Boffalora sopra Ticino

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Boffalora sopra Ticino
comune
Boffalora sopra Ticino – Stemma Boffalora sopra Ticino – Bandiera
Panorama di Boffalora sopra Ticino
Panorama di Boffalora sopra Ticino
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Provincia Provincia di Milano-Stemma.png Milano
Amministrazione
Sindaco Curzio Trezzani (PdL - LN) dall'08/06/2009
Territorio
Coordinate 45°28′00″N 8°50′00″E / 45.466667°N 8.833333°E45.466667; 8.833333 (Boffalora sopra Ticino)Coordinate: 45°28′00″N 8°50′00″E / 45.466667°N 8.833333°E45.466667; 8.833333 (Boffalora sopra Ticino)
Altitudine 142 m s.l.m.
Superficie 7,52 km²
Abitanti 4 158[1] (28/2/2014)
Densità 552,93 ab./km²
Frazioni Località Magnana, Pontenuovo di Boffalora
Comuni confinanti Bernate Ticino, Cerano (NO), Magenta, Marcallo con Casone, Trecate (NO)
Altre informazioni
Cod. postale 20010
Prefisso 02
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 015026
Cod. catastale A920
Targa MI
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti boffaloresi
Patrono Santa Maria della Neve
Giorno festivo 5 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Boffalora sopra Ticino
Posizione del comune di Boffalora sopra Ticino nella provincia di Milano
Posizione del comune di Boffalora sopra Ticino nella provincia di Milano
Sito istituzionale

Boffalora sopra Ticino (Bofalòra, pron. Bufalòra, in dialetto milanese[2]) è un comune italiano di 4.158 abitanti[1] sul confine occidentale della provincia di Milano verso il Piemonte, in parte all'interno del Parco Lombardo della Valle del Ticino. Il paese è attraversato nella sua parte centrale dal Naviglio Grande e nella parte periferica dal Ticino.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Il ponte del 1603 sul Naviglio Grande che divide l'abitato di Boffalora sopra Ticino

Il paese è diviso in due aree distinte: una centro-orientale, contenente il centro cittadino, e una occidentale dagli insediamenti meno fitti e con presenza di vegetazione boschiva, che arriva fino al Parco del Ticino. Le due zone sono sostanzialmente separate dal Naviglio Grande, e sono collegate tramite uno storico ponte in granito costruito nel 1603 (restaurato nel 2003). Gli insediamenti residenziali più recenti si estendono alle estremità orientale e occidentale del paese, mentre la zona industriale è raccolta in una vasta area sul lato est dell'abitato.

Il territorio di Boffalora si trova all'interno di tre siti classificati come "di importanza comunitaria": i boschi della Fagiana e di Turbigaccio, i boschi di Castelletto e la lanca di Bernate. La zona dei boschi del Ticino è classificata come "Zona di protezione speciale" per la flora e la fauna. L'unica area umida sul territorio si estende in località Magnana, nella regione a sud del paese, dove si ravvisa anche una forte presenza di vegetazione tipica come la Phragmites australis.

Geologia e idrografia[modifica | modifica wikitesto]

Morfologicamente, il territorio è caratterizzato dall'ambiente tipico della pianura padana ma è articolato tra alture, aree discendenti in corrispondenza delle rive dei corsi d'acqua ed aree paludose. L'altitudine media è di 142 m s.m.l..

Aspetto caratteristico dell'idrografia di Boffalora sopra Ticino è la presenza del Naviglio Grande e del fiume Ticino nella parte più ad ovest del comune.

Boffalora sopra Ticino fa inoltre parte del Polo dei Navigli istituito dalla Provincia di Milano.

Sismologia[modifica | modifica wikitesto]

Dal punto di vista sismico Boffalora sopra Ticino presenta un rischio molto basso ed è stata classificata come il comune zona 4[3] (bassa sismicità) dalla protezione civile nazionale.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Il clima è quello caratteristico delle pianure settentrionali italiane con inverni freddi e abbastanza rigidi ed estati che risentono di elevate temperature; la piovosità si concentra principalmente in autunno e in primavera. Il paese appartiene alla zona climatica E.

Mese Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Anno
Temperatura max. media (°C) 5 8 13 17 21 26 28 28 24 18 11 6 16.25
Temperatura min. media (°C) -3 -2 2 5 10 13 15 15 12 7 2 -2 6.16
Piogge (mm) 59 73 95 104 127 82 55 85 72 110 83 50 82.91
Umidità relativa (%) 83 80 73 76 75 74 75 75 76 81 84 84 78
Eliofania assoluta (ore) - - - - - - - - - - - - -
Venti (dir.-nodi) NW 4 SW 4 SW 4 SW 4 S 4 SW 4 SW 4 SW 4 SW 4 SW 4 N 4 SW 4 4

Etimologia del nome[modifica | modifica wikitesto]

Non è certa la provenienza del nome del paese, e ci sono tre interpretazioni accreditate:

  • Dalla parola di origine tedesca "Wulfhari"
  • Dalla fusione delle parole "Boffa l'Ora", o "Boffa l'Aura" che significa "Soffia il vento". Questa tesi è credibile anche per la particolare situazione geografica del paese, che si estende in parte su una zona rialzata della Pianura Padana.
  • Dalla deformazione delle parole tardo-latine "Bufalus Ora", "Zona dei bufali". L'area della città nell'alto medioevo era paludosa e con fitta vegetazione, per cui probabilmente vi poteva essere una presenza di questi animali.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Gian Galeazzo Visconti concesse al borgo di Boffalora lo status di feudo nel 1431

Il primo insediamento nel luogo è documentato nel 1180-1190, durante i lavori di realizzazione del Naviglio Grande. Probabilmente il paese è nato come cantiere stabile per gli scavi, e in seguito si è evoluto in un vero e proprio borgo grazie alla sua posizione strategica dovuta alla vicinanza alle acque del Ticino e ai suoi ricchissimi boschi, al passaggio del canale, ai terreni fertili e alla distanza intermedia tra i centri abitati di Milano e Novara.

Boffalora sopra Ticino è stato teatro di numerosi scontri, tra cui quello tra Federico II e le forze milanesi nel 1245. Gian Galeazzo Visconti diede a Boffalora lo status di feudo nel 1341. Nel 1396 la famiglia Visconti accorpò parte delle terre del Feudo ai possedimenti gestiti dai monaci della Certosa di Pavia.[4]

Nel 1451 il feudo di Boffalora venne assegnato al Magistrato Straordinario dello Stato di Milano.

La storia del paese è strettamente legata al Barchètt, un servizio di trasporto fluviale lungo il Naviglio che collegava il paese a Milano. Il servizio è documentato sin dal 1645, ed è continuato fino all'inizio del XX secolo. Il 1700 vide il paese al centro dell'interesse di numerose famiglie nobiliari milanesi, che vi stabilirono dimore di villeggiatura. Oggi sopravvivono due di queste ville, la Villa Calderari e la Villa Giulini.

Con la calata napoleonica in Italia, Boffalora si trovò sul fronte degli scontri. Napoleone fece costruire un ponte in granito (tuttora esistente), rendendo più rapidi gli spostamenti di truppe. Il ponte costituiva il fulcro strategico delle operazioni militari del generale, ed era un obiettivo primario per tutti gli schieramenti.[5]

La presa di Boffalora durante la battaglia del 1859

Il 4 giugno 1859, durante la Battaglia di Magenta, le forze Franco-Piemontesi e gli Austriaci vennero a contatto sul territorio di Boffalora (Battaglia di Boffalora), per poi spostarsi con l'avanzamento delle forze d'oltralpe verso il più grande centro abitato di Magenta.[6]

Nel 1868 un'alluvione portò il Ticino a straripare. Le acque si fermarono dopo aver invaso il Santuario dell'Acquanera, dove è ancora riportata la quota raggiunta dal fiume, ai limiti dell'abitato.

Nel Novecento il paese crebbe di dimensioni, e nuovi insediamenti agricoli vennero fondati nei dintorni. Durante la Seconda guerra mondiale le postazioni sul Ticino ritornarono ad assumere il loro luogo strategico grazie al ponte sul Ticino, punto chiave delle comunicazioni italo-tedesche, che sopravvisse agli intensissimi bombardamenti alleati del 1943. La presenza del ponte e delle industrie della zona portò un grande dispiegamento di forze di contraerea tedesche e repubblichine durante l'ultima fase del conflitto, protette all'interno dei fitti boschi, finché nell'aprile 1945 il paese venne liberato dagli Americani.

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Boffalora sopra Ticino-Stemma.png

La descrizione araldica dello stemma è la seguente:[7]

« D'argento, al ponte di rosso murato di nero
in tre arcate sormontato da un gonfalone in sbarra,
rivoltato, di rosso alla croce d'argento
 »

Lo stemma venne concesso al comune di Boffalora sopra Ticino il 9 novembre 1933.[8]. L'elemento più significativo presente all'interno dello stemma comunale di Boffalora sopra Ticino è indubbiamente il ponte. Esso richiama all'elemento fondamentale per lo sviluppo del borgo sin dalle epoche più antiche anche se esso non vuole esplicitamente richiamare il ponte sul Naviglio Grande in quanto si presenta mattonato a tre arcate. Il riferimento è dunque a Boffalora sopra Ticino come un luogo di transito da una sponda all'altra prima del Ticino e poi dello stesso Naviglio.

Sopra il ponte è presente "in sbarra" un gonfalone rosso con una croce d'argento che rimanda chiaramente alla bandiera dei Savoia che grazie alla Battaglia di Boffalora riuscirono a penetrare in Lombardia e ad annettere il milanese nel 1859.

