Parco Sempione (Milano)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Coordinate: 45°28′24.14″N 9°10′32.47″E / 45.473372°N 9.175686°E45.473372; 9.175686

1leftarrow.pngVoce principale: Milano.

Parco Sempione
ParcoSempioneMilano.jpg
I prati del parco Sempione e sullo sfondo il castello
Localizzazione
Stato Italia Italia
Località Milano
Indirizzo Zona 1 di Milano
Informazioni generali
Tipo parco storico urbano
Superficie 386 000 
Inaugurazione 1893
Apertura tutti i giorni dalle ore 6:30
Ingressi
Note Gli orari di chiusura variano con le stagioni:
  • nov-feb 20:00;
  • mar-apr 21:00;
  • mag 22:00;
  • giu-set 23:30;
  • ott 21:00.
Realizzazione
Architetto Emilio Alemagna

Il Parco Sempione è una zona verde della città di Milano. Realizzato alla fine del XIX secolo sull'area già occupata dalla piazza d'armi, occupa un'area di 386 000 , completamente cintata e videosorvegliata.[1]

Il nome deriva dal corso Sempione, il monumentale asse stradale realizzato in epoca napoleonica sul tracciato della storica via del Seprio, con la nuova porta Sempione erede dell'antica porta Giovia.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Neoclassicismo_a_Milano#Progetti_non_realizzati.

Il Parco Sempione sorge dove un tempo si trovava il parco ducale visconteo chiamato "Barcho" e situato vicino al Castello Sforzesco, esso venne ingrandito e cintato degli Sforza fino a diventare ampio oltre 3 milioni di metri quadri. Il parco era un bosco composto prevalentemente da querce e castagneti e abitato anche da animali esotici introdotti dall'uomo.[2]

Con la caduta degli Sforza e la dominazione spagnola il parco venne abbandonato e nel 1861 in parte venne destinato all'agricoltura, l'area dove attualmente sorge il Parco Sempione invece venne usata come piazza d'armi per i militari che stazionavano vicino al Castello Sforzesco. Il castello venne adibito a caserma, con conseguente degrado delle strutture.[2]

Durante l'età napoleonica l'architetto Giovanni Antonio Antolini progettò la costruzione di un grande complesso edilizio intorno al castello, battezzato "Foro Buonaparte" in onore di Napoleone[3]; il progetto non venne mai realizzato, e al suo posto si trasformò la piazza d'armi in un grande prato per usi civici, ornato sul lato nord-orientale dall'Arena, e sul lato nord-occidentale dall'Arco della Pace, punto d'inizio dell'asse del Sempione.

Dopo l'Unità d'Italia cessò l'utilizzo militare dell'area[4], e contemporaneamente iniziò per la città un fenomeno di incremento demografico che richiese la costruzione di nuovi quartieri. Una società immobiliare propose di lottizzare l'area del castello (di cui era previsto l'abbattimento) e della piazza d'armi, similmente a quanto fatto sull'area del lazzaretto, ma la proposta causò forti proteste della cittadinanza, che condussero alla redazione del primo piano regolatore cittadino, redatto dall'ingegner Cesare Beruto (il Piano Beruto, appunto)[5]. Tale piano, che inizialmente recepiva parzialmente le mire edificatorie sull'area, venne più volte modificato fino a destinare l'intera piazza d'armi a giardino pubblico. Per il castello si prevedeva un restauro e la sua destinazione ad usi culturali[6].

Il parco, denominato "Parco Sempione", venne realizzato tra il 1888 e il 1894 secondo il progetto dell'architetto Emilio Alemagna[7], che prevedeva viali percorribili da carrozze, un laghetto e un belvedere dove attualmente sorge la Biblioteca del Parco Sempione, il verde venne progettato secondo il modello romantico dei parchi all'inglese.[8]

Gli interventi successivi[modifica | modifica sorgente]

1875: Disegno del carosello militare equestre, tenuto nella piazza d'armi (prima della sua destinazione a parco) in onore dell'imperatore Guglielmo I di Germania; è riconoscibile a sinistra sullo sfondo l'Arco della Pace e a destra un ingresso dell'Arena Civica

