Morazzone

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Morazzone
Morazzone - Stemma
Stato: bandiera Italia
Regione: Lombardia
Provincia: stemma Varese
Coordinate: 45°46′0″N 8°50′0″E / 45.76667, 8.83333Coordinate: 45°46′0″N 8°50′0″E / 45.76667, 8.83333
Superficie: 5 km²
Abitanti:
4.183
Densità: 837 ab./km²
Comuni contigui: Brunello, Caronno Varesino, Castiglione Olona, Castronno, Gazzada Schianno, Gornate-Olona, Lozza
CAP: 21040
Pref. telefonico: 0332
Codice ISTAT: 012105
Codice catasto: F711 
Nome abitanti: morazzonesi 
Santo patrono: Sant'Ambrogio 
Giorno festivo: 7 dicembre 
Comune
Posizione del comune nell'Italia
Sito istituzionale
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Morazzone (Murazùm in insubre) è un comune di 4.183 abitanti della provincia di Varese, a 6 km dal capoluogo provinciale.

Indice

[modifica] Storia

[modifica] Le Radici

Presso la chiesa parrocchiale di S. Ambrogio sono custoditi due blocchi di granito e una lapide funeraria di serizzo: i due blocchi rievocano la nascita, lo status sociale e la morte dei due fratelli Marco e Lucio Sentii, risalenti al I secolo d.C.

Entrambi i fratelli furono legionari della IV legione Scitica e appartennero alla tribù romana Oufentina.

La lapide funeraria fu fatta intagliare sempre nel I secolo d.C. a ricordo della moglie Donnia Pupa da Marco Campilio Daphnos, liberto di Marco Campilio Fusco (che ricopriva in quel periodo la carica di serviro senior presso Milano).

I tre reperti romani furono ritrovati tutti nella chiesetta di S. Maria Maddalena all'inizio del Novecento, e ciò lascia presupporre che presso la chiesetta si erigesse il centro della comunità romana o una necropoli.

[modifica] Dal Medioevo alla fine del Seicento

Morazzone cadde poi nel buio dei secoli del Medioevo italiano.

Dopo una lunga epoca di decadenza, nella quale il contado si vide smembrato e frazionato, Morazzone riottenne importanza diventando un pubblico fortilizio del Comune di Milano alla fine del XII secolo.

Morazzone venne in seguito coinvolta nelle infinite lotte tra Visconti e Torriani, e seguì le vicende del castrum di Castelseprio, che fu distrutto nel 1287 dall'Arcivescovo di Milano Ottone Visconti.

Morazzone torna alla ribalta dalla seconda metà del Cinquecento fino al terzo decennio del Seicento grazie allo straordinario artista Pier Francesco Mazzucchelli, detto Il Morazzone, nato nel paese nel luglio del 1573 e attivo su tutto il panorama artistico lombardo di quel periodo.

Nel giro di pochi decenni, la Lombardia venne occupata dalla corona spagnola e Morazzone venne infeudata il 19 agosto 1647 in seguito alla decisione del Regno di Spagna di infeudare le molte terre "libere" lombarde.

[modifica] L'età Contemporanea

Durante il secondo dopoguerra, Morazzone ha attraversato senza enormi sconvolgimenti il passaggio da un'economia basata sull'agricoltura ad una di carattere artigianale e, successivamente, di tipo industriale.

[modifica] Storia della Parrocchia di Morazzone

Già presente nel Liber Notitiae Sanctorum Mediolani (un codice della Biblioteca Capitolare del Duomo di Milano della fine sec. XIII, testo che riporta le memorie dei santi venerati in Milano e nella diocesi con la enumerazione delle chiese e degli altari ad essi dedicati, mancando però dei santi più popolari – come Sant'Ambrogio – perché ad essi sarebbe stata dedicata un’altra pubblicazione a noi non pervenuta) che cita in Morazzone le chiese di Santa Maria Maddalena (“In plebe castro seprio. loco morenzono. ecclesia sancte marie magdalene”), di Santa Maria Madre (“Morenzono. Ecclesia sancte marie”) e di San Pietro (“Morenzono ecclesia sancti petri”) – oggi scomparsa -.

