Varallo Pombia

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Varallo Pombia
comune
Varallo Pombia – Stemma Varallo Pombia – Bandiera
Veduta della chiesa parrocchiale
Veduta della chiesa parrocchiale
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Regione-Piemonte-Stemma.svg Piemonte
Provincia Provincia di Novara-Stemma.png Novara
Sindaco Alberto Pilone (lista civica) dal 07/05/2012
Territorio
Coordinate 45°40′00″N 8°38′00″E / 45.666667°N 8.633333°E45.666667; 8.633333 (Varallo Pombia)Coordinate: 45°40′00″N 8°38′00″E / 45.666667°N 8.633333°E45.666667; 8.633333 (Varallo Pombia)
Altitudine 300 m s.l.m.
Superficie 13 km²
Abitanti 5 004[1] (28-12-2012)
Densità 384,92 ab./km²
Frazioni Cascinetta
Comuni confinanti Borgo Ticino, Castelletto sopra Ticino, Divignano, Pombia, Somma Lombardo (VA)
Altre informazioni
Cod. postale 28040
Prefisso 0321
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 003154
Cod. catastale L670
Targa NO
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti Varalpombiesi
Patrono santi Vincenzo e Anastasio
Giorno festivo 1º Martedi dopo Pasqua
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Varallo Pombia
Sito istituzionale

Varallo Pombia (Varal Pombia in piemontese, Varal in lombardo) è un comune italiano di 5.004 abitanti della provincia di Novara. Nel 2005 ha avuto il riconoscimento di "Comune Turistico" da parte della Regione Piemonte[2]

Origine del nome[modifica | modifica sorgente]

Il toponimo compare per la prima volta in un documento del 17 giugno 885, conservato nell’Archivio Capitolare di Santa Maria di Novara Signum + Luoni de Uuaralo testes.... Su antichi documenti in latino compare come Varalli Pombiae. Secondo qualche studioso, Varallo potrebbe essere un derivato di “variarius”, nel senso di terreno incolto, aspro.

Varallo Pombia compare anche con il nome di Varallum Plumbiense o Varadium-Plumbiae[3]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[4]

Geografia[modifica | modifica sorgente]

Altezza minima: 179 m s.l.m (fiume Ticino) - Altezza massima: 347 m s.l.m (monte Bugno).

Varallo Pombia dista circa 29 km da Novara, 14 da Arona, 54 km da Milano, 124 km da Torino. Dista inoltre 18 km dall'aeroporto di Milano-Malpensa.

Assieme ad altri 11 comuni, Varallo Pombia fa parte del Parco piemontese del Ticino.

Varallo Pombia si trova sul tracciato del Sentiero Europeo E1, sentiero escursionistico che si snoda tra il Nord Europa ed il Mediterraneo. Il sentiero s'inoltra nei boschi della Paniscèra e passa nella zona al confine tra i Comuni di Varallo Pombia e di Pombia dov'è situata la Riserva Naturale Speciale denominata Campo dei Fiori - Casone (Campfiò).

Il fiume Ticino si snoda nel territorio di Varallo Pombia per più di 6 km segnando il confine con il Comune di Somma Lombardo e di conseguenza il confine tra le Province di Novara e di Varese e tra le Regioni Piemonte e Lombardia.

Nel territorio di Varallo Pombia si trovano i laghetti sportivi Pesorto: il lago piccolo ha una superficie di circa 10.000 m².con ed un perimetro di circa 400 metri, il lago grande ha una superficie di 35.000 m²., una perimetro di 1100 metri circa, Entrambi con una profondità di circa 12 metri ed alimentati unicamente da acqua sorgiva ad una temperatura costante per tutto l'anno di circa 15 °C.

Nel 1876, nella lingua di terra creata dalla prima ansa del Ticino (tra Porto della Torre e Panperduto) venne costruita una fabbrica di dinamite dalla Società Dinamite d'Ascona che produsse circa mezzo milione di chilogrammi di dinamite utilizzata per la realizzazione della Traforo del Gottardo. Con la conclusione del traforo, nel 1880, la fabbrica venne chiusa.[5]

Passeggiando nella zona di Campo dei Fiori ci si imbatte in grandi cumuli di ciottoli ma il Ticino scorre almeno 100 metri più in basso! Diverse ipotesi parlano di aurifodine (antiche miniere d'oro)[6], miniere d'oro a cielo aperto;[7] altri ipotizzano operazioni di bonifica terreni per creare vigneti.[8] L'ipotesi più accreditata indica la presenza di questi grandi cumuli di ciottoli come residui del lavaggio dei terrazzi alluvionali auriferi.[9] L'origine di questi cumuli, che assumono un aspetto misterioso e suggestivo, resta tuttavia ancora molto incerta.

