Burt Lancaster
Burt Lancaster, nome completo Burton Stephen Lancaster (New York, 2 novembre 1913 – Century City, 20 dicembre 1994), è stato un attore, regista e produttore cinematografico statunitense.
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Biografia[modifica]
Burt Lancaster nacque a Harlem, uno dei quartieri più poveri di New York, quarto dei cinque figli di James Lancaster, impiegato postale di origine irlandese. Mentre frequentava la DeWitt Clinton High School, vinse una borsa di studio alla New York University per meriti sportivi, ma vi rinunciò per dedicarsi alla sua più grande passione, fare l'acrobata. Insieme all'amico Nick Cravat diede vita al duo acrobatico Lang & Cravat e si esibì come trapezista al Kay Brother Circus, una compagnia che dava spettacoli in Virginia. Nel 1935 sposò una collega del circo, June Ernst, anche lei trapezista. Il matrimonio fu piuttosto breve ma i due si lasciarono da buoni amici.
Nel 1941, dopo 10 anni di attività circense, si slogò un polso e fu costretto a trovarsi un'altra occupazione. Lavorò per qualche tempo come commesso in un grande magazzino, poi in una fabbrica di refrigeratori, infine alle biglietterie per i concerti organizzati dalla CBS di New York. Si arruolò volontario durante la seconda guerra mondiale, con destinazione ai servizi speciali. Nel giugno 1943 venne inviato prima in Africa settentrionale e successivamente sbarcò in Italia con le truppe alleate. Proprio in Italia incontrò Norma Anderson, ausiliaria dell'esercito, vedova di guerra e già madre di un bambino. Nacque un legame sentimentale che, dopo la fine della guerra, si concretizzò nel matrimonio. Norma darà a Lancaster cinque figli e la loro unione durerà ventitré anni.
Nel 1945 la vita di Lancaster cambiò quasi per caso: in ascensore, un agente teatrale lo notò per il suo fisico atletico e, scambiandolo per un attore, gli propose la parte di un sergente tutto d'un pezzo in un lavoro teatrale di Broadway, A Sound of Hunting, un dramma bellico da cui nel 1952 sarà tratto anche il film Otto uomini di ferro. A Broadway avvenne l'incontro con Harold Hecht, che diventò suo agente nonché suo amico, e gli procurò un provino a Hollywood. Nel 1946 il produttore Hal B. Wallis lo scritturò per due film all'anno per sette anni, ma Lancaster riuscì a far inserire nel contratto una clausola che gli permetteva di girare a sua scelta un terzo film all'anno per un'altra casa di produzione.
Proprio grazie a questa clausola, nell'attesa del ruolo per il quale era stato scritturato (Furia nel deserto sarà pronto soltanto un anno dopo), Lancaster girò nel frattempo per la Universal il suo primo film, I gangsters (1946), basato su un racconto di Hemingway, che lo fece subito notare dalla critica e dagli spettatori, che apprezzarono la sua recitazione asciutta e controllata, ma anche la sua prestanza fisica e il sorriso perfetto. Il secondo ruolo importante giunse l'anno dopo con Forza bruta, una pellicola d'ambiente carcerario in cui interpretò un detenuto che, durante un tentativo di evasione, viene ucciso con i compagni.
Wallis continuò a utilizzare Lancaster come protagonista, ma gli assegnò ruoli da "duro", stereotipati e poco convincenti. Nello stesso periodo il produttore aveva sotto contratto un altro giovane attore di bella presenza, Kirk Douglas, che stringerà con Lancaster una solida amicizia. I due comparirono insieme in Le vie della città (1948), un altro gangster-movie che però non entusiasmò la critica.
