Mantova

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Mantova
comune
Mantova – Stemma Mantova – Bandiera
Mantova – Veduta
Dati amministrativi
Stato bandiera Italia
Regione Lombardia – stemma Lombardia
Provincia Mantova – stemma Mantova
Sindaco Nicola Sodano (centrodestra) dal 12/04/2010 - ( 1º mandato )
Territorio
Coordinate 45°10′0″N 10°48′0″E / 45.16667°N 10.8°E / 45.16667; 10.8 (Mantova)Coordinate: 45°10′0″N 10°48′0″E / 45.16667°N 10.8°E / 45.16667; 10.8 (Mantova)
Altitudine 19 m s.l.m.
Superficie 63,97 km²
Abitanti 48 612[1] (31-12-2010)
Densità 759,92 ab./km²
Frazioni Castelletto Borgo, Cittadella, Formigosa, Frassino, Gambarara, Lunetta, Virgiliana
Comuni confinanti Bagnolo San Vito, Curtatone, Porto Mantovano, Roncoferraro, San Giorgio di Mantova, Virgilio
Altre informazioni
Cod. postale 46100
Prefisso 0376
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 020030
Cod. catastale E897
Targa MN
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climatica zona E, 2 388 GG[2]
Nome abitanti mantovani
Patrono Sant'Anselmo da Baggio
Giorno festivo 18 marzo
Localizzazione
Mantova è posizionata in Italia
Mantova
Posizione del comune di Mantova nell'omonima provincia
Posizione del comune di Mantova nell'omonima provincia
Sito istituzionale
Flag of UNESCO.svg Bene protetto dall'UNESCO
Stub patrimoni dell'umanità.png Patrimonio dell'umanità
Mantova e Sabbioneta
Mantua and Sabbioneta
Piazza sordello.jpg
Tipologia Culturali
Criterio (i) (ii) (iii)
Pericolo Non in pericolo
Anno 2008
Scheda UNESCO inglese
francese

Mantova (Mantua in latino e Màntua in dialetto mantovano[3]) è un comune italiano di 48.493 abitanti, capoluogo dell'omonima provincia in Lombardia.

Dal luglio 2008 la città d'arte lombarda con Sabbioneta, entrambe accomunate dall'eredità loro lasciata dai Gonzaga che ne hanno fatto tra i principali centri del Rinascimento italiano ed europeo, è stata accolta fra i patrimoni dell'umanità dell'UNESCO[4][5].

Indice

[modifica] Geografia fisica

Mantova si trova nella regione Lombardia nel Nord Italia, non lontano dal confine con le regioni Veneto ed Emilia-Romagna.

[modifica] Idrografia

« Non molto ha corso, ch'el trova una lama,
ne la qual si distende e la 'mpaluda »
Mantova: visione autunnale del lago

Nel XII secolo l'architetto ed ingegnere idraulico Alberto Pitentino, su incarico del Comune di Mantova, organizzò un sistema di difesa della città curando la sistemazione del fiume Mincio in modo da circondare completamente il centro abitato con quattro specchi d'acqua, così da formare quattro laghi: Superiore, di Mezzo, Inferiore e Paiolo; Mantova, di fatto, era un'isola.

Alla campagna si accedeva attraverso ponti, due dei quali - il Ponte dei Mulini e il Ponte di San Giorgio - sono ancora esistenti.

In età comunale venne tracciato il Rio, un canale che taglia in due la città, collegando il lago Inferiore a quello Superiore. Altre dighe e chiuse consentirono un'adeguata difesa dalle acque.

Profilo di Mantova

Nel XVII secolo una forte inondazione diede inizio ad una rapida decadenza: il Mincio, trasportando i materiali solidi, trasformò i laghi in paludi malsane che condizionarono ogni ulteriore sviluppo; fu prosciugato, allora, il lago Paiolo a sud, in modo che la città restò bagnata dall'acqua solo su tre lati - come una penisola - ed oggi ancora si presenta così.
Sono, quindi, tre gli specchi d'acqua, non d'origine naturale, ricavati nell'ansa del fiume Mincio che danno a Mantova una caratteristica del tutto particolare, che ad alcuni sembra quasi magica in quanto compare come una città nata dall'acqua. Nel 1984 è stato istituito il Parco del Mincio[6] di cui il territorio del Comune di Mantova fa parte.

[modifica] Flora e Fauna

Flora e fauna del territorio ruotano inevitabilmente attorno all'imponente presenza a Mantova dei laghi e delle acque che la cingono. Sorprendentemente nei laghi mantovani sono presenti i fiori di loto (Nelumbo nucifera), originari del Sud Est asiatico. Dalle sponde del parco pubblico di Belfiore, sul lago Superiore, è ben visibile l'isola galleggiante dei fiori di loto con la spettacolare fioritura in luglio-agosto-settembre. La loro bellezza è indubbia ma dal punto di vista ambientale l'introduzione del fior di loto è stata un'operazione discutibile dato che si tratta di una specie aliena dotata di forte capacità infestante che fa sì che siano oggetto di massicci interventi periodici di sfalcio per preservare l'integrità dei laghi. La loro introduzione in Italia è opera nel 1914 dei padri Saveriani di Parma che decisero di utilizzare la fecola ottenuta dai rizomi a scopo alimentare, come da secoli facevano i cinesi. Anna Maria Pellegreffi, giovane laureata in Scienze Naturali si occupò del trapianto dei rizomi nel Lago Superiore di Mantova nel 1921. La farina non ebbe successo nella cucina mantovana ma il fiore colonizzò i laghi. Il paesaggio emozionante e surreale che la distesa di fiori di loto concorre a creare ha dato vita anche a una leggenda sulla loro nascita in territorio. Si racconta che un giovane viaggiando per l'oriente conobbe una ragazza dagli occhi a mandorla e con la pelle profumata come i petali del fior di loto. Venuta a Mantova, la povera ragazza, nello specchiarsi nel lago, vi cadde, perdendo la vita. Il ragazzo allora gettò dei semi del fiore nel lago in modo che, fiorendo ogni estate, potessero ricordare con il loro profumo e la loro delicata bellezza la sua sposa e sconfitto dal dolore si tolse la vita sparendo anch'egli nelle acque del lago.

Fauna e flora acquatica lacustre.

Oltre al re incontrastato del lago, è facile vedere le specie autoctone come la castagna d'acqua (Trapa natans), detta anche trigol, particolarmente sviluppata sul lago di Mezzo con i suoi frutti forma di piramide e commestibili, le isolette di ranuncolo d'acqua (Nuphar luteum) con i loro fiori di colore giallo dorato, che aprendosi solo in parte mantengono la particolare forma rotondeggiante e le ninfee bianche con uno splendido fiore profumato che forma raggruppamenti vegetali assieme alle altre ninfee ed erbe galleggianti (morso di rana, salvinia, Ceratophyllum demersum etc).
Sul margine, assieme alle canne palustri, salici piangenti e cariceti (la famosa carésa utilizzata per impagliare sedie e confezionare cappelli e altri prodotti artigianali), cresce l'ibisco di palude, autoctono e molto raro, che si trova oltre che nelle Valli del Mincio solo in Toscana, Friuli e Veneto.

Ormai scomparsa in questi territori, come in quasi in tutta Italia, la scargia[7] (Stratiotes aloides).
Gli uccelli trovano nei canneti e nelle acque del territorio palustre il luogo ideale per deporre le uova e trovare cibo. È la fauna aviare quindi quella più rappresentativa della zona anche più limitrofa alla città.

L'airone rosso, le gallinelle d'acqua, le folaghe con tipico piumaggio nero in contrasto con il bianco che si estende sulla regione frontale, e altri anseriformi utilizzano il lago per "fabbricare" nidi galleggianti al limitare del canneto sulla riva o su accumuli vegetali mai troppo a largo, l'airone cenerino invece, nidifica sugli alberi vicini ai numerosi corsi d'acqua per l'irrigazione che si ramificano per i campi della provincia, luoghi di nidificazione e di caccia anche delle poiane dei tarabusi e delle più "riservate" civette.

La famiglia degli aironi presenti nelle acque del Parco del Mincio, oltre al rosso e al cenerino comprende anche le garzette, svassi, sgarze ciuffetto e le nitticore. Solitamente questi uccelli si osservavano solo nei mesi tra aprile e settembre perché specie migratorie, ma negli ultimi anni hanno preferito sostare anche d'inverno.

Tra le canne si nascondono i nidi della cannaiola e del basettino. Ma le dolci acque del lago e delle paludi del Mincio e del Po sono popolate anche dal pesce gatto, tinca, carpa, persico, anguilla e dal vorace e forte luccio.

È possibile navigare i laghi di Mantova, con crociere che permettono di vedere tutta la città dall'acqua. Unendo l'aspetto storico, artistico e architettonico alla natura di un'oasi naturale più unica che rara.

Lepri, fagiani e volpi possono essere i protagonisti di qualche incontro notturno nelle campagne mantovane.
Rimpinzate dalle generose mani dei visitatori anche anatre e cigni sono da annoverare tra le specie presenti in "suolo" virgiliano, popolando, ormai senza troppi timori della presenza umana, le sponde dei laghi e regalando un forse inatteso contatto con la natura al turista della città d'arte.

[modifica] Clima

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Stazione meteorologica di Mantova.

