Leslie Howard

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Leslie Howard per il film Pigmalione (1938)

Leslie Howard, nato Leslie Howard Steiner, (Londra, 3 aprile 1893Golfo di Biscaglia, 1 giugno 1943), è stato un attore, regista e produttore cinematografico britannico, tra i più rappresentativi del suo tempo.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Leslie Howard nacque a Londra nel distretto di Forest Hill. Il suo nome alla nascita era Leslie Howard Steiner: suo padre, Ferdinand Steiner, era un ebreo ungherese immigrato in Inghilterra e divenuto cittadino britannico nel 1891[1], mentre sua madre Lilian Blumberg apparteneva ad una famiglia londinese della borghesia agiata. Poco dopo la nascita di Leslie Howard, la sua famiglia si trasferì a Vienna, dove rimase per alcuni anni. Rientrata in Inghilterra, la famiglia Steiner si stabilì ad Upper Norwood, Londra.[2] Leslie Howard cominciò ad interessarsi al teatro molto presto, prima in famiglia, incoraggiato dalla madre, e poi durante gli studi all'Alleyn's School di Dulwich, Londra. Nel 1914 prese parte ad un film diretto dallo zio Wilfred Noy, The Heroine of Mons.
Dopo un breve periodo di lavoro come impiegato in una banca, allo scoppio della prima guerra mondiale si arruolò volontario e restò in servizio nella Northamptonshire Yeomanry come second lieutenant fino al maggio del 1916[3]. Nel 1916 sposò Ruth Evelyn Martin, dalla quale ebbe due figli, Ronald (1918-1996) - che divenne poi attore cinematografico e televisivo - e Leslie Ruth (1924-2013).

Gli esordi[modifica | modifica sorgente]

Dopo aver recitato principalmente nei teatri di provincia tra il 1916 e il 1918, partecipando alle tournée di opere di grande successo come Peg O' My Heart e La zia di Carlo, Leslie Howard ottenne il primo ruolo di rilievo a Londra in The Freaks di Arthur Wing Pinero. L'anno seguente, sempre sui palcoscenici londinesi, apparve in The Title di Arnold Bennett e Our Mr. Hepplewhite di Gladys Unger.
Oltre a recitare in teatro, Leslie Howard aveva continuato ad interessarsi al cinema; dopo il primo film del 1914, aveva ottenuto una parte anche in The Happy Warrior (1917), diretto da F. Martin Thornton. Nel 1919 Howard fondò con l'amico Adrian Brunel una casa di produzione cinematografica, la Minerva Films, a Londra, che si avvalse di attori già famosi come C. Aubrey Smith e di uno sceneggiatore importante come A. A. Milne. Leslie Howard recitò anche da protagonista in due dei film da lui prodotti, Five Pounds Reward e Bookworms. La vita della Minerva Film, nonostante l'interesse suscitato (fra i finanziatori figurava anche lo scrittore H. G. Wells) fu però breve, e si chiuse nel 1921[4]. Intanto, nel 1920, il successo ottenuto sulle scene in Mr. Pim Passes By di A. A. Milne era valso a Leslie Howard una scrittura a Broadway. Nel 1920 cambiò definitivamente il suo nome in Leslie Howard[5].

La carriera teatrale[modifica | modifica sorgente]

Leslie Howard ai microfoni della CBS (1937)

Leslie Howard arrivò a New York nell'ottobre 1920, scritturato da Gilbert Miller per la produzione di Just Suppose di A.E. Thomas, all'Henry Miller Theatre di Broadway. Iniziò così la sua fortunata carriera sui palcoscenici di New York e di Londra, alternata, fino al 1936, ai frequenti impegni cinematografici.
Fra i maggiori successi teatrali di Leslie Howard si ricordano Outward Bound di Sutton Vane (1924) — da cui fu in seguito tratto l'omonimo film del 1930, prima prova hollywoodiana dell'attore — The Green Hat di Michael Arlen (1925), Her Cardboard Lover di Valerie Wyngate e P. G. Wodehouse (1927), Escape di John Galsworthy (1927), Berkeley Square di John L. Balderston (1929), The Animal Kingdom di Philip Barry (1932) e The Petrified Forest di Robert E. Sherwood (1935); da questi tre ultimi lavori teatrali furono tratti i film omonimi, interpretati dallo stesso Howard. Nel 1936 produsse, diresse ed interpretò l'Amleto di Shakespeare[6]. La sua ultima apparizione teatrale fu nel ruolo di Horatio Nelson nell'edizione di Cathedral Steps di Clemence Dane realizzata nel 1942 come speciale celebrazione del Trafalgar Day sulla scalinata della cattedrale di St.Paul's a Londra[7]

