Mantova

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Mantova
comune
Mantova – Stemma Mantova – Bandiera
Mantova – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Provincia Provincia di Mantova-Stemma.png Mantova
Amministrazione
Sindaco Nicola Sodano (Forza Italia) dal 12/04/2010
Territorio
Coordinate 45°09′23″N 10°47′28″E / 45.156389°N 10.791111°E45.156389; 10.791111 (Mantova)Coordinate: 45°09′23″N 10°47′28″E / 45.156389°N 10.791111°E45.156389; 10.791111 (Mantova)
Altitudine 19 m s.l.m.
Superficie 63,81 km²
Abitanti 48 588[1] (31-12-2013)
Densità 761,45 ab./km²
Frazioni Castelletto Borgo, Formigosa
Comuni confinanti Bagnolo San Vito, Curtatone, Porto Mantovano, Roncoferraro, San Giorgio di Mantova, Borgo Virgilio
Altre informazioni
Cod. postale 46100
Prefisso 0376
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 020030
Cod. catastale E897
Targa MN
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climatica zona E, 2 388 GG[2]
Nome abitanti mantovani o virgiliani
Patrono Sant'Anselmo da Baggio
Giorno festivo 18 marzo
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Mantova
Posizione del comune di Mantova nell'omonima provincia
Posizione del comune di Mantova nell'omonima provincia
Sito istituzionale
Flag of UNESCO.svg Bene protetto dall'UNESCO Flag of UNESCO.svg
UNESCO World Heritage Site logo.svg Patrimonio dell'umanità
Mantova e Sabbioneta
(EN) Mantua and Sabbioneta
Piazza sordello.jpg
Tipo Culturali
Criterio (ii) (iii)
Pericolo Non in pericolo
Riconosciuto dal 2008
Scheda UNESCO (EN) Scheda
(FR) Scheda

Mantova (Mantua in latino e Màntua in dialetto mantovano[3]) è un comune italiano di 48.611 abitanti[4], capoluogo dell'omonima provincia in Lombardia.

Dal luglio 2008 la città d'arte lombarda con Sabbioneta, entrambe accomunate dall'eredità loro lasciata dai Gonzaga che ne hanno fatto tra i principali centri del Rinascimento italiano ed europeo, è stata inserita nella lista dei patrimoni dell'umanità dell'UNESCO[5][6]. La città è stata colpita durante il terremoto del 2012.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Mantova si trova nella regione Lombardia, non lontano dal confine con le regioni Veneto ed Emilia-Romagna.

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Idrografia[modifica | modifica wikitesto]

« Non molto ha corso, ch'el trova una lama,
ne la qual si distende e la 'mpaluda »
(Dante Alighieri, Inferno, canto XX, vv. 79-80)
Mantova: visione autunnale del lago

Nel XII secolo l'architetto ed ingegnere idraulico Alberto Pitentino, su incarico del Comune di Mantova, organizzò un sistema di difesa della città curando la sistemazione del fiume Mincio in modo da circondare completamente il centro abitato con quattro specchi d'acqua, così da formare quattro laghi: Superiore, di Mezzo, Inferiore e Paiolo; Mantova, di fatto, era un'isola.

Alla campagna si accedeva attraverso due ponti - il Ponte dei Mulini e il Ponte di San Giorgio - ancora esistenti.

In età comunale venne tracciato il Rio, un canale che taglia in due la città, collegando il lago Inferiore a quello Superiore. Altre dighe e chiuse consentirono un'adeguata difesa dalle acque.

Profilo di Mantova

Nel XVII secolo una forte inondazione diede inizio ad una rapida decadenza: il Mincio, trasportando i materiali solidi, trasformò i laghi in paludi malsane che condizionarono ogni ulteriore sviluppo; fu prosciugato, allora, il lago Paiolo a sud, in modo che la città restasse bagnata dall'acqua solo su tre lati - come una penisola - ed oggi ancora si presenta così.
Sono, quindi, tre gli specchi d'acqua, non d'origine naturale, ricavati nell'ansa del fiume Mincio che danno a Mantova una caratteristica del tutto particolare, che ad alcuni sembra quasi magica in quanto compare come una città nata dall'acqua. Nel 1984 è stato istituito il Parco del Mincio[7] di cui il territorio del Comune di Mantova fa parte.

Flora e Fauna[modifica | modifica wikitesto]

Flora e fauna del territorio ruotano inevitabilmente attorno all'imponente presenza a Mantova dei laghi e delle acque che la cingono.

Sorprendentemente nei laghi mantovani sono presenti i fiori di loto (Nelumbo nucifera), originari del Sud Est asiatico. Dalle sponde del parco pubblico di Belfiore, sul lago Superiore, è ben visibile l'isola galleggiante dei fiori di loto con la spettacolare fioritura in luglio-agosto-settembre. La loro bellezza è indubbia ma dal punto di vista ambientale l'introduzione del fior di loto è stata un'operazione discutibile dato che si tratta di una specie aliena dotata di forte capacità infestante che fa sì che siano oggetto di massicci interventi periodici di sfalcio per preservare l'integrità dei laghi. La loro introduzione in Italia è opera nel 1914 dei padri Saveriani di Parma che decisero di utilizzare la fecola ottenuta dai rizomi a scopo alimentare, come da secoli facevano i cinesi. Anna Maria Pellegreffi, giovane laureata in Scienze Naturali si occupò del trapianto dei rizomi nel Lago Superiore di Mantova nel 1921. La farina non ebbe successo nella cucina mantovana ma il fiore colonizzò i laghi. Il paesaggio emozionante e surreale che la distesa di fiori di loto concorre a creare ha dato vita anche a una leggenda sulla loro nascita in territorio. Si racconta che un giovane viaggiando per l'oriente conobbe una ragazza dagli occhi a mandorla e con la pelle profumata come i petali del fior di loto. Venuta a Mantova, la povera ragazza, nello specchiarsi nel lago, vi cadde, perdendo la vita. Il ragazzo allora gettò dei semi del fiore nel lago in modo che, fiorendo ogni estate, potessero ricordare con il loro profumo e la loro delicata bellezza la sua sposa e sconfitto dal dolore si tolse la vita sparendo anch'egli nelle acque del lago.[senza fonte]

Fauna e flora acquatica lacustre.

Oltre al re incontrastato del lago, è facile vedere le specie autoctone come la castagna d'acqua (Trapa natans), detta anche trigol, particolarmente sviluppata sul lago di Mezzo con i suoi frutti forma di piramide e commestibili, le isolette di ranuncolo d'acqua (Nuphar luteum) con i loro fiori di colore giallo dorato, che aprendosi solo in parte mantengono la particolare forma rotondeggiante e le ninfee bianche con uno splendido fiore profumato che forma raggruppamenti vegetali assieme alle altre ninfee ed erbe galleggianti (morso di rana, salvinia, Ceratophyllum demersum etc).
Sul margine, assieme alle canne palustri, salici piangenti e cariceti (la famosa carésa utilizzata per impagliare sedie e confezionare cappelli e altri prodotti artigianali), cresce l'ibisco di palude, autoctono e molto raro, che si trova oltre che nelle Valli del Mincio solo in Toscana, Friuli e Veneto.

Ormai scomparsa in questi territori, come in quasi in tutta Italia, la scargia[8] (Stratiotes aloides).
Gli uccelli trovano nei canneti e nelle acque del territorio palustre il luogo ideale per deporre le uova e trovare cibo. È la fauna aviare quindi quella più rappresentativa della zona anche più limitrofa alla città.

L'airone rosso, le gallinelle d'acqua, le folaghe con tipico piumaggio nero in contrasto con il bianco che si estende sulla regione frontale, e altri anseriformi utilizzano il lago per "fabbricare" nidi galleggianti al limitare del canneto sulla riva o su accumuli vegetali mai troppo a largo, l'airone cenerino invece, nidifica sugli alberi vicini ai numerosi corsi d'acqua per l'irrigazione che si ramificano per i campi della provincia, luoghi di nidificazione e di caccia anche delle poiane dei tarabusi e delle più "riservate" civette.

La famiglia degli aironi presenti nelle acque del Parco del Mincio, oltre al rosso e al cenerino comprende anche le garzette, svassi, sgarze ciuffetto e le nitticore. Solitamente questi uccelli si osservavano solo nei mesi tra aprile e settembre perché sono specie migratorie, ma negli ultimi anni hanno preferito sostare anche d'inverno.

Tra le canne si nascondono i nidi della cannaiola e del basettino. Ma le dolci acque del lago e delle paludi del Mincio e del Po sono popolate anche dal pesce gatto, tinca, carpa, persico, anguilla e luccio.

È possibile navigare i laghi di Mantova, con crociere che permettono di vedere tutta la città dall'acqua. Unendo l'aspetto storico, artistico e architettonico alla natura di un'oasi naturale più unica che rara.

Lepri, fagiani e volpi possono essere i protagonisti di qualche incontro notturno nelle campagne mantovane.
Rimpinzate dalle generose mani dei visitatori anche anatre e cigni sono da annoverare tra le specie presenti in "suolo" virgiliano, popolando, ormai senza troppi timori della presenza umana, le sponde dei laghi e regalando un forse inatteso contatto con la natura al turista della città d'arte.

Sismologia[modifica | modifica wikitesto]

Classificazione sismica: zona 4.[9]

Il terremoto dell'Emilia del maggio 2012 ha provocato danni rilevanti agli edifici storici della città[10][11][12].

Mantova

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione meteorologica di Mantova.

Essendo una città dell'entroterra del Nord Italia, risente del clima rigido invernale dove non sono infrequenti le nevicate. La vicinanza della città al fiume Po porta come conseguenza che, in tutti i periodi dell'anno, il clima sia caratterizzato da una forte umidità: d'inverno si manifesta con grande frequenza il fenomeno della nebbia. Insistendo in uno spazio chiuso, com'è la Pianura Padana, d'estate il clima è afoso e umido, con poca ventilazione. La minima storica si ebbe il 16 febbraio 1929 con 19 gradi sotto zero mentre la massima si registrò il 7 luglio 1957 con 38,2 gradi all'ombra. Negli inverni degli anni dal 1930 al 1955 era abbastanza usuale che i laghi attorno alla città gelassero, almeno in parte; dopo una gelata eccezionale nel rigidissimo inverno 1885, una nuova gelata completa della superficie lacustre, prolungatasi per più di una settimana, si ebbe nella prima quindicina di febbraio 2012.