La chiesa di Morazzone è attestata come “capella” alla fine del XIV secolo nella pieve di Castelseprio (Notitia cleri 1398, un codice sulla rendita economica delle parrocchie ad uso forse della Curia Arcivescovile, custodito sempre nella Biblioteca Capitolare del Duomo di Milano) e ancora come “capella” o “rettoria” di Sant'Ambrogio nel 1564 (Liber seminarii 1564, un documento redatto in occasione dell’erezione dei seminari diocesani ordinata dal Concilio di Trento, in quale imponeva una tassa su tutte le rendite dei benefici parrocchiali, testo pure conservato nella Biblioteca Capitolare del Duomo di Milano), sempre nella pieve di Castelseprio (“Capella de Sant’Ambrosio de Morazono siue rettoria de d.no Barthalomeo Castiono L. 6 S. – D. 9).

Tra XVI e XVIII secolo, la parrocchia di Sant'Ambrogio è costantemente ricordata negli atti delle visite pastorali compiute dagli arcivescovi di Milano e dai delegati arcivescovili nella pieve di Carnago. Nel 1747, durante la visita pastorale dell’arcivescovo Giuseppe Pozzobonelli, il clero nella parrocchia di Sant'Ambrogio di Morazzone era costituito dal parroco e da nove sacerdoti residenti, oltre a un chierico; il popolo assommava a 772 anime complessive, di cui 537 comunicati; nella parrocchiale era costituita la confraternita del Santissimo Sacramento, eretta dall’arcivescovo Carlo Borromeo il 1 aprile 1583; esisteva inoltre la confraternita del Santissimo Rosario all’altare della Beata Maria Vergine, eretta in ragione di privilegio concesso dal padre generale dei predicatori il 3 aprile 1578, con facoltà di indossare l’abito di colore rosso. Nel territorio della parrocchia, oltre alla chiesa di Sant'Ambrogio, esistevano gli oratori di Santa Maria Madre e di Santa Maria Maddalena (Visita Pozzobonelli, Pieve di Carnago).

Verso la fine del XVIII secolo, secondo la nota specifica delle esenzioni prediali a favore delle parrocchie dello stato di Milano, la parrocchia di Sant'Ambrogio di Morazzone possedeva fondi per 433.19 pertiche; il numero delle anime, conteggiato tra la Pasqua del 1779 e quella del 1780, era di 846 (Nota parrocchie Stato di Milano, 1781). Nella coeva tabella delle parrocchie della città e dell'arcidiocesi di Milano, la rendita netta della parrocchia di Morazzone assommava a lire 895.16; la nomina del titolare del beneficio parrocchiale spettava all’ordinario (Tabella parrocchie diocesi di Milano, 1781).

All’epoca della prima visita pastorale dell’arcivescovo Andrea Carlo Ferrari nella pieve e vicariato di Carnago, il reddito netto del beneficio parrocchiale assommava a lire 2022,45; il clero era costituito dal parroco e da un coadiutore. I parrocchiani erano 4800, compresi gli abitanti delle frazioni Roncaccio, Buglia, Pagliate, Bozzatto; nel territorio parrocchiale esistevano le chiese e oratori Santa Maria Madre e di Santa Maria Maddalena; nella chiesa parrocchiale era eretta la confraternita femminile del Santissimo Sacramento, fondata nel 1818, la pia unione delle Figlie di Maria, fondata nel 1873 e aggregata alla primaria di Roma, e la compagnia di San Luigi Gonzaga, fondata nel 1895, l’Apostolato della preghiera. La parrocchia era di nomina arcivescovile (Visita Ferrari, I, Pieve di Carnago).

