Battaglia di Magenta

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Coordinate: 45°27′05″N 8°48′48″E / 45.451389°N 8.813333°E45.451389; 8.813333

Battaglia di Magenta
La battaglia in una mappa militare del 1859
La battaglia in una mappa militare del 1859
Data 4 giugno 1859
Luogo Magenta, (Milano)
Esito Vittoria franco-sabauda
Schieramenti
Comandanti
Effettivi
47.517 55.792
Perdite
657 morti
3.223 feriti
655 catturati o dispersi
1.368 morti
4.358 feriti
4.500 catturati o dispersi
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La battaglia di Magenta è un episodio della seconda guerra di indipendenza italiana. Fu combattuta il 4 giugno 1859 a Magenta, fra 55.792 austriaci e 47.517 franco-piemontesi.

Pur non essendo stato un confronto di grande portata, la battaglia di Magenta è commemorata come il primo scontro che diede inizio al processo di unificazione dell'Italia che in tre anni di campagne militari condotte dai franco-piemontesi porterà alla riunione degli stati della penisola sotto il dominio dei Savoia, ma anche come il primo grande successo militare che mise in risalto la forza dell'accordo della Francia col Piemonte e l'ormai debolezza del grande apparato costituito dall'Impero austriaco che era sul punto di collassare sotto le insofferenti spinte rivoluzionarie italiane.

La battaglia[modifica | modifica wikitesto]

L'antefatto[modifica | modifica wikitesto]

Nel luglio 1858 Cavour incontra segretamente Napoleone III a Plombières-les-Bains: secondo gli accordi stipulati, la Francia aiuterà il Piemonte in caso di attacco austriaco e, a guerra vinta, l'Italia dovrà essere divisa in tre regni organizzati in una confederazione sotto la presidenza onoraria del Papa (progetto poi non attuato). La cessione di Nizza e della Savoia sarà il prezzo territoriale dell'aiuto francese. Il 10 dicembre Francia e Piemonte stringono un formale trattato d'alleanza.

I preparativi e le prime fasi della battaglia[modifica | modifica wikitesto]

Il 10 gennaio 1859 Vittorio Emanuele II, nel discorso di apertura del parlamento piemontese (il cui testo viene concordato da Cavour e Napoleone III), afferma:

« ...Noi non siamo insensibili al grido di dolore che da tante parti d'Italia si leva verso di Noi... »
(Vittorio Emanuele II)

Gli echi sono immensi in tutta la penisola: i lombardi manifestano il loro entusiasmo, mentre i volontari passano il Ticino per unirsi ai piemontesi. Il 23 aprile l'Austria invia un ultimatum al Piemonte intimandone il disarmo entro tre giorni: è l'occasione pazientemente attesa da Cavour per iniziare la guerra.

Scaduto il tempo previsto, gli austriaci invadono il Piemonte con l'intenzione di sconfiggere l'esercito sabaudo prima dell'arrivo dell'alleato francese. I piemontesi ostacolano l'avanzata del generale di artiglieria (Feldzeugmeister) Ferencz Gyulai allagando le risaie della Lomellina e del vercellese; i francesi, attraverso il colle del Moncenisio e da Genova raggiungono rapidamente il campo di battaglia. Il 20 maggio gli austriaci sono battuti a Montebello.

Medaglia commemorativa della Battaglia di Magenta coniata nel 1859 che illustra i volti di Vittorio Emanuele II (a destra) e Napoleone III (a sinistra) vincitori

Mentre Gyulai attende con il grosso delle truppe intorno a Piacenza, Napoleone III lo trae in inganno oltrepassando il Po a Casale Monferrato e spostando velocemente l'armata francese dalla zona di Alessandria a quella di Novara per puntare verso Milano. Solo dopo le sconfitte subite il 30 e il 31 maggio a Vinzaglio e a Palestro, il comando austroungarico si accorge del tranello e ordina che il grosso dell'esercito sia spostato, attraverso Vigevano e Abbiategrasso, dalla Lomellina a Magenta. Gli austriaci retrocedono stabilendo così una linea difensiva tra il Naviglio Grande ed il Ticino; facendo saltare il grande ponte napoleonico di Boffalora sopra Ticino, tra Magenta e Trecate, che però resiste ed in parte rimane transitabile.

La notte tra il 2 ed il 3 giugno il genio francese, protetto dall'artiglieria, getta un ponte di barche di 180 metri di fronte a Turbigo: inizia così il passaggio del II Corpo d'armata che sostiene i primi scontri a Turbigo e Robecchetto. La mattina del 4 il generale Mac Mahon divide le sue truppe in due colonne dirigendo la Seconda Divisione guidata dal generale Espinasse verso Marcallo con Casone e la Prima Divisione di De La Moutterouge verso Boffalora sopra Ticino. Intanto le truppe austroungariche tardano ad arrivare ed il generale austriaco Clam-Gallas dispone le sue forze a triangolo con i vertici a Magenta, Marcallo e Boffalora.

Non appena Napoleone III sente tuonare il cannone, dal suo osservatorio nella torre di San Martino di Trecate, convinto che l'attacco di Mac Mahon sia in atto, ordina alle truppe in attesa presso il Ticino di muoversi verso i ponti del Naviglio di Boffalora, Ponte Vecchio e Ponte Nuovo. Gli austriaci fanno saltare i primi due; il ponte della dogana con quello della ferrovia, poco più a valle, rimangono così l'unico passaggio per raggiungere la sponda sinistra del canale. Ma Mac Mahon è fermo in attesa di coordinare i movimenti delle sue colonne e il III Corpo d'Armata francese tarda a giungere da Novara sul campo di battaglia.

Comincia, intanto, ad arrivare da Abbiategrasso il grosso delle truppe austriache il cui ingresso in linea rende la situazione critica per i francesi a tal punto che a Vienna viene inviato un telegramma che annuncia una schiacciante vittoria. Dopo accaniti combattimenti dall'esito incerto i francesi riescono a passare sul Ponte Nuovo solo quando gli austriaci, minacciati sul fianco destro da Mac Mahon, che ha risposto all'attacco a Boffalora, si ritirano attestandosi a Magenta. Nei combattimenti cade il generale francese Cler.

L'ultimo attacco[modifica | modifica wikitesto]

Battaglia di Magenta - assalto alla Casa Giacobbe

La battaglia divampa anche attorno alla stazione ferroviaria di Magenta; gli austriaci si ritirano nelle abitazioni civili sperando di difendere il territorio metro a metro. Il generale Espinasse viene colpito nei pressi di Casa Giacobbe, ma la sua colonna e quella di Mac Mahon, con una manovra "a tenaglia", attaccano il nemico trincerato nella cittadina. Verso sera i bersaglieri della Divisione del generale Fanti giungono a coprire il lato sinistro degli alleati. Gyulaj decide di optare per la ritirata strategica meditando su un contrattacco che non avverrà. Alla sera del 4 giugno, dopo la vittoriosa battaglia, l'imperatore Napoleone III nomina Mac Mahon Maresciallo di Francia e Duca di Magenta. L'8 giugno gli alleati con Vittorio Emanuele II e l'imperatore francese entrano vincitori in Milano, sfilando sotto l'Arco della Pace in corso Sempione.