Essendo una cittadina dell'entroterra del Nord Italia, risente del clima rigido invernale dove sono abbondanti le nevicate intorno a dicembre/gennaio. La vicinanza della città al fiume Po porta come conseguenza che, in tutti i periodi dell'anno, il clima sia caratterizzato da una forte umidità: d'inverno si manifesta con grande frequenza il fenomeno della nebbia. Abitando in uno spazio chiuso, com'è la Pianura Padana, d'estate il clima è afoso e umido, con poca ventilazione. La minima storica si ebbe il 16 febbraio 1929 con 19 gradi sotto zero mentre la massima si registrò il 7 luglio 1957 con 38,2 gradi all'ombra. Negli inverni degli anni dal 1930 al 1955 era abbastanza usuale che i laghi attorno alla città gelassero, almeno in parte; l'ultima gelata completa della superficie lacustre si ebbe nel rigidissimo inverno del 1985.

MANTOVA Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 4,0 7,2 12,7 17,4 22,5 26,9 29,6 28,6 24,1 17,6 10,6 5,5 5,6 17,5 28,4 17,4 17,2
T. min. mediaC) −1,3 0,3 4,5 8,5 13,0 16,8 19,0 18,5 15,4 10,3 5,1 0,6 -0,1 8,7 18,1 10,3 9,2
Precipitazioni (mm) 43 41 47 56 62 58 44 47 54 68 63 51 135 165 149 185 634
Giorni di pioggia (≥ 1 mm) 6 6 7 8 9 7 5 5 6 7 8 7 19 24 17 21 81
Vento (direzione-m/s) W
3,0
W
3,3
E
3,4
E
3,5
E
3,1
E
3,0
E
3,0
E
2,8
E
2,8
E
3,0
W
3,3
W
3,2
3,2 3,3 2,9 3 3,1

Dati meteorologici di Mantova - media trentennale di riferimento 1961-1990

[modifica] Storia

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Storia di Mantova.

[modifica] Cronologia storica

Cronologia antica e medievale

Cronologia dell'epoca gonzaghesca

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Gonzaga.
I martiri di Belfiore condotti al patibolo

Cronologia dal Settecento ad oggi

Il mito della fondazione

Il mito della fondazione della città è legato a doppio filo con la storia della profetessa Manto, che la tradizione greca vuole figlia dell'indovino tebano Tiresia. Le vicende narrate nel mito vedono una dicotomia di questo personaggio (come anche accadde per quello di Longino): fonti greche narrano che Manto, fuggita da Tebe, si fermò nell'attuale Turchia; altre invece descrivono il suo arrivo, dopo lungo errare, nel territorio, allora completamente palustre, che oggi ospita la città. In questo luogo creò un lago con le sue lacrime; secondo la leggenda queste acque avevano la magica proprietà di conferire capacità profetiche a chi le beveva. Manto avrebbe incontrato e sposato la divinità fluviale Tybris (il Tevere) re dei Toscani, e il loro figlio Ocno (detto anche Bianore) avrebbe fondato una città sulle sponde del fiume Mincio chiamandola, in onore della madre, Mantua. Questa versione mitica della fondazione della città di Mantova è riportata nell'Eneide di Virgilio. Secondo un'altra teoria, Mantova trae l'origine del suo nome da Manth, dio etrusco, signore dei morti del pantheon tirreno.

Il mito della fondazione di Mantova trova spazio anche nella Divina Commedia di Dante Alighieri nel XX Canto dell'Inferno, nel quale Dante stesso e la sua guida mantovana Virgilio incontrano gli indovini. Proprio indicando una di queste anime, Virgilio descrive i dintorni della città, il Lago di Garda ed il corso del Mincio che si tuffa nel Po a Governolo per affermare, riferendosi alla leggenda dell'indovina Manto:

« Fer la città sovra quell'ossa morte; e per colei che 'l loco prima elesse, Mantüa l'appellar sanz'altra sorte »

[modifica] Simboli

Stranamente la città è catalogata come città ghibellina, ma lo stemma è tipicamente guelfo (anti-imperiale come quello di Milano o di Genova).

[modifica] Onorificenze

La città di Mantova è la 26ª tra le 27 città decorate con Medaglia d'Oro come "Benemerite del Risorgimento nazionale" per le azioni altamente patriottiche compiute dalla città nel periodo del Risorgimento. Periodo, definito dalla Casa Savoia, compreso tra i moti insurrezionali del 1848 e la fine della prima Guerra Mondiale nel 1918.

Una ulteriore onorificenza, la medaglia di bronzo al merito civile, è stata concessa alla città virgiliana il 31 marzo 2005 per l'azione meritoria svolta dalla popolazione in favore dei soldati italiani e alleati reclusi nei campi di concentramento tedeschi nel periodo 1943-45.

Medaglia alle Città Benemerite del Risorgimento Nazionale - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia alle Città Benemerite del Risorgimento Nazionale
«In ricompensa del sacrificio da essa compiuta per la causa della redenzione nazionale. Mantova fu uno dei centri più importanti del movimento carbonaro e molti furono i mantovani coinvolti nei moti del 1821 e volontari nella prima guerra d'indipendenza. Proprio nelle file della Legione Bersaglieri Mantovani, comandata dal generale Longoni, combatté Goffredo Mameli nell'aprile del 1848. La notizia della sconfitta di Custoza colse la colonna mantovana alle porte della città che, con Verona, Peschiera e Legnago costituiva il temibilissimo Quadrilatero fortificato austriaco.»
Medaglia di bronzo al Merito Civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia di bronzo al Merito Civile
«La popolazione mantovana, con encomiabile spirito altruistico ed eccezionale abnegazione si prodigava nell'offrire rifugio assistenza e nascondiglio ai soldati italiani ed alleati prigionieri nei campi di concentramento tedeschi. Luminoso esempio di amor patrio e di solidarietà umana.»
— Mantova, 1943-1945

[modifica] Monumenti e luoghi d'interesse

[modifica] Architetture religiose

[modifica] Cattedrale di San Pietro (Duomo)

Duomo
Sant'Andrea
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Duomo di Mantova.

Dedicato a San Pietro, l'attuale Duomo in stile romanico con aggiunte gotiche, fu costruito tra il 1395 e il 1401 dopo che un incendio, secoli prima, aveva distrutto un precedente tempio paleocristiano. Fu ristrutturato nel 1545 da Giulio Romano, che lasciò intatta la facciata ma modificò le forme, ispirandosi alle basiliche paleocristiane. L'attuale facciata, in marmo di Carrara, risale al 1761. Il fianco presenta inserti gotici come rosoni, cuspidi e pinnacoli, resti dell'antica facciata. All'interno si può ammirare il soffitto a cassettoni che sovrasta le tre navate: la principale è ornata di statue di sibille e profeti risalenti al Cinquecento. Sotto l'altare maggiore è conservato il corpo incorrotto di Sant'Anselmo da Baggio patrono della città. La Cattedrale, ubicata nella monumentale piazza Sordello, è la sede vescovile di Mantova.

[modifica] Basilica di Sant'Andrea

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Basilica di Sant'Andrea (Mantova).

Progettata da Leon Battista Alberti, la Basilica di Sant'Andrea fu edificata a partire dal 1472 e conclusa 328 anni dopo con la costruzione della cupola su disegni di Filippo Juvarra. Nella cripta è custodita all'interno dei Sacri Vasi la reliquia del Preziosissimo Sangue di Cristo portato a Mantova dal centurione romano Longino. In una delle cappelle è conservato il monumento funebre di Andrea Mantegna, sovrastato dall'effigie in bronzo del pittore della corte dei Gonzaga.

[modifica] Basilica Palatina di Santa Barbara

Chiesa della corte dei Gonzaga fu voluta dal duca Guglielmo che incaricò del progetto l'architetto mantovano Giovan Battista Bertani. Parte integrante del Palazzo Ducale, la edificazione della chiesa fu conclusa nel 1572.

Rotonda di San Lorenzo e Torre dell'orologio in Piazza delle Erbe

[modifica] Rotonda di San Lorenzo

È la chiesa più antica della città, costruita nell'XI secolo durante la dominazione dei Canossa. A pianta centrale rotonda, la Rotonda di San Lorenzo è posta ad un livello più basso di Piazza delle Erbe e conserva al suo interno un matroneo e tracce di affreschi di scuola bizantina risalenti ai secoli XI-XII. Nel corso dei secoli subì trasformazioni radicali; sconsacrata, divenne magazzino tanto che all'inizio del 1900 risultava inglobata in edifici successivi alla sua costruzione. Espropriati nel 1908, la rotonda di San Lorenzo fu restaurata e riaperta nel 1911 e infine riconsegnata alla sua destinazione religiosa originaria nel 1926.

Tempio di San Sebastiano

[modifica] Tempio di San Sebastiano

Iniziato nel 1460 da Luca Fancelli su progetto di Leon Battista Alberti, fu completato nel 1529. Sconsacrato nel XVIII secolo fu adibito a diversi usi fino al 1925 quando, dopo un discutibile restauro che ha aggiunto le due scalinate d'ingresso, è stato trasformato in famedio dei caduti mantovani di tutte le guerre.

[modifica] Chiese

Chiesa della Madonna del Terremoto

[modifica] Sinagoga Norsa Torrazzo

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Sinagoga Norsa Torrazzo.

La sinagoga Norsa Torrazzo alla fine dell'Ottocento quando fu decisa la demolizione del quartiere ebraico, tra il 1899 e il 1902, fu trasferita e fedelmente ricostruita nella sua attuale ubicazione in via Govi 11.