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa parrocchiale di Santa Maria della Neve[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Chiesa di Santa Maria della Neve (Boffalora sopra Ticino).
Interno della chiesa parrocchiale di Santa Maria della Neve a Boffalora sopra Ticino

La chiesa parrocchiale di Boffalora è dedicata a Santa Maria della Neve, patrona essa stessa del Naviglio Grande presso il quale la chiesa si trova in quanto i lavori di escavazione del canale ebbero inizio il 5 agosto 1280.[9]

La chiesa antica , venne costruita con l'opera e i fondi della cittadinanza boffalorese grazie alla donazione di un terreno operata dalla nobile famiglia dei Crivelli e la struttura venne consacrata l'11 maggio 1493 per opera di monsignor Giacomo de Viola, vescovo titolare di Laodicea e delegato dell'arcivescovo di Milano, il quale provvedette contemporaneamente alla nomina del primo parroco della città nella persona di Ambrogio de Parodis, canonico e cappellano personale del prevosto di Corbetta, Pietro Casola.[10]

Già a metà del Settecento, però, con l'ingrandirsi dell'abitato, essa era divenuta insufficiente ad accogliere un sempre crescente numero di fedeli[11]. Fu pertanto nel 1788 che si decise la costruzione della nuova parrocchiale, non distante dalla precedente, più vicina al Naviglio Grande e nei pressi anche delle principali vie di comunicazione del paese, visibile in quanto posta sopra una collinetta naturale. I lavori iniziarono il 29 aprile 1792 su progetto dell'architetto Giulio Gallieri (delegato della Fabbrica del Duomo di Milano) con la benedizione della prima pietra da parte del parroco Faustino Della Volta e terminarono due anni dopo con la consacrazione del nuovo edificio di culto.

Santuario della Madonna dell'Acquanera[modifica | modifica wikitesto]

Il santuario della Madonna dell'Acquanera

Posto nel vallone lungo le sponde del Ticino, il Santuario della Madonna dell'Acquanera è un luogo di venerazione mariano di notevole impatto sul territorio boffalorese, a cui vengono donati numerosi ex voto.

La chiesetta è abbinata all'omonima cascina e si trova immersa nel verde della campagna della vallata del Ticino. Il cascinale venne costruito nel Settecento e per meglio sopperire alle esigenze religiose degli abitanti in loco, al termine della dominazione napoleonica, il proprietario Antonio Vitali fece costruire anche l'attuale cappella e la aprì al pubblico con atto notarile del 4 marzo 1816, affidandone l'amministrazione al parroco di Boffalora, don Faustino della Volta[12]. La motivazione per la costruzione di questo luogo di culto era da ricercarsi nella volontà di proteggere un'antica immagine della Madonna alla quale la popolazione locale tributava venerazione in virtù di un miracolo avvenuto poco prima che aveva visto un carro trainato da cavalli precipitato nel Ticino per il cedimento del ponte su cui transitava e che poi miracolosamente aveva riguadagnato la riva dopo la caduta, senza danni a cose o persone.

La chiesa venne infine solennemente inaugurata il 24 marzo 1816 e da allora vi si poté celebrare il culto.

La struttura della chiesa è a capanna ed all'interno presenta un'unica aula con altare maggiore. Sul muro di destra si trova una tacca commemorativa con l'altezza delle acque nelle principali esondazioni del Ticino, tra cui quella del 1868 che la tradizione popolare vuole essere stata fermata proprio dalla Madonna. L'organo è assente, ma si sa che per l'inaugurazione ne venne affittato uno positivo dalla fabbrica Prestinari di Corbetta. La piccola chiesa è sede dell'annuale Festa dell'Acquanera che si svolge in marzo. La santa messa si svolge ogni sabato alle 16.30.

Chiesa della Santa Famiglia Nazarena[modifica | modifica wikitesto]

L'ingresso porticato della Chiesa della Santa Famiglia Nazarena

A seguito dell'acquisizione di Villa Calderari, il parroco di allora, don Giuseppe Sironi, iniziò il restauro degli ambienti esterni e decise di convertire l'antica scuderia del palazzo per la realizzazione di una cappella a servizio dell'oratorio. La struttura venne inaugurata il 18 marzo 1944 dall'arcivescovo milanese Alfredo Ildefonso Schuster nel bel mezzo dei bombardamenti della Seconda guerra mondiale.

L'interno, scandito da colonne in granito e volte a crociera, ha una navata centrale e due laterali rispecchiando perfettamente la struttura della tipica stalla aristocratica settecentesca. Esternamente l'ingresso è delimitato dalla pubblica strada attraverso un delicato triportico che conduce al portale della cappella. All'inaugurazione della struttura vi è stata apposta una targa commemorativa che così recita:

LA VIGILIA DI SAN GIUSEPPE
XVIII MARZO MCMXLIV
MENTRE LA GUERRA MONDIALE
DILANIAVA L'ORBE
IL CARDINALE ILDEFONSO SCHUSTER
ARCIVESCOVO DI MILANO
CONSACRAVA
L'ALTARE DI QUESTA BASILICA
ALLA SANTA FAMIGLIA NAZARENA
GESU', MARIA, GIUSEPPE.

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Grangia certosina[modifica | modifica wikitesto]

I portici della grangia certosina di Boffalora sopra Ticino

Una delle costruzioni civili e produttive più significative di Boffalora sopra Ticino è indubbiamente la grangia certosina.

