Mantova
| Mantova comune |
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| Dati amministrativi | |||||
| Stato | |||||
| Regione | |||||
| Provincia | |||||
| Sindaco | Nicola Sodano (centrodestra) dal 12/04/2010 - ( 1º mandato ) | ||||
| Territorio | |||||
| Coordinate | 45°10′0″N 10°48′0″E / 45.16667°N 10.8°ECoordinate: 45°10′0″N 10°48′0″E / 45.16667°N 10.8°E | ||||
| Altitudine | 19 m s.l.m. | ||||
| Superficie | 63,97 km² | ||||
| Abitanti | 48 612[1] (31-12-2010) | ||||
| Densità | 759,92 ab./km² | ||||
| Frazioni | Castelletto Borgo, Cittadella, Formigosa, Frassino, Gambarara, Lunetta, Virgiliana | ||||
| Comuni confinanti | Bagnolo San Vito, Curtatone, Porto Mantovano, Roncoferraro, San Giorgio di Mantova, Virgilio | ||||
| Altre informazioni | |||||
| Cod. postale | 46100 | ||||
| Prefisso | 0376 | ||||
| Fuso orario | UTC+1 | ||||
| Codice ISTAT | 020030 | ||||
| Cod. catastale | E897 | ||||
| Targa | MN | ||||
| Cl. sismica | zona 4 (sismicità molto bassa) | ||||
| Cl. climatica | zona E, 2388 GG[2] | ||||
| Nome abitanti | mantovani | ||||
| Patrono | Sant'Anselmo da Baggio | ||||
| Giorno festivo | 18 marzo | ||||
| Localizzazione | |||||
Posizione del comune di Mantova nell'omonima provincia |
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| Sito istituzionale | |||||
| Mantova e Sabbioneta Mantua and Sabbioneta |
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| Tipologia | Culturali |
| Criterio | (i) (ii) (iii) |
| Pericolo | Non in pericolo |
| Anno | 2008 |
| Scheda UNESCO | inglese francese |
Mantova (Mantua in latino e Màntua in dialetto mantovano[3]) è un comune italiano di 48.493 abitanti, capoluogo dell'omonima provincia in Lombardia.
Dal luglio 2008 la città d'arte lombarda con Sabbioneta, entrambe accomunate dall'eredità loro lasciata dai Gonzaga che ne hanno fatto tra i principali centri del Rinascimento italiano ed europeo, è stata accolta fra i patrimoni dell'umanità dell'UNESCO[4][5].
[modifica] Geografia fisica
Mantova si trova nella regione Lombardia nel Nord Italia, non lontano dal confine con le regioni Veneto ed Emilia-Romagna.
[modifica] Idrografia
| « Non molto ha corso, ch'el trova una lama, ne la qual si distende e la 'mpaluda » |
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Nel XII secolo l'architetto ed ingegnere idraulico Alberto Pitentino, su incarico del Comune di Mantova, organizzò un sistema di difesa della città curando la sistemazione del fiume Mincio in modo da circondare completamente il centro abitato con quattro specchi d'acqua, così da formare quattro laghi: Superiore, di Mezzo, Inferiore e Paiolo; Mantova, di fatto, era un'isola.
Alla campagna si accedeva attraverso ponti, due dei quali - il Ponte dei Mulini e il Ponte di San Giorgio - sono ancora esistenti.
In età comunale venne tracciato il Rio, un canale che taglia in due la città, collegando il lago Inferiore a quello Superiore. Altre dighe e chiuse consentirono un'adeguata difesa dalle acque.
Nel XVII secolo una forte inondazione diede inizio ad una rapida decadenza: il Mincio, trasportando i materiali solidi, trasformò i laghi in paludi malsane che condizionarono ogni ulteriore sviluppo; fu prosciugato, allora, il lago Paiolo a sud, in modo che la città restò bagnata dall'acqua solo su tre lati - come una penisola - ed oggi ancora si presenta così.
Sono, quindi, tre gli specchi d'acqua, non d'origine naturale, ricavati nell'ansa del fiume Mincio che danno a Mantova una caratteristica del tutto particolare, che ad alcuni sembra quasi magica in quanto compare come una città nata dall'acqua. Nel 1984 è stato istituito il Parco del Mincio[6] di cui il territorio del Comune di Mantova fa parte.
[modifica] Flora e Fauna
Flora e fauna del territorio ruotano inevitabilmente attorno all'imponente presenza a Mantova dei laghi e delle acque che la cingono. Sorprendentemente nei laghi mantovani sono presenti i fiori di loto (Nelumbo nucifera), originari del Sud Est asiatico. Dalle sponde del parco pubblico di Belfiore, sul lago Superiore, è ben visibile l'isola galleggiante dei fiori di loto con la spettacolare fioritura in luglio-agosto-settembre. La loro bellezza è indubbia ma dal punto di vista ambientale l'introduzione del fior di loto è stata un'operazione discutibile dato che si tratta di una specie aliena dotata di forte capacità infestante che fa sì che siano oggetto di massicci interventi periodici di sfalcio per preservare l'integrità dei laghi. La loro introduzione in Italia è opera nel 1914 dei padri Saveriani di Parma che decisero di utilizzare la fecola ottenuta dai rizomi a scopo alimentare, come da secoli facevano i cinesi. Anna Maria Pellegreffi, giovane laureata in Scienze Naturali si occupò del trapianto dei rizomi nel Lago Superiore di Mantova nel 1921. La farina non ebbe successo nella cucina mantovana ma il fiore colonizzò i laghi. Il paesaggio emozionante e surreale che la distesa di fiori di loto concorre a creare ha dato vita anche a una leggenda sulla loro nascita in territorio. Si racconta che un giovane viaggiando per l'oriente conobbe una ragazza dagli occhi a mandorla e con la pelle profumata come i petali del fior di loto. Venuta a Mantova, la povera ragazza, nello specchiarsi nel lago, vi cadde, perdendo la vita. Il ragazzo allora gettò dei semi del fiore nel lago in modo che, fiorendo ogni estate, potessero ricordare con il loro profumo e la loro delicata bellezza la sua sposa e sconfitto dal dolore si tolse la vita sparendo anch'egli nelle acque del lago.
Oltre al re incontrastato del lago, è facile vedere le specie autoctone come la castagna d'acqua (Trapa natans), detta anche trigol, particolarmente sviluppata sul lago di Mezzo con i suoi frutti forma di piramide e commestibili, le isolette di ranuncolo d'acqua (Nuphar luteum) con i loro fiori di colore giallo dorato, che aprendosi solo in parte mantengono la particolare forma rotondeggiante e le ninfee bianche con uno splendido fiore profumato che forma raggruppamenti vegetali assieme alle altre ninfee ed erbe galleggianti (morso di rana, salvinia, Ceratophyllum demersum etc).
