Lago Maggiore

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Coordinate: 45°57′N 8°38′E / 45.95°N 8.633333°E45.95; 8.633333

Lago Maggiore
LagoMaggiore.jpg
Stati Italia Italia
Svizzera Svizzera
Regioni Piemonte Piemonte
Lombardia Lombardia
Ticino Ticino (CH)
Province Novara Novara
Verbano-Cusio-Ossola Verbano-Cusio-Ossola
Varese Varese
Locarno-coat of arms.svg: Distretto di Locarno
Altitudine 193 m s.l.m.
Dimensioni
Superficie 212 km²
Lunghezza 64.37 km
Profondità massima 370 m
Volume 37 km³
Idrografia
Bacino idrografico 6.599 km²
Immissari principali Ticino, Maggia, Toce, Tresa
Emissari principali Ticino
Lago Maggiore-Mappa.png

Il Lago Maggiore o Verbano (Lagh Magior in piemontese, Lach Magiur in lombardo) è un lago prealpino di origine fluvioglaciale, il secondo per superficie in Italia. Il suo nome "Maggiore" deriva dal fatto che un tempo si riteneva il più esteso dei laghi prealpini.

Le sue rive sono condivise tra Svizzera (Canton Ticino) e Italia (province di Verbano-Cusio-Ossola, Novara, Varese).

È il 2° lago d'Italia per superficie (dopo il lago di Garda) e per profondità (dopo il lago di Como).

Morfologia[modifica | modifica sorgente]

Il lago visto da sopra Brissago (Svizzera)

Il Lago Maggiore si trova ad un'altezza di circa 193 m s.l.m., la sua superficie è di 212 km² di cui circa l'80% è situata in territorio italiano e il rimanente 20% in territorio svizzero. Ha un perimetro di 170 km e una lunghezza di 64,37 km (la maggiore tra i laghi italiani); la larghezza massima è di 10 km e quella media di 3,9 km. Il volume d'acqua contenuto è pari a 37,5 miliardi di m³ di acqua con un tempo teorico di ricambio pari a circa 4 anni[1]. Il bacino idrografico è molto vasto, pari a circa 6.599 km² divisi quasi equamente tra Italia e Svizzera (il rapporto tra la superficie del bacino e quella del lago è pari 31,1). La massima altitudine del bacino imbrifero è Punta Dufour nel massiccio del Monte Rosa (4.633 m s.l.m.) quella media è invece di 1.270 m s.l. Il bacino è caratterizzato dall'esistenza di una trentina di invasi artificiali con una raccolta di circa 600 milioni di m³ di acqua, se rilasciati in modo contemporaneo eleverebbero il livello del lago di circa 2,5 m. La massima profondità è di circa 370m (nella criptodepressione tra Ghiffa e Porto Valtravaglia che risulta quindi di 177m).

Gli immissari maggiori sono il Ticino, la Maggia, il Toce (che riceve le acque del torrente Strona e quindi del lago d'Orta[2]) e la Tresa (a sua volta emissario del lago di Lugano e alimentata dal Margorabbia). I tributari maggiori hanno un andamento di deflusso diverso, mentre Ticino e Toce che hanno un bacino imbrifero ad alte quote raggiungono un flusso massimo nel periodo compreso fra maggio e ottobre in coincidenza allo scioglimento di nevi e ghiacciai, gli altri tributari hanno un andamento fortemente influenzato dalle precipitazioni. Immissari minori sono i torrenti Verzasca, Cannobino, San Bernardino, San Giovanni, Giona e Boesio. L'unico emissario è il Ticino che fluisce dal lago a Sesto Calende.

Immissari[modifica | modifica sorgente]

Geologia[modifica | modifica sorgente]

L'origine del Lago Maggiore è in parte glaciale, ne è testimone la disposizione delle colline formate da depositi morenici di natura glaciale, ma è accertato che l'escavazione glaciale è avvenuta su una preesistente valle fluviale, il profilo del lago ha infatti la tipica forma a V delle valli fluviali.

Come materiale da costruzione è stato molto utilizzato in passato il granito rosa di Baveno.

Sono peraltro conosciuti gli usi costruttivi antichi della pietra d'Angera (utilizzata ad esempio nell'antichità classica, e nel periodo medioevale), mentre le cave di calcare di Caldè fornirono per lunghissimi secoli la materia prima per la calce con cui vennero innalzati edifici di Lombardia e Piemonte: complice la facilità di trasporto tramite barca, prima sul lago, indi sui navigli milanesi[3].