Numerose furono le partecipazioni di Leslie Howard a trasmissioni radiofoniche, compresi alcuni radiodrammi fra i quali una versione del suo celebre film La Primula Rossa, interpretato nel 1938 con Olivia de Havilland[8].

Leslie Howard fu anche autore di racconti pubblicati su riviste come il New Yorker[9] e Vanity Fair[10], e di alcuni lavori teatrali che produsse, diresse e interpretò: Murray Hill (1927)[11] (ripresa sulle scene e ripubblicata con titoli diversi: Tell Me The Truth[12] e Elizabeth Sleeps Out[13]), Out of a Blue Sky (1930), rielaborazione di una commedia di Hans Chlumberg[14]. Curò anche la messa in scena di un'altra sua commedia, Alias Mrs. Jones, nel 1937, al Little Theatre di Bristol, con la compagnia dei Rapier Players .[15]

La carriera cinematografica[modifica | modifica sorgente]

Leslie Howard e Myrna Loy in The Animal Kingdom (1932)

Dopo il successo teatrale ottenuto a Broadway, Leslie Howard fu chiamato ad Hollywood, dove lavorò fino al 1939, salvo la partecipazione ad alcune produzioni britanniche: Service for Ladies (1931), The Lady is Willing (1934), La Primula Rossa (1934), Pigmalione (1938).

Leslie Howard e Bette Davis in Schiavo d'amore (1934)

Il suo film d'esordio ad Hollywood, Outward Bound (1930), era tratto dal lavoro teatrale da lui interpretato con successo a Broadway, sebbene in un ruolo diverso: nel film Leslie Howard è Tom Prior, ruolo che in teatro era stato interpretato da Alfred Lunt, mentre quello del giovane Henry è interpretato da Douglas Fairbanks Jr.. Successivamente, nei primi anni ad Hollywood, Leslie Howard fu spesso costretto in ruoli sentimentali piuttosto convenzionali e stereotipati. La sua figura elegante e aristocratica gli assicurò subito grande popolarità presso il pubblico femminile, ma lo relegò spesso in ruoli di innamorato nobile e romantico, contrapposto a rivali malvagi e brutali, come nei film Io amo (1931) e Catene (1932), o in storie romantico-avventurose come La voce del sangue e Segreti (1933), uno degli ultimi film di Mary Pickford. In questi primi film fu affiancato ad attrici già celebri, come la citata Mary Pickford, Marion Davies, Norma Shearer e Ann Harding. Sempre nel 1933, Leslie Howard girò un altro film con Douglas Fairbanks Jr., Catturato, una storia di guerra e di eroismo ambientata nelle trincee della prima guerra mondiale.
Un altro ruolo che interpretò più volte sullo schermo è quello dell'uomo conteso da due donne, che da Service for Ladies, Five and Ten (1931) e The Animal Kingdom (1932) - già da lui interpretato con grande successo a Broadway - si riproporrà fino al personaggio di Ashley Wilkes in Via col vento.