MANTOVA Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 4,0 7,2 12,7 17,4 22,5 26,9 29,6 28,6 24,1 17,6 10,6 5,5 5,6 17,5 28,4 17,4 17,2
T. min. mediaC) -1,3 0,3 4,5 8,5 13,0 16,8 19,0 18,5 15,4 10,3 5,1 0,6 -0,1 8,7 18,1 10,3 9,2
Precipitazioni (mm) 43 41 47 56 62 58 44 47 54 68 63 51 135 165 149 185 634
Giorni di pioggia 6 6 7 8 9 7 5 5 6 7 8 7 19 24 17 21 81
Vento (direzione-m/s) W
3,0
W
3,3
E
3,4
E
3,5
E
3,1
E
3,0
E
3,0
E
2,8
E
2,8
E
3,0
W
3,3
W
3,2
3,2 3,3 2,9 3,0 3,1

[13]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia di Mantova.
Origini del nome

Il mito della fondazione della città è legato a doppio filo con la storia della profetessa Manto,[14] che la tradizione greca vuole figlia dell'indovino tebano Tiresia. Le vicende narrate nel mito vedono una dicotomia di questo personaggio (come anche accadde per quello di Longino): fonti greche narrano che Manto, fuggita da Tebe, si fermò nell'attuale Turchia; altre invece descrivono il suo arrivo, dopo lungo errare, nel territorio, allora completamente palustre, che oggi ospita la città. In questo luogo creò un lago con le sue lacrime; secondo la leggenda queste acque avevano la magica proprietà di conferire capacità profetiche a chi le beveva. Manto avrebbe incontrato e sposato la divinità fluviale Tybris (il Tevere) re dei Toscani, e il loro figlio Ocno (detto anche Bianore) avrebbe fondato una città sulle sponde del fiume Mincio chiamandola, in onore della madre, Mantua. Questa versione mitica della fondazione della città di Mantova è riportata nell'Eneide di Virgilio. Secondo un'altra teoria, Mantova trae l'origine del suo nome da Manth, dio etrusco, signore dei morti del pantheon tirreno.

Il mito della fondazione di Mantova trova spazio anche nella Divina Commedia di Dante Alighieri nel XX Canto dell'Inferno, nel quale Dante stesso e la sua guida mantovana Virgilio incontrano gli indovini. Proprio indicando una di queste anime, Virgilio descrive i dintorni della città, il Lago di Garda ed il corso del Mincio che si tuffa nel Po a Governolo per affermare, riferendosi alla leggenda dell'indovina Manto:

« Fer la città sovra quell'ossa morte; e per colei che 'l loco prima elesse, Mantüa l'appellar sanz'altra sorte »
(Dante Alighieri, Divina Commedia-XX Canto dell'Inferno.)

I primi abitanti di Mantova furono gli Etruschi, ai quali seguirono i Celti. I romani provvidero alla loro cacciata iniziando opere di fortificazione. Durante questo periodo ebbe i natali il poeta Virgilio (70 a.C.-19 a.C.). Alla fine dell'impero romano, nel 475 circa, la città venne conquistata da Odoacre e poi da Teodorico, re dei Goti.

Blasonatura araldica dei Gonzaga successiva all'anno 1530.
I martiri di Belfiore condotti al patibolo

Nell'anno 1000 iniziò su Mantova il dominio dei Canossa: Tedaldo di Canossa prima e la contessa Matilde ampliarono le loro proprietà e provvidero alla edificazione di chiese e conventi. Dopo la morte di Matilde nel 1115, seguirono frequenti scontri con le popolazioni confinanti veronesi, cremonesi e reggiani. Ezzelino da Romano nel 1246 conquistò la città col suo esercito ma dopo due mesi di battaglie venne sconfitto e cominciò per Mantova un'epoca di benessere. In questo periodo venne eretto il Palazzo del podestà e il Ponte dei Mulini e la città venne dotata di possenti mura.

Nel 1276 iniziò l'ascesa di una delle famiglie più potenti del tempo, i Bonacolsi, che costruirono importanti palazzi merlati. Il 16 agosto 1328 venne ferito a morte l'ultimo dei Bonacolsi, Rinaldo detto "Passerino" ad opera di Luigi Gonzaga, spalleggiato dalla famiglia Della Scala di Verona, che ambiva ad impossessarsi della città.

Iniziava così la plurisecolare dominazione della famiglia Gonzaga, che regnò su Mantova fino al 1707. Fu il periodo più importante di Mantova che divenne una delle città più in vista e uno dei massimi centri d'arte in Europa. Pisanello, Leon Battista Alberti, Andrea Mantegna, Giulio Romano e Luca Fancelli lasciarono un'impronta indelebile nell'architettura della città.

Mantova subì una guerra di successione e un saccheggio a opera dei lanzichenecchi, che nel 1630 diffusero la peste. Iniziò il lento declino di Mantova, accompagnato dal tramonto della signoria dei Gonzaga che, nel 1707, lasciò la città in mano agli austriaci. Seguì la dominazione francese e nuovamente austriaca nel 1815, quando Mantova divenne caposaldo del Quadrilatero, assieme a Peschiera, Verona e Legnago.

Nel 1852 avvenne l'eccidio dei Martiri di Belfiore, che anticipò l'unità nazionale. Nel 1866 Mantova entrò a far parte dello Stato Italiano.

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Stranamente la città è catalogata come città ghibellina, ma lo stemma è tipicamente guelfo (anti-imperiale come quello di Milano o di Genova).

Stemma del comune
Blasonatura stemma
« D'argento alla croce piena di rosso accantonata alla destra del capo della testa di Virgilio al naturale posta di fronte, attorcigliata di un serto di alloro, con ornamenti esteriori da città.[15] »
Blasonatura gonfalone
« Drappo bianco bordato di rosso, caricato nel centro dello stemma con l'iscrizione centrata in oro: "Città di Mantova". »

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Titolo di Città - nastrino per uniforme ordinaria Titolo di Città

Il comune di Mantova si fregia del titolo di città d'Italia ottenuto con Regio Decreto del 24 aprile 1815.

La città di Mantova è la 26ª tra le 27 città decorate con Medaglia d'Oro come "Benemerite del Risorgimento nazionale" per le azioni altamente patriottiche compiute dalla città nel periodo del Risorgimento. Periodo, definito dalla Casa Savoia, compreso tra i moti insurrezionali del 1848 e la fine della prima Guerra Mondiale nel 1918.

Medaglia alle Città Benemerite del Risorgimento Nazionale - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia alle Città Benemerite del Risorgimento Nazionale
«In ricompensa del sacrificio da essa compiuta per la causa della redenzione nazionale. Mantova fu uno dei centri più importanti del movimento carbonaro e molti furono i mantovani coinvolti nei moti del 1821 e volontari nella prima guerra d'indipendenza. Proprio nelle file della Legione Bersaglieri Mantovani, comandata dal generale Longoni, combatté Goffredo Mameli nell'aprile del 1848. La notizia della sconfitta di Custoza colse la colonna mantovana alle porte della città che, con Verona, Peschiera e Legnago costituiva il temibilissimo Quadrilatero fortificato austriaco.»

Una ulteriore onorificenza, la medaglia di bronzo al merito civile, è stata concessa alla città virgiliana il 31 marzo 2005 per l'azione meritoria svolta dalla popolazione in favore dei soldati italiani e alleati reclusi nei campi di concentramento tedeschi nel periodo 1943-45.

Medaglia di bronzo al Merito Civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia di bronzo al Merito Civile
«La popolazione mantovana, con encomiabile spirito altruistico ed eccezionale abnegazione si prodigava nell'offrire rifugio assistenza e nascondiglio ai soldati italiani ed alleati prigionieri nei campi di concentramento tedeschi. Luminoso esempio di amor patrio e di solidarietà umana.»
— Mantova, 1943-1945

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Duomo
Sant'Andrea
  • Cattedrale di San Pietro (Duomo), dedicato a San Pietro, l'attuale Duomo in stile romanico con aggiunte gotiche, fu costruito tra il 1395 e il 1401 dopo che un incendio, secoli prima, aveva distrutto un precedente tempio paleocristiano. Fu ristrutturato nel 1545 da Giulio Romano, che lasciò intatta la facciata ma modificò le forme, ispirandosi alle basiliche paleocristiane. L'attuale facciata, in marmo di Carrara, risale al 1761. Il fianco presenta inserti gotici come rosoni, cuspidi e pinnacoli, resti dell'antica facciata. All'interno si può ammirare il soffitto a cassettoni che sovrasta le tre navate: la principale è ornata di statue di sibille e profeti risalenti al Cinquecento. Sotto l'altare maggiore è conservato il corpo incorrotto di Sant'Anselmo da Baggio patrono della città. La Cattedrale, ubicata nella monumentale piazza Sordello, è la sede vescovile di Mantova.
Rotonda di San Lorenzo e Torre dell'orologio in Piazza delle Erbe
  • Rotonda di San Lorenzo, è la chiesa più antica della città, costruita nell'XI secolo durante la dominazione dei Canossa. A pianta centrale rotonda, la Rotonda di San Lorenzo è posta ad un livello più basso di Piazza delle Erbe e conserva al suo interno un matroneo e tracce di affreschi di scuola bizantina risalenti ai secoli XI-XII. Nel corso dei secoli subì trasformazioni radicali; sconsacrata, divenne magazzino tanto che all'inizio del Novecento risultava inglobata in edifici successivi alla sua costruzione. Espropriati nel 1908, la rotonda di San Lorenzo fu restaurata e riaperta nel 1911 e infine riconsegnata alla sua destinazione religiosa originaria nel 1926.
Tempio di San Sebastiano

Altre Chiese[modifica | modifica wikitesto]

Edifici religiosi scomparsi[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa della Madonna del Terremoto