Nel XIX e XX secolo, la parrocchia di Sant'Ambrogio di Morazzone è sempre stata inserita nella pieve di Castelseprio in Carnago e vicariato foraneo di Carnago, nella regione III, fino alla revisione della struttura territoriale della diocesi, attuata tra il 1971 e il 1972 (decreto 11 marzo 1971) (Rivista Diocesana Milanese 1971) (Sinodo Colombo 1972, cost. 326), quando fu attribuita al nuovo vicariato foraneo e poi decanato di Varese, nella zona pastorale II di Varese; con decreto 2 maggio 1974 dell’arcivescovo Giovanni Colombo fu aggregata al decanato di Azzate (decreto 2 maggio 1974) (Rivista Diocesana Milanese 1974).

[modifica] Geografia

Morazzone si estende su 5.48km² su colline moreniche di origine glaciale compreso tra i 33 e i 442 metri sul livello del mare; l'escursione altimetrica complessiva risulta essere pari a 409 metri.

L'ambiente è prevalentemente boscoso ed è attraversato dal fiume Olona.

[modifica] Amministrazione comunale

Sindaco: Giancarlo Maria Cremona (lista civica) dal 14/06/2004
Centralino del comune: 0332 872611
Posta elettronica: info@comune.morazzone.va.it

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti


[modifica] Monumenti Storici

[modifica] Chiesa Parrocchiale S. Ambrogio

Chiesa Parrocchiale di Sant'Ambrogio
Chiesa Parrocchiale di Sant'Ambrogio

La chiesa è stata costruita nel 1814-1817 dedicata a Sant'Ambrogio. Sorge nel luogo stesso in cui nel 1557 veniva demolita la chiesa dedicata a San Pietro. Dalla documentazione risulta che, intorno al 1810 il parroco Don Antonio Parrocchetti, riteneva fosse necessaria la costruzione di una chiesa più capiente e ne affidava la progettazione all’architetto Simone Cantoni (Muggio - Canton Ticino, 1736-1818). Nel 1907 veniva edificato l’oratorio di San Giuseppe adiacente al lato sinistro della chiesa; all’interno si trovano vecchie murature con la sinopia dell’affresco raffigurante Sant'Ambrogio, (inizio 600) attribuito a Pier Francesco Mazzucchelli detto Il Morazzone, o della scuola, ora strappato e posto nella controfacciata della chiesa.

L’INTERNO La chiesa è a croce greca, con quattro altari laterali. Il presbiterio è sopraelevato di tre gradini rispetto alla navata con l’altare maggiore e un tempietto. Sono presenti 2 lapidi in serizzo, di recupero dalla distrutta chiesa di Santa Maria Maddalena, che cita i fratelli Sentii, riportanti le seguenti iscrizioni: L(ucius) Sentius L(ucii) f(illius) Ouf(entina) (tribu) / Niger signifer / leg(ionis) quartae Scyticae / hic natus hic situs est. (Lucio Senzio Nigro figlio di Lucio, della tribù Oufentina, vessillifero della legione quarta sciitica, quì è nato, qui è sepolto) e M(arcus) Sentius L(ucii) F(ilius) Ouf(entina tribu) / Macer veteran(us) / leg(ionis) quartae Scyticae/sibi et fratri suo / V(ivus) F(ecit) (Marco Senzio Macro figlio di Lucio della tribù Oufentina, veterano della legione quarta, la Scitica, fece fare da vivo per sè e per il fratello). Inoltre una lapide indicante: V(ivus) F(ecit). Dis manibus / memoriam / Donniae / Donnedonis f(iliae) / Pupae M(arcus) / Campilius M(arci) / Campili Fusci / seviri senioris [l(ibertus)] / Daphnos mar(itus) [p(osuit)] sibi et co[(niugi)] (Ancora vivente fece fare il sepolcro. Agli Dei Mani. Marco Campiglio Dafno liberto di Marco Campiglio Fusco seviro senior in memoria di Donnia Pupa figlia di Donnedone. Il marito pose per sé e per la moglie). Datazione delle lapidi: I secolo d.c. Sopra il blocco di serizzo si trova il quadro della Maddalena (XVI secolo) e una campana, altri resti qui riportati della chiesa della Maddalena

Altre opere sono presenti all’interno della chiesa: dietro l’altare una Crocifissione su tela del XVII secolo, nella controfacciata un San Filippo apostolo del XVII secolo, una Giuditta[1] con la testa di Oloferne e un Cristo con l’adultera, entrambi del XVII secolo. In fondo si trovano l’acquasantiera e il battistero in marmo di Arzo (XIX secolo).

