Rho

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Rho
comune
Rho – Stemma Rho – Bandiera
Rho – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Provincia Provincia di Milano-Stemma.png Milano
Amministrazione
Sindaco Pietro Romano (PD) dal 30/5/2011
Territorio
Coordinate 45°32′00″N 9°02′00″E / 45.533333°N 9.033333°E45.533333; 9.033333 (Rho)Coordinate: 45°32′00″N 9°02′00″E / 45.533333°N 9.033333°E45.533333; 9.033333 (Rho)
Altitudine 158 m s.l.m.
Superficie 22,24 km²
Abitanti 50 844[2] (31-12-2013)
Densità 2 286,15 ab./km²
Frazioni Castellazzo, Lucernate, Mazzo, Passirana, Terrazzano[1]
Comuni confinanti Arese, Cornaredo, Lainate, Milano, Pero, Pogliano Milanese, Pregnana Milanese, Settimo Milanese
Altre informazioni
Cod. postale 20017
Prefisso 02
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 015182
Cod. catastale H264
Targa MI
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti rhodensi
Patrono san Vittore
Giorno festivo 8 maggio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Rho
Posizione del comune di Rho all'interno della provincia di Milano
Posizione del comune di Rho all'interno della provincia di Milano
Sito istituzionale

Rho ( in dialetto milanese) è un comune italiano di 50.648 abitanti della provincia di Milano, in Lombardia.

È la quinta città più popolosa della provincia e la quindicesima della Lombardia, integrata nella conurbazione dell'hinterland milanese. Rho è caratterizzata da una forte densità di industrie, nonché dal nuovo quartiere fieristico della città di Milano: ospita infatti i nuovi padiglioni espositivi della Fieramilano, la più grande d'Europa. Rho, insieme a Pero, altra località nelle immediate vicinanze, ospiterà l'Expo di Milano, l'esposizione Universale che si terrà nel 2015.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Rho si trova a circa 14 chilometri a nord-ovest del centro di Milano; è bagnata a sud dal fiume Olona, ed è attraversata dai suoi affluenti Bozzente e Lura, oggi in parte interrati nel territorio comunale. Il capoluogo comunale risulta essere lambito a est e a nord dalla Strada statale 33 del Sempione, che un tempo lo attraversava corrispondendo all'attuale corso Europa, mentre a sud corre il ramo in comune delle ferrovie Milano-Novara-Torino (oggi anche linea S6 Treviglio - Milano - Novara), Milano-Gallarate-Varese/Domodossola e linea S5 (Treviglio - Milano - Varese FS).

A Rho, nella frazione di Passirana, è attiva una stazione meteo gestita in collaborazione con il Centro Meteorologico Lombardo.[3]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Antichità[modifica | modifica wikitesto]

Rho è uno dei comuni più antichi della Lombardia e ciò è dimostrato dal fatto che durante gli scavi per la costruzione di edifici o strade sono venuti alla luce numerosi reperti archeologici relativi all'età romana (ritrovati durante gli scavi del 1876, 1890 e 1917). Negli anni successivi sono stati scoperti altri reperti che, sebbene di importanza minore, sono stati determinanti per dimostrare che fin dall'età imperiale romana, Rho ebbe un'importanza notevole.

Nella stessa organizzazione stradale attuale è rintracciabile un'organizzazione riconducibile alla centuriazione romana: la grande maggioranza delle strade scorre parallela in direzione Est-Ovest e Nord-Sud. Gli assi di riferimento sono il Cardo (Nord-Sud, via Madonna e via Garibaldi) e il Decumano (Est-Ovest, via Matteotti e via Porta Ronca)[4]. Questi si incrociano in piazza San Vittore, ancora oggi centro dell'insediamento.

Ulteriori ritrovamenti archeologici hanno confermato l'esistenza in epoca romana di una strada che congiungeva Milano e il Verbano, passando per Legnano e Gallarate. Lungo questo asse di comunicazione Rho rappresentava il decimo miglio, quindi il punto di sosta dell'esercito.

In base a rinvenimenti archeologici è stata anche datata fra il IV e il V secolo la completa cristianizzazione del borgo: in piazza San Vittore negli anni sono venuti alla luce un antico cimitero e una cappella cristiana. Dello stesso periodo sono i reperti trovati in via Belvedere: tombe cappuccine con incise l'alfa e l'omega.

Medioevo[modifica | modifica wikitesto]

La torre del municipio

Con le invasioni barbariche nella zona si realizza una profonda depressione economica e il dominio passa di mano in mano fino ai Longobardi e quindi ai Franchi. Sotto i Longobardi il borgo assume nella sua topografia una terminologia tuttora rintracciabile, a partire dal Pomero, che deriva da Post Moerus, ossia fuori dalle mura fortificate. L'origine di questo termine però non è riconosciuta universalmente: alcuni attribuiscono il nome alla presenza nei secoli scorsi di numerosi alberi di mele. Il termine Fare invece è riscontrabile oggi nella periferica Cascina Fara.
Sempre nel periodo di dominazione longobarda viene attribuito alla futura Rho l'appellativo di Curtis (corte), una particolare forma di organizzazione della società nel periodo del feudalesimo.