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Palazzo del Capitano, primo nucleo d'epoca bonacolsiana di Palazzo Ducale
  • Palazzo Ducale, è forse più giusto parlare di città-palazzo, in quanto il complesso architettonico è costituito da numerosi edifici collegati tra loro da corridoi e gallerie, ed arricchito da cortili interni, alcuni pensili, e vasti giardini. La reggia dei Gonzaga, per estensione dei tetti, è la seconda in Europa superata unicamente dal Vaticano. Non appare improprio definire la reggia gonzaghesca come i Palazzi Ducali, stante l'abitudine di quasi ogni Duca di edificare una propria dimora che si andava aggregando a quanto precedentemente costruito. Già prima dell'avvento al potere dei Gonzaga erano stati edificati i primi nuclei del Palazzo, ma la storia del complesso si identifica soprattutto con quella della famiglia che governò la città fino al 1707. Tra le altre, celeberrima è la cosiddetta Camera degli Sposi (Camera picta) nel Castello di San Giorgio, parte della "città-palazzo", affrescata da Andrea Mantegna e dedicata a Ludovico III Gonzaga e a sua moglie Barbara di Brandeburgo. Diventata Mantova austriaca, le ristrutturazioni sono proseguite fino alla seconda metà del XVIII secolo per opera dei governatori inviati dall'Imperatore.
Palazzo Te: Sala dei Giganti
Palazzo Te
Palazzo Bonacolsi
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Sala dei giganti.
  • Palazzo Te, è opera di Giulio Romano che nel 1525 lo ideò su commissione del marchese Federico II Gonzaga che lo utilizzò per i suoi svaghi. Vi fece dimorare l'amante "ufficiale" Isabella Boschetti. Il "Palazzo dei lucidi inganni" sorgeva al centro di un'isola ricca di boschi e circondata dalle acque di un lago, ora prosciugato: misterioso, ricco di simboli e di miti che risaltano nelle sale stupendamente affrescate anche dallo stesso Giulio Romano, come la celeberrima Sala dei giganti e quella di Amore e Psiche e, non ultima, la sala dei cavalli che celebra le scuderie gonzaghesche all'epoca famose in tutta Europa.
  • Palazzo della Ragione, fu edificato quand'era podestà Guido da Correggio (1242), in epoca comunale, con funzioni pubbliche e allo scopo di consentire le assemblee e le adunanze cittadine. Al piano terreno il palazzo ospitava, come ora, numerose botteghe, mentre nell'ampio salone al piano superiore, si amministrava la giustizia. Sulle pareti di questo ambiente sono visibili i resti di affreschi medievali della fine del XII e del XIII secolo recentemente restaurati. A questo salone si accede tramite una ripida scala posta sotto la Torre dell'Orologio innalzata nel Quattrocento, epoca alla quale risalgono anche i portici che si affacciano su Piazza Erbe. Il Palazzo è ora adibito a sede espositiva ospitando mostre d'arte organizzate dal Comune di Mantova.
  • Palazzo di San Sebastiano, fu costruito tra il 1506 e il 1508 per volere del marchese Francesco II che lo abitò e vi morì nel 1519. Fu utilizzato dai Gonzaga per trent'anni e già nel 1536 abbandonato e spogliato dai successivi duchi.
    Nel salone principale del palazzo vi erano le nove tele del Mantegna raffiguranti I Trionfi di Cesare che furono vendute alla corona inglese ed oggi sono conservate ad Hampton Court. Subì molteplici trasformazioni fino al 1998 quando sono iniziati i restauri. Dal 2005 è adibito a Museo della Città. Nelle sale che conservano ancora tracce di affreschi del glorioso passato come la Camera del Crogiuolo, la Camera delle Frecce, la Camera del Sole e nella Loggia dei Marmi, sono esposti dipinti, statue, busti, fregi e altri reperti architettonici.
Publio Virgilio Marone, Palazzo del Podestà
  • Palazzo del Podestà, detto anche "Palazzo del Broletto", fu costruito nel 1227, committente il bresciano Loderengo Martinengo nominato podestà di Mantova[16]. Unitamente alla torre civica rappresentò il centro amministrativo del comune di Mantova. Verso piazza Broletto fu collegato al palazzo degli ex Magazzini Generali con la costruzione dell'Arengario e al palazzo della Ragione sul lato affacciato su piazza Erbe. Sulla facciata è visibile una statua duecentesca raffigurante Virgilio in cattedra (la vècia in dialetto), con la berretta dottorale e le braccia poggiate al leggio che reca incisa l'iscrizione Virgilius Mantuanus poetarum clarissimus.
    Subì rifacimenti e modifiche architettoniche anche a causa dei numerosi incendi accaduti nel corso dei secoli. Dal 1462 fu sottoposto ad un'importante ristrutturazione a opera di Giovanni da Arezzo su incarico di Ludovico II Gonzaga. Dell'epoca e legata al gusto di Luca Fancelli, è la merlatura cieca posta a coronamento dell'edificio.
    Negli ultimi tre secoli è stato destinato a svariati usi tra cui anche quello di carcere. Negli attuali progetti del Comune di Mantova, il Palazzo verrà restaurato[17] anche per ospitare la sede del Municipio, ritornando ad essere il centro amministrativo della città.
  • Palazzo D'Arco, fu costruito nel 1784 su un preesistente palazzo del XV secolo dall'architetto Antonio Colonna per la famiglia di origini trentine D'Arco. Caratterizzato dall'ampia facciata neoclassica ispirata all'arte del Palladio, il palazzo è sede museale per i tesori d'arte che contiene: tuttora arredato con i mobili della casata ospita importanti collezioni artistiche tra cui spiccano le tele settecentesche di Giuseppe Bazzani, una biblioteca di oltre seimila volumi e una collezione di strumenti scientifici. Nella Sala dello Zodiaco sono visibili affreschi (1520) attribuiti a Giovanni Maria Falconetto. Nel Palazzo vi si celebrò nel 1810 il processo a Andreas Hofer eroe dell'indipendenza tirolese contro la dominazione francese.
Piazza delle Erbe con Palazzo del Podestà, Palazzo della Ragione, Torre dell'Orologio e Rotonda di San Lorenzo
  • Casa del Mantegna, dimora del pittore Andrea Mantegna, sorse su un terreno donato dal marchese Ludovico Gonzaga che lo nominò pittore di corte nel 1457. È un edificio quadrato di mattoni rossi con al centro un cortile cilindrico spalancato su un tondo di cielo, riproposto nella celeberrima Camera degli sposi in Palazzo Ducale.
Casa di Rigoletto
  • Casa di Rigoletto, Giuseppe Verdi ne musicò la storia e i mantovani gli diedero la residenza; verso la fine di Piazza Sordello si trova la casa del "Rigoletto", il buffone di corte Gonzaga.
    Il personaggio ha in realtà poco di mantovano, l'omonima opera di Verdi infatti venne tratta da un dramma di Victor Hugo e riadattata in territorio mantovano, trasformando il re di Francia nel duca di Mantova, e cambiando il nome del protagonista da Triboulet a Rigoletto.
    La struttura quattrocentesca accoglie la scultura del Rigoletto, opera di Aldo Falchi, sistemata nel piccolo cortile interno.

Altri palazzi e dimore storiche[modifica | modifica wikitesto]

  • Casa di Giulio Romano (via Carlo Poma 18).
    Fu Federico Gonzaga a convincere Giulio Pippi detto Giulio Romano a venire a Mantova. Abbisognando di una abitazione il Giulio Romano, nell'anno 1544, nell'allora Contrada Larga, si costruì la dimora che nonostante un intervento nell'Ottocento dell'arch. Paolo Pozzo, mantiene inalterato lo stile architettonico del Romano.
Palazzo Canossa
  • Palazzo Canossa (piazza Canossa).
    Il palazzo fu costruito nel Seicento su committenza dei marchesi Canossa, famiglia di antica stirpe proveniente da Verona. La facciata, in bugnato, richiama le soluzioni cinquecentesche di Giulio Romano ed è caratterizzata da un portale di marmo guardato a vista da due cani usciti dallo stemma di famiglia. Altro dettaglio di particolare valore architettonico è un monumentale scalone barocco che conduce al piano nobile del palazzo.
Casa del Mercante
  • Casa del Mercante (angolo tra piazza Erbe e piazza Mantegna).
    È detta anche "Casa di Boniforte da Concorezzo", antico proprietario che la fece costruire nell'anno 1455. L'edificio è caratterizzato da una sorprendente facciata tutta in cotto con decorazioni di stile veneziano.
  • Palazzo Colloredo (via Carlo Poma 11).
    Il palazzo noto anche come "palazzo Guerrieri-Gonzaga", fu acquistato da Giovanni Battista Guerrieri nel 1599 che ne affidò la ristrutturazione all'arch. Antonio Maria Viani. La facciata pre-barocca è caratterizzata e decorata da dodici erme realizzate in malta di calce con una finitura superficiale in marmorino alternanti figure maschili e femminili. Divenuto proprietà dei conti Colloredo con Carlo Ludovico Colloredo marito di Eleonora Gonzaga (1699-1779) della linea di Vescovato, il 30 marzo 1872 viene acquistato dal Comune e destinato a sede degli Uffici Giudiziari del Tribunale. Da allora divenne il "Palazzo di Giustizia" della città.
Palazzo Sordi
Palazzo Valenti Gonzaga
Ospedale Grande di San Leonardo
  • Palazzo Sordi (via Pomponazzo 23).
    Fu il primo marchese del casato dei Sordi, Benedetto, a volere la costruzione del palazzo omonimo. Commissionò il progetto e il seguimento dei lavori, iniziati nel 1680, all'architetto fiammingo Frans Geffels, prefetto delle fabbriche gonzaghesche. Ne nacque uno dei rari esempi di barocco della città Virgiliana. Di particolare valore sopra il portale d'ingresso, un tondo con La Madonna col Bambino, altorilievo di Giovanni Battista Barberini, opera inserita in un facciata d'ordine dorico e ad intonaco e parzialmente a bugnato rustico ricca di altre decorazioni e bassorilievi in marmo e stucco. Il Palazzo è privato e quindi chiuso al pubblico.
  • Palazzo Valenti Gonzaga (via Pietro Frattini 7).
    Residenza dei marchesi Valenti Gonzaga fin dal 1500, il palazzo fu oggetto di una radicale trasformazione nel XVII secolo, costituendo un impianto architettonico gigantesco, fastoso all'esterno, stupefacente il cortile interno riccamente decorato a stucco, e ricco d'affreschi e statue d'autore all'interno. Rappresenta da allora uno degli esempi più importanti di architettura e decorazioni del periodo barocco a Mantova. Come per altre opere di tale stile, l'autore fu l'architetto Frans Geffels (1625-1694). Recentemente restaurato, è adibito ad uffici.
  • Palazzo Cavriani (Via Trento).
    Fu dal Quattrocento dimora della nobile famiglia Cavriani. Venne ricostruito nel 1756 dall'architetto Alfonso Torreggiani. L'esterno presenta una serie di finestre con robuste inferriate, mentre quelle del piano superiore hanno coperture triangolari e a semiluna. L'interno si apre con un ampio salone ricco di stucchi e affreschi di pittori mantovani tra i quali Giuseppe Bazzani e Francesco Maria Raineri.
  • Ospedale Grande di San Leonardo (Piazza Virgiliana).
    Voluto da Ludovico III Gonzaga per pubblica assistenza e terminato intorno al 1470 per opera dell'architetto Luca Fancelli, nel 1797 fu trasformato in carcere e successivamente in caserma. Attualmente ospita uffici della Polizia di Stato.
  • Palazzo dell'agricoltura (Piazza Martiri di Belfiore).
    Fu edificato nel 1926-27 come Palazzo dei Sindacati su progetto dell'ing. Carlo Finzi. Assunse l'attuale denominazione divenendo sede delle maggiori organizzazioni provinciali legate all'agricoltura come il Consorzio Agrario, la Federazione Coltivatori Diretti, la Federazione degli Agricoltori e l'Ispettorato Agrario.
  • Palazzo della Banca d'Italia (Via Baldassare Castiglioni, 3).
    Fu edificato tra il 1914 e il 1923 su progetto dell'architetto Gaetano Moretti esponente del Liberty e dell'Eclettismo. Quest'ultimo stile si evidenzia nelle finiture e nelle decorazioni delle facciate che richiamano le architetture gotica, barocca, rinascimentale ed esotica. Costruito per ospitare la sede provinciale della Banca d'Italia, cessò tale funzione alla fine del 2008 con la chiusura della filiale di Mantova dell'Istituto d'emissione. Nel frattempo, il 29 gennaio 2007 il palazzo fu classificato d'interesse storico-artistico dalla Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici della Lombardia.
  • Casa del Bertani - (via Trieste 8)
    Fu dimora di Giovan Battista Bertani, architetto al servizio dei duchi Gonzaga, che tra il 1554 e il 1556 trasformò il preesistente edificio del 1300 di proprietà dei marchesi Striggi. Singolare fu l'idea di inserire nella facciata due lapidi con incisi testi di Vitruvio e due colonne ioniche, delle quali una segata a metà con incisioni e decorazioni che didatticamente riportano le regole desumibili dal trattato vitruviano, De architectura. Successivamente la proprietà della casa del Bertani cambiò numerose volte rivivendo una nuova breve stagione artistica quando negli anni cinquanta del XX secolo fu acquistata dal pittore mantovano Vindizio Nodari Pesenti.
  • Casa del Rabbino - (via Giuseppe Bertani 54)
    Fu edificata negli anni intorno al 1680 dall'architetto fiammingo Frans Geffels, a Mantova come prefetto delle Fabbriche Gonzaghesche. Edificio di quattro piani, la facciata è caratterizzata da pannelli in stucco che raffigurano luoghi ed episodi biblici. Fu costruita all'interno del ghetto istituito alcuni decenni prima, accogliendo, come da tradizione, le famiglie dei capi religiosi della folta comunità ebraica mantovana.
  • Palazzo dell'Accademia - (via Accademia)
    Su progetto di Giuseppe Piermarini del 1770, fu l'architetto Paolo Pozzo ad occuparsi, tra 1773 e 1775, dei lavori di ricostruzione del palazzo di origine medievale che era diventato prima sede dell'Accademia degli Invaghiti e poi della Reale Accademia di Scienze e Belle Lettere, attuale Accademia Nazionale Virgiliana. L'edificio di stile neoclassico include un tipico esempio di Barocco rappresentato dal teatro Scientifico dell’Accademia detto del Bibiena, dal nome dell’architetto Antonio Bibiena che lo costruì fra 1767 e 1769
  • Palazzo Acerbi - (piazza Sordello)
  • Cà degli Uberti - (piazza Sordello)
  • Palazzo Vescovile detto anche Palazzo Bianchi - (piazza Sordello)
  • Palazzo Andreani detto anche Palazzo della Camera di Commercio - (via Calvi)
  • Palazzo Arrivabene - Attribuito a Luca Fancelli - (via Arrivabene)
  • Palazzo del Capitano ora parte di Palazzo Ducale - (piazza Sordello)
  • Palazzo degli Studi (Mantova) - (via Ardigò)
  • Palazzo di San Cristoforo - (via Giulio Romano)
  • Palazzo Capilupi - (via Concezione)
  • Palazzetto dei conti Casali - (via Fratelli Bandiera)
  • Palazzo Cadenazzi-Risi - (via Cavour)
  • Palazzo Andreasi - (via Cavour)
  • Palazzo Valentini - (corso Vittorio Emanuele)
  • Palazzo Bonoris - (via Cavour)
  • Palazzo Cantoni-Marca - (via Chiassi)
  • Palazzo Benzoni - (via Mazzini)
  • Palazzo Biondi - (via Cavriani)
  • Palazzo Siliprandi - (via Arrivabene)
  • Casa de' Speziali - (via Chiassi)
  • Casa di Marco Antonio Antimaco - (via Porto)
  • Pescherie, denominate anche Loggia di Giulio Romano, furono appunto progettate dal grande architetto del manierismo. L'opera, eseguita del 1536, consistette nella trasformazione del ponte medievale che attraversava il Rio con la costruzione di due porticati paralleli che furono destinati al commercio del pesce.

