai pianalti morenici della Valle Olona.

La collocazione del primo insediamento non è casuale: si trovava infatti su un percorso alternativo alla strada del Sempione, detto "strada di Milano", che metteva in comunicazione Milano con il Lago Maggiore.

La casa comunale è situata a 228,18 metri sul livello del mare, come indicato su una facciata del Municipio. Le quote dei punti più basso e più alto sono rispettivamente 194 e 244 m s.l.m., per un dislivello di 50 metri.[15]

Il terreno del territorio di Busto Arsizio è costituito da materiali staccatisi dalle Alpi[16] a causa delle glaciazioni. Si tratta principalmente di ciottoli, ghiaia, sabbia e argilla. Un tempo era coperto da uno sottile strato di humus poco adatto alla crescita di boschi e successivamente alla coltivazione agricola, così da essere in gran parte brughiera, nome che indica quel paesaggio nel quale domina una vegetazione che riesce a svilupparsi in un ambiente arido (il brugo, l'erica, il rovo e la robinia). Infatti, a causa della presenza di strati argillosi, il terreno fatica ad assorbire e trattenere l'acqua piovana, che cade abbondante in questa zona. La falda acquifera sotterranea si trova a parecchi metri di profondità: la sua soggiacenza media è di circa 35 m.[17]. Nel territorio di Busto Arsizio sono presenti numerosi pozzi, interconnessi tra loro. Sotto il livello stradale scorrono anche due torrenti, il Tenore e il Rile, un suo affluente.

Clima[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione meteorologica di Milano Malpensa.
Nebbia a Busto Arsizio in dicembre

Secondo la classificazione climatica il centro abitato è situato in "zona E", 2861 GG.[18]

Il clima di Busto Arsizio è di tipo continentale. Gli inverni sono freddi e presentano molte giornate di gelo. Le estati sono calde e afose. È frequente, anche se sempre meno, il fenomeno della nebbia.

In base alla media trentennale di riferimento (19611990) della stazione meteorologica di Milano Malpensa, situata a meno di 10 km in linea d'aria dal centro di Busto Arsizio, secondo l'Organizzazione Mondiale della Meteorologia, la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta attorno a +1 °C; quella del mese più caldo, luglio, è di circa +22 °C, quella media di circa +11 °C. Le precipitazioni medie annue sono pari a 1 082 mm con picco primaverile e autunnale e minimo relativo invernale.[19][20][21] La media nivometrica è di circa 35 cm annui.[22][23]

MILANO MALPENSA Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 6,1 8,6 13,1 17,0 21,3 25,5 28,6 27,6 24,0 18,2 11,2 6,9 7,2 17,1 27,2 17,8 17,3
T. min. mediaC) -4,4 -2,5 0,4 4,3 9,0 12,6 15,3 14,8 11,5 6,4 0,7 -3,6 -3,5 4,6 14,2 6,2 5,4
Precipitazioni (mm) 67,5 77,1 99,7 106,3 132,0 93,3 66,8 97,5 73,2 107,4 106,3 54,6 199,2 338,0 257,6 286,9 1 081,7
Giorni di pioggia 6 6 8 9 10 9 6 8 6 7 8 6 18 27 23 21 89
Umidità relativa media (%) 78 76 69 73 74 74 74 73 74 77 80 80 78 72 73,7 77 75,2
Vento (direzione-m/s) N
3,3
N
3,3
N
3,4
N
3,5
N
3,3
N
3,2
N
3,1
N
3,0
N
3,1
N
3,1
N
3,4
N
3,3
3,3 3,4 3,1 3,2 3,3

Storia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia di Busto Arsizio.

Secondo alcune ipotesi, Busto Arsizio ebbe origini liguri.[9][10][11][12][13][14] La distribuzione urbanistica della città di Busto Arsizio dimostra la successiva presenza dei Romani. Nota nell'Alto Medioevo per la concia delle pelli, la prima menzione della città risale al 922, anno in cui il nome del locus viene citato in alcuni documenti di notai.[24] Con decreto del cardinale Carlo Borromeo, il 4 aprile 1583[25] Busto Arsizio, allora sotto il dominio del duca Filippo Maria Visconti, venne staccata dal vicariato del Seprio e messa a capo di quella che fino ad allora era la pieve di Olgiate Olona con un podestà proprio.

Le origini di quello che fu un centro tessile di primaria importanza sono da ricercarsi nel Medioevo: nel 1375 "quasi in ogni casa batte un telaio", come testimoniato qualche secolo più tardi dallo storico Crespi Castoldi nella sua storia di Busto Arsizio (De Oppido Busti Relationes).[26]

Nella seconda metà dell'Ottocento iniziò lo sviluppo del borgo al di fuori della cinta difensiva, lungo la strà Balon (attuale corso XX settembre) e la strada Garottola (attuale via Mameli).[27] Il 30 ottobre del 1864 Busto Arsizio ottenne nel Regno d'Italia il titolo di città.[28] Grazie all'attività di Enrico dell'Acqua, sul finire dell'Ottocento acquistò la duplice natura di città cotoniera e meccanica, situazione che le assicurò a lungo fortuna e benessere.

Molti imprenditori costruirono le proprie ville nello stile in voga nei primi anni del Novecento, stile Liberty, parte importante del patrimonio architettonico bustocco. All'inizio del XXI secolo Busto Arsizio è un moderno centro industriale e commerciale di 81 904 abitanti[5] che si colloca in una delle zone più industrializzate d'Europa, l'Altomilanese.[29]

Stemma, gonfalone e onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Stemma civico
Gonfalone civico
Medaglia di bronzo al valor militare
« Il Comune ha come stemma civico uno scudo troncato di rosso e d'argento, a due lettere maiuscole B dell'uno nell'altro, alla fiamma di rosso nascente dalla punta dello scudo e ornamenti esteriori da Città. »
(Descrizione dello Stemma Civico del Comune di Busto Arsizio, Art. 5 comma 1, Statuto Comunale[30])

Le origini dello stemma della città si possono far risalire al XV secolo. Infatti compare formalmente per la prima volta in una miniatura di Francesco Crespi de Roberti all'interno di un antifonario (sanctorum totius anni more ambrosianum) conservato nella Basilica di San Giovanni. La lettera "B" con sottostante una fiamma, forse a rappresentare il verbo latino burere che farebbe riferimento "Busto bruciata" ovvero "Busto Arsizio", è il simbolo entrato a far parte nel 2006 del gonfalone della provincia di Varese per iniziativa del bustocco Marco Reguzzoni, all'epoca presidente della Provincia.

Non è chiaro l'evento al quale vada correlata la fiamma: secondo una prima ipotesi agli incendi causati dal principe gallo Belloveso all'antico villaggio, secondo una seconda ipotesi la fiamma sarebbe un riferimento al rogo di cadaveri in seguito ad una battaglia avvenuta nelle campagne circostanti all'abitato, mentre secondo una terza ipotesi la fiamma sarebbe un simbolo dei frequenti incendi a cui il villaggio, composto da case di legno e paglia, era soggetto.[31]

Uno stemma composito nel quale sono raccolti gli stemmi delle famiglie Marliani e Visconti oltre agli stemmi di Busto Arsizio e dei capitoli di San Giovanni e di San Michele è inserito in una vetrata del duomo di Milano.[32]

« Il Comune ha come gonfalone un drappo di colore azzurro riccamente ornato di ricami d'oro, caricato dello stemma civico con l'iscrizione centrata in oro "Città di Busto Arsizio". Le parti di metallo e i nastri sono dorati. L'asta verticale è ricoperta di velluto azzurro con bullette dorate poste a spirale. Nella freccia è rappresentato lo stemma della Città e sul gambo inciso il nome. Cravatta e nastri tricolorati dai colori nazionali frangiati d'oro. »
(Descrizione del Gonfalone del Comune di Busto Arsizio, Art. 5 comma 2, Statuto Comunale[30])

La città di Busto Arsizio è stata insignita il 2 giugno 1963, da parte dell'allora presidente della Repubblica Antonio Segni, della "medaglia d'oro ai benemeriti della scuola, della cultura e dell'arte".[33]

Busto Arsizio fa parte delle città decorate. Infatti, il 9 aprile 1979[34] è stata insignita, da parte dell'allora presidente della Repubblica Sandro Pertini, della medaglia di bronzo al valor militare per il ruolo rilevante tenuto e i meriti acquisiti durante la lotta partigiana nel corso della guerra di Liberazione al termine seconda guerra mondiale (l'emittente locale Radio Busto Libera fu la prima ad annunciare la caduta del regime fascista),[35] con la seguente motivazione:

« Fin dall'armistizio, Busto non esitò a scegliere la via dell'onore con la costituzione di reparti partigiani operanti in Città o in appoggio alle formazioni di montagna e organizzando, contemportaneamente, gruppi per la difesa delle fabbriche. Divenuta, con l'insediamento del C.L.N., anche sede di missioni alleate, potenziò l'attività, allargandone la sfera d'azione e diventando, in breve, il centro propulsore della lotta partigiana nel Nord-Italia. Nel corso di venti mesi, i suoi figli diedero un determinante apporto alla lotta armata, da S. Martino sopra Varese, a Cusio in provincia di Novara e nelle zone del Mottarone, dell'alto Verbano e dell'Ossolano, culminata con la liberazione dell'Ossola, sempre infliggendo dure perdite alle forze di occupazione, neutralizzandone numerosi presidi e liberando tutto il suo territorio ancor prima dell'arrivo degli alleati. Prima Città a dare, il 25 aprile, l'annuncio al mondo che l'Italia era insorta, Busto Arsizio è stata una degna protagonista del Secondo Risorgimento Italiano. »
(Busto Arsizio, settembre 1943 - aprile 1945)

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Monumenti di Busto Arsizio.

