Sesto Calende

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Sesto Calende
comune
Sesto Calende – Stemma
Sesto Calende – Veduta
Dati amministrativi
Stato bandiera Italia
Regione Lombardia – stemma Lombardia
Provincia Varese – stemma Varese
Sindaco Marco Colombo (Lega Nord-PDL) dal 8-6-2009
Territorio
Coordinate 45°44′0″N 8°38′0″E / 45.73333°N 8.63333°E / 45.73333; 8.63333 (Sesto Calende)Coordinate: 45°44′0″N 8°38′0″E / 45.73333°N 8.63333°E / 45.73333; 8.63333 (Sesto Calende)
Altitudine 198 m s.l.m.
Superficie 23,89 km²
Abitanti 10 830[1] (31-12-2010)
Densità 453,33 ab./km²
Frazioni Abbazia, Coquo, Lentate, Lisanza, Mulini, Oca, Oneda, Oriano, San Giorgio, Santa Fe', Sant'Anna
Comuni confinanti Angera, Cadrezzate, Castelletto sopra Ticino (NO), Comabbio, Dormelletto (NO), Golasecca, Mercallo, Osmate, Taino, Vergiate
Altre informazioni
Cod. postale 21018
Prefisso 0331
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 012120
Cod. catastale I688
Targa VA
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti sestesi
Patrono san Bernardino da Siena
Giorno festivo 20 maggio
Localizzazione
Sesto Calende è posizionata in Italia
Sesto Calende
Sito istituzionale

Sesto Calende (Sèst in dialetto varesotto) è un comune italiano di 10.763 abitanti della provincia di Varese in Lombardia. Il nome si riferisce alla distanza da Somma Lombardo, infatti deriva dal latino (ad) sextum (lapidem), ossia “presso la sesta (pietra miliare)". La specifica Kalendarum si riferisce alle Calende, con riferimento al periodo in cui si teneva il mercato.

Il borgo è posto al capo meridionale del Lago Maggiore, dove il Ticino riprende il suo cammino verso il Po, quale emissario del Verbano.

Dal 28 Aprile 2011, con decreto presidenziale firmato da Giorgio Napolitano, Sesto Calende è stata elevata al grado di Città.[2]

Indice

[modifica] Geografia fisica

[modifica] Territorio

Il territorio del comune di Sesto Calende è situato nel cuore dell`anfiteatro morenico del Verbano, in terra lombarda ma sul confine con il Piemonte. Il capoluogo sorge nel punto in cui il Ticino esce dal Lago Maggiore per riprendere il suo cammino verso il Po. L'area si presenta circondata da colline ed immersa nel verde del Parco del Ticino.e gli e stato dato il titolo di citta dall'anno 2011

[modifica] Storia

Il 10 Settembre 2011 diventa città.

[modifica] Simboli

Stemma del Comune

Un compasso aperto sovrastante un dado sono i simboli presenti nello stemma della cittadina. Il dado rappresenta la fortuna e il compasso la precisione degli abitanti sestesi.