Un atto di permuta, rogato il 9 gennaio 864 dal notaio Agatone, cita per la prima volta il nome della cittadina chiamandola Vico Rhaudo, ed accenna ad una chiesa di Sant'Ambrogio e ad un rozzo castello ivi esistenti. Ancora nell'871 due pergamene ne riportano il nome.

Intorno all'anno 1000 Rho inizia a rivendicare la sua libertà come comune, cercando di liberarsi dall'influenza dei nobili della zona. Nel 1004 l'imperatore Enrico II, dopo aver vinto i longobardi di Arduino e fattosi incoronare Re d'Italia a Pavia (14 maggio), staziona a Rho, dove firma alcuni documenti "decisi" in Rodo o in campo qui dicitur Raudo, ricambia l'ospitalità concedendole il titolo di borgo e capopieve, staccandola da Nerviano, e provvede all'istituzione di un mercato settimanale. Il mercato si tiene tuttora ogni lunedì. A Rho viene istituita anche una Corte di Giustizia e realizzato un canale (riale) per l'irrigazione dei campi usando l'acqua dell'Olona[5].

Risale all'XI secolo anche la figura semileggendaria di Giovanni da Raude, detto anche Giovanni della Croce, vessillifero dell'esercito crociato durante la Prima Crociata; fu lui che il 15 luglio 1099, data della presa di Gerusalemme, issò sulle mura della Città Santa la bandiera dei cristiani.

Nel maggio 1160, durante l'assedio di Milano, Federico Barbarossa fece distruggere Rho, che venne però rapidamente ricostruita. Tra il 1130 e il 1215 ben nove consoli rhodensi sono attestati nello Stato milanese, e alcuni di essi appartengono alla famiglia dei Capitanei de Raude documentata ufficialmente come residente in città dal 1196.

Come confermato da un documento conservato presso l'Archivio dell'Ospedale Maggiore di Milano, intorno al 1300 venne edificato il primo ospedale di Rho; i suoi beni furono poi in seguito acquistati dai frati Agostiniani del luogo Pio di Santa Maria del Pasquerio di Rho, nel 1481.

Nel 1305 il nobile Cressone Crivelli tentò con i suoi soldati di impadronirsi di Rho e Nerviano, ma fu sconfitto e respinto dalla reazione popolare. Otto anni più tardi il borgo fu comunque conquistato da Milano, che uccise o imprigionò quasi tutti gli abitanti.

Grazie all'abbondanza di acqua e di terre feritili nel XV secolo molti nobili milanesi si trasferirono a Rho, costruendo sontuosi palazzi, in gran parte oggi distrutti. La nobile frequentazione è tale che era stata costituita una Universitas nobilium dicti loci de Raude. Fra il Cinquecento ed il Seicento furono costruiti anche due conventi: degli Agostiniani e dei Cappuccini (sulla strada che conduce a Lucernate), entrambi distrutti nell'invasione napoleonica.

Epoca moderna[modifica | modifica wikitesto]

La centralissima Via Matteotti

Nel 1511 i Lanzichenecchi discesero in Italia, comandati da Matteo Schinner e saccheggiarono Rho[5]. Giunse poi la dominazione spagnola e nel 1539 Carlo V di Spagna concesse il feudo ai Visconti. Nel 1570 nella popolazione fiaccata dall'oppressione spagnola si sparse un'epidemia di peste.

Secondo le cronache del tempo, il 24 aprile 1583 un quadro raffigurante la Pietà avrebbe pianto lacrime di sangue, avvenimento successivamente riconosciuto dalla Chiesa cattolica come miracoloso. Sul luogo della cappella dove era conservato il quadro venne edificato il Santuario dell'Addolorata, alla cui realizzazione collaborarono numerosi illustri artisti dell'epoca.

Nel Seicento la peste colpì ancora il Milanese e nel 1663 i rhodensi eressero nell'attuale piazza San Vittore la Croce della peste, spostata di fianco alla chiesa parrocchiale nel 1928 e riportata al luogo originario settant'anni più tardi.

Nel 1928 un Regio Decreto assegnò a Rho la frazione di Passirana Milanese, in precedenza facente parte del borgo di Lainate e nel 1932 Rho ottenne il titolo di città.

Il 10 ottobre 1956 nella frazione di Terrazzano due balordi sequestrarono un centinaio di alunni e tre maestre della locale scuola elementare. Durante il blitz della polizia, avvenuto sei ore dopo, morì sotto i colpi degli stessi agenti il civile Sante Zennaro che aveva raggiunto il luogo tentando eroicamente di salvare i bambini.