Pur essendo una città essenzialmente industriale, l'urbe di Busto Arsizio conserva numerosi monumenti di carattere ecclesiastico. Inoltre lo sviluppo economico ad inizio del XX secolo ha comportato il fiorire di costruzioni in stile Liberty e art déco, che ancora si possono osservare passeggiando per le vie della città. L'importante testimonianza del Liberty bustocco ricorda gli antichi sfoggi di una grande potenza industriale che fu chiamata la "Manchester d'Italia".[36]

Chiese[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Chiese di Busto Arsizio.
Santuario di Santa Maria di Piazza

Cimiteri[modifica | modifica sorgente]

Architetture civili[modifica | modifica sorgente]

Villa Ottolini-Tosi immersa nel suo parco

Cascine[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Cascine di Busto Arsizio.

Aree naturali[modifica | modifica sorgente]

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Busto Arsizio è, tra le città non capoluogo di provincia, la sesta d'Italia per popolazione.

Dopo un periodo di crescita durato fino ai primi anni ottanta, la popolazione di Busto Arsizio si è stabilizzata per circa un ventennio. Nei primi anni del nuovo secolo è ripresa la crescita che si stima avrà una certa regolarità per i successivi 20-25 anni.[37]

Abitanti censiti[38]


Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica sorgente]

I cittadini stranieri residenti a Busto Arsizio al 31 dicembre 2013 erano 6 853.[39] Non essendo disponibili i dati scorporati riferiti al 2013, di seguito si elenca la ripartizione per i paesi con più di 100 unità aggiornata al 31 dicembre 2010, quando gli stranieri erano 6 445.[40]

  1. Albania, 1 233
  2. Ecuador, 755
  3. Marocco, 626
  4. Romania, 566
  5. Perù, 533
  6. Tunisia, 314
  7. Ucraina, 208
  8. Cina, 193
  9. Bangladesh, 186
  10. Pakistan, 183

Lingue e dialetti[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Dialetto bustocco.

La lingua parlata in città è l'italiano. Nel comune è relativamente diffuso anche il dialetto bustocco. Come tutti i dialetti lombardi occidentali, anche il bustocco è sostanzialmente una lingua romanza derivata dal latino. In esso vi è chi trova tracce delle lingue dei popoli anteriori alla latinizzazione della regione, in particolare l'antico ligure,[9][10][11][12][13][14] anche se i dati sull'effettiva influenza di questo sostrato sono pochi e di varia interpretazione.

Ad esempio, alcuni vorrebbero vedere nella conservazione delle antiche vocali finali latine diverse da -a (in particolare la -u atona finale nei sostantivi e negli aggettivi maschili, nei verbi e negli avverbi), cadute in milanese, un tratto dovuto ad un "sostrato ligure". Il fatto che nel dialetto bustocco tale conservazione sia più avanzata che ad esempio nel dialetto legnanese (es. gatu, secu, coldu, büceu, candu invece di gatt, secch, cald, bicér, quand, tipiche del legnanese - e per questo il bustocco è considerato diverso dagli altri dialetti della zona[10] -) deriverebbe da una minore influenza di Milano su Busto Arsizio.[41] Altro tratto del bustocco che deriverebbe dal "sostrato ligure" sarebbe la sparizione di alcune consonanti intervocaliche (es. lauá invece di lavurá),[12] al punto che è possibile comporre una frase di senso compiuto totalmente priva di consonanti: "A öu i öi" (Voglio le uova).

Dalla seconda metà del secolo scorso, il dialetto non viene più parlato abitualmente tra i cittadini, se non dagli anziani.[42] La valorizzazione del dialetto bustocco è pertanto sempre più affidata a singole iniziative di enti, associazioni o singoli. Nel 2002, ad esempio, si è tenuto un ciclo di conferenze intitolato «Lingue, letterature e tradizioni delle nostre genti» e riguardante il dialetto bustocco e più in generale quello dell'Insubria.[43] Nel 2006 il poeta bustocco Mariolino Rimoldi ha tradotto dal greco al dialetto cittadino 30 favole di Esopo.[44]

Un'altra opera importante è Ul vangèli tème lu cönta ul San Marcu (una traduzione al bustocco del Vangelo secondo Marco) della poetessa bustocca Carla Mocchetti.[45]

Uno scioglilingua in dialetto bustocco molto celebre nella zona è il seguente:

« Dü öi indüii in d'ü aca d'ü Öna. »
(Traduzione: «Due uova indurite/sode nell'acqua dell'Olona.»)

Tradizioni e folclore[modifica | modifica sorgente]

I cittadini di Busto Arsizio sono sempre stati attenti a conservare le proprie tradizioni ritenendo che la memoria delle proprie origini sia un fattore fondamentale per la crescita di una città.[46] Sono testimonianza di questo spirito i tanti libri scritti sulla città, le numerose associazioni nate per mantenere il ricordo di pezzi di storia di Busto Arsizio[47] e le molte manifestazioni religiose e folkloristiche che anche al giorno d'oggi scandiscono il passare del tempo.

Istituzioni, enti e associazioni[modifica | modifica sorgente]

AGESCI[modifica | modifica sorgente]

Ex Macello Civico, ora sede di gruppi scout.

A Busto Arsizio sono presenti dal 1945 diversi gruppi di scout AGESCI, Associazione Guide e Scouts Cattolici Italiani.[48] che hanno come loro sede l'ex Macello Civico, progettato dall'architetto Crespi Balbi, edificio vincolato di interesse storico secondo il piano delle regole cittadino.[49]

Associazione Ali d'Aquila[modifica | modifica sorgente]

L'associazione Ali d'aquila si occupa, in collaborazione con le parrocchie dei frati e di sant'Anna, della Caritas, della Croce Rossa Italiana e della società san Vincenzo de' Paoli,[50] di assistenza verso i senza fissa dimora, offrendo servizio mensa e un dormitorio con 10 posti letto.[51]

Associazione Radioamatori Italiani[modifica | modifica sorgente]

La locale Sezione Bustese dell'A.R.I. è nata nel luglio 1994 e raggruppa circa un centinaio di radioamatori, si è distinta nel ripristinare in brevissimo tempo le telecomunicazioni dopo il sisma che ha colpito l'Abruzzo nel 2009.[52]

Istituto cinematografico Michelangelo Antonioni[modifica | modifica sorgente]

Villa Calcaterra, sede dell'istituto cinematografico Michelangelo Antonioni.

Questa Accademia Cinematografica è dedicata allo studio delle arti e delle tecniche cinematografiche nel campo della regia e della recitazione.[53] Nata nel 2008 con il patrocinio dell'Amministrazione Comunale, della Regione Lombardia e della Famiglia Antonioni, è l'unico Istituto Cinematografico italiano intitolato al grande maestro del cinema dell'incomunicabilità Michelangelo Antonioni.[54]

La Famiglia Bustocca[modifica | modifica sorgente]

Una delle associazioni culturali più importanti della città è senza dubbio La Famiglia Bustocca, istituita il 13 marzo 1951 con lo scopo di promuovere, attraverso manifestazioni, pubblicazioni e attività varie, la conoscenza della tradizione storica, linguistica, artistica e culturale della città. La pubblicazione annuale più importante è l'Almanacco della Famiglia Bustocca, una raccolta di proverbi, poesie, aspetti storico-artistici di Busto Arsizio ed episodi della vita cittadina.[55]

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Nella città si svolgono alcune manifestazioni di livello nazionale e internazionale, come il Bustock, organizzato da Comunità Giovanile che è una rassegna di band rock emergenti, Festival Chitarristico Internazionale Bustese, o che stanno acquisendo prestigio, come il Busto Arsizio Film Festival (BAFF) o il Bustofolk (Festival Interceltico Città di Busto Arsizio), la cui tredicesima edizione si terrà il prossimo settembre.[56]

Nei primi anni ottanta, Busto Arsizio fu la culla del neonato "movimento paninaro". La genesi della cultura paninara sembra essere avvenuta in Via Mameli, a Busto Arsizio, da parte delle compagnie di giovani che usavano ritrovarsi di fronte alla storica Pasticceria Paganini.[57]

Istruzione[modifica | modifica sorgente]

Biblioteche[modifica | modifica sorgente]

  • Biblioteca capitolare S. Giovanni
  • Biblioteca Centro di Autoapprendimento
  • Biblioteca Comunale Gian Battista Roggia
  • Biblioteca del Centro delle culture lombarde
  • Biblioteca del Convento francescano dei frati minori
  • Biblioteca dell'Istituto di Istruzione Secondaria Daniele Crespi
  • Biblioteca del Liceo scientifico statale Arturo Tosi
  • Biblioteca della Casa circondariale
  • Biblioteca scientifica conte Dino Crespi

Scuole[modifica | modifica sorgente]

A Busto Arsizio esistono le seguenti scuole: 3 asili nido, 19 scuole materne o dell'infanzia, 19 scuole elementari o primarie, 9 scuole medie inferiori o secondarie di primo grado e 8 scuole medie superiori o secondarie di secondo grado.[58]

Università[modifica | modifica sorgente]

Molini Marzoli Massari, sede bustocca dell'Università degli Studi dell'Insubria.

