Lago Maggiore

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Coordinate: 45°57′N 8°38′E / 45.95, 8.633

Lago Maggiore
Nazioni bandiera Italia
bandiera Svizzera
Regione Lombardia
Piemonte
Ticino (CH)
Provincia stemma Varese
stemma Novara
stemma Verbano-Cusio-Ossola
Ticino: Distretto di Locarno
Dimensioni
Superficie 212 km²
Profondità massima 370 m
Bacino imbrifero 6,599 km²
Immissari principali Ticino, Maggia, Toce, Tresa
Emissari principali Ticino
Mappa del lago
« Se hai un cuore e una camicia, vendi la camicia e visita i dintorni del Lago Maggiore »

Il lago Maggiore o Verbano (indicato anche come lago di Locarno, Lach Magiur in lombardo occidentale) è un lago prealpino di origine glaciale, il secondo in Italia come superficie.

Le sue rive sono condivise tra Svizzera (Canton Ticino) e Italia (province di Varese, Verbano-Cusio-Ossola e Novara).

Indice

[modifica] Morfologia

Il lago visto da sopra Brissago (Svizzera)

Il lago Maggiore si trova ad un'altezza di circa 193 m s.l.m., la sua superficie è di 212 km² di cui circa l'80% è situata in territorio italiano e il rimanente 20% in territorio svizzero.
Ha un perimetro di 170 km e una lunghezza di 54 km (la maggiore tra i laghi italiani); la larghezza massima è di 10 km e quella media di 3,9 km. Il volume d'acqua contenuto è pari a 37,5 miliardi di m³ di acqua con un tempo teorico di ricambio pari a circa 4 anni [1].

Il bacino imbrifero è molto vasto, pari a circa 6.599 km² divisi quasi equamente tra Italia e Svizzera (il rapporto tra la superficie del bacino e quella del lago è pari 31,1), la massima altitudine di bacino è Punta Dufour nel massiccio del Monte Rosa (4.633 m s.l.m.) quella media è invece di 1.270 m s.l.m.
Il bacino è caratterizzato dall'esistenza di una trentina di invasi artificiali con una raccolta di circa 600 milioni di m³ di acqua, se rilasciati in modo contemporaneo eleverebbero il livello del lago di circa 2,5 m.

La massima profondità è 370 m (nella criptodepressione tra Ghiffa e Porto Valtravaglia).

Gli immissari maggiori sono il Ticino, il Maggia, il Toce (che riceve le acque del torrente Strona e quindi del lago d'Orta[2]) e il Tresa (a sua volta emissario del lago di Lugano), alimentato dal Margorabbia. I tributari maggiori hanno un andamento di deflusso diverso, mentre Ticino e Toce che hanno un bacino imbrifero ad alte quote raggiungono un flusso massimo nel periodo compreso fra maggio e ottobre in coincidenza allo scioglimento di nevi e ghiacciai, gli altri tributari hanno un andamento fortemente influenzato dalle precipitazioni.
Immissari minori sono i torrenti Verzasca, Cannobino, San Bernardino, Giona e Boesio.
L'unico emissario è il Ticino che fluisce dal lago a Sesto Calende.

[modifica] Geologia

L'origine del lago Maggiore è in parte glaciale, ne è testimone la disposizione delle colline formate da depositi morenici di natura glaciale, ma è accertato che l'escavazione glaciale è avvenuta su una preesistente valle fluviale, il profilo del lago ha infatti la tipica forma a V delle valli fluviali.
Come materiale da costruzione è stato molto utilizzato in passato il granito rosa di Baveno.
Sono peraltro conosciuti gli usi costruttivi antichi della pietra d'Angera (utilizzata ad esempio nell'antichità classica, e nel periodo medioevale), mentre le cave di calcare di Caldè fornirono per lunghissimi secoli la materia prima per la calcina con cui vennero innalzati edifici di Lombardia e Piemonte: complice la facilità di trasporto tramite barca, prima sul lago, indi sui navigli milanesi[3].