Clima e statistiche[modifica | modifica sorgente]

Il Lago Maggiore visto da satellite

Il Lago Maggiore è caratterizzato da inverni freddi, ma più miti rispetto all'entroterra, e moderatamente nevosi (con accumuli medi di 10 cm per ogni nevicata e talvolta anche superiori ai 30 cm fino ad un massimo di 50 cm), le estati sono moderatamente calde umide e temporalesche, la temperatura media di gennaio si attesta sui 2 gradi centigradi, con punte di 3 gradi sul versante settentrionale del golfo Borromeo (in virtù della ampia esposizione al sole), le temperature notturne possono scendere sotto lo 0, fino a -10, ma molto raramente scendere sotto tale valore. In estate le temperature medie si attestano attorno ai 22 gradi centigradi, con punte diurne che raramente superano i 32 gradi. Procedendo verso le valli interne le temperature si fanno via via più rigide. La zona è molto piovosa e talvolta, specie nelle stagioni intermedie, possono verificarsi episodi alluvionali. La temperatura delle acque superficiali (fino a 2 metri di profondità) del lago raggiungono punte invernali di 5-6 gradi, mentre in estate si raggiungono mediamente i 22-24 gradi.

Alcune statistiche sul Lago Maggiore.[4] Da notare che nei periodi di magra il livello dell'acqua fra Locarno e Sesto Calende può variare di 1 cm, mentre durante le piene fino a 30 cm.[4]

Superficie 208 km² a 193.00 metri
212 km² a 193.20 metri
231 km² a 197.00 metri
254 km² a 200.00 metri
Volume 37 km³ a 193.20 metri
Bacino imbrifero 6562 km²
Apporto d'acqua 0.65 km³ di acqua ogni 100 mm di precipitazioni
Livello medio massimo 193.80 metri
Livello medio minimo 193.20 metri
Livello di guardia 195.00 metri
Livello di inizio danni 195.50 metri
Livello minimo 192.00 m (soglia della diga)
Crescita media con alluvione 120 cm ogni 24 h
Crescita massima media 144 cm ogni 24 h (3600 m³ al s)
Crescita estrema 165 cm ogni 24 h, 9 cm ogni h (24 settembre 1993)
Calo medio 20–25 cm ogni 24 h (560 m³/s)

Isole[modifica | modifica sorgente]

Nel lago Maggiore sono presenti molte isole grandi, piccole o minuscole, divise tra le 8 del Piemonte, le 2 della Svizzera e l'unica in Lombardia, per un totale di 11.

Fra Stresa e Verbania si trova l'arcipelago delle Isole Borromee: l'Isola Madre (la più estesa del bacino lacustre), l'Isola Bella e l'Isola Superiore dei Pescatori (nota anche più semplicemente come Isola dei Pescatori o Isola Superiore)

Di fronte alla località svizzera di Brissago si trovano le due Isole di Brissago.

Di fronte alla costa di Cannero Riviera si trovano invece i tre scogli emersi detti Castelli di Cannero: lo scoglio maggiore, totalmente occupato oggidì dal manufatto bellico della Vitaliana, rocca voluta dal conte Ludovico Borromeo a partire dal 1518, lo scoglio minore, su cui si ergono i ruderi delle cosiddette "prigioni", ma in effetti una torricella avanzata con cannoniera a falconetti di presidio meridionale al porto canale, e finalmente lo scoglietto (verso Maccagno) del "Melgonaro", su cui cresce solo una stenta ma tenace pianta che ha affascinato poeti e incisori quali Piero Chiara, Marco Costantini, Carlo Rapp.

Vanno infine citati, l'Isolino di San Giovanni di fronte a Verbania (famoso perché fu per molti anni residenza, nel seicentesco Palazzo Borromeo, del direttore d'orchestra Arturo Toscanini), l'isolotto La Malghera detto anche Isola delle Bambole, tra l'Isola Bella e quella dei Pescatori e quindi l'Isolino Partegora nel piccolo golfo di Angera.

Vista del lago Maggiore dal Mottarone

Flora[modifica | modifica sorgente]

Per definire la flora del Lago Maggiore si usa spesso il termine improprio di flora insubrica. La flora è fortemente influenzata dal bacino lacustre e che ha permesso la proliferazione di piante tipicamente mediterranee e anche di piante originarie delle zone atlantiche favorite dalla composizione del terreno e dall'abbondanza di rocce silicee. Vi crescono limoni, olivi e l'alloro. Prosperano le acidofile, camelie, azalee, rododendri e magnolie che si possono ammirare nei numerosi e splendidi giardini che si susseguono sulla costa piemontese. La vegetazione spontanea è composta da tassi, gli agrifogli e i castagni sulle colline circostanti.