PARTE DESTRA All’ingresso è posta la cappella della Madonna delle Grazie con un affresco di autore ignoto (XVI secolo). Nel 1914 ha subito delle riparazioni e interventi decorativi. E’ presente una tela raffigurante il battesimo di Gesù, di autore ignoto del XVII secolo.

Segue l’altare di Sant'Ambrogio e San Carlo Borromeo. La pala raffigura in primo piano i due santi, e nella parte superiore due angeli che reggono la croce con la reliquia del Santo Chiodo. La pala recentemente restaurata, è firmata dal pittore Giovanni Battisti Bertini (Milano, 1799-1849).

PARTE SINISTRA A sinistra la cappella di San Giuseppe (1920) voluta dal parroco Don Giuseppe Motta. Sull’arcone della cappella si notano pregevoli affreschi del battesimo di Gesù, sormontato da angeli e Eterno Padre. Poi la cappella della Beata Vergine del Rosario, circondata di quindici “tondi” rappresentanti i misteri gaudiosi, dolorosi e gloriosi del Rosario, di cui il primo raffigurante l'Annunciazione, è stato rubato nel mese di agosto 2008.

L’organo è opera del celebre organario varesino Eugenio Biroldi 1824.

[modifica] Chiesetta di Santa Maria Madre

Interno della chiesetta di Santa Maria Madre
Interno della chiesetta di Santa Maria Madre

Si erge in una stupenda posizione con vista del lago di Varese e della catena alpina del Monte Rosa ed è stata recentemente restaurata. E’ stata edificata probabilmente nel XV secolo su una cappella precedente che risaliva almeno al XIII secolo, come è comprovato dagli spezzoni di muro riportati alla luce dal recente restauro del 1987/88 pietre che si possono ancora ammirare. La chiesa è stata importante punto di riferimento, testimoniato dalle sepolture sotto il pavimento. E’ stata sede di una cappellania dal 1449: era cioè officiata quattro giorni alla settimana da un cappellano stabile, il quale abitava nelle vicinanze e nei restanti tre giorni celebrava nella chiesa di San Giorgio a Schianno. Questo servizio religioso godeva di cospicue rendite attraverso poderi lasciati in eredità da Giovanni Antonio Bizzozero, ricco proprietario di Varese.

Al suo interno si trovano dipinti votivi dei secc. XV e XVI: San Rocco accanto ad un lacerto di presepio (con pregevole San Giuseppe), una Madonna in trono con Bambino, Sant'Antonio Abate (patrono dei contadini) e ciò che resta di una figura di santo Vescovo (Ambrogio?). Un avanzo di una crocifissione è riportata sopra la porta laterale. Sopra gli altari dell’abside e della cappella di sinistra sono posti una recente Madonna con Bambino e un antico Sant'Antonio abate con gli specifici simboli del maiale e del fuoco (invocato contro il cosiddetto fuoco di Sant'Antonio). Sui muri laterali si trovano le litografie della Via Crucis donate da un emigrante morazzonese a fine ‘800 con scritte esplicative in lingua francese e spagnola.

La popolazione del luogo è molto legata a questa chiesa: è officiata settimanalmente e molto sentito è il culto verso Maria, testimoniato anche dagli ex-voto posti sotto la statua mariana.

[modifica] Chiesetta di Santa Maria Maddalena

La chiesa, di origine medioevale è stata demolita nel 1962. Costruita su un antico tempietto romano dedicato a Giove, custode fedele per lunghissimo tempo di importanti epigrafi di età romana (ora riportati in chiesa parrocchiale). L’edificio sacro risultava dotato di un altare, una campana, tre finestre e due porte. Esternamente si trovava un portico sotto il quale vi era un cimitero privo di recinzione, con il pavimento irregolare dalla descrizion tracciata da Federico Borromeo nel 1606. Resti di sepolture sono stati rinvenuti nelle campagne di scavi del 1996 e del 2007.