Ponti[modifica | modifica wikitesto]

Ponte di San Giorgio

Teatri[modifica | modifica wikitesto]

Teatro Bibiena
  • Teatro Sociale (piazza Cavallotti)
    Il Teatro Sociale nacque per iniziativa di un gruppo di cittadini costituenti una società di novanta palchettisti. L'arch. Luigi Canonica fu incaricato di progettare un teatro di gusto neoclassico che dopo quattro anni di lavoro fu aperto al pubblico la sera del 26 dicembre 1822.
  • Teatro di Corte dei Gonzaga (non più attivo dal 1896)
    L'area ora occupata dal Museo archeologico nazionale di Mantova era inclusa nel perimetro del Palazzo Ducale e a partire dal 1549, committente il cardinale Ercole Gonzaga e progettista l'architetto Giovan Battista Bertani, su quest'area sorse il primo teatro della Corte dei Gonzaga. Andato distrutto da un incendio fu ricostruito tra il 1591 e il 1592. Un terzo teatro progettato dall'arch. Antonio Maria Viani fu inaugurato nel 1608 con la rappresentazione della tragedia di Claudio Monteverdi L'Arianna. In epoca austriaca un quarto teatro, Nuovo Teatro Arciducale, fu inaugurato il 27 febbraio 1733. I primi disegni furono di Ferdinando Galli da Bibbiena e il lavoro fu portato a termine da un suo allievo, Andrea Galluzzi. Un quinto teatro, su disegno di Giuseppe Piermarini, ebbe la luce il 10 maggio 1783. Il Regio, così venne denominato nel corso del secolo XIX, a causa della concorrenza del nuovo Teatro Sociale venne abbandonato poco alla volta. Nel 1896 il Teatro Regio, venduto dal demanio, fu acquistato dal Comune di Mantova che lo trasformò radicalmente prima a mercato dei bozzoli, poi a mercato ortofrutticolo ed infine destinato alla funzione attuale di sede del Museo Archeologico Nazionale di Mantova.

Torri civili[modifica | modifica wikitesto]

Torre dell'Orologio
Torre del Palazzo del Podestà
  • Torre del Podestà
    La "Torre Civica" del Broletto (altro nome della torre) che si erge sulla piazza omonima, ha un'altezza di quasi 47 metri e dall'anno 1227 su iniziativa del podestà Laudarengo Martinengo, è parte integrante del maestoso Palazzo del Podestà. Sul lato verso piazza Broletto spicca l'arma del podestà Gabriello Ginori, del 1494.
  • Torre degli Zuccaro
    La torre, alta 42 metri, fu edificata nella prima metà del XII secolo. Le prime testimonianze scritte sono del 1143. Sorge in via Enrico Tazzoli. Il nome gli deriva dalla famiglia che ne sarebbe stata proprietaria, anche se la fantasia popolare ha alimentato l'idea che il nome nascesse dalla presenza di zucchero immagazzinato nei pressi, infatti è detta "Tor dal Sücar" nel dialetto locale. Venne acquistata da Pinamonte dei Bonacolsi nel 1273 dalla famiglia dei Ripalta.
  • Torre degli Arrivabene
    La torre angolare sorge in via Arrivabene e venne eretta assieme all'omonimo palazzo di famiglia, attribuito a Luca Fancelli, nel 1481.
  • Torre di San Domenico
    Sorge a fianco delle Pescherie di Giulio Romano ed è quanto resta della chiesa e del convento di San Domenico eretti in stile gotico nel 1466.

Cartiera Burgo[modifica | modifica wikitesto]

L'edificio fu progettato da Pier Luigi Nervi su commissione delle Cartiere Burgo e realizzato tra il 1961 e il 1964. L'obiettivo prioritario era quello di collocare in un unico ambiente lungo 250 metri, un'unica macchina a ciclo continuo per trasformare la pasta di legno in carta da giornale. La soluzione trovata da Nervi per la copertura ha fatto sì che la costruzione fosse denominata "fabbrica sospesa" in particolare per i quattro cavi d'acciaio sospesi a due telai di cemento armato alti 50 metri.
Il 9 febbraio 2013 le macchine della cartiera Burgo si sono fermate segnando la fine della produzione di carta.[22]

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

Castello di San Giorgio
Rocca di Sparafucile
  • Rocca di Sparafucile, eretta in epoca medievale, era parte delle fortificazioni orientali di Mantova, in particolare adibita alla difesa del ponte di San Giorgio, tanto da essere a lungo esclusivamente denominata Rocchetta di San Giorgio. La sua attuale denominazione si affermò successivamente all'ambientazione sulla "deserta sponda del Mincio", della osteria del sicario Sparafucile, luogo del tragico epilogo del Rigoletto, una delle più note opere di Giuseppe Verdi.

Torri militari[modifica | modifica wikitesto]

  • Torre della Gabbia
    La torre venne innalzata dai Bonacolsi negli ultimi decenni del sec. XIII acquisendo la denominazione attuale nel 1576 quando il duca Guglielmo Gonzaga fece costruire la grande gabbia in ferro con funzione di "carcere all'aperto" dove i condannati venivano esposti al pubblico ludibrio.
  • Torre del Salaro o Torre dei Poltroni
    La torre, del XIII secolo, è adiacente alla Casa del Mercante di Piazza delle Erbe e si erge su piazza Andrea Mantegna. Veniva adibita a magazzino del sale.
  • Torre di Sant'Alò o Torre Nuova
    La torre è una costruzione del 1370 sita in Piazza Arche, che faceva parte del sistema difensivo della città.
  • Casa-Torre dei Bonacolsi
    La torre, che sorge al termine di vicolo Bonacolsi, fa parte del Palazzo Bonacolsi, del XIII secolo.

Porte[modifica | modifica wikitesto]

Voltone di San Pietro
  • Porta Giulia
    Porta Giulia è l'unica attuale testimonianza delle fortificazioni d'epoca medievale e rinascimentale. Già esistente in epoca bonacolsiana, fu rifatta nell'anno 1549, probabilmente progettata da Giulio Romano. Deve il nome all'esistenza, all'epoca della sua prima edificazione, dell'attigua chiesa di Santa Giulia, successivamente andata distrutta.
  • Voltone di San Pietro
    "Voltone di San Pietro" o "Porta di San Pietro", sino alla fine del XIII secolo, era una delle tre antiche porte[24] che, inserita nella prima cinta muraria della città, chiudeva l'accesso a Piazza San Pietro (ora Piazza Sordello), centro della civitas vetus.
  • Portali delle Aquile
    I due "Portali delle Aquile", muniti di cancellate, avevano la funzione di delimitare lo spazio paesistico circostante Palazzo Te. Il progetto dei portali e dell'area verde che contemplasse viale alberati da adibire al pubblico passeggio, fu affidato nel 1805 a Giovanni Antonio Antolini, Regio Architetto ed Ispettore dei Reali Palazzi di Mantova. Le aquile che sormontano i portali, furono disegnate dall'architetto bolognese e scolpite nel 1808 dal veronese Gaetano Muttoni. Nel 1990 i Portali delle Aquile furono restaurati su iniziativa del F.A.I. Fondo per l'Ambiente Italiano.