Sul margine, assieme alle canne palustri, salici piangenti e cariceti (la famosa carésa utilizzata per impagliare sedie e confezionare cappelli e altri prodotti artigianali), cresce l'ibisco di palude, autoctono e molto raro, che si trova oltre che nelle Valli del Mincio solo in Toscana, Friuli e Veneto.
Ormai scomparsa in questi territori, come in quasi in tutta Italia, la scargia[7] (Stratiotes aloides).
Gli uccelli trovano nei canneti e nelle acque del territorio palustre il luogo ideale per deporre le uova e trovare cibo. È la fauna aviare quindi quella più rappresentativa della zona anche più limitrofa alla città.
L'airone rosso, le gallinelle d'acqua, le folaghe con tipico piumaggio nero in contrasto con il bianco che si estende sulla regione frontale, e altri anseriformi utilizzano il lago per "fabbricare" nidi galleggianti al limitare del canneto sulla riva o su accumuli vegetali mai troppo a largo, l'airone cenerino invece, nidifica sugli alberi vicini ai numerosi corsi d'acqua per l'irrigazione che si ramificano per i campi della provincia, luoghi di nidificazione e di caccia anche delle poiane dei tarabusi e delle più "riservate" civette.
La famiglia degli aironi presenti nelle acque del Parco del Mincio, oltre al rosso e al cenerino comprende anche le garzette, svassi, sgarze ciuffetto e le nitticore. Solitamente questi uccelli si osservavano solo nei mesi tra aprile e settembre perché specie migratorie, ma negli ultimi anni hanno preferito sostare anche d'inverno.
Tra le canne si nascondono i nidi della cannaiola e del basettino. Ma le dolci acque del lago e delle paludi del Mincio e del Po sono popolate anche dal pesce gatto, tinca, carpa, persico, anguilla e dal vorace e forte luccio.
È possibile navigare i laghi di Mantova, con crociere che permettono di vedere tutta la città dall'acqua. Unendo l'aspetto storico, artistico e architettonico alla natura di un'oasi naturale più unica che rara.
Lepri, fagiani e volpi possono essere i protagonisti di qualche incontro notturno nelle campagne mantovane.
Rimpinzate dalle generose mani dei visitatori anche anatre e cigni sono da annoverare tra le specie presenti in "suolo" virgiliano, popolando, ormai senza troppi timori della presenza umana, le sponde dei laghi e regalando un forse inatteso contatto con la natura al turista della città d'arte.
[modifica] Clima
| Per approfondire, vedi la voce Stazione meteorologica di Mantova. |
Essendo una cittadina dell'entroterra del Nord Italia, risente del clima rigido invernale dove sono abbondanti le nevicate intorno a dicembre/gennaio. La vicinanza della città al fiume Po porta come conseguenza che, in tutti i periodi dell'anno, il clima sia caratterizzato da una forte umidità: d'inverno si manifesta con grande frequenza il fenomeno della nebbia. Abitando in uno spazio chiuso, com'è la Pianura Padana, d'estate il clima è afoso e umido, con poca ventilazione. La minima storica si ebbe il 16 febbraio 1929 con 19 gradi sotto zero mentre la massima si registrò il 7 luglio 1957 con 38,2 gradi all'ombra. Negli inverni degli anni dal 1930 al 1955 era abbastanza usuale che i laghi attorno alla città gelassero, almeno in parte; l'ultima gelata completa della superficie lacustre si ebbe nel rigidissimo inverno del 1985.
| MANTOVA | Mesi | Stagioni | Anno | ||||||||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Gen | Feb | Mar | Apr | Mag | Giu | Lug | Ago | Set | Ott | Nov | Dic | Inv | Pri | Est | Aut | ||
| T. max. media (°C) | 4,0 | 7,2 | 12,7 | 17,4 | 22,5 | 26,9 | 29,6 | 28,6 | 24,1 | 17,6 | 10,6 | 5,5 | 5,6 | 17,5 | 28,4 | 17,4 | 17,2 |
| T. min. media (°C) | −1,3 | 0,3 | 4,5 | 8,5 | 13,0 | 16,8 | 19,0 | 18,5 | 15,4 | 10,3 | 5,1 | 0,6 | -0,1 | 8,7 | 18,1 | 10,3 | 9,2 |
| Precipitazioni (mm) | 43 | 41 | 47 | 56 | 62 | 58 | 44 | 47 | 54 | 68 | 63 | 51 | 135 | 165 | 149 | 185 | 634 |
| Giorni di pioggia (≥ 1 mm) | 6 | 6 | 7 | 8 | 9 | 7 | 5 | 5 | 6 | 7 | 8 | 7 | 19 | 24 | 17 | 21 | 81 |
| Vento (direzione-m/s) | W 3,0 |
W 3,3 |
E 3,4 |
E 3,5 |
E 3,1 |
E 3,0 |
E 3,0 |
E 2,8 |
E 2,8 |
E 3,0 |
W 3,3 |
W 3,2 |
3,2 | 3,3 | 2,9 | 3 | 3,1 |
Dati meteorologici di Mantova - media trentennale di riferimento 1961-1990
[modifica] Storia
| Per approfondire, vedi la voce Storia di Mantova. |
[modifica] Cronologia storica
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Cronologia antica e medievale
Cronologia dell'epoca gonzaghesca
I martiri di Belfiore condotti al patibolo
Cronologia dal Settecento ad oggi
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| Il mito della fondazione | ||||
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Il mito della fondazione della città è legato a doppio filo con la storia della profetessa Manto, che la tradizione greca vuole figlia dell'indovino tebano Tiresia. Le vicende narrate nel mito vedono una dicotomia di questo personaggio (come anche accadde per quello di Longino): fonti greche narrano che Manto, fuggita da Tebe, si fermò nell'attuale Turchia; altre invece descrivono il suo arrivo, dopo lungo errare, nel territorio, allora completamente palustre, che oggi ospita la città. In questo luogo creò un lago con le sue lacrime; secondo la leggenda queste acque avevano la magica proprietà di conferire capacità profetiche a chi le beveva. Manto avrebbe incontrato e sposato la divinità fluviale Tybris (il Tevere) re dei Toscani, e il loro figlio Ocno (detto anche Bianore) avrebbe fondato una città sulle sponde del fiume Mincio chiamandola, in onore della madre, Mantua. Questa versione mitica della fondazione della città di Mantova è riportata nell'Eneide di Virgilio. Secondo un'altra teoria, Mantova trae l'origine del suo nome da Manth, dio etrusco, signore dei morti del pantheon tirreno. Il mito della fondazione di Mantova trova spazio anche nella Divina Commedia di Dante Alighieri nel XX Canto dell'Inferno, nel quale Dante stesso e la sua guida mantovana Virgilio incontrano gli indovini. Proprio indicando una di queste anime, Virgilio descrive i dintorni della città, il Lago di Garda ed il corso del Mincio che si tuffa nel Po a Governolo per affermare, riferendosi alla leggenda dell'indovina Manto:
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[modifica] Simboli
Stranamente la città è catalogata come città ghibellina, ma lo stemma è tipicamente guelfo (anti-imperiale come quello di Milano o di Genova).