[modifica] Statistiche

Il lago Maggiore visto da satellite

Alcune statistiche sul lago Verbano.[4] Da notare che nei periodi di magra il livello dell'acqua fra Locarno e Sesto Calende può variare di 1 cm, mentre durante le piene fino a 30 cm.[5]

Superficie 208 km2 a 193.00 m
212 km2 a 193.20 m
231 km2 a 197.00 m
254 km2 a 200.00 m
Volume 37 km3 a 193.20 m
Bacino imbrifero 6562 km2
Apporto d'acqua 0.65 km3 di acqua ogni 100 mm di precipitazioni
Livello medio massimo 193.80 m
Livello medio minimo 193.20 m
Livello di guardia 195.00 m
Livello di inizio danni 195.50 m
Livello minimo 192.00 m (soglia della diga)
Crescita media con alluvione 120 cm ogni 24 h
Crescita massima media 144 cm ogni 24 h (3600 m3 al s)
Crescita estrema 165 cm ogni 24 h, 9 cm ogni h (24 settembre 1993)
Calo medio 20-25 cm ogni 24 h (560 m3/s)

[modifica] Isole

« Per quanto fantastica e meravigliosa possa essere ed è l'Isola Bella, è tuttavia bellissima. »

Nel lago Maggiore sono presenti molte isole grandi, piccole o minuscole, divise tra le 8 del Piemonte, le 2 della Svizzera e l'unica in Lombardia, per un totale di 11.

Fra Stresa e Verbania si trova l'arcipelago delle Isole Borromee: l'Isola Bella, l'Isola Madre e l'Isola dei pescatori nota anche come Isola Superiore.
Di fronte alla località svizzera di Brissago si trovano le due Isole di Brissago.
Di fronte alla costa di Cannero Riviera si trovano invece i tre scogli emersi detti Castelli di Cannero: lo scoglio maggiore, totalmente occupato oggidì dal manufatto bellico della Vitaliana, rocca voluta dal conte Ludovico Borromeo a partire dal 1518, lo scoglio minore, su cui si ergono i ruderi delle cosiddette "prigioni", ma in effetti una torricella avanzata con cannoniera a falconetti di presidio meridionale al porto canale, e finalmente lo scoglietto (verso Maccagno) del "Melgonaro", su cui cresce solo una stenta ma tenace pianta che ha affascinato poeti e incisori quali Piero Chiara, Marco Costantini, Carlo Rapp.
Vanno infine citati, l'Isolino di San Giovanni di fronte a Verbania (famoso perché fu per molti anni residenza, nel seicentesco Palazzo Borromeo, del compositore Arturo Toscanini), l'isolotto La Malghera detto anche Isola delle Bambole, tra l'Isola Bella e quella dei Pescatori e quindi l'Isolino Partegora nel piccolo golfo di Angera.

Vista del lago Maggiore dal Mottarone

[modifica] Flora

Per definire la flora del lago Maggiore si usa spesso il termine improprio di flora insubrica. La flora è fortemente influenzata dal bacino lacustre e che ha permesso la proliferazione di piante tipicamente mediterranee e anche di piante originarie delle zone atlantiche favorite dalla composizione del terreno e dall'abbondanza di rocce silicee. Vi crescono limoni, olivi e l'alloro. Prosperano le acidofile, camelie, azalee, rododendri e magnolie che si possono ammirare nei numerosi e splendidi giardini che si susseguono sulla costa piemontese. La vegetazione spontanea è composta da tassi, gli agrifogli e i castagni sulle colline circostanti.

[modifica] La navigazione sul lago Maggiore

La navigazione di linea sul lago ha origini molto antiche: già nel 1825 si costituì l'"Impresa Lombardo-Sardo-Ticinese" per la navigazione sulle sue acque e nel 1826 il primo piroscafo, il Verbano, già solcava le acque del lago. Nel 1853 iniziò il servizio anche una seconda società, il "Lloyd Austriaco", con il piroscafo Taxis. L'"Impresa Lombardo-Sardo-Ticinese" fallì nel 1853 e vendette i piroscafi al governo del Regno di Sardegna. Durante la seconda guerra di indipendenza (1859) i piroscafi vennero armati e vi furono anche scontri (l'austriaco Radetzky venne seriamente danneggiato dalle popolazioni insorte) e infine trovarono riparo nelle acque neutrali svizzere. Il "Lloyd Austriaco", fallito, vendette i suoi tre bastimenti al governo svizzero che li cedette al governo sardo.