[modifica] Torre Campanaria

Torre campanaria di Morazzone
Torre campanaria di Morazzone

Eretta tra il 1582 e il 1646 affianco alla Chiesa di Sant'Ambrogio. La sua costruzione è durata ben 64 anni, a causa della mancanza di fondi, essendo stata commissionata dai fedeli morazzonesi tramite le loro offerte.

[modifica] Monumento in ricordo del 26 agosto 1848

Si trova vicino alla piazza principale, di fronte alla Villa Bottelli-Perucconi ed è stato eretto in ricordo della battaglia combattuta il 26 agosto 1848 fra Garibaldini e Austriaci.

[modifica] Casa natale di Pier Francesco Mazzucchelli

La casa natale di Pier Francesco Mazzucchelli detto Il Morazzone, celeberrimo artista del '600 lombardo, si trova all'interno di una corte del 1400, nella parte alta del paese.

[modifica] Arte

Oltre ad aver dato i natali al pittore Pier Francesco Mazzucchelli, Morazzone ha ospitato nel 1976 la mostra temporanea dello scultore e pittore Ferdinando Carotenuto.

[modifica] Eventi rilevanti

[modifica] Visita della Madonna Pellegrina di Fatima

Nel giugno del 2007 (dal 24 giugno al 1 luglio) Morazzone è stato invaso da migliaia di persone (circa 100 mila) per la presenza presso la Chiesa Parrocchiale di Sant'Ambrogio della Statua della Madonna di Fatima. La manifestazione si è svolta nell'arco di una settimana, durante la quale i fedeli hanno potuto rendere omaggio all'effigie della Beata Vergine.