Tra i numerosi progetti di risistemazione della zona, da segnalare le proposte di ampliamento del secondo dopoguerra ad opera di Porcinai e Viganò con la pedonalizzazione della piazza dell'Arco della Pace e dell'ultimo tratto di corso Sempione, con riqualificazione anche delle zone limitrofe tra via Canova e via Melzi d'Eril.[2]

Sin dalla sua realizzazione, il parco si è distinto per la sua funzione centrale nel tempo libero dei milanesi e per il suo stretto legame con l'arte: nel parco hanno infatti trovato sede numerose esposizioni tra cui le Esposizioni Riunite del 1894, l'Esposizione internazionale del 1906 e le esposizioni triennali a partire dal 1933 con la realizzazione del Palazzo dell'Arte di Giovanni Muzio, oggi sede della Triennale di Milano.

L'acquario, costruito per l'Esposizione Internazionale del 1906

Tra gli edifici significativi presenti nel parco, oltre al Palazzo dell'Arte, spiccano l'Arena Civica, il padiglione dell'Acquario civico di Milano di Locati, e la Torre Littoria (oggi Torre Branca) costruita nel 1932-33 su progetto di Giò Ponti, Cesare Chiodi ed Ettore Ferrari[9]. Degno di nota è anche l'ex padiglione per la X triennale, oggi Biblioteca del parco Sempione, realizzato da Longhi e Parisi[8][10].

Diverse le sculture, tra cui il monumento equestre di Napoleone III dello scultore Francesco Barzaghi e le opere Storia della Terra di Antonio Paradiso, Accumulazione musicale di Armand Pierre Fernandez e i Bagni misteriosi di Giorgio De Chirico. Infine, il Ponte delle Sirenette di Francesco Tettamanzi,[11] un tempo sul naviglio in via San Damiano (oggi Visconti di Modrone) e risparmiato in occasione della copertura della Cerchia nel 1930.[8]

Dal 1954 al 1969 l'architetto Vittoriano Viganò elaborò un progetto di ridisegno del parco, che nelle intenzioni dell'autore si sarebbe ampliato fino ad inglobare piazza Castello e il primo tratto del corso Sempione, interrando tutte le strade carrabili[12]. Di tale progetto venne realizzata solo la pedonalizzazione dell'area intorno all'Arco della Pace e del primo tratto di corso Sempione.

Nel 1996 l'amministrazione comunale decise di intraprendere un restauro complessivo del parco, del castello e di piazza Sempione, dove è situato l'Arco della Pace. Il restauro prevedeva una nuova recinzione del parco, il rifacimento delle strade e un restauro botanico e vegetale della flora del parco.

Negli ultimi anni lo spiazzo tra il Castello Sforzesco e il Parco Sempione (piazza del Cannone) è diventato sede di continui allestimenti di varia natura. Per carnevale ospita un luna park che, in qualche modo, rappresenta la continuità con la vecchia Fiera di porta Genova, che per anni ha radunato giostre e attrazioni lungo le sponde della Darsena. Nel gennaio 2011, il Parco è stato l'inconsueto scenario di una prova della Coppa del mondo di sci di fondo, l'ultima prova sprint in calendario (individuale e staffetta maschile e femminile), cui hanno preso parte centoquaranta atleti.[13]

Al parco è dedicato un brano musicale scritto dal gruppo Elio e le Storie Tese e pubblicato come singolo nel 2008.

Flora e attrezzatura[modifica | modifica sorgente]

Il laghetto, verso l'Arco della Pace

La flora del parco Sempione è molto ricca e varia e le guardie ecologiche volontarie vi hanno organizzato due percorsi botanici con il riconoscimento di cinquanta specie a uso delle scolaresche, cui viene consegnata anche una piccola guida illustrata gratuita.