A Verbania vi è il giardino botanico Villa Taranto. A Stresa fraz. Alpino vi è il giardino botanico Alpinia.

La navigazione sul Lago Maggiore[modifica | modifica sorgente]

Impresa di Navigazione Lago Maggiore 1885
Angelo Morbelli, 1915: Battello sul Lago Maggiore
I piroscafo Genova (a sinistra) e Regina Madre a Luino.

Nel Museo dell'Isola Bella è conservata una piroga preistorica ritrovata nei pressi di Ispra nell'800,a testimonianza della lunga ininterrotta storia della navigazione locale,proseguita poi nei secoli più recenti con il trasporto dei blocchi lapidei e la fluitazione dei legnami.

La navigazione di linea sul lago ha origini molto antiche: già nel 1825 si costituì l'"Impresa Lombardo-Sardo-Ticinese" per la navigazione sulle sue acque e nel 1826 il primo piroscafo, il Verbano, già solcava le acque del lago. Nel 1853 iniziò il servizio anche una seconda società, il "Lloyd Austriaco", con il piroscafo Taxis. L'"Impresa Lombardo-Sardo-Ticinese" fallì nel 1853 e vendette i piroscafi al governo del Regno di Sardegna. Durante la seconda guerra di indipendenza (1859) i piroscafi vennero armati e vi furono anche scontri (l'austriaco Radetzky venne seriamente danneggiato dalle popolazioni insorte) e infine trovarono riparo nelle acque neutrali svizzere. Il "Lloyd Austriaco", fallito, vendette i suoi tre bastimenti al governo svizzero che li cedette al governo sardo.

Nel 1867 la proprietà dei battelli passò alla neonata impresa "Innocente Mangili" di Milano, che a partire dal 1876 fino al 1909, nel corso della Belle Époque, mise in servizio ben otto grandi battelli salone a ruote e, fino al 1914, cinque a elica. Nel 1896 la Regia Guardia di Finanza stanziò una flottiglia di piccole torpediniere a Cannobio; quello stesso anno una di esse, la Locusta, affondò in una tempesta con tutto l'equipaggio.

Durante la prima guerra mondiale la società Mangili fallì e i battelli vennero gestiti dal governo con risultati disastrosi; nel 1923 passarono infine alla "Società Subalpina Imprese Ferroviarie", che attuò un drastico rinnovo della flotta: vennero demoliti tutti i piroscafi maggiori tranne sei (tre a ruote e tre a elica), altri due vennero riattrezzati con motore diesel e vennero costruite dieci nuove motonavi; nel 1929 iniziò il servizio di trasporto autoveicoli con il traghetto San Cristoforo, ottenuto dalla trasformazione di un barcone, e quattro anni più tardi entrò in servizio un secondo San Cristoforo, la prima vera nave traghetto dei laghi italiani. Nel 1938 le Ferrovie Regionali Ticinesi aprirono il servizio sul bacino svizzero.

La seconda guerra mondiale portò lutti e danni: gli attacchi aerei alleati affondarono, tra il 25 settembre ed il 26 settembre 1944, i piroscafi Genova, Milano e Torino. Nei primi due casi ci furono rispettivamente 34 e 26 morti. In altri attacchi furono danneggiate le motonavi Monfalcone e Magnolia. Il 16 aprile 1948[5] la gestione delle imbarcazioni passò alla Gestione commissariale governativa, che costruì diverse nuove navi (il primo aliscafo prese servizio nel 1953); nel 1956 acquistò la flottiglia svizzera.

Attualmente la flotta passeggeri della Navigazione Lago Maggiore, la più grande dei laghi italiani, si compone di oltre trenta unità tra piroscafi, motonavi, traghetti, catamarani, aliscafi e motoscafi. Tuttora la flotta continua ad ampliarsi, infatti si aspettano una motonave da 460 passeggeri (varata a dicembre 2013), e un traghetto che sostituirà l'ormai demolito San Gottardo. Sopravvivono ancora oggi cinque battelli storici:

  • Il piroscafo salone a ruote Piemonte, costruito nel 1904 con il nome di Regina Madre e ribattezzato nel 1943, rimodernato nel 1961-1965 e tuttora in servizio (seppur la NLM lo utilizzi esclusivamente per noleggi);
  • Il piroscafo salone a ruote Lombardia, costruito nel 1908 e messo in disarmo nel 1958, ancorato dal 1969 come bar-ristorante ad Arona e relativamente in buono stato di conservazione (le strutture originali, in parte nascoste da altre fittizie, sono intatte);
  • La motonave a elica Torino, costruita nel 1913 come piroscafo mezzo salone a elica, affondata nel 1944, recuperata e ricostruita come motonave nel 1945 e rimodernata nel 1969. Ha perso praticamente del tutto l'aspetto del piroscafo, assumendo il profilo delle motonavi anni cinquanta;
  • La motonave a elica Fior d'Arancio, costruita nel 1924, rimodernata negli anni settanta e convertita negli anni ottanta in battello di servizio
  • La motonave a elica Azalea (gemella della Fior d'Arancio), costruita nel 1924, rimodernata negli anni settanta, successivamente posta fuori servizio, venduta e usata come sede da una società di noleggio imbarcazioni presso Belgirate, in buono stato.

