Piemonte

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Piemonte
regione
Regione Piemonte
Piemonte – Stemma Piemonte – Bandiera
(dettagli) (dettagli)
La Sacra di San Michele, monumento simbolo del Piemonte[1][2]
La Sacra di San Michele, monumento simbolo del Piemonte[1][2]
Localizzazione
Stato Italia Italia
Amministrazione
Capoluogo Turin coat of arms.svg Torino
Presidente Sergio Chiamparino (PD) dal 26 maggio 2014
Territorio
Coordinate
del capoluogo
45°04′N 7°42′E / 45.066667°N 7.7°E45.066667; 7.7 (Piemonte)Coordinate: 45°04′N 7°42′E / 45.066667°N 7.7°E45.066667; 7.7 (Piemonte)
Altitudine 421[3] m s.l.m.
Superficie 25 402 km²
Abitanti 4 436 798[4] (31-12-2013)
Densità 174,66 ab./km²
Province 8
Comuni 1206
Regioni confinanti Emilia-Romagna, Liguria, Lombardia, Provenza-Alpi-Costa Azzurra (FR-PACA), Rodano-Alpi (FR), Ticino (CH-TI), Valle d'Aosta, Canton Vallese (CH-VS)
Altre informazioni
Lingue Italiano, Piemontese, Occitano, Walser
Fuso orario UTC+1
ISO 3166-2 IT-21
Codice ISTAT 01
Nome abitanti piemontesi
Patrono san Francesco di Sales, sant'Eusebio di Vercelli
PIL (PPA) 123.169 mln [5]
PIL procapite (PPA) 27.700 [6]
Cartografia

Piemonte – Localizzazione

Il Piemonte e le sue province
Il Piemonte e le sue province
Sito istituzionale
« Su le dentate scintillanti vette, salta il camoscio, tuona la valanga da' ghiacci immani
rotolando per le selve scroscianti; ma da i silenzi de l'effuso azzurro esce nel sole l'aquila,
e distende in tarde ruote digradanti il nero volo solenne. Salve, Piemonte! »
(Giosuè Carducci, Piemonte)

Il Piemonte (pronuncia Piemónte, /pje'monte/[7] ; Piemont [pje'munt] in piemontese, in occitano e in francoprovenzale) è una regione dell'Italia nord-occidentale di 4.415.535 abitanti[8] con capoluogo Torino. Confina ad ovest con la Francia (regioni Rodano-Alpi e Provenza-Alpi-Costa Azzurra), a nord-ovest con la Valle d'Aosta, a nord con la Svizzera (cantoni Vallese e Ticino), ad est con la Lombardia, a sud-est con l'Emilia-Romagna (per poco meno di 8 km) e a sud con la Liguria.

Il Piemonte è la seconda regione italiana per superficie, dopo la Sicilia, e la sesta per numero di abitanti. È inoltre la quarta regione italiana per esportazioni, con una quota del 10% sul totale nazionale[9], e quinta per valore del Prodotto interno lordo con circa 123 miliardi di euro totali, dietro a Lombardia, Lazio, Veneto ed Emilia-Romagna. Il PIL pro capite è superiore alla media nazionale.[5][10]

La regione fa parte dell'Euroregione Alpi-Mediterraneo.

Geografia[modifica | modifica sorgente]

Altimetria del Piemonte
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Geografia del Piemonte e Zone Altimetriche d'Italia.

Il territorio della regione è suddivisibile in tre fasce concentriche, di cui la prevalente e più esterna è quella alpina ed appenninica (ben il 40% del territorio regionale). Al suo interno vi è la zona collinare (27% del territorio), la quale racchiude la zona pianeggiante (33% del territorio).
Nella regione scorrono moltissimi fiumi e torrenti, tutti affluenti del fiume Po che nasce al Pian del Re ai piedi del Monviso.

Orografia[modifica | modifica sorgente]

Le principali catene montuose sono le Alpi, che circondano la regione ad ovest e nord, e gli Appennini che, situati al confine con Liguria ed Emilia-Romagna costituiscono così un confine naturale.

Piemonte significa ai piedi dei monti (pedemontium), così definito perché circondato su tre lati dalle montagne delle Alpi Occidentali e dell'Appennino ligure. La montagna piemontese ha un aspetto imponente ed aspro: infatti le sommità al di sopra dei tremila metri scendono rapidamente verso la pianura. La sua caratteristica, nella zona occidentale della regione, è infatti di essere priva delle Prealpi, a differenza di tutte le altre regioni alpine. Da ciò deriva il toponimo Piemonte che significa appunto "al piede dei monti". Al di sotto delle rocce e dei pascoli ci sono ampie estensioni di boschi: le conifere sono meno diffuse che in altre sezioni delle Alpi e lasciano presto il posto a faggeti e castagneti. In questa fascia sono presenti le più alte cime della regione, che superano i 4000 m: la Punta Nordend (4.609 m), massima elevazione regionale nonché seconda cima più alta del massiccio del Monte Rosa, ed il Gran Paradiso; vi sono poi numerose cime che superano i 3000 m, tra cui il Monviso, Uia di Ciamarella, il Rocciamelone e l'Argentera.

Nelle valli ci sono impronte dell'attività umana che costituiscono importanti vie di comunicazione internazionali stradali e ferroviarie. Nelle valli minori si trovano dighe, impianti idroelettrici e centri turistici.

Le principali zone collinari sono il Canavese (a nord-ovest), le Langhe e il Roero (a sud), il Monferrato (al centro) ed i colli Tortonesi (a sud-est). Le colline meridionali delle Langhe e del Monferrato sono formate da antichi sedimenti marini e sono poco resistenti all'acqua, che vi scava un labirinto di solchi e di valli. I versanti bene esposti sono coltivati a vite, cereali e foraggi ma anche a frutteti e noccioleti mentre l'allevamento, che un tempo era molto diffuso, non progredisce. Tra queste colline e le Alpi, un altopiano ricco di acqua arriva fino a Cuneo, ad oltre cinquecento metri di altezza: qui i campi sono coltivati soprattutto a foraggi e cereali. Proprio nella regione ha inizio la Pianura Padana, che, soprattutto nella province di Vercelli e Novara, è ampiamente coltivata a risaie, grazie anche alla grande quantità d'acqua disponibile, sia per le risorgive che, soprattutto, grazie ai canali artificiali, il più importante dei quali è sicuramente il Canale Cavour.
Nell'area attorno alle grandi città, in particolare a Torino e Novara, il paesaggio tipico è quello dello sviluppo industriale, mentre nel resto della pianura il riso si avvicenda ad altri cereali e foraggi e le piantagioni di pioppi si intercalano ai campi.

Idrografia[modifica | modifica sorgente]

Fiumi[modifica | modifica sorgente]

Il territorio piemontese è ricco di corsi d'acqua, tutti tributari del fiume Po, che attraversa interamente la regione da ovest a est. Da citare oltre allo stesso Po, sono:

