Arona

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Arona
comune
Arona – Stemma Arona – Bandiera
Arona – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Piemonte-Stemma.svg Piemonte
Provincia Provincia di Novara-Stemma.png Novara
Amministrazione
Sindaco Alberto Gusmeroli (Lega Nord) dal 30/03/2010
Territorio
Coordinate 45°45′25″N 8°33′36″E / 45.756944°N 8.56°E45.756944; 8.56 (Arona)Coordinate: 45°45′25″N 8°33′36″E / 45.756944°N 8.56°E45.756944; 8.56 (Arona)
Altitudine 212 m s.l.m.
Superficie 14,90 km²
Abitanti 14 547[1] (31-12-2010)
Densità 976,31 ab./km²
Frazioni Campagna, Dagnente, Mercurago, Montrigiasco
Comuni confinanti Angera (VA), Comignago, Dormelletto, Invorio, Meina, Oleggio Castello, Paruzzaro
Altre informazioni
Cod. postale 28041
Prefisso 0322
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 003008
Cod. catastale A429
Targa NO
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climatica zona E, 2 580 GG[2]
Nome abitanti aronesi
Patrono santi Graziano e Felino, Carpoforo e Fedele
Giorno festivo 13 marzo
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Arona
Sito istituzionale

Arona (IPA: [aˈrona], Arùna in piemontese e in lombardo) è un comune italiano di 14.547 abitanti[3] della provincia di Novara in Piemonte.

Quinta città della provincia per popolazione, oggi è un centro turistico-terziario sulle sponde del lago Maggiore, il cui sviluppo è stato favorito dalla sua posizione sulla via del Sempione e dal comodo collegamento con Milano (autostradale e ferroviario).

Nel comune è localizzato il Mercurago, uno degli Antichi insediamenti sulle Alpi, dal 2011 nell'elenco del patrimonio dell'umanità dell'UNESCO.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

La città di Arona è situata sulla sponda piemontese del lago Maggiore ed è attraversata dal torrente Vevera, che qui sfocia nel lago. All'intorno si estendono i bassi rilievi collinari di origine morenica (chiamati "motti"), inglobati nel Parco naturale dei Lagoni di Mercurago dove, nel 1860, venne individuato il primo insediamento palafitticolo rinvenuto in Italia. Anche la maggior parte del territorio comunale è di tipo collinare, con altitudini che vanno progressivamente degradando da nord verso sud (e da ovest verso est nel centro abitato) dai 513 m di Motto Mirabello(presso la frazione Dagnente) fino ai 195 m in riva al lago.

I rilievi collinari sono in genere ricoperti da boschi che occupano oltre la metà del territorio aronese, sul 33% della superficie si stendono le aree urbanizzate e sul 9% prati o pascoli; percentuali minori sono destinate a parchi, giardini e aree verdi sportive (2,3%), orti, frutteti, vivai e vigneti (1,7%), incolti erbacei (1%) e seminativi (0,4%).[4]

Collocata nella parte più meridionale del lago, Arona dista circa 37 km dal capoluogo provinciale Novara, ma solo una trentina da località lombarde come Varese e l'aeroporto di Milano-Malpensa.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Origini[modifica | modifica wikitesto]

La prima documentazione scritta che conferma l'esistenza di una località socialmente organizzata chiamata Arona risale al 979: si tratta di un'attestazione che consente di individuare tale data solo per induzione, tant'è che alcuni storici sostengono invece che si tratti del 963.

In ogni caso la presenza dell'uomo in questa parte meridionale del Lago Maggiore è confermata ben più addietro nel tempo e risale alla preistoria; in località Lagoni infatti, presso la frazione di Mercurago, furono rinvenuti nel 1860 un insediamento palafitticolo risalente all'età del bronzo (attivo dal XVIII al XIII secolo a.C.) e, nel 1971-1972, una necropoli golasecchiana della fine del VI - inizi del V secolo a.C. Tracce umane sono documentate anche nella torbiera di Motto San Carlo, nella quale è stata rinvenuta una punta di freccia risalente al Neolitico e l'unico oggetto dell'Età del Rame.