Nel 1867 la proprietà dei battelli passò alla neonata impresa "Innocente Mangilli" di Milano, che a partire dal 1876 fino al 1909, nel corso della belle époque, mise in servizio ben otto grandi battelli salone a ruote e, fino al 1914, cinque a elica. Nel 1896 la Regia Guardia di Finanza stanziò una flottiglia di piccole torpediniere a Cannobio; quello stesso anno una di esse, la Locusta, affondò in una tempesta con tutto l'equipaggio.

Durante la prima guerra mondiale la società Mangilli fallì e i battelli vennero gestiti dal governo con risultati disastrosi; nel 1923 passarono infine alla "Società Subalpina di Imprese Ferroviarie", che attuò un drastico rinnovo della flotta: vennero demoliti tutti i piroscafi maggiori tranne sei (tre a ruote e tre a elica), due vennero riattrezzati con motore diesel e vennero costruite nove nuove motonavi; nel 1933 iniziò il servizio di trasporto autoveicoli con il traghetto San Cristoforo. Nel 1938 le Ferrovie Regionali Ticinesi aprirono il servizio sul bacino svizzero.

La seconda guerra mondiale portò lutti e danni: gli attacchi aerei alleati affondarono, tra il 25 ed il 26 settembre 1944, i piroscafi Genova, Milano e Torino. Nei primi due casi ci furono rispettivamente 32 e 26 morti. Nel dopoguerra la gestione delle imbarcazioni passò alla Gestione Governativa, che costruì diverse nuove navi (il primo aliscafo prese servizio nel 1953); nel 1956 acquistò la flottiglia svizzera.

Attualmente la flotta passeggeri della "Navigazione Lago Maggiore", la più grande dei laghi italiani, si compone di oltre trenta unità tra piroscafi, motonavi, traghetti, catamarani, aliscafi e motoscafi. Sopravvivono ancora oggi cinque battelli storici:

  • Il piroscafo salone a ruote Piemonte, costruito nel 1904 con il nome di Regina Madre e ribattezzato nel 1943, rimodernato nel 1961-1965 e tutt'ora in servizio (seppur la NLM lo utilizzi esclusivamente per noleggi);
  • Il piroscafo salone a ruote Lombardia, costruito nel 1908 e messo in disarmo nel 1958, ancorato dal 1969 come bar-ristorante ad Arona e relativamente in buono stato di conservazione (le strutture originali, in parte nascoste da altre fittizie, sono intatte);
  • La motonave a elica Torino, costruita nel 1913 come piroscafo mezzo salone a elica, affondata nel 1944, recuperata e ricostruita come motonave nel 1945 e rimodernata nel 1969. Ha perso praticamente del tutto l'aspetto del piroscafo, assumendo il profilo delle motonavi anni '50;
  • La motonave a elica Fior d'Arancio, costruita nel 1924, rimodernata negli anni '70 e convertita negli anni '80 in battello di servizio
  • La motonave a elica Azalea (gemella della Fior d'Arancio), costruita nel 1924, rimodernata negli anni '70, successivamente posta fuori servizio, venduta e usata come sede da una società di noleggio imbarcazioni presso Belgirate, in buono stato.