A Busto Arsizio è presente una sede dell'Università degli Studi dell'Insubria nella quale vengono tenuti il corso di laurea triennale in biologia sanitaria (scienze e tecnologie biologiche), il corso di laurea specialistica in biologia applicata alla ricerca biomedica, il dottorato di ricerca in neurobiologia e il master in bioinformatica.[59] È presente una sezione del Dipartimento di Biologia Strutturale e Funzionale che si occupa di studiare le basi biologiche delle malattie. Tra le tematiche studiate compaiono la malattia di Parkinson, il cancro, la sindrome di Rett e le tossicodipendenze.

Musei[modifica | modifica sorgente]

Museo del tessile

A Busto Arsizio, città ricca di opere d'arte, sono stati istituiti, negli ultimi decenni del XX secolo, quattro musei. Il primo, in ordine cronologico, è stato un museo privato: il museo di arte sacra di San Michele Arcangelo. Sotto il campanile della prepositurale di san Michele Arcangelo si iniziò a raccogliere materiale a partire dal 1975 e successivamente a sistematizzarlo, con la collaborazione della soprintendenza ai Beni Culturali della Lombardia.[60]

Nel 1990 fu aperto il primo museo civico: si tratta delle civiche raccolte d'arte di palazzo Marliani-Cicogna che trovarono spazio in quella che fu la dimora dei conti Marliani, proprietari della contea di Busto Arsizio tra XVII secolo e il XVIII secolo. Nel 1997, dopo anni di restauri, l'amministrazione comunale di Busto Arsizio inaugurò ufficialmente il museo del tessile e della tradizione industriale di Busto Arsizio.

Il quarto museo presente in città, il museo delle arti di palazzo Bandera, fu fondato nel 1999 per ospitare 100 opere tra sculture, disegni e incisioni, realizzate dal 1938 al 1991 dall'artista Carlo Paganini.

Media[modifica | modifica sorgente]

Radio[modifica | modifica sorgente]

Radio Busto Libera fu la prima emittente del Nord Italia ad annunciare la liberazione dai nazi-fascisti, nel pomeriggio del 25 aprile 1945. I partigiani bustocchi della brigata Alfredo di Dio[61] infatti, quella mattina occuparono l'allora Radio Tevere che, spostata da Roma a Busto Arsizio dopo la liberazione di Roma da parte degli americani, trasmetteva programmi di sostegno al regime fascista, ed era collegata con la Repubblica di Salò. L'impegno di tutti, quel giorno, rese possibile mandare in onda, prima del tramonto e in tutto il Nord Italia, l'annuncio dell’insurrezione. Radio Busto, nei giorni seguenti, funzionò a pieno regime e con un ascolto incredibile.[62] Venne poi chiusa il 23 maggio perché non era prevista una emittente a non molti chilometri da quella di Milano.

Dal 1975 a Busto Arsizio nacquero molte emittenti locali. La più importante di tutte fu certamente la stazione interprovinciale Radio Busto Music, in seguito denominata Radio News ed avente sede a Varese. Notevole riscontro ebbe anche Top Radio Busto, diffusa in quasi tutta la provincia di Varese.[63] Degne di nota anche Radio Busto 3 e Radio Studio 5, nata sulle ceneri di Radio TRC di Cassano Magnago divenuta poi Radio Millennium con sede a Milano.[64]

Stampa[modifica | modifica sorgente]

L'Informazione è un settimanale dell'Altomilanese con sede a Busto Arsizio nato nel 1995 dalla fusione di Busto Sport, mensile fondato nel settembre 1980 (e diventato quindicinale nel 1987) e La scelta, settimanale fondato nel settembre 1990. L'Informazione tratta la cronaca, la politica, la cultura e le tradizioni della città di Busto Arsizio e dei comuni della valle Olona.

Un altro periodico della città è Busto Arsizio 24, curato da Il Sole 24 ORE Radiocor; il primo numero è uscito nel novembre 2009.[65]

Televisione[modifica | modifica sorgente]

A Busto Arsizio fu creata la prima televisione[66] che, insieme a Telebiella, fece concorrenza alla Rai: Telealtomilanese, nata nel 1975. In seguito gli studi televisivi furono trasferiti a Cologno Monzese.

Cinema e Teatri[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Teatro Sociale (Busto Arsizio).
Cinema Teatro Sociale

Il Sociale, il teatro più storico della città di Busto Arsizio, i cui lavori di costruzione terminarono nel 1891, fu fatto erigere dalla contessa Carolina Candiani in Durini per esaudire le ultime volontà del padre, il cavaliere Giovanni Candiani.[67] Durante gli anni quaranta, su iniziativa della parrocchia di San Michele Arcangelo, nacque il teatro Alessandro Manzoni, ristrutturato nel 1971 e messo a norma nel 1996.[68] Nel 1948 sorse, nel quartiere di Sacconago, il teatro Lux, destinato a ospitare una compagnia filodrammatica.[69] Anche il quartiere di Borsano ha il suo teatro:[70] il cinema Aurora, costruito nel 1969 per volontà dell'allora parroco don Ferdinando Oleari.[71] Su iniziativa della parrocchia di Sant'Edoardo, tra il 1951 e il 1953, fu edificato, nei pressi dell'oratorio, il cinema San Giovanni Bosco, dichiarato inagibile nel 1993 e riaperto nel 1998. È una delle sale più attive della città, sia sotto l'aspetto teatrale sia sotto l'aspetto cinematografico con il suo storico cineforum, sostenuto ed animato da un affiatato gruppo di volontari. Conta due compagnie stabili, "Gli Antagonisti", operante nel genere commedia e sperimentazione, e "L'Aquilone", operante soprattutto nel campo dei musical.[72] Tra gli altri cinema chiusi vanno ricordati il Pozzi di via Dante e l'Oscar di corso Europa, che si spartivano i maggiori incassi nel secondo dopoguerra e seppero tener testa alla concorrenza della televisione fino agli anni sessanta, ma anche il cinema Italia di via Ugo Foscolo, il cinema Castelli di via Milano e il Mignon (anteriormente chiamato "cinema Nuovo").[73] Inaugurato nel 1997, il Cinema Teatro Fratello Sole, in via Massimo D'Azeglio 1, è l'ultimo teatro costruito a Busto Arsizio.[74]

Compagnie teatrali[modifica | modifica sorgente]

  • Filodrammatica Cittadina Paolo Ferrari[75]
  • Associazione culturale "Educarte" (compagnia stabile del teatro Sociale di Busto Arsizio)
  • Gli Antagonisti (compagnia stabile del teatro San Giovanni Bosco di Busto Arsizio, diretta da Matteo Andreolli)
  • L'Aquilone (compagnia stabile del teatro San Giovanni Bosco di Busto Arsizio, diretta da Valentina Caccia)
  • Palketto Stage[76]
  • Associazione culturale "Attori per caso" (compagnia stabile del teatro Sant'Anna di Busto Arsizio)

Musica[modifica | modifica sorgente]

Complessi bandistici[modifica | modifica sorgente]

  • Corpo Musicale Pro Busto
  • Corpo Musicale Santa Cecilia (Borsano)
  • Filarmonica Santa Cecilia (Sacconago)

Orchestre[modifica | modifica sorgente]

  • Mandolinisti Bustesi[77]