Piroscafi a ruote[modifica | modifica sorgente]

  • Verbano (I) (1826-1842)
  • San Carlo (1842-1870)
  • Verbano (II) (1844-?)[6]
  • Verbano (III) (1845?)[7]
  • Taxis (1853-1950)[8]
  • Benedek (1853-1896)[9]
  • Radetzky (1853)[10]
  • San Gottardo (1855-1918)[11]
  • San Bernardino (1855-?)[12]
  • Lucmagno (1855-1914)[13]
  • Verbano (IV) (1876-1918)
  • Eridano (1883-?)[14]
  • Italia (1888-?)[14]
  • Elvezia (1890-?)[14]
  • Sempione (1896-1933)
  • Francia (1903-?)[15]
  • Regina Madre (1904)[16]
  • Lombardia (1908)[17]

Motonavi[modifica | modifica sorgente]

  • Dovia (1923-?)[18]
  • Racconigi (1923-?)[19]
  • Airolo (1923-?)
  • Monfalcone (1923-?)
  • Legnano (1923-?)
  • Fior d'Arancio (1923)[20]
  • Camelia (1923-?)[21]
  • Azalea (1923)[22]
  • Magnolia (1923-?)[21]
  • Mimosa (1925-?)
  • Fortuna (1938-2006)
  • Delfino (1950)
  • Milano (1952)
  • Genova (1952)[23]
  • Roma (1957)[24]
  • Venezia (1962)[25]
  • Italia (1965)
  • Helvetia (1965)
  • Alpino (1972)
  • Cerbiatto (1973)
  • Camoscio (1973)
  • Stambecco (1973)
  • Capriolo (1974)
  • Daino (1974)
  • Airone (2007)[26]
  • Cicogna (2008)[27]
  • Antares (2009)[28]
  • Albatros (2011)
  • Pellicano (2011)

Piroscafi a elica[modifica | modifica sorgente]

  • Paleocapa (1869-1929)[29]
  • Como (1908-?)
  • Novara (1908-?)
  • Milano (1912-1944)[30]
  • Torino (1913)[31]
  • Genova (1914-1944)[30]

Motoscafi[modifica | modifica sorgente]

  • Traviata (1928-?)[32]
  • Rana
  • Gabbiano (I)
  • Ibis (1950-?)[33]
  • Albatro (1950-?)[33]
  • Cigno (I) (1950-?)[33]
  • Gabbiano (II) (1950)[34]
  • Rondine (1950)[35]
  • San Giulio (1950)[36]
  • Cigno (II) (1963)[37]
  • San Biagio (1961-2007)[38]
  • Gabbiano (III) (1961-?)[39]
  • Isole di Brissago[40]

Traghetti[modifica | modifica sorgente]

  • San Cristoforo (I) (1890-1933?)[41]
  • San Cristoforo (II) (1933-1999)[42]
  • San Carlo (1952)
  • San Gottardo (1957-2008)
  • San Bernardino (1962)
  • San Cristoforo (1965)
  • Sempione (1976)
  • Verbania (1986)[43]
  • Ticino (1996)

Piroscafi merci[modifica | modifica sorgente]

  • Forte
  • Utile

Aliscafi[modifica | modifica sorgente]

  • Freccia dell'Oro (1953-?)[44]
  • Freccia del Verbano (1964-?)[33]
  • Freccia del Ticino (1968-2003)[45]
  • Freccia delle Camelie (1974-2003)[46]
  • Freccia delle Ortensie (1974-2003)[47]
  • Freccia delle Magnolie (1976)[48]
  • Freccia dei Giardini (1981)
  • Enrico Fermi (1984)
  • Lord Byron (1990)[49]

Catamarani[modifica | modifica sorgente]

  • Stendhal (1990)
  • Foscolo (1990)
  • Carducci (1990)
  • Leopardi (2003)
  • Pascoli (2003)

Fauna[modifica | modifica sorgente]

Nel lago vivono due specie di coregoni, la bondella e, meno diffuso, il lavarello. Entrambi vivono in acque profonde e vengono a riva solo durante la fregola nei primi di dicembre. Vi si trovano inoltre l'agone, il pesce persico, il luccio, il cavedano, la bottatrice, le anguille e le alborelle.