[modifica] Onorificenze
La città di Mantova è la 26ª tra le 27 città decorate con Medaglia d'Oro come "Benemerite del Risorgimento nazionale" per le azioni altamente patriottiche compiute dalla città nel periodo del Risorgimento. Periodo, definito dalla Casa Savoia, compreso tra i moti insurrezionali del 1848 e la fine della prima Guerra Mondiale nel 1918.
Una ulteriore onorificenza, la medaglia di bronzo al merito civile, è stata concessa alla città virgiliana il 31 marzo 2005 per l'azione meritoria svolta dalla popolazione in favore dei soldati italiani e alleati reclusi nei campi di concentramento tedeschi nel periodo 1943-45.
| Medaglia alle Città Benemerite del Risorgimento Nazionale | |
| «In ricompensa del sacrificio da essa compiuta per la causa della redenzione nazionale. Mantova fu uno dei centri più importanti del movimento carbonaro e molti furono i mantovani coinvolti nei moti del 1821 e volontari nella prima guerra d'indipendenza. Proprio nelle file della Legione Bersaglieri Mantovani, comandata dal generale Longoni, combatté Goffredo Mameli nell'aprile del 1848. La notizia della sconfitta di Custoza colse la colonna mantovana alle porte della città che, con Verona, Peschiera e Legnago costituiva il temibilissimo Quadrilatero fortificato austriaco.» |
| Medaglia di bronzo al Merito Civile | |
| «La popolazione mantovana, con encomiabile spirito altruistico ed eccezionale abnegazione si prodigava nell'offrire rifugio assistenza e nascondiglio ai soldati italiani ed alleati prigionieri nei campi di concentramento tedeschi. Luminoso esempio di amor patrio e di solidarietà umana.» — Mantova, 1943-1945 |
[modifica] Monumenti e luoghi d'interesse
[modifica] Architetture religiose
[modifica] Cattedrale di San Pietro (Duomo)
| Per approfondire, vedi la voce Duomo di Mantova. |
Dedicato a San Pietro, l'attuale Duomo in stile romanico con aggiunte gotiche, fu costruito tra il 1395 e il 1401 dopo che un incendio, secoli prima, aveva distrutto un precedente tempio paleocristiano. Fu ristrutturato nel 1545 da Giulio Romano, che lasciò intatta la facciata ma modificò le forme, ispirandosi alle basiliche paleocristiane. L'attuale facciata, in marmo di Carrara, risale al 1761. Il fianco presenta inserti gotici come rosoni, cuspidi e pinnacoli, resti dell'antica facciata. All'interno si può ammirare il soffitto a cassettoni che sovrasta le tre navate: la principale è ornata di statue di sibille e profeti risalenti al Cinquecento. Sotto l'altare maggiore è conservato il corpo incorrotto di Sant'Anselmo da Baggio patrono della città. La Cattedrale, ubicata nella monumentale piazza Sordello, è la sede vescovile di Mantova.
[modifica] Basilica di Sant'Andrea
| Per approfondire, vedi la voce Basilica di Sant'Andrea (Mantova). |
Progettata da Leon Battista Alberti, la Basilica di Sant'Andrea fu edificata a partire dal 1472 e conclusa 328 anni dopo con la costruzione della cupola su disegni di Filippo Juvarra. Nella cripta è custodita all'interno dei Sacri Vasi la reliquia del Preziosissimo Sangue di Cristo portato a Mantova dal centurione romano Longino. In una delle cappelle è conservato il monumento funebre di Andrea Mantegna, sovrastato dall'effigie in bronzo del pittore della corte dei Gonzaga.
[modifica] Basilica Palatina di Santa Barbara
Chiesa della corte dei Gonzaga fu voluta dal duca Guglielmo che incaricò del progetto l'architetto mantovano Giovan Battista Bertani. Parte integrante del Palazzo Ducale, la edificazione della chiesa fu conclusa nel 1572.
[modifica] Rotonda di San Lorenzo
È la chiesa più antica della città, costruita nell'XI secolo durante la dominazione dei Canossa. A pianta centrale rotonda, la Rotonda di San Lorenzo è posta ad un livello più basso di Piazza delle Erbe e conserva al suo interno un matroneo e tracce di affreschi di scuola bizantina risalenti ai secoli XI-XII. Nel corso dei secoli subì trasformazioni radicali; sconsacrata, divenne magazzino tanto che all'inizio del 1900 risultava inglobata in edifici successivi alla sua costruzione. Espropriati nel 1908, la rotonda di San Lorenzo fu restaurata e riaperta nel 1911 e infine riconsegnata alla sua destinazione religiosa originaria nel 1926.
[modifica] Tempio di San Sebastiano
Iniziato nel 1460 da Luca Fancelli su progetto di Leon Battista Alberti, fu completato nel 1529. Sconsacrato nel XVIII secolo fu adibito a diversi usi fino al 1925 quando, dopo un discutibile restauro che ha aggiunto le due scalinate d'ingresso, è stato trasformato in famedio dei caduti mantovani di tutte le guerre.
[modifica] Chiese
- Chiesa di Sant'Apollonia - Via Benzoni 20
- Chiesa di San Barnaba - Piazza Bazzani
- Chiesa di Sant'Egidio - via Frattini
- Chiesa di San Francesco - Piazza San Francesco d'Assisi 5
- Chiesa dei Santi Gervasio e Protasio - Via Trento 1
- Chiesa di San Leonardo - Piazza San Leonardo
- Chiesa della Madonna del Terremoto - Piazza Canossa
- Chiesa di Santa Maria della Carità - Via Corridoni 33
- Chiesa di Santa Maria del Gradaro - Via Gradaro
- Chiesa di Santa Maria della Vittoria - Via Fernelli
- Chiesa di San Martino - Via Pomponazzo
- Chiesa di San Maurizio - Via Chiassi
- Chiesa di Ognissanti - Corso Vittorio Emanuele
- Chiesa di Sant'Orsola - Corso Vittorio Emanuele 53
- Chiesa di Santa Paola - Piazza dei Mille
- Chiesa dei Santi Simone e Giuda - Via Fernelli
- Chiesa di Santo Spirito - Via Vittorino da Feltre
- Chiesa di Santa Teresa - Via Mazzini
[modifica] Sinagoga Norsa Torrazzo
| Per approfondire, vedi la voce Sinagoga Norsa Torrazzo. |
La sinagoga Norsa Torrazzo alla fine dell'Ottocento quando fu decisa la demolizione del quartiere ebraico, tra il 1899 e il 1902, fu trasferita e fedelmente ricostruita nella sua attuale ubicazione in via Govi 11.