[modifica] Monumenti e luoghi di interesse

[modifica] Architetture religiose

[modifica] Abbazia di San Donato

Sita in località un tempo denominata Scozzola o Scovilla, è il maggiore monumento sestese. Edificata tra il IX e il X secolo, con l'attigua, oggi scomparsa Abbazia voluta dal Vescovo di Pavia, Liutardo de' Conti, restò per secoli legata all'ambiente pavese, di rito romano, pur essendo geograficamente in area ambrosiana. L'attuale edificio consta di tre navate absidate. La parte superiore dell'absidina a sud, andata distrutta, è stata sostituita nel '700 dall'attuale sacrestia che poggia sui resti affrescati del precedente manufatto. L'altare maggiore è sopraelevato sulla chiesa originale alla quale si accede da due scale affiancate alla gradinata centrale settecentesca. Nella cripta o scurolo si leggono a malapena sinopie illustranti la Natività e l'Ave Maria. Le pareti che racchiudono l'altare maggiore, affrescate dal Bellotti, presentano curiose cariatidi con parti sporgenti degli abiti. Ai piedi del catino centrale, a due centri di curvatura a causa dell'intervento di sostituzione dell'originaria copertura lignea andata distrutta con le attuali volte in cotto, si snoda un coro ligneo di pregevole fattura con quindici stalli. All'esterno sono di particolare pregio architettonico l'absidina a nord, l'abside centrale e la torre campanaria, decorati con archetti in cotto e in pietra. In tutte le murature esterne e interne sono inseriti, come materiali di reimpiego, elementi di precedenti edifici cristiani e pagani sui quali è stato edificato l'attuale tempio. All'interno sono interessanti nel pronao o nartece gli splendidi capitelli preromanici e le volte grafite. Questo avancorpo era probabilmente un portico aperto su tre lati, utilizzato poi come ampliamento della Chiesa. Numerosi e di varie epoche gli affreschi, alcuni dei quali trasferiti su tela in occasione di scoperte o di restauro. Tra questi la Madonna dei Limoni, del XVI sec. Notevoli tra i rimanenti in sito, da segnalare, la Disputa di Santa Caterina d'Alessandria, opera di Bernardino Zenale da Treviglio del 1503, nella nicchia un tempo fonte battesimale, la Madonna del latte sul pilastro centrale del lato destro della navata, l´Ultima Cena, opera di Giovanni Battista Tarilli da Cureglia, datata 1581. Interessanti sono pure Dio in trono e la teoria di Santi nell'abside di sinistra. All'interno della Chiesa, in occasione della creazione della pavimentazione in cotto che ha eliminato l'originale in beola e sarizzo, sono stati rinvenuti plutei facenti parte dell'ambone della chiesa del IX secolo e usati come riempimento. Di particolare pregio, sono oggi conservati nel Museo presso il palazzo Comunale. Un organo di gradevole voce è stato recentemente restaurato grazie ad una sottoscrizione.

[modifica] Chiesa prepositurale di San Bernardino

La chiesa prepositurale di San Bernardino in Sesto Calende fu costruita agli inizi del nostro XX secolo in luogo dell’antica chiesa di San Bernardino che era situata nell’attuale Piazza Garibaldi, abbattuta d’autorità dal comune di Sesto Calende. La chiesa attuale non è quindi la più antica, ma è la più vasta in ampiezza. Essa è ricca di affreschi che illustrano scene del Vangelo e della figura del Patrono. L’edificio sacro venne consacrato ufficialmente al culto dal Beato Cardinale Alfredo Ildefonso Schuster il 2 giugno 1946. La chiesa custodisce le spoglie mortali del compianto Cardinale Angelo Dell'Acqua, sestese d’origine, poi diventato vicario di Roma sotto il pontificato di Papa Paolo VI. Il nuovo altare costruito secondo le norme conciliari del Vaticano II, è ampio, elegante e apprezzato: fu consacrato dal Cardinale Carlo Maria Martini nel 1991. Da ammirare, all'interno, le meravigliose dodici colonne in granito di Baveno, destinate, secondo dicerie locali, alla Basilica di San Paolo in Roma, ma sequestrate in seguito al fallimento della ditta fornitrice, durante il trasporto per mezzo di barconi sul fiume Ticino. Rimasero per più di 20 anni abbandonate a Sesto Calende in riva al Ticino, in seguito vennero cedute a prezzo vantaggioso ed acquistate per la nuova chiesa. Degni di nota sono la pavimentazione di tutta la chiesa, gli affreschi della navata centrale attribuiti ad Arduino e raffigurati scene di Cristo e San Bernardino, l'altare in marmo, le vetrate di buona fattura, il soffitto ligneo a cassettoni rivestiti a stucchi policromi, la cappella del Sacro Cuore, i due affreschi di fianco all'altare e il magnifico organo, composto da più di 2500 canne installato nel 1937. Da ammirare anche, all'esterno i tre mosaici.