Casa Giacobbe: l'ultimo testimone della Battaglia di Magenta[modifica | modifica wikitesto]

Le prime notizie della villa risalgono al 1664 quando l'edificio, già di proprietà della famiglia Borri di Corbetta, fu ipotecato a favore di Clara Pedra Borgazzi a garanzia dei numerosi debiti che Francesco Borri aveva contratto nei confronti della nobildonna milanese. Nel 1690 Maddalena Borri, erede di Francesco, cedeva definitivamente la proprietà a Carlo Domenico Borgazzi, figlio ed erede di Clara Petra, assieme ad altri beni al fine di estinguere il debito accumulato dal padre.

La stima fatta dall'ingegnere collegiato di Milano Giuseppe Maria Ceriani, allegata all'atto notarile, contiene una lunga e minuziosa descrizione della villa. L'edificio si articolava su più corpi di fabbrica: un'antica parte della casa (non più esistente) si prospettava sull'attuale via 4 giugno con un portone d'ingresso dal quale avevano accesso le carrozze. Disposta su due piani, la costruzione comprendeva una legnaia ed un fienile collocati a destra del portone; una scala conduceva ai piani superiori dove si trovavano alcune camere. Un secondo corpo di fabbrica (l'attuale Casa Giacobbe), era posto perpendicolarmente ai locali d'ingresso secondo uno schema ad "L", caratterizzato al piano terra da un portico sul quale si apriva il salone principale della villa, caratterizzato da un bellissimo camino in pietra scolpita raffigurante il mito di Orfeo e lo stemma della casata dei Borri.

L'ultima resistenza austriaca dopo la disfatta di Casa Giacobbe, dal Die Gartenlaube di Ernst Keil's Nachfolger, 1859

A sinistra di questo si trovavano due sale adibite a cucina e lavanderia. Il piano superiore era occupato dalle camere. Un terzo corpo di fabbrica oggi distrutto accoglieva invece un torchio con una torretta che fungeva da colombaia. Nel 1723, in occasione del catasto voluto da Carlo VI, fu stesa la prima carta catastale di Magenta dove già risultava chiaramente la costruzione. Nel 1768 Giovanni Battista Borgazzi eredità la casa per poi passare qualche tempo dopo al ragioniere Filippo Viganò di Milano, che nel maggio del 1820 vendette tutti i suoi beni a Magenta, a Giovanni Andrea De Andrea, anch'egli residente in Milano. All'atto di vendita è legata una permuta dei beni eseguita dall'ingegner Paolo Bianchi nel 1818. Nel 1833 il proprietario morì lasciando i suoi beni in eredità alle figlie e ad alcuni suoi nipoti; nelle successive ripartizioni la villa andò alla figlia Agostina De Andrea, sposata con l'avvocato Giovanni Giacobbe (padre), a cui risulta intestata la casa nel 1841. Al 1854 risale un nuovo rilevamento catastale che però non mostra significative variazioni rispetto alla struttura del Settecento.

Personaggio di spicco che abitò la villa fu Donna Maria Porro Lambertenghi, moglie di Giovanni Giacobbe (padre), figlia del Marchese Giberto Porro Lambertenghi che ebbe come precettore Silvio Pellico.

Quartier generale austriaco durante la battaglia del 1859 venne assaltata dai franco - piemontesi nel tentativo di scuotere il comando avversario. Mentre tutta la villa è stata recentemente ristrutturata, la facciata sul giardino, conserva infatti ancora oggi i fori dei proiettili e delle cannonate dello scontro. L'avvocato Giovanni Giacobbe incaricò il pittore Giacomo Campi di decorare il porticato della villa con un ciclo pittorico in cui si racconta la campagna militare del 1859. L'opera venne terminata, come documenta la firma, nel 1897.

Allo stesso artista si devono altri pregevoli lavori come il famoso "Brindisi della riconciliazione" tra un soldato austriaco ed uno francese, affrescato nel grande camino della villa, dipinto successivamente, nel 1918. Anche per il museo patriottico ordinato dal figlio Gianfranco, Tenente di Cavalleria, la famiglia si avvalse dell'opera del Campi che decorò il frontone e la porta d'ingresso. Di queste ultime opere però non rimane nulla, in quanto sono andate distrutte con la ristrutturazione degli anni settanta del XX sec. Nel 1921, dopo la morte del figlio, Giovanni Giacobbe donò alla città di Magenta i cimeli della battaglia del 1859 e dieci anni più tardi, nel 1931 il Podestà di Magenta, Giuseppe Brocca, afidò le preziose memorie al museo del risorgimento di Milano.

Nel 1935 la villa fu acquistata da comune e nello stesso anno vennero abbattuti i corpi di fabbrica adiacenti alla via 4 giugno e l'ala anticamente occupata dal torchio. Di quest'ultima fu risparmiata solo la bassa parete con l'ampia arcata attraverso la quale si accedeva ad una palestra coperta per i balilla, costruita dal 1936.

La villa è attualmente sede delle associazioni storiche magentine, apprezzato centro e motore delle iniziative culturali della città.

La Battaglia di Magenta oggi e nella tradizione[modifica | modifica wikitesto]

Casa Giacobbe nel dipinto "La bataille de Magenta" di Gerolamo Induno del 1861. Casa Giacobbe nel dipinto "La bataille de Magenta" di Gerolamo Induno del 1861.
Casa Giacobbe nel dipinto "La bataille de Magenta" di Gerolamo Induno del 1861.
Casa Giacobbe oggi

Ogni anno, tradizionalmente, una ricostruzione storica con figuranti ricorda gli avvenimenti della Battaglia di Magenta.

In occasione del 150º anniversario dello scontro, la battaglia è stata spostata in campo aperto presso un'area periferica della città (e non più nel centro ove tradizionalmente la sfilata storica aveva luogo) per consentire agli oltre 300 figuranti di avere maggior manovrabilità nelle posizioni.

Casa Giacobbe, monumento ancora presente coi segni e le testimonianze dello scontro, è divenuto ad oggi un centro congressi e luogo espositivo del museo sulla battaglia.

Lo scontro di Magenta ha lasciato segni importanti anche nella cultura odierna, come ad esempio il color magenta, una mistura prodotta per la prima volta nel 1859 e che deve il proprio nome proprio all'omonima battaglia in ricordo secondo la tradizione del sangue versato sul campo dagli zuavi francesi[1].

Nella Parigi del secondo impero e in piena espansione, inoltre, venne realizzato il Boulevard de Magenta proprio per commemorare la grande vittoria dell'armata francese in Italia.