[modifica] Architetture civili
[modifica] Palazzo Ducale
| Per approfondire, vedi la voce Palazzo Ducale (Mantova). |
Per il Palazzo Ducale di Mantova è forse più giusto parlare di città-palazzo, in quanto il complesso architettonico è costituito da numerosi edifici collegati tra loro da corridoi e gallerie, ed arricchito da cortili interni, alcuni pensili, e vasti giardini. La reggia dei Gonzaga, per estensione dei tetti, è la seconda in Europa superata unicamente dal Vaticano.
Già prima dell'avvento al potere dei Gonzaga erano stati edificati i primi nuclei del Palazzo, ma la storia del complesso si identifica soprattutto con quella della famiglia che governò la città fino al 1707. Tra le altre, celeberrima è la cosiddetta Camera degli Sposi (Camera picta) nel Castello di San Giorgio, parte della "città-palazzo", affrescata da Andrea Mantegna e dedicata a Ludovico Gonzaga e a sua moglie Barbara di Brandeburgo. Diventata Mantova austriaca, le ristrutturazioni sono proseguite fino alla seconda metà del XVIII secolo per opera dei governatori inviati dall'Imperatore.
[modifica] Palazzo Te
| Per approfondire, vedi le voci Palazzo Te e Sala dei giganti. |
Palazzo Te è opera di Giulio Romano che nel 1525 lo ideò su commissione del marchese Federico II Gonzaga che lo utilizzò per i suoi svaghi. Vi fece dimorare l'amante "ufficiale" Isabella Boschetti. Il "Palazzo dei lucidi inganni" sorgeva al centro di un'isola ricca di boschi e circondata dalle acque di un lago, ora prosciugato: misterioso, ricco di simboli e di miti che risaltano nelle sale stupendamente affrescate anche dallo stesso Giulio Romano, come la celeberrima Sala dei giganti e quella di Amore e Psiche e, non ultima, la sala dei cavalli che celebra le scuderie gonzaghesche all'epoca famose in tutta Europa.
[modifica] Palazzo della Ragione
Il Palazzo della Ragione fu edificato quand'era podestà Guido da Correggio (1242), in epoca comunale, con funzioni pubbliche e allo scopo di consentire le assemblee e le adunanze cittadine. Al piano terreno il palazzo ospitava, come ora, numerose botteghe, mentre nell'ampio salone al piano superiore, si amministrava la giustizia. Sulle pareti di questo ambiente sono visibili i resti di affreschi medievali della fine del XII e del XIII secolo recentemente restaurati. A questo salone si accede tramite una ripida scala posta sotto la Torre dell'Orologio innalzata nel Quattrocento, epoca alla quale risalgono anche i portici che si affacciano su Piazza Erbe. Il Palazzo è ora adibito a sede espositiva ospitando mostre d'arte organizzate dal Comune di Mantova.
[modifica] Palazzo di San Sebastiano
Palazzo di San Sebastiano fu costruito tra il 1506 e il 1508 per volere del marchese Francesco II che lo abitò e vi morì nel 1519. Fu utilizzato dai Gonzaga per trent'anni e già nel 1536 abbandonato e spogliato dai successivi duchi.
Nel salone principale del palazzo vi erano le nove tele del Mantegna raffiguranti I Trionfi di Cesare che furono vendute alla corona inglese ed oggi sono conservate ad Hampton Court. Subì molteplici trasformazioni fino al 1998 quando sono iniziati i restauri. Dal 2005 è adibito a Museo della Città. Nelle sale che conservano ancora tracce di affreschi del glorioso passato come la Camera del Crogiuolo, la Camera delle Frecce, la Camera del Sole e nella Loggia dei Marmi, sono esposti dipinti, statue, busti, fregi e altri reperti architettonici.
[modifica] Palazzo Bonacolsi (Castiglioni)
Situato in Piazza Sordello, fu edificato da Pinamonte dei Bonacolsi intorno al 1272 e riadattato da Luigi Gonzaga dopo la conquista del potere nel 1328. È stato l'antica dimora della famiglia Bonacolsi, che governò la città dal 1272 al 1328. Il palazzo è attualmente ancora dimora della famiglia dei conti Castiglioni, discendente da Baldassarre Castiglione, uomo politico e studioso del XVI secolo, autore de Il Cortegiano. Al piano terra l'originario portone dell'ingresso con grande arco sesto acuto bicolore e decorato con scudi con lo stemma dei Bonacolsi.
[modifica] Palazzo del Podestà
Il Palazzo del Podestà, detto anche "Palazzo del Broletto", fu costruito nel 1227, committente il bresciano Martinengo nominato podestà di Mantova. Unitamente alla torre civica rappresentò il centro amministrativo del comune di Mantova. Verso piazza Broletto fu collegato al palazzo degli ex Magazzini Generali con la costruzione dell'Arengario e al palazzo della Ragione sul lato affacciato su piazza Erbe. Sulla facciata è visibile una statua duecentesca raffigurante Virgilio in cattedra, con la berretta dottorale e le braccia poggiate al leggio che reca incisa l'iscrizione Virgilius Mantuanus poetarum clarissimus.
Subì rifacimenti e modifiche architettoniche anche a causa dei numerosi incendi accaduti nel corso dei secoli. Dal 1462 fu sottoposto ad un'importante ristrutturazione a opera di Giovanni da Arezzo su incarico di Ludovico II Gonzaga. Dell'epoca e legata al gusto di Luca Fancelli, è la merlatura cieca posta a coronamento dell'edificio.
Negli ultimi tre secoli è stato destinato a svariati usi tra cui anche quello di carcere. Negli attuali progetti del Comune di Mantova, il Palazzo verrà restaurato anche per ospitare la sede del Municipio, ritornando ad essere il centro amministrativo della città.
[modifica] Palazzo D'Arco
Fu costruito nel 1784 su un preesistente palazzo del XV secolo dall'architetto Antonio Colonna per la famiglia di origini trentine D'Arco. Caratterizzato dall'ampia facciata neoclassica ispirata all'arte del Palladio, il palazzo è sede museale per i tesori d'arte che contiene: tuttora arredato con i mobili della casata ospita importanti collezioni artistiche tra cui spiccano le tele settecentesche di Giuseppe Bazzani, una biblioteca di oltre seimila volumi e una collezione di strumenti scientifici. Nella Sala dello Zodiaco sono visibili affreschi (1520) attribuiti a Giovanni Maria Falconetto. Nel Palazzo vi si celebrò nel 1810 il processo a Andreas Hofer eroe dell'indipendenza tirolese contro la dominazione francese.
[modifica] Casa del Mantegna
Dimora del pittore Andrea Mantegna, sorse su un terreno donato dal marchese Ludovico Gonzaga che lo nominò pittore di corte nel 1457. È un edificio quadrato di mattoni rossi con al centro un cortile cilindrico spalancato su un tondo di cielo, riproposto nella celeberrima Camera degli sposi in Palazzo Ducale.
[modifica] Casa di Rigoletto
Giuseppe Verdi ne musicò la storia e i mantovani gli diedero la residenza; verso la fine di Piazza Sordello si trova la casa del "Rigoletto", il buffone di corte Gonzaga.