Dei reperti lignei estratti nell'Ottocento, come i resti di tre ruote che giravano in folle sopra un'asse centrale ed erano dotate di rudimentali raggi non concentrici e quelli di una piroga scavata in un tronco d'albero, restano solo i calchi in gesso. Furono ricavati dalle impronte nella torba da Bartolomeo Gastaldi, che all'epoca li raccolse e li studiò ma non poté trattarli adeguatamente per la conservazione dati i metodi di restauro del tempo cosicché, preservati per millenni nelle particolari condizioni ambientali anaerobiche della torbiera, si sbriciolarono per disidratazione poco tempo dopo la loro scoperta. Furono rinvenuti anche i resti di un villaggio le cui capanne erano state costruite ai bordi di uno specchio d'acqua e le cui fondazioni erano state conservate grazie alla torba in cui erano state piantate, oltre a vari oggetti di uso quotidiano in metallo o ceramica: vasetti, fondi di vasi, piatti, frecce, lame di pugnale e altri strumenti di difesa, spilloni di bronzo. Dalla decina di tombe del VI secolo a.C. provengono vasi di pregevole fattura, bracciali, fibule, anelli, ganci di cintura in bronzo. Le ceramiche ritrovate in gran quantità intorno alla Rocca di Arona testimoniano un insediamento successivo a quello dei Lagoni e sono state assegnate alla cultura di Canegrate, Protogolasecca e Golasecca.[5]

I Celto Galli[modifica | modifica wikitesto]

Il V secolo segna nel basso Verbano un momento di crisi, e soltanto nel III-II secolo ricompare una cospicua presenza di genti, questa volta Celto-Galliche. Risale al II secolo a.C. una pregevole cavigliera in bronzo rinvenuta ai piedi della rocca. È proprio in questo periodo che si formano i primi nuclei abitativi socialmente organizzati. L'urbanizzazione della zona è pienamente giustificata dalla presenza della Rocca di Arona, una posizione di importanza strategica che non poteva passare inosservata a nessuna popolazione del luogo. Sulla rocca infatti sono presenti i resti di una fortificazione preromana, e a tre chilometri da Arona, il campus militare di Borgo Agnello e Paruzzaro.

I Romani e il Medioevo[modifica | modifica wikitesto]

In epoca romana fu luogo di passaggio verso il passo del Sempione. Sotto la chiesa di San Giuseppe sono stati rinvenuti i resti di una fornace e di un laboratorio artigiano per la lavorazione dei metalli. La colonizzazione romana è documentata inoltre da lapidi funerarie rinvenute un po' dovunque nella zona.

L'attuale nucleo abitato si sviluppò intorno all'abbazia benedettina di San Salvatore, fondata nel 979 dal conte Amizzone del Seprio. La prova di tale sviluppo è documentata in una "Cronaca" o "Pasionario", una specie di zibaldone in cui si intrecciano vite di santi più o meno attendibili, testi di ascesi, lettere di vescovi e di presuli, preghiere e invocazioni. In tale contesto appare la narrazione del martirio dei San Graziano e di San Felino avvenuto nel 979 con la traslazione dei loro corpi ad Arona, per opera del conte Amizzone del Seprio, un capitano di truppa al comando dell'imperatore Ottone I. Sono 249 fogli in pergamena redatto in latino medioevale e scritto in gotico. L'abbazia benedettina, con il tempo perse le sue principali prerogative, a causa soprattutto per il sorgere di una autorità civile che si identificò prima nella famiglia dei Della Torre, e successivamente dopo il suo abbattimento, nei Visconti, primo fra tutti Ottone che fu arcivescovo di Milano, attorno alla fine del Duecento sotto cui passò il dominio dell'arcivescovo di Milano. In seguito passò alla famiglia Torriani (XII secolo). Dopo la battaglia di Desio (1277), appartenne ai Visconti e nei primi decenni del XIV secolo fu libero comune sotto il governo dell'abbazia benedettina.