  • Tanaro, il principale affluente di destra, lungo 276 km con i suoi sub-affluenti principali, la Bormida e la Stura di Demonte;
  • Maira, affluente di destra, lungo circa 120 km, percorre con il suo affluente Grana - Mellea le valli omonime, la pianura Cuneese e il Saviglianese e si getta poi nel Po a Lombriasco;
  • Pellice, primo affluente di sinistra, lungo 60 km, col suo principale sub-affluente Chisone percorre le Valli del Pinerolese;
  • Sangone, affluente di sinistra del Po, lungo 47 km e che percorre l'omonima valle;
  • Dora Riparia, affluente di sinistra, lunga 125 km, percorre interamente, coi suoi affluenti, la Val di Susa;
  • Stura di Lanzo, affluente di sinistra, lunga 65 km, coi suoi 3 rami percorre le Valli di Lanzo;
  • Orco, lungo circa 100 km, origina dal Lago Rosset (nel Parco Nazionale del Gran Paradiso), percorre la valle omonima e il Canavese da Nord a Sud, gettandosi nel Po nei pressi di Chivasso;
  • Dora Baltea, lunga 160 km, dopo aver attraversato interamente la Valle d'Aosta, bagna Ivrea e attraversa la parte più orientale del Canavese, gettandosi nel Po nei pressi di Crescentino;
  • Sesia, lunga 140 km, attraversa il vercellese ed è uno dei più importanti fiumi del Piemonte orientale;
  • Cervo, torrente biellese lungo 65 km che dopo avere raccolto le acque dell'Elvo confluisce nella Sesia non lontano da Vercelli;
  • Agogna, lungo 140 km nasce dal monte Mottarone e sfocia nel Po in Lombardia. Presso Novara il fiume si inffossa di alcuni metri creando la Piana dell'Agogna, ampiamente coltivata a riso. Ha una portata media di 65 m3/s (in primavera);
  • Ticino, lungo 248 km, il secondo fiume italiano per portata d'acqua, immissario ed emissario del Lago Maggiore, scorre però solo per pochi km interamente in Piemonte in quanto funge da confine con la Lombardia;
  • Toce, lungo 83 km, il più importante immissario del Lago Maggiore dopo il Ticino, scorre interamente nella provincia del Verbano-Cusio-Ossola;
  • Belbo, lungo 86 km, il maggiore corso d'acqua che attraversa le Langhe e che poi confluisce nel Tanaro;
  • Scrivia, torrente appenninico lungo 88 km che scorre nel Piemonte per poi confluire nel Po in Lombardia;
  • Curone, torrente appeninico lungo 50 km.

Laghi[modifica | modifica sorgente]

LagoMaggiore panoramica.jpg

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Panorama del Lago Maggiore, il secondo lago per superficie in Italia, visto dalla sponda lombarda.
Il Po a Torino

Numerosi sono i laghi alpini di origine glaciale e morenica presenti nella regione. Il lago Maggiore, che segna il confine a est con la Lombardia, insieme al proprio emissario, il fiume Ticino, è uno dei laghi più grandi d'Italia, mentre altri, naturali od artificiali, non superano i 2 km². Tra tutti i laghi presenti si ricordano in particolare:

Tra i laghi naturali di dimensioni decisamente più ridotte si citano il Lago di Mergozzo (1,85 km²), il Lago Sirio (0,3 km²), il Lago di Candia (1,52 km²) ed i Laghi di Avigliana (0,9 e 0,61 km²).

Clima[modifica | modifica sorgente]

Il Piemonte ha un clima tipicamente temperato a carattere sub-continentale che sulle Alpi diventa progressivamente temperato-freddo e freddo salendo in quota. Nelle zone situate a bassa quota gli inverni sono freddi ed umidi (spesso si formano nebbie fitte) ma poco piovosi. Le estati invece sono calde ed afose con possibilità di forti temporali, specialmente nelle zone a nord del Po. Le piogge cadono prevalentemente in primavera ed autunno sulla maggior parte del territorio, in estate nelle zone alpine più elevate ed interne: le quantità annue sono notevoli sui versanti montani e pedemontani del nord della regione, mentre sono più scarse sulle pianure a sud del Po, specialmente in provincia di Alessandria.

Sulla piovosità ha molta influenza la direzione di provenienza delle masse d'aria. Se esse sono umide e provengono da sud, sud-est o est, la catena alpina sbarra loro la strada (si tratta del fenomeno detto stau): in tal caso le precipitazioni possono anche essere molto abbondanti, specialmente sui primi versanti montani, talvolta provocando alluvioni. Nel caso invece le correnti d'aria provengano da nord, nord-ovest oppure ovest, l'umidità si scarica sul versante esterno delle Alpi: in tal modo l'aria che raggiunge la regione è asciutta, e possono succedersi diversi giorni senza pioggia (se non settimane). Inoltre, sulle zone montane e pedemontane, specialmente in provincia di Torino, diventano frequenti i fenomeni di foehn (vedi Ondata di caldo del gennaio 2007). La neve d'inverno è una meteora relativamente frequente, stante l'effetto catino delle Alpi e dell'Appennino, maggiore a sud-ovest, che rende difficile il ricambio d'aria e d'inverno favorisce l'accumulo di un cuscinetto di aria fredda al suolo.[11]

Sulle rive del Lago Maggiore è presente un microclima particolare, con inverni freddi, ma più miti che nel resto della regione, ed estati più fresche e temporalesche.

Geologia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Geologia del Piemonte.
il Monviso, la montagna più alta delle Alpi Cozie

Dal punto di vista Geologico il Piemonte è una regione in cui sono presenti importanti catene montuose estese aree collinari e di pianura. Nel Triassico 256 milioni di anni fa mentre ad occidente dell'Europa attuale si andava formando l'Oceano Atlantico, alla latitudine dell'Italia era presente un grande golfo nel quale era ciò che rimaneva dell'antico oceano, denominato Tetide, il quale nel tempo cominciò a prosciugarsi e la sua superficie cominciò ad inarcarsi e risalire a causa del fenomeno di subduzione, la superficie si riscaldò anche a causa del calore prodotto dalla risalita del magma proveniente dal centro della terra e stese coltri rocciose che costituivano parte del mantello, della crosta oceanica e di quella continentale vennero spinte in superficie accavallandosi le une sulle altre.

il Monte Rosa, il massiccio più esteso delle Alpi

20 milioni di anni fa la catena alpina era oramai costituita, nell'area mediterranea si produsse una nuova risalita di calore dal mantello terrestre che determinò l'inarcamento e la rottura della crosta europea dalla quale si distaccò il blocco sardo - corso, la micro zolla sardo corsa fece perno sul golfo ligure eseguendo una rotazione antioraria di 50° e formando il mar ligure. Il mare ricopriva la Collina di Torino, le Langhe, il Roero, il Monferrato e la Pianura Padana.

Scorcio di Ceresole Reale, Parco nazionale del Gran Paradiso.

L'aumento della temperatura delle Acque trasformò il Mar Mediterraneo in un basso Lago salato con molte zone prosciugate, questa condizione che durò diverse centinaia di migliaia di anni fece depositare sedimenti di tipo salino le evaporiti. Successivamente il Mar Mediterraneo si aprì e l'acqua dell'oceano riprese a circolare, tra la catena alpina e quella appenninica si era formato un golfo triangolare che ricopriva l'intera Pianura Padana. A seguito dei continui sollevamenti della catena alpina ed appenninica il mare si ritirò da questo golfo e l'accumulo di sedimenti portati dai fiumi diede origine ad una pianura alluvionale che corrisponde all'attuale Pianura Padana. I depositi marini di questo periodo sono visibili nell'attuale area astigiana del Piemonte, ma sono presenti anche nel Biellese ed allo sbocco della Val Sesia e Val Sassera a testimoniare che il mare arrivava fin quasi sotto alla catena alpina. Alcune isole emergevano dal mare che ricopriva il Piemonte, l'attuale Collina torinese e del Basso Monferrato. Dai resti fossili sappiamo che il clima di quel periodo era di tipo sub-tropicale, e quindi più caldo ed umido di quello attuale. I corsi d'acqua portavano i loro detriti formando dei delta sui quali pascolavano branchi di rinoceronti, elefanti, cervi e cavalli. I corsi d'acqua con la loro forza erosiva asportarono i sedimenti del periodo precedente spessi anche centinaia di metri, ricoprendo il bacino con depositi fluviali megaconoidi. Un milione di anni fa il clima subì un ulteriore cambiamento aumentarono le piogge e le temperature si fecero più fredde. Questo portò alla nascita dei ghiacciai alpini, le lingue glaciali correvano lungo le valli, approfondendole ed allargandole talvolta arrivavano fino alla pianura. Il materiale dendritico che proveniva dai monti costruì imponenti anfiteatri morenici, essi sono riconoscibili allo sbocco delle valli della Dora Riparia e della Dora Baltea e nelle zone intorno ai Laghi Maggiore e d'Orta.

Ambiente[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Siti di interesse comunitario del Piemonte e Aree naturali protette del Piemonte.