Leslie Howard nel trailer de La foresta pietrificata (1936)

Negli anni successivi, consolidata la sua fama e divenuto più selettivo nella scelta dei personaggi, ebbe modo di rivelare anche sullo schermo, come già era accaduto in teatro, le sue doti di interprete in film di maggior impegno e prestigio quali La strana realtà di Peter Standish (1933), riduzione cinematografica della commedia Berkeley Square - da lui già portata sulle scene di Londra e di Broadway nel 1929 - per il quale ottenne la nomination all'Oscar e Schiavo d'amore (1934) con Bette Davis, tratto dal romanzo di William Somerset Maugham. Nel 1934 il grande successo del film La Primula Rossa, nel quale forniva una indimenticabile interpretazione di sir Percy Blakeney, personaggio avventuroso celato sotto la maschera del damerino inglese, lo consacrava definitivamente quale stella di popolarità mondiale. Seguì La foresta pietrificata (1936) - già suo successo teatrale - a fianco di Bette Davis e di Humphrey Bogart, al quale era legato da grande amicizia e che impose come interprete del personaggio di Duke Mantee, opponendosi alle scelte della produzione. La sua intuizione del grande potenziale di Humphrey Bogart si rivelò esatta: Bogart divenne subito un beniamino del pubblico e fu sempre riconoscente all'amico per il sostegno ricevuto.

Negli anni successivi le interpretazioni cinematografiche di Leslie Howard si diradarono. Nel 1936 fu chiamato da Irving Thalberg a interpretare il ruolo di Romeo nel film Giulietta e Romeo diretto da George Cukor, a fianco di Norma Shearer. Sebbene poco tentato dal ruolo di Romeo, Leslie Howard accettò la parte perché considerava quell'imponente tentativo di portare Shakespeare sullo schermo come uno dei più grandi esperimenti cinematografici di quegli anni[16]. Seguirono poi due film nei quali, come già in teatro e nei suoi racconti, Leslie Howard mostrò particolare propensione per la commedia che gli consentiva toni autoironici: Avventura a mezzanotte, a fianco di Bette Davis e Olivia de Havilland, in cui interpretò la caricatura di un attore di teatro vanitoso e facile alle avventure galanti, e Ed ora... sposiamoci, con Joan Blondell e Humphrey Bogart, satira del mondo del cinema, entrambi del 1937.

Nel 1938 Leslie Howard tornò in Inghilterra per interpretare il ruolo del professor Higgins in Pigmalione (1938), dall'omonima commedia di George Bernard Shaw, del quale curò anche la regia con Anthony Asquith e per il quale ricevette la Coppa Volpi al miglior attore alla 6ª edizione della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia nel 1938. L'anno seguente, David O. Selznick lo volle in Via col vento, nel quale interpretò magistralmente il personaggio di Ashley Wilkes. L'ultima produzione hollywoodiana alla quale Howard partecipò fu Intermezzo (1939), in cui ebbe come partner Ingrid Bergman, e di cui fu anche produttore associato.

Leslie Howard nel trailer di Via col vento (1939)

Allo scoppio della seconda guerra mondiale Howard rientrò in Inghilterra dove, dopo aver partecipato a Gli invasori - 49mo parallelo, diretto da Michael Powell, nel ruolo dell'antropologo Philip Armstrong Scott, interpretò, diresse e produsse alcuni film a sfondo patriottico-propagandistico: La Primula Smith (1941), film da lui interpretato e diretto, ispirato al personaggio della Primula Rossa riadattato in chiave anti-nazista secondo il suo gusto per il caricaturale, e Il primo dei pochi (1942), sua ultima interpretazione cinematografica, a fianco di David Niven.

La morte[modifica | modifica sorgente]