Il lago ospita diverse specie di uccelli acquatici nidificanti, inoltre rappresenta un importante corridoio, luogo di sosta e alimentazione per le migrazioni. Ad esempio:smergo maggiore, cigno reale, svassi, gabbiani, cormorani, anatre[50].

Alba sul lago Maggiore

Venti[modifica | modifica sorgente]

Come tutti i laghi prealpini, il lago Maggiore viene percorso, soprattutto nella bella stagione, da due tipi di venti prevalenti, uno che spira al mattino dalle montagne verso la pianura (detto moscendrino in quanto proveniente dal Passo del Monte Ceneri, a volte tramontana) ed un venticello che spira dalla pianura alla montagna soprattutto durante il pomeriggio (detto inverna). Questi venti costanti fanno dei laghi prealpini un ottimo campo dove adoperarsi in sport che usano appunto il vento, come la vela e il windsurf. Il lago Maggiore ha dei punti particolari, soprattutto nella parte alta, dove le montagne si stringono a formare una stretta valle in cui questi venti spirano molto forti.

Ci sono poi altri venti tipici di questo lago come l'invernone, che spira da sud-ovest e porta in genere tempesta, il maggiore, che viene da nord-est ed è molto pericoloso in quanto agita parecchio il lago, il valmaggino che spira leggermente dalle valli dietro Locarno, il mergozzo, che spira soprattutto di notte, da nord-ovest.[51]

Storia[modifica | modifica sorgente]

Lago Maggiore visto da Ascona

I reperti e le prove rinvenuti ci dicono che a seguito della creazione vera e propria del lago, con il ritiro completo dei ghiacci, la zona circostante fu abitata da gruppi nomadi, che utilizzarono il territorio prevalentemente come luogo per la caccia e approvvigionamenti.

Nel periodo storico del calcolitico si ha la costruzione dei primi nuclei abitativi negli immediati pressi del lago e da quel momento si avrà un lento consolidarsi di gruppi sedentari di abitanti.

La zona venne controllata nei periodi successivi dai Liguri che avanzarono fino ad alcune zone dell'attuale Lombardia, per poi essere nuovamente respinti fino ai loro confini occidentali dalla discesa dei Celti nella penisola italiana, probabilmente la popolazione dei Galli Taurini.

I Galli ebbero quindi la supremazia sul territorio lacustre fino all'avanzare dei Romani che ricondussero le zone Piemontesi e Lombarde a province dell'impero. Il "Verbanus Lacus" (nome donatogli dai Romani, dal quale probabilmente deriverà poi la nomenclatura lago Verbano) o "Lacus Maximus" (altro nome attribuitogli addirittura da Virgilio) resterà in mano saldamente all'impero romano fino alle scorribande dei popoli nordici e le invasioni barbariche, che frammenteranno l'unità creata dal controllo Romano portando il caos e la divisione su tutto il territorio.

Per arrivare a un periodo di rinascita delle città sul lago bisognerà attendere il Medioevo, il quale porterà alla creazione di borghi, castelli e in generale un esempio ben differente di fisionomia dei luoghi abitati.
In questo periodo la zona attorno al lago, così come numerosi territori nei dintorni di Milano, passò fra le mani di diverse famiglie come i Della Torre, i Visconti, la casa regnante degli Asburgo dal 1713 e in particolare la famiglia Borromeo, la quale ebbe un'enorme influenza per lunghissimi anni sul lago Maggiore, partendo dall'acquisizione del feudo di Arona nel 1445; altri casati nobiliari legati sin dal Medioevo al territorio furono i Besozzi, i Sessa, i Luini e i Capitanei di Locarno.

Esondazioni[modifica | modifica sorgente]

Le esondazioni del Lago Maggiore che hanno superato quota 196.00 metri s.l.m.[52] Da notare che la lista non contiene tutti gli eventi risalenti prima del XIX secolo. Il livello raggiunto dall'acqua è attendibile a partire dal 1868.