Cucina[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Cucina lombarda e Prodotti agroalimentari tradizionali lombardi.
  • Bruscitti, piatto di carne tagliuzzata cotta a lungo con semi di finocchio e vino.[78] A Busto Arsizio ha sede, dal 1975, l'associazione "Magistero dei Bruscitti da Büsti Grándi", con lo scopo di diffondere la conoscenza, in città e fuori, della cucina rustica bustocca.
Chiesa di Madonna in prato
  • Cupeti, dolci di mandorle tostate e zuccherate. La festa delle coppette si celebra ogni 8 dicembre nei pressi della chiesa di "Madonna in Prato". Tradizione vuole che i promessi sposi (muusi in dialetto bustocco) delle ragazze bustocche portino queste tipiche cialde ripiene di mandorle all'amata proprio nel giorno dell'Immacolata per chiedere loro la mano.[79] La nascita della Cuppetta viene descritta nella poesia A Madôna da Prà del Comm. Avv. Pietro Tosi, riportata sull'etichetta delle confezioni.
(Dialetto bustocco)
« Un bel dì a Madôna da Prà

L'ha vorzü vegnì foeua dàa cà: Ul so coeui ga renda cumpassion Che in d'un Bust ga füss nanca un bumbon. Chi pescitti, spassegiandu sutti i pianti Han cambià tücci i sassi in crôccanti: Chi manitti, inscì bianchi e devotti, I han quatà cont'à a nevi sua e suttu E vedendo a passà ul diavaén Par cuppall gh'ì à tià in d’ul cuppén. E peu, dopu d’avéi benedetti L'ha vorzü ch'u ciamassen “cuppetti”. »

(IT)
« Un bel giorno la Madonna del prato

ha voluto uscire di casa e si è dispiaciuta che a Busto non ci fosse nemmeno un dolce tipico. Con i piedi, passeggiando sotto gli alberi ha trasformato tutti i sassi in croccanti, e con le mani candide li ha coperti di neve sopra e sotto e vedendo passare il diavolo per ucciderlo glieli ha tirati nel coppino [il collo] e dopo averli benedetti ha voluto che si chiamassero "cuppetti". »

  • Lüganiga, all'inizio del XX secolo la città di Busto Arsizio era anche conosciuta per i propri salumi, in particolare gli insaccati della tradizione lombarda (salamini e salsiccia, popolarmente indicata come "Lüganiga"). Da qui anche il detto dialettale "Busti, città d'i lüganeghitti", ovvero Busto, città della salsiccia.

Eventi[modifica | modifica sorgente]

Esempio di Giöbia a Busto Arsizio

"Giöbia"[modifica | modifica sorgente]

L'ultimo giovedì di gennaio la Giöbia, un fantoccio di paglia vestito di stracci, viene bruciata per esorcizzare l'inverno.[80] La tradizione bustocca ha un'origine millenaria che ha radici e motivazioni nella ripresa della fecondità della terra bruciata con il fuoco purificatore.[81] La pietanza tradizionale della festa è il "risotto con la luganiga", simbolo anch'esso di fertilità a causa della porzione di carne che ricorda le interiora dell'animale che si sacrificava alle divinità.

Sagra dell’Angelo[modifica | modifica sorgente]

Chiesa di Madonna in Veroncora

La parrocchia del Santissimo Redentore organizza ogni anno la Sagra dell'Angelo[82] presso la chiesa di Madonna in Veroncora, in dialetto Madòna in Verònca, cioè in ves ai ronchi, ossia verso i boschi. La sagra affonda la sua storia nel solco delle tradizioni bustocche, tra fede e lavoro. Si inizia il lunedì dell'Angelo con la tradizionale insalata e ciàpi (insalata e uova sode spaccate in due) in offerta a san Grato per l’inizio della primavera (la Madòna in Verònca era protettrice degli agricoltori). Durante la mattinata si svolge la sfilata dei trattori per le strade cittadine e nel pomeriggio vengono organizzati momenti di intrattenimento con giochi popolari ed accompagnamento musicale. La sagra ha il patrocinio del comune di Busto Arsizio e dal 2007 è organizzata dall'associazione "Amici della Madonna in Veroncora". Durante la festa si raccolgono i fondi necessari al restauro e la manutenzione della chiesetta della Madonna in Veroncora e del retrostante oratorio.

Carnevale[modifica | modifica sorgente]

Durante il periodo del Carnevale si svolge una sfilata in maschera e di carri allegorici. Le maschere ufficiali della città, sono rappresentate da ul Tarlisu e da a Bumbasina. Sebbene di creazione recente, entrambe riferite alle tradizionali attività della tessitura, il primo al tessuto detto "traliccio", "cruciata" o federa per materassi e cuscini, a righe bianche e marroni, e la seconda relativa alla bambagia, o "bombasina".

Con la delibera n. 313/83 del 16 febbraio 1983 la Giunta Municipale di Busto proclamò il Tarlisu maschera tipica della Città di Busto Arsizio.[83]

Chiesa di San Luigi e Beata Giuliana
Stand natalizi al Museo del Tessile.

Palio delle contrade di Beata Giuliana[modifica | modifica sorgente]

Ogni anno, dal 1958, durante la prima settimana di settembre la parrocchia della Beata Giuliana organizza una manifestazione che coinvolge i quattro rioni del quartiere omonimo, detti la luna, stra gallarà, a malavita e cascina dei poveri e simboleggiati rispettivamente dai colori rosso, giallo, verde e azzurro.[84] Si tengono competizioni di tiro alla fune, taglio del tronco, freccette, bocce, tornei di briscola, scopa d'assi e scala quaranta. L'evento culmina con la gara fra i cavalli rappresentanti dei quattro rioni, che assegna un palio (la corsa dei cavalli non viene più effettuata dal 2008. Il cartellone delle attività è completato da esibizioni bandistiche e musicali (incluso il coro degli alpini), spettacoli teatrali, benedizioni delle automobili oltre che dalla sfilata degli sbandieratori e uno spettacolo pirotecnico. Durante la manifestazione è possibile degustare i piatti tipici dell'Altomilanese, incluso il tradizionale risotto e luganiga.

Iniziative del comune[modifica | modifica sorgente]

Giovedì sera in piazza[modifica | modifica sorgente]

Tra le iniziative proposte dal comune di Busto Arsizio, una delle più importanti è "Giovedì sera in piazza":[85] durante tutto il periodo estivo, gli esercizi commerciali del centro restano aperti il giovedì sera fino a tardi. Inoltre, sempre di giovedì sera, vengono organizzati vari eventi, come concerti (a volte anche un genere musicale per ogni piazza del centro storico), spinning in piazza, tornei di scacchi o dama, mercatini, piccole mostre e altro ancora.

Villaggio di Natale[modifica | modifica sorgente]

Un'altra iniziativa è il villaggio di Natale[86] che ogni anno, durante il periodo natalizio, si tiene nel parco del museo del tessile. È costituito da un mercatino di Natale, stand gastronomici, ristorante tirolese, ruota panoramica, animazione per bambini e spettacoli pirotecnici. È inoltre aperta dai primi di dicembre fino a febbraio una pista di pattinaggio su ghiaccio, presso la quale si possono spesso gustare tè caldo e vin brulé, ma a volte anche aperitivi a base di sushi.

Dal dicembre 2010, il villaggio di Natale è stato spostato in zone più centrali della città: piazza San Giovanni, piazza Santa Maria (dove è sempre presente, nel periodo natalizio, un presepe con statue a grandezza naturale) e via Milano. Anche la pista di pattinaggio su ghiaccio è stata spostata in piazza San Giovanni, mentre nel presso il parco del museo del tessile sono rimaste le attrazioni e le bancarelle per i più piccoli.

In piazzale Facchinetti, invece, viene allestito un piccolo planetario mobile (dal diametro di 6,7 m) che può ospitare una cinquantina di persone, all'interno del quale possono essere proiettate fino a 120 000 stelle in circa mezz'ora di spettacolo.[87] Intorno al planetario ci sono anche spettacoli di burattini e stand dedicati ai bambini, il tutto organizzato dall'azienda Agesp.

Persone legate a Busto Arsizio[modifica | modifica sorgente]

Sono numerose e varie le personalità che sono nate a Busto Arsizio, o pur non essendovi nate, hanno vissuto a lungo oppure hanno operato significativamente e hanno stabilito dei saldi rapporti con la città e il suo spirito. Con il termine bustocchi si indicano i cittadini nati a Busto Arsizio. Con il termine bustesi si indicano i cittadini non nati a Busto Arsizio.

Bustocchi[modifica | modifica sorgente]

Affresco della Beata Giuliana Puricelli, di Biagio Bellotti
Busto a Giuseppe Bossi nel Palazzo di Brera.
Daniele Crespi — La Pietà (Madrid, Prado).
Tomba di Eugenio Tosi, Arcivescovo bustocco di Milano.
Alfredo Monza, ex-calciatore
Mina Mazzini, cantante bustocca.
XIV secolo[modifica | modifica sorgente]
XV secolo[modifica | modifica sorgente]
XVI secolo[modifica | modifica sorgente]
XVIII secolo[modifica | modifica sorgente]
XIX secolo[modifica | modifica sorgente]
XX secolo[modifica | modifica sorgente]

Bustesi[modifica | modifica sorgente]

L'architetto Silvio Gambini

Geografia antropica[modifica | modifica sorgente]

Urbanistica[modifica | modifica sorgente]

Chiesa del quartiere di Madonna Regina, che sarebbe rimasto isolato dal resto della città se fosse stato realizzato il progetto originale della "secante interna".