Desideroso di ampliare la propria immagine e di dimostrare le proprie possibilità drammatiche, Lancaster accettò una paga inferiore e un ruolo da comprimario recitando in Erano tutti miei figli (1948), versione cinematografica dell'omonimo dramma di Arthur Miller che denuncia chi si è servito cinicamente della guerra per ottenere profitti immeritati. Il protagonista del film Edward G. Robinson non poté fare a meno di notare le capacità del giovane Lancaster dopo soli due anni di carriera, e lo elogiò molti anni dopo nella propria autobiografia. Una ulteriore prova drammatica fu quella de Il terrore corre sul filo (1948), che vide Lancaster impegnato in un ruolo tutto giocato sulla psicologia dei personaggi, un thriller costruito in un unico ambiente (in origine si trattava di un radiodramma).
Finalmente soddisfatto dei giudizi della critica, Lancaster si cimentò in una ulteriore sfida: insieme a Hecht costituì una società di produzione, la Norma Productions, allo scopo di realizzare in autonomia i copioni di suo gradimento, senza condizionamenti da parte delle grandi case cinematografiche. Dopo i primi tentativi non perfettamente riusciti, Lancaster finalmente trovò un copione adatto ai suoi trascorsi da acrobata e con il quale poter far sfoggio della propria prestanza fisica: La leggenda dell'arciere di fuoco (1950) gli permise di esibirsi in una serie di virtuosismi da ginnasta, per i quali la casa di distribuzione si premurò di diffondere alla stampa la notizia che l'attore non aveva avuto bisogno di controfigure.
Il film, per il quale Lancaster volle accanto a sé anche il vecchio collega Nick Cravat, fu un tipico prodotto di intrattenimento e procurò enormi incassi, permettendo alla neonata casa di produzione di consolidare la sua posizione economica. Di seguito, l'attore affronterà ruoli molto diversi tra loro, dimostrando grande duttilità ed ecletticità, interpretando parti da allegro furfante in film d'avventura come Il corsaro dell'isola verde (1952), ma anche personaggi più complessi come il cowboy tormentato ne La valle della vendetta (1951), il campione sportivo meticcio Jim Thorpe nel film di denuncia sociale Pelle di rame (1951), e l'ubriacone in Torna piccola Sheba! (1952).
Nel 1953 Lancaster affrontò un nuovo, grande ruolo, quello del sergente Warden, in Da qui all'eternità, riduzione cinematografica dell'omonimo romanzo di James Jones. La sequenza sulla spiaggia tra lui e Deborah Kerr procurò al film qualche noia, ma viene ancor oggi citata tra le scene d'amore più belle e intense di tutta la storia della cinematografia. Al film vennero assegnati ben otto Oscar, ma Lancaster, pur avendo ricevuto la nomination, si vide soffiare la statuetta da William Holden, vincitore per Stalag 17 - L'inferno dei vivi.
Tra i film che Lancaster produsse e interpretò successivamente, sono da ricordare i western Vera Cruz (1954), in cui recitò accanto a Gary Cooper, L'ultimo Apache (1954), Il vagabondo delle frontiere (1955), che sarà la sua prima regia, e La rosa tatuata (1955), che vide l'esordio di Anna Magnani in una produzione americana (interpretazione che valse all'attrice italiana l'Oscar alla miglior attrice).
Nel 1956 arrivò finalmente l'occasione di realizzare un film sul mondo del circo. Ottenuto un budget rilevante, Lancaster e Hecht riuscirono a scritturare come co-protagonisti Tony Curtis e Gina Lollobrigida e lo spettacolare risultato fu Trapezio, che venne diretto da Carol Reed.
Nella seconda metà degli anni cinquanta la casa di produzione di Lancaster e Hecht iniziò a sperimentare le prime difficoltà: i film Sfida all'O.K. Corral (1957) e Piombo rovente (1958), pur memorabili, non resero come nelle aspettative. Nacquero inoltre le inevitabili discussioni fra i due per il differente atteggiamento nelle scelte di produzione, con Hecht più attento al lato economico mentre Lancaster privilegiava nel copione il lato artistico e l'impegno sociale. Ma di nuovo giunse un'occasione d'oro per l'attore, il ruolo di Elmer Gantry ne Il figlio di Giuda (1960), che il regista Richard Brooks, detentore dei diritti, non poté non affidare a Lancaster. L'attore ha sempre dichiarato che questo è il personaggio preferito tra quelli interpretati nella sua carriera: «...interpretare Elmer non significava realmente recitare... mi bastava essere me stesso». Il figlio di Giuda gli consentì di vincere l'unico Oscar della sua carriera, anche se altre tre volte venne nominato come miglior attore: la prima per il già citato Da qui all'eternità, la seconda per L'uomo di Alcatraz (1962) e la terza per la matura interpretazione in Atlantic City, USA (1980).