Nel 1396 il duca milanese Gian Galeazzo Visconti, donò numerosi terreni ai Certosini perché costruissero a Pavia la famosa certosa. Oltre a queste donazioni, il Visconti lasciò ai certosini anche diversi terreni e strutture in Boffalora ove i monaci si stabilirono fondando una grangia, ovvero un comunità dedita alla lavorazione dei fertili campi che attorniavano l'abitato. Per avere la massima visibilità e comodità nell'accessibilità alle principali vie di comunicazione, le strutture che i certosini eressero in paese vennero poste nei pressi del Naviglio, costruendo gli attuali portici quattrocenteschi noti per le volte a crociera in mattone a vista, poggianti su splendide colonne di granito con capitelli scolpiti.

Evolvendosi l'insediamento dei certosini portò allo sviluppo di un'osteria con alloggio (divenuta poi stazione di posta) che nell'Ottocento venne utilizzata come dogana dal governo austriaco per il punto strategico di passaggio nei pressi del ponte sul Naviglio Grande.

Palazzo comunale e fabbricati di piazza 4 giugno[modifica | modifica wikitesto]

Veduta di piazza 4 giugno: sulla destra il palazzo comunale, a sinistra col portone a bugnato le dipendenze dell'ex grangia certosina

La struttura che ospita oggi gli uffici amministrativi del comune di Boffalora sopra Ticino ed altre abitazioni nella piazza 4 giugno è la prosecuzione dell'insediamento certosino in paese.

Con l'evolversi del loro insediamento stabile, i certosini formarono nell'attuale piazza un'osteria di maggiori dimensioni denominata "Osteria di Sant'Antonio" ed una più piccola detta "Osteria della Croce Bianca". Sull'ingresso di quest'area di pertinenza dei certosini, si nota uno splendido portone a bugnato che conduce ad uno splendido ed antico scalone che conduce ai piani superiori ove si trovava un tempo anche una cappella. Con la conversione della grangia a stazione di posta, molti degli ambienti subirono modifiche interne di destinazione d'uso, pur mantenendo alcuni elementi decorativi significativi che ancora oggi si possono notare come ad esempio una splendida lapide in marmo con incise le lettere GRA-CAR (Gratiarum Carthusia - Certosa delle Grazie). Furono gli spagnoli dal primo Seicento a potenziare notevolmente il servizio postale e quindi il ruolo di Boffalora come stazione per il cambio cavalli e per lo smistamento della corrispondenza. Il servizio passò il 9 gennaio 1775 dal monastero della Certosa di Pavia alla famiglia Calderari che in città fece fortuna proprio grazie allo sviluppo del servizio postale, guadagnandosi il titolo di "Maestro di Posta" ereditario.

Con l'arrivo degli Austriaci, nel 1714, la stazione di posta divenne anche sede degli uffici doganali di confine e pertanto nella parte inferiore venne posta una pesa pubblica per le merci oltre ad una serie di ambienti ad uso dell'Imperial Regia Guardia di Finanza che vi rimase sino al 1859, soppiantata poi dagli uffici dell'Erario Civile che vi rimasero sino a fine Ottocento.

Villa Calderari[modifica | modifica wikitesto]

Villa Calderari vista dal cortile d'onore

Villa Calderari consiste in una grande villa settecentesca costruita su commissione del conte Giulio Calderari ed articolata su un cortile centrale su cui si affaccia il corpo padronale a "U" con le dipendenze laterali che danno origine a due rispettivi ingressi e a due vie che consentono prospetticamente l'accesso alla corte d'onore, abbellita da un obelisco d'epoca. La facciata è ornata da un portico d'ingresso a tre campate con colonne in granito.

La villa è stata donata dagli ultimi discendenti della casata alla parrocchia nel 1938 ed oggi è sede dell'Oratorio e della Scuola Materna. Con l'affidamento alla parrocchia lo stabile venne ristrutturato ed attualmente poco rimane dell'arredamento interno del palazzo e anche gli ambienti sono stati perlopiù trasformati. Esternamente al palazzo, nell'attuale via Paolo VI, venne realizzata una cappella nelle antiche scuderie della villa che presentano splendide volte a crociera in muratura.

Il parco, molto vasto, contiene tra le molte piante anche un esemplare di Cedrus atlantica di 31 metri di altezza inserito nella lista degli alberi monumentali d'Italia.[13] L'albero compare anche in mappe topografiche d'epoca. Un secondo albero simile è crollato alcuni anni fa durante una tempesta. In fondo al giardino è rimasto perfettamente conservato un originario padiglione del XIX secolo adibito un tempo a serra.

Villa Giulini[modifica | modifica wikitesto]

Giorgio Giulini, insigne storico milanese che a Boffalora aveva la propria villa di campagna

Ambientata su una collina naturale a ridosso del Naviglio Grande, villa Giulini è circondata ancora oggi da un grande parco ombreggiato che quasi ne nasconde la struttura.