Fino alla prima metà dell'Ottocento, l'abitato di Busto Arsizio si sviluppava principalmente all’interno del limite dell'antico borgo, che era stato delimitato nel Medioevo da un terrapieno e da un fossato, ormai parzialmente livellati già dal Seicento. Nel territorio attuale della città erano presenti altri due abitati, quello di Sacconago e, più a sud, quello di Borsano.

A partire dalla seconda metà dell'Ottocento, dato il rapido incremento demografico, iniziò lo sviluppo del borgo al di fuori della cinta difensiva. Nel corso degli anni vennero anche abbattute le quattro porte della città. Nel 1911, quando la popolazione aveva superato quota 31 000, venne steso il Piano di Ampliamento,[90] che prevedeva lo spostamento ad est delle Ferrovie dello Stato (completato nel 1924), l'apertura della circonvallazione ovest e l'inquadramento dell'area delle ferrovie Nord Milano, ormai raggiunta dall'urbanizzazione. Lo spostamento del tracciato della ferrovia diede luogo all'espansione della città lungo la strà Balon (attuale corso XX settembre) e la strada Garottola (attuale via Mameli).

Le prime industrie iniziarono a insediarsi attorno al centro storico, in cerca di manodopera. Ciò fu reso possibile grazie al miglioramento dei trasporti ed al conseguente calo del loro prezzo: le industrie non avevano più la necessità di essere ubicate vicino alle materie prime da trasformare, ma potevano stabilirsi nelle vicinanze dei centri abitati. Col passare del tempo, tali industrie furono inglobate dalla città in rapida espansione.

Dopo il piano regolatore del 1911, venne stilato quello del 1934. Il primo piano studiato per risanare la situazione del centro storico di Busto Arsizio risale al 1940, quando la popolazione aveva superato ormai le 40 000 unità.[91] Il progetto prevedeva l'apertura di una grande arteria fra piazza Manzoni e l'allora viale della Gloria, seguendo un tracciato est-ovest lungo le piazze Manzoni, Santa Maria, San Giovanni e Garibaldi.[92] A causa dello scoppio della seconda guerra mondiale, il progetto non fu mai completamente attuato; tuttavia nel 1953, pochi anni dopo la stesura del piano regolatore del 1948, in via Milano cominciarono i lavori per la costruzione di nuovi edifici e l'allargamento della strada.

Alcune delle idee alla base del piano di recupero del 1940 furono inoltre riprese nel 1963,[93] alla presentazione di quello nuovo, che prevedeva da un lato la costruzione dei quartieri di beata Giuliana e di sant'Anna e dall'altro la demolizione di quasi tutto il vecchio tessuto urbano, più o meno degradato, nell'intera area del centro storico. Fu aperto il corso Europa ed in via Milano continuò l'opera di rinnovamento già iniziata. Nuovi palazzi sorsero un po' ovunque: gli unici edifici che si sarebbero dovuti salvare erano solo quelli di un certo valore storico o artistico. Nel 1967, però, il Ministero dei Lavori Pubblici, resosi conto che era in corso una vera e propria opera di cancellazione della storia bustese, bloccò i lavori.[93] Dopo quella data iniziò un lungo periodo di immobilismo. La situazione si è sbloccata nei primi anni del nuovo millennio, quando è iniziata una fase di demolizione delle aree industriali dismesse che sorgevano intorno al perimetro del centro storico, soprattutto nella zona sud-ovest. In queste aree sono sorte nuove zone residenziali.

Nel 1977 venne approvato il piano regolatore adottato nel 1975. Tra i punti importanti vi sono la previsione della zona industriale a Sacconago e della cosiddetta "area grossistica" nei pressi del raccordo autostradale, la salvaguardia generalizzata delle aree industriali centrali dall'eccessiva edificazione, l'obbligo per le nuove costruzioni di portici al piano terreno, la previsione di piani (mai attuati) per i centri storici di Borsano e Sacconago e l'uso del quinto arco dello svincolo dei cosiddetti "cinque ponti" per uno svincolo verso il quartiere di sant'Anna.[94] Un successivo piano regolatore reca la data del 1984.

Tra il 1992 e il 1993 arrivò la variante del piano regolatore,[95] (approvato nel 1996)[96] la quale confermò l'impianto precedente, con qualche previsione in più di terziario. Venne estesa inoltre la possibilità di sopralzare le abitazioni. Per quanto riguarda la cosiddetta "tangenziale interna detta secante", originariamente prevista in trincea tra il centro ed il quartiere di Madonna Regina, si pensa ad una strada a raso più ridotta, per non isolare il quartiere.

Con la legge regionale 12/2005[97] viene abolito lo strumento del piano regolatore e istituito quello del piano di governo del territorio, articolato in tre atti: documento di piano, piano dei servizi e piano delle regole.

Quartieri[modifica | modifica sorgente]

I quartieri di Busto Arsizio sono 13: Sant'Anna, San Michele, San Giovanni, Sant'Edoardo, Madonna Regina, Redentore, Beata Giuliana, San Giuseppe, Santi Apostoli, Frati, Santa Croce, Borsano e Sacconago.

Storicamente sono sempre state presenti le due ben distinte comunità di San Michele e San Giovanni, oltre che gli ex-comuni autonomi di Borsano e Sacconago e gli insediamenti, risalenti per lo meno al Medioevo, di Cascina Brughetto e Cascina dei Poveri.

L'agglomerato urbano di Busto Arsizio[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Bustese.

L'agglomerato urbano di Busto Arsizio comprende, oltre alla città di Busto Arsizio, che ne rappresenta il maggiore centro, anche una serie di comuni limitrofi: Castellanza, Olgiate Olona, Marnate, Gorla Minore, Solbiate Olona, Gorla Maggiore, Fagnano Olona. Questi comuni, tutti adagiati lungo la Valle Olona, sono strettamente legati alla città di Busto, in quanto essa ospita una serie di infrastrutture e servizi pubblici, di cui sono sprovvisti i centri minori. Inoltre tutti i comuni dell'agglomerato urbano appartengono all'Associazione Commercianti di Busto Arsizio e compongono il distretto socio-sanitario ASL di Busto Arsizio e Valle Olona. La popolazione residente nell'agglomerato urbano di Busto Arsizio supera le 145 000 unità.[98]

Economia[modifica | modifica sorgente]

Cascina Burattana
Un bozzolo

Il modello economico di Busto Arsizio è cambiato negli anni passando da prevalentemente agricolo a industriale fino a vedere negli ultimi decenni la crescita del settore terziario. Il PIL pro-capite è superiore del 20% rispetto alla media europea mentre la disoccupazione si attesta al 4%.[99]

Il ramo industriale principale è quello del tessile, che affonda le sue radici nei primi secoli dell'età moderna.[100]

Agricoltura[modifica | modifica sorgente]

Il suolo di Busto Arsizio non è mai stato particolarmente favorevole all'agricoltura.[101] Per questo gli abitanti del luogo, fin dalle origini, dovettero affiancarvi altre attività, come la concia delle pelli nell'Alto Medioevo. Ciò nonostante il settore primario rimase quello predominante fino almeno al XVI secolo.[102] I raccolti più importanti erano quelli di cereali e vino.

L'agricoltura biodinamica nasce dallo sviluppo degli impulsi dati da Rudolf Steiner, fondatore dell'antroposofia, per una nuova agricoltura che si basi sul potenziamento della fertilità del terreno. Una delle ultime realtà del patrimonio agricolo comunale è la Cascina Burattana, angolo verde situato da quattro secoli a nord del quartiere.[103] Ormai realtà in espansione, la cooperativa sociale agricola Cascina Burattana, nata nel 2011 con lo scopo di promuovere l'agricoltura biodinamica, ha acquisito pieno titolo per essere protagonista nella trasformazione della cascina. Originariamente di proprietà della famiglia nobiliare Durini, è stata acquistata dal comune di Busto Arsizio, insieme ai suoi terreni, negli anni novanta.[104] I terreni, dati in uso alla cooperativa sociale, sono in fase di certificazione biodinamica e gli stabili, soggetti a forte degrado, sono oggetto di un progetto di restauro che verrà presentato dalla cooperativa alle amministrazioni nell'ambito delle iniziative dell'Expo 2015.[105]

L'allevamento del baco da seta (i bigàti) fu praticato nell'Altomilanese da tempo immemorabile. Fino all'avvento delle prime fibre artificiali (anni trenta del XX secolo) che portò al crollo del prezzo della seta sul mercato, l'Alto Milanese era la capitale della bachicoltura italiana,[106] una delle prime al mondo.[107] Si tratta di una tradizione secolare, che risale alla fine del Medioevo, e che era praticata in modo massivo nelle famiglie bustesi. Tale attività fu una di quelle che contribuirono a trasformare Busto Arsizio nella «Manchester d'Italia»,[36] ossia in uno dei più importanti centri per la produzione tessile. Proprio a supporto della bachicoltura, a Busto Arsizio, nei cortili delle case, veniva coltivato il gelso, indispensabile nutrimento dei bachi da seta.[106]

Artigianato[modifica | modifica sorgente]

Già nel XVI secolo Busto Arsizio era rinomata per la produzione del fustagno, un tessuto robusto e resistente, che ha le sue origini nel Basso Medioevo.[108]

Industria[modifica | modifica sorgente]

Due delle "cento" ciminiere di Busto Arsizio.