Dighe[modifica | modifica sorgente]

La Diga di Porto della Torre, terminata nel 1954, è stata realizzata per creare un bacino che alimenta il Canale Regina Elena, che dopo un primo tratto di 1,5 km in galleria, irriga le campagne del Novarese.

Lo sbarramento fluviale di Porto della Torre è sormontato da un ponte stradale dove passa la Strada statale 336 dell'Aeroporto della Malpensa. Sull'estremità lombarda è stata realizzata la centrale idroelettrica di Porto della Torre disegnata dall'architetto Giò Ponti ed entrata in funzione nel 1955.

Immediatamente dopo si trova lo sbarramento del Panperduto, costituito verso la sponda piemontese da una diga artificiale a stramazzo che nella parte bassa termina con dei massi in cemento a forma prismatica che servono a rallentare le acque che si riversano nel corso naturale del Ticino; sulla sponda lombarda gran parte delle acque del Ticino vengono incanalate attraverso 30 porte a comando oleodinamico, che permette il sollevamento delle acque del fiume fino a 2 metri e mezzo per alimentare il Canale Villoresi ed il Canale Industriale. La diga ed il sistema di presa d'acqua sono stati inaugurati nel 1884.

In data 24 ottobre 2012 è stato annunciato, da parte di Regione Piemonte, lo stanziamento regionale che veicola fondi di sviluppo europei per un importo di 13,5 milioni da utilizzarsi per la creazione di una conca di navigazione presso la Diga di Porto della Torre. Questa opera è considerata la più significativa sotto il profilo delle infrastrutture di tutto il progetto dell'idrovia Locarno-Milano-Venezia.[10] I lavori di costruzione dell'opera, a fine maggio 2013, non risultano ancora iniziati. Nondimeno si conta di terminarli in occasione dell'Expo 2015.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

  • Chiesa parrocchiale dei santi Vincenzo e Anastasio
  • Santuario della Madonna del Rosario di San Pietro (chiamata anche "Madonna della Cintura") Il santuario è stato ricostruito nel XVIII secolo sulle rovine di una preesistente chiesa duecentesca intitolata a san Pietro. La facciata a capanna in cotto con lesene e timpani, risulta incompleta con nicchie per statue vuote. Risultano tre navate con cappelle laterali (tre per parte), abside quadrangolare con coro dietro all'altare maggiore e una copertura con volta a botte. Le volte della navata centrale e del presbiterio sono totalmente affrescate (affreschi ottocenteschi). A lato dell'altare maggiore, grande dipinto (datato 1938) eseguito da un artista originario di Varallo Pombia raffigurante l'episodio miracoloso della sacra immagine posta entro un'edicola che "si rende viva" agli occhi di una giovinetta sordomuta, che riacquistò l'udito e la parola davanti all'immagine mariana. Di particolare interesse la tela restaurata nel 2009 "Martirio di Santa Cristina" olio su tela cm 300 x 180 del 1693 posto nella cappella di S.Cristina - navata laterale sinistra del pittore Andrea Lanzani.
  • Chiesa della Santissima Trinità (frazione Cascinetta)
  • Oratorio di San Giovanni Battista sul lato sinistro della Chiesa Parrocchiale
  • Oratorio dei Santi Rocco e Filippo in piazza Mazzini
  • Oratorio dei Santi Michele e Sebastiano (Lazzaretto)
  • Oratorio dei Santi Giuseppe e Gioacchino (interno a Palazzo Caccia)

Architetture civili[modifica | modifica sorgente]

  • Villa Simonetta Mocenigo Soranzo (palazzo comunale) posta su una collinetta nel centro del paese, ha mantenuto le caratteristiche architettoniche originali, di seicentesca casa patrizia completata da un bellissimo parco ricco di piante rare.
  • Palazzo Caccia (Casa Priuli Caccia)
  • Monumento ai caduti (piazza Marconi)
  • Monumento ai caduti (via Cesare Pavese)

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Museo Archeologico[modifica | modifica sorgente]

Situato all'interno del Palazzo Comunale. Molti dei reperti raccolti risalgono all'età del ferro, provenienti da scavi di necropoli situate nel territorio circostante ed associati alla Cultura di Golasecca.

Pinacoteca[modifica | modifica sorgente]

La Pinacoteca Comunale di Villa Soranzo (intitolata a Cesare Belossi) allestisce ogni anno diverse mostre di Arte contemporanea. Ad ogni espositore viene chiesto di donare un'opera alla pinacoteca e così lo spazio permanente negli anni si è arricchito di più di 60 opere tutte da ammirare.