La villa attuale si basa su una struttura già presente a metà Seicento di proprietà della famiglia dei conti Gera di Novara e precisamente di un ecclesiastico rappresentante di quella casata, l'abate Carlo Gera che ivi morì nel 1668. Questi lasciò l'abitazione al nipote, il conte Diego Gera che nel 1708 sposò la nobildonna Angela Sodarini avendo con lei due figli che però morirono in tenera età, seguiti poco dopo dal padre. Angela Sodarini si risposò quindi col conte milanese Giuseppe Giulini, col quale ebbe tra gli altri lo storico e scrittore conte Giorgio Giulini, portandogli in dote la casa.

La villa così come oggi la vediamo venne fatta costruire da Giorgio come sua residenza di campagna e già era pronta nel 1746 se apprendiamo che in quell'anno, il 12 ottobre, vi si celebrarono le nozze della sorella del conte, Laura. Morto lo storico Giulini, la famiglia si disinteressò quasi della proprietà e per questo fu facile per le truppe napoleoniche occupare la casa nel 1796 nell'ambito della conquista dell'Italia settentrionale sulla scia dei fatti della Rivoluzione francese. I soldati utilizzarono la villa come punto strategico a guardia del passaggio sul ponte ed essa servì dapprima come caserma e poi come ospedale.

Nel 1866 la villa venne acquistata dal possidente Giuseppe Belloli che la abitò per alcuni anni, trascurandola però completamente dati gli alti costi per le riparazioni necessarie. All’inizio del Novecento, una componente della famiglia Belloli sposò il dottor Pietro Pavesi e gli portò in eredità l'abitazione. La famiglia Pavesi prese la villa come propria abitazione, restaurandola e riportandola al suo antico splendore. Nel 1944 la villa venne occupata dai nazisti che vi istituirono il locale comando tedesco. Nel 1948, alla morte dell'ultimo membro della famiglia Pavesi, la villa venne donata all'Istituto della Fanciullezza Abbandonata di Milano che la utilizzò per un decennio come colonia estiva per i bambini assistiti. Dagli anni '80 la villa venne affidata in comodato d'uso all'amministrazione comunale sino al 2009, venendo utilizzata come luogo di manifestazioni culturali e ritrovo, ma attualmente si trova in stato di abbandono.

La struttura presenta un corpo centrale a pianta rettangolare su due piani orientato verso il Naviglio Grande con una facciata arricchita da un portico a tre campate, sorretto da colonne neoclassiche di granito rosa di Baveno.

La villa è stata dichiarata monumento nazionale.

Casa Carena[modifica | modifica wikitesto]

Stemma della famiglia Carena affrescato sulla loro casa boffalorese

L'antica casa un tempo di proprietà della famiglia dei Carena, di origini pavesi, è posta all'estremità dell'abitato di Boffalora sopra Ticino, con facciata lungo il Naviglio Grande (provenendo da Bernate Ticino). Originariamente l'abitazione, all'epoca di modesta condizione, era annoverata tra i possedimenti del marchese Villani che la vendette quindi ai Carena.

La casa era una casa d'abitazione con annesse pertinenze coloniche in cortile, mentre sul fronte gittante verso il Naviglio si trova ancora oggi un affresco settecentesco che rappresenta appunto lo stemma della famiglia Carena. Sul medesimo muro esterno è stata posta nel 1944 una lapide marmorea che ricorda la donazione della casa alla parrocchia di Boffalora voluta per lascito testamentario dal sindaco Giuseppe Carena attraverso la moglie Antonietta.

Torrione medievale[modifica | modifica wikitesto]

Resti dell'antica torre medievale oggi inglobati in abitazioni

L'unica traccia di costruzioni risalenti al periodo medievale giunta sino a noi per l'abitato di Boffalora sopra Ticino è un torrione medievale oggi inglobato in altre strutture abitative che però è chiaramente visibile dal Naviglio Grande, nell'area adiacente la grangia certosina. La struttura era un'antica torre difensiva databile al XIII secolo ed includeva alla propria base quella che viene definita dai documenti d'epoca come la "Taberna de Buffalora". La torre venne utilizzata nel 1245 per difendere la popolazione boffalorese dagli attacchi dell'imperatore Federico II (nipote del più famoso Federico Barbarossa) che irruppe nel milanese per conquistarne la capitale, tentando di oltrepassare il ponte proprio a Boffalora.

Filanda Mylius[modifica | modifica wikitesto]

La filanda Mylius di Giovanni Migliara, 1828. Questo quadro venne commissionato da Enrico Mylius al pittore Migliara per illustrare la sua filanda di Boffalora.

Uno dei migliori esempi di archeologia industriale di Boffalora sopra Ticino è l'antica filanda Mylius, una possente struttura a pianta rettangolare disposta su tre piani ed illuminata da una grande serie di finestroni. Essa venne fatta costruire nel 1778 dai padri della Certosa di Pavia su terreni acquistati dai conti Caccia di Novara. Il complesso venne successivamente venduto all'industriale Enrico Mylius che nel 1807 accoglieva già 134 dipendenti e che aveva saputo sviluppare un complesso sistema di macchinari brevettato dal figlio del Mylius, Giulio, per la lavorazione della seta funzionanti ad acqua grazie alla presenza della vicina Roggia Cornice.