Altro[modifica | modifica wikitesto]

Piazza Sordello, visuale da sud-ovest
  • Piazza Sordello è l'antico fulcro della vita artistica e politica di Mantova, di dimensioni eccezionali (150 × 60 m) accoglie tra i principali edifici monumentali della città, come il Palazzo Ducale (Palazzo del Capitano e Domus Magna), il palazzo Acerbi sovrastato dalla Torre della Gabbia, il palazzo Bonacolsi (ora Castiglioni), la sede vescovile di palazzo Bianchi (dal nome della famiglia che lo edificò nel Settecento) e il Duomo. Una recente casuale scoperta archeologica (dicembre 2006) ha riportato alla luce i pavimenti a mosaico e i resti di una domus romana d'età imperiale attualmente visitabile all'interno di una struttura provvisoria.
  • Piazza Broletto, con l'ampliamento della città al di là del primitivo nucleo storico, verso l'anno 1190, fu creata Piazza Broletto che ancora oggi è attorniata da edifici del periodo comunale come il Palazzo del Massaro, l'Arengario e il Palazzo del Podestà, detto anche Palazzo del Broletto, con la Torre Comunale. Sulla facciata di quest'ultimo palazzo, spicca una statua duecentesca di scuola veronese raffigurante "Virgilio in cattedra", tradizionalmente chiamata nel dialetto locale "La Vecia" (la vecchia). Al centro della piazza dal 1894 è stata posta una fontana con vasca in marmo veronese e tre delfini posti verticalmente.
Piazza delle Erbe
  • Piazza delle Erbe, da sempre luogo di scambi commerciali, si apre a sud con la "Casa di Giovan Boniforte da Concorezzo" (o "Casa del Mercante") del 1455, continua con la romanica Rotonda di San Lorenzo, la Torre dell'Orologio, il Palazzo della Ragione e si chiude con Palazzo Broletto (o del Podestà) edificato nel XII secolo, che la separa e dà il nome all'adiacente piazza.
  • Piazza Canossa, sulla piazza si affacciano il seicentesco Palazzo Canossa, la Chiesa della Madonna del Terremoto e, sul terzo lato, un palazzo porticato del 1720. Dal Cinquecento ai giorni nostri la piazza cambiò nome diverse volte assumendo in sequenza le denominazioni di Plateola cum uno puteo (piazzetta col pozzo), "piazza alberriggia" e, nel XVII secolo, "piazza del fieno" quando con la costruzione di Palazzo Canossa si trasformò in modo definitivo.
Monumento a Virgilio - Piazza Virgiliana
  • Piazza Virgiliana, in origine esisteva il porto dell'"Ancona" con il tempo parzialmente interrato. Piazza Virgiliana fu voluta dal generale Sextius Alexandre François de Miollis, governatore durante l'occupazione francese, che indusse le autorità cittadine a trasformare lo spazio informe, spesso parzialmente sommerso dalle esondazione del lago di Mezzo, in una piazza adibita alle esercitazioni militari e a ospitare un monumento che ricordasse essere Mantova la patria di Virgilio. L'incarico fu dato all'architetto Paolo Pozzo. Furono colmati gli avvallamenti e demolite costruzione di scarso valore che cingevano lo spiazzo per consentire l'impianto di alberi, piante e arbusti. Il monumento inaugurato nel 1801, fu demolito nel 1919 per essere sostituito dall'attuale opera in marmo di Carrara, il cui progetto fu affidato all'architetto Luca Beltrami. L'inaugurazione avvenne nel 1927.
Piazza Castello
  • Piazza L.B. Alberti
  • Piazza Castello
  • Piazza Cavallotti
  • Piazza Concordia
  • Piazza d'Arco
  • Piazza dei Mille
  • Piazza Lega Lombarda anche Piazza Pallone
  • Piazza Mantegna
  • Piazza Marconi già Piazza Purgo
  • Piazza Paccagnini già Piazza Paradiso
  • Piazza Santa Barbara

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[25]

I comuni di Porto Mantovano, Curtatone, Borgo Virgilio e San Giorgio di Mantova, adiacenti alla città, costituiscono con il comune di Mantova un'unica zona residenziale. In questa conurbazione, alla data del 31/12/09, sono risultati 100.182 residenti, divisi in 48.648 abitanti del Comune cittadino e 51.534 dell'hinterland. Questa evoluzione demografica ha suscitato opinioni favorevoli alla trasformazione di comune cittadino e hinterland in un'unica municipalità, denominata indicativamente come "Grande Mantova".

La mobilità della popolazione residente nel territorio comunale della città di Mantova, negli ultimi decenni, è stata caratterizzata da una fase d'immigrazione negli anni cinquanta e sessanta del XX secolo. La crescita della popolazione di circa 12.000 unità tra i censimenti Istat del 1951 e del 1971 fu dovuto a nuovi insediamenti industriali e allo sviluppo del terziario cittadino che hanno rappresentato una valida alternativa per la popolazione rurale della provincia mantovana ormai non più assorbita da un settore agricolo velocemente meccanizzatosi.

Dai dati ISTAT 1971 ai dati del 2001, il decremento della popolazione si fece rilevante, circa 19.000 abitanti, la gran parte dei quali emigrati nei territori dei comuni confinanti, comunque all'interno della ipotetica "Grande Mantova".

Il declino demografico si arresta nel primo decennio del XXI sec., conseguenza di una rilevante immigrazione dall'estero che è andata a compensare la perseverante mobilità in uscita a favore dei comuni dell'hinterland dei cittadini di nazionalità italiana.

Alla fine del 2010 risultavano residenti nel comune di Mantova 48.611 abitanti. Come da tradizione consolidata le donne sono più numerose, 26.129, degli uomini, 22.482. Il numero delle famiglia continua ad aumentare (23.312), aumento soprattutto dovuto al regolare trend in diminuzione del numero di componenti delle famiglie mantovane: 2,05.

Ad inizio 2011 si è costituito con atto notarile, un comitato a favore dell'unificazione nell'unico comune di Mantova dei quattro comuni circostanti (Curtatone, Porto Mantovano, San Giorgio, Borgo Virgilio).

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

La popolazione comunale è stata caratterizzata negli anni 2000, da una crescente immigrazione dall'estero. Al 31/12/2012 gli immigrati stranieri erano 7.013[4], il 14,2% della popolazione residente. Tra questi gli stranieri comunitari non hanno avuto più, dall'anno 2010, un trend d'incremento impetuoso che fino al 2009 aveva portato il loro numero a quadruplicarsi in tre anni. Al 31/12/2011 sono risultati essere 884, 60 più dell'anno prima. Tra gli extracomunitari, venuta meno la sostanziale parità numerica tra i sessi già dall'anno 2010, si è confermata la superiorità numerica delle donne, 2.913 a fronte di 2719 uomini. Tra gli stranieri comunitari 513 sono le donne e 371 gli uomini.

La comunità straniera più numerosa al 31/12/2012[4] si è rilevata essere quella marocchina con 798 persone, sopravanzando per la prima volta la comunità brasiliana che includeva 711 individui; con più di 500 componenti le comunità rumena, albanese e ucraina.

Religione[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Disciplini del Mantovano.

Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

Istituzioni, enti e associazioni[modifica | modifica wikitesto]

Qualità della vita[modifica | modifica wikitesto]

Anno Qualità della Vita (Sole 24 Ore)
Dato riferito alla provincia
Rapporto Ecosistema Urbano (Legambiente)
2004 42ª posizione (- 15) 5ª posizione (+ 3)
2005 22ª posizione (+ 20) 3ª posizione (+ 2)
2006 29ª posizione (- 7) 1ª posizione (+ 2)
2007 36ª posizione (- 7) 2ª posizione (- 1)
2008 32ª posizione (+ 4) 3ª posizione (- 1)
2009 36ª posizione (- 4) 12ª posizione (- 9)
2010 33ª posizione (+ 3) 21ª posizione (- 9)
2011 37ª posizione (- 4)
2012 34ª posizione (+ 3)

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Biblioteche e archivi[modifica | modifica wikitesto]

Scuole[modifica | modifica wikitesto]

Scuole secondarie di secondo grado:

  • Liceo scientifico Belfiore[26]
  • Liceo Virgilio, classico e linguistico[27]
  • Istituto Superiore Enrico Fermi (Istituto Tecnico Settore Tecnologico - Liceo Scientifico delle Scienze Applicate)[28]
  • Liceo Isabella d'Este e Istituto Superiore Carlo d'Arco[29]
  • Istituti Tecnico Economico Alberto Pitentino[30]
  • Istituto Tecnico Statale per Attività Sociali Andrea Mantegna[31]
  • IIS San Giovanni Bosco (ex IPSIA Leonardo da Vinci)[32]
  • Istituto Superiore "Bonomi-Mazzolari" (Ist. Professionale di Stato per Abbigliamento Moda, Servizi Commerciali, Sociali e Turistici)[33]
  • Istituto e Liceo statale D'Arte "G.Romano"[34]
  • Istituto d'Istruzione Superiore "Strozzi"[35]
  • Conservatorio di Musica "Lucio Campiani"[36]
  • Istituti Scolastici "Redentore", "Spagnoli", "Manzoni" (Licei Linguistico, Classico, Scientifico, Ist. Tecn. Geometri e Tecn. Commerciale)[37]

Università[modifica | modifica wikitesto]

La Fondazione Università di Mantova[38](sostenuta dalla Provincia di Mantova, il Comune di Mantova, la Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura di Mantova e l'Associazione degli Industriali della Provincia di Mantova) è stata costituita il 20 dicembre 2001 ed è riconosciuta dalla Regione Lombardia.
La Fondazione Università di Mantova ha sostituito il Consorzio Universitario Mantovano, attivo dal 1992 al 2001.

Facoltà attive:

  • Facoltà di Architettura e Società[39] (corso di laurea in Architettura e produzione edilizia, corso di laurea in Scienze dell'Architettura, corso di laurea Magistrale in Architettura)
  • Facoltà di Ingegneria[40](corso di laurea in Ingegneria per l'Ambiente e il Territorio, corso di laurea in Ingegneria Informatica).

Dall'anno accademico 2012-2013 la facoltà di Ingegneria non accetta più nuove iscrizioni a causa della rescissione del contratto decennale che legava la fondazione all'Università di Pavia, gestore unico dei corsi di Ingegneria.

  • Facoltà di Medicina e Chirurgia[41](corso di Laurea in Fisioterapia, corso di Laurea in Infermieristica, corso di Laurea in Tecniche di Radiologia medica, per immagini e radioterapia, corso di laurea in Educazione Professionale, corso di Laurea in Logopedia)

Altre lauree specialistiche:

Istituzioni culturali[modifica | modifica wikitesto]

Musei e gallerie[modifica | modifica wikitesto]

Casa del Mantegna

Media[modifica | modifica wikitesto]

Radio[modifica | modifica wikitesto]

Stampa[modifica | modifica wikitesto]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Lista dei maggiori film e miniserie televisive che hanno avuto Mantova come set:

Scena finale de Il Portaborse in Piazza Canossa

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Arte[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Rinascimento mantovano.