Personalità di rilievo che presero parte alla Battaglia di Magenta[modifica | modifica wikitesto]

Litografia rappresentante l'elsa della spada d'onore donata nel 1860 al Duca di Magenta da Napoleone III: si noti lo stemma dei Mac Mahon nella parte superiore e la scritta MAGENTA nel paramano

Austro-ungarici[modifica | modifica wikitesto]

Francesi[modifica | modifica wikitesto]

Piemontesi[modifica | modifica wikitesto]

Assistenza neutrale[modifica | modifica wikitesto]

  • Benedetto Menni, volontario ai soccorsi, poi religioso del Fatebenefratelli e infine santificato

Ordini di Battaglia[modifica | modifica wikitesto]

Esercito Austro-Ungarico[modifica | modifica wikitesto]

2ª Armata Imperiale Austriaca[modifica | modifica wikitesto]

Quartier Generale

Comandante

Stato Maggiore

  • Capo: Colonnello Barone Franz von Kuhn und Kuhnenfeld
  • 1° aiutante: Maresciallo Barone Sztankovics
  • 2° aiutante: Tenente Colonnello Kriz
  • Comandante d'artiglieria: Maresciallo Barone August von Stwrtnik
  • Comandante genio: Colonnello De Radò
  • Intendente: Cavaliere Ceschi di Santa Croce
  • Osservatore: Duca Francesco V di Modena
  • Osservatore: Colonnello von Rendern (addetto militare prussiano)

Reparti

  • 5ª Compagnia pionieri (1103 uomini e 66 cavalli)
  • 14 equipaggi da ponte, ognuno per 53 metri di ponte (552 uomini e 744 cavalli)
  • Battaglione di fanteria di Stato Maggiore (878 uomini)
  • Due squadroni dragoni di Stato Maggiore (412 uomini e 392 cavalli)
  • Squadrone gendarmi (79 uomini e 30 cavalli)

Truppe dei presidi (66.845 uomini, 1693 cavalli e 16 pezzi)

  • Comandante: Maresciallo Barone Mertens (con comando di sede a Trieste)
  • Capo di Stato Maggiore: Maggiore von Schraefer
  • 48 Battaglioni
  • 6 squadroni
  • 16 pezzi d'artiglieria

1º Corpo d'Armata (10.727 uomini e 48 pezzi)

Comandante

  • Comandante: Feldmaresciallo Luogotenente Conte Clam-Gallas
  • Aiutante di campo: Tenente Colonnello Pokorni
  • Capo di Stato Maggiore: Colonnello Thom
  • Comandante d'artiglieria: Colonnello Hutschenreiter

1ª Divisione

  • Brigata Burdina
    • 2º Battaglione cacciatori
    • 60º Reggimento Principe Wasa su 4 battaglioni
    • 1ª Batteria a piedi del 1º Reggimento
  • Brigata Barone de Paszthory
    • 24º Battaglione cacciatori
    • 16º Reggimento De Wernhardt su 4 battaglioni
    • 3ª Batteria a piedi del 1º reggimento
  • Brigata Brunner
    • 1º Battaglione del 2º Reggimento del Banato
    • 29º Reggimento Conte Thun su 4 battaglioni
    • 2ª batteria a piedi del 1º reggimento

2ª Divisione

  • Comandante: Feldmaresciallo Luogotenente De Cordon
  • Brigata Conte Hoditz
    • 14º Battaglione cacciatori
    • 48º Reggimento Arciduca Ernesto su 4 battaglioni
    • 4ª Batteria a piedi del 1º Reggimento
  • Brigata Barone De Reznicek
    • 2º Battaglione del 2º Reggimento del Banato
    • 37º Reggimento Arciduca Giuseppe su 4 battaglioni
    • 16ª Batteria a cavallo del 1º Reggimento
  • Riserva di Corpo d'Armata
    • Batteria su 8 pezzi
    • mezza 7ª Batteria a razzi
    • 4 squadroni del 1º Reggimento ulani della Divisione di cavalleria Mensdorff

2º Corpo d'Armata (22.689 uomini, 760 cavalli e 56 pezzi)

Comandante

  • Comandante: Feldmaresciallo Luogotenente Principe di Liechtenstein
  • Aiutante di campo: Tenente Colonnello Abele
  • Capo di Stato Maggiore: Maggiore De Doepfner
  • Comandante d'artiglieria: Tenente Colonnello Loy

1ª Divisione

  • Comandante: Feldmaresciallo Luogotenente Barone Yellachich
  • Brigata Szabò
    • 7º Battaglione cacciatori
    • 12º Reggimento Arciduca Guglielmo su 4 battaglioni
    • 9ª Batteria a cavallo del 7º Reggimento
  • Brigata Koudelka
    • 21º Battaglione cacciatori
    • 9º Reggimento Conte Hartmann su 4 battaglioni
    • 5ª Batteria a cavallo del 2º Reggimento

2ª Divisione

  • Comandante: Feldmaresciallo Luogotenente Herdy
  • Brigata De Baltin
    • 10º Battaglione cacciatori
    • 9º Reggimento Conte Hartmann su 4 battaglioni
    • 5ª Batteria a piedi del 2º Reggimento

Riserva di Corpo d'Armata

  • 18ª Batteria a razzi su 8 pezzi
  • 2 Batterie di artiglieria ognuna su 8 pezzi
  • 4 squadroni del 12º Reggimento ulani Re delle Due Sicilie
  • 4ª compagnia di sanità

3º Corpo d'Armata (28.051 uomini, 3.246 cavalli e 56 pezzi)

Comandante

  • Comandante: Feldmaresciallo Luogotenente Principe Schwarzemberg
  • Aiutante di campo: Maggiore Pulz
  • Capo di Stato Maggiore: Maggiore Catty
  • Comandante d'artiglieria: Colonnello Werner

1ª Divisione

  • Comandante: Feldmaresciallo Luogotenente von Schoenberg
  • Brigata Duerfeld
    • 15º Battaglione cacciatori
    • 58º Reggimento Arciduca Stefano su 4 battaglioni
    • 1ª Batteria a piedi da 6 del 3º Reggimento
  • Brigata Barone Ramming
    • 13º Battaglione cacciatori
    • 27º Reggimento Re dei belgi su 4 battaglioni
    • 2ª Batteria a piedi da 6 del 3º Reggimento

2ª Divisione

  • Comandante: Feldmaresciallo Luogotenente Barone Martini
  • Brigata Barone Wetzlar
    • 2º Battaglione del 2º Reggimento confinario Otocac
    • 5º Reggimento Principe Liechtenstein su 4 battaglioni
    • 4ª Batteria a piedi da 6 del 3º Reggimento
  • Brigata Hartung
    • 23º Battaglione cacciatori
    • 14º Reggimento Granduca d'Assia su 4 battaglioni
    • 3ª Batteria a piedi da 6 del 3º Reggimento

Riserva di Corpo d'Armata

  • 7ª Batteria a piedi da 12 del 3º Reggimento
  • 11ª Batteria a cavallo del 3º Reggimento
  • 10ª Batteria a razzi su 8 pezzi
  • 10º Reggimento ussari Re di Prussia su 8 squadroni
  • 3ª compagnia di sanità