Eventi e Ricorrenze[modifica | modifica sorgente]

Festa patronale: il primo martedì dopo Pasqua.

Sant'Anna, compatrona (26 luglio): processione per le vie del paese con la statua della Santa.

Pellegrinaggio votivo al Sacro Monte di Varese: primo sabato si settembre.

Tra tutte le iniziative di interesse culturale spiccano le mostre organizzate periodicamente dalla Pinacoteca comunale, il festival Varallo Pop, che si svolge ogni anno a luglio e il concorso canoro Non DorMiRe Canta, che si svolge ogni anno a settembre.

Da notare anche il Festival del Cinema, organizzato dal Popolo delle Ortiche, associazione no profit volta alla produzione di cortometraggi e varie iniziative culturali ed artistiche.

Grande importanza nel paese ha riscosso l'associazione ProBaby dedicata ai bambini e alle loro famiglie. Dal 2007 collabora con l'oratorio per l'organizzazione e la realizzazione della Via Crucis vivente che attraversa ogni anno, nel periodo pasquale, gli spazi della casa parrocchiale e dell'oratorio, il parco e la villa comunale e la via Martiri della libertà terminando con la crocifissione sul monte della Chiesa della Madonna. Fiore all'occhiello dell'associazione il Festival del Bimbo che si svolge l'ultima domenica del mese di maggio.

Ogni anno riscontra molto interesse il Carnuè da Varà, sfilata di carri carnevaleschi con le tradizionali maschere varalpombiesi il Carlin e la Marietta. Il carnevale varalpombiese, organizzato dalla Pro Varallo Pombia, ha festeggiato nel 2013 i 40 anni.

Persone legate a Varallo Pombia[modifica | modifica sorgente]

  • Don Giuseppe Rossi, nato a Varallo Pombia il 3 novembre 1912 e ordinato sacerdote il 29 giugno 1937. Un anno dopo è destinato a Castiglione Ossola, una parrocchia di montagna in Valle Anzasca. In un feroce rastrellamento da parte dei fascisti, il 26 febbraio 1945 viene preso anche lui. Alcuni giorni dopo Don Giuseppe Rossi viene trovato nel vallone dei Colombetti sepolto in una fossa che era stato costretto a scavare con le proprie mani.[12] Si è concluso a, sessant’anni dal suo eroico sacrificio, la fase diocesana del processo canonico, con la proclamazione a Servo di Dio[13], mentre l’intera documentazione è stata trasmessa a Roma per il prosieguo della causa di beatificazione.[senza fonte]
  • Carlo Marazzini (nato il 26 febbraio 1829 - Morto il 28 gennaio 1911) Sarto di professione, con la passione per la botanica e a più di 40 anni scoprì anche la passione per l'archeologia. I sui primi ritrovamenti archeologici avvennero nel 1876 presso la frazione Cascinetta di Varallo Pombia. Successivamente si imbatté in diversi ritrovamenti anche nel comune di Sesto Calende e di Castelletto Ticino. In quest'ultimo comune, più precisamente in località Fontanili, nel 1884 scoprì una prestigiosa sepoltura della metà del VII secolo a.C. denominata "tomba del Lebete" contenente una cista e un bacile in bronzo sblazato con leoni e sfingi alate di fabbrica etrusca[14] ora conservata al museo di archeologia di Torino. Altri oggetti da lui ritrovati sono conservati a Novara presso le "Civiche Raccolte" e al Museo Archeologico di Sesto Calende.[15]
  • Edoardo Caccia (nato a Novara il 30 ottobre 1840 - morto a Varallo Pombia il 5 luglio 1907) Dal 1869 fino alla sua morte fu Sindaco di Varallo Pombia. Nel 1876 fornì le autorizzazioni per la costruzione di una fabbrica di esplosivi vicino al Ticino; successivamente chiese ed ottenne dal Governo una stazione ferroviaria a Porto Varallo Pombia sulla costruenda linea Novara-Luino. Nel 1886 fu eletto Consigliere Provinciale. Nel 1896 per le sue benemerenze fu nominato Cavaliere dell’Ordine di San Maurizio e Lazzaro.[16]
  • Giancarlo Tiboni (nato a Varallo Pombia il 30 giugno 1923 - morto ad Arona il 14 aprile 1945) Partigiano in forza alla 118 ma Brigata Garibaldi Servadei. La brigata ricevette l'ordine di attaccare il centro di comando delle forze nazifasciste ad Arona (l'attuale stazione ferroviaria e l'Hotel Milan dove erano alloggiate le truppe tedesche). I partigiani però caddero in un tranello: quando i tedeschi si presentarono sventolando una bandiera bianca, i patrioti uscirono allo scoperto ma da una viuzza sbucò una camionetta e i fascisti cominciarono a mitragliarli. Il 14 aprile 1945 insieme al Tiboni persero la vita altri 11 giovani partigiani e 4 civili antifascisti. In via Martiri della Libertà, di fronte al civico 40, è ricordato con una lapide su cui è inciso "caduto per la libertà".[17] A Giancarlo Tiboni è intitolata la Biblioteca Civica di Varallo Pombia.
  • Aldo Favini (nato a Varallo Pombia nel 1916) Ingegnere e progettista, laureatosi nel 1942 presso l'università di Roma in Ingegneria Civile-Edile e attivo a Milano dal dopoguerra, Aldo Favini è una figura importante dell'ingegneria italiana contemporanea; insieme a Silvano Zorzi e Riccardo Morandi ha introdotto la cultura e la pratica del cemento armato precompresso, contribuendo in modo determinante allo sviluppo della prefabbricazione in Italia.[18]