Il successivo L'uomo di Alcatraz (1962), in cui interpretò il controverso ruolo dell'ergastolano Robert Stroud, appassionato di ornitologia, sarà l'ultimo film prodotto dalla sua società, prima dello scioglimento per insormontabili difficoltà finanziarie.
Il pubblico italiano ricorda con grande rispetto Lancaster per il difficile e complesso ruolo del principe di Salina ne Il Gattopardo di Luchino Visconti (1963). Il film ebbe un grande successo in Italia e in Francia, ma gli incassi non riuscirono comunque a recuperare gli ingenti investimenti della produzione, veramente faraonici per l'epoca. Nel resto dell'Europa il film fu capito molto meno, e negli Stati Uniti fu un colossale flop, complice soprattutto uno sciagurato montaggio che venne realizzato senza il consenso del regista, con un taglio di ben quaranta minuti di pellicola dall'edizione definitiva. Lo stesso Lancaster si impegnò, con scarso esito, nell'editing della versione americana, illudendosi di poter salvare quello che considerava, a ragione, un capolavoro.
Nel 1964 l'attore interpretò il ruolo di un fanatico generale che trama contro lo stato in Sette giorni a maggio, un inquietante thriller fantapolitico in cui recitò, nella parte del suo antagonista, anche il vecchio amico Kirk Douglas. Nel 1965 fu la volta de Il treno, film bellico ambientato nel 1944 nella Francia occupata dall'esercito nazista. Come il precedente, anche questo film fu diretto da John Frankenheimer, amico personale di Lancaster e suo grande estimatore. Dopo l'epico e grottesco western La carovana dell'alleluja (1965), Lancaster girò I professionisti, uno dei suoi migliori film d'azione, al fianco di Lee Marvin, Robert Ryan e Claudia Cardinale.
Nel 1966, stanco di ruoli di puro intrattenimento, decise di interpretare un altro personaggio anticonvenzionale in Un uomo a nudo (The Swimmer), tratto da un racconto di John Cheever. Il film è l'autoanalisi di un uomo appartenente alla middle class agiata, che ha sopravvalutato il benessere materiale trascurando valori più nobili. Nel corso di una lunga domenica estiva, l'uomo ripercorre la strada di casa fermandosi nelle ville dei suoi vicini e tuffandosi nelle loro piscine, in un percorso di ricerca di sé stesso. Il film, per contrasti con i produttori, uscì solo nel 1968 dopo pesanti modifiche, e fu in assoluto il film di minor successo di Lancaster. Nella maggior parte delle scene della pellicola, l'attore cinquantunenne recitò in costume da bagno ed ebbe modo di sfoggiare una forma fisica ancora perfetta ma, all'uscita della pellicola, si venne a sapere che paradossalmente aveva dovuto seguire un corso di nuoto poiché, nonostante le sue qualità sportive e atletiche, nel corso della sua esistenza non aveva mai imparato a nuotare.
Come Un uomo a nudo anche il successivo Ardenne '44, un inferno (1969) fu un insuccesso commerciale, per cui Lancaster, unicamente allo scopo di risollevare le proprie quotazioni, nel 1970 decise di interpretare il film che qualche anno più tardi non esiterà a definire «un mucchio di ciarpame». Si tratta di Airport (1970), una pellicola del filone "catastrofico" che, pur snobbato dalla critica per tutti gli anni settanta, sarà un genere di grande successo di pubblico. In seguito, dopo ben tre western, Io sono la legge (1971), Io sono Valdez (1971) e Nessuna pietà per Ulzana (1972), Burt Lancaster tornò al film d'azione con Scorpio (1973), Azione esecutiva (1973), Ultimi bagliori di un crepuscolo (1976) e La lunga notte di Entebbe (1977).