Cucina[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Cucina mantovana.

Fra i prodotti tipici della cucina mantovana troviamo:

Antipasti
Primi piatti
Secondi piatti
Dolci

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

  • Mantova Comics & Games (febbraio), salone del fumetto e del gioco, dal 2006 si tiene annualmente al PalaBam idealmente proseguendo Ludicamente, rassegna che fu ospitata per alcuni anni dal 2003 nelle piazze di Mantova, dedicata interamente al gioco non tecnologico.
  • Vespa Raduno Città di Mantova (maggio). Dal 1999 nel mese di maggio, ogni anno, il Vespa Club Mantova [1] organizza nella splendida cornice di piazza Sordello il "Vespa Raduno città di Mantova", che ad ogni edizione coinvolge ben oltre 500 vespisti provenienti da tutta Italia e anche qualche vespista dall'Europa.(fonte Vespa Club Mantova)
  • Premio Arlecchino d'Oro (giugno), nato nel 1999 per iniziativa del "Centro Studi Mantova Capitale Europea dello Spettacolo" ora Fondazione, ha lo scopo di rendere omaggio a Tristano Martinelli, attore mantovano a cui si deve l'invenzione della maschera di Arlecchino. Inserito nel programma di una rassegna di teatro, musica e danza, il premio viene consegnato ad un artista del mondo dello spettacolo di valore e fama internazionale. Dal 2006 il premio è inserito nel Festival Teatro - Arlecchino d'Oro, che la Fondazione Mantova Capitale Europea dello Spettacolo organizza e dirige negli ultimi dieci giorni di giugno su mandato del Comune di Mantova.
  • Incontro Nazionale dei Madonnari (14 e 15 agosto) dal 1973, ogni anno nel piazzale del Santuario della Beata Vergine delle Grazie nel comune di Curtatone, decine di pittori, provenienti da tutto il mondo, dipingono coi gessetti sull'asfalto del piazzale del Santuario durante la Fiera di Ferragosto.
  • Festivaletteratura (settembre), dal 1997 organizza e ospita incontri con autori, reading, spettacoli, concerti, laboratori per adulti e bambini.
  • Segni d'infanzia (novembre), festival internazionale d'arte e teatro per l'infanzia. Nato nel 2006 da un'idea di Dario Moretti, Segni d'infanzia è un grande evento artistico rivolto al mondo dell'infanzia, con particolare attenzione ai bambini dai 18 mesi ai 12 anni. La direzione artistica ed organizzativa del festival, promosso dal Comune di Mantova, è di Teatro all'improvviso, compagnia professionale di Teatro per ragazzi.
  • Mantova Medievale: dal 2006 si ripete ogni anno, col sostegno del Comune, fra il mese di agosto e il mese di settembre, l'edizione di Mantova Medievale, una manifestazione organizzata da La Compagnia della Rosa a.d. 1403. Negli spazi adiacenti il lungolago Gonzaga e il prato antistante il Castello di San Giorgio viene allestito un villaggio medievale. Rievocatori provenienti da tutta Italia e da paesi europei tra cui Portogallo, Svizzera, Germania, Repubblica Ceca animano l’accampamento e mostrano i loro equipaggiamenti. Le attrazioni più attese sono il lancio della scure danese, il tiro con l’arco e i giochi di abilità medievali. A conclusione della manifestazione davanti al castello di San Giorgio viene inscenata la battaglia campale.[56]
  • Mantova Musica Festival: per quattro edizioni dal 2004 fu organizzata, sulle orme del consolidato e più noto festival letterario mantovano, una rassegna di musica interessata alle nuove tendenze e frontiere: l'elettronica, il jazz e la musica contemporanea. Con spazi per dibattiti, presentazioni di libri, bande musicali, satira e l'incontro tra la musica e il teatro.
  • Mantova fu la prima città italiana ad avere la sua controparte fedele in Second Life. Riproduceva quanto più fedelmente possibile la Mantova reale, utilizzando misure, foto e disposizione degli edifici come dal vero. Operante su tre livelli, centro storico, Palazzo Te e Castello di San Giorgio, si estendeva su due Sim. Furono ricostruiti il museo Tazio Nuvolari, il Teatro Bibiena, la Basilica di S.Andrea. La Sim era teatro di eventi culturali e di aggregazione avendo la possibilità di proporre manifestazioni reali e virtuali.[57]
  • Mostre:
    • Nel 2002 presso le Fruttiere di Palazzo Te e a Palazzo Ducale è stata allestita la Celeste Galeria, Il museo dei Duchi di Mantova. 5 anni di studi scientifici, 60 studiosi coinvolti nelle ricerche, 519.000 visitatori, con una media giornaliera di 3923 biglietti per la mostra che ha riportato nella sua cornice ideale, da tutto il mondo, parte della prestigiosa e imponente collezione dei Gonzaga della seconda metà del Seicento.
    • Tra il settembre 2006 ed il gennaio 2007, la città - assieme a Verona e Padova - ha organizzato un percorso culturale sull'arte di Andrea Mantegna, in occasione del quinto centenario della morte, avvenuta proprio a Mantova. Già nel 1961 venne realizzata un'esposizione che meritò a Mantova l'appellativo di "Città del Mantegna". Per una mostra pittorica quello fu il primo grande evento di massa che portò nella città virgiliana più di 200 000 visitatori.

Persone legate a Mantova[modifica | modifica wikitesto]

Sono numerose e varie le personalità che a Mantova sono nate, hanno vissuto a lungo o comunque vi hanno operato significativamente ed hanno avuto rapporti significativi con la città.

Architetti
Martiri di Belfiore
Matematici e fisici
Militari
Personalità della musica e dello spettacolo
Pittori e scultori
Poeti in vernacolo
Politici
Scrittori e giornalisti
Studiosi di materie umanistiche

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Urbanistica[modifica | modifica wikitesto]

Quartieri[modifica | modifica wikitesto]

Elenco dei quartieri con relativi abitanti al 31/12/2010.[58]

  • Centro - (ab. 17.400)
  • Valletta Paiolo - (ab. 7.283)
  • Lunetta - (ab. 3.636)
  • Valletta Valsecchi - (ab. 2.835)
  • Colle Aperto - (ab. 2.043)
  • Pompilio-Due Pini - (ab. 2.019)
  • Borgo Chiesanuova - (ab. 1.671)
  • Te Brunetti-Trincerone-Camattino - (ab. 1.256)
  • Cittadella-Mulina-Montata - (ab. 1.239)
  • Castelnuovo-Angeli - (ab. 1.226)
  • Dosso del Corso - (ab. 1.048)
  • Belfiore - (ab. 819)
  • Formigosa - (ab. 814)
  • Frassino - (ab. 746)
  • Ponte Rosso - (ab. 683)
  • Borgo Belgioioso - (ab. 624)
  • Virgiliana - (ab. 612)
  • Castelletto - (ab. 512)
  • Gambarara - (ab. 430)
  • Pioppe-Mezzalana - (ab. 384)
  • Migliaretto - (ab. 372)
  • Boccabusa - (ab. 313)
  • Te - (ab. 269)
  • Valdaro - (ab. 169)
  • Prade-Cantelma - (ab. 81)
  • Zona Industriale - (ab. 18)

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Ricoprono un ruolo importante nell'economia cittadina il commercio al dettaglio e i servizi del terziario. Tra quest'ultimi risaltano la testata giornalistica locale "Gazzetta di Mantova", considerato il più antico quotidiano d'Italia, e la Banca Agricola Mantovana fondata nel 1871 che, in seguito ad un'Offerta pubblica di acquisto del 1999, è entrata a far parte del gruppo bancario Montepaschi. Il processo di acquisizione si è concluso con la fusione per incorporazione di Banca Agricola Mantovana Spa in Banca Monte dei Paschi di Siena avvenuta il 22 settembre 2008. Dall'anno 2000 opera con sede in Mantova e alcune altre filiali in provincia, la Banca Popolare di Mantova ceduta nel 2008 dal Banco Popolare alla Banca Popolare di Milano. Rilevanti sono le attività connesse all'allevamento e all'agricoltura e alle industrie trasformatrici delle loro produzioni: si parla soprattutto della produzione di burro, formaggio e di salumi (tra cui spicca il Salame mantovano). L'importanza del settore economico primario per l'economia mantovana è dimostrata dalla presenza a Mantova di una delle più importanti borsa merci agricole della pianura Padana che dal 30 settembre 2010 è sede della Commissione Unica Nazionale dei suini da macello[59]. Il primo ottobre 2006 esordisce a Mantova il primo mercato contadino italiano che anticipò il decreto ministeriale che solo alla fine del 2007 ne regolamenterà l'attività.

Nei primi anni del secondo dopoguerra s'insediarono la Cartiera Burgo e industrie chimiche e petrolchimiche. La prima fu la sociètà di raffinamento del petrolio ICIP, oggi IES Italiana Energia e Servizi s.p.a., che costruita a partire dal 1947 iniziò la produzione il 20 dicembre 1953 ed è stata acquisita nell'anno 2007 dal gruppo ungherese MOL. Importante insediamento chimico è la Versalis del gruppo Eni che continua l'attività dello stabilimento chimico sorto nel 1956 su iniziativa della Edison, proseguita poi sotto altre denominazioni come Montedison, Montedipe e Polimeri Europa.

Molto attivi anche il settore dell'abbigliamento, con importanti insediamenti presenti nel territorio comunale della città, Lubiam, Valstar e Corneliani, in particolare specializzati nella moda per uomo, e il settore meccanico dove spiccano la Belleli, passata attraverso una grave crisi negli anni passati, e la SOGEFI, ormai multinazionale attiva nella componentistica per autoveicoli quotata presso la Borsa di Milano fin dal 1986 che nel 2008 ha annunciato la chiusura, definitivamente portata a termine del gennaio dell'anno successivo, dello storico primo stabilimento mantovano.

Principali aziende operanti in città[modifica | modifica wikitesto]

  • MOL (raffineria)
  • Versalis (energia e chimica di base)
  • TEA (energia, gas, acqua)
  • SOGEFI (meccanica e automobili)
  • Immsi S.p.A. (industria motoristica/navale)
  • Lubiam (abbigliamento)
  • Corneliani (abbigliamento)
  • Bottoli (alimentari: schiacciatine)
  • Grossi Carta (cartiera)
  • Consorzio Latterie Virgilio (alimentari: latte, yogurt e formaggio)
  • APAM (azienda di trasporti pubblici)
  • Gazzetta di Mantova (informazione)
  • Banca Agricola Mantovana (oggi Mps) (banca)
  • Banca Popolare di Mantova
  • Belleli Energy (impiantistica)
  • Sisma S.p.A. (igiene)

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Mantova è attraversata dalle seguenti strade:

Tre sono i caselli autostradali dell'autostrada A22 Modena-Brennero, denominati Mantova nord, Mantova sud e Pegognaga, ubicati nei limitrofi comuni di San Giorgio di Mantova, Bagnolo San Vito e Pegognaga, sui quali gravita il traffico della città. Altresì negli ultimi anni è stata avanzata la proposta di costruire un'altra Autostrada, la Mantova-Cremona ma ad oggi la situazione è ancora nella fase progettuale.