Nella regione ci sono 193.000 ettari di aree protette, pari al 7,6% della superficie totale; tra queste troviamo due parchi nazionali, il Gran Paradiso e la Val Grande, 56 tra parchi e riserve regionali e numerose aree protette provinciali.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia del Piemonte.
Mappa del Regno di Sardegna del 1839

Abitato fin dall'età neolitica, dopo lo scioglimento dei ghiacci in alta Val Padana, nel I millennio a.C. fu occupato dalle popolazioni celtiche o liguri dei Taurini e dei Salassi, successivamente sottomessi dai Romani (220 a.C.), che fondarono colonie come Augusta Taurinorum (l'odierna Torino) ed Eporedia (Ivrea). Dopo la crisi della parte occidentale dell'impero la regione divenne sede di incursioni, scontri e conquiste da parte di Odoacre, dei burgundi, dei goti (V secolo d.C.), dei bizantini, dei longobardi (VI secolo), dei franchi (773), conservando però una certa autonomia. Nel IX e X secolo subì le nuove incursioni degli ungari e dei saraceni che distrussero, fra l'altro, l'Abbazia di Novalesa in Val di Susa. Amministrativamente divisa in contee e marche, fu in parte riunificata nell'XI secolo da Olderico Manfredi II, che ottenne le due importanti marche di Torino e Ivrea e le lasciò in eredità al genero Oddone di Savoia, figlio di Umberto I Biancamano. Il processo di riunificazione del Piemonte sotto i Savoia richiese diversi secoli, dapprima per la formazione di comuni autonomi, come Asti, Alessandria e Savigliano (XII secolo), e forti marchesati, come quelli di Saluzzo (XI secolo) e del Monferrato (XII secolo); poi per l'intervento di potenti signori esterni, come i Visconti (XIV secolo); infine per il coinvolgimento della regione nelle lotte fra gli Asburgo e i Valois per l'egemonia in Italia e in Europa (XVI secolo). Solo dopo la pace di Cateau-Cambrésis (1559) Emanuele Filiberto e i suoi successori poterono avviare il processo di definitiva riunificazione, ultimato nel 1748 con il trattato di Aquisgrana.

Dopo la parentesi della dominazione napoleonica (1798-1814), il Piemonte seguì i destini del Regno di Sardegna ed ebbe un ruolo centrale nel Risorgimento italiano e nella costruzione del nuovo stato unitario (1861), che ne derivò la struttura giuridica e politica (Statuto Albertino del 1848) e il personale amministrativo, in quel processo che fu definito di "piemontesizzazione" dello stato. Nei momenti più critici o di transizione della storia nazionale, il Piemonte diede importanti contributi come "laboratorio" politico e sociale, con gli scioperi operai nelle guerre mondiali (nel 1917 e nel 1943), le esperienze torinesi di Gramsci e Piero Gobetti (anni venti), l'intensa partecipazione alla Resistenza (1943-45), l'industrialismo innovativo di Adriano Olivetti (anni cinquanta), la stagione di lotte dell'autunno caldo (1969). Imponente fu l'industrializzazione della regione, che dalla struttura agraria tradizionale del regno sabaudo, fondata sull'egemonia dei ceti burocratici e militari e dell'aristocrazia fondiaria, seppe avviare, a partire dall'età cavouriana (1852-61), un rapido processo di modernizzazione fino a diventare, all'inizio del Novecento, un'area rilevante del triangolo industriale che trainò il decollo economico italiano. Non mancarono, nel rapido sviluppo, gli squilibri soprattutto territoriali tra l'area del torinese, sede principale dell'industrializzazione, e l'economia ancora prevalentemente rurale del resto della regione. Il tessuto economico, in cui ebbe un posto preponderante la FIAT, attrasse negli anni cinquanta e sessanta un grande flusso migratorio, che provocò profonde trasformazioni sociali e culturali; si dimostrò, invece, piuttosto fragile di fronte alle sfide della mondializzazione di fine secolo, che pagò con un certo declino industriale e un alto tasso di disoccupazione.

Semantica[modifica | modifica sorgente]

Inizialmente il termine "Piemonte", che a partire dalla fine del XII secolo appare scritto nelle cartine topografiche nella versione latina Pedemontium o Pedemontis (che significa "AI piede del monte") identificava i possedimenti dei Savoia limitati ai tratti compresi in prossimità del Sangone, dalla Dora Riparia e dal Po. Successivamente il termine si estese ad indicare una parte sempre più ampia della pianura al di qua delle Alpi, in concomitanza alle conquiste dei Savoia.

Politica[modifica | modifica sorgente]

Stemma della regione[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Simboli del Piemonte.
Stemma
Drapò

Lo Stemma della Regione Piemonte ha forma quadrata, con croce d'argento in campo rosso spezzata da lambello azzurro a tre gocce. Di fatto è stato ripreso l'antico stemma subalpino, risalente al 1424.

Il Gonfalone si presenta interzato in palo: nel primo di rosso, nel secondo di blu, nel terzo d'arancio, colori della Repubblica di Alba, proclamata il 25 aprile 1796, su tutto lo stemma del Piemonte.

Il Drapò ("bandiera" in piemontese, coniato dal francese drapeau e dell'italiano drappo) è la bandiera ufficiale della Regione Piemonte. È simile allo Stemma, se ne distingue per la forma rettangolare e per la presenza della frangia oro e della bordura azzurra.

Suddivisione amministrativa[modifica | modifica sorgente]

Dal 1º gennaio 1948, secondo l'art. 131 della Costituzione, il Piemonte è una regione ad autonomia ordinaria della Repubblica Italiana, ma solo con la legge 281 del 1970 furono attuate le sue funzioni. Attualmente è suddivisa nelle sottoindicate province elencate:

Le province piemontesi
Abitanti ed estensione territoriale delle province del Piemonte (30/04/2012)
Emblema e nome provincia Sigla Comuni (numero) Superficie (km²) Popolazione (ab.) Densità (ab./km²)
Alessandria Alessandria AL 190 3.559 440.481 123
Asti Asti AT 118 1.515 221.871 146
Biella Biella BI 82 914 185.701 203
Cuneo Cuneo CN 250 6.902 592.782 85
Novara Novara NO 88 1.339 372.109 277
Torino Torino TO 316 6.829 2.306.881 337
Verbano-Cusio-Ossola Verbano-Cusio-Ossola VB 77 2.256 163.123 72
Vercelli Vercelli VC 86 2.088 179.484 85


Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Presidenti del Piemonte.
Il palazzo della giunta regionale in piazza Castello a Torino.

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Medaglia al merito di I classe della Protezione Civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia al merito di I classe della Protezione Civile
«Per la partecipazione all'evento sismico del 6 aprile 2009 in Abruzzo, in ragione dello straordinario contributo reso con l'impiego di risorse umane e strumentali per il superamento dell'emergenza.»
— D.P.C.M. 11 ottobre 2010, ai sensi dell'art.5, comma 5, del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 19 dicembre 2008.[12]

Società[modifica | modifica sorgente]

Demografia[modifica | modifica sorgente]

Il Piemonte ha registrato dagli anni settanta una perdita di popolazione dovuta ad un calo della natalità non più compensato, come negli anni cinquanta-sessanta, da immigrazioni dal resto d'Italia ed in particolare dal Sud e dal Veneto. Tuttavia negli ultimi anni si è registrata una ripresa demografica, dovuta soprattutto alla nuova immigrazione dall'Europa centro-orientale. Le densità di insediamento più elevate si registrano nelle aree urbane industrializzate dell'alta pianura, specialmente nella provincia di Torino (52% della popolazione regionale, con una densità doppia rispetto a quella media). Nel 2008 i nati sono stati 39.551, i morti 49.310, con un incremento naturale di -9.759 unità rispetto al 2007[13]. Al 31 dicembre 2010, su una popolazione di 4.401.266 abitanti, si contavano circa 450.543 stranieri. Le famiglie contano in media 2,2 componenti[14].

