Brissago

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Brissago
comune
Brissago – Stemma
Brissago – Veduta
Dati amministrativi
Stato bandiera Svizzera
Cantone Ticino – stemma Ticino
Distretto Locarno
Lingue ufficiali Italiano
Territorio
Coordinate 46°07′N 8°43′E / 46.11667°N 8.71667°E / 46.11667; 8.71667 (Brissago)Coordinate: 46°07′N 8°43′E / 46.11667°N 8.71667°E / 46.11667; 8.71667 (Brissago)
Altitudine 197 m s.l.m.
Superficie 17,74 km²
Abitanti 1 847 (2009)
Densità 104,11 ab./km²
Frazioni Madonna di Ponte, Piodina, Noveledo, Cadogno, Incella, Tecetto, Piazza, Caccio, Nevedone, Cartogna, Rossorino, Porta, Gadero, Isole
Comuni confinanti Ascona, Cannobio (IT-VB), Cavaglio-Spoccia (IT-VB), Centovalli, Gambarogno, Pino sulla Sponda del Lago Maggiore (IT-VA), Ronco sopra Ascona, Tronzano Lago Maggiore (IT-VA)
Altre informazioni
Cod. postale 6614
Prefisso 091
Fuso orario UTC+1
Codice BFS 5097
Targa TI
Nome abitanti brissaghesi
Circolo Isole
Localizzazione
Brissago è posizionata in Svizzera
Brissago
Brissago – Mappa
Sito istituzionale

Brissago[1] (Brissagh in dialetto ticinese) è un comune svizzero del Canton Ticino, sulla sponda destra del Lago Maggiore.

Indice

[modifica] Stemma

Lo stemma, adottato nel 1903, racchiude i due punti salienti della storia del borgo. Lo scudo crociato, infatti, è l'insegna di Milano al cui dominio è stata soggetta Brissago, soprattutto durante la signoria dei Visconti.

Il secondo elemento indica l'adesione alla Confederazione svizzera. Infatti, mentre il Locarnese vi aveva aderito nel 1516, Brissago ebbe diverse incertezze e solo il giorno di San Giorgio, 24 aprile 1521, decise di mettersi sotto la protezione dei Cantoni elvetici.

[modifica] Storia

Fino al 1342 il borgo fu sottoposto direttamente al Sacro Romano Impero, I propri diritti e privilegi politici e giurisdizionali, confermati sin dall'epoca del dominio dei Visconti, signori di Milano, rimasero inviolati anche durante il periodo dei baliaggi svizzeri fino al 1798.

Il 26 marzo 1412 Gian Antonio Orelli fu eletto podestà di Brissago e confermato da Giovanni Maria Visconti; il 13 aprile 1439 Filippo Maria Visconti riconfermò Gian Antonio Orelli podestà[2]. Il 17 giugno 1525 Brissago passò sotto il dominio svizzero mediante convenzione coi capitanei Orelli di Locarno[3]. Il 24 giugno 1608 gli Svizzeri confermarono le franchigie di Lugano, Brissago, Val Verzasca e Gambarogno[4].

Nel 1806 il borgo fu aggregato al distretto di Locarno[5]. Confessionalmente la pieve dipendeva dalla chiesa matrice di Cannobio, poi dal 1888 fu assegnata alla neocostituita Amministrazione apostolica di Lugano.

A partire dalla fine del secolo XIX divenne un'apprezzata località di villeggiatura per il suo clima mite, la salubrità dell'aria e le possibilità escursionistiche sul lago e in montagna. Venne impiantata con successo anche una nota fabbrica di tabacchi (i cui sigari sono citati in una poesia di Xenia di Eugenio Montale), mentre oggi ha assunto rinomanza nazionale la Clinica Hildebrand specializzata in cure ortopediche e riabilitative.

[modifica] Il patriziato

Il comune patriziale comprende tutte le famiglie anticamente originarie del luogo che amministrano i beni indivisi della comunità quali i boschi, i pascoli, i monti, gli alpi[6] e sono responsabili per la manutenzione dei manufatti, delle strade, dei ponti, dei sentieri, delle sorgenti e delle fontane.