Dopo il suo rientro in Inghilterra, Leslie Howard fu impegnato in una serie di trasmissioni radiofoniche della BBC e nella produzione di film di propaganda, come From the Four Corners, da lui scritto e interpretato, e Sesso gentile (1942), sull'impegno bellico delle donne inglesi, di cui curò la regia e di cui fu voce narrante.
Alla fine di aprile del 1943 partì per un giro di conferenze in Portogallo e in Spagna, durante il quale presentò i suoi ultimi film e parlò della sua visione di Amleto. Nel viaggio di ritorno, morì in circostanze misteriose.
Il 1º giugno 1943, mentre Howard era di ritorno in Inghilterra da Lisbona, l'aereo su cui viaggiava, il volo 777 della BOAC, un apparecchio civile con tredici passeggeri e quattro uomini di equipaggio, fu intercettato sul Golfo di Biscaglia da un'intera squadriglia di Junkers Ju 88 e abbattuto in circostanze ancora non chiarite. Il 2 giugno 1943 un aereo della RAAF, l'aeronautica australiana, fu mandato a perlustrare il Golfo di Biscaglia alla ricerca di superstiti. Fu attaccato dalla stessa squadriglia di Junkers: ma era blindato e armato e poté abbattere alcuni caccia tedeschi[17]. Nessun superstite fu recuperato.

Le teorie[modifica | modifica sorgente]

Sul tragico episodio che mise fine alla vita di Leslie Howard furono avanzate varie ipotesi.

La versione più nota e diffusa sostiene che i tedeschi credettero erroneamente che sull'aereo fosse imbarcato Winston Churchill[18]; alcune teorie hanno suggerito in seguito che le conferenze culturali di Leslie Howard fossero in realtà la copertura per una missione diplomatica segreta e che l'attore fosse al servizio dell'Intelligence inglese[19]. Un'altra interpretazione della vicenda, sostenuta nel suo libro dallo stesso figlio di Leslie Howard, ritenne invece che i nazisti avessero voluto punire l'attore, odiato per la sua attività di propaganda anti-nazista[20]. Altre interpretazioni hanno suggerito che l’Intelligence britannica fosse venuta a conoscenza in anticipo di un possibile attacco al velivolo e avesse sacrificato l'aereo per non compromettere il buon esito di future intercettazioni[21]. Nessuna di queste teorie, tuttavia, ha avuto finora una conferma ufficiale.

Un altro filone di ipotesi "complottistiche" prende spunto dalle affermazioni del personaggio del professor Smith, protagonista de La Primula Smith, il quale nel film sostiene col ministro della cultura tedesco la tesi di alcuni studiosi secondo la quale William Shakespeare sarebbe stato solo uno pseudonimo dietro al quale si celava Edward de Vere, 17º conte di Oxford. A partire da questo, è stata elaborata una teoria secondo la quale Howard fu vittima di una cospirazione a causa di questa sua convinzione[22]. Tale ipotesi è stata confutata da più fonti[23]

Teatrografia[modifica | modifica sorgente]

[24][25][26]