5º Corpo d'Armata (23.167 uomini, 1.950 cavalli e 72 pezzi)

Comandante

  • Comandante: Feldmaresciallo Luogotenente Conte Stadion
  • Aiutante di campo: Maggiore Bienerh
  • Capo di Stato Maggiore: Colonnello Ringelsheim
  • Comandante d'artiglieria: Colonnello Kalbfleisch

1ª Divisione

  • Brigata von Gaal
    • Reggimento confinario Liccani su 1 battaglione
    • 3º Reggimento Arciduca Carlo su 4 battaglioni
    • 3ª Batteria a piedi da 6 del 3º Reggimento
  • Brigata Principe d'Assia
    • 4º Battaglione cacciatori
    • 31º Reggimento Barone Culoz su 4 battaglioni
    • 11ª Batteria a cavallo del 5º Reggimento
  • Brigata von Bils
    • 2º Battaglione del reggimento confinario Ogulin
    • 47º Reggimento Conte Kinsky
    • 6ª Batteria a piedi del 5º Reggimento

2ª Divisione

  • Comandante: Feldmaresciallo Luogotenente Conte von Sternberg
  • Brigata Barone Koller
    • 1º Battaglione del 2º Reggimento confinario Ogulin
    • 32º Reggimento Arciduca Francesco Ferdinando d'Este su 4 battaglioni
    • 2ª Batteria a piedi da 6 del 5º Reggimento
  • Brigata Conte Festetics
    • 6º Battaglione cacciatori
    • 21º Reggimento Barone von Reischach su 4 battaglioni
    • 8ª Batteria a cavallo del 5º Reggimento

Riserva di Corpo d'Armata

  • 7ª Batteria a piedi da 12 del 5º Reggimento
  • 10ª Batteria a cavallo del 5º Reggimento
  • 5ª Batteria a razzi su 8 pezzi
  • 12º Reggimento ussari Re delle Due Sicilie su 4 squadroni
  • 5ª compagnia di sanità

7º Corpo d'Armata (24.802 uomini, 2.286 cavalli e 48 pezzi)

Comandante

  • Comandante: Feldmaresciallo Luogotenente Barone Friedrick Zobel
  • Aiutante di campo: Maggiore Rosborsky
  • Capo di Stato Maggiore: Tenente Colonnello Bartels
  • Comandante d'artiglieria: Tenente Colonnello Bareis

1ª Divisione

  • Comandante: Feldmaresciallo Luogotenente Barone von Reischach
  • Brigata von Lebzeltern
    • Reggimento di fanteria Imperatore su 4 battaglioni
    • 1ª Batteria a piedi da 6 del 7º Reggimento
  • Brigata Barone Gablenz
    • 3º Battaglione del reggimento cacciatori Imperatore
    • 54º Reggimento Barone Gruber su 4 battaglioni
    • 8ª Batteria a cavallo del 7º Reggimento

2ª Divisione

  • Comandante: Feldmaresciallo Luogotenente von Lilia
  • Brigata von Weigl
    • 53º Reggimento Arciduca Leopoldo su 4 battaglioni
    • 2ª Batteria a piedi da 6 del 7º Reggimento
  • Brigata von Dondorf
    • 2º Reggimento confinario Otocac su 1 battaglione
    • 22º Reggimento Conte Wimpffen su 4 battaglioni (italiani di Trieste)
    • 3ª Batteria a cavallo del 7º Reggimento

Riserva di Corpo d'Armata

  • 10ª Batteria a piedi da 6 del 7º Reggimento
  • mezza 7ª Batteria a razzi su 4 pezzi
  • 1º Reggimento ussari Imperatore su 4 squadroni
  • 7ª compagnia di sanità

8º Corpo d'Armata (26.520 uomini, 2.360 cavalli e 48 pezzi)

Comandante

  • Comandante: Feldmaresciallo Luogotenente Cavaliere von Benedek
  • Aiutante di campo: Maggiore Stubenrauch
  • Capo di Stato Maggiore: Maggiore Litzelhofen
  • Comandante d'artiglieria: Colonnello Stark

1ª Divisione

  • Comandante: Feldmaresciallo Luogotenente von Berger
  • Brigata von Verannemann
    • 2º Battaglione del reggimento cacciatori Imperatore
    • 7º Reggimento Barone Prohaska su 4 battaglioni
    • 2ª Batteria a piedi da 6 dell'8º Reggimento
  • Brigata Barone von Roden
    • 2º Battaglione del 4º reggimento confinario Szluini
    • 11º Reggimento Principe Ereditario di Sassonia su 4 battaglioni
    • 10ª Batteria a cavallo (metà) dell'8º Reggimento

2ª Divisione

  • Comandante: Feldmaresciallo Luogotenente von Lang
  • Brigata von Philippovich
    • 5º Battaglione cacciatori
    • 17º Reggimento Principe Hohenlohe su 4 battaglioni
    • 1ª Batteria a piedi da 6 dell'8º Reggimento
  • Brigata von Boer
    • 3º Battaglione cacciatori
    • 39º Reggimento Don Miguel su 4 battaglioni
    • 10ª Batteria a cavallo (metà) dell'8º Reggimento
  • Brigata Lippert
    • 9º Battaglione cacciatori
    • 59º Reggimento Arciduca Ranieri su 3 battaglioni
    • 11ª Batteria a cavallo dell'8º Reggimento

Riserva di Corpo d'Armata

  • 6ª Batteria a piedi da 12 dell'8º Reggimento
  • 8ª batteria a cavallo dell'8º Reggimento
  • 8ª Batteria a razzi su 4 pezzi
  • 1º Reggimento ussari Imperatore su 4 squadroni
  • 8ª compagnia di sanità

9º Corpo d'Armata (rimase estraneo alla battaglia di Magenta)

Comandante

  • Comandante: Generale di Cavalleria Conte Schaffgotsche

Divisione di cavalleria di riserva (4.209 uomini, 3.578 cavalli e 16 pezzi)

Comandante

  • Comandante: Feldmaresciallo Luogotenente Conte Mensdorff
  • Brigata Principe von Holstein
    • 5º Reggimento dragoni Principe Eugenio su 6 squadroni
    • 6º Reggimento dragoni Barone Hovart su 6 squadroni
    • 10ª Batteria a cavallo del 3º Reggimento
  • Brigata Conte Palffy
    • 12º Reggimento ussari Conte Haller su 4 squadroni
    • 1º Reggimento ulani Conte Civalart su 7 squadroni
    • 9ª Batteria a cavallo del 3º Reggimento

Divisione di fanteria di riserva (16.386 uomini, 1.308 cavalli e 20 pezzi)

