Erano tutti miei figli

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Erano tutti miei figli
Titolo originale All My Sons
Lingua originale inglese
Paese di produzione Stati Uniti d'America
Anno 1948
Durata 94 min
Colore bianco e nero
Audio sonoro
Rapporto 1,37 : 1
Genere drammatico
Regia Irving Reis
Soggetto Arthur Miller
Sceneggiatura Chester Erskine
Produttore Chester Erskine
Casa di produzione Universal International Pictures
Fotografia Russell Metty
Montaggio Ralph Dawson
Effetti speciali David S. Horsley
Musiche Leith Stevens
Scenografia Hilyard M. Brown, Bernard Herzbrun, A. Roland Fields, Russell A. Gausman
Costumi Grace Houston
Trucco Carmen Dirigo, Bud Westmore
Interpreti e personaggi

Erano tutti miei figli (All My Sons) è un film statunitense del 1948 diretto da Irving Reis.

È un film drammatico basato sul dramma teatrale All My Sons di Arthur Miller del 1947 ed incentrato su un uomo che scopre che il padre ha venduto aerei da guerra difettati al ministero della difesa e si è reso quindi responsabile di diverse morti, tra cui quella di un suo amico.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Joe Keller è un ricco imprenditore, ex proprietario insieme al suo socio Steve di un'azienda che fabbrica componenti per aerei militari durante la seconda guerra mondiale. La sua fabbrica ha venduto all’aeronautica militare pezzi di ricambio difettosi causando la morte di ventuno giovani piloti. Keller fa ricadere la colpa sul suo socio,che finisce in carcere. Sulla famiglia Keller si abbatte però un'altra disgrazia: il figlio di Joe e sua moglie Kate (Larry) non è mai tornato dalla guerra ed è ormai disperso da tre anni. Kate non riesce ad accettare la cosa e lo aspetta tutte le notti. Giunge a casa Keller (in cui è ambientata l'intero dramma) Ann,la storica fidanzata di Larry.Ann è stata invitata da Chris, l'altro figlio di Joe e Kate sopravvissuto alla guerra, poiché egli vuole sposarla. Ann inoltre è la figlia di Steve, il socio di Joe incriminato e attualmente in carcere. Il matrimonio di Ann e Chris è ostacolato dalla madre di lui che si ostina a credere che il figlio sia vivo, ma anche dall'arrivo di George,fratello di Ann Che intanto è diventato avvocato.George sta tornando dalla prima visita fatta al padre da quando è in carcere, e al suo arrivo si scaglia contro Chris rivelando che sua padre Joe è il vero responsabile per aver consentito la spedizione anni prima di quei pezzi difettosi.Chris ed Ann cercano di gestire la situazione evitando di coinvolgere i genitori di lui e alla fine George va via furioso. Il nodo però giunge al pettine quando Chris vuole convincere sua madre che Larry è morto, per cui egli può sposare Ann; a questo punto Kate rivela che non realizzerà mai la morte del figlio perché vorrebbe dire realizzare che Joe ha ucciso suo figlio (Larry era pilota d'aerei). A questo punto Chris capisce che ciò di cui parlava George è reale e dopo una lite furiosa con il padre scappa via. In sua assenza Ann mostra a Kate una lettera che gli mandò Larry il 25 novembre, il giorno in cui morì.Nella lettera Larry racconta di aver appreso dai giornali lo scandalo provocato dall'azienda del padre e confida a Ann di non sopportare il peso di quella colpa, per cui lascia intuire che nella sua prossima missione si toglierà la vita. Al ritorno di Chris scoppia un'altra grossa lite nella famiglia, Ann mostra anche a Chris la lettera di Larry, il quale la mostrerà al padre. Quest'ultimo, preso dalla disperazione realizza di aver ucciso suo figlio, nonché altri ventun piloti che "erano tutti figli miei", e annuncia di volersi consegnare alla polizia, poi esce di scena e si sente un colpo di pistola.

Produzione[modifica | modifica sorgente]

Il film, diretto da Irving Reis su una sceneggiatura di Chester Erskine con il soggetto di Arthur Miller (autore del dramma teatrale),[1] fu prodotto da Universal International Pictures[2] e girato negli Universal Studios a Universal City in California[3]

Distribuzione[modifica | modifica sorgente]

Il film fu distribuito negli Stati Uniti ad aprile del 1948 al cinema dalla Universal Pictures (premiere a New York il 27 marzo 1948).[2]

Alcune delle uscite internazionali sono state:[4]

  • in Svezia il 26 luglio 1948 (Alla mina söner)
  • in Francia il 17 novembre 1948 (Ils étaient tous mes fils)
  • in Finlandia il 25 febbraio 1949 (Minä syytän)
  • in Danimarca il 21 marzo 1949 (Alle mine sønner)
  • in Portogallo il 27 luglio 1950 (A Sombra do Passado)
  • in Germania Ovest il 15 novembre 1984 (Alle meine Söhne, in prima TV)
  • in Grecia (Itan oloi tous paidia mou)
  • in Yugoslavia (Svi moji sinovi)
  • in Polonia (Synowie)
  • in Spagna (Todos eran mis hijos)
  • in Italia (Erano tutti miei figli)

Critica[modifica | modifica sorgente]

Secondo il Morandini il film risulta fedele "allo spirito del dramma" di Miller ed è anzi proprio questa sua qualità di fondo che paradossalmente, nonostante il buon livello di recitazione degli attori, provoca quelli che sono i principali difetti del film: un "teatralismo di fondo" che "diventa verbosità e genera stanchezza".[5]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Erano tutti miei figli - IMDb - Cast e crediti completi. URL consultato il 25 agosto 2012.
  2. ^ a b Erano tutti miei figli - Crediti per le compagnie di produzione e distribuzione. URL consultato il 25 agosto 2012.
  3. ^ Erano tutti miei figli - Luoghi delle riprese. URL consultato il 25 agosto 2012.
  4. ^ Erano tutti miei figli - IMDb - Date di uscita. URL consultato il 25 agosto 2012.
  5. ^ Scheda di Erano tutti miei figli su MYmovies

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

cinema Portale Cinema: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di cinema