All'inizio del XXI secolo, in un'area per nove decimi all'interno del territorio rhodense e per il resto in quello Pero, è stato edificato il nuovo polo espositivo della Fiera di Milano. Inaugurato nel 2005, il complesso progettato dall'architetto Massimiliano Fuksas è costituito da otto padiglioni che mettono a disposizione un totale di 345.000 metri quadrati lordi espositivi coperti e sessantamila all'aperto. In quest'area e in una adiacente si svolgerà la manifestazione Expo 2015.

Origine del nome[modifica | modifica wikitesto]

L'origine del nome Rho è piuttosto controversa e sono numerose le ipotesi al riguardo.

L'attuale denominazione di Rho, che ufficializza la presenza della lettera "h" in mezzo al nome, risale al 1932; ma il nome della città ha avuto varie forme. In un documento risalente all'anno 846, il primo in cui si parla di Rho, è citato come Vico Raudo un gruppo di abitazioni circondate da terre coltivate. Vico infatti è un termine usato per un insieme di case in aperta campagna, mentre Raudo deriva probabilmente dalla forma latina Rhaudum, per indicare un rozzo castello esistente sul posto. [6] In altri documenti il borgo di Rho è citato con nomi diversi: Rhode, Rodo, Raude, Raudo, Rhaudum; nel XVI-XVII secolo si attesta Aro[7], poi , Rhò e Rho.

Nei suoi Commentari sulle famiglie milanesi Raffaele Fagnani ipotizza l'esistenza di una casata Rhaudense, originaria dell'isola di Rodi[8]; quest'ipotesi è oggi però valutata come ben poco verosimile.

Alcuni hanno voluto riconoscere in Rho i Campi Raudi, il luogo dove il console Mario sconfisse i Cimbri; tale toponimo deriverebbe a sua volta dal toponimo celtico rhaudes, che significa "campo", oppure raud o rod, che significa "fiume" (si confronti, ad esempio, con i nomi di Roddi e Roddino in provincia di Cuneo). Tuttavia i Campi Raudi si trovano, secondo le fonti, vicino a Vercelli.

Un'altra possibile derivazione etimologica potrebbe essere il termine longobardo rode, che indicava una terra di confine (si confrontino ad esempio i vicini comuni di Rovellasca e di Rovello Porro); o ancora dalla parola tardolatina raudum significante "cosa rude ed imperfetta" e che probabilmente indicava un rozzo castello o un'antica casa cantoniera, a difesa della via per il Verbano (l'attuale strada del Sempione), dato che Rho dista dieci miglia da Milano. Ancora, lo stesso termine potrebbe avere qualche affinità con il celtico rot "rosso".

Lo stemma[modifica | modifica wikitesto]

L'effigie cittadina è la ruota con cinque raggi, araldo della famiglia dei Capitanei de Raude, casata vassalla dei Duchi di Sassonia e di Baviera[9]. I cinque raggi sono un richiamo ai cinque imperatori: Enrico I, Ottone I, Ottone II, Ottone III ed Enrico II. In araldica la ruota indica fortuna o vittoria, rifacendosi ad un detto latino: "la ruota potente schiaccia tutto ciò che è opposto".

Nell'antichissima Basilica di Aquileia esiste una cappella detta dei Torriani nella quale, fra due sarcofaghi, è posta una lastra tombale con incisa l'effigie di Allegranza da Rho (XIV secolo), moglie di Corrado della Torre detto "Mosca" e madre del patriarca Cassono della Torre, sepolto nel chiostro di Santa Caterina a Firenze. Sulla stessa lastra è pure inciso lo stemma di Rho, raffigurato da uno scudo con una ruota nel mezzo.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Il Santuario dell'Addolorata[modifica | modifica wikitesto]

La città di Rho vanta nel suo territorio alcuni edifici di interesse storico. Il più importante è il Santuario dell'Addolorata, uno dei maggiori santuari mariani della Lombardia, costruito dopo un miracolo riconosciuto dalla Chiesa cattolica, avvenuto il 24 aprile 1583, quando un'effigie della Madonna ha versato lacrime di sangue. A fianco del Santuario sorge il Collegio dei Padri Oblati, opera di Giorgio Martinelli, dove hanno studiato numerose eminenti figure ecclesiastiche, fra cui anche Papa Paolo VI.

La prima pietra del Santuario fu collocata da San Carlo Borromeo il 7 marzo 1584, la consacrazione venne fatta dal cardinale Pozzobonelli il 3 aprile 1755. Il disegno è del celebre architetto Pellegrino Tibaldi, il campanile di Giulio Galliori, che ne modificò il progetto originale, la facciata di Leopoldo Pollack. All'interno si possono ammirare tele ed affreschi di Camillo Procaccini (Bologna 1551 circa- Milano 1625), dei Fiammenghini, del Morazzone, e di Raffele Casnedi da Runo, frazione di Dumenza.