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione di Mantova.

La stazione di Mantova è posta sulla linea passante Verona - Modena ed è capotronco delle linee ferroviarie per Monselice e per Pavia; quest'ultima è percorsa da treni diretti per Milano e da una coppia di treni per Parma.

Sulla linea per Monselice è presente una seconda stazione, Mantova Frassine, dalla quale si dirama il raccordo per il porto di Valdaro.

Sulla linea Verona-Modena, il 9 dicembre 2012, è stata aperta all'esercizio la fermata di Borgochiesanuova[60].

Porti[modifica | modifica wikitesto]

Il porto di Mantova è situato in località Valdaro all'imbocco del canale Mantova - Venezia noto anche come idrovia Fissero-Tartaro-Canalbianco-Po di Levante che consente a navi della V classe per 365 giorni all'anno il collegamento diretto con il mare Adriatico distante 135 km e con la laguna di Venezia. La conca di S. Leone nei pressi di Governolo mette in collegamento il porto di Mantova tramite il canale Fissero con il fiume Po. Un raccordo ferroviario unisce il porto alla linea Mantova-Monselice.

Porto Catena è l'antico porto commerciale di Mantova, già attivo dal 1200, ora adibito a sole funzioni turistiche. È situato in una piccola insenatura del lago Inferiore nella quale si immette il Rio, canale artificiale che attraversa la città dal XII secolo.

Mobilità urbana[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi APAM.

La città è dotata di un servizio di autobus gestito dall'APAM, acronimo di Azienda Pubblici Autoservizi Mantova. Il servizio di trasporto pubblico urbano che interessa anche il territorio dei comuni limitrofi, Porto Mantovano, San Giorgio Mantovano, Borgo Virgilio e Curtatone, la cosiddetta "Grande Mantova", è fornito attraverso corse di nove linee. L'APAM adempie anche alla gestione di numerose linee interurbane in massima parte con capolinea nel capoluogo. Tutti i principali e più popolosi centri abitati della provincia sono quindi collegati via autobus con Mantova. Altresì alcune linee hanno destinazioni in località fuori provincia come Brescia, Sirmione, Peschiera del Garda, Mirandola.
Nelle domeniche primaverili ed estive APAM ha istituito la linea Unesco Mantova-Sabbioneta[61] che collega le due città dei Gonzaga, dal 2008 dichiarate Patrimonio dell'umanità dall'Unesco.

L'azienda ATV adempie invece al collegamento con la città di Verona.

Piste ciclabili[modifica | modifica wikitesto]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Sindaci di Mantova.
Targhe delle città gemellate

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Mantova è gemellata con:

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Aziende partecipate[70][modifica | modifica wikitesto]

  • ASTER Agenzia Servizi al Territorio srl (100%)
  • ASPEF Azienda Servizi alla Persona e alla Famiglia (100%)
    • Farmacie Mantovane S.r.l. (100%)
  • TEA spa - Territorio Energia Ambiente (72,82%)
    • TEA Sinergie Srl (100%)
    • TEA Acque Srl (100%)
    • TEA Energia Srl (100%)
    • TEA Onoranze Funebri Srl (100%)
    • TEA SEI Srl (100%)
    • Electrotea Srl (60,00%)
    • Mantova Ambiente Srl (40,48%)
    • Depura Srl (57,00%)
  • Valdaro Spa (62,5%)
  • APAM Spa (28,52%)
    • APAM Esercizio Spa (54,91%)
  • S.I.E.M. – Società Intercomunale Ecologica Mantovana S.p.a. (13,86%)
  • Autostrada del Brennero S.p.A. (2,12%)
  • Aeroporto Valerio Catullo di Verona Villafranca S.p.A. (0,64%)
  • Autocamionale della Cisa S.p.A.(0,23%)
  • Tirreno Brennero S.r.l. (0,08%)
  • MPS Capital Services S.p.a. (0,000001%)

Mantova fa parte di:

Sport[modifica | modifica wikitesto]

La città di Mantova vanta importanti figure distintisi in ambito sportivo. Il più famoso è senz'altro Tazio Nuvolari, conosciuto anche come il Mantovano volante. Ai due "campioni" mantovani per eccellenza, Nuvolari e il ciclista Learco Guerra, è dedicato un museo provvisoriamente ospitato in alcune stanze del Palazzo Ducale in piazza Sordello.

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

L'Associazione Calcio Mantova, nella sua storia centenaria, fu infatti fondata nel 1911, ha disputato 12 campionati di Serie A, dei quali 5 di Prima Divisione negli anni venti, e 17 campionati di Serie B. Il calcio virgiliano ha raggiunto l'apice nell'arco di tempo che va dal campionato 1958/1959 a quello del 1961/1962, grazie ad una superformazione passata alla storia con l'appellativo di Piccolo Brasile guidata da Edmondo Fabbri, futuro c.t. della Nazionale di calcio dell'Italia. Quella squadra passò in quattro anni dalla quarta serie all'Olimpo del calcio. Dopo due retrocessioni consecutive, dal 1973 i biancorossi (questi i colori sociali dell'Associazione Calcio Mantova) hanno vivacchiato per anni in Serie C, subendo l'onta di due fallimenti e risollevandosi in seguito all'arrivo dei presidenti Alberto Castagnaro e Fabrizio Lori. Al primo si deve il ritorno in C1 (2003/2004), al secondo il passaggio dalla C1 alla B. Doveroso ricordare anche Romano Freddi, che seppur poco amato dalla piazza, fu l'artefice della salvaguardia del calcio a Mantova, quando nell'estate del 1994 la società per la seconda volta fallì.
La squadra di calcio della città era tornata in serie B alla conclusione della stagione 2004/2005, dopo ben 32 anni di assenza. La cadetteria fu conquistata al termine dei play-off, giocati e vinti contro Frosinone e Pavia. La stagione 2005/2006 ha visto il Mantova mancare di poco l'immediata promozione alla serie A nella finale dei play-off con il Torino, vittoria per 4-2 a Mantova e sconfitta a Torino per 3-1 dopo i tempi supplementari.
Dopo cinque anni di discreti campionati in serie B, alla fine del campionato 2009/2010, l'Associazione Calcio Mantova retrocesse in Lega Pro. Il 30 giugno 2010 la squadra virgiliana non riuscì ad iscriversi al campionato di Lega Pro, scomparendo in tal modo dal calcio professionistico. Fallita la A.C.Mantova il calcio rinacque come Mantova Football Club che subito vinse il campionato di serie D riportando immediatamente il calcio virgiliano tra i professionisti,in Lega Pro, dove milita attualmente

In ambito calcistico Mantova ha dato i natali a Roberto Boninsegna arrivato fino alla Nazionale di calcio italiana, militando in grandi squadre di Serie A come Cagliari, Inter, Juventus.

Pallavolo[modifica | modifica wikitesto]

Palabam: interno durante una partita

Buona la tradizione sportiva mantovana per quanto riguarda la pallavolo maschile. La Pallavolo Mantova conquistò la seria A1 alla fine del campionato 1986-87. Disputò due campionati nella massima serie, venendo poi sostituita per tre anni dalla Gabbiamo Virgilio, comunque invischiate entrambe sul fondo della classifica.
Negli anni novanta la Pallavolo Mantova ha militato diverse volte in serie A2.
Con la stagione 2006/07, culminata con la vittoria dei play-off promozione, c'e l'approdo del Top Team volley al campionato di Serie A2. Lo stesso Top Team volley ha vinto la Coppa Italia di serie B nel 2006 e nel 2007.

Basket[modifica | modifica wikitesto]

Dal 2012 Mantova ospita anche la Pallacanestro Mantovana, militante nella A2 Silver e che disputa le gare interne al PalaBam.

Pallamano[modifica | modifica wikitesto]

A Mantova è presente anche la pallamano femminile con più che discreti risultati arrivando più volte a giocare nel massimo campionato nazionale. Attualmente la squadra virgiliana gioca nel campionato di serie B, nel quale ha ottenuto la promozione in A2 al termine della stagione 2012/13. Gioca le partite interne al PalaLù, palazzetto dello sport di Lunetta.

Ciclismo[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1931 Learco Guerra vinse il Campionato del mondo di ciclismo, a Copenaghen (Danimarca). Nello stesso anno viene istituita la maglia rosa quale simbolo del primato in classifica ed è proprio Learco Guerra ad indossarla per primo risultando vincitore della tappa inaugurale del 19ºGiro d'Italia, partita da Milano e conclusasi nella natia Mantova. Il "Giro" ha concluso una tappa a Mantova in dieci occasioni. Nel 1963 la città virgiliana è stata solamente sede di partenza della tappa conclusasi a Treviso.

Tappe del Giro d'Italia con arrivo a Mantova:

Nel 2008 con un crono prologo di fronte a Palazzo Te vinto dalla olandese Mirjam Melchers, è partito il "Giro d'Italia femminile".

Mantova è stata anche sede d'arrivo di un'importante corsa ciclistica, la Milano-Mantova, disputata a partire dal 1906 per 24 volte e disputata per l'ultima volta nel 1962 con vittoria di Pierino Baffi.

Canottieri Mincio[modifica | modifica wikitesto]

La società Canottieri Mincio nasce nel lontano 1883 come una società polisportiva. Le sue origini sono legate agli sport, in particolare quelli acquatici: nuoto, tuffi, vela, canottaggio e canoa sono le discipline che la distinguono e che hanno esportato il suo nome in Italia e nel mondo. Diverse sono anche le personalità che ne hanno fatto la storia: da Gabriele D'Annunzio, che nel 1928 coniò il motto della società (ancora oggi in uso) "Perseverando arrivi", ad Azeglio Mondini, classe 1923 che dal 1937 fu un grande maestro di canottaggio e che formò sportivi d'alto livello come Marco Penna; oppure Giacomo Bottoli ed Andrea Bonezzi (velisti d'alto livello) e Bruno Pizzamiglio che diede vita alla scuola mantovana di tuffi dove sono nati grandi sportivi come Francesco Priori e Massimo Nibioli.

Motocross[modifica | modifica wikitesto]

Mantova ha acquisito negli ultimi anni una notevole importanza nell'ambito delle competizioni di motocross disputate nel circuito del Migliaretto . Nel 2000, 2007, 2008 si è svolto il gran premio d'Italia, nel 2010 il gran premio di Lombardia, prove facenti parte del Campionato mondiale di motocross. Nel 2012 è stata disputata la 29ª edizione della Starcross, manifestazione agonistica internazionale.

Altri sport[modifica | modifica wikitesto]

Discreta la tradizione del rugby mantovano, grazie al "Rugby Mantova", società sportiva nata nel 1974 che gareggia stabilmente nella serie B nazionale. Il Rugby Mantova ha partecipato con una piccola quota alla franchigia italiana di rugby a 15 capitanata dal Rugby Viadana, denominata Aironi Rugby, che partecipò per due anni alla Celtic League.