Nel 1974 Lancaster tornò in Italia per lavorare ancora con Visconti in Gruppo di famiglia in un interno, e successivamente con Gianfranco De Bosio per il kolossal televisivo su Mosè.
Nel 1976 interpretò il patriarca di una grande famiglia emiliana nel capolavoro di Bernardo Bertolucci Novecento, e un generale americano in La pelle (1981), diretto da Liliana Cavani e tratto dall'omonimo romanzo di Curzio Malaparte.
Colpito da un ictus, si spense nel 1994.
Premi e riconoscimenti[modifica]
La carriera di Lancaster è stata costellata da numerosi premi.
- Oscar per Il figlio di Giuda
- Golden Globe per Il figlio di Giuda
- Miglior attore al Festival di Berlino per Trapezio (1956)
- Coppa Volpi alla Venezia per L'uomo di Alcatraz
- BAFTA come miglior attore per L'uomo di Alcatraz
- BAFTA come miglior attore per Atlantic City, USA
Filmografia[modifica]
Attore[modifica]
Cinema[modifica]
- I gangsters (The Killers), regia di Robert Siodmak (1946)
- Forza bruta (Brute Force), regia di Jules Dassin (1947)
- Furia nel deserto (Desert Fury), regia di Lewis Allen (1947)
- Rivista di stelle (Variety Girl), regia di George Marshall (1947)
- Le vie della città (I Walk Alone), regia di Byron Haskin (1948)
- Erano tutti miei figli (All My Sons), regia di Irving Reis (1948)
- Il terrore corre sul filo (Sorry, Wrong Number), regia di Anatole Litvak (1948)
- Per te ho ucciso (Kiss the Blood Off My Hands), regia di Norman Foster (1948)
- Doppio gioco (Criss Cross), regia di Robert Siodmak (1949)
- La corda di sabbia (Rope of Sand), regia di William Dieterle (1949)
- La leggenda dell'arciere di fuoco (The Flame and the Arrow), regia di Jacques Tourneur (1950)
- L'imprendibile signor 880 (Mister 880), regia di Edmund Goulding (1950)
- La valle della vendetta (Vengeance Valley), regia di Richard Thorpe (1951)
- Pelle di rame (Jim Thorpe - All-American), regia di Michael Curtiz (1951)
- I dieci della legione (Ten Tall Men), regia di Willis Goldbeck (1951)
- Il corsaro dell'isola verde (The Crimson Pirate), regia di Robert Siodmak (1952)
- Torna piccola Sheba! (Come Back, Little Sheba), regia di Daniel Mann (1952)
- Il sergente Bum! (South Sea Woman), regia di Arthur Lubin (1953)
- Da qui all'eternità (From Here to Eternity), regia di Fred Zinnemann (1953)
- Three Sailors and a Girl, regia di Roy Del Ruth (1953) (non accreditato)
- Il trono nero (His Majesty O'Keefe), regia di Byron Haskin (1954)
- L'ultimo Apache (Apache), regia di Robert Aldrich (1954)
- Vera Cruz, regia di Robert Aldrich (1954)
- Il vagabondo delle frontiere (The Kentuckian), (1955) (anche regia)
- La rosa tatuata (The Rose Tattoo), regia di Daniel Mann (1955)
- Trapezio (Trapeze), regia di Carol Reed (1956)
- Il mago della pioggia (The Rainmaker), regia di Joseph Anthony (1956)
- The Heart of Show Business, regia di Ralph Staub (1957) (narratore)
- Sfida all'O.K. Corral (Gunfight at the O.K. Corral), regia di John Sturges (1957)
- Piombo rovente (Sweet Smell of Success), regia di Alexander Mackendrick (1957)
- Mare caldo (Run Silent Run Deep), regia di Robert Wise (1958)
- Tavole separate (Separate Tables), regia di Delbert Mann (1958)