La particolarità della filanda di Boffalora nel quadro della produzione del Mylius era il fatto che essa rappresentava un vero e proprio passo avanti per la scienza della lavorazione della seta dell'epoca: qui era infatti stato sperimentato il metodo della filatura "a freddo", il che consentiva di produrre seta di maggiore qualità evitando il consumo di energia, servendosi in vece del fuoco vivo, di una caldaia centrale allo stabilimento che inviava acqua già calda nelle bacinelle dalle quali poi venivano tratti i bozzoli. A Boffalora si stabilì anche il chimico tedesco Antonio de Kramer che venne visitato nel 1827 dall'inviato del governo prussiano, Wilhelm von Turk, per studiare i nuovi metodi di produzione, lavorazione e tintura della seta.[14]

La filanda ha concluso la propria attività nel 1963.

Folla della carta[modifica | modifica wikitesto]

Nei pressi della località Magnana, all'estrema periferia sud dell'abitato di Boffalora sopra Ticino, si trova l'antica folla della carta (cartiera). L'edificio attualmente presente risale all'Ottocento, ma si sa che essa venne costruita sopra la più antica folla della carta sorta a metà Seicento e di proprietà dei conti Caccia di Novara. Successivamente, quanto la produzione della carta in loco entrò in crisi, la proprietà passò alla famiglia Calderari che vi instaurò una tessitura collegata con la filanda Mylius non molto distante. La filanda, chiusa nel 1948, si trova oggi in stato di abbandono.

Ponte sul Ticino[modifica | modifica wikitesto]

Il ponte attualmente presente nel territorio di Boffalora sopra Ticino e confinante col Piemonte, è uno dei ponti più significativi dell'area per antichità, eventi storici correlati e funzione sociale ed economica ad esso legate. Esso venne voluto nle 1808 da Napoleone Bonaparte per agevolare i collegamenti tra la Francia e l'Italia dal momento che dalla sua proclamazione a imperatore nel 1805, Milano aveva assunto un ruolo fondamentale come capitale del Regno d'Italia.

La prima fase di costruzione voluta dal Bonaparte, si concluse però con la sua caduta nel 1813 ed i lavori vennero ripresi solo nel 1823 da Carlo Felice di Savoia, re di Piemonte-Sardegna, il quale raggiunse un accordo con l'impero austriaco per riprendere il progetto e ripartire anche i costi. L'opera, colossale nelle dimensioni, venne affidata all'ingegnere novarese Stefano Melchioni che realizzò un ponte di 304 metri totali di lunghezza, con 11 arcate e 10 piloni, interamente rivestito di granito di Montorfano. Il costo fu di 3215 lire austriache. In questa seconda fase dei lavori il ponte venne concepito per il transito ferroviario e quando il 18 ottobre 1858 venne raggiunto un accordo per la costruzione della rete ferroviaria comune tra Piemonte e Lombardo-Veneto, la Lombardisch-Venetianische und Central-Italienische Eisenbahn si occupò della costruzione del tratto passante sopra il ponte del Ticino che, ironia della sorte, fu uno dei principali punti di invasione dei franco-piemontesi durante la Battaglia di Magenta dell'anno successivo.

Malgrado sia stato più volte sul punto di essere fatto saltare, il ponte rimase indenne e superò gli anni della Seconda guerra mondiale, assistendo alla ritirata tedesca e l'avanzata degli alleati nel territorio del milanese.

Ponte sul Naviglio[modifica | modifica wikitesto]

Il ponte sul Naviglio Grande, datato secondo una pietra ancora oggi visibile al 1603

Il ponte sul Naviglio grande, nel pieno centro storico di Boffalora sopra Ticino, è uno dei tratti più caratteristici del paese e della sua storia.

Un ponte, originariamente in legno, esisteva sul tratto oggi occupato dal ponte in granito già a partire dall'epoca medievale, ma doveva essere periodicamente ricostruito o restaurato per i continui danni che il copioso traffico che lo oltrepassava causava sulla struttura. Per una maggiore sicurezza della comunità e dei commercianti, il comune di Boffalora decise nel 1539 di inviare al governo spagnolo una richiesta per la costruzione di un ponte in muratura, richiesta che rimase disattesa sino al 1601 quando venne raggiunto un accordo. Nel periodo di circa un mese, durante il periodo dell'asciutta in primavera (marzo-aprile 1603), il ponte venne costruito nelle forme che si possono ancora oggi ammirare. A tal proposito sul fronte del ponte si trova ancora oggi una pietra con incisa la data "1603".

Il ponte rimase inalterato per secoli sino al 1859 quando, nell'ambito della Battaglia di Boffalora del 3 giugno metà di questo attraversamento venne fatto saltare dagli austriaci nel tentativo di arginare l'avazata franco-piemontese.

Monumenti[modifica | modifica wikitesto]

Monumento ai Caduti del 4 giugno 1859[modifica | modifica wikitesto]

Il monumento ai caduti della Battaglia di Magenta e di quella di Boffalora.