[modifica] Architetture civili

[modifica] Palazzo Ducale

Palazzo del Capitano, primo nucleo d'epoca bonacolsiana di Palazzo Ducale
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Palazzo Ducale (Mantova).

Per il Palazzo Ducale di Mantova è forse più giusto parlare di città-palazzo, in quanto il complesso architettonico è costituito da numerosi edifici collegati tra loro da corridoi e gallerie, ed arricchito da cortili interni, alcuni pensili, e vasti giardini. La reggia dei Gonzaga, per estensione dei tetti, è la seconda in Europa superata unicamente dal Vaticano.

Già prima dell'avvento al potere dei Gonzaga erano stati edificati i primi nuclei del Palazzo, ma la storia del complesso si identifica soprattutto con quella della famiglia che governò la città fino al 1707. Tra le altre, celeberrima è la cosiddetta Camera degli Sposi (Camera picta) nel Castello di San Giorgio, parte della "città-palazzo", affrescata da Andrea Mantegna e dedicata a Ludovico Gonzaga e a sua moglie Barbara di Brandeburgo. Diventata Mantova austriaca, le ristrutturazioni sono proseguite fino alla seconda metà del XVIII secolo per opera dei governatori inviati dall'Imperatore.

Palazzo Te: Sala dei Giganti
Palazzo Te
Palazzo Bonacolsi

[modifica] Palazzo Te

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi le voci Palazzo Te e Sala dei giganti.

Palazzo Te è opera di Giulio Romano che nel 1525 lo ideò su commissione del marchese Federico II Gonzaga che lo utilizzò per i suoi svaghi. Vi fece dimorare l'amante "ufficiale" Isabella Boschetti. Il "Palazzo dei lucidi inganni" sorgeva al centro di un'isola ricca di boschi e circondata dalle acque di un lago, ora prosciugato: misterioso, ricco di simboli e di miti che risaltano nelle sale stupendamente affrescate anche dallo stesso Giulio Romano, come la celeberrima Sala dei giganti e quella di Amore e Psiche e, non ultima, la sala dei cavalli che celebra le scuderie gonzaghesche all'epoca famose in tutta Europa.

[modifica] Palazzo della Ragione

Il Palazzo della Ragione fu edificato quand'era podestà Guido da Correggio (1242), in epoca comunale, con funzioni pubbliche e allo scopo di consentire le assemblee e le adunanze cittadine. Al piano terreno il palazzo ospitava, come ora, numerose botteghe, mentre nell'ampio salone al piano superiore, si amministrava la giustizia. Sulle pareti di questo ambiente sono visibili i resti di affreschi medievali della fine del XII e del XIII secolo recentemente restaurati. A questo salone si accede tramite una ripida scala posta sotto la Torre dell'Orologio innalzata nel Quattrocento, epoca alla quale risalgono anche i portici che si affacciano su Piazza Erbe. Il Palazzo è ora adibito a sede espositiva ospitando mostre d'arte organizzate dal Comune di Mantova.

[modifica] Palazzo di San Sebastiano

Palazzo di San Sebastiano fu costruito tra il 1506 e il 1508 per volere del marchese Francesco II che lo abitò e vi morì nel 1519. Fu utilizzato dai Gonzaga per trent'anni e già nel 1536 abbandonato e spogliato dai successivi duchi.
Nel salone principale del palazzo vi erano le nove tele del Mantegna raffiguranti I Trionfi di Cesare che furono vendute alla corona inglese ed oggi sono conservate ad Hampton Court. Subì molteplici trasformazioni fino al 1998 quando sono iniziati i restauri. Dal 2005 è adibito a Museo della Città. Nelle sale che conservano ancora tracce di affreschi del glorioso passato come la Camera del Crogiuolo, la Camera delle Frecce, la Camera del Sole e nella Loggia dei Marmi, sono esposti dipinti, statue, busti, fregi e altri reperti architettonici.

[modifica] Palazzo Bonacolsi (Castiglioni)

Situato in Piazza Sordello, fu edificato da Pinamonte dei Bonacolsi intorno al 1272 e riadattato da Luigi Gonzaga dopo la conquista del potere nel 1328. È stato l'antica dimora della famiglia Bonacolsi, che governò la città dal 1272 al 1328. Il palazzo è attualmente ancora dimora della famiglia dei conti Castiglioni, discendente da Baldassarre Castiglione, uomo politico e studioso del XVI secolo, autore de Il Cortegiano. Al piano terra l'originario portone dell'ingresso con grande arco sesto acuto bicolore e decorato con scudi con lo stemma dei Bonacolsi.

Publio Virgilio Marone, Palazzo del Podestà

[modifica] Palazzo del Podestà

Il Palazzo del Podestà, detto anche "Palazzo del Broletto", fu costruito nel 1227, committente il bresciano Martinengo nominato podestà di Mantova. Unitamente alla torre civica rappresentò il centro amministrativo del comune di Mantova. Verso piazza Broletto fu collegato al palazzo degli ex Magazzini Generali con la costruzione dell'Arengario e al palazzo della Ragione sul lato affacciato su piazza Erbe. Sulla facciata è visibile una statua duecentesca raffigurante Virgilio in cattedra, con la berretta dottorale e le braccia poggiate al leggio che reca incisa l'iscrizione Virgilius Mantuanus poetarum clarissimus.
Subì rifacimenti e modifiche architettoniche anche a causa dei numerosi incendi accaduti nel corso dei secoli. Dal 1462 fu sottoposto ad un'importante ristrutturazione a opera di Giovanni da Arezzo su incarico di Ludovico II Gonzaga. Dell'epoca e legata al gusto di Luca Fancelli, è la merlatura cieca posta a coronamento dell'edificio.
Negli ultimi tre secoli è stato destinato a svariati usi tra cui anche quello di carcere. Negli attuali progetti del Comune di Mantova, il Palazzo verrà restaurato anche per ospitare la sede del Municipio, ritornando ad essere il centro amministrativo della città.

[modifica] Palazzo D'Arco

Fu costruito nel 1784 su un preesistente palazzo del XV secolo dall'architetto Antonio Colonna per la famiglia di origini trentine D'Arco. Caratterizzato dall'ampia facciata neoclassica ispirata all'arte del Palladio, il palazzo è sede museale per i tesori d'arte che contiene: tuttora arredato con i mobili della casata ospita importanti collezioni artistiche tra cui spiccano le tele settecentesche di Giuseppe Bazzani, una biblioteca di oltre seimila volumi e una collezione di strumenti scientifici. Nella Sala dello Zodiaco sono visibili affreschi (1520) attribuiti a Giovanni Maria Falconetto. Nel Palazzo vi si celebrò nel 1810 il processo a Andreas Hofer eroe dell'indipendenza tirolese contro la dominazione francese.

Piazza delle Erbe con Palazzo del Podestà, Palazzo della Ragione, Torre dell'Orologio e Rotonda di San Lorenzo

[modifica] Casa del Mantegna

Dimora del pittore Andrea Mantegna, sorse su un terreno donato dal marchese Ludovico Gonzaga che lo nominò pittore di corte nel 1457. È un edificio quadrato di mattoni rossi con al centro un cortile cilindrico spalancato su un tondo di cielo, riproposto nella celeberrima Camera degli sposi in Palazzo Ducale.

[modifica] Casa di Rigoletto

Giuseppe Verdi ne musicò la storia e i mantovani gli diedero la residenza; verso la fine di Piazza Sordello si trova la casa del "Rigoletto", il buffone di corte Gonzaga.
Il personaggio ha in realtà poco di mantovano, l'omonima opera di Verdi infatti venne tratta da un dramma di Victor Hugo e riadattata in territorio mantovano, trasformando il re di Francia nel duca di Mantova, e cambiando il nome del protagonista da Triboulet a Rigoletto.
La struttura quattrocentesca accoglie la scultura del Rigoletto, opera di Aldo Falchi, sistemata nel piccolo cortile interno.

[modifica] Altri palazzi e dimore storiche

Casa del Mercante

Casa della Beata Osanna Andreasi (Via Frattini 9). Si tratta di un esempio unico di dimora mantovana costruita nel XV secolo, in stile fancelliano, dove vi visse la beata Osanna Andreasi componente di una illustre famiglia che fu partecipe della classe dirigente e culturale dello stato gonzaghesco.

Casa del Mercante (angolo tra piazza Erbe e piazza Mantegna). È detta anche "Casa di Boniforte da Concorezzo", antico proprietario che la fece costruire nell'anno 1455. L'edificio è caratterizzato da una sorprendente facciata tutta in cotto con decorazioni di stile veneziano.

Casa di Giulio Romano (via Carlo Poma 18). Fu Federico Gonzaga a convincere Giulio Pippi detto Giulio Romano a venire a Mantova. Abbisognando di una abitazione il Giulio Romano, nell'anno 1544, nell'allora Contrada Larga, si costruì la dimora che nonostante un intervento nel 1800 dell'arch. Paolo Pozzo, mantiene inalterato lo stile architettonico del Romano.

Palazzo Canossa

Palazzo Canossa (piazza Canossa). Il palazzo fu costruito nel Seicento su committenza dei marchesi Canossa, famiglia di antica stirpe proveniente da Verona. La facciata, in bugnato, richiama le soluzioni cinquecentesche di Giulio Romano ed è caratterizzata da un portale di marmo guardato a vista da due cani usciti dallo stemma di famiglia. Altro dettaglio di particolare valore architettonico è un monumentale scalone barocco che conduce al piano nobile del palazzo.