Il Rinascimento[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1439 il territorio fu concesso in feudo ai Borromeo, una stirpe di banchieri originaria di San Miniato in Toscana. Quando il casato dei Visconti si estinse con la figlia di Filippo Maria Visconti che andò sposa nel 1441 a Francesco I, il ducato passò alla famiglia degli Sforza. Ma tale vasto territorio andava anche difeso, e in questo senso Vitaliano nel 1447 richiedeva a Filippo Maria l'autorizzazione a fortificare la Rocca e il borgo di Arona, concessagli nel 1449 con una lettera di Filippo Maria che autorizzava il proprio vassallo di creare mura, ponti levatoi, opere belliche di difesa, e anche luoghi per il raduno e la custodia delle navi: primo porto militare documentato del Lago Maggiore. La rocca era difesa talmente bene che resistette ad un attacco avvenuto nel 1523 da parte di 7.000 uomini al comando di Renzo de Ceri, una delle tante guerre scatenatesi tra il Ducato di Milano e i francesi.

Epoca moderna[modifica | modifica wikitesto]

Con tutto il ducato di Milano fu sotto il dominio spagnolo e poi austriaco. Con il trattato di Worms del 1745 passò nei domini dello stato sabaudo, sotto Carlo Emanuele III.
Fu presa dall'esercito napoleonico e la Rocca venne demolita in seguito agli accordi di pace con gli austriaci nel 1801. Con il Congresso di Vienna del 1815 fu restituita ai Savoia. Nel 1838 Carlo Alberto di Savoia la insignì del titolo di città. Nel 1855 fu aperta la linea ferroviaria per Novara e nel corso del XIX secolo si affermarono le attività industriali e turistiche. Alla fine del secolo subì una disastrosa inondazione del lago.

Origine del nome[modifica | modifica wikitesto]

Il toponimo potrebbe derivare dalle radici celtiche art (monte) e on (acqua), con il significato di "monte sull'acqua".

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Panorama notturno della città


Il Colosso di San Carlo Borromeo[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Colosso di San Carlo Borromeo.

Questa statua, soprannominata il Sancarlone, domina il lago Maggiore e si raggiunge percorrendo la provinciale 35 diretta alla frazione Ghevio di Meina, in località San Carlo. Il colosso è alto circa 36 metri (24,50 m la statua e 11,70 m il basamento) e fu realizzato tra il 1614 e il 1697 con lastre di rame. Originariamente era previsto che la statua, ultimata nel 1698, facesse parte di un Sacro Monte di cui furono realizzate però solo tre cappelle.