Basilica di San Vittore[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Basilica di San Vittore (Rho).

Altre chiese scomparse[modifica | modifica wikitesto]

Secondo alcuni documenti medievali, risulta che nei territori intorno all'attuale via Meda, vi sorgesse fin dal IX secolo una chiesa dedicata a Sant'Ambrogio, ma dato che in realtà non viene menzionato un vero e proprio edificio, si potrebbe pensare essi si riferissero semplicemente ad alcuni poderi o beni di proprietà della Basilica di Sant'Ambrogio in Milano.

Nei pressi dell'attuale piazza San Vittore, esisteva già prima del XIV secolo una cappella dedicata a San Pietro, demolita probabilmente nel 1577. Ancora nella stessa area risalente al Cinquecento era un Battistero di San Giovanni, considerato un'appendice della Basilica di San Vittore e scomparso nel 1843 con la demolizione della stessa, causa ricostruzione. Di nuovo antecedente allo stesso secolo e sempre nelle prossime vicinanze, vi era una Chiesa di Santa Maria in Castello, denominazione che dà sostegno alla tesi dell'esistenza di un edificio fortificato medievale nel centro cittadino; essa rimase di proprietà Ghisolfi fino al XVII secolo, dopo il quale non si hanno più tracce.

Sempre nel corso del Cinquecento, sorgeva nei pressi dell'Olona, la Chiesa di San Martino: nel 1565 il Prevosto Giuli però afferma che essa non fu mai consacrata e nemmeno vennero mai svolte funzioni religiose, dunque dato che era posta al di fuori del borgo, poteva essere utilizzata come lazzaretto; fu demolita nel XIX secolo.

In contrada Pasqué sorgevano la Chiesa di Santa Maria Assunta in Pasqué e l'adiacente convento dei frati agostiniani, di cui alcune tracce sono rimaste in largo Marconi. Una leggenda popolare narra che nel convento fu ospitato Martin Lutero, di passaggio per Roma.

L'ospedale di Circolo ed il monumento ai caduti[modifica | modifica wikitesto]

L'ospedale di Circolo - Monumento ai caduti nacque per la beneficenza di numerosi cittadini che donarono somme anche notevoli per costruire un monumento ai caduti della grande guerra ma, raccolta una cifra piuttosto consistente, si decise di costruire un ospedale affinché la sofferenza della guerra portasse a migliori condizioni di vita. Tra i donatori si ricordino Benedetto Banfi, Giulio Tavecchia, Giuseppe Citterio, Paolo Goglio, Virginia Bullani. Il 7 ottobre 1923 venne posta la prima pietra e l'inaugurazione ebbe luogo il 28 ottobre 1929.

Il Municipio[modifica | modifica wikitesto]

Dietro la chiesa di S.Vittore si erge il Municipio, nato come Palazzo Podestarile e costruito all'inizio del XX secolo sul modello dei palazzi medievali. Il progetto è dell'Ing. Silvio Giuliani. Vi si conservano diversi dipinti, raffiguranti: San Gervaso, San Protaso, Sant'Ambrogio ed altri, nonché le Quattro Glorie di Mauro della Rovere detto Il Fiamminghino (1640) e quattro bei putti di Daniele Crespi (1590-1639) tutti provenienti dalla demolita chiesa di San Gervaso e Protaso di Milano. Nella Sala d'arte si trovano pure alcuni cimeli preziosi del defunto cittadino onorario cardinale Eugenio Tosi, arcivescovo di Milano, già appartenente alla congregazione degli Oblati di Rho.

Cimitero centrale[modifica | modifica wikitesto]

Il camposanto del capoluogo si trova attualmente in corso Europa 200, lungo l'antico tracciato della strada postale per Gallarate, poi ribattezzata in Strada Statale del Sempione. Qui venne spostato nella seconda metà del XIX secolo, in una zona allora periferica.
Al centro della pianta originale del cimitero ed in asse con l'entrata principale, all'inizio del Novecento venne eretta la Cappella Gentilizia dei Sacerdoti, contenenti le spoglie e le lapidi di prevosti hanno prestato servizio a Rho dai primi dell'Ottocento in poi (quindi da Luigi Delilla a Marco Agrati) e coadiutori della Parrocchia San Vittore. La cappella è stata restaurata all'inizio del XXI secolo per iniziativa del prevosto don G.Citterio e dei familiari di don Franco Gallazzi (qui sepolto). Nella medesima cappella si trovano anche lapidi per altri sacerdoti e per i caduti rhodensi della Prima guerra mondiale; numerosi preti sono qui ricordati sebbene le loro spoglie siano conservate altrove.

Nel 1931 il cimitero venne notevolmente ampliato con l'edificazione dei colombari, della casa del custode e della camera ardente. Ai primi degli anni 2000 il camposanto ha visto un ulteriore aumento della propria superficie con la costruzione di nuovi colombari.