Comandante

  • Comandante: Feldmaresciallo Luogotenente Barone Urban
  • Brigata Habermann
    • 19º Reggimento cacciatori
    • 33º Reggimento Conte Giulaj su 3 battaglioni
    • 4ª Batteria a piedi da 6 dell'8º Reggimento
  • Brigata von Rupprecht
    • 1º Battaglione del 4º reggimento confinario Szluini
    • 41º Reggimento Barone Kellner su 3 battaglioni
    • 2ª Batteria a piedi da 6 del 2º Reggimento
    • reparti vari tratti dai reggimenti 58° e 49°
    • 4 squadroni del 12º reggimento Conte Haller
    • 7ª Batteria a piedi da 12 dell'8º Reggimento
    • metà della 4ª batteria mortai su 4 pezzi
    • 2ª compagnia del 3º battaglione del genio

Divisione di artiglieria di armata (2.962.386 uomini, 4.093 cavalli e 92 pezzi)

Comandante

  • Comandante: Tenente Colonnello Schlag (o forse von Herle)
  • Vicecomandante: Maggiore Hoffmann
  • Comandante colonna munizioni: Maggiore Kuehnel
  • Batterie a piedi da 12
    • 5^ del 3º Reggimento
    • 5^ del 5º Reggimento
    • 6^ e 7^ del 7º Reggimento
    • 5^ dell'8º Reggimento
  • 11ª Batteria a cavallo dell'8º Reggimento
  • Batterie a razzi
    • 6ª Batteria a razzi
    • 9ª Batteria a razzi
    • 16ª Batteria a razzi
  • 1ª Batteria da posizione da 18
  • Batterie mortai da campo
    • 1ª Batteria mortai da campo
    • 2ª Batteria mortai da campo
    • 3ª Batteria mortai da campo

Esercito Francese[modifica | modifica wikitesto]

Armata Francese d'Italia[modifica | modifica wikitesto]

Quartier Generale

Comandante

Casa Militare
Aiutanti di Campo

  • Generale di Divisione Conte Rouguet
  • Generale di Divisione De Cotte
  • Generale di Divisione Conte di Montebello
  • Generale di Brigata Ybelin de Bèville
  • Generale di Brigata Principe della Moscova
  • Generale di Brigata Fleury (1° scudiero)
  • Colonnello di Stato Maggiore De Waubert de Genlis
  • Colonnello di Stato Maggiore Marchese de Toulengeon
  • Colonnello di Stato Maggiore Conte Lepic
  • Luogotenente Colonnello di Stato Maggiore Conte Reille
  • Luogotenente Colonnello di artiglieria Favé

Ufficiali di Ordinanza

  • Capo squadrone di artiglieria Barone de Meneval
  • Capo squadrone di Stato Maggiore Schmitz
  • Capitano di artiglieria Brady
  • Capitano di Stato Maggiore Conte d'Andlau
  • Capitano di Stato Maggiore Klein de Kleinenberg
  • Capitano di cavalleria Visconte Friant
  • Capitano di cavalleria De Tascher de la Pagerie
  • Capitano di fanteria Principe de la Tour d'Auvergne-Laugrais
  • Capitano di Stato Maggiore Eynard de Clerimont-Tonnerre
  • Capitano di fanteria Darguesse
  • Luogotenente di Vascello Visconte de Campagny de Cadore
  • 1° Scudiero Barone de Bourgoing
  • 2° Scudiero Davilliers
  • 3° Scudiero Barone Nicolà Clary
  • Capitano di collegamento Conte Cesare Vimercati (con il 3º Corpo d'Armata)

Servizi dell'Imperatore

  • Primo medico Conneau
  • Chirurgo Barone Larrey, medico capo dell'Armata d'Italia
  • Cappellano Abate Laine
  • Maestro delle istanze Robert
  • Segretario di gabinetto Lemarié

Quartier Generale

Stato Maggiore

  • Capo: Maresciallo Vaillant
  • 1° Aiutante di Campo: Colonnello di Stato Maggiore Castelnau
  • 2° Aiutante di Campo: Tenente Colonnello di Stato Maggiore De Chamberet
  • Aiutante maggiore generale: Generale di Divisione De Martimprey
  • Sotto aiutante maggiore generale: Generale di Brigata Baret de Rouvray
  • Comandante del quartier generale: Generale di Brigata Rose
  • Comandante dell'artiglieria: Generale di Divisione Le Boeuf
  • Capo di Stato Maggiore dell'artiglieria: Generale di Brigata Meazure
  • Comandante del Genio: Generale di Divisione Frossard
  • Capo di Stato Maggiore del Genio: Colonnello Lebrettevillois
  • Intendente generale: Paris de Bollardiére
  • Gran preposto colonnello di gendarmeria: Damiguet de Vernon
  • Gran preposto al bagaglio: Luogotenente Colonnello di gendarmeria Dalchè de la Rive de Desplanels
  • Gran preposto ai servizi amministrativi e giudiziari: Colonnello Bernier De Maligny
  • Gran preposto ai servizi topografici e politici: Colonnello Saget
  • Comandante della base di Genova: Generale di Divisione Herbillon

Riserva di Armata

  • 2 equipaggi da ponte di 250 metri ciascuno
  • 6 compagnie di pontieri
  • 2 compagnie di minatori
  • 1 compagnia di zappatori
  • 12 batterie di artiglieria
  • 2 batterie di artiglieria da montagna
  • 1 batteria a racchette

Guardia Imperiale

  • Comandante: Generale di Divisione Regnaud de Saint-Yean-d'Angely
  • 1° Aiutante di campo: Tenente Colonnello Robinet
  • 2° Aiutante di campo: Capitano Haillot
  • Capo di Stato Maggiore: Colonnello Raoult
  • Comandante dell'artiglieria: Generale De Sevelinges
  • Comandante del genio: Capitano Goury
  • Intendente: De Cetty
  • Preposto: Luogotenente Colonnello di Gendarmeria d'Eggs

1ª Divisione di fanteria

  • Comandante: Generale Mellinet
  • Capo di Stato Maggiore: Colonnello De Tanlay
  • Sotto intendente: Boucher
  • Preposto Capitano di gendarmeria: Guiraud
  • 1ª Brigata Generale Cler
    • Reggimento di zuavi del Colonnello Guignard
    • 11º reggimento granatieri Colonnello Lenormand de Bretteville
  • 2ª Brigata Generale de Wimpffen
    • 2º Reggimento granatieri Colonnello D'Alton
    • 3º Reggimento granatieri Colonnello Metman
  • Reparti divisionali
    • 3ª e 4ª batteria del reggimento artiglieria a piedi

2ª Divisione di fanteria

  • Comandante: Generale Camou
  • Capo di Stato Maggiore: Colonnello Besson
  • Preposto Capitano di gendarmeria: Maurice
  • 1ª Brigata Generale di Manéque
    • Battaglione di cacciatori Comandante Clinchant
    • 1º Reggimento volteggiatori Colonnello Mongin
    • 2º Reggimento volteggiatori Colonnello Donay
  • 2ª Brigata Generale di Decaen
    • 3º Reggimento volteggiatori Colonnello Dubos
    • 4º Reggimento volteggiatori Colonnello Motaudon
  • Reparti divisionali
    • 5ª e 6ª batteria del reggimento artiglieria a cavallo