Il personaggio ha in realtà poco di mantovano, l'omonima opera di Verdi infatti venne tratta da un dramma di Victor Hugo e riadattata in territorio mantovano, trasformando il re di Francia nel duca di Mantova, e cambiando il nome del protagonista da Triboulet a Rigoletto.
La struttura quattrocentesca accoglie la scultura del Rigoletto, opera di Aldo Falchi, sistemata nel piccolo cortile interno.
[modifica] Altri palazzi e dimore storiche
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Casa della Beata Osanna Andreasi (Via Frattini 9). Si tratta di un esempio unico di dimora mantovana costruita nel XV secolo, in stile fancelliano, dove vi visse la beata Osanna Andreasi componente di una illustre famiglia che fu partecipe della classe dirigente e culturale dello stato gonzaghesco. Casa del Mercante (angolo tra piazza Erbe e piazza Mantegna). È detta anche "Casa di Boniforte da Concorezzo", antico proprietario che la fece costruire nell'anno 1455. L'edificio è caratterizzato da una sorprendente facciata tutta in cotto con decorazioni di stile veneziano. Casa di Giulio Romano (via Carlo Poma 18). Fu Federico Gonzaga a convincere Giulio Pippi detto Giulio Romano a venire a Mantova. Abbisognando di una abitazione il Giulio Romano, nell'anno 1544, nell'allora Contrada Larga, si costruì la dimora che nonostante un intervento nel 1800 dell'arch. Paolo Pozzo, mantiene inalterato lo stile architettonico del Romano. Palazzo Canossa (piazza Canossa). Il palazzo fu costruito nel Seicento su committenza dei marchesi Canossa, famiglia di antica stirpe proveniente da Verona. La facciata, in bugnato, richiama le soluzioni cinquecentesche di Giulio Romano ed è caratterizzata da un portale di marmo guardato a vista da due cani usciti dallo stemma di famiglia. Altro dettaglio di particolare valore architettonico è un monumentale scalone barocco che conduce al piano nobile del palazzo. Palazzo Colloredo (via Carlo Poma 11). Il palazzo noto anche come "palazzo Guerrieri Gonzaga", fu acquistato da Giovanni Battista Guerrieri nel 1599 che ne affidò la ristrutturazione all'arch. Antonio Maria Viani. La facciata pre-barocca è caratterizzata e decorata da dodici erme realizzate in malta di calce con una finitura superficiale in marmorino alternanti figure maschili e femminili. Divenuto proprietà dei conti Colloredo, il 30 marzo 1872 viene acquistato dal Comune e destinato a sede degli Uffici Giudiziari del Tribunale. Da allora divenne il "Palazzo di Giustizia" della città. Palazzo Sordi (via Pomponazzo 23). Fu il primo marchese del casato dei Sordi, Benedetto, a volere la costruzione del palazzo omonimo. Commissionò il progetto e il seguimento dei lavori, iniziati nel 1680, all'architetto fiammingo Frans Geffels, prefetto delle fabbriche gonzaghesche. Ne nacque uno dei rari esempi di barocco della città Virgiliana. Di particolare valore sopra il portale d'ingresso, un tondo con La Madonna col Bambino, altorilievo di Giovanni Battista Barberini, opera inserita in un facciata d'ordine dorico e ad intonaco e parzialmente a bugnato rustico ricca di altre decorazioni e bassorilievi in marmo e stucco. Il Palazzo è privato e quindi chiuso al pubblico. Palazzo Valenti Gonzaga (via Pietro Frattini 7). Residenza dei marchesi Valenti Gonzaga fin dal 1500, il palazzo fu oggetto di una radicale trasformazione nel XVII secolo, costituendo un impianto architettonico gigantesco, fastoso all'esterno, stupefacente il cortile interno riccamente decorato a stucco, e ricco d'affreschi e statue d'autore all'interno. Rappresenta da allora uno degli esempi più importanti di architettura e decorazioni del periodo barocco a Mantova. Come per altre opere di tale stile, l'autore fu l'architetto Frans Geffels (1625-1694). Ospedale Grande di San Leonardo (Piazza Virgiliana). Voluto da Ludovico III Gonzaga per pubblica assistenza e terminato intorno al 1470 per opera dell'architetto Luca Fancelli, nel 1797 fu trasformato in carcere e successivamente in caserma.
[modifica] PescherieLe Pescherie di Giulio Romano, denominate anche Loggia di Giulio Romano, furono appunto progettate dal grande architetto del manierismo. L'opera, eseguita del 1536, consistette nella trasformazione dell ponte medievale che attraversava il Rio con la costruzione di due porticati paralleli che furono destinati al commercio del pesce. [modifica] PontiPonte dei Mulini Ponte di San Giorgio [modifica] PortePorta Giulia [modifica] TeatriTeatro Bibiena (via Accademia 47) Teatro Sociale (piazza Cavallotti) Teatro di Corte dei Gonzaga (non più attivo dal 1896) [modifica] TorriTorre della Gabbia Torre dell'Orologio Torre del Podestà Torre dello Zuccaro Torre dei Gambulini [modifica] Architetture militari[modifica] Castello di San Giorgio
[modifica] Casa di SparafucileEretta in epoca medievale, era parte delle fortificazioni orientali di Mantova, in particolare adibita alla difesa del ponte di San Giorgio, tanto da essere a lungo esclusivamente denominata Rocchetta di San Giorgio. La sua attuale denominazione, utilizzata indifferentemente con quella di Rocca di Sparafucile, si affermò successivamente all'ambientazione, appena fuori Mantova, nella locanda del sicario Sparafucile, del tragico epilogo del Rigoletto, una delle più note opere di Giuseppe Verdi. [modifica] Torre di Sant'AlòLa torre è una costruzione quattrocentesca sita in Piazza Arche che faceva parte del sistema difensivo della città. [modifica] Altri luoghi d'interesse[modifica] Piazza SordelloPiazza Sordello è l'antico fulcro della vita artistica e politica di Mantova, di dimensioni eccezionali (150 × 60 m) accoglie tra i principali edifici monumentali della città, come il Palazzo Ducale (Palazzo del Capitano e Magnus Domus), il palazzo Acerbi sovrastato dalla torre della Gabbia, il palazzo Bonacolsi (ora Castiglioni), la sede vescovile di palazzo Bianchi (dal nome della famiglia che lo edificò nel Settecento) e il Duomo. Una recente casuale scoperta archeologica (dicembre 2006) ha riportato alla luce i pavimenti a mosaico e i resti di una domus romana d'età imperiale attualmente visitabile all'interno di una struttura provvisoria. [modifica] Piazza BrolettoCon l'ampliamento della città al di là del primitivo nucleo storico, verso l'anno 1190, fu creata