Bette Davis

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Ruth Elizabeth Davis, meglio conosciuta come Bette Davis (Lowell, 5 aprile 1908Neuilly-sur-Seine, 6 ottobre 1989), è stata un'attrice statunitense.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Infanzia difficile[modifica | modifica sorgente]

Figlia primogenita dell'inglese Harlow Morrel e della francese Ruth Favor, venne soprannominata Bette dalla madre, che aveva letto il romanzo La cugina Bette di Honoré de Balzac. Bette trascorse un'infanzia tranquilla fino all'età di sette anni, quando il padre abbandonò la famiglia; la madre, costretta a lavorare per vivere, dovette iscrivere Bette e la sorella in collegio. In questo periodo Bette iniziò a studiare danza con la celebre coreografa e ballerina Martha Graham, e ben presto scoprì una grande passione per la recitazione.

Promessa del teatro[modifica | modifica sorgente]

Dopo essersi diplomata alla Cushing Academy, non riuscì ad essere ammessa alla scuola di recitazione "Eva Le Galienne's Manahattan Civic Repertory".[1] Passò così alla "John Murray Anderson's Dramatic Scool" e, per pagarsi gli studi, posò nuda per la scultrice Anne Coleman Ladd, trovando anche un lavoretto come cameriera.

All'accademia si distinse per la sua bravura nella recitazione in uno spettacolo off Broadway, dal titolo The Earth Between (1923), guadagnandosi l'approvazione dei suoi insegnanti. Sue compagne di corso erano all'epoca Katharine Hepburn e Lucille Ball. Il debutto ufficiale avvenne, sempre a Broadway, verso la fine degli anni venti, con Broken Dishes, in cui ottenne grande successo di pubblico e di critica.

Da comprimaria alla Universal a diva della Warner[modifica | modifica sorgente]

Bette Davis in The Bad Sister, il suo primo film
Bette Davis in Three on a Match (1932)

Nonostante avesse vinto nel 1930 un premio come "migliore attrice giovane dell'anno", il produttore Samuel Goldwyn si rifiutò categoricamente di scritturarla, considerandola "troppo brutta"; tuttavia, nel 1931, Bette fece il suo debutto cinematografico con la casa produttrice Universal, come protagonista nel film Bad Sister, primo film girato con la Universal, al fianco di un emergente Humphrey Bogart, i due attori lavoreranno insieme in altri film tra cui: Three on a match (1932), di Mervin LeRoy, La foresta pietrificata (1936) e Tramonto (1939). Archie Mayo, già sotto contratto con la Warner lancerà, definitivamente, la carrierà dell'attore.[2]

L'anno successivo stipulò un contratto di sette anni con Jack Warner il quale, al momento della firma, le rivolse queste parole: "Hai il fascino di Stanlio e Ollio messi assieme, ma ti prendo per il tuo talento". Sarà proprio alla Warner Brothers, uno dei più importanti studios di Hollywood, che l'attrice trascorrerà il periodo migliore della sua carriera, ma dovrà combattere non poco (talvolta anche per vie legali) per ottenere dai produttori la meritata attenzione.

Bette Davis in Schiavo d'amore (1934)

Farà storia la "presunta" dichiarazione di odio di Bette Davis nei confronti di Joan Crawford, diva della MGM.[3] Nel 1934 la Davis ottenne il suo primo grande successo interpretando, per la RKO, il melodramma Schiavo d'amore (Of Human Bondage) di John Cromwell, in cui impersonò con superba cattiveria una cameriera che sfrutta l'amore e la dedizione di uno studente.

Due volte Premio Oscar[modifica | modifica sorgente]

Alla metà degli anni trenta, il successo di Bette Davis era ormai consolidato, tanto che nel 1936 l'attrice vinse il suo primo Oscar come miglior attrice protagonista per il film Paura d'amare (Dangerous, 1935). A detta della stessa Davis, tale premio fu una sorta di atto riparatorio, poiché l'Oscar le era stato negato l'anno prima, per la sua interpretazione in Schiavo d'amore.

Ormai affermatasi come stella di prima grandezza, l'attrice iniziò a selezionare i copioni più adatti al suo talento e al suo temperamento, rifiutando invece ruoli convenzionali. L'unica parte che non riuscì ad ottenere fu quella di Rossella O'Hara in Via col vento (Gone with the Wind, 1939), dato il suo rifiuto di avere come partner Errol Flynn. La scelta definitiva cadde poi su Vivien Leigh e Clark Gable.

Nel 1938, per una sorta di ripicca, l'attrice si fece costruire una parte su misura (ossia quella di una testarda donna del Sud) nel sontuoso film in costume Figlia del vento (Jezebel), diretto da William Wyler, facendosi addirittura modellare un vistoso abito di colore rosso, stretto in vita e molto scollato, che la rese quanto mai seducente. Figlia del vento ottenne un grande successo, e per la sua interpretazione Bette Davis ricevette il suo secondo Oscar.