Palazzo Colloredo (via Carlo Poma 11). Il palazzo noto anche come "palazzo Guerrieri Gonzaga", fu acquistato da Giovanni Battista Guerrieri nel 1599 che ne affidò la ristrutturazione all'arch. Antonio Maria Viani. La facciata pre-barocca è caratterizzata e decorata da dodici erme realizzate in malta di calce con una finitura superficiale in marmorino alternanti figure maschili e femminili. Divenuto proprietà dei conti Colloredo, il 30 marzo 1872 viene acquistato dal Comune e destinato a sede degli Uffici Giudiziari del Tribunale. Da allora divenne il "Palazzo di Giustizia" della città.

Palazzo Sordi

Palazzo Sordi (via Pomponazzo 23). Fu il primo marchese del casato dei Sordi, Benedetto, a volere la costruzione del palazzo omonimo. Commissionò il progetto e il seguimento dei lavori, iniziati nel 1680, all'architetto fiammingo Frans Geffels, prefetto delle fabbriche gonzaghesche. Ne nacque uno dei rari esempi di barocco della città Virgiliana. Di particolare valore sopra il portale d'ingresso, un tondo con La Madonna col Bambino, altorilievo di Giovanni Battista Barberini, opera inserita in un facciata d'ordine dorico e ad intonaco e parzialmente a bugnato rustico ricca di altre decorazioni e bassorilievi in marmo e stucco. Il Palazzo è privato e quindi chiuso al pubblico.

Palazzo Valenti Gonzaga (via Pietro Frattini 7). Residenza dei marchesi Valenti Gonzaga fin dal 1500, il palazzo fu oggetto di una radicale trasformazione nel XVII secolo, costituendo un impianto architettonico gigantesco, fastoso all'esterno, stupefacente il cortile interno riccamente decorato a stucco, e ricco d'affreschi e statue d'autore all'interno. Rappresenta da allora uno degli esempi più importanti di architettura e decorazioni del periodo barocco a Mantova. Come per altre opere di tale stile, l'autore fu l'architetto Frans Geffels (1625-1694).

Palazzo Valenti Gonzaga

Ospedale Grande di San Leonardo (Piazza Virgiliana). Voluto da Ludovico III Gonzaga per pubblica assistenza e terminato intorno al 1470 per opera dell'architetto Luca Fancelli, nel 1797 fu trasformato in carcere e successivamente in caserma.

  • Casa di Giovan Battista Bertani - (via Trieste 8)
  • Casa del Rabbino - (via Giuseppe Bertani 4)
  • Palazzo dell'Accademia - (via Accademia)
  • Palazzo Acerbi - (piazza Sordello)
  • Cà degli Uberti - (piazza Sordello)
  • Palazzo Vescovile detto anche Palazzo Bianchi - (piazza Sordello)
  • Palazzo Andreani detto anche Palazzo della Camera di Commercio - (via Calvi)
  • Palazzo Arrivabene - Attribuito a Luca Fancelli - (via Arrivabene)
  • Palazzo del Capitano ora parte di Palazzo Ducale - (piazza Sordello)
  • Palazzo degli Studi - (via Ardigò)

[modifica] Pescherie

Le Pescherie di Giulio Romano, denominate anche Loggia di Giulio Romano, furono appunto progettate dal grande architetto del manierismo. L'opera, eseguita del 1536, consistette nella trasformazione dell ponte medievale che attraversava il Rio con la costruzione di due porticati paralleli che furono destinati al commercio del pesce.

[modifica] Ponti

Ponte dei Mulini
Il ponte fu progettato dall'ingegnere Alberto Pitentino, costruito nel XII sec. allo scopo di regolare le acque del fiume Mincio ed evitarne l'impaludamento. Fu quindi creato artificialmente un dislivello di alcuni metri tra il lago Superiore e il lago di Mezzo, che dall'anno 1229 alimentò 12 mulini. L'antica costruzione medievale andò distrutta dai bombardamenti aerei della seconda guerra mondiale.

Ponte di San Giorgio
Il ponte era incluso nel sistema militare difensivo unendo il borgo fortificato di San Giorgio con la corte dei Gonzaga. Dapprima in legno, fu edificato in muratura da Ludovico Gonzaga sul finire del XIV sec., così dividendo il lago di Mezzo dal lago Inferiore. Nel 1922 le arcate furono interrate e il ponte assunse la forma attuale.

[modifica] Porte

Porta Giulia
Porta Giulia è l'unica attuale testimonianza delle fortificazioni d'epoca medievale e rinascimentale. Già esistente in epoca bonacolsiana, fu rifatta nell'anno 1549, probabilmente progettata da Giulio Romano. Deve il nome all'esistenza, all'epoca della sua prima edificazione, dell'attigua chiesa di Santa Giulia, successivamente andata distrutta.

[modifica] Teatri

Teatro Bibiena

Teatro Bibiena (via Accademia 47)
Il "Teatro Scientifico dell'Accademia", capolavoro di Antonio Bibiena (1697-1774) fu inaugurato il 3 dicembre 1769. Poche settimane dopo, il 16 gennaio 1770, ospitò un concerto del giovane Mozart, non ancora quattordicenne. L'austera facciata neoclassica, opera del Piermarini, sembra celare la fantasiosa espressione tardobarocca del teatro che tanto entusiasmo suscitò in Mozart padre. Nello stesso edificio ha sede l'Accademia Nazionale Virgiliana fondata nel 1768.

Teatro Sociale (piazza Cavallotti)
Il Teatro Sociale nacque per iniziativa di un gruppo di cittadini costituenti una società di novanta palchettisti. L'arch. Luigi Canonica fu incaricato di progettare un teatro di gusto neoclassico che dopo quattro anni di lavoro fu aperto al pubblico la sera del 26 dicembre 1822.

Teatro di Corte dei Gonzaga (non più attivo dal 1896)
L'area ora occupata dal Museo Archeologico Nazionale di Mantova era inclusa nel perimetro del Palazzo Ducale e a partire dal 1549, committente il cardinale Ercole Gonzaga e progettista l'architetto Giovan Battista Bertani, su quest'area sorse il primo teatro della Corte dei Gonzaga. Andato distrutto da un incendio fu ricostruito tra il 1591 e il 1592. Un terzo teatro progettato dall'arch. Antonio Maria Viani fu inaugurato nel 1608 con la rappresentazione della tragedia di Claudio Monteverdi L'Arianna. In epoca austriaca un quarto teatro, Nuovo Teatro Arciducale, fu inaugurato il 27 febbraio 1733. I primi disegni furono di Ferdinando Galli da Bibbiena e il lavoro fu portato a termine da un suo allievo, Andrea Galluzzi. Un quinto teatro, su disegno di Giuseppe Piermarini, ebbe la luce il 10 maggio 1783. Il Regio, così venne denominato nel corso del secolo XIX, a causa della concorrenza del nuovo Teatro Sociale venne abbandonato poco alla volta. Nel 1896 il Teatro Regio, venduto dal demanio, fu acquistato dal Comune di Mantova che lo trasformò radicalmente prima a mercato dei bozzoli, poi a mercato ortofrutticolo ed infine destinato alla funzione attuale di sede del Museo Archeologico Nazionale di Mantova.

[modifica] Torri

Torre dell'Orologio
Torre del Palazzo del Podestà

Torre della Gabbia
La torre venne innalzata dai Bonacolsi negli ultimi decenni del sec. XIII acquisendo la denominazione attuale nel 1576 quando il duca Guglielmo Gonzaga fece costruire la grande gabbia in ferro con funzione di "carcere all'aperto" dove i condannati venivano esposti al pubblico ludibrio.

Torre dell'Orologio
La Torre, a pianta rettangolare, fu eretta nel 1472 su progetto di Luca Fancelli e l'orologio a funzionamento meccanico progettato da Bartolomeo Manfredi vi fu collocato l'anno successivo. Nella nicchia sottostante, ricavata nel 1639, è stata collocata una statua della Madonna Immacolata.

Torre del Podestà
La Torre Civica del Broletto (altro nome della torre) che si erge sulla piazza omonima, ha un'altezza di quasi 47 metri e dall'anno 1227 su iniziativa del podestà Laudarengo Martinengo, è parte integrante del maestoso Palazzo del Podestà.

Torre dello Zuccaro
La torre, alta 52 metri, fu edificata nella prima metà del XII secolo. Le prime testimonianze scritte sono del 1143. Sorge in via Enrico Tazzoli. Il nome gli deriva dalla famiglia che ne sarebbe stata proprietaria, anche se la fantasia popolare ha alimentato l'idea che il nome nascesse dalla presenza di zucchero immagazzinato nei pressi, infatti è detta "Tor dal Sucar" nel dialetto locale.

Torre dei Gambulini
La torre, alta 37 metri, sorge in via Ardigò. Da documentazione dell'epoca era già esistente nel 1200, derivando il nome dalla famiglia che la possedeva. Da questi ceduta alla famiglia Ripalta e poi ai da Oculo, nel 1289 divenne proprietà dei Gonzaga, non ancora sovrani di Mantova. Divenne dimora saltuaria di Aloisio Gonzaga, signore di Castel Goffredo. Successivamente fu accorpata al collegio e al convento dei gesuiti e dal 1883 è parte del complesso dell'Archivio di Stato di Mantova.
Negli ultimi tempi è stato lanciato il progetto di trasformare la torre in una terrazza panoramica che consenta la visione a 360 gradi del centro storico di Mantova[8].