Nel cimitero, nella zona interrata dei colombari più antichi, è conservata una mummia che è ritenuta essere il corpo dell'Arcivescovo Leone da Perego, francescano; il corpo venne quivi trasportato da San Carlo Borromeo, perché gli veniva tributato un culto non permesso dalla Chiesa. Per numerosi anni questa mummia è stata considerata una delle attrazioni principali della cittadina.

Villa Burba Cornaggia Medici[modifica | modifica wikitesto]

Villa Burba Cornaggia Medici, meglio conosciuta come 'Villa Burba', è una villa di campagna Rhodense. Ha una entrata principale sul Corso Europa, e un'entrata secondaria del parco, alla fine di Via Papa Giovanni XXIII. La villa ha una tipica architettura lombarda risalente al XVII secolo; di particolare rilievo sono gli ornamenti tardo-barocchi, i balconi, i cancelli, le ringhiere in ferro battuto e il salone centrale. Nata come residenza di campagna, dopo una lunga serie di passaggi di proprietà, nel 1873 venne acquisita dalla famiglia Cornaggia Medici. Nel 1966 la proprietà passò al Comune che la sottopose ad un lungo restauro. Attualmente è utilizzata come sede della biblioteca e della mostra permanente Passato e presente. All'esterno della villa un parco con essenze pregiate è stato destinato ad utilizzo pubblico. Il Parco è piuttosto ampio, caratterizzato dalla presenza di percorsi in ghiaia, molto piacevoli da percorrere. Qua e là per la natura, nel parco è possibile vedere statue e busti di donne, soprattutto vicino all'entrata secondaria, dove sono collocate delle zone gioco per bambini (Scivoli,Altalene e girelli) panchine e tavoli in pietra per picnic. Nel parco sono presenti anche: un piccolo laghetto, fornito di tartarughe e tempo fa anche di anatre, e una 'vasca-fontana' romana rettangolare poco profonda, con un fondale in sassi. La fontana, circondata da una struttura di panchine in granito, offre un clima di tranquillità; ed è spesso usata come luogo di ritrovo, da giovani e anziani.

Altri edifici e monumenti notevoli[modifica | modifica wikitesto]

La Fontana della stazione
La Fontana della Stazione in marmo di Verona è un dono del Podestà Comm. Eraldo Bonecchi.

Archeologia industriale
Alle architetture fin qui descritte si aggiungono numerosi edifici di archeologia industriale, come la Chimica Bianchi, in parte ancora presente, e il cotonificio Muggiani, recentemente ristrutturato, che è un esempio unico degli opifici inizio secolo. Ancora in centro, sul corso Europa alle spalle del Santuario, un edificio ricoperto da vite canadese e altre rampicanti, rappresenta la Citterio, azienda produttrice di salumi.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[10]

Stranieri[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2010 la popolazione straniera residente era di 3.785 persone (7,5%). Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Palio di Rho[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1996, tutti gli anni in ottobre si svolge il Palio di Rho, manifestazione nata in ricordo della vita medievale rhodense e della figura di Giovanni da Raude, che nel 1099 fu il primo crociato a varcare le mura di Gerusalemme; l'evento è organizzato dalla Famiglia Rhodense, associazione sorta nel 1988, per promuovere e diffondere il patrimonio culturale e le tradizioni della cittadina lombarda.

Al Palio partecipano 11 contrade, di cui quattro sono frazioni, ciascuna con un proprio simbolo: San Vittore (ruota), Cappuccini (sajo), Madonna dei Miracoli (Madonna), Pomero (grifone), Cantun Giò (castello), Porta Ronca (roncola), Pasqué (pantera), Ghisolfa (rana), Mazzo (leone rampante), Terrazzano (San Maurizio) e Passirana (Albero). Viene preceduto da una serie di iniziative, tra le quali la principale è la sfilata in costumi medievali, che si snoda lungo le vie del centro storico fino a Piazza Visconti, "campo di battaglia" tra le varie fazioni. Tra i vari giochi di abilità, tutti in costumi d'epoca, spiccano la giostra dei cavalieri e l'arrampicata sull'albero della cuccagna, ultima sfida prima della proclamazione dei vincitori.

Piatti tipici[modifica | modifica wikitesto]

Nella gastronomia della cucina rhodense sono da annoverare i seguenti:

  • Anatra alla pesca o alla persico, dal nome dialettale del frutto (persicu), ricordata anche dal poeta locale Averardo Buschi;
  • Paiada, polenta con verza;
  • Zuppa del lupo, pane bianco in vino rosso e zucchero;
  • Stufato con patate;
  • Pancotto, pane cotto in una pentola con burro, sale ed una grattugiata di formaggio;
  • Carsensa, impasto di farine (gialla, di frumento e di segale) e frutti (uva, fichi o mele);
  • Polenta con burro e formaggio;
  • Torta del Corpus Domini, dolce della tradizione "povera", con una base di pane raffermo, arricchito da latte, caffè, cacao e pinoli.