  • Peg O’ My Heart di J. Hartley Manners (1916-1917)
  • Charley’s Aunt di Brandon Thomas (1916-1917)
  • The Tidings Brought to Mary di Paul Claudel (1917) nel ruolo dell'Apprendista
  • Under Cover di Roi Cooper Megrue (1917) nel ruolo di Monty Vaughan
  • The Freaks di Arthur Wing Pinero (1918) nel ruolo di Ronald Herrick
  • Romanticismo di Gerolamo Rovetta (1918) nel ruolo del marchese Giacomino D'Arfo
  • The Title di Arnold Bennett (1918) nel ruolo di John Culver
  • Our Mr. Hepplewhite di Gladys Unger (1919) nel ruolo di Lord Bagley
  • Mr. Pim Passes By di A.A. Milne (1920) nel ruolo di Brian Strange
  • The Young Person in Pink di Gertrude Jennings (1920)
  • Kitty Breaks Loose di Kingston Stack (1920) nel ruolo di Mr. Wilson
  • East is West di Samuel Shipman e John B. Hymer (1920) nel ruolo di Billy Benson
  • Just Suppose di A.E. Thomas (1920) nel ruolo di Sir Calverton Shipley - trasferimento a Broadway
  • The Wren di Booth Tarkington (1921) nel ruolo di Roddy
  • Danger di Cosmo Hamilton (1921) nel ruolo di Pery Sturgess
  • The Truth About Bladys di A.A. Milne (1922) nel ruolo di Oliver Blayds-Conway
  • A Serpent’s Tooth di Arthur Richman (1922) nel ruolo di Jerry Middleton
  • The Romantic Age by A.A. Milne (1922) nel ruolo di Gervase Mallory
  • The Lady Cristilinda di Monckton Hoffe (1922) nel ruolo di Martini
  • Anything Might Happen di Edgar Selwyn (1923) nel ruolo di Hal Turner
  • Aren’t We All? di Frederick Lonsdale (1924) nel ruolo di Willie Tatham
  • Outward Bound di Sutton Vane (1924) nel ruolo di Henry
  • The Werewolf di Gladys Unger (1924) nel ruolo di Paolo Moreira
  • Shall We Join the Ladies? di James M. Barrie (1925) nel ruolo di Mr. Preen
  • Isabel di Curt Goetz (1925) nel ruolo di Peter Graham
  • The Green Hat di Michael Arlen (1925) nel ruolo di Napier Harpender
  • Her Cardboard Lover di Valerie Wyngate & P.G. Wodehouse (1927) nel ruolo di André Sallicel
  • Murray Hill di Leslie Howard (1927) nel ruolo di Wrigley
  • Escape di John Galsworthy (1927) nel ruolo di Matt Denant
  • Her Cardboard Lover di Valerie Wyngate & P.G. Wodehouse (1928) nel ruolo di André Sallicel - a Londra
  • Berkeley Square di John L. Balderston (1929) nel ruolo di Peter Standish - a Londra
  • Candle Light di Siegfried Geyer e P.G. Wodehouse (1929) nel ruolo di Josef - ritorno a Broadway
  • Berkeley Square di John L. Balderston (1929) nel ruolo di Peter Standish
  • Out of A Blue Sky di Leslie Howard (1930) da Hans Chlumberg (regia)
  • The Animal Kingdom di Philip Barry (1932) nel ruolo di Tom Collier
  • We Are No Longer Children di Léopold Marchand (1932) (regia)
  • This Side Idolatry di Talbot L. Jennings (1933) nel ruolo di William Shakespeare - a Londra
  • The Petrified Forest di Robert E. Sherwood (1935) nel ruolo di Alan Squier - a Broadway
  • Hamlet di William Shakespeare (1936) nel ruolo di Amleto
  • Alias Mrs. Jones di Leslie Howard (1937) (regia)
  • Cathedral Steps di Clemence Dane (1942) - nel ruolo di Horatio Nelson

Filmografia[modifica | modifica sorgente]

Attore[modifica | modifica sorgente]

Regista[modifica | modifica sorgente]

Produttore[modifica | modifica sorgente]