[modifica] Oratorio di San Vincenzo

Detto anche "dei Re Magi"

Chiesetta situata a nord di Sesto Calende, su un poggio erboso, domina dall'alto la valle del Ticino, il Lago Maggiore e Sesto Calende. Edificata tra la fine del XI secolo e l'inizio del XII secolo, sui resti di precedenti edifici tardo antichi e romani, è oggi il simbolo della continuità insediativa nel territorio sestese. I restauri settecenteschi non hanno alterato la semplicità dell'edificio romanico con aula unica ad abside. La struttura muraria esterna è diversa nei lati nord e sud in quanto edificata in epoche differenti. L'abside ripete motivi di quello di San Donato ed è particolare il motivo di archetti in mattoni e pietre. L'interno è decorato da affreschi cinquecenteschi, rappresentanti santi; di particolare bellezza e forse di esecuzione più antica è la serie dell'abside.

Luogo di culto dall'epoca preistorica ad oggi, l'area è stata oggetto di plurime campagne di scavo archeologico che ne hanno dimostrato l'importanza e la continuità insediativa dall'età romana al periodo longobardo sino al medioevo ed ai secoli più recenti. L'oratorio, isolato e lontano dal centro abitativo, servì a più riprese da lazzaretto e grande ne rimase la venerazione. Alcuni affreschi dell'interno eseguiti a scopo devozionale, ne fanno chiara testimonianza.

[modifica] Luoghi di interesse

[modifica] Sass da Preja Büja

Il “Sass da Preja Büia” (letteralmente: sasso di pietra scura) è un grande masso erratico formato da talco scisti e serpentino, trasportato dai ghiacciai durante le glaciazioni, scolpito con molte incisioni dai popoli della prima età del ferro (II millennio a.C.). Vi si possono osservare soprattutto coppelle circolari ed altre forme, simboli di fertilità, utilizzate per riti sacri. Si trova a circa 200 m dall'oratorio di San Vincenzo, verso la vicina collina morenica. Questo megalito è stato riconosciuto come Monumento naturale regionale di Preia Buia.

[modifica] L'Obelisco Garibaldino

Inaugurato il 6 ottobre 1861, l'obelisco di Garibaldi era inizialmente posto nell'attuale Piazza Garibaldi dietro all'antica chiesa di San Bernardino, poi abbattuta. In seguito è stato trasportato a metà del lungo fiume in Viale Italia chiamato allea dai sestesi. Il monumento, costituito da granito rosa di Baveno, ha una base quadrata ed un piedistallo che, con quattro sfere di bronzo, originariamente proiettili raccolti dopo le battaglie del 1859, sostiene una piramide tronca alla cui sommità è posta una stella bronzea a sette punte Sulle facce dell'Obelisco si leggono 3 iscrizioni:

"Qui sbarcava Garibaldi co' suoi armati la notte 23 Maggio 1859 per disperdere lo starniero."

"Queste zolle in Lombardia furono le prime che si bagnarono d'italo sangue nella guerra. 1859"

"Qui il prode capitano C. De Cristoforis sfidava i perigli di non eguale tenzone con gli austriaci il 25 maggio 1859"

[modifica] Società

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti

[modifica] Cultura

[modifica] Istruzione

[modifica] Biblioteche

[modifica] Musei

[modifica] Media

[modifica] Giornali

  • Il Ponte di Sesto Calende

[modifica] Radio

[modifica] Personalità legate a Sesto Calende

[modifica] Infrastrutture e trasporti

[modifica] Strade e Autostrade

  • S.S. 33 del Sempione
  • S.P. 69 Sesto Calende - Luino di S. Caterina
  • A8 Milano - Laghi
  • A26 Voltri - Gravellona

[modifica] Ferrovie

La stazione di Sesto Calende si trova sul punto di incrocio delle ferrovie Milano-Domodossola e Novara–Pino, ed è divisa in due piazzali che servono le rispettive linee.

[modifica] Aeroporti

[modifica] Amministrazione

Sindaco: Marco Colombo (Lega Nord-PDL) dal 8-6-2009 (1º mandato)
Indirizzo della casa comunale: Palazzo Comunale Piazza Cesare da Sesto - 21018 Sesto Calende (VA)

[modifica] Sport

Da sempre il territorio di Sesto Calende si è dimostrato incline ad una vocazione sportiva. Oggi nell'ambito comunale sono presenti diverse associazioni che si occupano della formazione dei giovani atleti in diverse discipline:

[modifica] Note

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Sesto Calende diventa città. varesenews.it, 16-05-2011. URL consultato il 27-05-2011.

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni

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