Meina

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Meina
comune
Meina – Stemma
Meina – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Piemonte-Stemma.svg Piemonte
Provincia Provincia di Novara-Stemma.png Novara
Amministrazione
Sindaco Fabrizio Barbieri (lista civica) dal 26/05/2014
Territorio
Coordinate 45°47′00″N 8°32′00″E / 45.783333°N 8.533333°E45.783333; 8.533333 (Meina)Coordinate: 45°47′00″N 8°32′00″E / 45.783333°N 8.533333°E45.783333; 8.533333 (Meina)
Altitudine 214 m s.l.m.
Superficie 7,54 km²
Abitanti 2 584[1] (31-12-2010)
Densità 342,71 ab./km²
Frazioni Ghevio, Silvera
Comuni confinanti Angera (VA), Arona, Colazza, Invorio, Lesa, Nebbiuno, Pisano, Ranco (VA)
Altre informazioni
Cod. postale 28046
Prefisso 0322
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 003095
Cod. catastale F093
Targa NO
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climatica zona E, 2 583 GG[2]
Nome abitanti meinesi
Patrono santa Margherita
Giorno festivo 20 luglio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Meina
Sito istituzionale

Meina (Mèina in piemontese e in lombardo) è un comune italiano di 2.584 abitanti della provincia di Novara in Piemonte.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Panorama di Meina

Situato sulla sponda piemontese del Lago Maggiore, ha seguito con i suoi abitanti le vicende dapprima del Ducato di Milano e dei Borromeo, conti d'Arona, in seguito del Regno di Sardegna, poi di quello d'Italia.

Tra il 15 e il 23 settembre 1943, il paese di Meina fu teatro della strage di 16 ebrei italiani provenienti dalla Grecia, compiuta dalle SS naziste nell'Hotel Meina di proprietà di Alberto Behar, cittadino turco di origine ebraica.[3] Sulla vicenda è stato girato nel 2007 il film Hotel Meina diretto da Carlo Lizzani, prendendo spunto dal reportage giornalistico omonimo di Marco Nozza.

Famiglie illustri residenti[modifica | modifica wikitesto]

Meina fu nei secoli luogo di villeggiatura e residenza di molte famiglie appartenenti alla nobiltà o all'alta borghesia lombarda e piemontese. Si ricordano:

  • Luatti, famiglia aronese di antica nobiltà.
  • Faraggiana di Sarzana, nobile famiglia ligure di cui un ramo si trasferì a Novara a metà Ottocento.
  • Caccia-Piatti, famiglia marchionale novarese.
  • Favini, famiglia di patrioti milanesi.
  • Fossati de Regibus (poi Fossati de Regibus Caccia-Piatti), marchesi.
  • Galli, ricca famiglia novarese di notai.
  • Sessa, antica famiglia nobile milanese.
  • Gatti Grami (poi Gatti Grami Sessa), antica famiglia possidente di origine mantovana.
  • Luoni, industriali novaresi.
  • Cotti Piccinelli, famiglia di antiche origini camune.
  • Mondadori, storica famiglia dell'imprenditoria editoriale.
  • Bedone.
  • Bossi Fedrigotti di Ochsenfeld, conti.
  • Bossi, ricca famiglia locale (nessuna parentela coi precedenti)
  • Lebegott, ricca famiglia ebrea.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa di Santa Margherita, Santa Patrona del Comune, si trova in posizione periferica rispetto al centro dell'abitato. Consacrata nel 1785, conserva all'interno tre interessanti affreschi: Sant'Ambrogio contro i pagani di Defendente Peracino (1817), Gloria di S. Margherita e S. Carlo e Gli appestati del pittore vigezzino Lorenzo Peretti.
  • Chiesa dell'Annunciazione, detta dai Meinesi della Madonnina, situata sulla strada che va al Municipio venendo dal cimitero. I suoi affreschi, raffiguranti la Madonna tra San Rocco e San Sebastiano, risalgono alla fine del Quattrocento e appartengono alla scuola quattrocentesca novarese. Originariamente era una cappella costruita all'incrocio di tre antiche vie intitolata a Sancta Maria ad fontes, sostituendo l'antica devozione pagana di Celti e Romani per il culto delle Matrones, divinità protettrici della fertilità; dopo l'arricchimento degli affreschi, fu nel Seicento che si costruì la Chiesa vera e propria grazie alle donazioni di alcuni cittadini, tra cui il leggendario Bartolomeo Viotta che partì da Meina per combattere i Turchi al servizio di Venezia. La Chiesa ospita il sepolcro del nobile Giacomo Francesco Luatti di Arona, la cui famiglia aveva diritto di giuspatronato sulla Chiesa.[4]
  • Chiesa di Santa Maria Assunta in Cielo, in località Fortezza domina il territorio della frazione di Ghevio. All'interno interessante la volta affrescata dal Borsetti (1740) e un altare barocco del 1777, che racchiude in nicchia una statua mariana di fine Cinquecento. Di particolare interesse la torre campanaria di età romanica (fine del secolo XI) alta 30 metri con finestre monoforte e bifore ed archetti pensili.
  • Oratorio di Sant'Anna, nell'abitato di Ghevio, di origine medievale, intitolato in origine a San Gottardo. A forma di tempietto con portico. All'interno è affrescata una Madonna del latte con San Gottardo risalente al Cinquecento. Dopo la peste del 1630 fu dedicato per grazia ricevuta a Sant'Anna.
  • Chiesa di San Rocco, all'interno dell'abitato di Silvera, altra frazione del comune, risale al XIX secolo. Di piccole dimensioni, proporzionate all'abitato, fu costruito nel 1684.
  • Chiesa "Madonna di Fatima" in località Piantini, voluta dagli abitanti della località e dedicata al Cuore Immacolato di Maria, consacrata il 4 novembre 1958.