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

Il Comune di Rho conta sette frazioni.

  • Castellazzo: modesto abitato ad ovest del territorio comunale, presso quella che un tempo era una casa padronale agricola o una villa signorile di campagna, attualmente nelle vicinanze sorge il moderno quartiere periferico popolare di via Capuana;
  • Biringhello: piccolo villaggio situato a nord-ovest del comune, oltre il Sempione e confinante con Barbaiana di Lainate.
  • Lucernate: abitato a carattere popolare sito a sud oltre la ferrovia adiacente alla zona dei fontanili.
  • Mazzo: attualmente detto anche Mazzo Milanese o Mazzo di Rho, popolosa frazione nella parte orientale del territorio, confina a sud con la Fiera di Milano. Fu comune autonomo fino al 1928.
  • Pantanedo: "frazioncina" ad est presso Mazzo, conta un solo cascinale abitato, ma circondato da alcune ditte, che ne caratterizzano l'ambientazione di zona industriale.
  • Passirana: grosso paese dislocato all'estremo nord dell'area comunale e confinante con il comune di Arese.
  • Terrazzano: altra grande frazione localizzabile a nord-est, presso lo svincolo A4 - A50 (barriera di pedaggio di Terrazzano sulla Tangenziale Ovest), confinante anch'essa con Arese.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Lo stabilimento Muggiani

Rho spicca nella regione per esser stata una delle città a rappresentare meglio la rivoluzione industriale lombarda. Numerosi sono state le industrie e fabbriche di grandi dimensioni fondate nel territorio rhodense; alcune sono ancora funzionanti, altre sono ormai dismesse e alcune di queste sono riconosciute come monumenti di Archeologia industriale.

La popolazione di Rho, fino alla fine del Ottocento era assorbita completamente dall'agricoltura che dava lavoro all'80% della popolazione. I primi cambiamenti si ebbero nel 1870 quando la prima grande industria sorse nel rhodense: il Sacchettificio Goglio. Posto di fronte al Santuario, il sacchettificio aprì i battenti con 45 dipendenti per poi arrivare ad averne 500. Nel secondo dopoguerra fallì e gli edifici furono smantellati. Oggi a suo ricordo rimane una via dedicata al suo fondatore: Paolo Goglio.

La sede della Citterio

Proprio di fronte al sacchettificio nel 1878 iniziò la sua attività il Salumificio Citterio. Famoso a livello locale, nel 1932 cominciò l'esportazione, affermandosi come uno dei leader nazionali nella produzione di salumi e oggi è ancora in attività. Nonostante si sia incredibilmente esteso è ancora possibile vedere il primo edificio storico, oggi completamente ricoperto di vite canadese. La facciata spesso appare nelle pubblicità televisive.

Nel 1904 apre i battenti il Cotonificio Muggiani, una delle più importanti realtà della filatura di cotone lombarda, che arrivò a dar lavoro a 1200 operai. Nel 1910 il cotonificio fu assorbito dalla società Unione Manifatture che possedeva diversi opifici. I numerosi macchinari furono spenti nel 1963. L'edificio principale della filatura è stato recentemente ristrutturato ed è un monumento di archeologia industriale.

Nel 1905 venne fondata la Tintoria Bonecchi, che raggiunse un notevole sviluppo nel 1932 con macchinari moderni ed efficienti per l'epoca. Aprì uno stabilimento anche in Bulgaria, risultando una delle prime aziende ad esternalizzare in Paesi a basso costo della manodopera. Sempre nell'ambito della manifattura un importante sviluppo lo diede la Chatillon, una grande fabbrica posta dietro la stazione che produceva seta artificiale. La struttura è stata recentemente demolita.

Nella prima decade del 1900 aprono i battenti le industrie chimiche come la Italica e la Chimica Bianchi. Della prima sono ancora visibili l'acquedotto e una parte degli edifici storici, essendo tuttora funzionante. È stata invece recentemente demolita del tutto la Chimica Bianchi che dal 1907 produceva coloranti organici e sintetici, per essere poi assorbita dalla Montedison. La Bianchi è ricordata tristemente per le molte morti dovute alla mancanza di misure di sicurezza nella manipolazione di prodotti chimici, come l'amianto. Oggi nell'area che ospitava l'industria sono sorte decine di capannoni che ospitano il quartiere artigianale rhodense.

Nel 1907 nasce la Ditta Ing. V. Fachini, ben nota in tutta Italia per la perfezione delle sue costruzioni meccaniche ed elettromeccaniche. Ancora oggi vi si costruiscono riduttori e motoriduttori. Nel 1910 il signor Edoardo Goglio e il signor Bonecchi decisero di fondare la Bogophane. Nel 1932 raggiunse la massima produzione con circa 70 operai. Nel 1971 venne chiusa dal momento che aveva scarichi altamente tossici. In seguito la produzione è ripresa e l'azienda realizza cellophane.