Busto Arsizio è stata per anni uno dei più importanti centri tessili d'Italia, tanto da essere conosciuta anche all'estero.[109] Già agli inizi dell'800 vi troviamo la ditta "Benigno Crespi", appartenente ad una famiglia di lunga tradizione bustocca, soprannominata dei "Tengitt". Furono proprio Benigno Crespi e suo figlio Silvio che vollero costruire Crespi d'Adda, un villaggio operario dominato dal castello del padrone, che simboleggiava l'autorità e benevolenza verso gli operai e le loro famiglie.[110]

Nel 1995, il villaggio industriale di Crespi d'Adda, fu accolto da parte del Comitato per il Patrimonio Mondiale dell'Unesco nella Lista del Patrimonio Mondiale Protetto in quanto "Esempio eccezionale del fenomeno dei villaggi operai, il più completo e meglio conservato del Sud Europa".[111]

In città si ebbe formazione di un ceto di imprenditori che avviò le prime manifatture tessili. Contemporaneamente si creò la figura dell'operaio-contadino che trovava impiego in tali manifatture senza però mai trascurare completamente le attività agricole. Con il passare del tempo l'Altomilanese si apprestava a diventare un motore pulsante dell'economia lombarda ed un'area di eccellenza dell'industria manifatturiera nazionale. Busto Arsizio iniziò ad essere chiamata "la Manchester d'Italia" o "la città delle 100 ciminiere".[112]

Tra le industrie che hanno fatto la storia di Busto Arsizio, si possono ricordare la Tintoria Giovanni Garavaglia (1863), la Società Anonima Airoldi e Pozzi (1863), la Milani e Nepoti (1870), il Cotonificio Venzaghi (1876), il Cotonificio Enrico Candiani (1876), la Metallurgica Marcora (1878), le Officine Meccaniche Rodolfo Comerio (1878), il Cotonificio Giuseppe Pozzi (1878), la Tintoria Roberto Cerana (1880), la Tintoria Pietro Garavaglia (1880), le Industrie Grafiche Servi (1880) la Società Anonima Gas Molteni (1881), il Calzaturificio Giuseppe Borri (1882), il Cotonificio Lissoni Castiglioni (1888), la Manifattura Tosi (1888) e le Officini Meccaniche Ercole Comerio (1890).

Nel 1917 gli imprenditori dell'area bustese diedero vita alla Federazione Industriale dell'Alto Milanese.[113] Dopo la pausa corporativa del ventennio fascista (prima della seconda guerra mondiale contava la presenza di 65 industrie[109]), gli imprenditori di Busto Arsizio si unirono nell'Unione Bustese degli Industriali nel 1949.

Nel 1951 fu creata, sul confine sud della città, la cosiddetta "Mostra del Tessile". Fu opera degli uomini più conosciuti e avveduti della città: il banchiere Benigno Airoldi, gli industriali Antonio Tognella, Carlo Schapira, Enrico Candiani, Alessandro Pozzi, il sindaco Giovanni Rossini, i parlamentari Cipriano Facchinetti, Morelli, Tosi.

Se negli anni cinquanta del XX secolo, per quanto riguarda il settore tessile, Busto Arsizio era prevalentemente una scuola di taglio e cucito orientata alla produzione, al giorno d'oggi invece l'orientamento è quello dello sviluppo tecnico.[114]

L'industria bustocca si è comunque molto diversificata, anche a causa della crisi che ha investito il settore tessile. La città ha saputo far fronte al declino del tessile in due modi: incentivando altri campi del settore secondario (l'industria meccanica, la lavorazione della plastica e l'edilizia) e sviluppando costantemente il settore commerciale e del terziario.[109]

Servizi[modifica | modifica sorgente]

Anche per quanto riguarda il settore terziario, si hanno illustri esempi di eccellenza già nei secoli passati. Basti pensare che l'Antico Salumificio Bustese esportava in America già alla fine dell'Ottocento,[115] oppure che in quegli stessi anni Enrico dell'Acqua, pioniere dell’esportazione cotoniera in Italia e soprannominato "il principe mercante" da Luigi Einaudi, aveva già creato una immensa rete di commercio soprattutto con l'America latina.[116]

Al giorno d'oggi il terziario bilancia in numero di addetti l'attività manifatturiera, da sempre vocazione del comune di Busto Arsizio.[26] Secondo gli ultimi dati disponibili relativamente al tessuto economico della città[117] complessivamente le imprese sono 7 342. Per quanto riguarda la ripartizione per settore, commercio (1 846 imprese) e attività immobiliari (1 800 imprese) ricoprono il maggior numero di imprese attive. Le attività manifatturiere contano 1 255 imprese attive.[118]

Recentemente Busto ha visto nascere il primo centro al mondo ad aver sviluppato un metodo di trattamento e crioconservazione delle cellule staminali amniotiche nei locali della Biocell Center.[119]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Per quanto riguarda le attività del trasporto di merci, la città di Busto è importante anche per la presenza di una dogana e del terminal Hupac di Busto Arsizio destinato al trasporto intermodale. Tale terminal è il più grande interporto tra ferrovia e strada d'Europa.[120]

Strade[modifica | modifica sorgente]

Svincoli in località "Cinque Ponti" a Busto Arsizio

La città di Busto Arsizio è collegata tramite una fitta rete di strade di diversa categoria a tutti i paesi limitrofi ed ai principali centri del nord-ovest della Lombardia e del nord-est del Piemonte. Per quanto riguarda le autostrade, 21 settembre del 1924 venne inaugurato il primo tratto di quella che diverrà l'Autostrada dei Laghi e che sarà la prima autostrada a pedaggio realizzata in Italia e la seconda nel mondo, dopo l'AVUS di Berlino (progettata nel 1909 ed aperta al traffico nel 1921). Con questo nome si indica, oltre al tratto originario, che oggi costituisce la A8, anche la A9, per Como, raggiungibile da Busto Arsizio anche tramite la SS 527 Bustese. La città è collegata anche alla A4 tramite la Superstrada dell'Aeroporto della Malpensa, che ha il suo inizio proprio a Busto Arsizio e termina a Boffalora. Tale statale collega la città anche alla Malpensa, già Aeroporto Città di Busto Arsizio.

Strade statali e provinciali[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Strade provinciali della provincia di Varese.

Superstrade[modifica | modifica sorgente]

Autostrade[modifica | modifica sorgente]

Ferrovie[modifica | modifica sorgente]

Facciata della stazione della linea delle Ferrovie dello Stato.
Ferrovia Busto Arsizio-Malpensa Aeroporto
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazioni ferroviarie di Busto Arsizio.

Busto Arsizio è attraversata da due linee ferroviarie ed è servita dalle seguenti stazioni:

Entrambi le stazioni sono fermate della linea S30 della rete celere del Canton Ticino.