Dalla seconda metà del secolo XX vi possono far parte anche i figli di una patrizia sposata con un non patrizio e le mogli patrizie sposate con un non patrizio[7].

[modifica] Personalità

[modifica] Amministrazione comunale

Sindaco: Roberto Ponti dal {{{DataElezione}}}

[modifica] Monumenti e luoghi d'interesse

[modifica] Edilizia religiosa

Oratorio Porta
  • L'Oratorio della Vergine del Buon Consiglio[17], a Porbetto, in posizione isolata, è una costruzione barocca d'origine cinquecentesca, ricostruita negli anni 1711-1727, con ampio portico e cappelle laterali poligonali. Subì ampliamenti negli anni 1743 e 1773, recentemente restaurato. Il semplice interno è impreziosito dall'altare con l'affresco della Madonna in trono, del 1572, entro una cornice a stucco del XVIII secolo; il paliotto in scagliola è di Giuseppe Maria Pancaldi, del 1748.
  • L'Oratorio di San Bartolomeo, a Porta, è un edificion cinquecentesco di origine medievale; fu demolito nel 1995 e sostituito da un nuovo oratorio eretto nel biennio 1997-1998 dall'architetto Raffaele Cavadini[18]; il volume cubico è impostato sul rapporto tra lo spazio porticato esterno e quello riservato al culto; l'esterno è realizzato in pietra, l'interno in calcestruzzo a vista. Dell'antico oratorio furono recuperati gli affreschi dell'Annunciazione, restaurata e esposta all'esterno, e di San Bartolomeo, attribuiti alla bottega di Antonio da Tradate, della fine del secolo XV.
  • L'Oratorio della Madonna delle Grazie[19], a Gadero, è una piccola costruzione con campanile a vela, eretta nel 1807 e ampliata nel 1835; subì un restauro nel 1972; la pala d'altare ottocentesca raffigura la Madonna della Misericordia.
  • I resti dell'antica basilica di San Pancrazio risalente all'XI secolo sulla maggiore delle due isole di Brissago, l'isola dei conigli[20] annessa ad un monastero di monache Umiliate[21].
  • Le rovine della chiesa romanicadi Sant'Apollinare sull'Isolino[22], risalente al XII secolo[23]
Il Municipio