Torre di Sant'Alò
La torre è una costruzione quattrocentesca sita in Piazza Arche che faceva parte del sistema difensivo della città.

[modifica] Architetture militari

[modifica] Castello di San Giorgio

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Castello di San Giorgio (Mantova).

[modifica] Casa di Sparafucile

Eretta in epoca medievale, era parte delle fortificazioni orientali di Mantova, in particolare adibita alla difesa del ponte di San Giorgio, tanto da essere a lungo esclusivamente denominata Rocchetta di San Giorgio. La sua attuale denominazione, utilizzata indifferentemente con quella di Rocca di Sparafucile, si affermò successivamente all'ambientazione, appena fuori Mantova, nella locanda del sicario Sparafucile, del tragico epilogo del Rigoletto, una delle più note opere di Giuseppe Verdi.

[modifica] Forte di Pietole

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Forte di Pietole.

Il Forte di Pietole, pur sorgendo oggigiorno nel comune di Virgilio, faceva parte del sistema difensivo della città di Mantova insieme al Castello di San Giorgio e al Forte di Belfiore. Fu costruito dai francesi nel 1808.[9]

[modifica] Altri luoghi d'interesse

[modifica] Piazza Sordello

Piazza Sordello

Piazza Sordello è l'antico fulcro della vita artistica e politica di Mantova, di dimensioni eccezionali (150 × 60 m) accoglie tra i principali edifici monumentali della città, come il Palazzo Ducale (Palazzo del Capitano e Magnus Domus), il palazzo Acerbi sovrastato dalla torre della Gabbia, il palazzo Bonacolsi (ora Castiglioni), la sede vescovile di palazzo Bianchi (dal nome della famiglia che lo edificò nel Settecento) e il Duomo. Una recente casuale scoperta archeologica (dicembre 2006) ha riportato alla luce i pavimenti a mosaico e i resti di una domus romana d'età imperiale attualmente visitabile all'interno di una struttura provvisoria.

[modifica] Piazza Broletto

Con l'ampliamento della città al di là del primitivo nucleo storico, verso l'anno 1190, fu creata Piazza Broletto che ancora oggi è attorniata da edifici del periodo comunale come il Palazzo del Massaro, l'Arengario e il Palazzo del Podestà, detto anche Palazzo del Broletto, con la Torre Comunale. Sulla facciata di quest'ultimo palazzo, spicca una statua duecentesca di scuola veronese raffigurante "Virgilio in cattedra", tradizionalmente chiamata nel dialetto locale "La Vecia" (la vecchia).

[modifica] Piazza delle Erbe

Piazza delle Erbe

Piazza delle Erbe, da sempre luogo di scambi commerciali, si apre a sud con la Casa di Giovan Boniforte da Concorezzo (o Casa del Mercante) del 1455, continua con la romanica Rotonda di San Lorenzo, la Torre dell'Orologio, il Palazzo della Ragione e si chiude con Palazzo Broletto (o del Podestà) edificato nel XII secolo che la separa e dà il nome all'adiacente piazza.

[modifica] Piazza Canossa

Sulla piazza si affacciano il seicentesco Palazzo Canossa, la chiesa della Madonna del Terremoto e, sul terzo lato, un palazzo porticato del 1720. Dal Cinquecento ai giorni nostri la piazza cambiò nome diverse volte assumendo in sequenza le denominazioni di Plateola cum uno puteo (piazzetta col pozzo), piazza alberriggia e, nel XVII secolo, piazza del fieno quando con la costruzione di Palazzo Canossa si trasformò in modo definitivo.

[modifica] Piazza Virgiliana

Monumento a Virgilio - Piazza Virgiliana

In origine esisteva il porto dell'Ancona con il tempo parzialmente interrato. Piazza Virgiliana fu voluta dal generale Sextius Alexandre François de Miollis, governatore durante l'occupazione francese, che indusse le autorità cittadine a trasformare lo spazio informe, spesso parzialmente sommerso dalle esondazione del lago di Mezzo, in una piazza adibita alle esercitazioni militari e a ospitare un monumento che ricordasse essere Mantova la patria di Virgilio. L'incarico fu dato all'arch. Paolo Pozzo. Furono colmati gli avvallamenti e demolite costruzione di scarso valore che cingevano lo spiazzo per consentire l'impianto di alberi, piante e arbusti. Il monumento inaugurato nel 1801, fu demolito nel 1919 per essere sostituito dall'attuale opera in marmo di Carrara, il cui progetto fu affidato all'architetto Luca Beltrami. L'inaugurazione avvenne nel 1927.

[modifica] Altre piazze

  • Piazza L.B. Alberti
  • Piazza Castello
  • Piazza Cavallotti
  • Piazza Concordia
  • Piazza D'Arco
  • Piazza Lega Lombarda anche Piazza Pallone
  • Piazza Mantegna
  • Piazza Marconi già Piazza Purgo
  • Piazza Paccagnini già Piazza Paradiso
  • Piazza Santa Barbara
Piazza Castello

[modifica] Società

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti

I comuni di Porto Mantovano, Curtatone, Virgilio e San Giorgio di Mantova, adiacenti alla città, costituiscono con il comune di Mantova un'unica zona residenziale. In questa conurbazione, alla data del 31/12/09, sono risultati 100.182 residenti, divisi in 48.648 abitanti del Comune cittadino e 51.534 dell'hinterland. Questa evoluzione demografica ha suscitato opinioni favorevoli alla trasformazione di comune cittadino e hinterland in un'unica municipalità, denominata indicativamente come "Grande Mantova".

La mobilità della popolazione residente nel territorio comunale della città di Mantova, negli ultimi decenni, è stata caratterizzata da una fase d'immigrazione negli anni cinquanta e sessanta del XX secolo. La crescita della popolazione di circa 12.000 unità tra i censimenti Istat del 1951 e del 1971 fu dovuto a nuovi insediamenti industriali e allo sviluppo del terziario cittadino che hanno rappresentato una valida alternativa per la popolazione rurale della provincia mantovana ormai non più assorbita da un settore agricolo velocemente meccanizzatosi.

Dai dati ISTAT 1971 ai dati del 2001, il decremento della popolazione si fece rilevante, circa 19.000 abitanti, la gran parte dei quali emigrati nei territori dei comuni confinanti, comunque all'interno della ipotetica "Grande Mantova".

Il declino demografico si arresta nel primo decennio del XXI sec., conseguenza di una rilevante immigrazione dall'estero che è andata a compensare la perseverante mobilità in uscita a favore dei comuni dell'hinterland dei cittadini di nazionalità italiana.

Alla fine del 2010 risultavano residenti nel comune di Mantova 48.611 abitanti. Come da tradizione consolidata le donne sono più numerose, 26.129, degli uomini, 22.482. Il numero delle famiglia continua ad aumentare (23.312), aumento soprattutto dovuto al regolare trend in diminuzione del numero di componenti delle famiglie mantovane: 2,05.

Ad inizio 2011 si è costituito con atto notarile, un comitato a favore dell'unificazione nell'unico comune di Mantova dei quattro comuni circostanti (Curtatone, Porto Mantovano, San Giorgio, Virgilio).

[modifica] Etnie e minoranze straniere

La popolazione comunale è stata caratterizzata nell'ultimo decennio, da una crescente immigrazione dall'estero. Al 31/12/2010 gli immigrati stranieri erano 6.124, l'12,6% della popolazione residente. Tra questi gli stranieri comunitari non hanno avuto più, dall'anno 2010, un trend d'incremento impetuoso che fino al 2009 aveva portato il loro numero a quadruplicarsi in tre anni. Al 31/12/2010 sono risultati essere 834, solo 29 più dell'anno prima. Tra gli extracomunitari è venuta meno la sostanziale parità numerica tra i sessi, essendo ora le donne 2.751 più numerose degli uomini (2.539). Tra gli stranieri comunitari 482 sono le donne e 354 gli uomini.
La comunità straniera più numerosa al 31/12/2010[10] è quella brasiliana con 735 persone, seguita con più di 500 componenti dalle comunità marocchina, rumena, albanese e ucraina.

Pos. Cittadinanza Uomini Donne Popolazione Totale
1 Bandiera del Brasile Brasile 283 452 735
2 Bandiera del Marocco Marocco 379 317 696
3 Bandiera della Romania Romania 252 331 583
3 Bandiera dell'Albania Albania 264 278 542
5 Bandiera dell'Ucraina Ucraina 88 412 500
6 Bandiera della Tunisia Tunisia 260 106 406
7 Bandiera del Bangladesh Bangladesh 219 147 366
8 Bandiera del Ghana Ghana 143 100 243
9 Bandiera della Cina Cina 109 99 208
10 Bandiera delle Filippine Filippine 84 114 198

[modifica] Qualità della vita

Anno Qualità della Vita (Sole 24 Ore) Rapporto Ecosistema Urbano (Legambiente)
2004 42ª posizione (- 15) 5ª posizione (+ 3)
2005 22ª posizione (+ 20) 3ª posizione (+ 2)
2006 29ª posizione (- 7) 1ª posizione (+ 2)
2007 36ª posizione (- 7) 2ª posizione (- 1)
2008 32ª posizione (+ 4) 3ª posizione (- 1)
2009 36ª posizione (- 4) 12ª posizione (- 9)
2010 33ª posizione (+ 3) 21ª posizione (- 9)
2011 37ª posizione (- 4)

[modifica] Cultura

[modifica] Scuole

Scuole secondarie

Mantova è dotata di molti istituti di istruzione secondaria superiore di ogni ordine e grado:

Scuole primarie

  • Pomponazzo
  • Don Enrico Tazzoli
  • Salvador Allende
  • Ardigò
  • Nievo
  • Don Mazzolari
  • Martiri di Belfiore
  • Don Minzoni
  • Don Leoni
  • De Amicis

Scuole secondarie di primo grado

  • Bertazzolo
  • Sacchi
  • Alberti

[modifica] Università

La Fondazione Università di Mantova[11](sostenuta dalla Provincia di Mantova, il Comune di Mantova, la Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura di Mantova e l'Associazione degli Industriali della Provincia di Mantova) è stata costituita il 20 dicembre 2001 ed è riconosciuta dalla Regione Lombardia.
La Fondazione Università di Mantova ha sostituito il Consorzio Universitario Mantovano, attivo dal 1992 al 2001.