Piazza Broletto che ancora oggi è attorniata da edifici del periodo comunale come il Palazzo del Massaro, l'Arengario e il Palazzo del Podestà, detto anche Palazzo del Broletto, con la Torre Comunale. Sulla facciata di quest'ultimo palazzo, spicca una statua duecentesca di scuola veronese raffigurante "Virgilio in cattedra", tradizionalmente chiamata nel dialetto locale "La Vecia" (la vecchia). [modifica] Piazza delle ErbePiazza delle Erbe, da sempre luogo di scambi commerciali, si apre a sud con la Casa di Giovan Boniforte da Concorezzo (o Casa del Mercante) del 1455, continua con la romanica Rotonda di San Lorenzo, la Torre dell'Orologio, il Palazzo della Ragione e si chiude con Palazzo Broletto (o del Podestà) edificato nel XII secolo che la separa e dà il nome all'adiacente piazza. [modifica] Piazza CanossaSulla piazza si affacciano il seicentesco Palazzo Canossa, la chiesa della Madonna del Terremoto e, sul terzo lato, un palazzo porticato del 1720. Dal Cinquecento ai giorni nostri la piazza cambiò nome diverse volte assumendo in sequenza le denominazioni di Plateola cum uno puteo (piazzetta col pozzo), piazza alberriggia e, nel XVII secolo, piazza del fieno quando con la costruzione di Palazzo Canossa si trasformò in modo definitivo. [modifica] Piazza VirgilianaIn origine esisteva il porto dell'Ancona con il tempo parzialmente interrato. Piazza Virgiliana fu voluta dal generale Sextius Alexandre François de Miollis, governatore durante l'occupazione francese, che indusse le autorità cittadine a trasformare lo spazio informe, spesso parzialmente sommerso dalle esondazione del lago di Mezzo, in una piazza adibita alle esercitazioni militari e a ospitare un monumento che ricordasse essere Mantova la patria di Virgilio. L'incarico fu dato all'arch. Paolo Pozzo. Furono colmati gli avvallamenti e demolite costruzione di scarso valore che cingevano lo spiazzo per consentire l'impianto di alberi, piante e arbusti. Il monumento inaugurato nel 1801, fu demolito nel 1919 per essere sostituito dall'attuale opera in marmo di Carrara, il cui progetto fu affidato all'architetto Luca Beltrami. L'inaugurazione avvenne nel 1927. [modifica] Altre piazze
[modifica] Società[modifica] Evoluzione demograficaAbitanti censiti I comuni di Porto Mantovano, Curtatone, Virgilio e San Giorgio di Mantova, adiacenti alla città, costituiscono con il comune di Mantova un'unica zona residenziale. In questa conurbazione, alla data del 31/12/09, sono risultati 100.182 residenti, divisi in 48.648 abitanti del Comune cittadino e 51.534 dell'hinterland. Questa evoluzione demografica ha suscitato opinioni favorevoli alla trasformazione di comune cittadino e hinterland in un'unica municipalità, denominata indicativamente come "Grande Mantova". La mobilità della popolazione residente nel territorio comunale della città di Mantova, negli ultimi decenni, è stata caratterizzata da una fase d'immigrazione negli anni cinquanta e sessanta del XX secolo. La crescita della popolazione di circa 12.000 unità tra i censimenti Istat del 1951 e del 1971 fu dovuto a nuovi insediamenti industriali e allo sviluppo del terziario cittadino che hanno rappresentato una valida alternativa per la popolazione rurale della provincia mantovana ormai non più assorbita da un settore agricolo velocemente meccanizzatosi. Dai dati ISTAT 1971 ai dati del 2001, il decremento della popolazione si fece rilevante, circa 19.000 abitanti, la gran parte dei quali emigrati nei territori dei comuni confinanti, comunque all'interno della ipotetica "Grande Mantova". Il declino demografico si arresta nel primo decennio del XXI sec., conseguenza di una rilevante immigrazione dall'estero che è andata a compensare la perseverante mobilità in uscita a favore dei comuni dell'hinterland dei cittadini di nazionalità italiana. Alla fine del 2010 risultavano residenti nel comune di Mantova 48.611 abitanti. Come da tradizione consolidata le donne sono più numerose, 26.129, degli uomini, 22.482. Il numero delle famiglia continua ad aumentare (23.312), aumento soprattutto dovuto al regolare trend in diminuzione del numero di componenti delle famiglie mantovane: 2,05. Ad inizio 2011 si è costituito con atto notarile, un comitato a favore dell'unificazione nell'unico comune di Mantova dei quattro comuni circostanti (Curtatone, Porto Mantovano, San Giorgio, Virgilio). [modifica] Etnie e minoranze straniereLa popolazione comunale è stata caratterizzata nell'ultimo decennio, da una crescente immigrazione dall'estero. Al 31/12/2010 gli immigrati stranieri erano 6.124, l'12,6% della popolazione residente. Tra questi gli stranieri comunitari non hanno avuto più, dall'anno 2010, un trend d'incremento impetuoso che fino al 2009 aveva portato il loro numero a quadruplicarsi in tre anni. Al 31/12/2010 sono risultati essere 834, solo 29 più dell'anno prima. Tra gli extracomunitari è venuta meno la sostanziale parità numerica tra i sessi, essendo ora le donne 2.751 più numerose degli uomini (2.539). Tra gli stranieri comunitari 482 sono le donne e 354 gli uomini.
[modifica] Qualità della vita
[modifica] Cultura[modifica] ScuoleScuole secondarie Mantova è dotata di molti istituti di istruzione secondaria superiore di ogni ordine e grado:
Scuole primarie
Scuole secondarie di primo grado
[modifica] UniversitàLa Fondazione Università di Mantova[10](sostenuta dalla Provincia di Mantova, il Comune di Mantova, la Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura di Mantova e l'Associazione degli Industriali della Provincia di Mantova) è stata costituita il 20 dicembre 2001 ed è riconosciuta dalla Regione Lombardia. Facoltà attive:
Altre lauree specialistiche:
[modifica] Istituzioni culturali
[modifica] Biblioteche e archivi
[modifica] Musei e gallerie
Casa del Mantegna
[modifica] Arte
[modifica] Set cinematograficiLista dei maggiori film e miniserie televisive che hanno avuto Mantova come set:
[modifica] Media
[modifica] CucinaTra i piatti della cucina mantovana si possono ricordare: Piatti della cucina mantovana
[modifica] Personalità legate a MantovaSono numerose e varie le personalità che a Mantova sono nate, hanno vissuto a lungo o comunque vi hanno operato significativamente ed hanno avuto rapporti significativi con la città.