In tarda primavera a Mantova viene disputata la stracittadina "Minciomarcia", corsa podistica non agonistica aperta a tutti. Giunta nel 2011 alla 38ª edizione, vede la partecipazione di un numero di partecipanti spesso superiore a 5.000.
Dal 1987, con la vittoria nella prima edizione del maratoneta Orlando Pizzolato, viene disputata una corsa competitiva denominata "Maratonina di Mantova". Dopo alcuni anni di sospensione è stata disputata in via continuativa dal 1997, giungendo nel 2011 alla sua 20ª edizione.

La serie A2 fu conquistata per due volte, a cavallo dell'anno 2000, dal "Circolo Scacchistico Mantovano" che, rinato nel 1995, fu in grado di organizzare a Mantova nel 1996 la finale del 56º Campionato Italiano Assoluto di scacchi e la finale del 28º Campionato italiano Femminile. Vi è stata altra breve presenza in serie A2 nell'anno 2010.

Dal 2013 a Mantova è attiva una squadra di calcio a 5 che partecipa al campionato nazionale di serie D e gioca la partite interne al palazzetto dello sport cittadino, il PalaBam.[71]

Impianti sportivi[modifica | modifica wikitesto]

  • Stadio Danilo Martelli è il principale impianto sportivo della città. Inaugurato negli anni 30 ha subito numerose ristrutturazioni nel corso degli anni per stabilizzare la struttura. Ci gioca al suo interno le partite il Mantova Calcio ed ha una capienza di 14.822 posti a sedere.
  • Palabam, principale palazzetto dello sport di Mantova, inaugurato nel settembre 2005, deve il suo nome all'acronimo BAM della Banca Agricola Mantovana istituto di credito cittadino incorporato nel 2008 da Banca MPS. Ha una capienza di quasi 4.000 spettatori che con tribune mobili poste sul parterre, raggiunge la cifra di 5.000. Il Palabam ha spesso ospitato concerti e spettacoli teatrali di richiamo nazionale e internazionale anche nell'attiguo centro fieristico che ospita esposizione di settore tra le quali ha acquisito rinomanza nazionale Mantova Comics & Games.
  • PalaLù è il secondo palazzetto dello sport di Mantova, risiedente nel quartiere popolare di Lunetta. Inaugurato nel 2012, al suo interno ci giocano le partite della Pallamano femminile mantovana

Personalità sportive legate a Mantova[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ [url=http://www.demo.istat.it/bilmens2013gen/index.html]
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Pierino Pelati, Acque, terre e borghi del territorio mantovano. Saggio di toponomastica, Asola, 1996.
  4. ^ a b c DEMO ISTAT Dati al 31/08/2013.
  5. ^ Delibera d'iscrizione nella Lista del Patrimonio Mondiale dell'Umanità dell'Unesco in data 7 luglio 2008 nel corso della 32ma sessione del Comitato del Patrimonio Mondiale a Quebec City
  6. ^ www.mantovasabbioneta-unesco.it
  7. ^ Legge Regione Lombardia 8 settembre 1984 n.47
  8. ^ scargia - www.treccani.it
  9. ^ Zona Sismica. Mantova. URL consultato l'11 marzo 2012.
  10. ^ Stefano Scansani, Allarme per una lesione nella Camera Picta di Mantegna in Gazzetta di Mantova, 1° giugno 2012. URL consultato il 3 giugno 2012.
  11. ^ Emanuele Salvato, I gioielli rinascimentali danneggiati dal terremoto in Il fatto quotidiano, 1° giugno 2012. URL consultato il 3 giugno 2012.
  12. ^ Terremoto a Mantova. I danni
  13. ^ Dati meteorologici di Mantova - media trentennale di riferimento 1961-1990
  14. ^ Pierino Pelati, Acque, terre e borghi del territorio mantovano. Saggio di toponomastica, Asola, 1996.
  15. ^ Comuni italiani: blasonatura stemma e gonfalone di Mantova. URL consultato il 10 marzo 2012.
  16. ^ Carlo d'Arco, Monumenti di pittura e scultura tracelti in Mantova o nel suo territorio.
  17. ^ Restauro del Palazzo del Podestà
  18. ^ Fancelli Luca
  19. ^ Mantegna, l'ultima scoperta, Corriere della Sera, 24 dicembre 1995.
  20. ^ Roggero Roggeri, Leandro Ventura, I Gonzaga delle nebbie. Storia di una dinastia cadetta nelle terre tra Oglio e Po, Cinisello Balsamo, p.43, 2008.
  21. ^ Torre Gambulini Terrazza sul centro alta 32 metri, Gazzetta di Mantova, 4 marzo 2010.
  22. ^ Valeria Dalcore, Chiude la storica cartiera Burgo. Dal 9 febbraio stop alle macchine in Corriere della Sera, 14 gennaio 2013. URL consultato il 17 febbraio 2013.
  23. ^ Vedi appunti sul Forte di Pietole.
  24. ^ Le altre due erano: Porta San Giorgio e Porta Sant'Agnese
  25. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  26. ^ Liceo Belfiore - Mantova in liceobelfiore.gov.it. URL consultato il 4 luglio 2014.
  27. ^ Liceo Classico "Virgilio" - Mantova in liceovirgiliomantova.gov.it. URL consultato il 4 luglio 2014.
  28. ^ Home page dell'Istituto Superiore Enrico Fermi Mantova in fermimn.gov.it. URL consultato il 4 luglio 2014.
  29. ^ Liceo Isabella d'Este' in arcoeste.it. URL consultato il 4 luglio 2014.
  30. ^ Istituto Tecnico Economico Statale Alberto Pitentino Mantova in pitentino.it. URL consultato il 4 luglio 2014.
  31. ^ ITAS Mantegna - Mantova in itasmantegna.it. URL consultato il 4 luglio 2014.
  32. ^ Istituto San Giovanni Bosco in istitutosgbosco.gov.it. URL consultato il 4 luglio 2014.
  33. ^ Istituto Superiore Bonomi Mazzolari in isboma.gov.it. URL consultato il 4 luglio 2014.
  34. ^ Istituto Statale Giulio Romano in isamantova.it. URL consultato il 4 luglio 2014.
  35. ^ Istituto Agrario - Pietro Antonio Strozzi in isstrozzi.gov.it. URL consultato il 4 luglio 2014.
  36. ^ Conservatorio di Musica "Lucio Campiani", Mantova in conservatoriomantova.com. URL consultato il 4 luglio 2014.
  37. ^ Centro Culturale Contardo Ferrini in cccf.it. URL consultato il 4 luglio 2014.
  38. ^ Home Page - Fondazione Università di Mantova
  39. ^ Facoltà di Architettura - Fondazione Università di Mantova
  40. ^ Facoltà di Ingegneria - Fondazione Università di Mantova
  41. ^ Facoltà di Medicina e Chirurgia - Fondazione Università di Mantova
  42. ^ Corso di Magistero in Scienze religiose - Fondazione Università di Mantova
  43. ^ Corso di Laurea equipollente in Mediazione Linguistica - Fondazione Università di Mantova
  44. ^ Il sito dell'Accademia
  45. ^ Sito della Socientà per il Palazzo ducale di Mantova
  46. ^ Sito del Centro internazionale d'arte e cultura di palazzo Te
  47. ^ [www.capitalespettacolo.it/]
  48. ^ [www.fondazioneleonbattistaalberti.it/]
  49. ^ [www.istitutofranchetti.it/]
  50. ^ [www.teatro-campogalliani.it/ Sito Teatro Campogalliani]
  51. ^ [moked.it/mantovaebraica/]
  52. ^ [www.fondazione.bam.it/]
  53. ^ L'attuale nuova sede è stata inaugurata al pubblico il 16 novembre 2012
  54. ^ a b c Cucina Mantovana - Dolci
  55. ^ Ricetta Torta delle rose - Le Ricette di GialloZafferano.it
  56. ^ Mantova Medievale: Programma 2013
  57. ^ Luca Angelini, Mantova virtuale offre i suoi muri ai graffitarigiorno=28 in archiviostorico.corriere.it, agosto 2007. URL consultato il 25 maggio 2013.
  58. ^ Dati rilevati dal sito del Comune di Mantova, Statistica popolazione residente.
  59. ^ Saggio introduttivo alla poesia nieviana con analisi di alcuni testi del canzoniere Le lucciole
  60. ^ RFI Spa, Circolare Territoriale VR 20/2012. p. 2.
  61. ^ linea Unesco Mantova-Sabbioneta
  62. ^ a b Mantova. Gemellaggi
  63. ^ Gemellaggi della Regione Lombardia
  64. ^ a b c Mantova. Gemellaggi
  65. ^ Dal 21/03/2010 nasce la città di Omihachiman comprendente il territorio di Azuchi originariamente gemellata con la città di Mantova dal 2005
  66. ^ città gemellate con Oradea dal suo sito ufficiale. URL consultato il 22 gennaio 2012.
  67. ^ (PT) La proposta di gemellaggio risale al 2005.
  68. ^ Gemellaggio Casale-Mantova nel nome dei Gonzaga in Il Monferrato. URL consultato il 23 gennaio 2012.
  69. ^ Giulianova e Mantova firmano il gemellaggio in il Centro. URL consultato il 25 luglio 2012.
  70. ^ aggiornato ottobre 2012
  71. ^ Il Mantova calcio a 5 parteciperà al campionato di D in gazzettadimantova.gelocal.it/, 7 maggio 2013. URL consultato il 27 maggio 2013.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Maria Bellonci, I segreti dei Gonzaga, Milano, 1979.
  • Renato Berzaghi, Il Palazzo Ducale di Mantova, Milano, 1992.
  • Giuseppe Coniglio, I Gonzaga, Milano, 1967.
  • Luigi Lonardo, Mezzo secolo di storia mantovana 1945-1995, Milano, 1998.
  • Daniele Lucchini, Ascesa e declino di una capitale. Storia di Mantova nelle pagine di chi ne ha scritto, Mantova, 2008, ISBN 978-88-6909-339-5.
  • Giovanni Paccagnini;Ercolano Marani;Chiara Perina (a cura di), Mantova, le arti, Medioevo, Mantova, 1960.
  • Pierino Pelati, Acque, terre e borghi del territorio mantovano. Saggio di toponomastica, Asola, 1996.
  • Romolo Quazza, Mantova attraverso i secoli, Bozzolo, 1978.
  • Roggero Roggeri, Leandro Ventura, I Gonzaga delle nebbie. Storia di una dinastia cadetta nelle terre tra Oglio e Po, Cinisello Balsamo, p.43, 2008.
  • Giovanni Telò, Chiesa e Fascismo in una provincia rossa-Mantova 1919-1928, Mantova, 1987.
  • Vigna Guido, Storia di Mantova, Milano, 1989.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]