Istruzione[modifica | modifica sorgente]

  • Asilo Nido "Giovanni, Ugo e Maria Anita Ingignoli"
  • Scuola dell'Infanzia "G.Bolognino"
  • Scuola Primaria Statale "G. Di Vittorio"
  • Scuola Secondaria di 1º Grado Statale Intercomunale "Don G. Rossi" - Servizio in convenzione con i Comuni di Pombia e Divignano

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

  • Stazione ferroviaria Varallo Pombia, sulla linea Arona-Novara, situata vicino al centro del paese. La linea ferroviaria rientra nel Corridoio Europeo n.6 Genova-Rotterdam detto dei 2 Mari che prevede un raddoppio della linea per il tratto Arona-Vignale entro il 2020.[19]
  • Stazione ferroviaria Porto Varallo Pombia, sulla linea Luino-Oleggio, situata vicino al fiume Ticino in una zona boschiva a qualche chilometro dal paese. Dal 15 dicembre 2013 la stazione risulta chiusa al servizio viaggiatori.
  • Approdo di Varallo Pombia in località Trota Vagabonda, sulla via fluviale denominata Via dei marmi ed attualmente percorribile nel tratto da Sesto Calende a località Porto della Torre.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - URL consultato in data 28-12-2012.
  2. ^ D.G.R. n° 412/5585 del 16/02/2005
  3. ^ Dizionario Geografico Storico-Statistico-Commerciale degli stati di S.M. IL RE DI SARDEGNA pp.811 (1853)
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  5. ^ tratto da Una Fabbrica di Dinamite a Varallo Pombia per il Traforo del Gottardo, scritto da Luciano Galli e Carlo Mazzella ed estratto dal Bollettino Storico per la Provincia di Novara - Anno LXI - N.1 - 1970
  6. ^ Aurifodine nel Parco della Valle del Ticino
  7. ^ Cava dell'Oro a cura di G.De Lorenzi e Ugo Magnani
  8. ^ Itinerario Didattico CAMPO DEI FIORI - CASONE Varallo pombia - Pombia pagine 5, 8 e 9
  9. ^ Giuseppe Pipino - Oro, Miniere, Storia. Miscellanea di giacimentologia e storia mineraria italiana - Museo storico dell'oro italiano pp 28 e 383
  10. ^ Il Ticino navigabile fino a Milano entro il 2015 - Sito Ufficiale della Regione Piemonte
  11. ^ Giornale periodico del Comune di Varallo Pombia, Anno XXXII - N. 2 luglio 2006
  12. ^ Servo di Dio Giuseppe Rossi Parroco, martire - dal sito Santi e Beati
  13. ^ dal sito della Diocesi di Novara
  14. ^ Radici. Archeologia, cultura e storia di un territorio a cura di Rassegna gallaratese di storia e d'arte di Franco Angeli
  15. ^ da Articolo Storia di un varalpombiese di Maria Luisa Fanchini apparso su "il dialogo ieri, oggi, domani" Anno XXXVII - N. 1º settembre 2011
  16. ^ da articolo Ricordo del Nob. Cav. Avv. Edoardo Caccia di Benedetto Prinetti apparso su "il dialogo ieri, oggi, domani" Anno XXXIV - N. 3 dicembre 2008
  17. ^ dal sito dell'Associazione Nazionale Partigiani d'Italia www.anpi.it
  18. ^ Aldo Favini: Architettura e Ingegneria in Opera. Libreria Clup - Politecnico di Milano, Facoltà di Architettura Civile, 2004
  19. ^ Dossier del 2011 a cura dell'OTI (Osservatorio Territoriale Infrastrutture)
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