Anno Livello (m)
1178 Circa 10 metri oltre il livello "normale"
1640 198.82
1706 199.03
1755 197.77
1777 198.57
1792 197.67
1807 199.28
1829 197.15
1834 197.30
1840 197.78
1846 197.08
1846 197.24
1855 197.22
1868, 4 ottobre 200.23
1872, 22 maggio 197.32
1889, 30 ottobre 196.56
1891 196.20
1892 196.10
1896 196.40
1897 195.70
1900, 28 agosto 196.40
1907, 18 ottobre 197.21
Anno Livello (m)
1917 196.20
1918 196.30
1920, 25 settembre 196.40
1926 196.50
1926 196.60
1928, 2 novembre 196.81
1939 196.23
1940 195.84
1942 196.21
1951, 13 novembre 196.60
1951, 22 novembre 196.55
1963, 8 novembre 196.18
1968, 5 novembre 196.35
1977, 5 maggio 196.44
1977, 10 ottobre 196.34
1979, 17 ottobre 196.60
1981, 28 settembre 196.82
1983, 23 maggio 196.29
1986, 25 aprile 196.02
1993, 14 ottobre 197.24
2000, 17 ottobre 197.55
2002, 17 novembre 196.25
2002, 20 novembre 196.27


I luoghi[modifica | modifica sorgente]

« Scoglio cinto dal più bel lago d'Italia! »
(Giuseppe Jappelli, parlando dell'Isola Madre, 1815[53])
« Se hai un cuore e una camicia, vendi la camicia e visita i dintorni del Lago Maggiore »
(Stendhal)

I castelli sul Lago Maggiore[modifica | modifica sorgente]

Le ville[modifica | modifica sorgente]

Alcune delle più belle ville costruite attorno al Lago:

Giardini e parchi antropici[modifica | modifica sorgente]

« L'Isola Madre, paradiso terrestre. Alberi dalle foglie dorate che il sole ha indorato. »
(Gustave Flaubert, parlando dei giardini dell'Isola Madre, 1845)
Vista della fontana nel giardino botanico di Villa Taranto

Aree protette e parchi naturalistici[modifica | modifica sorgente]

I musei[modifica | modifica sorgente]

Alcuni tra i più importanti musei del territorio:

Altri luoghi di interesse[modifica | modifica sorgente]

Eremo di Santa Caterina del Sasso a Leggiuno[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Eremo di Santa Caterina del Sasso.
L'eremo di Santa Caterina del Sasso.

Situato nel comune di Leggiuno, sulla sponda lombarda, si trova l'Eremo di Santa Caterina del Sasso, un monastero costruito sulla costa rocciosa, raggiungibile tramite la scalinata che risale dal lago o scende dal sovrastante parcheggio.

Il complesso monastico è composto da tre edifici e risale al XII secolo, con aggiunte più recenti del XIX secolo. In tempi più recenti è stato sottoposto a restauro, terminato nel 1986. Di proprietà della provincia di Varese, è affidato per la custodia a una comunità di domenicani.

Il Sacro Monte di Ghiffa[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Sacro Monte di Ghiffa.

Posto lungo le pendici boscose del monte Cargiago, il Sacro Monte di Ghiffa si trova in una splendida posizione panoramica con una stupenda vista sul Lago Maggiore. Nel 2003 questo straordinario complesso monumentale è stato inserito dall'UNESCO nella Lista del Patrimonio Mondiale insieme ad altri sei Sacri Monti piemontesi.

Il Santuario della Madonna del Sasso[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Santuario della Madonna del Sasso (Orselina).

Il santuario della Madonna del Sasso, risalente al tardo Quattrocento, si trova a 370 m s.l.m. nel territorio di Orselina. Del complesso fanno parte una chiesa intitolata all'Annunciazione, alcune cappelle sulla strada di accesso, una via crucis scandita da edicole, una scalinata, quattro cappelle dedicate alla Pietà, al Compianto sul Cristo morto, all'Ultima cena e allo Spirito santo, una croce votiva e la chiesa di Santa Maria Assunta.

Il colosso di San Carlo Borromeo[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Colosso di San Carlo Borromeo.

Situato sul sacro monte di San Carlo ad Arona, Il colosso (chiamato comunemente "Sancarlone") si presenta come una delle statue dalle maggiori dimensioni del mondo, arrivando a misurare più di 35 metri d'altezza. La statua raffigura il cardinale san Carlo Borromeo.

Il Mottarone[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Mottarone.

Il Mottarone, conosciuto anche come "Montagna dei due laghi" per la sua particolare posizione tra Lago d'Orta e Lago Maggiore, è il più alto rilievo del Vergante. Dalla sua vetta, che in inverno si trasforma in una frequentata stazione sciistica si gode uno dei più bei panorami sulle Alpi centro occidentali, sulla Pianura lombardo-piemontese e su sette laghi (Maggiore, Orta, Mergozzo, Varese, Comabbio, Monate e Biandronno).

L'Astrovia di Locarno[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Astrovia (Locarno).