[modifica] Edilizia civile

  • Il Municipio e scuole comunali, in Piazza Minicipio, è un imponente volume realizzato negli anni 1906-1909 dall'architetto Ferdinando Bernasconi, poi rinnovato;
  • Il cosiddetto "Castello", in Piazza Municipio, nei pressi del Municipio, edificio sviluppatosi da una casa torre con l'unica facciata medievale conservata nel borgo.
  • Il Muro degli Ottevi, doppia rampa o Montada, a monte della strada cantonale, eretta nel 1863, delimitata da una balaustra con sedili del 1910; vi si affaccia una serie di case d'origine medievale, trasformate nei secoli XVI-XX, alcune delle quali con logge e balconi;
  • La Casa Conti-Rossini, che ingloba una casa torre collegata con uno spazio del XVI secolo tramite un portico aperto su un cortile e un giardino; sulla facciata affreschi raffiguranti l'Annunciazione[24] e Sant'Antonio abate[25], sono attribuiti ad Antonio da Tradate.
Casa Bianchini
  • L'Albergo Camelia, in via Leoncavallo, è un volume compatto eretto nel 1910 circa; la facciata con modanature presenta un asse centrale rialzato a frontone centinato;
  • La casa d'appartamenti Bianchini è una costruzione in calcestruzzo a vista, realizzata dall'architetto Luigi Snozzi negli anni 1985-1987; la scala principale con ballatoi funge da elemento di raccordo con la palazzina settecentesca a torre, inglobata nel complesso e rivolta verso il lago, rinnovata da Snozzi in quegli anni. Sulla facciata: affresco della Madonna col Bambino di fra' Roberto Pasotti di Bellinzona, del 1987.
  • La Banca dello Stato, costruita nel 1998 dall'architetto Livio Vacchini al posto di una villa, è l'ultimo tassello della fila di case che formano il centro del borgo ed entra in relazione con lo spazio pubblico adeguando la morfologia dei diversi lati.
  • La fabbrica di tabacchi sorse nel 1847, il primo stabilimento fu poi demolito e la nuova costruzione fu eretta negli anni 1890-1911, ristrutturata e sopraelevata di un piano nel 1939 dall'architetto Bruno Brunoni. L'impianto a doppia corte ha un prospetto verso la strada con la parte mediana rialzata e articolata da lesene in granito.
  • Il cimitero del 1860 ha un impianto a simmetria centrale e presenta addossate al muro di cinta alcune edicole notevoli[26].
Palazzo Baccalà
  • La Casa de Rossi, sulla Scalinata della dogana, è una villa del XVIII secolo con portale d'accesso rinascimentale, recentemente restaurata da Luigi Snozzi.
  • La Casa Branca, sulla Scalinata del porto, è un edificio del secolo XVIII con larga facciata principale sul lago e loggia all'ultimo piano.
  • Il Palazzo Branca-Baccalà, uno dei più sontuosi palazzi signorili d'epoca barocca del Sopraceneri[27], Museo Ruggero Leoncavallo, è un'ampia costruzione eretta attorno alla fine del secolo XVII, poi trasformata ed ampliata a più riprese. La proprietà con i suoi edifici di servizio e giardini (ora scomparsi) si estendeva a tutta la zona orientale del borgo. Lavori di restauro dell'edificio e sistemazione delle adiacenze furono iniziati nel 1986 su progetto di Livio Vacchini. Il corpo del palazzo vecchio ad ovest, sorto nell'ultimo trentennio del XVII secolo, si affacciava su un vasto cortile porticato recentemente demolito. L'ala sud, innalzata nel primo quarto del secolo XVIII, presenta una maestosafacciata principale aperta sul lago, con loggia centrale e sottogronda scandito da mensoloni scolpiti; nei riquadri reca dipinti con figure allegoriche monocrome. Sotto la loggia: dipinti murali del biennio 1724-1725 circa, con l'Annunciazione attribuiti alla bottega di Antonio Baldassarre Orelli di Locarno. All'interno si conservano due soffitti lignei dipinti del XVIII secolo, fra cui uno al secondo piano con una quadratura illusionistica a cupola attribuita la pittore brissaghese Giovanni Antonio Caldelli[28], e alcuni soffitti ottocenteschi dipinti su carta.
Casa Thür
  • La Villa Gina o Casa dei Matti, rinnovata, è un edificio settecentesco la cui facciata principale verso il lago è articolata in modo simile a quella della vicina Casa Branca.
  • La villa, in Costa di mezzo, una casa d'appartamenti eretta negli anni 1886-1898 su progetto di Giuseppe Pedroli, è un volume classicheggiante con coronamento delle finestre neorococò.
  • La Casa Thür fu eretta da Michele Arnaboldi nel 2003.
  • La Casa San Giorgio[29].
  • La Villa Antonietta, costruita nel 1912 dall'impresa di Battista Branca, ha una volumetria particolarmente mossa; le facciate originariamente dipinte da Pietro Tiboni, furono ridipinte.
  • La Casa Storelli.