Sono stati 24 i piroscafi passeggeri del Lago Maggiore: Piroscafi a ruote:

  • Verbano (I) (1826-1842)
  • San Carlo (1842-1870)
  • Verbano (II) (1844-?) distrutto da un incendio
  • Verbano (III) (1845?) trasferito nel 1862 sul Lago di Garda e ribattezzato Benaco
  • Taxis (1853-1950) ribattezzato Ticino e rimodernato nel 1860, trasformato in motonave a elica nel 1925 e ribattezzato Alpino, demolito nel 1950
  • Benedek (1853-1896) ribattezzato Sempione nel 1862
  • Radetzky (1853) ribattezzato Elvezia nel 1862, trasferito sul Lago di Garda e ribattezzato Sirmione nel 1866
  • San Gottardo (1855-1918) rimodernato nel 1870
  • San Bernardino (1855-?) rimodernato negli anni '70 del XIX Secolo, demolito probabilmente tra il 1918 ed il 1930
  • Lucmagno (1855-1914) rimodernato negli anni '70 del XIX Secolo
  • Verbano (1876-1918)
  • Eridano (1883-?) demolito negli anni '20/'30 del XX Secolo
  • Italia (1888-?) demolito negli anni '20/'30 del XX Secolo
  • Elvezia (1890-?) demolito negli anni '20/'30 del XX Secolo
  • Sempione (1896-1933)
  • Francia (1903-?) ribattezzato Italia nel 1943, disarmato e venduto nel 1961, successivamente demolito
  • Regina Madre (1904) ribattezzato Piemonte nel 1943, rimodernato nel 1961-1965, in servizio
  • Lombardia (1908) posto in disarmo e venduto nel 1958, ormeggiato ad Arona come discoteca

Piroscafi a elica:

  • Paleocapa (1869-1929) trasformato in motoscafo e ribattezzato Gabbiano nel 1925, demolito nel 1929
  • Como (1908-?)
  • Novara (1908-?)
  • Milano (1912-1944) affondato da attacco aereo
  • Torino (1913) affondato da attacco aereo nel 1944, recuperato e radicalmente ricostruito come motonave nel 1950, in servizio
  • Genova (1914-1944) affondato da attacco aereo

[modifica] Fauna

Nel lago vivono due specie di coregoni, la bondella e, meno diffuso, il lavarello. Entrambi vivono in acque profonde e vengono a riva solo durante la fregola nei primi di dicembre. Vi si trovano inoltre l'agone, il pesce persico, il luccio, il cavedano, la bottatrice, le anguille e le alborelle.

Alba sul lago Maggiore

[modifica] Venti

Come tutti i laghi prealpini, il lago Maggiore viene percorso, soprattutto nella bella stagione, da due tipi di venti prevalenti, uno che spira al mattino dalle montagne verso la pianura (detto moscendrino in quanto proveniente dal Monte Ceneri, a volte tramontana) ed un venticello che spira dalla pianura alla montagna soprattutto durante il pomeriggio (detto inverna). Questi venti costanti fanno dei laghi prealpini un ottimo campo dove adoperarsi in sport che usano appunto il vento, come la vela e il windsurf. Il lago Maggiore ha dei punti particolari, soprattutto nella parte alta, dove le montagne si stringono a formare una stretta valle in cui questi venti spirano molto forti.

Ci sono poi altri venti tipici di questo lago come l'invernone, che spira da sud-ovest e porta in genere tempesta, il maggiore, che viene da nord-est ed è molto pericoloso in quanto agita parecchio il lago, il valmaggino che spira leggermente dalle valli dietro Locarno, il mergozzo, che spira soprattutto di notte, da nord-ovest.[6]

[modifica] Storia

Lago Maggiore visto da Ascona

I reperti e le prove rinvenuti ci dicono che a seguito della creazione vera e propria del lago, con il ritiro completo dei ghiacci, la zona circostante fu abitata da gruppi nomadi, che utilizzarono il territorio prevalentemente come luogo per la caccia e approvvigionamenti.
Nel periodo storico del calcolitico si ha la costruzione dei primi nuclei abitativi negli immediati pressi del lago e da quel momento si avrà un lento consolidarsi di gruppi sedentari di abitanti.

La zona venne controllata nei periodi successivi dai Liguri che avanzarono fino ad alcune zone dell'attuale Lombardia, per poi essere nuovamente respinti fino ai loro confini occidentali dalla discesa dei Celti nella penisola italica, probabilmente la popolazione dei Galli Taurini.
I Galli ebbero quindi la supremazia sul territorio lacustre fino all'avanzare dei Romani che ricondussero le zone Piemontesi e Lombarde a province dell'impero. Il "Verbanus Lacus" (nome donatogli dai Romani, dal quale probabilmente deriverà poi la nomenclatura lago Verbano) o "Lacus Maximus" (altro nome attribuitogli addirittura da Virgilio) resterà in mano saldamente all'impero romano fino alle scorribande dei popoli nordici e le invasioni barbariche, che frammenteranno l'unità creata dal controllo Romano portando il caos e la divisione su tutto il territorio.