Facoltà attive:

  • Facoltà di Architettura e Società[12] (corso di laurea in Architettura e produzione edilizia, corso di laurea in Scienze dell'Architettura, corso di laurea Magistrale in Architettura)
  • Facoltà di Ingegneria[13](corso di laurea in Ingegneria per l'Ambiente e il Territorio, corso di laurea in Ingegneria Informatica, corso di laurea in Ingegneria Meccatronica orientamento Ingegneria Elettromeccanica, corso di laurea in Ingegneria Meccatronica orientamento Ingegneria Informatica e dell'Automazione, corso di laurea specialistica in Ingegneria per l'Ambiente e il Territorio, corso di laurea specialistica in Ingegneria Informatica)
  • Facoltà di Medicina e Chirurgia[14](corso di Laurea in Fisioterapia, corso di Laurea in Infermieristica, corso di Laurea in Tecniche di Radiologia medica, per immagini e radioterapia, corso di laurea in Educazione Professionale , corso di Laurea in Logopedia)

Altre lauree specialistiche:

[modifica] Istituzioni culturali

[modifica] Biblioteche e archivi

[modifica] Musei e gallerie

Casa del Mantegna

[modifica] Arte

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Rinascimento mantovano.

[modifica] Set cinematografici

Lista dei maggiori film e miniserie televisive che hanno avuto Mantova come set:

[modifica] Media

Quotidiano
Quotidiani e settimanali
Televisione
TV
Radio
Radio

[modifica] Cucina

Tra i piatti della cucina mantovana si possono ricordare:

[modifica] Personalità legate a Mantova

Sono numerose e varie le personalità che a Mantova sono nate, hanno vissuto a lungo o comunque vi hanno operato significativamente ed hanno avuto rapporti significativi con la città.

Architetti

Martiri di Belfiore

Matematici

Personalità della musica e dello spettacolo


Pittori

Politici

Scrittori e giornalisti

Studiosi di materie umanistiche

[modifica] Eventi

  • Mantova Comics & Games (febbraio), salone del fumetto e del gioco, dal 2006 si tiene annualmente al PalaBAM idealmente proseguendo Ludicamente, rassegna che fu ospitata dal 2003 nelle piazze di Mantova, dedicata interamente al gioco non tecnologico.
  • Vespa Raduno Città di Mantova (maggio). Dal 1999 nel mese di maggio, ogni anno, il Vespa Club Mantova [1] organizza nella splendida cornice di piazza Sordello il "Vespa Raduno città di Mantova", che ad ogni edizione coinvolge ben oltre 500 vespisti provenienti da tutta Italia e anche qualche vespista dall'Europa.(fonte Vespa Club Mantova)
  • Premio “Arlecchino d'Oro (giugno), nato nel 1999 per iniziativa del "Centro Studi Mantova Capitale Europea dello Spettacolo" ora Fondazione, ha lo scopo di rendere omaggio a Tristano Martinelli, attore mantovano a cui si deve l'invenzione della maschera di Arlecchino. Inserito nel programma di una rassegna di teatro, musica e danza, il premio viene consegnato ad un artista del mondo dello spettacolo di valore e fama internazionale. Dal 2006 il premio è inserito nel Festival Teatro - Arlecchino d'Oro, che la Fondazione Mantova Capitale Europea dello Spettacolo organizza e dirige negli ultimi dieci giorni di giugno su mandato del Comune di Mantova.
  • Concorso Madonnari (agosto) dal 1973, ogni anno nel piazzale del Santuario della Beata Vergine delle Grazie nel comune di Curtatone, decine di pittori, provenienti da tutto il mondo, dipingono coi gessetti sull'asfalto del piazzale del Santuario durante la Fiera di Ferragosto.
  • Festivaletteratura (settembre), dal 1997 organizza e ospita incontri con autori, reading, spettacoli, concerti, laboratori per adulti e bambini.
  • Segni d'infanzia (novembre), festival internazionale d'arte e teatro per l'infanzia. Nato nel 2006 da un'idea di Dario Moretti, Segni d'infanzia è un grande evento artistico rivolto al mondo dell'infanzia, con particolare attenzione ai bambini dai 18 mesi ai 12 anni. La direzione artistica ed organizzativa del festival, promosso dal Comune di Mantova, è di Teatro all'improvviso, compagnia professionale di Teatro per ragazzi.

Per quattro edizioni dal 2004 fu organizzato il Mantova Musica Festival sulle orme del consolidato e più noto festival letterario mantovano, una rassegna di musica interessata alle nuove tendenze e frontiere: l'elettronica, il jazz e la musica contemporanea. Con spazi per dibattiti, presentazioni di libri, bande musicali, satira e l'incontro tra la musica e il teatro.

Nel 2002 presso le Fruttiere di Palazzo Te e a Palazzo Ducale è stata allestita la Celeste Galeria, Il museo dei Duchi di Mantova. 5 anni di studi scientifici, 60 studiosi coinvolti nelle ricerche, 519.000 visitatori, con una media giornaliera di 3923 biglietti per la mostra che ha riportato nella sua cornice ideale, da tutto il mondo, parte della prestigiosa e imponente collezione dei Gonzaga della seconda metà del Seicento.

Mantova Second Life

La città di Mantova è stata la prima città italiana ad avere la sua controparte fedele in Second Life [2]. Riproduce quanto più fedelmente possibile la Mantova reale, utilizzando misure, foto e disposizione degli edifici come dal vero. Attualmente su tre livelli, centro storico, Palazzo Te e Castello di San Giorgio, si estende su due Sim. Ricostruito il museo Tazio Nuvolari, il Teatro Bibiena, la Basilica di S.Andrea. La Sim è teatro di eventi culturali e di aggregazione avendo la possibilità di proporre manifestazioni reali e virtuali. Lo staff mette a disposizione un servizio gratuito di guide per visitare la città, possibilità per le Università di organizzare visite per i gruppi di studio.

Tra il settembre 2006 ed il gennaio 2007, la città - assieme a Verona e Padova - ha organizzato un percorso culturale sull'arte di Andrea Mantegna, in occasione del quinto centenario della morte, avvenuta proprio a Mantova. Già nel 1961 venne realizzata un'esposizione che meritò a Mantova l'appellativo di Città del Mantegna. Per una mostra pittorica quello fu il primo grande evento di massa che portò nella città virgiliana più di 200 000 visitatori.

Nel febbraio del 2007 a Valdaro, zona industriale nel territorio del comune di Mantova, durante lavori di scavo sono stati riportati alla luce due scheletri di epoca neolitica. Perfettamente conservati nonostante i 6.000 anni trascorsi, i due individui di sesso diverso furono sepolti faccia a faccia; le ossa delle braccia e delle gambe si sovrappongono in un abbraccio che ha fatto pensare a un amore eterno, tanto che dai media di tutto il mondo sono stati denominati come gli Amanti di Valdaro.

[modifica] Geografia antropica

[modifica] Quartieri

Elenco dei quartieri con relativi abitanti al 31/12/2010.[18]

  • Centro - (ab. 17.316)
  • Valletta Paiolo - (ab. 7.316)
  • Lunetta - (ab. 3.596)
  • Valletta Valsecchi - (ab. 2.824)
  • Colle Aperto - (ab. 2.071)
  • Pompilio-Due Pini - (ab. 2.017)
  • Borgo Chiesanuova - (ab. 1.644)
  • Te Brunetti-Trincerone-Camattino - (ab. 1.265)
  • Cittadella-Mulina-Montata - (ab. 1.217)
  • Castelnuovo-Angeli - (ab. 1.199)
  • Dosso del Corso - (ab. 1.075)
  • Belfiore - (ab. 788)
  • Frassino - (ab. 784)
  • Formigosa - (ab. 782)
  • Ponte Rosso - (ab. 645)
  • Virgiliana - (ab. 629)
  • Borgo Belgioioso - (ab. 615)
  • Castelletto - (ab. 499)
  • Gambarara - (ab. 445)
  • Pioppe-Mezzalana - (ab. 392)
  • Migliaretto - (ab. 381)
  • Boccabusa - (ab. 303)
  • Te - (ab. 263)
  • Valdaro - (ab. 173)
  • Prade-Cantelma - (ab. 79)
  • Zona Industriale - (ab. 17)

[modifica] Economia

Ricoprono un ruolo importante nell'economia cittadina il commercio al dettaglio e i servizi del terziario. Tra quest'ultimi risaltano la testata giornalistica locale "Gazzetta di Mantova", considerato il più antico quotidiano d'Italia, e la Banca Agricola Mantovana fondata nel 1871 che, in seguito ad un'Offerta pubblica di acquisto del 1999, è entrata a far parte del gruppo bancario Montepaschi. Il processo di acquisizione si è concluso con la fusione per incorporazione di Banca Agricola Mantovana Spa in banca Monte dei Paschi di Siena avvenuta il 22 settembre 2008. Dall'anno 2000 opera con sede in Mantova e alcune altre filiali in provincia, la Banca Popolare di Mantova ceduta nel 2008 dal Banco Popolare alla Banca Popolare di Milano. Rilevanti sono le attività connesse all'allevamento e all'agricoltura e alle industrie trasformatrici delle loro produzioni: si parla soprattutto della produzione di burro, formaggio e di salumi (tra cui spicca il Salame mantovano). Tale importanza è confermata dalla presenza a Mantova di una delle più importanti borse merci agricole della pianura Padana. Il primo ottobre 2006 esordisce a Mantova il primo mercato contadino italiano che anticipò il decreto ministeriale che solo alla fine del 2007 ne regolamenterà l'attività.