Nel nucleo di Piodina si conservano case ed elementi architettonici d'origine medievale e alcuni interessanti edifici settecenteschi e inoltre:

  • la casa unifamigliare a Piodina, in via Costa di fuori, realizzata negli anni 1993-1995 dall'architetto Aurelio Galfetti su un terreno a forte pendenza, è caratterizzata da uno zoccolo formante una piattaforma su cui sorge la struttura in acciaio e vetro.
  • La casa già Beretta[30], nel nucleo di Incella, con strette viuzze ed edifici tardomedievali attorno ai quali sorgono interessanti case cinque e settecentesche nella parte superiore dell'abitato, fu eretta nel 1676, con loggia all'ultimo piano.
  • La casa unifamiliare, in via Incella, nel bosco sopra il nucleo, venne realizzata da Raffaele Cavadini su un terreno impervio, è costituita da una piattaforma con gli spazi abitativi, un muro d'appoggio e quattro colonne.
  • Un gruppo di case tardomedievali, a Tecett, sono addossate l'una all'altra su più livelli.
  • La villa sull'isola di Brissago è un edificio neorinascimentale realizzato nel 1928 dall'architetto Breslauer per Max Emden, demolendo i resti dell'antica basilica di San Pancrazio e la villa della baronessa Antoinette di Saint-Léger; ospita esposizioni temporanee.

[modifica] Le isole

Nel territorio comunale sorgono le Isole di Brissago. Sono particolarissime in quanto, grazie alla loro posizione, godono di un ottimo clima e di una temperatura mite che consente la crescita anche di piante non adatte alla zona. Su una di esse, infatti, sorge proprio un giardino botanico.

Lago Maggiore visto dalla capanna alpina Al Legn (1800 m s.l.m.) sopra Brissago

[modifica] La Fondazione Ruggero Leoncavallo

Il celebre musicista e compositore italiano trascorse parte della sua vita a Brissago e la Fondazione ha lo scopo di ricordarne il valore[31].

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti

[modifica] Clima

La regione gode d'un buon soleggiamento con un numero moderato di precipitazioni annue[32], ma con diverse giornate ventose.

[modifica] Note

[modifica] Bibliografia

  • Johann Rudolf Rahn, I monumenti artistici del medio evo nel Cantone Ticino, Tipo-Litografia di Carlo Salvioni, Bellinzona 1894, 70-72.
  • Virgilio Gilardoni, Il Romanico. Catalogo dei monumenti nella Repubblica e Cantone del Ticino, La Vesconta, Casagrande S.A., Bellinzona 1967, 20, 37-38, 221, 235-240.
  • Guglielmo Buetti, Note Storiche Religiose delle Chiese e Parrocchie della Pieve di Locarno, (1902), e della Verzasca, Gambarogno, Valle Maggia e Ascona (1906), II edizione, Pedrazzini Edizioni, Locarno 1969.
  • Giuseppe Mondada, Le isole di Brissago nel passato e oggi, Tipografia Stazione S.A., Locarno 1975.
  • Virgilio Gilardoni, I monumenti d'arte e di storia del Canton Ticino, Volume II L'alto Verbano - Il Circolo delle Isole (Ascona, Ronco, Losone e Brissago), Birkäuser Verlag, Basilea 1979, 3, 7, 8, 11-13, 16, 22, 30, 40, 53, 82, 88, 97, 112, 186, 187, 189, 191, 245, 269.
  • Bernhard Anderes, Guida d'Arte della Svizzera Italiana, Edizioni Trelingue, Porza-Lugano 1980, 162-166.
  • Emilio Motta, Effemeridi ticinesi, ristampa Edizioni Metà Luna, Giubiasco 1991.
  • Luciano Vaccaro, Giuseppe Chiesi, Fabrizio Panzera, Terre del Ticino. Diocesi di Lugano, Editrice La Scuola, Brescia 2003, 10, 38, 40-43, 46, 67nota, 82, 94, 236, 249, 297, 361, 376nota, 405, 406, 414, 421, 423nota, 431, 434, 436.
  • AA.VV., Guida d'arte della Svizzera italiana, Edizioni Casagrande, Bellinzona 2007, 151, 152, 206, 208, 210.
  • Orlando Nosetti, La Casa San Giorgio di Brissago. Un capitolo di storia fra sanità e socialità, Fondazione Casa San Giorgio, Armando Dadò editore, Locarno 2009.

[modifica] Galleria

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