Doppiatori italiani[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ National Archives, Piece reference HO 144/333/B11330: Nationality and Naturalisation: Steiner, Ferdinand, from Austria. Resident in London. Certificate A6849 issued 26 September 1891.
  2. ^ Leslie Ruth Howard, A Quite Remarkable Father. London: Longmans, 1959.
  3. ^ Supplement to the London Gazette, 16 May 1916, p. 4961
  4. ^ Adrian Brunel: Nice Work: The Story of Thirty Years in British Film Production. London, Forbes Robertson, 1949; in particolare, il capitolo dedicato alla Minerva Films
  5. ^ London Gazette, March 5, 1920, p. 2821
  6. ^ Internet Broadway Database
  7. ^ Ronald Howard: In Search of My Father. New York, St. Martin's Press, 1981. p. 127-129. Anche: Basil Dean: Mind's Eye. Hutchinson, 1973. p. 282-283.
  8. ^ La trasmissione è disponibile in streaming: Lux Radio Theatre 1938 sull'Internet Archive
  9. ^ Leslie Howard su Newyorker.com
  10. ^ Frank Crowninshield (ed.): Short Stories from Vanity Fair 1926-1927. Liveright, 1928
  11. ^ Leslie Howard: Murray Hill: a Comedy in Three Acts. New York-London, Samuel French, 1934
  12. ^ Leslie Howard: Tell Me the Truth : A Comedy in Three Acts. New York-London, Samuel French, 1934)
  13. ^ British Guild Players, Vancouver, 1930; President Theatre, Los Angeles, 18 maggio 1930; Comedy Theatre, New York, 20 aprile 1936
  14. ^ Peter Bauland: The Hooded Eagle: Modern German Drama on the New York Stage. Syracuse University Press, 1968. p. 106
  15. ^ Leslie Ruth Howard, A Quite Remarkable Father. London: Longmans, 1959. p. 232; Western Daily Press and Bristol Mirror, 2 settembre 1937.
  16. ^ Leslie Howard: Romeo Talks! in Film Weekly, 30 maggio 1936
  17. ^ N/461 The story of Sunderland N/461 (EJ134) R.A.A.F.
  18. ^ The Assassination of Ashley Wilkes, di Donald E. Wilkes
  19. ^ Howard e la missione segreta da Franco di Guido Santevecchi
  20. ^ Ronald Howard: In Search of My Father. London: St. Martin's Press, 1984
  21. ^ Joseph B. Smith: Portrait of a Cold Warrior. New York: Random House, 1976
  22. ^ Boyle, Charles: Another Hamlet: The Mystery of Leslie Howard. Forever Press, 2011.
  23. ^ Estel Eforgan, Leslie Howard, the Lost Actor, London, Valentine Mitchell, 2010; Leslie Howard Was Not an Oxfordian su Bardfilm : The Shakespeare and Film Microblog, 7 novembre 2011.
  24. ^ Ronald Howard: In Search of My Father. New York, St. Martin's Press, 1981. p. 247
  25. ^ Teatrografia su Inafferrabile Leslie
  26. ^ Leslie Ruth Howard: A Quite Remarkable Father.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Aldgate, Anthony; Richards, Jeffrey. Britain Can Take It: The British Cinema in the Second World War, Second Edition. London: I.B. Tauris, 2007
  • Brunel, Adrian. Nice Work: The Story of Thirty Years in British Film Production. London: Forbes Robertson, 1949.
  • Colvin, Ian. Flight 777: The Mystery of Leslie Howard Pen & Sword Aviation; Reprint edition 2013. ISBN 978-1-7815-9016-4.
  • Dean, Basil. Mind's Eye. London: Hutchinson, 1973.
  • Eforgan, Estel. Leslie Howard: The Lost Actor. London: Vallentine Mitchell Publishers, 2010. ISBN 978-0-85303-941-9.
  • Howard, Leslie. Murray Hill: a comedy in three acts. New York, Los Angeles, London: S. French, 1934
  • Howard, Leslie. Trivial Fond Records, a cura di Ronald Howard. London: William Kimber & Co Ltd, 1982. ISBN 978-0-7183-0418-8.
  • Howard, Leslie, in Watts, Stephen: Behind the Screen: How Films Are Made. New York: Barker, 1938, p. 78 e segg.
  • Howard, Leslie Ruth. A Quite Remarkable Father: A Biography of Leslie Howard. New York: Harcourt Brace and Co., 1959.
  • Howard, Ronald. In Search of My Father: A Portrait of Leslie Howard. London: St. Martin's Press, 1984. ISBN 0-312-41161-8.
  • Noble, Peter, a cura di. British Film Yearbook for 1945. London: The British Broadcasting Corporation, 1945.
  • Norman, Barry. Film Greats. London: Hodder & Stoughton, 1985
  • Porro, Maurizio. Leslie Howard in Enciclopedia del cinema. Treccani, 2003. disponibile online su Treccani.it
  • Rey Ximena, José. El Vuelo de Ibis. Madrid: Facta Ediciones SL, 2008. ISBN 978-84-934875-1-5.
  • Richards, Jeffrey. The Age of the Dream Palace: Cinema and Society in 1930s Britain. London: I.B. Tauris, 2009. ISBN 9781848851221
  • Richards, Jeffrey. Films and British National Identity: From Dickens to Dad's Army.
  • Van de Neste, Dan. Leslie Howard: Unmasking the Pimpernel, in Films of the Golden Age, Winter 1999-2000, n. 19; parzialmente disponibile online.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]