Il monumento ai caduti della Battaglia di Magenta svoltasi il 4 giugno 1859 presente a Boffalora sopra Ticino è un omaggio ai caduti della vicina battaglia ed a quella svoltasi in paese in quell'anno. L'idea di costruire un monumento pervenne ad un comitato di cittadini in occasione del 50º anniversario della battaglia risorgimentale nel 1909 e questi venne pertanto realizzato grazie ad una sottoscrizione pubblica. Il 4 giugno 1909 il monumento venne inaugurato dal duca Tommaso di Savoia-Genova in rappresentanza del governo, dal sindaco dell'epoca Giuseppe Cattaneo per la comunità di Boffalora e dal colonnello Jullian in rappresentanza della Francia.

Il monumento si presenta composto da un obelisco di marmo bianco con sul fronte una placca in bronzo rappresentante un'aquila con un fucile tra gli artigli e venne realizzata dallo scultore trecatese Carlo Perone. L'epigrafe ancora oggi presente e dedicata ai caduti del 4 giugno 1859 venne composta dal prof. Michele Scherillo dell'Accademia Scientifica Letteraria.

Monumento ai caduti[modifica | modifica wikitesto]

Il monumento ai caduti di Boffalora sopra Ticino, realizzato nel 1920 da Nicola Fiore.

Il monumento ai caduti di Boffalora sopra Ticino venne realizzato inizialmente per essere dedicato ai caduti della Prima guerra mondiale ed il progetto venne abbozzato già a partire dal 1920 quando venne data commissione allo scultore Nicola Fiore di realizzare il grande complesso di statue bronzee ancora oggi visibile rappresentanti "La Vittoria alata che sorregge un fante caduto sul fronte".

Il monumento venne infine inaugurato il 31 agosto 1926 con l'aggiunta di un grande basamento di granito sul quale, dopo la fine della Seconda guerra mondiale, sono stati aggiunti anche i nomi dei caduti del secondo conflitto.

Altri luoghi[modifica | modifica wikitesto]

Servizi[modifica | modifica wikitesto]

  • Biblioteca comunale - via Garibaldi 25
  • Asilo Nido, Scuola d'Infanzia, Scuola Primaria, Scuola Secondaria di primo grado - piazza Falcone e Borsellino
  • Centro sportivo "Umberto Re" - via Giulini

Strade e collegamenti[modifica | modifica wikitesto]

Turismo[modifica | modifica wikitesto]

Il Barchétt da Bufalora a Milano
Il Barchétt da Bufalora ormeggiato al porto boffalorese oggi
  • Celebrazione della festa patronale la prima domenica di agosto in occasione della festività di Santa Maria della Neve, patrona della chiesa parrocchiale.
  • Nel mese di settembre si celebra la "Festa della Sùcia" (Festa della secca del Naviglio Grande) nelle varie piazze del paese e principalmente lungo le sponde del Naviglio.
  • Dal 2007 è attiva la navigazione del Naviglio da fine aprile ai primi di settembre, il comune rientra nella linea 3 "delle delizie" ed è uno dei punti di imbarco lungo la linea; questa iniziativa sta avendo molto successo se si pensa che dal 2007 al 2009 gli utenti sono quasi triplicati infatti si parte da poco più di 2.000 viaggiatori a quasi 6.000 del 2009.

Personalità nate a Boffalora sopra Ticino[modifica | modifica wikitesto]

Persone legate a Boffalora sopra Ticino[modifica | modifica wikitesto]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito viene riportata la serie cronologica dei sindaci del Comune di Boffalora sopra Ticino dall'Unità d'Italia ad oggi.

Sindaci durante il Regno d'Italia Flag of Italy (1861-1946) crowned.svg[modifica | modifica wikitesto]

nome carica dal al partito anno e luogo di nascita anno e luogo di morte note
Giuseppe Carena sindaco 1892 1898 Destra storica 1818, Boffalora sopra Ticino 1898, Boffalora sopra Ticino Medico
Giuseppe Carena sindaco 1898 1902 Destra storica 1902, Boffalora sopra Ticino Figlio del precedente, Cavaliere dell'Ordine della Corona d'Italia
Ernesto Baroli sindaco 1902 1907 Destra storica
Giuseppe Cattaneo sindaco 1907 1912 Destra storica
Carlo Magnaghi sindaco 1913 1920 Destra storica
Enrico Bollesina sindaco 1920 1926 Destra storica
Enrico Giuseppe Colombo podestà 1926 1929 Partito Nazionale Fascista
Temistocle Lazzari podestà 1929 1945 Partito Nazionale Fascista

Sindaci durante la Repubblica Italiana Flag of Italy.svg[modifica | modifica wikitesto]

nome carica dal al partito anno e luogo di nascita anno e luogo di morte note
Enrico Cucchi sindaco 1945 1946 Partito Comunista
Giulio Pollini sindaco 1946 1951 Democrazia Cristiana
Secondo Manfrinotti sindaco 1952 1963 Democrazia Cristiana
Franco Barengo sindaco 1964 1975 Democrazia Cristiana Boffalora sopra Ticino, 1921 Boffalora sopra Ticino, 2006
Umberto Re sindaco 1975 1999 Democrazia Cristiana Boffalora sopra Ticino Boffalora sopra Ticino, 2001
Anna Maria Garavaglia sindaco 1999, 2004 2004, 2009 Insieme nel 2000 (Centrosinistra) Magenta, 25-03-1962
Curzio Trezzani sindaco 2009, 2014 2014, in carica Lega Nord-PdL Cuggiono, 19-09-1973