- Il discepolo del diavolo (The Devil's Disciple), regia di Guy Hamilton (1959)
- Gli inesorabili (The Unforgiven), regia di John Huston (1960)
- Il figlio di Giuda (Elmer Gantry), regia di Richard Brooks (1960)
- Il giardino della violenza (The Young Savages), regia di John Frankenheimer (1961)
- Vincitori e vinti (Judgement at Nuremberg), regia di Stanley Kramer (1961)
- L'uomo di Alcatraz (Birdman of Alcatraz), regia di John Frankenheimer (1962)
- Gli esclusi (A Child Is Waiting), regia di John Cassavetes (1963)
- Il Gattopardo, regia di Luchino Visconti (1963)
- I cinque volti dell'assassino (The List of Adrian Messenger), regia di John Huston (1963)
- Sette giorni a maggio (Seven Days in May), regia di John Frankenheimer (1964)
- Il treno (The train), regia di John Frankenheimer (1964)
- La carovana dell'alleluja (The Hallelujah Trail), regia di John Sturges (1965)
- I professionisti (The Professionals), regia di Richard Brooks (1966)
- All About People, regia di Saul Rubin (1967) (narratore)
- U.S. Water Polo, regia di Gabor Nagy (1968) (narratore)
- Joe Bass l'implacabile (The Scalphunters), regia di Sydney Pollack (1968)
- Un uomo a nudo (The Swimmer), regia di Frank Perry (1968)
- Ardenne '44, un inferno (Caste Keep), regia di Sydney Pollack (1969)
- I temerari (The Gypsy Moths), regia di John Frankenheimer (1969)
- Airport, regia di George Seaton (1970)
- Io sono la legge (Lawman), regia di Michael Winner (1971)
- Io sono Valdez (Valdez Is Coming), regia di Edwin Sherin (1971)
- Nessuna pietà per Ulzana (Ulzana's Raid), regia di Robert Aldrich (1972)
- Scorpio, regia di Michael Winner (1973)
- Azione esecutiva (Executive Action), regia di David Miller (1973)
- L'uomo di mezzanotte (The Midnight Man), 1974
- Gruppo di famiglia in un interno, regia di Luchino Visconti (1974)
- Buffalo Bill e gli indiani (Buffalo Bill and the Indians, or Sitting Bull's History Lesson), regia di Robert Altman (1976)
- Novecento, regia di Bernardo Bertolucci (1976)
- La lunga notte di Entebbe (film TV) (Victory at Entebbe), regia di Marvin J. Chomsky (1976)
- Cassandra Crossing (The Cassandra Crossing), regia di George Pan Cosmatos (1976)
- Ultimi bagliori di un crepuscolo (Twilight's Last Gleaming), regia di Robert Aldrich (1976)
- L'isola del dottor Moreau (The Island of Dr. Moreau), regia di Don Taylor (1977)
- Vittorie perdute (Go Tell the Spartans), regia di Ted Post (1978)
- Zulu Dawn, regia di Douglas Hickox (1979)
- Atlantic City, USA, regia di Louis Malle (1980)
- Il branco selvaggio (Cattle Annie and Little Britches), regia di Lamont Johnson (1981)
- La pelle, regia di Liliana Cavani (1981)
- Il mistero del cadavere scomparso (Dead Men Don't Wear Plaid), 1982 [Archivio fotografico]
- Local Hero, regia di Bill Forsyth (1983)
- Osterman Weekend (The Osterman Weekend), regia di Sam Peckinpah (1983)
- Il sogno della città fantasma (Little Treasure), regia di Alan Sharp (1985)
- Barnum, regia di Lee Philips (1986)
- Due tipi incorreggibili (Tough Guys), regia di Jeff Kanew (1986)
- Il giorno prima, regia di Giuliano Montaldo (1987)
- La bottega dell'orefice, regia di Michael Anderson (1988)
- Rocket Gibraltar, regia di Daniel Petrie (1988)