Nel 1948 la società Condor inizia la costruzione della Raffineria di Rho che apre i battenti nel 1953 raffinando il greggio che arrivava da Genova via oleodotto. La proprietà passò alla Shell nel 1959 e all'Agip nel 1974. Negli anni ottanta la necessità di mordenizzare alcune strutture e le sempre più pressanti accuse di inquinamento spinsero alla chiusura della raffineria, che si formalizza nel 1992.
Agli inizi del XXI secolo la struttura industriale viene smantellata e bonificata e nel 2004, esattamente 1000 anni dopo che Enrico II istituì il mercato, il 31 marzo 2004, viene inaugurato il Nuovo Polo fieristico di Milano, il più grande al mondo, per 10/11 sul territorio rhodense[11].

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1854 fu inaugurata la prima vaporiera sulla linea ferroviaria Torino-Milano. Rho ebbe così, prima di molti centri maggiori, la stazione ferroviaria.

Tuttora importante nodo ferroviario, essa si trova alla congiunzione delle linee Torino-Milano e Domodossola-Milano. Grazie a questa posizione strategica, la stazione ferroviaria di Rho è collegata alla città meneghina anche attraverso le LineeLinee S di Milano.svg del Servizio ferroviario suburbano di Milano:

  • S5 (Treviglio - Gallarate/Varese)
  • S6 (Treviglio/Pioltello - Novara)

Nel 2009 è stata attivata la nuova stazione di Rho - Fiera di RFI in corrispondenza dell'attuale capolinea di Rho Fiera della Linea M1 della metropolitana milanese, dove, oltre a costituire un'ulteriore fermata nel Comune di Rho per le LineeLinee S di Milano.svg del Servizio ferroviario suburbano di Milano S5 (Treviglio - Gallarate/Varese) e S6 (Treviglio/Pioltello - Novara), e i treni del Servizio Regionale Milano - Torino, fermeranno anche i treni della Nuova Linea Alta Velocità Milano - Torino.

Metropolitana[modifica | modifica wikitesto]

Sul suo territorio sorge il nuovo polo della Fiera di Milano, la più grande struttura fieristica d'Europa[12] e nei suoi pressi sorge il capolinea di Rho - Fiera della Linea M1 della metropolitana milanese inaugurata nel 2005.

Trasporti pubblici[modifica | modifica wikitesto]

Il comune di Rho è servito da un servizio di trasporto urbano gestito dalla società STIE.

Le linee del servizio urbano sono:

  • Linea 1 Rho Stazione FS - Via Pace - Mazzo - Terrazzano - Passirana (Ospedale) - Via Ratti - Ospedale di Rho - Rho Stazione FS
  • Linea 1/ Rho Stazione FS - Ospedale di Rho - Via Ratti - Passirana Ospedale - Terrazzano - Mazzo - Via Pace - Rho Stazione FS
  • Linea 6 Rho Stazione FS - Lucernate - Rho Stazione FS
  • Linea 7 Rho Stazione FS - Via Pace - Mazzo - Via Risorgimento - Mazzo Zona Industriale - Rho Fiera Stazione Metropolitana M1
  • Linea 8 Rho Stazione FS - Via Lainate - Biringhello - Via Gramsci - Via Labriola - Ospedale di Rho - Via S.Carlo - Via Capuana - Via Mattei - Via Molino Prepositurale - Piazza Visconti - Via Meda - Rho Stazione FS
  • Linea 8/ Rho Stazione FS - Via Italia - Via Molino Prepositurale - Via Mattei - Via Capuana - Via S.Carlo - Ospedale di Rho - Via Labriola - Via Gramsci - Biringhello - Via Lainate - Piazza Visconti - Rho Stazione FS
  • Linea 9
  • Linea 9/

Le autolinee suburbane Dal 1º febbraio 2010 le linee in carico a GTM SpA sono state assorbite, a causa della chiusura della stessa GTM, dalla società Air Pullman di Solaro.

Le linee che passano per il comune di Rho sono:

Le linee 433, 435, 442 e 528 rientrano nei servizi di area urbana di competenza del Comune di Milano.

Tutte le autolinee in questione sono integrate nel SITAM (Sistema Integrato Tariffario Area Milanese) gestito da ATM di Milano, per cui con un solo biglietto si possono utilizzare tutte le autolinee elencate.