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Comuni principali[modifica | modifica sorgente]

Di seguito sono riportati i primi dieci comuni piemontesi ordinati per numero di abitanti (in grassetto i capoluoghi di provincia)[15]:

Posizione Stemma Comune di Popolazione
(ab)
Superficie
(km²)
Densità
(ab/km²)
Altitudine
(m s.l.m.)
Provincia
Torino-Stemma.png Torino 873.376 130,17 6.961 239 TO
Novara-Stemma.png Novara 102.012 103,02 1.021 162 NO
Alessandria-Stemma.png Alessandria 90.295 203,97 467 95 AL
Asti-Stemma.png Asti 74.327 151,82 508 123 AT
Moncalieri-Stemma.png Moncalieri 56.542 47,63 1.235 260 TO
Cuneo-Stemma.png Cuneo 55.613 119,88 468 534 CN
Collegno-Stemma.png Collegno 49.789 18,12 2.768 302 TO
Rivoli-Stemma.png Rivoli 48.808 29,52 1.679 390 TO
Nichelino-Stemma.png Nichelino 47.662 20,64 2.369 229 TO
10º Settimo Torinese-Stemma.png Settimo Torinese 46.924 32,37 1.485 207 TO

Altri comuni del Piemonte con più di 20.000 abitanti ordinati per popolazione:

Posizione Stemma Comune di Popolazione
(ab)
Superficie
(km²)
Densità
(ab/km²)
Altitudine
(m s.l.m.)
Provincia
11º Vercelli-Stemma.png Vercelli 46.324 79,85 592 130 VC
12º Biella-Stemma.png Biella 43.659 46,68 977 417 BI
13º Grugliasco-Stemma.png Grugliasco 37.932 13,12 2.904 293 TO
14º Chieri-Stemma.png Chieri 36.304 54,30 673 305 TO
15º Pinerolo-Stemma.png Pinerolo 34.936 50,28 723 376 TO
16º Casale Monferrato-Stemma.png Casale Monferrato 34.534 86,32 415 116 AL
17º Venaria Reale-Stemma.png Venaria Reale 34.382 20,29 1.716 262 TO
18º Alba (Italia)-Stemma.png Alba 31.002 54,01 586 172 CN
19º Verbania-Stemma.png Verbania 30.627 36,62 855 197 VB
20º Bra-Stemma.png Bra 29.311 59,61 506 285 CN
21º Carmagnola-Stemma.png Carmagnola 28.955 96,38 301 240 TO
22º Novi Ligure-Stemma.png Novi Ligure 28.226 54,22 532 199 AL
23º Chivasso-Stemma.png Chivasso 26.541 51,31 522 183 TO
24º Tortona-Stemma.png Tortona 26.448 99,29 281 122 AL
25º Fossano-Stemma.png Fossano 24.730 130,72 191 375 CN
26º Ivrea-Stemma.png Ivrea 23.648 30,19 802 253 TO
27º Orbassano-Stemma.png Orbassano 22.793 22,05 1.037 273 TO
28º Mondovì-Stemma.png Mondovì 22.264 87,25 260 395 CN
29º Borgomanero-Stemma.png Borgomanero 21.397 32,36 667 307 NO
30º Savigliano-Stemma.png Savigliano 21.129 110,73 191 321 CN
31º Trecate-Stemma.png Trecate 20.301 38,38 538 136 NO
32º Acqui Terme-Stemma.png Acqui Terme 20.203 33,42 617 156 AL

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica sorgente]

Al 31 dicembre 2011 i cittadini stranieri regolarmente residenti nella regione erano 398.910 con un incremento di oltre 22.000 unità rispetto all'anno precedente[16].

I gruppi etnici più numerosi (oltre 5.000 unità) sono:

Paese Abitanti 2010 Abitanti 2009 Abitanti 2008[17]
Romania Romania 137 077 130 272 121 150
Marocco Marocco 64 219 62 366 58 811
Albania Albania 45 758 44 292 42 321
Cina Cina 14 131 12 542 11 422
Perù Perù 13 285 12 199 10 443
Moldavia Moldavia 9 969 8 415 7 112
Ucraina Ucraina 9 010 7 705 6 795
Macedonia Macedonia 7 722 7 715 7 169
Senegal Senegal 5 925 5 410 5 071
Tunisia Tunisia 5 674 5 600 5 435

Situazione ambientale[modifica | modifica sorgente]

In base ai risultati scaturiti dalla XVI edizione di 'Ecosistema urbano' di Legambiente, il Piemonte riesce a piazzare ai vertici della graduatoria virtuosa in campo ambientale e dell'ecosistema, le città di Verbania (1º posto) che risulta quindi essere la migliore città italiana in termini di ambiente, Cuneo (13º posto), Asti (26º), Biella (32º), Vercelli (47º), Novara (53º) e Alessandria (68º) grazie al rapporto risultante dai valori della PM10, della raccolta differenziata, e del rapporto di emissioni di CO2 per passeggero del trasporto pubblico. Fa eccezione Torino, che nel 2009 arretra di sei posizioni (77º).[18]

Economia[modifica | modifica sorgente]

Le attività[modifica | modifica sorgente]

La maggior parte della popolazione vive in pianura in particolare a Torino e nei paesi limitrofi, dove si concentra l'attività industriale. Nelle province di Vercelli e di Novara, l'economia è basata sulla coltivazione del Riso di cui la regione è il primo produttore italiano[19]. Altri prodotti dell'agricoltura praticata con tecniche macchinari moderni sono: cereali, patate, ortaggi, frutta e foraggio. Sulle colline sono diffusi i vigneti che producono vini pregiati. Nelle zone meno fertili si allevano i Bovini. L'abbondante presenza di acqua permette la produzione di energia elettrica. È sede di molte industrie: la principale è la FIAT che fabbrica autoveicoli e aerei e ha permesso lo sviluppo di alcune tra le maggiori industrie tessili e meccaniche.[19]

Dati economici[modifica | modifica sorgente]

Di seguito la tabella che riporta il PIL ed il PIL pro capite[20] prodotto nel Piemonte dal 2000 al 2010:

2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010
Prodotto Interno Lordo
(Milioni di Euro)
98.634,4 102.179,7 105.206,1 108.715,1 113.270,7 114.993,2 118.753,5 125.022 126.856 119.879 125.070
PIL ai prezzi di mercato per abitante
(Euro)
23.360,9 24.233,9 24.916,8 25.575,2 26.340,8 26.520,6 27.316,6 28.209,6 28.619,1 26.894,8 28.600

Di seguito la tabella che riporta il PIL[20], prodotto in Piemonte ai prezzi correnti di mercato nel 2006, espresso in milioni di euro, suddiviso tra le principali macro-attività economiche:

Macro-attività economica PIL prodotto % settore su PIL regionale % settore su PIL italiano
Agricoltura, silvicoltura, pesca € 1.608,0 1,35% 1,84%
Industria in senso stretto € 25.921,7 21,83% 18,30%
Costruzioni € 5.405,1 4,55% 5,41%
Commercio, riparazioni, alberghi e ristoranti, trasporti e comunicazioni € 24.084,8 20,28% 20,54%
Intermediazione monetaria e finanziaria; attività immobiliari ed imprenditoriali € 29.735,6 25,04% 24,17%
Altre attività di servizi € 19.355,6 16,30% 18,97%
Iva, imposte indirette nette sui prodotti e imposte sulle importazioni € 12.642,7 10,65% 10,76%
PIL Piemonte ai prezzi di mercato € 118.753,57

I prodotti agricoli coltivati sono cereali, patate, ortaggi, barbabietole da zucchero, frutta, pioppi e foraggio; nelle zone collinari è molto accentuata la viticoltura. L'allevamento è concentrato su bovini e suini.