Divisione di cavalleria

  • Comandante: Generale di Morris
  • Capo di Stato Maggiore: Colonnello Pajol
  • 1ª Brigata Generale Marion
    • 1º Reggimento corazzieri Colonnello Ameil
    • 2º Reggimento corazzieri Colonnello De La Martiniére
  • 2ª Brigata Generale De Champéron
    • Reggimento dragoni dell'Imperatrice Colonnello Crespin
    • Reggimento lancieri Colonnello Lichtlin
  • 3ª Brigata Generale de Cassaignolles
    • Reggimento cacciatori a cavallo Colonnello de Cauvigny
    • Reggimento guide Colonnello De Mirandol
  • Reparti divisionali
    • 3ª e 4ª batteria del reggimento artiglieria a cavallo

Riserva della guardia

  • Artiglieria: 4 batterie a cavallo, 2 batterie miste
  • Genio: 2 compagnie
  • Equipaggi: 1ª e 2ª compagnia

1º Corpo d'Armata

  • Comandante: Maresciallo Baraguey-d'Hilliers
  • Capo di Stato Maggiore: Generale Foltz (o Generale Anselme)
  • Comandante dell'artiglieria: Generale Forgeot
  • Comandante del genio: Generale Bouteilloux
  • Intendente: Réquier
  • Preposto capo squadrone gendarmi: Delhorme
  • Cappellano: Abate Suchet

1ª Divisione

  • Comandante: Generale Forey
  • Capo di Stato Maggiore: Colonnello d'Auvergne
  • 1ª Brigata Beuret
    • 17º Battaglione cacciatori D'Audebard
    • 74º Reggimento Guyot
    • 84º Reggimento Carubiriels
  • 2ª Brigata Blanchard
    • 91º Reggimento Meric
    • 98º Reggimento Consiglio Dumesnil
  • Reparti divisionali
    • 6ª Batteria dell'8º reggimento
    • 14 Batteria del 10º reggimento
    • 3ª compagnia del 2º battaglione del 2º reggimento del genio
    • 2ª compagnia del 1º squadrone del treno di equipaggi

2ª Divisione

  • Comandante: Generale De Ladmirault
  • Capo di Stato Maggiore: Tenente Colonnello Hecquord
  • 1ª Brigata Niel
    • 10º Battaglione cacciatori Courrech
    • 15º Reggimento Guerin
    • 21º Reggimento De Fontagnes
  • 2ª Brigata De Négrier
    • 61º Reggimento De Taxis
    • 100º Reggimento Mathieu
  • Reparti divisionali
    • 15ª Batteria del 10º reggimento
    • 7ª Batteria dell'11º reggimento
    • 5ª compagnia del 1º battaglione del 1º reggimento del genio
    • 1ª compagnia del 5º squadrone del treno di equipaggi

3ª Divisione

  • Comandante: Generale Bazaine
  • Capo di Stato Maggiore: Colonnello Latellier-Valezé
  • 1ª Brigata Goze
    • 1º Reggimento zuavi Paulze d'Ivoy
    • 33º Reggimento Bordas
    • 34º Reggimento Michelers

3º Corpo d'Armata

  • Comandante: Maresciallo Canrobert
  • 1° Aiutante di campo: Colonnello De Cornély
  • 2° Aiutante di campo: Capo squadrone Berthaut
  • Capo di Stato Maggiore: Generale Denis De Senneville
  • Comandante dell'artiglieria: Generale Courtois Roussel d'Hurbal
  • Intendente: Mallarmé
  • Preposto capo squadrone gendarmi: Arnaud de Saint Sauveur
  • Generale di Collegamento: Capitano Vimercati dell'esercito piemontese

1ª Divisione

  • Comandante: Generale Bourbaki
  • Capo di Stato Maggiore: Tenente Colonnello Martenot
  • 1ª Brigata Vergé
    • 18º Battaglione cacciatori Avril
    • 11º Reggimento Gelly de Montela
    • 14º Reggimento Duplessis
  • 2ª Brigata Ducrot
    • 46º Reggimento Blaise
    • 59º Reggimento Hardy de La Largére
  • Reparti divisionali
    • 7ª Batteria del 9º reggimento
    • 9ª Batteria dell'11º reggimento
    • 1ª Compagnia del 1º battaglione del 2º reggimento genio
    • 1ª Compagnia del 2º squadrone del treno di equipaggi

2ª Divisione

  • Comandante: Generale Trochu
  • Capo di Stato Maggiore: Tenente Colonnello De Place
  • 1ª Brigata Bataille
    • 1º Reggimento cacciatori La Tourneur
    • 43º Reggimento Broutta
    • 44º Reggimento Pierson
  • 2ª Brigata Collineau
    • 64º Reggimento De Youenne
    • 88º Reggimento Sanglé-Ferriére
  • Reparti divisionali
    • 7ª Batteria del 7º reggimento
    • 10ª Batteria dell'8º reggimento
    • 5ª Compagnia del 1º battaglione (forse il 2°) del 3º reggimento genio
    • 3ª Compagnia del 4º squadrone del treno di equipaggi

3ª Divisione

  • Comandante: Generale Renault
  • Capo di Stato Maggiore: Tenente Colonnello Corson
  • 1ª Brigata Picard
    • 8º Battaglione cacciatori Merle
    • 23º Reggimento Auzouy
    • 90º Reggimento Bourjade
  • 2ª Brigata Dumont
    • 37º Reggimento Susbielle
    • 75° (o 78°) Reggimento La Vassor Sorval
  • Reparti divisionali
    • 12ª Batteria del 12º reggimento
    • 9ª Batteria del 12º reggimento
    • 6ª Compagnia del 2º battaglione del 1º reggimento genio
    • 2ª Compagnia del 3º squadrone del treno di equipaggi

Divisione di cavalleria

  • Comandante: Generale Desvaux
  • Capo di Stato Maggiore: Tenente Colonnello Dupin
  • 1ª Brigata Genestet
    • 5º Reggimento ussari De Montaigu
    • 1º Reggimento cacciatori d'Africa De Salignac
  • 2ª Brigata De Forton
    • 2º Reggimento cacciatori d'Africa De Bremond
    • 3º Reggimento cacciatori d'Africa De Mézagne
  • Reparti divisionali
    • 8ª Batteria del 16º reggimento
    • 11ª Batteria dell'8º reggimento
    • 8ª Batteria del 9º reggimento
    • 17ª Batteria del 5º reggimento
  • 2ª Brigata Jannin
    • 41º Reggimento Doens
    • 56º Reggimento Charlier
    • 9ª Batteria dell'8º reggimento
    • 11ª Batteria del 12º reggimento
    • 3ª Compagnia del 1º battaglione del 2º reggimento del genio
    • 1ª Compagnia del 4º squadrone del treno di equipaggi