Situata a Locarno, cittadina Svizzera del Canton Ticino, l'Astrovia (o sentiero planetario) è una fedele riproduzione in scala del sistema solare che si svolge per una lunghezza di circa 6 km partendo dalla foce del fiume Maggia fino ad arrivare al Comune di Tegna. I modelli sono oggi in gran parte rovinati dai vandali.

Località[modifica | modifica sorgente]

Centri di ricerca[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Scheda dell'Istituto per lo studio degli ecosistemi del CNR
  2. ^ L'emissario del lago d'Orta, il Nigoglia, è un affluente dello Strona
  3. ^ Magazzeno Storico Verbanese
  4. ^ a b Dati presi dal libro: 2000, il Locarnese sott'acqua, di Francesco Del Priore e Teresio Valsesia, Armando Dadò Editore, 2000
  5. ^ Francesco Ogliari, Franco Sapi, Stiffelius e berretto rosso. Storia dei trasporti italiani vol. 4, a cura degli autori, Milano, 1964, p. 332
  6. ^ distrutto da un incendio
  7. ^ trasferito nel 1862 sul Lago di Garda e ribattezzato Benaco
  8. ^ ribattezzato Ticino e rimodernato nel 1860, trasformato in motonave a elica nel 1925 e ribattezzato Alpino, demolito nel 1950
  9. ^ ribattezzato Sempione nel 1862
  10. ^ ribattezzato Elvezia nel 1862, trasferito sul Lago di Garda e ribattezzato Sirmione nel 1866
  11. ^ rimodernato nel 1870
  12. ^ rimodernato negli anni settanta del XIX secolo, demolito probabilmente tra il 1918 ed il 1930
  13. ^ rimodernato negli anni settanta del XIX secolo
  14. ^ a b c demolito negli anni venti/trenta del XX secolo
  15. ^ ribattezzato Italia nel 1943, disarmato e venduto nel 1961, successivamente demolito
  16. ^ ribattezzato Piemonte nel 1943, rimodernato nel 1961-1965, in servizio
  17. ^ posto in disarmo e venduto nel 1958, ormeggiato ad Arona come discoteca
  18. ^ poi Verbania (dal 1943)
  19. ^ poi Arona (dal 1943)
  20. ^ rimodernata negli anni sessanta, ora usata come battello cantiere
  21. ^ a b rimodernata negli anni sessanta
  22. ^ rimodernata negli anni '60, ora ormeggiata a Belgirate
  23. ^ disarmata nel 1985,ora ormeggiata a Locarno come ristorante e ribattezzata come motonave Balena
  24. ^ In servizio nella tratta Intra - Stresa - Intra. Rimodernata nell'anno 2013 e anche una volta negli anni settanta/novanta. Gemella della motonave Venezia. Informazioni sulla quale potrete vedere sotto
  25. ^ In servizio nella stessa tratta della motonave Roma essendo la sua gemella. Sono tutte e due munite di un piano coperto e un altro panoramico sulle isole Borromee. Informazioni sulla gemella cioè sulla motonave Roma sono pubblicate sopre
  26. ^ E la M./ n. Più piccola su tutto il lago Maggiore, insieme alla sua gemella M./n. Cicogna (qui sotto). Ha circa 100 posti, 80 al coperto e 20 all'esterno
  27. ^ gemella della M./ n. Airone, ma costruita un anno più tardi
  28. ^ inaugurata ad Arona nel 2011, dopo di che entrata in servizio sul lago Maggiore. Adesso negli orari estivi effettua servizio nella tratta Intra - Stresa - Intra (isole Borromee incluse), mentre nell'orario autunnale nella tratta Arona - Intra - Arona (isole Borromee incluse). Nell'orario invernale si riposa nel porto di Arona
  29. ^ Trasformato in motoscafo e ribattezzato Gabbiano nel 1925, demolito nel 1929
  30. ^ a b Affondato da attacco aereo nel 1944
  31. ^ Affondato da attacco aereo nel 1944, recuperato e radicalmente ricostruito come motonave nel 1950, in servizio
  32. ^ Ribattezzato San Giuliano negli anni cinquanta
  33. ^ a b c d Demolito negli anni novanta
  34. ^ Trasferito sul Lago di Como nel 1952
  35. ^ Trasferito sul Lago di Como nel 1952
  36. ^ In origine Carducci, in servizio sul Lago di Garda; trasferito nel 1961 sul lago d'Orta e ribattezzato San Giulio, poi sul lago Maggiore, infine di nuovo sul Lago di Garda dove è attualmente adibito a servizi interni
  37. ^ In origine in servizio sul Lago d'Iseo, poi trasferito sul Lago Maggiore