Molto sviluppate sono anche le industrie, soprattutto quella automobilistica con il gruppo FIAT e le aziende collegate. Di rilievo sono anche i settori chimico, alimentare (la regione è la prima d'Italia per produzione di cioccolato), tessile e dell'abbigliamento. Tra le regioni italiane, il Piemonte è quella che più investe nell'industria elettronica, storicamente legata alla Olivetti di Ivrea. Nel settore terziario, assumono importanza le attività bancarie ed assicurative, il commercio, l'editoria e il turismo alpino e lacustre.

FIAT - Vista aerea del Lingotto nel 1928

In Piemonte, più della metà della popolazione vive nella provincia di Torino, città che sorge alla confluenza nel Po della Dora Riparia. È stata proprio la disponibilità di acqua a favorire la nascita in passato delle prime industrie: infatti i mulini, le ferriere e le piccole officine artigiane funzionavano grazie all'acqua.

Lo sviluppo di Torino è stato molto rapido dal 1945 in poi grazie alla presenza della FIAT che, nata sul finire dell'Ottocento, ha compiuto i maggiori progressi durante gli anni cinquanta quando entrarono in commercio le prime utilitarie. Torino non è famosa solo per il settore automobilistico e le altre attività collegate all'automobile (stabilimenti di pneumatici, industrie chimiche di vernici e di materie plastiche) ma anche per l'industria alimentare (sono molto conosciuti i Gianduiotti).

La concentrazione di tante attività industriali ha determinato il verificarsi di una notevole congestione urbana, considerato anche il fatto che le colline arrivano fino ai margini della città e le aziende sono quindi concentrate in uno spazio ristretto.

La Fiat 500 nella versione del 1957 e del 2007

A partire dal 1974 (anno in cui Torino toccò l'apice della sua ascesa demografica con 1.199.197 abitanti), tuttavia, l'area torinese è andata via via decongestionandosi anche a causa del decentramento industriale che ha redistribuito le industrie cittadine in tutto il Piemonte e nel Sud Italia, riportando quindi molti lavoratori emigranti alle proprie terre d'origine. Lo spopolamento del comune di Torino, ha comunque parzialmente favorito i comuni dell'area urbana, la cui popolazione raggiunge oggi 2 milioni di abitanti circa.

Da allora Torino ha perso circa 300.000 abitanti (all'ultimo censimento ne contava infatti 902.000, con un'inversione di tendenza negli ultimi 5 anni, quando la popolazione del comune è cresciuta di oltre 50.000 unità). L'intero Piemonte è andato incontro ad una grave crisi economica, almeno in parte contenuta grazie al rilancio ottenuto dai XX Giochi olimpici invernali, che hanno dato a Torino uno slancio internazionale ed hanno aumentato i flussi turistici in città. L’immagine di Torino in Italia e nel mondo, in precedenza legata allo sviluppo industriale e in particolare al settore automotive, è ora maggiormente connotata dal settore terziario, dalla cultura, dal turismo[21].

Negli ultimi anni sono stati in crescita il livello di internazionalizzazione dell’economia e della società piemontese. Il Piemonte ha indici superiori alla media italiana per quanto riguarda il commercio internazionale, l'attrattività degli IDE, il numero di impiegati stranieri, la popolazione straniera e la formazione su tematiche internazionali; solo il turismo internazionale si colloca poco sotto la media italiana, mentre appare in forte crescita il numero di studenti stranieri negli atenei piemontesi.[22] Dal 2007 la Regione Piemonte, in accordo con Unioncamere Piemonte e con le rappresentanze delle categorie economiche, ha unificato gli organismi che si occupano di internazionalizzazione dell’economia piemontese nel Centro Estero per l'Internazionalizzazione.[23]

A confermare il rilancio dell'economia piemontese vi è anche l'ottimo andamento della produzione industriale durante il 2006: +3,1%, a fronte di una crescita nazionale del 2,9 % nello stesso settore.

La popolazione attiva è il 64,3% della popolazione totale.

Zone economiche[modifica | modifica sorgente]

Panorama sul Po e le risaie vercellesi dal Monferrato

L'economia a nord del Po è più prospera di quella del Piemonte meridionale: Biella è il più importante centro italiano dell'industria laniera; Ivrea con l'Olivetti è stata una città importantissima per il settore tecnologico con la produzione di macchine da scrivere prima e personal computer poi; Vercelli è un grande mercato europeo del riso insieme a Novara, città che con le sue industrie alimentari, tessili, meccaniche e grafiche risente molto della vicinanza di Milano, da cui dista meno di 50 chilometri.

Altre città importanti sono Chivasso, situata fra le colline di Torino e quelle del Monferrato, che viene considerata la "pompa" delle risaie di Vercelli, di Novara e della Lomellina poiché un grandioso impianto devia continuamente acqua dal Po nel canale Cavour; Stresa, celebre centro turistico sulle rive piemontesi del Lago Maggiore; Pinerolo, città della cavalleria e sede della prima Società di Mutuo Soccorso d'Italia.

Nel Piemonte meridionale troviamo Cuneo, sul fiume Stura che si trova al centro di valli alpine che conducono a valichi non molto frequentati se paragonati agli altri centri alpini; Asti, sul fiume Tanaro, è favorita dalla sua posizione poiché si trova sulla strada che collega Genova a Torino. La città è conosciuta in tutto il mondo per la produzione di rinomati vini (basti pensare all'eterno vino DOCG 'Asti spumante' conosciuto in tutto il mondo, essendo il vino italiano più esportato o al 'Moscato d'Asti') e per essere al centro della regione geografica del Monferrato, per l'appunto uno dei più importanti distretti vitivinicoli ed enogastronomici del mondo. Mentre la parte occidentale della provincia di Cuneo ha un'economia che gravita molto attorno alla vicina Francia, la parte sud-orientale della stessa provincia ha strette relazioni economiche con l'area ligure, dove esporta soprattutto prodotti zootecnici, e con quella savonese in particolare, avendo la stessa la forte attrattiva del porto turistico e mercantile, assai più vicino e meno congestionato rispetto a quello di Genova.

A 27 km da Asti, sorge per gran parte sulla riva destra del fiume Tanaro, la città di Alba, sita al centro delle Langhe, rinomata per i suoi tartufi ma anche per l'industria alberghiera e per essere un importante centro enogastronomico piemontese. Alba si distingue inoltre per essere la sede dell'importante industria dolciaria Ferrero, conosciuta in tutto mondo per i suoi prodotti dolciari, in particolare la Nutella.

Mentre Asti sente molto l'attrazione di Torino, considerata la modesta distanza che la separa dal capoluogo regionale, Alessandria invece gravita maggiormente verso l'area genovese e milanese; anche qui prevale il commercio agricolo ma vi sono inoltre delle industrie, alcune delle quali molto caratteristiche come quelle di profumi e di cappelli.

Un altro capitolo importante per l'economia piemontese è il cioccolato. Nella regione sono prodotte 80.000 tonnellate per un valore di 800 milioni di euro impiegando 5.000 addetti. In questi ultimi anni l'esportazione del prodotto è stata di 30.000 tonnellate con un'espansione degli affari del 33,9% negli ultimi dieci anni[i dati si riferiscono a che periodo?].[senza fonte], l'area più significativa per la produzione di cioccolato, è quella di Novi Ligure dove hanno sede la Novi e la Pernigotti.

Nel tratto nord del gasdotto che passa per il Piemonte si sono sviluppate industrie idroelettriche[quale gasdotto? quale relazione tra gasdotto ed industrie idroelettriche? cos'e' un'industria idroelettrica?], presenti anche nei pressi di Saluzzo, Borgo San Dalmazzo, Susa e Cuorgnè. L'energia termoelettrica viene invece prodotta vicino a Moncalieri, Orbassano, Alessandria, Trino e Chivasso. A Trecate si estrae petrolio e gas naturale; nel comune si sono insediate raffinerie e impianti petrolchimici.