[modifica] Eventi
Per quattro edizioni dal 2004 fu organizzato il Mantova Musica Festival sulle orme del consolidato e più noto festival letterario mantovano, una rassegna di musica interessata alle nuove tendenze e frontiere: l'elettronica, il jazz e la musica contemporanea. Con spazi per dibattiti, presentazioni di libri, bande musicali, satira e l'incontro tra la musica e il teatro. Nel 2002 presso le Fruttiere di Palazzo Te e a Palazzo Ducale è stata allestita la Celeste Galeria, Il museo dei Duchi di Mantova. 5 anni di studi scientifici, 60 studiosi coinvolti nelle ricerche, 519.000 visitatori, con una media giornaliera di 3923 biglietti per la mostra che ha riportato nella sua cornice ideale, da tutto il mondo, parte della prestigiosa e imponente collezione dei Gonzaga della seconda metà del Seicento.
Tra il settembre 2006 ed il gennaio 2007, la città - assieme a Verona e Padova - ha organizzato un percorso culturale sull'arte di Andrea Mantegna, in occasione del quinto centenario della morte, avvenuta proprio a Mantova. Già nel 1961 venne realizzata un'esposizione che meritò a Mantova l'appellativo di Città del Mantegna. Per una mostra pittorica quello fu il primo grande evento di massa che portò nella città virgiliana più di 200 000 visitatori. Nel febbraio del 2007 a Valdaro, zona industriale nel territorio del comune di Mantova, durante lavori di scavo sono stati riportati alla luce due scheletri di epoca neolitica. Perfettamente conservati nonostante i 6.000 anni trascorsi, i due individui di sesso diverso furono sepolti faccia a faccia; le ossa delle braccia e delle gambe si sovrappongono in un abbraccio che ha fatto pensare a un amore eterno, tanto che dai media di tutto il mondo sono stati denominati come gli Amanti di Valdaro. [modifica] Geografia antropica[modifica] QuartieriElenco dei quartieri con relativi abitanti al 31/12/2010.[17]
[modifica] EconomiaRicoprono un ruolo importante nell'economia cittadina il commercio al dettaglio e i servizi del terziario. Tra quest'ultimi risaltano la testata giornalistica locale "Gazzetta di Mantova", considerato il più antico quotidiano d'Italia, e la Banca Agricola Mantovana fondata nel 1871 che, in seguito ad un'Offerta pubblica di acquisto del 1999, è entrata a far parte del gruppo bancario Montepaschi. Il processo di acquisizione si è concluso con la fusione per incorporazione di Banca Agricola Mantovana Spa in banca Monte dei Paschi di Siena avvenuta il 22 settembre 2008. Dall'anno 2000 opera con sede in Mantova e alcune altre filiali in provincia, la Banca Popolare di Mantova ceduta nel 2008 dal Banco Popolare alla Banca Popolare di Milano. Rilevanti sono le attività connesse all'allevamento e all'agricoltura e alle industrie trasformatrici delle loro produzioni: si parla soprattutto della produzione di burro, formaggio e di salumi (tra cui spicca il Salame mantovano). Tale importanza è confermata dalla presenza a Mantova di una delle più importanti borse merci agricole della pianura Padana. Il primo ottobre 2006 esordisce a Mantova il primo mercato contadino italiano che anticipò il decreto ministeriale che solo alla fine del 2007 ne regolamenterà l'attività. Nei primi anni del secondo dopoguerra s'insediarono la Cartiera Burgo e industrie chimiche e petrolchimiche. La prima fu la sociètà di raffinamento del petrolio ICIP, oggi IES Italiana Energia e Servizi s.p.a., che costruita a partire dal 1947 iniziò la produzione il 20 dicembre 1953 ed è stata acquisita nell'anno 2007 dal gruppo ungherese MOL. Importante insediamento chimico è la Polimeri Europa del gruppo Eni che continua l'attività dello stabilimento chimico sorto nel 1956 su iniziativa della Edison, proseguita poi sotto altre denominazioni come Montedison e Montedipe. Molto attivi anche il settore dell'abbigliamento, con importanti insediamenti presenti nel territorio comunale della città, Lubiam, Valstar e Corneliani, in particolare specializzati nella moda per uomo, e il settore meccanico dove spiccano la Belleli, passata attraverso una grave crisi negli anni passati, e la SOGEFI, ormai multinazionale attiva nella componentistica per autoveicoli quotata presso la Borsa di Milano fin dal 1986 che nel 2008 ha annunciato la chiusura, definitivamente portata a termine del gennaio dell'anno successivo, dello storico primo stabilimento mantovano. [modifica] Principali aziende operanti in città
[modifica] Infrastrutture e trasporti[modifica] AutostradeDue sono i caselli autostradali dell'autostrada A22 Modena-Brennero, denominati Mantova nord e Mantova sud, sui quali gravita il traffico della città. Altresì negli ultimi anni è stata avanzata la proposta di costruire un'altra Autostrada, la Mantova-Cremona ma ad oggi la situazione è ancora nella fase progettuale. [modifica] AeroportoLa città di Mantova usufruisce per il trasporto aereo principalmente dell'Aeroporto di Verona-Villafranca, raggiungibile dall'autostrada A22 in 20 minuti e del vicino Aeroporto di Montichiari (BS) raggiungibile in 40 minuti. [modifica] Autobus
La città è dotata di un servizio di autobus cittadini e provinciali gestito dall'APAM S.p.A., acronimo di Azienda Provinciale Autotrasporti Mantovani. Il servizio di trasporto pubblico urbano che interessa anche il territorio dei comuni limitrofi, Porto Mantovano, San Giorgio Mantovano, Virgilio e Curtatone, la cosiddetta "Grande Mantova", è fornito attraverso corse di nove linee:
L'APAM adempie anche alla gestione di numerose linee interurbane in massima parte con capolinea nel capoluogo. Tutti i principali e più popolosi centri abitati della provincia sono quindi collegati via autobus con Mantova. Altresì alcune linee hanno destinazioni in località fuori provincia come Brescia, Sirmione, Peschiera del Garda, Mirandola. [modifica] Ferrovie
La stazione di Mantova è attraversata dalla linea passante Verona - Modena ed è capolinea delle linee ferroviarie per Monselice e per Cremona; quest'ultima è percorsa da treni diretti per Milano. Esiste anche una seconda stazione che è denominata Mantova Frassine, che viene usata come scalo merci e passeggeri. Per lo scalo merci se ne sta studiando il trasferimento a Valdaro, collegato direttamente con il porto posto all'imbocco del'idrovia Fissero-Tartaro-Canalbianco-Po di Levante. [modifica] PortiIl porto di Mantova è situato in località Valdaro all'imbocco del canale Mantova - Venezia noto anche come idrovia Fissero-Tartaro-Canalbianco-Po di Levante che consente a navi della V classe per 365 giorni all'anno il collegamento diretto con il mare Adriatico distante 135 km e con la laguna di Venezia. La conca di S. Leone nei pressi di Governolo mette in collegamento il porto di Mantova tramite il canale Fissero con il fiume Po. Un raccordo ferroviario unisce il porto alla linea Mantova-Monselice. Porto Catena è l'antico porto commerciale di Mantova, già attivo dal 1200, ora adibito a sole funzioni turistiche. È situato in una piccola insenatura del lago Inferiore nella quale si immette il Rio, canale artificiale che attraversa la città dal XII secolo. [modifica] Amministrazione