Il servizio urbano ha una tariffazione particolare, comunque non integrata nel SITAM; infatti il sistema di integrazione tariffaria riguarda solo ed esclusivamente tutte le autolinee suburbane ed i treni (linee S) solo per quanto riguarda gli abbonamenti settimanali integrati di area.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1946 1956 Umberto Pellegrini Sindaco
1956 1960 Giuseppe Caccia Sindaco
1960 1965 Umberto Pellegrini Sindaco
1965 1975 Carlo Landoni Sindaco
1975 1983 Luigi Panico Sindaco
1983 1994 Amedeo Galli Democrazia Cristiana Sindaco
1994 2002 Arianna Cavicchioli centrosinistra Sindaco
2002 2007 Paola Pessina centrosinistra Sindaco
2007 2011 Roberto Zucchetti centrodestra Sindaco
2011 2011 Francesco Russo - Comm. Pref.
2011


in carica Pietro Romano centrosinistra Sindaco

Sport[modifica | modifica wikitesto]

La Rhodense è la principale squadra di calcio della città. È nata nel 1913 e vanta un passato professionistico in Serie C1 e C2. Retrocesse dalle serie professionistiche nel 1985 e l'anno successivo si iscrisse al campionato di Prima Categoria. Attualmente (2014-15) milita in Eccellenza.

Nel calcio a 5 la città è rappresentata dall'AC Rho Calcio, fondata nel 2004 e oggi in Serie C1[13].

Il Rugby Rho è la squadra cittadina di rugby, fondata nel 1947 e militante attualmente nella Serie C del campionato Italiano[14]. In passato ha anche giocato diversi campionati di Serie A, dando diversi giocatori alla nazionale italiana.

Nella pallacanestro invece il primato è detenuto dal CMB Rho, militante in C Nazionale, mentre la Victor Rho Basket gioca in Serie D.

Nella pallavolo la città può vantare diverse società agonistiche, tra queste:

  • L'A.s.d. Pallavolo Rho che schiera ogni settimana 8 squadre tra campionati di FIPAV e PGS, avendo come apice la squadra di Serie D Femminile.
  • Il Volley Lucernate: nata nel 1978, oggi ha sette squadre. Le maggiori disputano il campionato di Serie C (maschile) e Prima divisione (femminile);

Il baseball viene praticato a Rho dalla Rajo che è stata più volte campione regionale e oggi gioca in Serie B dopo un'esperienza in Serie A1 nella stagione 2003-2004.

Nel pattinaggio a rotelle, specialità corsa, la squadra cittadina Skating Rho è presente sul territorio fin dal 1983 e partecipa con i suoi atleti di tutte le età ai campionati FIHP ed a trofei interregionali.

Per quanto riguarda il karate, Rho ospita diverse associazioni sportive tra le quali Impero Del Sole e Dojo Karate Rho, entrambe di rilievo.

Persone legate a Rho[modifica | modifica wikitesto]

Nati a Rho[modifica | modifica wikitesto]

Galleria fotografica[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Piero Airaghi e Mario Giudici, 210 vedute di Rho e frazioni, nelle cartoline d'epoca dal 1900 al 1960
  • Piero Airaghi, Rho nella storia, nei suoi uomini illustri e nell'arte
  • Piero Airaghi, Rho Racconta, Cento anni di storia (1850-1950, avvenimenti e tradizioni), Edizioni Lions, Rho, 1986
  • Lucia Coletti, Ivano Colombo e Angela Garavaglia (a cura di), Relazione sullo stato dell'Ambiente a Rho , Comune di Rho, 2007
  • Raffaele Fagnani, Commentari sulle famiglie milanesi
  • Mario Giudici, Nove comuni nelle cartoline d'epoca dal 1900 al 1960 - con note di cronaca locale dal 1893 al 1916 – tratta dai giornali “Gazzettino di Rho” “Circondario di Gallarate” “Regione Lombardia”, Rho 1991
  • Paola Pessina, Le campagne e il borgo di Rho nei documenti del Catasto di Maria Teresa d'Austria, Biblioteca Popolare di Rho, Rho 1990
  • Paola Pessina, Rho nei Secoli – Segni, tracce e disegni, Biblioteca Popolare di Rho, Rho 1990
  • Raudensis ~ Arte danzante e arte del danzare al tempo degli Sforza, mostra a cura di Maurizio Padovan

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Comune di Rho - Statuto.
  2. ^ [1]
  3. ^ Dati della Stazione Meteo
  4. ^ Relazione sullo stato dell'Ambiente a Rho, a cura di Lucia Coletti, Ivano Colombo e Angela Garavaglia, Comune di Rho, 2007
  5. ^ a b Storia della città di Rho sul sito comunale
  6. ^ L'origine del nome sul sito del Comune
  7. ^ In una carta geografica dipinta sulla parete di una sala dei Musei Vaticani e in una cartina seicentesca.
  8. ^ Commentari sulle famiglie milanesi di Raffaele Fagnani
  9. ^ Lo stemma sul sito del Comune sul sito comunale rhodense
  10. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  11. ^ Nuovo Sistema Fiera Milano, sito del Nuovo Polo Fieristico milanese
  12. ^ Sito ufficiale Fiera di Milano
  13. ^ Sito ufficiale Rho Calcio a 5
  14. ^ Sito del Rugby Rho

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]