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Piazza del Popolo con la chiesa di Santa Maria di Loreto
  • Collegiata della Natività di Maria Vergine. L'attuale parrocchiale, il cui primo contratto per la sua costruzione risale al 1468, venne consacrata, non ancora terminata, il 12 marzo 1488. All’inizio del XVII secolo il cardinale Federico Borromeo ordinò imponenti lavori di restauro e di decorazione degli interni, al termine dei quali, il 10 marzo 1608, la chiesa venne eretta a collegiata. Dopo le consistenti riparazioni del 1856-1867 fu riconsacrata nel 1858 dal vescovo G. F. Gentile. È in stile gotico-bizantino, alterato da elementi successivi. La facciata in sasso calcare, con rosone centrale, ha elementi quattrocenteschi, e un notevole bassorilievo della Natività del Redentore, da Luca Beltrami ascritto ai fratelli Mantegazza, autori della parte inferiore della Certosa di Pavia. Nell'interno si ammirano l'altare maggiore costruito nel 1812 su disegno dell'abate Zanoia; la Sacra Famiglia di Gaudenzio Ferrari in sei campi, con la firma Gaudentius Vincius e la data '15', su legno e chiusa in una cornice intagliata dell'epoca; la Natività di Andrea Appiani; l'Annunciazione e lo Sposalizio di Francesco Mazzucchelli detto il Morazzone, donati dal cardinale Federico Borromeo. Vi si conservano inoltre quattro reliquiari che contengono il pallio, la mitra, il pastorale di San Carlo Borromeo donati dal cardinale Federico. Essi furono rinnovati nel 1920 dalla cittadinanza aronese in adempimento di un voto fatto durante l'ultima pandemia influenzale, che si ritenne cessata per intercessione del santo.
  • Chiesa dei Santi martiri Graziano, Felino, Fedele e Carpoforo (detta anche di San Graziano). Già abbazia benedettina, la chiesa era annessa al monastero del Salvatore e dei Santi Graziano e Felino, fondato nella seconda metà del X secolo. Dell'edificio originario non rimangono tracce. Completamente rifatta fu restituita al culto l'anno successivo a quello della consacrazione della Collegiata, il 1489. Nella chiesa è presente una pala della Madonna in Trono e Santo di Ambrogio da Fossano, detto il Bergognone, appesa dietro l'altare maggiore. Il quadro venne commissionato dall'abate dell'epoca, monsignor Girolamo Calagrani, che nel dipinto appare inginocchiato di fronte alla Vergine.
  • Chiesa di Santa Maria di Loreto, (detta che di Santa Marta) nell'antica piazza del Popolo, nella quale si trovano anche il Broletto e ciò che rimane dell'antico porto.
  • Chiesa della Visitazione, annessa al monastero dell'ordine della Visitazione, fu fondata nel 1652 dall'arciprete Graziano Ponzone. Sull'altare maggiore della chiesa si trova una tela del pittore Gaudenzio Magistrini (1820-1871).
  • Cappella Beolchi
  • Santuario del Sacro Monte di San Carlo
  • Monastero della Visitazione
  • Chiesetta di San Giuseppe, anticamente intitolata a Sant'Eusebio
  • Chiesa parrocchiale di San Giusto (in frazione Montrigiasco)
  • Chiesa di Santa Maria di Loreto (detta anche di Santa Marta)
  • Chiesa di San Giovanni Battista (in frazione Dagnente)
  • Chiesa di San Giorgio (a Mercurago)
  • Chiesa della Santissima Trinità
  • Chiesa del Sacro Cuore
  • Chiesa dei Santi Anna e Gioacchino, in corso Cavour (eretta nel 1721, con facciata rifatta nel 1841; pala d'altare di Giuseppe De Alberis, di Arona, con Santi Anna e Gioacchino con Maria fanciulla)

Architetture civili e militari[modifica | modifica wikitesto]

Il Broletto
  • Broletto o Palazzo di giustizia, eretto alla fine del Trecento sull'antica piazza del Popolo, dove sorge anche la chiesa di Santa Maria di Loreto. Tra gli archi gotici del portico sono medaglioni in cotto molto rovinati con ritratti dei nobili al governo della città.
  • Villa Ponti, che ospitò Napoleone Bonaparte di ritorno dalla campagna d'Egitto e nella quale attualmente vengono organizzati concerti di musica classica e mostre di artisti di rilevanza come Guttuso, Manzù e De Chirico.
  • Villa Leuthold, parco pubblico di impianto ottocentesco, con grandissimi esemplari di camelie.
  • Rocca Borromea, le cui rovine si trovano sulla collina sovrastante la città. Fu storicamente contesa fra i Torriani e i Visconti nonché luogo natale di San Carlo.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[6]


Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

Pur trovandosi la città in territorio piemontese, il locale dialetto verbanese è di tipo insubre (lombardo occidentale), come lo sono la maggior parte delle parlate della provincia di Novara; tali parlate vengono progressivamente influenzate da fenomeni di tipo piemontese man mano che si procede verso ovest.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Eventi e Manifestazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Festa del Tredicino, 13 marzo, luna park bisettimanale;
  • Fiera del Lago Maggiore (10 giorni a cavallo tra maggio e giugno);
  • Svaronavis, l'annuale Kermesse cittadina di Concerti ed Expo in centro città (a luglio);
  • La lunga notte, spettacolo pirotecnico appartenente ai campionati mondiali di fuochi d'artificio (solitamente il primo sabato di agosto);
  • La Traversata, centinaia di partecipanti nuotatori attraversano il Lago Maggiore dalla sponda lombarda a quella piemontese (Angera-Arona) (Inizio settembre);
  • Concerto di Natale (nel periodo natalizio).