Anni quaranta[modifica | modifica sorgente]

Bette Davis in una sequenza del trailer del film Ombre malesi (1940)

Durante i primi anni quaranta Bette Davis conobbe un susseguirsi di trionfi: fu una moglie fedifraga e assassina in Ombre malesi (The Letter, 1940), una perfida donna del Sud, avida di denaro in Piccole volpi (The Little Foxes, 1941), entrambi diretti da William Wyler, e un'aristocratica - prima bruttina ed insicura poi bella e disinvolta - in Perdutamente tua (Now, Voyager, 1942) di Irving Rapper. Tuttavia, verso la fine del decennio, l'attrice si rese conto che la Warner Brothers le proponeva ormai solo film di modesta levatura, cosicché decise di lasciare definitivamente lo Studio presso cui aveva lavorato per ben diciotto anni.

Dopo un breve periodo di oscurità artistica, nel 1950 Bette Davis tornò alla ribalta grazie alla mirabile interpretazione di Margo Channing, una passionale e arguta diva teatrale sul viale del tramonto in Eva contro Eva (All About Eve) di Joseph L. Mankiewicz, film sul mondo del teatro, che le valse una nomination all'Oscar e una Palma d'oro al festival di Cannes. Negli anni seguenti, trovandosi ancora coinvolta in film di medio livello, tornò a dedicarsi al teatro.

Una singolare inserzione e un ritorno "sanguinario"[modifica | modifica sorgente]

Iniziò un periodo poco felice per Bette Davis, la quale, non riuscendo a trovare una scrittura decente, nel 1962 fece pubblicare un amaro e ironico annuncio in una rivista cinematografica: «Madre di tre bambini di 10, 11 e 15 anni, divorziata, americana, trent'anni di esperienza come attrice cinematografica, versatile e più affabile di quanto si dica, cerca impiego stabile a Hollywood. Bette Davis, c/o Martin Baum, G.A.C.[4] Referenze a richiesta».

Nello stesso anno si riscattò grazie a Che fine ha fatto Baby Jane? (What Ever Happened to Baby Jane?), diretto da Robert Aldrich, capolavoro in stile Grand Guignol in cui fu strepitosa grazie al suo travolgente istrionismo, nel ruolo di una nevrotica ex-bambina prodigio che vessa crudelmente la sorella (interpretata dalla sua storica nemica, Joan Crawford), paralizzata in seguito ad un incidente. Il film ottenne un grandissimo successo internazionale, e l'interpretazione dell'attrice fu apprezzatissima sia dal pubblico che dalla critica, tanto da meritare una nomination all'Oscar.

Nel 1964 la Davis ottenne un nuovo successo con la sua performance nell'horror gotico Piano... piano, dolce Carlotta (Hush... Hush, Sweet Charlotte), sempre per la regia di Aldrich, in cui impersonò un'anziana bellezza del Sud che si crede colpevole dell'omicidio del suo ex-fidanzato. Successivamente l'attrice riceverà poche proposte di alto livello, e quasi tutte per parti secondarie in film del terrore. A partire dagli anni settanta si dedicò soprattutto alla televisione.

Tra le sue sporadiche apparizioni cinematografiche di questi anni, vanno ricordate quelle in Assassinio sul Nilo (Death on the Nile, 1978) di John Guillermin, e Le balene d'agosto (The Whales of August, 1987) di Lindsay Anderson, toccante film in cui apparve accanto a tre vecchie glorie del cinema, Lillian Gish, Vincent Price e Ann Sothern. Nel 1972 girò in Italia Lo scopone scientifico con Alberto Sordi; i rapporti con l'attore italiano non sarebbero stati semplici: definirà Sordi antipatico, maleducato e provinciale. [5]. L'attrice, inoltre, ebbe più tardi a dichiarare: «Alberto Sordi lo avevo soprannominato Alberto Sordido. Ho trovato imperdonabile il suo rifiuto di parlare in inglese con me, visto e considerato che parlava un ottimo inglese»[6].

Vita privata[modifica | modifica sorgente]

Bette Davis con Elizabeth Taylor durante una premiazione nel 1981

Bette Davis si è sposata quattro volte:

Nel 1985, la figlia Barbara scrisse il libro My Mother's Keeper, descrivendo la madre come «...un'isterica alcolizzata». La Davis rimase molto colpita e nel 1987 replicò a sua volta, quasi come in risposta, pubblicando l'autobiografico This'n'That (Questo e quello), in collaborazione con Michael Herskowitz.

Sulla sua solitudine di donna e, spesso, anche di artista, la Davis aveva precedentemente fatto pubblicare, nel 1962, una prima autobiografia, The Lonely Life: an Autobiografy.[7]

Ultimi anni[modifica | modifica sorgente]

Nell'ultimo periodo della sua vita la Davis fu afflitta da diversi problemi di salute: dapprima sviluppò una osteomielite, che riuscì a curare; nel 1983 venne operata di un tumore al seno, mentre in rapida successione fu colpita da un ictus e poi da un infarto. Nel 1988 partecipò ancora a un film, Strega per un giorno, nel ruolo di Miranda, una vecchia strega. Morì a Parigi il 6 ottobre 1989, all'età di 81 anni, per l'aggravarsi del suo male. Pochi giorni prima aveva ritirato un premio alla carriera al Festival cinematografico di San Sebastiano.