Per arrivare a un periodo di rinascita delle città sul lago bisognerà attendere il Medioevo, il quale porterà alla creazione di borghi, castelli e in generale un esempio ben differente di fisionomia dei luoghi abitati.
In questo periodo la zona attorno al lago, così come numerosi territori nei dintorni di Milano, passò fra le mani di diverse famiglie come i Della Torre, i Visconti, la casa regnante degli Asburgo dal 1713 e in particolare la famiglia Borromeo, la quale ebbe un enorme influenza per lunghissimi anni sul lago Verbano, partendo dall'acquisizione del feudo di Arona nel 1445.

[modifica] Esondazioni

Le esondazioni del Verbano che hanno superato quota 196.00 metri s.l.m.[7] Da notare che la lista non contiene tutti gli eventi risalenti prima del XIX secolo. Il livello raggiunto dall'acqua è attendibile a partire dal 1868.

Anno Livello (m)
1178 Circa 10 metri oltre il livello "normale"
1640 198.82
1706 199.03
1755 197.77
1777 198.57
1792 197.67
1807 199.28
1829 197.15
1834 197.30
1840 197.78
1846 197.08
1846 197.24
1855 197.22
1868, 4 ottobre 200.23
1872, 22 maggio 197.32
1889, 30 ottobre 196.56
1891 196.20
1892 196.10
1896 196.40
1897 195.70
1900, 28 agosto 196.40
1907, 18 ottobre 197.21
Anno Livello (m)
1917 196.20
1918 196.30
1920, 25 settembre 196.40
1926 196.50
1926 196.60
1928, 2 novembre 196.81
1939 196.23
1940 195.84
1942 196.21
1951, 13 novembre 196.60
1951, 22 novembre 196.55
1963, 8 novembre 196.18
1968, 5 novembre 196.35
1977, 5 maggio 196.44
1977, 10 ottobre 196.34
1979, 17 ottobre 196.60
1981, 28 settembre 196.82
1983, 23 maggio 196.29
1986, 25 aprile 196.02
1993, 14 ottobre 197.24
2000, 17 ottobre 197.55
2002, 17 novembre 196.25
2002, 20 novembre 196.27

[modifica] I luoghi

« Scoglio cinto dal più bel lago d'Italia! »
[8]

[modifica] I castelli sul Lago Maggiore

[modifica] Le Ville

Alcune delle più belle ville costruite attorno al Lago:

[modifica] Giardini e parchi

« L'Isola Madre, paradiso terrestre. Alberi dalle foglie dorate che il sole ha indorato. »
(Gustave Flaubert, parlando dei giardini dell'Isola Madre, 1845)
Vista della fontana nel giardino botanico di Villa Taranto

[modifica] I musei

Alcuni tra i più importanti musei del territorio:

[modifica] Altri luoghi di interesse

[modifica] Eremo di Santa Caterina del Sasso a Leggiuno

Per approfondire, vedi la voce Eremo di Santa Caterina del Sasso.
L'eremo di Santa Caterina del Sasso.

Situato nel comune di Leggiuno, sulla sponda lombarda, si trova l'Eremo di Santa Caterina del Sasso, un monastero costruito sulla costa rocciosa, raggiungibile tramite la scalinata che risale dal lago o scende dal sovrastante parcheggio.

Il complesso monastico è composto da tre edifici e risale al XIV secolo, con aggiunte più recenti del XIX secolo. In tempi più recenti è stato sottoposto a restauro, terminato nel 1986. Di proprietà della provincia di Varese, è affidato per la custodia ad una comunità di domenicani.

[modifica] Il Sacro Monte di Ghiffa

Per approfondire, vedi la voce Sacro Monte di Ghiffa.