Nei primi anni del secondo dopoguerra s'insediarono la Cartiera Burgo e industrie chimiche e petrolchimiche. La prima fu la sociètà di raffinamento del petrolio ICIP, oggi IES Italiana Energia e Servizi s.p.a., che costruita a partire dal 1947 iniziò la produzione il 20 dicembre 1953 ed è stata acquisita nell'anno 2007 dal gruppo ungherese MOL. Importante insediamento chimico è la Polimeri Europa del gruppo Eni che continua l'attività dello stabilimento chimico sorto nel 1956 su iniziativa della Edison, proseguita poi sotto altre denominazioni come Montedison e Montedipe.

Molto attivi anche il settore dell'abbigliamento, con importanti insediamenti presenti nel territorio comunale della città, Lubiam, Valstar e Corneliani, in particolare specializzati nella moda per uomo, e il settore meccanico dove spiccano la Belleli, passata attraverso una grave crisi negli anni passati, e la SOGEFI, ormai multinazionale attiva nella componentistica per autoveicoli quotata presso la Borsa di Milano fin dal 1986 che nel 2008 ha annunciato la chiusura, definitivamente portata a termine del gennaio dell'anno successivo, dello storico primo stabilimento mantovano.

[modifica] Principali aziende operanti in città

  • IES (raffineria)
  • Polimeri Europa (energia e gas)
  • TEA (energia, gas, acqua)
  • SOGEFI (meccanica e automobili)
  • Cartiere Burgo (cartiera)
  • Lubiam (abbigliamento)
  • Corneliani (abbigliamento)
  • Consorzio Latterie Virgilio (alimentari: latte, yogurt e formaggio)
  • APAM (azienda di trasporti pubblici)
  • Gazzetta di Mantova (informazione)
  • Banca Agricola Mantovana (oggi Mps) (banca)
  • Azienda Ospedaliera Carlo Poma (ospedale)
  • Belleli Energy (impiantistica)
  • Supersprint (marmitte sportive per autoveicoli)

[modifica] Infrastrutture e trasporti

[modifica] Autostrade

Due sono i caselli autostradali dell'autostrada A22 Modena-Brennero, denominati Mantova nord e Mantova sud, sui quali gravita il traffico della città. Altresì negli ultimi anni è stata avanzata la proposta di costruire un'altra Autostrada, la Mantova-Cremona ma ad oggi la situazione è ancora nella fase progettuale.

[modifica] Aeroporto

La città di Mantova usufruisce per il trasporto aereo principalmente dell'Aeroporto di Verona-Villafranca, raggiungibile dall'autostrada A22 in 20 minuti e del vicino Aeroporto di Montichiari (BS) raggiungibile in 40 minuti.

[modifica] Autobus

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce APAM.

La città è dotata di un servizio di autobus cittadini e provinciali gestito dall'APAM S.p.A., acronimo di Azienda Provinciale Autotrasporti Mantovani. Il servizio di trasporto pubblico urbano che interessa anche il territorio dei comuni limitrofi, Porto Mantovano, San Giorgio Mantovano, Virgilio e Curtatone, la cosiddetta "Grande Mantova", è fornito attraverso corse di nove linee:

  • CIR Circolare in Città
  • 4 Due Pini - Lunetta/Virgiliana/Tripoli
  • 5 Verzellotto - Angeli - Valsecchi - Ospedale
  • 6 Buscoldo - Formigosa
  • 7 Ospedale - Libertà - C.Aperto/Bancole Est/Montata Carra
  • 8 Bancole Sgarzari - Cappelletta
  • 9 Mantova - Montanara
  • 11 Mantova - Ospedale - Levata - San Silvestro - Montanara
  • 12 Sordello - Lunetta - Boma

L'APAM adempie anche alla gestione di numerose linee interurbane in massima parte con capolinea nel capoluogo. Tutti i principali e più popolosi centri abitati della provincia sono quindi collegati via autobus con Mantova. Altresì alcune linee hanno destinazioni in località fuori provincia come Brescia, Sirmione, Peschiera del Garda, Mirandola.
Nelle domeniche primaverili ed estive APAM ha istituito la linea Unesco Mantova-Sabbioneta[19] che collega le due città dei Gonzaga, dal 2008 dichiarate Patrimonio dell'umanità dall'Unesco.

[modifica] Ferrovie

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Stazione di Mantova.

La stazione di Mantova è attraversata dalla linea passante Verona - Modena ed è capolinea delle linee ferroviarie per Monselice e per Cremona; quest'ultima è percorsa da treni diretti per Milano. Esiste anche una seconda stazione che è denominata Mantova Frassine, che viene usata come scalo merci e passeggeri. Per lo scalo merci se ne sta studiando il trasferimento a Valdaro, collegato direttamente con il porto posto all'imbocco del'idrovia Fissero-Tartaro-Canalbianco-Po di Levante.

[modifica] Porti

Il porto di Mantova è situato in località Valdaro all'imbocco del canale Mantova - Venezia noto anche come idrovia Fissero-Tartaro-Canalbianco-Po di Levante che consente a navi della V classe per 365 giorni all'anno il collegamento diretto con il mare Adriatico distante 135 km e con la laguna di Venezia. La conca di S. Leone nei pressi di Governolo mette in collegamento il porto di Mantova tramite il canale Fissero con il fiume Po. Un raccordo ferroviario unisce il porto alla linea Mantova-Monselice.

Porto Catena è l'antico porto commerciale di Mantova, già attivo dal 1200, ora adibito a sole funzioni turistiche. È situato in una piccola insenatura del lago Inferiore nella quale si immette il Rio, canale artificiale che attraversa la città dal XII secolo.

[modifica] Amministrazione

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Sindaci di Mantova.

Sindaco: Nicola Sodano (centrodestra) dal 12/04/2010 - ( 1º mandato )

Mantova fa parte di:

[modifica] Aziende partecipate[20]

Targhe delle città gemellate

[modifica] Gemellaggi

[modifica] Sport

La città di Mantova vanta importanti figure distintesi in ambito sportivo. Il più famoso è senz'altro Tazio Nuvolari, conosciuto anche come il Mantovano volante. Ai due "campioni" mantovani per eccellenza, Nuvolari e il ciclista Learco Guerra, è dedicato un museo provvisoriamente ospitato in alcune stanze del Palazzo Ducale in piazza Sordello.

[modifica] Calcio

Dopo cinque anni di discreti campionati in serie B, alla fine del campionato 2009/2010, l'Associazione Calcio Mantova retrocede in Lega Pro. Il 30 giugno 2010 la squadra virgiliana, a causa dell'ammontare dei debiti conseguiti dalla gestione Lori, non riesce ad iscriversi al campionato di Lega Pro, scomparendo in tal modo dal calcio professionistico. Con il fallimento dell'A.C.Mantova un gruppo di tifosi capeggiato dall'ex presidente Alberto Castagnaro ha costituito in data 2/7/2010 l'ASD Mantova Football Club. Il nuovo Mantova riparte dalla Serie D con Bompieri presidente e Alberto Castagnaro consulente. Il Mantova Footbal Club è altresì stato il primo club calcistico italiano ad aver ceduto quote societarie ad un comitato di tifosi, il Mantova United, che detiene il 25% del club.

L'Associazione Calcio Mantova, nella sua storia centenaria, fu infatti fondata nel 1911, ha disputato 12 campionati di Serie A, dei quali 5 di Prima Divisione negli anni venti, e 17 campionati di Serie B. Il calcio virgiliano ha raggiunto l'apice nell'arco di tempo che va dal campionato 1958/1959 a quello del 1961/1962, grazie ad una superformazione passata alla storia con l'appellativo di Piccolo Brasile guidata da Edmondo Fabbri, futuro c.t. della Nazionale di calcio dell'Italia. Quella squadra passò in quattro anni dalla quarta serie all'Olimpo del calcio. Dopo due retrocessioni consecutive, dal 1973 i biancorossi (questi i colori sociali dell'Associazione Calcio Mantova) hanno vivacchiato per anni in Serie C, subendo l'onta di due fallimenti e risollevandosi in seguito all'arrivo dei presidenti Alberto Castagnaro e Fabrizio Lori. Al primo si deve il ritorno in C1 (2003/2004), al secondo il passaggio dalla C1 alla B (Castagnaro in questo caso era Vice Presidente). Doveroso ricordare anche Romano Freddi, che seppur poco amato dalla piazza, fu l'artefice della salvaguardia del calcio a Mantova, quando nell'estate del 1994 la società per la seconda volta fallì.
La squadra di calcio della città era tornata in serie B alla conclusione della stagione 2004/2005, dopo ben 32 anni di assenza. La cadetteria fu conquistata al termine dei play-off, giocati e vinti contro Frosinone e Pavia. La stagione 2005/2006 ha visto il Mantova mancare di poco l'immediata promozione alla serie A nella finale dei play-off con il Torino, vittoria per 4-2 a Mantova e sconfitta a Torino per 3-1 dopo i tempi supplementari.