Il Comitato Organizzatore ricorda così la preparazione e lo svolgimento di questa indimenticabile visita: "Come ricordare l’avvenimento memorabile dei giorni della presenza della Madonna di Fatima tra noi, come particolare occasione di preghiera e di grazie? Tutto nasce due anni fa da un invito. Così le parole di Don Angelo Cavalleri, ex parroco di Morazzone, a Sua Ecc.za Mons. Diego Bona, Presidente dell’Apostolato Mondiale di Fatima, il 30 novembre 2005: “La Parrocchia di S. Ambrogio in Morazzone desidera accogliere la statua della Madonna di Fatima per il 90° anniversario dell’apparizione della Regina della Pace a Fatima. […] Con questa proposta si intende smuovere a livello pastorale la parrocchia; infatti l’eccezionalità dell’avvenimento è vista come momento forte di spiritualità e di retta devozione mariana, oltre che di catechesi abbondante per tutte le fasce di età”. Il 19 gennaio 2007 giunge la risposta ufficiale dell’Apostolato Mondiale di Fatima a Don Gabriele Crenna, il nuovo parroco di Morazzone: “L’Apostolato Mondiale di Fatima si prepara a vivere in questo 2007 l’itinerario della Celeste Pellegrina di Fatima nella nostra penisola per accoglierla con grazia e amore nelle nostre comunità diocesane dal 14 aprile al 29 luglio 2007. […] Abbiamo accolto la vostra richiesta per ospitare la Venerata Immagine dalla Madonna Pellegrina del Santuario di Fatima nella vostra comunità parrocchiale dal 24 giugno al 1 luglio 2007 al fine di poter vivere con tutto il popolo di Dio una settimana intensa di preghiera per la pace nel mondo e per approfondire meglio il messaggio della Madonna nel suo contenuto. […] «Non tutti hanno la possibilità di recarsi a Fatima: la Madonna si fa pellegrina di pace per incontrare i suoi figli». L’Effigie in legno riprodotta sul suggerimento della Veggente Suor Lucia, ed incoronata nel 1947 dall’Arcivescovo di Evora in Portogallo, partirà direttamente dalla Cappellina delle apparizioni del Santuario di Fatima e verrà consegnata alla Delegazione Italiana dell’Apostolato Mondiale di Fatima per il pellegrinaggio nazionale. Nei giorni di permanenza della Madonna Pellegrina vengano organizzati vari incontri di preghiera, con la recita del S. Rosario meditando i misteri della Vita, della Passione e Risurrezione del Signore, con gli occhi e col cuore di Colei che fu più vicina al suo Figlio. Sarà privilegiata l’adorazione del SS.mo Sacramento, veglie eucaristiche e mariane, celebrazioni penitenziali, Via Crucis e fiaccolate per unirsi e vivere la spiritualità del Santuario di Fatima”. A seguito di tale comunicazione, nel foglio di informazione parrocchiale, Don Gabriele Crenna comunica ufficialmente alla comunità morazzonese la data dell’evento, invitando tutti a partecipare all’organizzazione dell’accoglienza della Vergine, mettendo in evidenza che tale evento riguarda l’intera zona pastorale di Varese. Tale invito è accolto fin dalla fine di gennaio con generosità e con già trepidante attesa da tutta la popolazione, ma anche con la consapevolezza dell’enorme impegno organizzativo che l’evento avrebbe richiesto, richiamando migliaia di pellegrini nel nostro piccolo paese. La preparazione organizzativa dura ben sei mesi. Con il coinvolgimento di tutta la popolazione, con la raccolta di ben 200 volontari, con il supporto dell’Amministrazione Comunale, della Provincia di Varese, della Prefettura, di tutti gli organi civili e militari preposti alla sicurezza e al pronto intervento, con il supporto della informazione di giornali, radio e televisione, si concretizza una lunga (ma anche troppo breve) settimana di pellegrinaggi interminabili e di preghiera intensa ed incessante in un paese e in una chiesa trasformati dall’evento in un piccolo santuario mariano. Indimenticabili le immagini delle migliaia di persone (100.000 secondo le stime della Questura di Varese) che sfilavano lente e silenziose davanti alla Statua della Madonna di Fatima e partecipavano con commozione alla liturgia che ogni giorno scandiva i momenti di preghiera dalle prime ore del mattino fino a notte fonda. E quando la chiesa non era più sufficiente a contenere la folla dei fedeli, il maxischermo allestito nel campo da calcio dell’oratorio permetteva la partecipazione agli eventi liturgici più importanti. Tra questi momenti ricordiamo i più toccanti: la messa dedicata alla sofferenza e la processione mariana che ha accompagnato l’Effigie di Maria lungo le strade del nostro paese con un fiume di fiaccole accese, così come il popolo di Dio segue, in una lunga processione che si snoda attraverso i secoli, la “Stella del Mattino” che indica la via da percorrere. “A che debbo che la madre del mio Signore venga a me?” (Lc 1, 43): del messaggio di Fatima che Maria ci ha lasciato in questa settimana, tre sono le parole essenziali: PREGHIERA, CONVERSIONE, AFFIDAMENTO e la recita del S. Rosario. Tra le tante testimonianze raccolte a distanza di tempo, una fra tutte riassume il sentimento vero di questo evento: “Solo ora possiamo cogliere i segni del passaggio tra noi della Madonna Pellegrina: un’eco, un riverbero di quello sguardo di Misericordia sceso sulla nostra vita e che ancora oggi è vivo nel nostro cuore, grazie anche alla presenza della piccola Statua della Vergine di Fatima posta all'ingresso della nostra chiesa parrocchiale”."

[modifica] Sport

  • Squadra di pallavolo maschile: Winco Morazzone (Serie B1)
  • Squadra di calcio maschile: A.S. Morazzone (Prima Categoria)
  • Squadra di tiro con l'arco: G.s. Archery Team Morazzone
  • Squadra di floorball: UHC Varese Wild Boars (Serie A)(campione d'Italia)

[modifica] Gemellaggi


[modifica] Cittadini Illustri

[modifica] World Cup Tiro con l'Arco Varese 2007

Morazzone è stata sede di alcune fasi preliminari della World Cup di Tiro con l'Arco svoltasi a Varese.

Strumenti personali