Persone legate ad Arona[modifica | modifica wikitesto]

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Il trenino di Arona che collega la città al suo Colosso del San Carlone e alla Rocca Borromea

La definitiva distruzione della fortezza aronese insieme ad altre sei cittadelle del Piemonte, fu ordinata da Napoleone Buonaparte nel 1800, il giorno successivo alla vittoria di Marengo. Questa significò la possibilità di espandere il tessuto urbano al di là delle mura entro le quali era limitato. Grazie a questo vennero ricavati ampi spazi su cui costruire il porto, il cantiere dei battelli, la stazione ferroviaria. La fortuna di Arona è stata sempre legata alla sua ottima posizione geografica, grazie alla quale gode e ha sempre goduto di una condizione logistica di tutto rispetto.

L'economia di Arona è basata principalmente sul turismo e sul commercio, anche se nel territorio sono presenti alcune fabbriche chimiche e dolciarie.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione di Arona.

La stazione è un importante nodo ferroviario fra le linee Domodossola-Milano, Alessandria–Novara–Arona e Santhià-Arona.

Arona è la sede della Navigazione Lago Maggiore.[7]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

La città intrattiene rapporti di gemellaggio con:

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Per due volte Arona è stata sede di arrivo di tappa del Giro d'Italia.

Il 24 agosto 2005 Damiano Cunego ha vinto ad Arona l'8ª edizione del Gran premio Nobili.

Nella stagione 1979/80, la squadra di calcio dell'Arona entrò a fare parte del calcio professionistico, disputando il campionato di Serie C2 dove conquistò il 7º posto in classifica; la squadra venne retrocessa nella successiva stagione 1980/81 e la conseguente crisi societaria portò nel giro di pochi anni la squadra locale nelle categorie minori del calcio dilettantistico. Nella stagione 2001/02 la squadra, con il nuovo nome di HM Arona (acquisito dopo la fusione con Humilitas e Mercurago), raggiunse il 2º posto nel campionato di Eccellenza e conquistò la Coppa Piemonte. Nelle stagioni successive la squadra subì una forte crisi societaria che la portò nel giro di due stagioni dall'Eccellenza al campionato di 1ª Categoria. Nel 2006/2007 fece l'ennesima fusione, questa volta con le squadre di Gattico, Oleggio Castello, Invorio e Paruzzaro, assumendo il nome di Arona G.Ol.In.Par. e in breve tempo risalì nel campionato di Promozione. Nella stagione 2009/2010, sempre in Promozione, guidata da una nuova cordata dirigenziale, ritornò al vecchio nome di origine, Arona Calcio.

È presente una squadra di football americano, gli Arona 65ers, che militano nel campionato CIF9.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  4. ^ Relazione illustrativa del Piano particolareggiato "Litorale sud", Arona, 2010, pp. 25-26. Consultabile sul sito del Comune di Arona.
  5. ^ Scheda sui resti archeologici del Parco naturale dei Lagoni di Mercurago.
  6. ^ Statistiche I.Stat ISTAT  URL consultato in data 28-12-2012.
  7. ^ http://www.navigazionelaghi.it/ita/m_contatti.html

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • AA.VV. - Il Piemonte paese per Paese - Ed.Bonechi - Firenze - 1993
  • Antonio di Campli, a cura di, "Arona, strategie e pratiche del progetto urbanistico" Franco Angeli, Milano, 2009

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