Sindaco: Nicola Sodano (centrodestra) dal 12/04/2010 - ( 1º mandato ) Mantova fa parte di: [modifica] Aziende partecipate[19]
[modifica] Gemellaggi
[modifica] SportLa città di Mantova vanta importanti figure distintesi in ambito sportivo. Il più famoso è senz'altro Tazio Nuvolari, conosciuto anche come il Mantovano volante. Ai due "campioni" mantovani per eccellenza, Nuvolari e il ciclista Learco Guerra, è dedicato un museo provvisoriamente ospitato in alcune stanze del Palazzo Ducale in piazza Sordello. [modifica] CalcioDopo cinque anni di discreti campionati in serie B, alla fine del campionato 2009/2010, l'Associazione Calcio Mantova retrocede in Lega Pro. Il 30 giugno 2010 la squadra virgiliana, a causa dell'ammontare dei debiti conseguiti dalla gestione Lori, non riesce ad iscriversi al campionato di Lega Pro, scomparendo in tal modo dal calcio professionistico. Con il fallimento dell'A.C.Mantova un gruppo di tifosi capeggiato dall'ex presidente Alberto Castagnaro ha costituito in data 2/7/2010 l'ASD Mantova Football Club. Il nuovo Mantova riparte dalla Serie D con Bompieri presidente e Alberto Castagnaro consulente. Il Mantova Footbal Club è altresì stato il primo club calcistico italiano ad aver ceduto quote societarie ad un comitato di tifosi, il Mantova United, che detiene il 25% del club. L'Associazione Calcio Mantova, nella sua storia centenaria, fu infatti fondata nel 1911, ha disputato 12 campionati di Serie A, dei quali 5 di Prima Divisione negli anni venti, e 17 campionati di Serie B. Il calcio virgiliano ha raggiunto l'apice nell'arco di tempo che va dal campionato 1958/1959 a quello del 1961/1962, grazie ad una superformazione passata alla storia con l'appellativo di Piccolo Brasile guidata da Edmondo Fabbri, futuro c.t. della Nazionale di calcio dell'Italia. Quella squadra passò in quattro anni dalla quarta serie all'Olimpo del calcio. Dopo due retrocessioni consecutive, dal 1973 i biancorossi (questi i colori sociali dell'Associazione Calcio Mantova) hanno vivacchiato per anni in Serie C, subendo l'onta di due fallimenti e risollevandosi in seguito all'arrivo dei presidenti Alberto Castagnaro e Fabrizio Lori. Al primo si deve il ritorno in C1 (2003/2004), al secondo il passaggio dalla C1 alla B (Castagnaro in questo caso era Vice Presidente). Doveroso ricordare anche Romano Freddi, che seppur poco amato dalla piazza, fu l'artefice della salvaguardia del calcio a Mantova, quando nell'estate del 1994 la società per la seconda volta fallì. Oltre all'Associazione Calcio Mantova in ambito calcistico Roberto Boninsegna è arrivato fino alla Nazionale di calcio italiana, militando in grandi squadre di Serie A come Cagliari, Inter, Juventus. [modifica] PallavoloBuona la tradizione sportiva mantovana per quanto riguarda la pallavolo maschile. La Pallavolo Mantova conquistò la seria A1 alla fine del campionato 1986-87. Disputò due campionati nella massima serie, venendo poi sostituita per tre anni dalla Gabbiamo Virgilio, comunque invischiate entrambe sul fondo della classifica. [modifica] RugbyDiscreta la tradizione nel rugby cittadino, grazie al Rugby Mantova. La compagine biancorossa, pur non arrivando mai oltre la serie B, vanta un buon seguito ed una storia iniziata nel 1974. Ottimma invece la tradizione provinciale del Rugby con gli Aironi Rugby che il 4 settembre 2010 hanno esordito in Celtic League in trasferta contro il Munster, subendo una sconfitta per 33 a 17. Gioca allo stadio Luigi Zaffanella di Viadana (5.500 posti). Prima della Celtic League ha giocato stabilmente nella massima serie italiana di Rugby e per due anni (2009 e 2010) ha perso la finale scudetto contro il Treviso Rugby. [modifica] CiclismoNel 1931 Learco Guerra vinse il Campionato del mondo di ciclismo, a Copenaghen (Danimarca). Nello stesso anno viene istituita la maglia rosa quale simbolo del primato in classifica ed è proprio Learco Guerra ad indossarla per primo risultando vincitore della tappa inaugurale del 19ºGiro d'Italia, partita da Milano e conclusasi nella natia Mantova. Il "Giro" ha fatto tappa a Mantova otto volte.
Nel 2008 con un crono prologo di fronte a Palazzo Te vinto dalla olandese Mirjam Melchers, è partito il "Giro d'Italia femminile". Mantova è stata anche sede d'arrivo di un'importante corsa ciclistica, la Milano-Mantova, disputata a partire dal 1906 per 24 volte e venendo disputata l'ultima volta nel 1962 con vittoria di Pierino Baffi. [modifica] Canottieri Mincio - Nuoto, tuffi, vela, canottaggio e canoaLa società Canottieri Mincio nasce nel lontano 1883 come una società polisportiva. Le sue origini sono legate agli sport, in particolare quelli acquatici: nuoto, tuffi, vela, canottaggio e canoa sono le discipline che la distinguono e che hanno esportato il suo nome in Italia e nel mondo. Diverse sono anche le personalità che ne hanno fatto la storia: da Gabriele D'Annunzio, che nel 1928 coniò il motto della società (ancora oggi in uso) "Perseverando arrivi", ad Azeglio Mondini, classe 1923 che dal 1937 fu un grande maestro di canottaggio e che formò sportivi d'alto livello come Marco Penna; oppure Giacomo Bottoli ed Andrea Bonezzi (velisti d'alto livello) e Bruno Pizzamiglio che diede vita alla scuola mantovana di tuffi dove sono nati grandi sportivi come Francesco Priori e Massimo Nibioli. [modifica] Altri sportIn tarda primavera a Mantova viene disputata la stracittadina Minciomarcia, corsa podistica non agonistica aperta a tutti. Giunta nel 2011 alla 38º edizione, vede la partecipazione di un numero di partecipanti spesso superiore a 5.000. La serie A2 fu conquistata per due volte, a cavallo dell'anno 2000, dal Circolo Scacchistico Mantovano che, rinato nel 1995, fu in grado di organizzare a Mantova nel 1996 la finale del 56º Campionato Italiano Assoluto di scacchi e la finale del 28º Campionato italiano Femminile. Vi è stata altra breve e sfortunata presenza in serie A2 nell'anno 2010. [modifica] Personalità sportive legate a Mantova
[modifica] Note
[modifica] Bibliografia
[modifica] Voci correlate
[modifica] Altri progetti
[modifica] Collegamenti esterni
Comuni del Parco regionale del Mincio
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