Mobilità urbana[modifica | modifica sorgente]

La mobilità urbana di Busto Arsizio è svolta con autoservizi dalla Società Trazione e Imprese Elettriche (STIE)[121] e si realizza con una rete di sette linee. La stessa STIE garantisce la mobilità interurbana, esclusa la linea per Busto Garolfo, gestita dalla Società Movibus.[122]

Tra il 1880 e il 1966 la città è stata servita dalla tranvia Milano-Gallarate,[123] una linea tranviaria extraurbana che ha collegato Milano ai principali comuni dell'Altomilanese.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Elenco dei sindaci di Busto Arsizio[modifica | modifica sorgente]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1850 1853 Carlo Tosi Sindaco
1853 Cesare Rossi Sindaco
1856 1863 Pasquale Pozzi Sindaco
1863 1868 Carlo Crespi (detto Cordafina[124]) Sindaco
1868 1872 Carlo Tosi Sindaco
1872 1º gennaio 1874 Luigi Krumm Assessore anziano
2 gennaio 1874 11 luglio 1875 Luigi Krumm Sindaco
1875 1884 Giuseppe Lualdi Sindaco
1884 Orsino Orsini Commissario
1884 Angelo Gambero Sindaco f.f.[125]
1884 1885 Ernesto Travelli Sindaco f.f.
1885 1889 Paolo Crespi Porro Sindaco f.f.
Leopoldo Candiani Sindaco
Ercole Marinoni Sindaco
1890 1895 Attilio Ballarati Sindaco
1896 1902 Pietro Tosi Sindaco
1903 1904 Cesare Rossi Sindaco
1906 1907 Giuseppe Rossi Sindaco
1909 1914 Pietro Tosi Sindaco
1914 1923 Carlo Azimonti Partito Socialista Italiano Sindaco [126]
1924 1930 Ottorino Maderna Podestà
1931 1º settembre 1943 Ercole Lualdi Podestà
2 settembre 1943 25 aprile 1945 Carlo Azimonti Commissario prefettizio [127]
26 aprile 1945 1946 Camillo Tosi Sindaco
1946 1947 Mario Grampa Partito Socialista Italiano Sindaco [128]
1947 1961 Giovanni Rossini Democrazia Cristiana Sindaco
1961 1970 Gian Pietro Rossi Democrazia Cristiana Sindaco [129]
1970 1972 Giuseppe Castiglioni Democrazia Cristiana Sindaco
1972 1974 Giorgio Ughetto Haraszthy Democrazia Cristiana Sindaco
1974 1975 Gian Luigi Baratelli Democrazia Cristiana Sindaco
1975 1976 Gian Pietro Rossi Democrazia Cristiana Sindaco
1976 Ascanio Besnati Partito Repubblicano Italiano Sindaco
1976 1977 Felice Pozzi Democrazia Cristiana Sindaco
1977 1979 Giancarlo Tovaglieri Democrazia Cristiana Sindaco
1979 1985 Angelo Borri (il "sindaco buono"[130]) Democrazia Cristiana Sindaco [131]
1985 1988 Gian Pietro Rossi Democrazia Cristiana Sindaco
1988 1990 Luigi Caccia Democrazia Cristiana Sindaco
1990 1993 Gian Pietro Rossi Democrazia Cristiana Sindaco
1993 Umberto Calandrella Commissario straordinario
Dicembre 1993 25 maggio 2002 Gianfranco Tosi Lega Nord Sindaco
26 maggio 2002 30 gennaio 2006 Luigi Enrico Rosa Lega Nord Sindaco
1º febbraio 2006 29 maggio 2006 Paolo Guglielman Commissario prefettizio
30 maggio 2006 In carica Gianluigi Farioli (detto Gigi[132]) Forza Italia/Popolo della Libertà Sindaco

Consiglio Comunale dei Ragazzi[modifica | modifica sorgente]

Il Consiglio Comunale dei Ragazzi ha il compito di deliberare in via consultiva nelle seguenti materie: politica ambientale, sport, tempo libero, giochi, rapporti con l’associazionismo, cultura e spettacolo, pubblica istruzione, assistenza ai giovani e agli anziani, rapporti con l’UNICEF.

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Il 20 maggio 2012 è stato siglato un patto di amicizia con il comune di Scopello.[134]

Sport[modifica | modifica sorgente]

In campo sportivo, la città vanta o vantava due squadre professionistiche di alto livello:

A parte queste due, in alcune delle oltre quaranta società e associazioni sportive di Busto Arsizio sono cresciuti agonisticamente vari campioni mondiali ed europei (come ad esempio il Club Twirling Sacconago[135] e la Pro Patria Scherma[136]).

Tra le personalità che si sono distinte in campo sportivo si possono ricordare Carolina Erba (campionessa mondiale di scherma a squadre a Budapest 2013 ed europea a Zagabria 2013), Daniele Crosta (bronzo nel fioretto maschile al Campionato mondiale di scherma 1997), Chiara Stefanazzi (campionessa mondiale di Twirling nella categoria Junior nel 1993 e nella categoria Senior nel 1996), Umberto Pelizzari (apneista che ha stabilito record mondiali in molte discipline dell'apnea, Bruno Bisterzo (campione europeo di pesi leggeri nel 1941) e Arianna Castiglioni (bronzo europeo nel 2014 nei 100 metri rana).

Calcio[modifica | modifica sorgente]

Stadio Speroni

La squadra più prestigiosa della città è la "Pro Patria", che milita nel campionato di Lega Pro[137] ed il cui campo di gioco è quello dello Stadio Carlo Speroni, situato vicino al confine coi comuni di Olgiate Olona e Castellanza. La Pro Patria vanta 14 campionati in Serie A dei quali 12 a girone unico, l'ultimo dei quali nella stagione 1955-56. Il miglior piazzamento nella massima divisione nazionale fu l'ottavo posto conquistato nel campionato 1947-48. La stagione 1965-66 fu l'ultima in Serie B.

Lo stadio Carlo Speroni, costruito ed inaugurato nel 1927 per la prima promozione della squadra in Serie A,[138] ha subito varie ristrutturazioni ed ampliamenti, l'ultima delle quali nel luglio 2011 con la creazione di un'ulteriore curva nel settore ospiti.

Il 22 aprile 2013, è stato ospite l'arbitro di calcio di Serie A Paolo Silvio Mazzoleni presso la Sede bustocca dell'Associazione Italiana Arbitri, importante realtà cittadina.[139]

Pallavolo[modifica | modifica sorgente]

PalaYamamay, uno dei tre palazzetti dello sport di Busto Arsizio

La principale squadra locale di pallavolo femminile è la Futura Volley Busto Arsizio, Campione d'Italia 2011-2012 e vincitrice di due Coppe CEV nel 2009-2010 e 2011-2012, una Coppa Italia ancora nel 2011-2012 e una Supercoppa italiana nel 2012-2013.

Gli incontri casalinghi si giocano al PalaYamamay, intitolato a Maria Piantanida, pioniera dello sport bustocco.

Proprio al PalaYamamay è stata disputata il 3 giugno 2005 una partita di World League tra le nazionali di Italia e Cuba, vinta da Cuba col punteggio di 1-3.

Nel settembre del 2011 il Campionato europeo di pallavolo femminile, organizzato dall'Italia e dalla Serbia, ha fatto tappa a Busto Arsizio. Alcune partite della prima fase si sono svolte infatti al PalaYamamay.

Scherma[modifica | modifica sorgente]

La società schermistica di Busto Arsizio è la Pro Patria et Libertate, fondata nel 1881.[140] La bustocca Carolina Erba è cresciuta professionalmente in questa società.[141] Altri atleti che si sono distinti sono Annamaria Giacometti, che vinse il titolo a squadre ai mondiali assoluti di Città del Capo nel 1997 con la nazionale di fioretto femminile e il bustocco Daniele Crosta, che vinse il bronzo nel fioretto maschile.

Dal 2005 gli allenamenti si tengono negli ampi locali dell'ex-cotonificio bustese, dietro al Museo del tessile e della tradizione industriale di Busto Arsizio.[142]

Nuoto e pallanuoto[modifica | modifica sorgente]

Nel dicembre 1997, dalla fusione delle attività agonistiche di Bustese Nuoto e Busto Pallanuoto, è nata Busto Nuoto A.S.,[143] che nel 2007 si è laureata campione invernale assoluto di serie A1 di nuoto sincronizzato.[144]

La squadra di nuoto sincronizzato ha inoltre conquistato nel 2014 il titolo italiano nei campionati italiani estivi juniores.[145]

Atletica leggera[modifica | modifica sorgente]

La pista di atletica leggera di Sacconago, luogo di allenamento della Pro Patria ARC Busto Arsizio.

La società locale di atletica leggera è la Pro Patria A.R.C. Busto Arsizio. Società di Podismo amatoriale sono l'Atletica San Marco[146] e la P&C PodismoECazzeggio.

Nel 1922, presso il campo sportivo Carlo Reguzzoni di Busto Arsizio si disputarono 18 delle 33 gare del programma dei campionati italiani assoluti di atletica leggera:[147] la pista, che si trovava in via XX settembre, aveva uno sviluppo di 414 metri, il rettilineo finale lungo 150 metri e le curve avevano una sopraelevazione massima di 65 centimetri.

Nel 1999 la città ospitò il campionato italiano di mezza maratona, organizzato dall'Atletica San Marco.[148] La vittoria andò a Giuliano Battocletti e Maria Guida.