L'industria siderurgica e metallurgica prevale a Novi Ligure, Fossano e Torino, quella meccanica a Villadossola, Omegna, Gozzano, Biella, Ivrea, Novara, Verrone, Vercelli, Casale Monferrato, Chivasso, Torino, Pinerolo, Asti, Savigliano, Fossano, Mondovì, Cuneo e nei pressi del Rocciamelone. Il Piemonte, grazie allo sviluppo industriale, è stata una delle regioni più ricche d'Italia. Le ricorrenti crisi dei settori industriali trainanti (via via nel tempo: tessile, macchine da scrivere, auto ecc.) Hanno fatto sorgere gravi problemi per il passaggio ad una economia post-industriale. La regione ha cercato di affrontare i disagi, favorendo com il Contratto di Insediamento l'avvio di imprese estere.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Trasporti del Piemonte.

Il sistema infrastrutturale dei trasporti del Piemonte consiste in linee ferroviarie, aeroportuali, autostradali, stradali e lacustri.

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Lingue[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Lingua piemontese, lingua occitana e francoprovenzale.
Mappa linguistica del Piemontese

Il Piemonte vanta una ricchezza linguistica invidiabile ma spesso non conosciuta. A parte l'italiano, che è la lingua più diffusa tra la popolazione, nel territorio sono riconosciute dalla regione con la legge regionale del 9 aprile 1990 ben cinque lingue storiche del Piemonte: il piemontese, compreso dall'85% dei residenti e parlato da circa 2.350.000 persone[24], l'occitano parlato nelle vallate occitane di Cuneo, Val Pellice, Val Chisone e Germanasca e Alta Val Susa, il francoprovenzale parlato in media/bassa Val Susa, Val Sangone, Valli di Lanzo e Valli Orco e Soana; il francese parlato principalmente in Alta Val Susa e Val Pellice e il walser, parlato a nord al confine con la Svizzera e con la Valle d'Aosta.

Queste lingue, dopo anni di scarso interesse (se non di ostacolamento) proveniente dal mondo politico e culturale (a cui ha corrisposto un simmetrico ed ulteriore rafforzamento dell'italiano)[senza fonte], sono dagli anni novanta destinatarie di alcuni progetti di valorizzazione su iniziativa di enti pubblici, associazioni e gruppi folcloristici. Occitano, francoprovenzale, francese e germanico (quest'ultimo parlato dalle popolazioni walser) sono riconosciute come lingue minoritarie della Repubblica e, in quanto tali, tutelate dalla legge statale n. 482/99.

In una buona parte infine della provincia di Novara e nel Verbano-Cusio-Ossola si parlano dialetti della lingua lombarda. Le varietà emiliano-romagnole si spingono invece fino nel Tortonese[25][26][25][25][25], in quanto il continuum dialettale emiliano romagnolo si estende anche a parte della provincia di Alessandria[27].

A causa dell'insediamento di coloni piemontesi in epoca medievale, è stato determinante il ruolo della lingua piemontese nella nascita dei dialetti gallo-italici di Basilicata (ancora oggi parlati a Potenza, Picerno, Tito, ecc.), e dei dialetti gallo-italici della Sicilia (parlati ad Aidone, Piazza Armerina, Nicosia, San Fratello e altri piccoli centri della Sicilia centro-orientale).[28]

Cucina[modifica | modifica sorgente]

Albese
Vitello tonnato
Agnolotti
Risotto con tartufo bianco d'Alba
Panissa vercellese
Fritto misto
Il Re dei formaggi
Grissini
Bonét
Panna cotta
Giandujotti
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Prodotti agroalimentari tradizionali piemontesi.

Il ministero delle Politiche agricole e alimentari, in collaborazione con la regione Piemonte, ha riconosciuto 371 prodotti piemontesi come "tradizionali". La regione è seconda per numero solo alla Toscana[senza fonte].

Tra le varie specialità, il Piemonte è conosciuto per molti piatti e formaggi tipici, tra cui:

Antipasti:

Primi:

Secondi:

Piatti unici:

Formaggi:

Dolci:

Vini tipici[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Vini del Piemonte.

Turismo[modifica | modifica sorgente]

A partire dal 2000, l'andamento del turismo in Piemonte ha fatto registrare incrementi positivi costanti, con un'accelerazione maggiore a partire dal 2005, anno pre-olimpico[29]. L'offerta ricettiva è aumentata di ben l'89,07% in 11 anni (2000-2011) e del 3,14% soltanto nell'ultimo anno (2011 vs 2010); ciò si traduce in 5.292 esercizi ricettivi e in 185.754 posti letto complessivi. Gli arrivi totali in Piemonte - italiani e stranieri - superano nel 2011 quota 4 milioni e 200mila (+67,7% sul 2000, +3,92 sul 2010), mentre le presenze (pernottamenti) sfiorano i 13 milioni (+58,7% sul 2000, +3,88% sul 2010). Arrivi e presenze confermano quindi il 'prodotto Piemonte', che registra incrementi per quasi tutti i mesi dell'anno, ma in particolare in giugno e settembre, segnale di una crescente destagionalizzazione dei flussi[30]. La ripartizione delle presenze fra mercato Italia ed Estero nel 2011 rimane invariata: 66% mercato domestico (soprattutto da Lombardia, Liguria, Lazio, Veneto ed Emilia-Romagna), 34% mercato estero (al primo posto la Germania, seguita da BeNeLux, Francia e Svizzera)[nota3].[31]

Il Piemonte offre svariate possibilità di intrattenimenti, essendo le sue terre ricche di risorse naturali e paesaggistiche. Un posto di rilievo è occupato dal patrimonio artistico-culturale condiviso da città e paesi ricchi di testimonianze di differenti periodi storici: dal romanico, al gotico, al neoclassico fino al barocco e all'arte contemporanea. Un paesaggio che si caratterizza per i palazzi barocchi, le Residenze Reali, le chiese, i castelli, le città termali (Vinadio, Acqui Terme, Lurisia o Agliano Terme per citarne alcune) e mete del turismo religioso (tra cui spicca il Santuario di Oropa) che sono parte di una molteplicità di itinerari di carattere storico e ambientale, tra paesaggi collinari, montani e di pianura. Di particolare rilevanza sono inoltre le Cattedrali sotterranee, veri e propri esempi di ingegneria enologica. Il Piemonte è considerato la regione alpina per eccellenza, del resto il suo stesso nome, "ai piedi del monte", richiama immagini suggestive di cime perennemente innevate e massicci tra i più alti d'Europa come il Monte Rosa, già citato da Leonardo, ed il Monviso da cui sgorgano le acque del fiume Po.

Folklore Piemontese - Sbandieratori dell'Asta

In merito all'offerta turistica relativa al settore agroalimentare, il Piemonte si distingue tra le regioni italiane in quanto diffusissimi sono gli agriturismo e le strutture che offrono specialità casalinghe della tradizione piemontese, nonché rinomati vini caratterizzati dai marchi DOC (45) e DOCG (9): Barolo, Barbaresco, Barbera, Asti spumante, Grignolino, Dolcetto, Erbaluce, Gattinara tra i più noti. Ormai presenti nelle maggiori aste internazionali, i vini piemontesi si possono degustare direttamente dai produttori (nelle 13 Enoteche Regionali, nelle oltre 30 Botteghe e Cantine del Vino), nelle cantine o nelle vinerie e “wine bar” disseminati su tutto il territorio. Nell'offerta turistica sono inoltre compresi i prodotti PAT, DOP e IGP delle campagne: dalle verdure alla frutta, passando attraverso alcune fra le carni più ricercate e pregiate al mondo, come la razza bovina piemontese, autoctona e sviluppatasi nell'arco di trentamila anni, contribuendo a scrivere la storia della società contadina in Piemonte.[32] Di notevole interesse sono anche i formaggi, che si fregiano di ben 9 DOP (tra cui Robiola di Roccaverano, Castelmagno e Raschera, per citarne alcuni tra i più conosciuti), i salumi, gli insaccati ed i risi. Immancabile nel menù turistico, il famoso Tartufo d'Alba, oggetto dell'annuale Fiera e Asta Mondiale tra ottobre e novembre.