Le sue spoglie riposano presso il Forest Lawn Memorial Park "Hollywood Hills" di Los Angeles.[8].

Filmografia[modifica | modifica sorgente]

Cinema[modifica | modifica sorgente]

Film e documentari su Bette Davis[modifica | modifica sorgente]

Film TV[modifica | modifica sorgente]

Bette Davis in musica[modifica | modifica sorgente]

A Bette Davis è stata dedicata la canzone Bette Davis Eyes, scritta nel 1974 da Donna Weiss e Jackie DeShannon e portata al successo nel 1981 dalla cantante Kim Carnes.

È inoltre menzionata nella canzone di Bob Dylan Desolation Row e nella sua traduzione Via della povertà di Fabrizio de Andrè, nonché nella canzone Vogue di Madonna.

Premi e nomination[modifica | modifica sorgente]

Doppiatrici italiane[modifica | modifica sorgente]

  • Lydia Simoneschi in La fossa dei peccati, L'uomo proibito, Vorrei sposare, Telefonata a tre mogli, Ho baciato una stella, Sposa contro assegno, Perdutamente tua, La signora Skeffington, L'anima e il volto, Peccato, Eva contro Eva, La diva, Il favorito della grande regina, Pranzo di nozze, Al centro dell'uragano, Il grande capitano, Angeli con la pistola, Quando l'amore se n'è andato, Piano... piano, dolce Carlotta, Alfred Hitchcock presenta
  • Andreina Pagnani in Il conquistatore del Messico, Il conte di Essex, La figlia del vento, Il grande amore, L'amica, Ombre malesi, Il prezzo dell'inganno, Il signore resta a pranzo
  • Gabriella Genta in Chi giace nella mia bara?, Ritorno dall'ignoto, Gli occhi del parco
  • Tina Lattanzi in Piccole volpi, In questa nostra vita
  • Rina Morelli in Che fine ha fatto Baby Jane?, La noia
  • Wanda Tettoni in Agente segreto al servizio di madame Sin, Il grano è verde
  • Anna Miserocchi in Assassinio sul Nilo, Assassinio allo specchio
  • Elsa Camarda in Le balene d'agosto, L'abisso - Storia di una madre e di una figlia
  • Giovanna Scotto in La grande menzogna
  • Lia Zoppelli in Lo scopone scientifico
  • Adriana De Roberto in Ballata macabra
  • Serena Verdirosi in Jimmy il gentiluomo (doppiaggio tardivo)
  • Eva Ricca nei ridoppiaggi di: La foresta pietrificata, Perdutamente tua, L'ambiziosa
  • Ada Maria Serra Zanetti in Il conte di Essex (ridoppiaggio)
  • Roberta Greganti in L'amica (ridoppiaggio)
  • Valeria Valeri in Piccole volpi (ridoppiaggio)
  • Maria Pia Di Meo in Paradiso proibito (ridoppiaggio)
  • Paola Bacci in La figlia del vento (ridoppiaggio)

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ «... la Le Galienne aveva la sensazione che, per garantire la mia presenza nella sua scuola, non fossi abbastanza seria nel mio approccio al teatro...» (Bette Davis, Lo schermo della solitudine, pp. 45-46)
  2. ^ «Il film avviò la carriera di Bogey e non smontò la mia.» (Bette Davis, Lo schermo della solitudine, p. 154)
  3. ^ Secondo l'ultima autobiografia dell'attrice, non ci fu alcuna rivalità tra le due donne. ( Bette Davis, This 'N, New York, G.P. Putnam's Sons, That 1987. )
  4. ^ General Artists Corp.
  5. ^ http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1988/06/29/bette-in-cerca-autore.html La Repubblica, 26/06/1988, Bette in cerca d'autore
  6. ^ Mother Goddam di Whitney Stine, con il commento di Bette Davis, Hawthorn Books, 1974, pp. 333-34 (ISBN 0-8015-5184-6)
  7. ^ Tradotto in italiano con il titolo: Lo schermo della solitudine dal Dott. Filippo Kulberg Taub e dal Prof. Maurizio De Benedictis ( Bette Davis, Lo schermo della solitudine, Roma, Lithos, 2011. )
  8. ^ http://www.findagrave.com/cgi-bin/fg.cgi?page=gr&GRid=258 tomba di Bette Davis a Forest Lawn Memorial Park (Hollywood Hills) Los Angeles, California, Stati Uniti d'America

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Oscar alla migliore attrice Successore
Claudette Colbert
per Accadde una notte
1936
per Paura d'amare
Luise Rainer
per Il paradiso delle fanciulle
Predecessore Oscar alla migliore attrice Successore
Luise Rainer
per La buona terra
1939
per La figlia del vento
Vivien Leigh
per Via col vento

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