Divisione di cavalleria "Partouneaux

  • Capo di Stato Maggiore: Tenente Colonnello De Gaujal
  • 1ª Brigata De Clérambault
    • 2º Reggimento ussari L'Huillier
    • 7º Reggimento ussari De Lacombe
  • 2ª Brigata De Labarejere
    • 6º Reggimento ussari De Valabréque
    • 8º Reggimento ussari De Fontenoy

(forse la 2ª Brigata era composta da 1º e 4º reggimento lancieri)

  • Reparti divisionali
    • 6ª Batteria del 15º reggimento
  • Riserva del Corpo d'Armata
    • 5ª e 8ª batteria del 7º reggimento
    • 3ª e 7ª batteria del 17º reggimento
    • 17ª Batteria principale del 1º reggimento
    • 7ª compagnia del 1º battaglione del 2º reggimento genio
    • 1^ ciompagnia pontieri per ponti di circostanza

2º Corpo d'Armata

  • Comandante: Generale di Divisione Mac Mahon
  • 1° Aiutante di campo: Capo Squadrone Borel
  • 2° Aiutante di campo: Capitano Broje
  • Capo di Stato Maggiore: Generale di Brigata Lebrun
  • Comandante dell'artiglieria: Generale di Brigata Anger
  • Comandante dell'artiglieria: Colonnello Lébaron
  • Intendente sotto intendente di 1ª classe: Lebrun
  • Preposto capo squadrone gendarmi: Bejnaguet

1ª Divisione

  • Comandante: Generale De La Motterouge
  • Capo di Stato Maggiore: Colonnello De Lavaucoupet
  • 1ª Brigata Lefévre
    • Reggimento tiragliatori algerini Archinard
    • 45º Reggimento di linea Manuelle
  • 2ª Brigata De Polhes
    • 65º Reggimento Drouhot
    • 70º Reggimento Donay
    • 12ª Batteria del 1º reggimento
    • 11ª Batteria dell'11º reggimento
    • 4ª compagnia del 20º battaglione del 2º reggimento genio
    • 2ª compagnia del 5º squadrone del treno equipaggi

2ª Divisione

  • Comandante: Generale Espinasse
  • Capo di Stato Maggiore: Colonnello Poulle
  • 1ª Brigata Gault
    • 11º Battaglione cacciatori Dumont
    • 71º Reggimento
    • 72º Reggimento Lejumeau de Kergaradec
  • Reparti divisionali
    • 2ª Batteria del 9º reggimento
    • 13ª Batteria del 13º reggimento
    • 2ª Compagnia del 2º battaglione del 1º reggimento genio
  • Brigata di Cavalleria Gaudin de Villaine
    • 4º Reggimento cacciatori a cavallo De Montfort
    • 7º Reggimento cacciatori a cavallo Savaresse
  • Riserva del Corpo d'Armata
    • 11ª Batteria del 10º reggimento
    • 14ª Batteria dell'11º reggimento
    • 3ª e 6ª Batteria del 2º reggimento
    • 10ª Batteria principale del 2º reggimento
    • 4ª Compagnia del 1º battaglione del 2º reggimento genio

4º Corpo d'Armata

  • Comandante: Generale di Divisione Niel
  • 1° Aiutante di campo: Capo Battaglione Parmentier
  • 2° Aiutante di campo: Capitano Cartier
  • Capo di Stato Maggiore: Colonnello Espivent de la Villesboisnet
  • Comandante dell'artiglieria: Generale di Brigata Soleille
  • Comandante del genio: Colonnello Joujon
  • Intendente: Wolff
  • Preposto capo squadrone gendarmi: Potié

1ª Divisione fanteria

  • Comandante: Generale Vinoy
  • Capo di Stato Maggiore: Tenente Colonnello Osmont
  • Comandante del genio: Capo Battaglione Coffyn
  • 1ª Brigata Martimprey
    • 6º Battaglione cacciatori La Provotais
    • 52º Reggimento Capriol de Péchassaut
    • 73º Reggimento O'Malley
  • 2ª Brigata De La Charrière
    • 85º Reggimento Vèron (detto Bellecourt)
    • 86º Reggimento De Bertier
  • Reparti divisionali
    • 12ª Batteria dell'8º reggimento
    • 9ª Batteria del 9º reggimento
    • 7ª Compagnia del 2º battaglione del 1º reggimento

(forse 6ª compagnia del 1º battaglione del 1º reggimento)

2ª Divisione fanteria

  • Comandante: Generale De Failly
  • Capo di Stato Maggiore: Tenente Colonnello D'Arrantes
  • Comandante del genio: Capo Battaglione Faisolle
  • 1ª Brigata O'Farrell
    • 15º Battaglione cacciatori Lion
    • 2º Reggimento Levy
    • 53º Reggimento Capin
  • 2ª Brigata Saurin
    • 56º Battaglione De Maleville
    • 76º Reggimento Bechon de Caussade
  • Reparti divisionali
    • 7ª Batteria del 10º reggimento
    • 12ª Batteria del 13º reggimento
    • 3ª Compagnia del 2º battaglione del 3º reggimento genio

3ª Divisione fanteria

  • Comandante: Generale De Luzy de Péllissac
  • Capo di Stato Maggiore: Colonnello Pissis
  • Comandante del genio: Capo Battaglione Worms de Romilly
  • 1ª Brigata Douay
    • 5º Battaglione cacciatori Thouvenin
    • 30º Reggimento Lacroix
    • 49º Reggimento De Mallet
  • 2ª Brigata Lenoble
    • 6º Battaglione Dupin de Saint-Andrè
    • 8º Reggimento Curson de la Villeneuve
  • Brigata di cavalleria Richenpanse
    • 2º Reggimento cacciatori Lepic
    • 10º Reggimento cacciatori Arbellot
  • Reparti divisionali
    • 13ª Batteria del 12º reggimento
    • 7ª Batteria del 13º reggimento
    • 5ª Compagnia del 1º battaglione del 1º reggimento genio
  • Riserva del Corpo d'Armata
    • 15ª Batteria del 12º reggimento
    • 10ª Batteria del 13º reggimento
    • 2ª Batteria del 15º reggimento
    • 5ª Batteria del 15º reggimento
    • 18ª Batteria principale del 3º reggimento
    • 6ª Compagnia del 1º battaglione del 3º reggimento genio

5º Corpo d'Armata

  • Comandante: S.M. I. Principe Napoleone Giuseppe Carlo Paolo Bonaparte
  • 1° Aiutante di campo: Colonnello De Franconière
  • 2° Aiutante di campo: Capo Squadrone Ferri-Pisani
  • Capo di Stato Maggiore: Generale di Brigata De Beaufort d'Hautpoul
  • Comandante dell'artiglieria: Generale di Brigata Fiereck
  • Comandante del genio: Generale di Brigata Coffiniéres
  • Intendente: Moisez