Inoltre la regione vanta due tra le più conosciute istituzioni italiane in campo alimentare, la Scuola di Cucina ICIF[33] - Istituto Culinario Italiano per Stranieri che nel 1997 ha inaugurato la propria sede nel Castello medievale di Costigliole d'Asti, e L'Università degli Studi di Scienze Gastronomiche meglio nota come "Università del Gusto" a Pollenzo, fondata da Slow Food, la cui filosofia è basata sulla tutela e sulla diffusione dei prodotti di alta qualità. È frequentata da studenti di diverse nazionalità che ambiscono a divenire chef e attrae turisti da tutto il mondo. La fama di questo istituto si è accresciuta a livello internazionale[34] negli ultimi anni grazie anche alla promozione e al successo ottenuto in iniziative come il Salone del Gusto di Torino o la rassegna internazionale dei formaggi “Cheese” a Bra.

Castello di Gabiano

Il Piemonte ha un'importante tradizione per quanto riguarda il folklore popolare: feste paesane, sagre, palii, manifestazioni enogastronomiche e rievocazioni storiche, sono solo alcuni aspetti della variegata gamma di eventi nelle province piemontesi.

Talvolta trattasi di veri intrecci enogastronomici e culturali, come, per citarne alcuni, il Carnevale di Ivrea, il Palio di Asti, il Festival delle sagre astigiane, la Sagra dell'Uva di Caluso, l'Assedio di Canelli e tanti altri della medesima rilevanza a livello nazionale ed internazionale.

Dal punto di vista del turismo alpino, la Regione Piemonte si distingue per grandi numeri: 53 stazioni sciistiche, 14 snowpark, 300 impianti di risalita, per un totale di oltre 1.300 km di piste, conosciute a livello internazionale, dove è possibile praticare non solo sci alpino, ma anche fondo, tavola e slittino. Tra le località rese celebri dai XX Giochi olimpici invernali di Torino 2006, spiccano Sestriere (dove dal 1967 si svolgono le gare di Coppa del Mondo di sci alpino e che nel 1997 è stata sede dei mondiali di sci alpino), Sauze d'Oulx e Bardonecchia, prediletta dagli amanti dello snowboard. Accanto ad esse, Limone Piemonte e, sempre nel cuneese, il comprensorio Mondolè Ski (Artesina, Prato Nevoso, Frabosa Soprana). Tra i laghi del nord Piemonte si scia a Macugnaga, sui pendii del Monte Rosa e del Mottarone, caratterizzati da piste panoramiche sui grandi laghi prealpini (Lago Maggiore, Lago d'Orta), in Valsesia ad Alagna e sull'Alpe di Mera. Ultimamente la tendenza è quella di unire alla vacanza sciistica il benessere e la rigenerazione di corpo e mente, in strutture d'atmosfera collocate in zone ad elevata valenza naturalistica e paesaggistica.

Ultimo, ma non meno diffuso, è il turismo incentrato sulla valorizzazione dei laghi piemontesi, primo fra tutti il Lago Maggiore, destinazione ambita per la ricca vegetazione dei giardini botanici, per i tesori artistici e naturali delle montagne circostanti e per un vero gioiello naturale costituito dalle Isole Borromee, visitate annualmente da migliaia di turisti. Da non dimenticare anche il Lago d'Orta con l'isola di San Giulio, il lago di Mergozzo e i laghi di Avigliana, per chi è in cerca di luoghi insoliti e affascinanti

Siti dell'UNESCO[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Residenze sabaude in Piemonte, Sacri Monti, Langhe, Roero e Monferrato.

In Piemonte si trovano tre siti iscritti dall'UNESCO nella Lista del Patrimonio dell'Umanità. Si tratta delle Residenze Sabaude, inserite nel 1997, dei Sacri Monti del Piemonte e della Lombardia, inseriti nel 2003, e delle zone vitivinicole di Langhe-Roero e Monferrato, iscritte il 22 giugno 2014.

Luoghi di interesse storico e culturale[modifica | modifica sorgente]

Il Piemonte offre uno straordinario patrimonio di storia, cultura, arte, leggenda e tradizioni, diffuso in città, paesi, abbazie, castelli e fortificazioni secolari. Gli innumerevoli beni architettonici, testimoni dell'epoca romana, romanica, barocca, liberty, art nouveau e contemporanea, si alternano a oltre 150 musei di rilevanza spesso internazionale (Museo Nazionale del Cinema, Museo Egizio di Torino, GAM-Galleria d'Arte Moderna, Filatorio Rosso di Caraglio, Museo dei Campionissimi a Novi Ligure e molti altri). Meritevoli di nota gli itinerari delle quindici Residenze Sabaude del Piemonte (la cosiddetta 'Corona di Delizie' costituita da Palazzo Reale, Palazzo Madama, Palazzo Carignano, Castello del Valentino, Villa della Regina, Reggia di Venaria, Mandria e Borgo Castello, Castello di Rivoli, Palazzina di Caccia di Stupinigi, Castello di Moncalieri, Castello Reale di Racconigi, Castello di Pollenzo, Castello Ducale di Agliè, Castello di Govone, Castello Reale di Casotto), o anche quello dei tredici Borghi Storici del Piemonte (Bergolo, Candelo, Chianale, Cortemilia, Garessio, Levice, Macugnaga, Mombaldone, Neive, Orta San Giulio, Ostana, Saluzzo, Usseaux). Di grande fascino i Luoghi della Spiritualità, come Santa Maria di Vezzolano o la Via Francigena, che corre lungo la Val di Susa direzione Francia (lungo la quale si collocano numerosi castelli e monumenti di arte sacra come la Sacra di San Michele - monumento simbolo della Regione Piemonte-, le Abbazie della Novalesa, di San Giusto di Susa, di Sant'Antonio di Ranverso, le antiche certose come Montebenedetto e un patrimonio diffuso di cappelle affrescate) o ancora i sette Sacri Monti piemontesi, patrimonio dell'umanità UNESCO (Belmonte, Crea, Domodossola, Ghiffa, Oropa con il suo maestoso Santuario, Orta e Varallo). L'esteso territorio collinare dell'alto e basso Monferrato è punteggiato da castelli medievali che si ergono tra i vigneti, mentre le Langhe, tra vini pregiati e specialità eno-gastronomiche, richiamano i grandi scrittori del Novecento (Cesare Pavese a Santo Stefano Belbo, Beppe Fenoglio tra Alba, Murazzano e Bossolasco, Giovanni Arpino a Bra). Se Torino è riconosciuta come capoluogo indiscusso del liberty, un itinerario romanico non può prescindere da una visita all'Abbazia di Staffarda (CN), di Santa Giustina di Sezzadio (AL), dei Santi Nazario e Celso (NO) e alla Basilica di Sant'Andrea[35].

Sport[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Sport in Piemonte.

Lo sport in Piemonte, fatta eccezione per il calcio, si è sviluppato ad un certo livello solo dal secondo dopoguerra in poi. A livello sportivo le società piemontesi si sono distinte in tempi recenti soprattutto nel calcio con la Juventus ed il Torino e le squadre minori come il Novara, l'Alessandria, il Casale, la Pro Vercelli e il Cuneo, e nella pallavolo con la squadra di Cuneo (maschile) e di Novara (femminile), nella pallacanestro con la Pallacanestro Biella e la Junior Casale, nell'hockey su ghiaccio con la storica e gloriosa formazione dell'Hockey Club Torino Bulls 2011, squadra fondata nel 1947 e da sempre guida regionale in tale sport, con quattro vittorie del campionato di Serie B/A2 e diverse partecipazioni in Serie A (culminate con un quarto posto come miglior piazzamento nella massima serie), e con la Valpe, e nel Rugby con l'Alessandria Rugby.

Festa del Piemonte[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Battaglia dell'Assietta.

