Edmund Goulding

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Edmund Goulding aiuta William Twiddy e "Bill" Easton in una scena che prevede un bacio (1927)

Edmund Goulding (Feltham, 20 marzo 1891Los Angeles, 24 dicembre 1959) è stato un regista e sceneggiatore britannico naturalizzato statunitense . Prima di lavorare in campo cinematografico, Goulding è stato anche attore, commediografo e regista teatrale. Ebbe successo anche come compositore di canzoni e produttore. Nella sua carriera, diresse 41 film.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Nativo del Middlesex, in Inghilterra, Edmund Goulding in gioventù serve l'esercito combattendo durante il primo conflitto mondiale, anche se viene congedato prima dell'armistizio a causa di una ferita riportata in guerra.
Già attivo come sceneggiatore fin dalla prima metà degli anni '10, nel 1921 emigra negli Stati Uniti dove continua questo lavoro, cui si va poi ad aggiungere l'opera come regista. Dal 1923, viene messo sotto contratto dalla MGM, la casa di produzione di Culver City per cui scriverà numerose sceneggiature, ma che lo impiegherà soprattutto come regista.
Nel 1932, dirige Grand Hotel, uno dei cosiddetti film "all star", visto che nel cast figurano Greta Garbo, Joan Crawford, John Barrymore, Lionel Barrymore ed altri. Un melodramma fatto di storie parallele che s'incastrano l'una con l'altra. La pellicola vince l'Oscar al miglior film. Del 1939 è il melodramma Il grande amore, tipica opera del periodo ed anche del regista che negli anni era andato specializzandosi in drammi sofisticati e complessi che si rivelerà ancora nel film dello stesso anno Tramonto con Bette Davis.
Nel 1946, gira uno dei suoi più grandi successi Il filo del rasoio, un dramma sul disadattamento dei reduci dalla guerra con Tyrone Power e che sarà nominato a ben quattro Oscar. Per contro, nel 1947 il suo film La fiera delle illusioni, un duro dramma, sempre con Power, su un medico che carpisce i segreti dei suoi clienti e finisce a vivere come un fenomeno da baraccone, fu snobbato dal pubblico forse per il suo eccessivo cinismo.
Nel 1950, si dà alla commedia, girando L'imprendibile signor 880 basato sulla storia vera di un improbabile falsario. Muore nel 1959, la sua vita già toccata dalla tragedia: nel 1935, era morta la moglie sposata pochi anni prima quando aveva scoperto di essere ammalata di tisi. La sua vita si conclude altrettanto tragicamente, con il suo suicidio alla vigilia del Natale 1959.

Filmografia[modifica | modifica sorgente]

Regista[modifica | modifica sorgente]

Attore[modifica | modifica sorgente]

Produttore[modifica | modifica sorgente]

Sceneggiatore[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 74037667 LCCN: n85185281