- L'uomo dei sogni (Field of Dreams), regia di Phil Alden Robinson (1989)
Televisione[modifica]
- Mosè, la legge del deserto (Moses the Lawgiver), regia di Gianfranco De Bosio (1975), miniserie televisiva
- Marco Polo, mini serie TV, 1982
- Verdi, mini serie TV, 1982
- Scandal Sheet, regia di David Lowell Rich, film TV (1985)
- Väter und Söhne - Eine deutsche Tragödie, mini serie TV, 1986
- On Wings of Eagles, regia di Bernhard Sinkel, mini serie TV, (1986)
- I promessi sposi, regia di Salvatore Nocita, mini serie TV, 1989
- The Phantom of the Opera, film TV, regia di Tony Richardson (1990)
- Il viaggio del terrore: la vera storia dell'Achille Lauro, regia di Alberto Negrin, film TV (1990)
- Separate But Equal, regia di George Stevens Jr., film TV (1991)
Regista[modifica]
- Il vagabondo delle frontiere (The Kentuckian) (1955)
- L'uomo di mezzanotte (The Midnight Man) (1974)
Produttore[modifica]
Doppiatori italiani[modifica]
- Emilio Cigoli in Tavole separate, Sfida all'O.K. Corral, Sette giorni a maggio, Il sergente Bum, La rosa tatuata, Il terrore corre sul filo, Per te ho ucciso, Vera Cruz, Trapezio, Pelle di rame, Il treno, Le vie della città, Vincitori e vinti, Piombo rovente, Trono nero, L’uomo di Alcatraz, Nessuna pietà per Ulzana, Il corsaro dell'isola verde, Da qui all'eternità, Doppio gioco, La carovana dell'alleluia, Forza bruta, Il kentuckiano/Il vagabondo delle frontiere, Il mago della pioggia, La leggenda dell'arciere di fuoco, Gli inesorabili, L’imprendibile signor 880, I gangsters
- Giuseppe Rinaldi in Joe Bass l'implacabile, Airport, Azione esecutiva, Mosè, la legge del deserto, Novecento, Cassandra Crossing, Zulu Dawn, Due tipi incorreggibili, Marco Polo, I promessi sposi, Il giorno prima
- Pino Locchi in La pelle, L'uomo dei sogni, Ardenne '44 un inferno
- Renato Turi in Io sono la legge, Scorpio, Io sono Valdez
- Vittorio Di Prima in Padri e figli, La bottega dell'orefice
- Gianni Musy in Buffalo Bill e gli indiani, Atlantic City
- Gualtiero De Angelis in L'ultimo apache
- Corrado Gaipa in Il Gattopardo
- Giuliana Maroni in I cinque volti dell'assassino
- Sergio Graziani in I professionisti
- Massimo Foschi in Gruppo di famiglia in un interno
- Giulio Bosetti in Verdi
Altri progetti[modifica]
Commons contiene immagini o altri file su Burt Lancaster
Wikiquote contiene citazioni di o su Burt Lancaster
Collegamenti esterni[modifica]
- (EN) Scheda su Burt Lancaster dell'Internet Movie Database
- Filmografia completa dall'archivio Rai
- Articolo su Errol Flynn e Burt Lancaster
| Predecessore | Oscar al miglior attore | Successore |
|---|---|---|
| Charlton Heston per Ben-Hur |
1961 per Il figlio di Giuda |
Maximilian Schell per Vincitori e vinti |
Controllo di autorità VIAF: 115079271 LCCN: n83065628
- Attori statunitensi
- Registi statunitensi
- Produttori cinematografici statunitensi
- Nati nel 1913
- Morti nel 1994
- Nati il 2 novembre
- Morti il 20 dicembre
- Nati a New York
- Premi Oscar nel 1961
- Premi Oscar al miglior attore
- Premi BAFTA al miglior attore protagonista
- Golden Globe per il miglior attore in un film drammatico
- David di Donatello per il miglior attore straniero
- Disturbi della sfera sessuale