Ormai dal lontano 1967, ogni terza domenica di luglio, si celebra la Festa del Piemonte, facendola coincidere con la commemorazione della storica Battaglia dell'Assietta. In questo giorno, migliaia di persone, oltre ai sindaci di Val di Susa e Val Chisone, salgono fino ai 2566 metri del colle dell'Assietta, dandosi appuntamento per celebrare la "Festa dël Piemônt". La Festa solitamente si svolge con due giorni di rievocazione storica, della quale sono parte essenziale i figuranti del Gruppo storico Pietro Micca di Torino[36] con le loro divise di soldati sabaudi del XVIII secolo. La rievocazione inizia il sabato sera con la distribuzione del rancio serale e la fiaccolata successiva, accompagnata da musiche, danze e canti popolari. Alla domenica mattina, la giornata inizia con l’alzabandiera e la Messa al campo (celebrata in piemontese).[37] Successivamente, verso le undici del mattino, avviene la rappresentazione della battaglia, con il rullare di tamburi, il tiro dei cannoni, e gli ordini secchi impartiti per entrambi gli eserciti in francese. I figuranti, con le divise militari sia francesi che piemontesi dell'epoca, avanzano in due schiere contrapposte, rievocando il momento in cui, alle 10 del mattino del 19 luglio 1747, con un impeto imprevisto, i francesi iniziarono l'avanzata.[38] A presidiare la zona Carlo Emanuele III aveva disposto 13 battaglioni formati da truppe sabaude e austriache al comando del generale Giovanni Battista Cacherano di Bricherasio e le trincee erano state costruite in modo da permettere una difesa a 360 gradi.[39] In appoggio all’esercito piemontese vi erano anche gruppi organizzati di combattenti valdesi, abituati già a compiere con successo atti di guerriglia nelle valli che conoscevano molto bene. I piemontesi lasciarono avvicinare il nemico e appena gli avversari furono a tiro, aprirono contro di loro un violento fuoco di sbarramento. In quei quattrocento metri di distanza da percorrere per raggiungere la vetta,sul campo morirono quasi cinquemila soldati francesi e duecento austro-piemontesi.[40] Finita la rappresentazione della battaglia, vi è la distribuzione della polenta per tutti, cotta nelle cucine da campo degli Alpini. La festa prosegue sino al tramonto, con nuove musiche, danze e canti , sia piemontesi che occitani.

Galleria dei capoluoghi di provincia[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Legge regionale n. 68 del 21 dicembre 1994
  2. ^ Recentemente il complesso monumentale è stato individuato «quale monumento simbolo del Piemonte, per la sua storia secolare, per le testimonianze di spiritualità, di ardimento, d'arte, di cultura e l'ammirevole sintesi delle più peculiari caratteristiche che può offrire il Piemonte, nonché per la sua eccezionale collocazione e visibilità», da Itinerari religiosi della Regione Piemonte
  3. ^ db-city.com
  4. ^ Statistiche demografiche ISTAT
  5. ^ a b Dettaglio scheda
  6. ^ Confcommercio 2011
  7. ^ Cfr. la voce Piemonte del Dizionario d'ortografia e di pronunzia: Dizionario d'ortografia e di pronunzia.
  8. ^ Dato Istat al 28/02/2011
  9. ^ Export per regioni - Commercio internazionale e Conti regionali ISTAT 2008
  10. ^ ESTAT-2002-05354-00-00-EN-TRA-00 (FR)
  11. ^ Diego Rosa, DIDATTICA - La neve (PDF) in Rivista Ligure di Meteorologia, Società Meteorologica Italiana - Sezione Ligura, aprile 2005, pp. 3. URL consultato il 3 settembre 2009.
  12. ^ Oltre che nell'ipotesi di cui al comma 4, la I classe di eccellenza si può conseguire, per atti di eccezionale rilevanza compiuti nel corso interventi di protezione civile, in seguito a segnalazione del Capo del Dipartimento della protezione civile, equivalente a 25 eventi.
  13. ^ Statistiche demografiche ISTAT
  14. ^ http://www.piemonteimmigrazione.it/PDF/dimonaco2008/Scheda%201.1.pdf
  15. ^ Dati ISTAT aggiornati al 30/04/2013
  16. ^ Cittadini Stranieri in Piemonte
  17. ^ Dati demografici ISTAT. URL consultato il 18 ottobre 2010.
  18. ^ - Rapporto Legambiente premia Piemonte, tranne Torino
  19. ^ a b senza fonte
  20. ^ a b Dati Istat - Tavole regionali
  21. ^ Gisela Williams, New York Times, 19/10/2008
  22. ^ E-periscope, numero 7, anno 2009, ottobre-dicembre
  23. ^ La legge costitutiva di Ceipiemonte
  24. ^ Enrico Allasino, Consuelo Ferrier, Sergio Scamuzzi, Tullio Telmon, Le lingue del Piemonte, IRES Piemonte 2007 pag. 80
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  26. ^ "Saggio sui dialetti Gallo-italici" di B. Biondelli
  27. ^ Fabio Foresti, Profilo linguistico dell’Emilia-Romagna, Editori Laterza, Bari, 2010, pag. 120
  28. ^ Fiorenzo Toso, Le minoranze linguistiche in Italia, Il Mulino, Bologna 2008, p. 137.
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  30. ^ Elaborazione Sviluppo Piemonte Turismo su base dati TURF della Regione Piemonte
  31. ^ La conferenza stampa di Sviluppo Piemonte Turismo con la presentazione dei dati relativi al 2011
  32. ^ - La razza Piemontese
  33. ^ - ICIF
  34. ^ Corriere - Slow food diventa "enogastronomica"
  35. ^ Sito turistico ufficiale della Regione Piemonte
  36. ^ Il Gruppo Storico Pietro Micca , è stato costituito nel 1974, sotto l’egida dello storico generale Guido Amoretti, con la finalità di ricostruire storicamente ed in modo dinamico la realtà di alcuni Corpi militari del Ducato di Savoia. Esso si contraddistingue per la ricostruzione minuta, particolareggiata e fedele delle uniformi, delle armi, dell’equipaggiamento degli antichi Reggimenti sabaudi, e per gli esercizi militari con comandi in antica lingua francese, il caricamento dei fucili a pietra focaia e la scarica di fucileria, il passo di carica, il lancio delle granate a mano ed il fuoco di artiglieria. Ogni manovra o movimento rispetta rigorosamente quelli riportati sugli antichi manuali d’addestramento del secolo XVIII.
  37. ^ Dal 1967 e per una quarantina d’anni, la Messa al campo in piemontese venne officiata da don Rinaldo Trappo (1907 – 2010), leggendaria figura di cappellano militare degli Alpini della Seconda Guerra Mondiale. Partecipò alla guerra in Albania nel 1940 col battaglione “Ceva” del I Reggimento Alpini, seguendolo poi in Russia: e qui, nella tragica ritirata, si trovò nel gennaio 1943 a comandare il battaglione, essendo il più elevato in grado tra gli ufficiali superstiti. Tornò in patria nel maggio 1943, col battaglione ridotto a 47 uomini e all’armistizio dell’8 settembre 1943 fu catturato e deportato in Germania, passando per 7 diversi campi di prigionia. Dopo la guerra, fu colpito da tumore e ne guarì, attribuendo il fatto alla miracolosa protezione di un artigliere alpino di Russia, suo compagno d'arme, diventato poi infermiere del Cottolengo: fratel Luigi Bordino, di cui è in corso la causa di beatificazione.
  38. ^ Dario Gariglio, Battaglie alpine del Piemonte sabaudo. Tre secoli di guerre sulle Alpi occidentali, Roberto Chiaramonte Editore, Collegno 1999.
  39. ^ I trinceramenti del Colle dell'Assietta, dopo oltre due secoli e mezzo, sono tuttora visibili, e costituiscono un unicum nel grande quadro dell'architettura militare dei secoli XVII e XVIII, anche per l'estrema povertà del materiale utilizzato, oltreché per l'artigianalità tipica della struttura. Il trinceramento in pietra e terra era l'unico possibile a quelle quote, ma si dimostrò altrettanto efficiente rispetto alle ben più costose fortificazioni a valle.
  40. ^ Michele Ruggiero, Storia della Valle di Susa, Alzani Editore, Pinerolo, 1996.

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