Oltre all'Associazione Calcio Mantova in ambito calcistico Roberto Boninsegna è arrivato fino alla Nazionale di calcio italiana, militando in grandi squadre di Serie A come Cagliari, Inter, Juventus.

[modifica] Pallavolo

Palabam: interno durante una partita

Buona la tradizione sportiva mantovana per quanto riguarda la pallavolo maschile. La Pallavolo Mantova conquistò la seria A1 alla fine del campionato 1986-87. Disputò due campionati nella massima serie, venendo poi sostituita per tre anni dalla Gabbiamo Virgilio, comunque invischiate entrambe sul fondo della classifica.
Negli anni novanta la Pallavolo Mantova ha militato diverse volte in serie A2.
Con la stagione 2006/07, culminata con la vittoria dei play-off promozione, c'e l'approdo del Top Team volley al campionato di Serie A2. Lo stesso Top Team volley ha vinto la Coppa Italia di serie B nel 2006 e nel 2007.

[modifica] Rugby

Discreta la tradizione nel rugby cittadino, grazie al Rugby Mantova. La compagine biancorossa, pur non arrivando mai oltre la serie B, vanta un buon seguito ed una storia iniziata nel 1974.

Ottimma invece la tradizione provinciale del Rugby con gli Aironi Rugby che il 4 settembre 2010 hanno esordito in Celtic League in trasferta contro il Munster, subendo una sconfitta per 33 a 17. Gioca allo stadio Luigi Zaffanella di Viadana (5.500 posti). Prima della Celtic League ha giocato stabilmente nella massima serie italiana di Rugby e per due anni (2009 e 2010) ha perso la finale scudetto contro il Treviso Rugby.

[modifica] Ciclismo

Nel 1931 Learco Guerra vinse il Campionato del mondo di ciclismo, a Copenaghen (Danimarca). Nello stesso anno viene istituita la maglia rosa quale simbolo del primato in classifica ed è proprio Learco Guerra ad indossarla per primo risultando vincitore della tappa inaugurale del 19ºGiro d'Italia, partita da Milano e conclusasi nella natia Mantova. Il "Giro" ha fatto tappa a Mantova otto volte.

Tappe del Giro d'Italia con arrivo a Mantova
Anno Tappa Partenza km Vincitore di tappa Maglia rosa
1923 Trieste 357 Bandiera dell'Italia Alfredo Sivocci Bandiera dell'Italia Costante Girardengo
1931 Milano 206 Bandiera dell'Italia Learco Guerra Bandiera dell'Italia Learco Guerra
1935 Cremona 175 Bandiera dell'Italia Domenico Piemontesi Bandiera dell'Italia Domenico Piemontesi
1946 16ª Verona 72 Bandiera dell'Italia Elio Bertocchi Bandiera dell'Italia Gino Bartali
1956 Voghera 198 Bandiera della Spagna Miguel Poblet Bandiera dell'Italia Alessandro Fantini
1967 15ª Lido degli Estensi 164 Bandiera dell'Italia Michele Dancelli Bandiera della Spagna José Pérez Francés
1981 16ª Milano 173 Bandiera dell'Italia Claudio Torelli Bandiera dell'Italia Silvano Contini
1983 Brescia (cron. a squadre) 70 Bandiera dell'Italia Bianchi Bandiera della Svezia Tommy Prim
1989 11ª Riccione 244 Bandiera della Svizzera Urs Freuler Bandiera dei Paesi Bassi Erik Breukink

Nel 2008 con un crono prologo di fronte a Palazzo Te vinto dalla olandese Mirjam Melchers, è partito il "Giro d'Italia femminile".

Mantova è stata anche sede d'arrivo di un'importante corsa ciclistica, la Milano-Mantova, disputata a partire dal 1906 per 24 volte e venendo disputata l'ultima volta nel 1962 con vittoria di Pierino Baffi.

[modifica] Canottieri Mincio - Nuoto, tuffi, vela, canottaggio e canoa

La società Canottieri Mincio nasce nel lontano 1883 come una società polisportiva. Le sue origini sono legate agli sport, in particolare quelli acquatici: nuoto, tuffi, vela, canottaggio e canoa sono le discipline che la distinguono e che hanno esportato il suo nome in Italia e nel mondo. Diverse sono anche le personalità che ne hanno fatto la storia: da Gabriele D'Annunzio, che nel 1928 coniò il motto della società (ancora oggi in uso) "Perseverando arrivi", ad Azeglio Mondini, classe 1923 che dal 1937 fu un grande maestro di canottaggio e che formò sportivi d'alto livello come Marco Penna; oppure Giacomo Bottoli ed Andrea Bonezzi (velisti d'alto livello) e Bruno Pizzamiglio che diede vita alla scuola mantovana di tuffi dove sono nati grandi sportivi come Francesco Priori e Massimo Nibioli.

[modifica] Altri sport

In tarda primavera a Mantova viene disputata la stracittadina Minciomarcia, corsa podistica non agonistica aperta a tutti. Giunta nel 2011 alla 38º edizione, vede la partecipazione di un numero di partecipanti spesso superiore a 5.000.
Dal 1987, con la vittoria nella prima edizione del maratoneta Orlando Pizzolato, viene disputata una corsa competitiva denominata Maratonina di Mantova. Dopo alcuni anni di sospensione è stata disputata in via continuativa dal 1997, giungendo nel 2011 alla sua 20ª edizione.

La serie A2 fu conquistata per due volte, a cavallo dell'anno 2000, dal Circolo Scacchistico Mantovano che, rinato nel 1995, fu in grado di organizzare a Mantova nel 1996 la finale del 56º Campionato Italiano Assoluto di scacchi e la finale del 28º Campionato italiano Femminile. Vi è stata altra breve e sfortunata presenza in serie A2 nell'anno 2010.

[modifica] Personalità sportive legate a Mantova

[modifica] Note

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ D.P.R. 26 agosto 1993 n. 412 in efficienzaenergetica.acs.enea.it. URL consultato il 27 settembre 2009.
  3. ^ Pierino Pelati, Acque, terre e borghi del territorio mantovano. Saggio di toponomastica, Asola, 1996.
  4. ^ Delibera d'iscrizione nella Lista del Patrimonio Mondiale dell'Umanità dell'Unesco in data 7 luglio 2008 nel corso della 32ma sessione del Comitato del Patrimonio Mondiale a Quebec City
  5. ^ www.mantovasabbioneta-unesco.it
  6. ^ Legge Regione Lombardia 8 settembre 1984 n.47
  7. ^ scargia - www.treccani.it
  8. ^ Torre Gambulini Terrazza sul centro alta 32 metri. Gazzetta di Mantova, 4 marzo 2010
  9. ^ Vedi appunti sul Forte di Pietole.
  10. ^ Dati rilevati dal sito del Comune di Mantova, Statistica popolazione residente
  11. ^ Home Page - Fondazione Università di Mantova
  12. ^ Facoltà di Architettura - Fondazione Università di Mantova
  13. ^ Facoltà di Ingegneria - Fondazione Università di Mantova
  14. ^ Facoltà di Medicina e Chirurgia - Fondazione Università di Mantova
  15. ^ Corso di Magistero in Scienze religiose - Fondazione Università di Mantova
  16. ^ Corso di Laurea equipollente in Mediazione Linguistica - Fondazione Università di Mantova
  17. ^ Nella sezione dedicata a Learco Guerra è conservata la prima maglia rosa, conquistata dal ciclista nel 1934 al Giro d'Italia.
  18. ^ Dati rilevati dal sito del Comune di Mantova, Statistica popolazione residente
  19. ^ linea Unesco Mantova-Sabbioneta
  20. ^ aggiornato settembre 2011
  21. ^ città gemellate con Oradea dal suo sito ufficiale. URL consultato il 22 gennaio 2012.
  22. ^ «Gemellaggio Casale-Mantova nel nome dei Gonzaga». Il Monferrato. URL consultato in data 23-1-2012.

[modifica] Bibliografia

  • Giuseppe Coniglio, I Gonzaga, Milano, 1967.
  • Maria Bellonci, I segreti dei Gonzaga, Milano, 1979.
  • Giovanni Telò, Chiesa e Fascismo in una provincia rossa-Mantova 1919-1928, Mantova, 1987.
  • Vigna Guido, Storia di Mantova, Milano, 1989.
  • Renato Berzaghi, Il Palazzo Ducale di Mantova, Milano, 1992.
  • Luigi Lonardo, Mezzo secolo di storia mantovana1945-1995, Milano, 1998.

[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni

Mantova, Ponti sul Mincio, Monzambano, Volta Mantovana, Goito, Marmirolo, Porto Mantovano, Rodigo, Curtatone, Virgilio, Bagnolo San Vito, Roncoferraro, Sustinente

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