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[15][16]


Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Al 31 dicembre 2010 il numero dei residenti stranieri nel comune di Boffalora sopra Ticino era di 268 unità, 6.2%% della popolazione totale.[17] Le principali comunità presenti sono:

Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

Nel comune di Boffalora sopra Ticino è relativamente diffuso il dialetto milanese, mentre è molto presente il dialetto boffalorese. Come tutti i dialetti lombardi occidentali, anche il boffalorese è sostanzialmente una lingua romanza derivata dal latino. In esso vi è chi trova tracce delle lingue dei popoli anteriori alla latinizzazione della regione, in particolare l'antico ligure e il gallico parlato dai Celti. Esso risente di influssi del dialetto magentino e del novarese.

Religione[modifica | modifica wikitesto]

La maggioranza della popolazione è cattolica. L'immigrazione di cittadini comunitari ed extra-comunitari ha portato all'insediamento di minoranze di musulmani e ortodossi.

Nel Comune è presente una parrocchia cattolica appartenente all'Arcidiocesi di Milano.

Scuole[modifica | modifica wikitesto]

  • Asilo nido "Il piccolo Naviglio", piazza Falcone e Borsellino
  • Scuola dell'infanzia "San Giuseppe", via privata Paolo VI
  • Scuola primaria "Giovanni Paolo II", piazza Falcone e Borsellino
  • Scuola secondaria di primo grado "Indro Montanelli", via Roma

Musica[modifica | modifica wikitesto]

  • Corpo Musicale Boffalorese www.bandaboffalora.it
  • Schola Cantorum parrocchiale
  • Gruppo di canto gregoriano

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
divisa da casa del C.G. Boffalorese.

Nella città sono presenti le seguenti associazioni sportive:

  • C.G. Boffalorese (calcio)
  • Associazione Pescatori Boffaloresi
  • Bocciofila Boffalorese
  • Boffalora Bike
  • Club Alpino Italiano
  • Sportiva Boffalorese
  • A.S. Jissen Dojo Karate Boffalora
  • Boffalorello ASD ARL (Polisportiva)

Impianti sportivi[modifica | modifica wikitesto]

A Boffalora sopra Ticino l'impianto più importante è il Centro Sportivo "Umberto Re", costruito alla fine degli anni '70 del Novecento, dedicato al sindaco scomparso nel 2001. All'interno dell'oratorio locale è presente un grande campo da bocce professionale, un campo da basket/pallavolo e due campi da calcio dotati di erba sintetica (uno tra i primi ad essersi dotati di tale tecnologia).

Film[modifica | modifica wikitesto]

Boffalora è stata sfruttata come set cinematografico anche per una serie di produzioni tra cui:

Galleria di immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Statistiche demografiche ISTAT, Istituto nazionale di statistica. URL consultato il 30 luglio 2014.
  2. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 83.
  3. ^ Rischio sismico per provincia su protezionecivile.it.
  4. ^ Balzarotti Andrea, Boffalora sopra Ticino - Arte e cultura lungo il Naviglio Grande, op. cit.
  5. ^ Balzarotti Andrea, Boffalora sopra Ticino - Arte e cultura lungo il Naviglio Grande, op. cit.
  6. ^ Ambrogio Viviani, Magenta, 4 giugno 1859 - Dalle ricerche la prima storia vera, Milano, 1997 rist. 2009
  7. ^ Vedi qui
  8. ^ AA.VV., Gli stemmi e la storia: La provinciadi Milano e i suoi comuni, Mondadori Electa, Milano, 2003
  9. ^ Mancini Giorgio, Iconografia nivea: la devozione alla Madonna della Neve, ed. Il quartiere, 2000
  10. ^ Balzarotti Andrea, Boffalora sopra Ticino - Arte e cultura lungo il Naviglio Grande, op. cit.
  11. ^ Le misure della struttura antica erano piuttosto ridotte: 9,52 x 14,90 m
  12. ^ Il parroco di fatti poi si servì del nobile Alessandro Calderari a rappresentarlo a causa della sua salute malferma
  13. ^ vedi qui
  14. ^ Giornale di fisica, chimica, storia naturale medicina ed arti, VIII (gennaio-febbraio 1825)
  15. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  16. ^ 1771, 1794, 1805, 1809, 1853: Archivio Parrocchiale di Boffalora sopra Ticino
  17. ^ dati Istat

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Balzarotti Andrea, Boffalora sopra Ticino - Arte e cultura lungo il Naviglio Grande, Amministrazione Comunale di Boffalora sopra Ticino, O.L.C.A. Grafiche, Magenta, 2008

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