Assunta Legnante ha raggiunto i 19,04 m nel getto del peso con un lancio il 24 settembre 2006 alla Finale Oro dei Campionati italiani di società tenutasi a Busto Arsizio, presso il centro di atletica Angelo Borri, inaugurato lo stesso anno.[149]

Ciclismo[modifica | modifica sorgente]

Busto Arsizio è stata tre volte sede di tappa al Giro d'Italia:

Per alcuni anni vi si tenne anche la "Coppa Città di Busto Arsizio" (poi "G.P. Busto Arsizio"), fra i cui vincitori figurano Tranquillo Scudellaro (1954) e Rino Benedetti (1958), quinto l'anno precedente. In tutto si ebbero 19 edizioni. Dal 2007 si corre agli inizi di marzo il "Trofeo città di Busto Arsizio", gara riservata però alla categoria juniores ed organizzata dall'U.C. Bustese Olonia.[153]

Football americano e flag football[modifica | modifica sorgente]

Tra il 1984 e il 1986 Busto Arsizio è stata sede dei Frogs, provenienti da Gallarate e in seguito trasferitisi a Legnano, che il primo anno della loro breve storia bustese vinsero il loro primo Superbowl italiano;[154] nello stesso periodo è stata attiva anche la squadra di flag football giovanile degli Eels Busto Arsizio.
Nel 2011 presso lo Stadio Carlo Speroni si sono giocate le finali del campionato giovanile di flag football, vinte dai Blue Storms Gorla Minore e il Ninebowl (finale nazionale del Campionato italiano di football a 9) vinto dalle Aquile Ferrara sui Crusaders Cagliari. Alla fine dello stesso anno è stata fondata l'associazione Busto Arsizio Palla Ovale, che compete nel campionato senior di flag football col nome di Flames Busto Arsizio.
A partire da Luglio 2012 i Blue Storms, grazie alla collaborazione con il "G.S. Beata Giuliana Calcio", si trasferiscono da Gorla Minore a Busto Arsizio con tutte le attività sportive, tra cui la nuova formazione di cheerleader e la prima squadra femminile di Tackle Football della provincia di Varese, le Tempeste.[155] [156]

Nel 2014 a Vedano Olona si è giocato il primo incontro di flag football fra le due formazioni cittadine, vinto dai Flames sui Blue Storms per 24-21.[157]

Hockey[modifica | modifica sorgente]

La squadra cittadina di hockey in-line è l'Hockey Club Busto Arsizio, che partecipa al campionato maschile di serie B.

Nel 2010 sono stati avviati i lavori per la realizzazione di un palaghiaccio nel quartiere di Beata Giuliana, lungo la strada statale 33 del Sempione, grazie all'impegno del comune e della provincia di Varese. La struttura avrebbe dovuto essere inaugurata nel 2011,[158] ma i ritardi nei lavori di esecuzione hanno rimandato in un primo momento la consegna a marzo 2012.[159] Il 14 dicembre 2011, l'assessore all'edilizia della provincia di Varese ha annunciato la sospensione dei lavori nel cantiere a causa di difficoltà sopraggiunte nella gestione dell'appalto.[160]

Pallacanestro[modifica | modifica sorgente]

Per quanto riguarda la pallacanestro, la Pallacanestro Busto Arsizio Associazione Dilettantistica è la principale squadra della città e milita in serie C-Dilettanti (ex C1) dopo essere stata promossa perfino in B1. La storia della pallacanestro bustese è legata alla figura di Peppino Vidali a cui nel 2010 è stata intitolata la palestra secondaria del PalaPiantanida, conosciuto anche come PalaYamamay.[161]

Pattinaggio[modifica | modifica sorgente]

Nel 1956 nasce la società Accademia Bustese Pattinaggio. I fondatori furono Luigi Kullmann e Giancarlo Castiglioni, a cui verrà intitolata la pista dell'impianto cittadino.[162] Fra i maggiori risultati conseguiti, figurano il titolo italiano di società negli anni 1959, 1960, 1961, 1962. L'atleta più rappresentativo è stato Antonio Merlo, divenuto successivamente commissario tecnico della Nazionale Italiana di pattinaggio artistico. L'Accademia Bustese ha vinto inoltre altri due titoli italiani di società nel 2011 e 2012, e due titoli mondiali individuali con Barbara Bossi e Davide Piacentini. È una delle società italiane di più antica affiliazione alla F.I.H.P.

Tiro a segno[modifica | modifica sorgente]

La Società Mandamentale di Tiro a Segno di Busto Arsizio (ora Sezione di Tiro a Segno Nazionale), viene fondata il 23 dicembre 1883.[163] Trent'anni dopo la sua fondazione, il 28 giugno 1914, Vittorio Emanuele di Savoia-Aosta, conte di Torino, inaugurò un nuovo campo di tiro destinato oltre che ai cittadini di Busto Arsizio e zone limitrofi, anche all'addestramento dei militari della più vicina e nota Caserma "S.Ten. Ugo Mara" di Solbiate Olona. L'organizzazione di tiro a segno, assolve senza fini di lucro, in ambito territoriale, i compiti istituzionali e sportivi dell'Unione Italiana Tiro a Segno.

Tennis[modifica | modifica sorgente]

A Busto Arsizio si è disputato dal 18 al 24 giugno 2012 il Busto Arsizio Open 2012, torneo facente parte della categoria ITF Men's Circuit nell'ambito dell'ITF Men's Circuit 2012.[164]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Per chi abita nelle frazioni di Borsano e Sacconago si usano rispettivamente i termini "borsanese" (Borsano) e "sinaghino" (Sacconago, dal nome dialettale della frazione, "Sinàgu").
  2. ^ Dato Istat al 28/02/2014
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  4. ^ Citato in: Bondioli, 1937-54, op. cit., vol. II, p.145
  5. ^ a b Dato Istat al 28/02/2014. URL consultato il 23 agosto 2014.
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  12. ^ a b c d Giavini, 2002, op. cit., pp. 17-38
  13. ^ a b c AA.VV., 1981, op. cit., p. 252 citando Magni-Pacciarotti, 1977, op. cit. parlando di "isola" linguistica.
  14. ^ a b c La Giöbia dai Liguri antichi al Duemila. URL consultato il 30 luglio 2014.
  15. ^ Busto Arsizio: Clima e Dati Geografici in Comuni-italiani.it. URL consultato il 30 luglio 2014.
  16. ^ Magni-Pacciarotti, 1977, op. cit., p. 5
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  24. ^ Magni-Pacciarotti, 1977, op. cit., p. 13
  25. ^ AA.VV., 1981, op. cit., p. 40. Nello stesso anno, come si legge alla stessa pagina del libro citato, crollò l'ultima delle sette torri della Busto medievale.
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  41. ^ Si veda in particolare Giorgio D'Ilario, Dizionario legnanese - Proverbi e modi di dire dialettali - Con un'introduzione sulle parlate dall'Olona al Ticino, 1991. "Si ebbe dunque subito una prima diversificazione del latino dovuta alle abitudini dei singoli popoli conquistati, ossia al diverso sostrato linguistico. La valutazione di questo elemento ha dato luogo ad ampie discussioni. Un tempo si credeva di poterlo facilmente determinare in questa o quella caratteristica fonetica; oggi si procede in questo campo con più dubitosa cautela" (ivi, p. 32).
  42. ^ L'Unitalsi ricorda Azzimonti, poeta dialettale. URL consultato il 2 agosto 2014.
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  47. ^ Un esempio su tutti è l'associazione La Famiglia Bustocca, nata nel 1951 con lo scopo di mantenere vive le tradizioni e il dialetto bustocco.
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  83. ^ Alcuni passi tratti dalla delibera sono i seguenti. Premesso che il termine Tarlisu è il corrispondente dialettale di “traliccio”, denominazione consuetudinaria di un particolare tipo di tessuto, particolarmente idoneo per le sue caratteristiche a mantenere all'interno il piumino d'oca o la lana di pecora, tinteggiato a righe bianche e marroni, prodotto sempre in quantità predominante nei tanti opifici della città, divenuta famosa anche all'estero per la sua produzione ed esportazione cotoniera tanto da essere chiamata la "Manchester d'Italia"[...]; [...]ritenuto che il Tarlisu abbia tutte le caratteristiche per poter essere considerato la maschera tipica della città e possa quindi essere proclamato tale, nel quadro di una giusta valorizzazione delle tradizioni locali e del patrimonio culturale e folkloristico bustocco, con un atto formale e solenne che consacri, per il carnevale in atto e per quelli a venire, il Tarlisu Maschera Bustocca; [...]delibera di proclamare a tutti gli effetti Maschera tipica della Città di Busto Arsizio il Tarlisu.
  84. ^ Beata Giuliana in festa con il Palio delle Contrade. URL consultato il 2 agosto 2014.
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  88. ^ Francesco da Busto è ricordato nel Proemio del De divina proportione di Luca Pacioli insieme a Leonardo da Vinci ed altri personaggi della corte sforzesca.
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  126. ^ Era il più giovane sindaco d'Italia, essendo nato nel 1888.
  127. ^ Destituito dal prefetto per alcuni mesi a partire dal 17 novembre 1943.
  128. ^ Eletto senatore nel 1955.
  129. ^ Eletto senatore nel 1976.
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