1ª Divisione fanteria

  • Comandante: Generale D'Autemarre d'Erville
  • Capo di Stato Maggiore: Luogotenente Colonnello Desusleau de Malroy
  • Comandante del genio: Capo Battaglione Fervel
  • 1ª Brigata Neigre
    • 3º Reggimento zuavi De Chabron
    • 75º Reggimento De Lastellet
    • 89º Reggimento Pellettier de Montmarie
  • 2ª Brigata Correard
    • 93º Reggimento Pissonet de Bellefonds
    • 99º Reggimento Gondallier de Tugny
  • Reparti divisionali
    • 13ª Batteria dell'11º reggimento
    • 5ª Batteria del 13º reggimento
    • 2ª Compagnia del 1º battaglione del 2º reggimento genio

2ª Divisione fanteria

  • Comandante: Generale Uhrich
  • Capo di Stato Maggiore: Colonnello Regnard
  • Comandante del genio: Capo Battaglione De Courville
  • 1ª Brigata Grandchamp
    • 14º Battaglione cacciatori Severin
    • 18º Reggimento D'Anterroches
    • 26º Reggimento De Sorbiers
  • 2ª Brigata Cauvin de Bourguet
    • 80º Reggimento Chardon de Chaumont
    • 82º Reggimento Becquet de Sounay
  • Reparti divisionali
    • 3ª e 6ª batteria del 9º reggimento
    • 4ª Batteria del 14º reggimento
    • 3ª Compagnia del 1º battaglione del 3º reggimento genio
  • Riserva del Corpo d'Armata
    • 1ª Compagnia del 2º e 3º reggimento genio
    • 4 batterie d'artiglieria a parco
  • Brigata di cavalleria De La Perouse
    • 6º e 8º reggimento ussari

Esercito Sardo[modifica | modifica wikitesto]

Quartier Generale

Comandante

Casa Militare
Aiutanti di Campo

Ufficiali di Ordinanza

  • Ufficiale di Ordinanza: Nasi
  • Ufficiale di Ordinanza: Borax
  • Ufficiale di Ordinanza: Robilant
  • Ufficiale di Ordinanza: Balbo
  • Ufficiale di Ordinanza: Rocca
  • Ufficiale di Ordinanza: Riccardi
  • Ufficiale di Ordinanza: Langier
  • Ufficiale di Ordinanza: Jacquer de Biller
  • Ufficiale di Ordinanza: Castellengo
  • Ufficiale di Ordinanza: Coconito

Quartier Generale Stato Maggiore

  • Ministro dell'Esercito in campo: Generale Alfonso Lamarmora
  • Capo di Stato Maggiore: Generale Conte Enrico Morozzo della Rocca
  • Comandante dell'artiglieria: Colonnello Cavalier Giuseppe Pastore
  • Comandante applicato al comando: Colonnello Cavalier Giuseppe Ansaldo
  • Comandante del genio: Generale Conte Luigi Menabrea
  • Capo della sezione topografica dello Stato Maggiore: Colonnello Cavalier Alessandro Ricci
  • Addetto allo Stato Maggiore: Maggiore Cesare Magnai Ricotti
  • Intendente generale: Colonnello Marchese Federico Della Rovere
  • Comandante dei carabinieri: Colonnello Conte Francesco Montù di Montù Beccaria
  • Comandante del treno: Maggiore Conte Carlo Aribaldi Chillini
  • Medico ispettore: Conte Antonio Comisetti
  • Squadrone guide

Cacciatori delle Alpi

  • Comandante: Generale Giuseppe Garibaldi
  • 1º Reggimento Corenz
  • 2º Reggimento Medici
  • 3º Reggimento Ardoino
  • 2º Squadrone guide
  • 1 Compagnia di carabinieri genovesi

Cacciatori degli Appennini

  • Comandante: Tenente Colonnello Baldoni
  • 4 Battaglioni

Legione ungherese Klapka

  • 5 Battaglioni

di stanza a Genova

Riserva di artiglieria

  • Comandante: Maggiore Giovanni Thaon di Revel
  • 3 batterie
  • Brigata pionieri
  • Batteria razzi

Parco
Treno di Armata

1ª Divisione

  • Comandante: Bongiovanni di Castelborgo
  • Brigata Savoia
  • Reggimento cavalleggeri Alessandria
  • 5ª Brigata di artiglieria
    • 10ª Batteria
    • 11ª Batteria
    • 12ª Batteria
  • 6ª Compagnia zappatori
  • Treno
  • Sezione ponte
  • Drappello di carabinieri
  • Drappello guide

2ª Divisione

  • 6ª Brigata di artiglieria
    • 13ª Batteria
    • 14ª Batteria
    • 15ª Batteria
  • 2ª Compagnia zappatori
  • Treno
  • Sezione ponte
  • Drappello carabinieri
  • Drappello Guide

3ª Divisione

  • 3ª Brigata di artiglieria
    • 4ª Batteria
    • 5ª Batteria
    • 6ª Batteria
  • Reggimento cavalleggeri Monferrato
  • 1ª Compagnia di zappatori
  • Treno
  • Sezione ponte
  • Drappello carabinieri
  • Drappello Guide

4ª Divisione

  • Brigata Savona
    • Comandante: Generale Broglia
    • 15º Reggimento di fanteria
    • 16º Reggimento di fanteria
    • 6º Battaglione bersaglieri
  • Reggimento cavalleggeri Novara
  • 2ª Brigata di artiglieria
    • 1ª Batteria
    • 2ª Batteria
    • 3ª Batteria
  • 7ª Compagnia zappatori
  • Treno
  • Sezione ponte
  • Drappello di carabinieri
  • Drapello di guide

5ª Divisione

  • Comandante: Generale Domenico Cucchiari
  • 1º Squadrone reggimento cavalleggeri Monferrato
  • 2º Squadrone reggimento cavalleggeri Monferrato
  • 4ª Brigata di artiglieria
    • 7ª Batteria
    • 8ª Batteria
    • 9ª Batteria
  • 8ª Compagnia zappatori
  • Treno
  • Sezione ponte
  • Drappello di carabinieri
  • Drapello di guide

Divisione cavalleria

  • 1ª Brigata di artiglieria
    • 1ª Batteria a cavallo
    • 2ª Batteria a cavallo
  • Servizi
  • Drappello di carabinieri

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Cunnington, C. Willett, English Women's Clothing in the Nineteenth Century, Dover Publications, Inc. New York 1990, page 208

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Carlo Pedrazzini, Magenta, Istituto Editoriale Cisalpino, Varese, 1935
  • Ambrogio Viviani, 4 giugno 1859 - Dalle ricerche la prima storia vera, Zeisciu Editore, 1997
  • Paolo Mira, 1859. Passaggio e combattimento a Turbigo delle truppe franco-sarde, in “Bollettino Storico per la Provincia di Novara”, Società Storica Novarese, anno C - 2009, semestre n. 1
  • Pubblicazioni varie a cura del Comune di Magenta

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]