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

  • Villa Pernot, Favini, detta anche Villa Carlotta, edificata nella seconda metà dell'Ottocento dalla famiglia Pernot, fu ultimata nel 1892-93, quando venne acquistata dall'avvocato milanese Gaetano Favini, che la dedicò alla madre, la nobildonna Carlotta Sessa, e la abitò con la moglie Jane Colson e i figli nei periodi di ferie. La villa, caratterizzata da imponenza e sobria eleganza, sorge in riva al lago ed è circondata alle spalle da un parco di alberi secolari. Alla morte di Gaetano Favini la villa passò per breve tempo agli eredi Sessa e Gatti Grami, prima di essere venduta. Oggi la villa è stata trasformata in albergo ed è nota come Hotel Villa Paradiso.
  • Villa Faraggiana Ferrandi. È una villa signorile in stile neoclassico, fatta costruire intorno al 1860 dal Senatore Raffaele Faraggiana come residenza estiva della famiglia. Il vasto parco ospita il Museo Botanico voluto da Catherine Faraggiana Ferrandi, moglie di Raffaele, sepolta nel cimitero locale di Via Roma.
Il palazzo detto Villa Galli - Gatti Grami, un tempo dimora delle ricche famiglie Galli, notai novaresi, e successivamente Gatti Grami, possidenti terrieri mantovani; fu sede della farmacia del Tenente Dottor Anselmo Gatti Grami (1881 - 1966)
  • Villa Galli - Gatti Grami (ex farmacia), elegante complesso signorile situato in Via Sempione, costruito in stile neo-rinascimentale attorno al 1870 per la ricca famiglia Galli, notai novaresi. Successivamente nella prima metà del Novecento fu dimora della famiglia Gatti Grami, oriunda di Mantova, e la torre del palazzo ospitò la farmacia del Tenente Dottor Anselmo Gatti Grami.
  • Officina di Ghevio. Nella frazione di Ghevio si trova l'interessante edificio che ospitava l'officina di un fabbro (fine del XIX secolo circa) ancora attiva fino alla fine degli anni novanta; è ancora possibile osservare la ruota ad acqua che serviva a mettere in moto il maglio usato nell'officina.
  • Fabbrica Tosi. Nel secolo XIX Meina ospitava piccole industrie (non a caso una via del paese è chiamata Via Fabbriche): una delle più importanti era la fabbrica per la torcitura del cotone, di proprietà della famiglia Tosi, in riva al torrente Tiasca tra Meina e Solcio di Lesa.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[5]

Persone legate a Meina[modifica | modifica wikitesto]

  • Bartolomeo Viotta, cittadino meinese del secolo XVI, partito per combattere i Turchi al servizio della Repubblica di Venezia.
  • Giacomo Antonio Luatti, nobile aronese del secolo XVII, benefattore. La sua tomba si trova nella Chiesa dell'Annunciazione, detta della Madonnina.
  • Gaetano Favini (1848 - 1907), avvocato milanese. Acquistò, dedicandola a sua madre Nob. Carlotta Sessa, Villa Pernot (oggi Villa Paradiso), la cui costruzione fu completata su sua iniziativa.
  • Raffaele Faraggiana di Sarzana (1841 - 1911), nobile e Senatore del Regno d'Italia.
  • Anselmo Gatti Grami (1881 - 1966), tenente e medico nella Grande Guerra, discendente del patriota Angelo Gatti Grami. Fu farmacista a Meina nella prima metà del Novecento.
  • Enrico Cuccia, banchiere.
  • Carlo Avegno partigiano pluridecorato e medaglia d'oro al valor militare

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ 15-23 settembre 1943: la strage degli ebrei dell’Hotel Meina
  4. ^ "La Chiesa dell'Annunciazione in Meina", Antonio Zonca
  5. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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