  38. ^ Ex Roma in servizio sul Po, poi trasferito sul Lago di Garda e ribattezzato San Biagio, poi (primi anni ottanta) trasferito sul lago Maggiore
  39. ^ Ex Firenze in servizio sul Po, poi trasferito sul Lago Maggiore e ribattezzato Gabbiano, impiegato per la sperimentazione della propulsione a idrogeno, demolito intorno al 2000
  40. ^ In origine Caprino di proprietà privata, acquistato nel 1992 dalla NLM e ribattezzato Isole di Brissago
  41. ^ Ex motogabarra San Leonardo adattata nel 1929 a trasportare autoveicoli
  42. ^ Prima vera nave traghetto dei laghi italiani. Disarmata negli anni '60, fu venduta a privati e ormeggiata a Feriolo come negozio; abbandonata, affondò nel 1999 e il relitto è stato demolito nel 2005
  43. ^ Adesso è usata sul lago Maggiore come motonave più grande, con ristorante a bordo. Totale 1100 posti, tra cui circa 400 nel ristorante. Tratta estiva/autunnale Arona - Locarno - Arona. Pranzo e cena a bordo.
  44. ^ primo aliscafo dei laghi italiani, effettuò solo servizio sperimentale
  45. ^ Disarmato e abbandonato ad Arona negli anni novanta, affondato nel 2001, poi recuperato e demolito
  46. ^ Disarmato e abbandonato ad Arona negli anni novanta, affondato nel 2001, poi recuperato e demolito
  47. ^ In origine Freccia del Benaco in servizio sul lago di Garda, trasferito sul Lago Maggiore nel 1994, disarmato e abbandonato ad Arona negli anni novanta, affondato nel 2001, poi recuperato e demolito
  48. ^ Disarmato e abbandonato ad Arona negli anni novanta, venduto nel 2004, abbandonato nei pressi di Lisanza
  49. ^ Era stato impiegato fino al 2008 compreso nella tratta Arona - Locarno - Arona. Rimasta nel porto di Arona fino il 2013. Dove negli orari estivi e autunnali venne usata nelle tratte Arona - Stresa - isole Borromee e Arona - Locarno - Arona. Adesso si riposa ad Arona fino all'orario estivo del 2014
  50. ^ lagomaggiorelife» Vuoi conoscere il Lago Maggiore? » NUMEROSI UCCELLI ACQUATICI SUL LAGO MAGGIORE
  51. ^ Emanuele Bolla, Un tuffo negli anni 50
  52. ^ Dati presi dal libro: Francesco del Priore, Teresio Valsesia; 2000, il Locarnese sott'acqua; Armando Dadò Editore, 2000
  53. ^ Capolavoro del ' 700 sull' Isola Madre sul Corriere della Sera
  54. ^ a b c d Borromeo Turismo I Borromeo
  55. ^ a b Treeoflife - apertura
  56. ^ a b http://www.villataranto.it/home.htm
  57. ^ :: Giardino Alpinia Stresa Mottarone:: Alpinia Garden Stresa-Mottarone
  58. ^ Parco Nazionale Val Grande
  59. ^ a b c d : Parco del ticino e del lago Maggiore - Le aree protette del Ticino e del Lago Maggiore:
  60. ^ Fondazione Bolle di Magadino
  61. ^ Città con il collegamento traghetto Intra-Laveno, Laveno-Intra ogni 20-30 minuti circa
  62. ^ home
  63. ^ CNR
  64. ^ Laboratori di Ricerca di Ispra — it
  65. ^ Tecnoparco del Lago Maggiore

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Joseph Epper, Contributo all'idrografia del Lago Maggiore, Locarno 1902.
  • Renzo Boccardi, Il Lago Maggiore, Istituto italiano d'arti grafiche, 1931.
  • Emanuele Bolla, Un tuffo negli anni '50.
  • Franco Vercelotti (a cura di), Elogio del lago Maggiore, Banca popolare, Intra 1973.
  • Giampaolo Dossena, I Laghi della Lombardia: Immagini del XIX Secolo Dagli Archivi Alinari, Alinari, 1985.
  • Francesco Del Priore, Teresio Valsesia, 2000, il Locarnese sott'acqua, Armando Dadò Editore, 2000.
  • Ettore Grimaldi, I pesci del la Maggiore e degli altri grandi laghi prealpini Orta Lugano Como Iseo Garda, Alberti, Verbania 2001.
  • Renata Lodari, Giardini e ville del Lago Maggiore: un paesaggio culturale tra Ottocento e Novecento, Centro studi piemontesi, 2002.
  • Navigazione Lago Maggiore e centenario del piroscafo Piemonte, Andrea Lazzarini editore, 2006.

Filmografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]