Sul belvedere, di fronte alla statua di Napoleone III, vi è un vecchio olmo monumentale e un grande ippocastano cresce nei pressi del "Ponte delle Sirenette". Tra gli altri alberi degni di nota un curioso platano sulla sponda della propaggine del laghetto, due grandi noci del Caucaso che si riflettono nello specchio d’acqua e faggi penduli vicino al giardino della Triennale. Diverse varietà di cedro: dell'Atlante, dell'Himalaya e della California, poi bei gruppi di querce rosse, di tassi, di cipressi calvi e di tigli. Molte le varietà di aceri: zuccherino, americano, campestre, montano e riccio. Sempre tra le piante ad alto fusto, ricordiamo ancora pini, faggi, pioppi, ippocastani, lecci e magnolie e, infine, l'ontano nero, il noce nero, il ginkgo e il liquidambar.[8]

La riqualificazione e il restauro del parco tra il 1999 e il 2003 hanno arricchito le presenze della vagetazione arbustiva e le sue funzioni decorative; tra l'altro sono state inserite anche alcune specie a fioritura invernale o precoce come la Sarcococca confusa,[14] l'amamelide, il loropetalum,[15] il calicanto e alcune varietà di mahonia e di camelia. Tra le specie primaverili ed estive, ricordiamo la vasta gamma di cornioli, di viburni, di ortensie, camelie, rododendri, azalee e rose antiche.

Nel recinto del parco si trovano otto percorsi vita attrezzati, un campo per il basket (affiancato, fino al 1998, da un campo di pallavolo) oltre a un'unica grande area gioco per bambini. Quattro gli spazi cintati riservati ai cani.

Note[modifica | modifica sorgente]

Fine '800: il parco e il castello Sforzesco visti dalla'lto della torre Stigler
  1. ^ Per ragioni di viabilità resta esclusa dalla recinzione la parte compresa fra il Palazzo dell'Arte e la stazione di Milano Cadorna.
  2. ^ a b c Informazione presa sui cartelloni informativi del parco
  3. ^ Pianta del progetto
  4. ^ Grandi, Pracchi, op. cit., p. 67
  5. ^ Grandi, Pracchi, op. cit., pp. 67-70
  6. ^ Grandi, Pracchi, op. cit., pp. 70-71
  7. ^ Grandi, Pracchi, op. cit., p. 79
  8. ^ a b c d Il Parco Sempione, comune.milano.it. URL consultato il 10 maggio 2013.
  9. ^ Grandi, Pracchi, op. cit., p. 181
  10. ^ Biblioteca Parco Sempione, comune.milano.it. URL consultato il 10 maggio 2013.
  11. ^ Le quattro figure in ghisa sono soprannominate, dai milanesi, Le sorelle Ghisini[senza fonte]
  12. ^ Cinque esperienze. Intervista all'architetto Vittoriano Viganò in Casabella, anno XXXIII, 339/340, agosto-settembre 1969, p. 48.
  13. ^ Coppa del mondo di Sci di Fondo, inmilano.com. URL consultato il 17 febbraio 2011.
  14. ^ sarcococca-confusa. URL consultato il 18 febbraio 2011.
  15. ^ Loropetalum. URL consultato il 18 febbraio 2011.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Maurizio Grandi, Attilio Pracchi, Milano. Guida all'architettura moderna, Zanichelli, Bologna 1980. ISBN 88-08-05210-9
  • Elisabetta Lama, L'architetto Emilio Alemagna e le vicende del Parco Sempione di Milano in Casabella, anno XLIV, nº 455, Milano, Electa, febbraio 1980, pp. 54-59.
  • Alma Lanzani Abbà, Pia Meda, Alberi a Milano, fotografie di Gabriele Lanzani et al; illustrazioni di Silvia Rovati, Milano, CLESAV - Cooperativa Libraria Editrice per le Scienze Agrarie, Alimentari e Veterinarie, giugno 1985, ISBN 88-7064-100-7.
  • Guido Aghina, Enciclopedia di Milano, Milano, Franco Maria Ricci Editore, 1997, ISBN 88-216-0933-2.
  • Giuseppe De Finetti, Milano. Costruzione di una città (a cura di Giovanni Cislaghi, Mara De Benedetti, Piergiorgio Marabelli), Hoepli, Milano 2002. ISBN 88-203-3092-X
  • Graziella Leyla Ciagà, Graziella Tonon (a cura di), Le case nella Triennale. Dal Parco al QT8, Electa, Milano 2005. ISBN 88-370-3802-X

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]