Posto lungo le pendici boscose del monte Cargiago, il Sacro Monte di Ghiffa si trova in una splendida posizione panoramica con una stupenda vista sul Lago Maggiore. Nel 2003 questo straordinario complesso monumentale è stato inserito dall'UNESCO nella Lista del Patrimonio Mondiale insieme ad altri sei Sacri Monti piemontesi.

[modifica] Il colosso di San Carlo Borromeo

Per approfondire, vedi la voce Colosso di San Carlo Borromeo.

Situato sul sacro monte di San Carlo ad Arona, Il colosso (chiamato comunemente Sancarlone) si presenta come una delle statue dalle maggiori dimensioni del mondo, arrivando a misurare più di 35 metri d'altezza. La statua raffigura il cardinale San Carlo Borromeo.

[modifica] Il Mottarone

Per approfondire, vedi la voce Mottarone.

Il Mottarone, conosciuto anche come Montagna dei Due Laghi per la sua particolare posizione tra Lago d'Orta e Lago Maggiore, è il più alto rilievo del Vergante. Dalla sua vetta, che in inverno si trasforma in una frequentata stazione sciistica si gode uno dei più bei panorami sulle Alpi centro occidentali, sulla Pianura lombardo-piemontese e su sette laghi (Maggiore, Orta, Mergozzo, Varese, Comabbio, Monate e Biandronno).

[modifica] L'Astrovia di Locarno

Situata a Locarno, cittadina Svizzera del Canton Ticino, l'Astrovia (o sentiero planetario) è una fedele riproduzione in scala del sistema solare che si svolge per una lunghezza di circa 6 km partendo dalla foce del fiume Maggia fino ad arrivare al Comune di Tegna. I modelli sono oggi in gran parte rovinati dai vandali.

[modifica] Località

[modifica] Italia - Piemonte

[modifica] Italia - Lombardia

[modifica] Svizzera - Ticino

[modifica] Note

  1. ^ Scheda dell'Istituto per lo studio degli ecosistemi del CNR
  2. ^ L'emissario del lago d'Orta, il Nigoglia, è un affluente dello Strona
  3. ^ http://verbanensia.org
  4. ^ Dati presi dal libro: 2000, il Locarnese sott'acqua, di Francesco Del Priore e Teresio Valsesia, Armando Dadò Editore, 2000
  5. ^ Dati presi dal libro: 2000, il Locarnese sott'acqua, di Francesco Del Priore e Teresio Valsesia, Armando Dadò Editore, 2000
  6. ^ Emanuele Bolla, Un tuffo negli anni 50
  7. ^ Dati presi dal libro: Francesco DEL PRIORE, Teresio VALSESIA; 2000, il Locarnese sott'acqua; Armando Dadò Editore, 2000
  8. ^ http://www.lagomaggiore.net/
  9. ^ a b c d http://www.borromeoturismo.it/scripts/loc.php?lang=it&loc=bofam
  10. ^ a b http://www.parcozoopallavicino.it/
  11. ^ a b http://www.villataranto.it/home.htm
  12. ^ http://www.giardinoalpinia.it/

[modifica] Bibliografia

  • Francesco Del Priore, Teresio Valsesia, 2000, il Locarnese sott'acqua, Armando Dadò Editore, 2000
  • Emanuele Bolla, Un tuffo negli anni '50
  • Renzo Boccardi, Il Lago Maggiore, Istituto italiano d'arti grafiche, 1931
  • Giampaolo Dossena, I Laghi della Lombardia: Immagini del XIX Secolo Dagli Archivi Alinari, Alinari, 1985
  • Renata Lodari, Giardini e ville del Lago Maggiore : un paesaggio culturale tra Ottocento e Novecento, Centro studi piemontesi, 2002
  • J. Epper, Contributo all'idrografia del Lago Maggiore, 1902
  • F. Vercelotti (a cura di), Elogio del lago Maggiore, 1973
  • Navigazione Lago Maggiore e centenario del piroscafo Piemonte, Andrea Lazzarini editore, 2006

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