Osteomielite

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Osteomielite
Osteomielite nella tibia di un bambino
Malattia rara
Codici di esenzione
SSN italiano {{{RaraIT}}}
Classificazione e risorse esterne
ICD-9-CM (EN) 730
ICD-10 (EN) M86
Sinonimi
Eponimi

L'osteomielite è un'infezione dell'apparato osteo-articolare, riguarda al contempo osso e relativa cavità midollare.

Indice

[modifica] Eziologia

Sostenuta soprattutto da batteri, fra cui il più diffuso è lo stafilococco aureo,[1] gli agenti patogeni più comuni cambiano a seconda dell'età: nei bambini vi sono anche l'Escherichia coli mentre negli adulti i gram negativi. Può essere causato anche funghi, virus o parassiti.[2] Essa è la manifestazione più grave delle infezioni che possono verificarsi a danno della struttura scheletrica.

L'osteomielite può essere causata anche da crescita anomala delle ossa o in seguito a esposizioni di gravi fratture.[3]

Esistono tre possibilità per cui si propaghi l'infezione: diffusione ematogena (attraverso il sangue), in seguito a ferite, per contatto con altra strutturà già infetta.

[modifica] Epidemiologia

L'osteomielite è più diffusa in età infantile nei paesi meno industrializzati, mentre al contrario nei paesi più pregrediti si mostra maggiormente negli adulti.

Elenco di alcuni dati raccolti in determinati paesi del mondo:

Nazione Incidenza
Bandiera dell'Inghilterra Inghilterra 0,4 ogni 100.000[4]
Bandiera dell'Italia Italia 19.000 nuovi casi ogni anno e molti di questi vengono contratti in sala operatoria[senza fonte].
Bandiera della Scozia Scozia Anno 1970:8,7 ogni 100.000 Anno 1997: 2,9 ogni 100.000[5]
Bandiera della Lituania Lituania Anno 1982: 11,5 ogni 100.000, Anno 2003 14,3 ogni 100.000

[6]

[modifica] Classificazione

Da un punto di vista clinico presenta forme ad andamento acuto e cronico:

La differenzazione fra forma acuta e forma subacuta è la durata dei sintomi e segni clinici: nella prima meno di 14 giorni, nella seconda più di 14 giorni.[7] Si definisce cronica quando perdura per mesi o anni in cui si mostrano sequestri[8]

[modifica] Sintomatologia

I sintomi e segni clinici cambiano a seconda del luogo colpito, vi può essere una profonda tumefazione o limitazione dei movimenti, nella forma acuta ritardata si osserva febbre e forti dolori.[9] Si possono mostrare infezioni croniche e artrite settica, nella forma subacuta le manifestazioni sono lievi o anche assenti (asintomatico).

[modifica] Diagnosi

Per via dei pochi dati che il paziente può esporre nell'anamnesi solitamente viene diagnosticata in ritardo. Anche le radiografie inizialmente non mostrano alcun cambiamento, dopo circa due settiman dall'inizio dell'infezione si mostrano le prime anomalie. Per anticipare tal periodo di attesa si procede a esami ematochimici con valutazione della velocità di eritrosedimentazione (la VES) e la proteina C reattiva (la PCR). Si arriva ad utilizzare sofisticate tecniche di imaging (come la scintigrafia con Tecnezio 99m) solo in particolari casi, quando la diagnosi non è chiara, la risonanza magnetica è l'esame che fornisce maggiori risultati, ma si prefeerisce non utilizzarlo anche perchè nei bambini si utilizza in anestesia generale.[10] Esistono altri esami diagnostici, come l'ultrasonografia che riesce a dare un quadro sulla grandezza dei danni accessori (come nel caso di un ascesso subperiostale). La biopsia viene preferita nella forma subacuta.

[modifica] Diagnosi differenziale

Occore differenziarla dall'artrite settica e dalla cellulite che arriva a limitare i movimenti ma tramite la presenza o meno dell'eritema si riesce a verificare quale sia il caso. Inoltre anche fratture e masse tumorali possono avere manifestazioni simili. La leucemia soprattutto nelel forme acute mostra un qaudro clinico simile (dolore, zoppia, febbre e osteopenia rilevata da radiografie), occorre fare attenzione ad altri sintomi come ecchimosi e controllare la conta leucocitaria, per il sarcoma di Ewing, la differenzazione avviene tramire biopsia

[modifica] Prognosi

Agli inizi del XX secolo circa il 20% dei pazienti con una osteomielite diffusa andavano incontro alla morte, con le metodiche di nuova concezione il rischio di morte è diventato trascurabile rimanendo solo un 5% circa di possibili complicanze.[11]

[modifica] Terapia

[modifica] Terapia farmacologica

Nella forma acuta occorre somministrare antibiotici in endovena. Si somministrano flucloxacillina e clindamicina (in caso di allergia alle penicilline, per le forme più resistenti vancomicina o teicoplanina). La durata del trattamento cambia a seconda della forma, 4-6 per la forma acuta arrivando alle 12 per quella cronica.[12]

[modifica] Terapia chirurgica

Nella forma cronica si interviene con pulizia chirurgica, prima si procede con l'escissione dei tessuti infetti, i tagli provocati vengono richiusi grazie trapianto di lembi adiacenti. Nella forma acuta preoce non si ricorre ad interventi.

[modifica] Complicanze

Fra le possibili complicanze:

  • Osteomielite ricorrente, il rischio viene diminuito con l'allungarsi della terapia farmacologica
  • Disseminazione a distanza, di carattere molto raro si riscontra nella forma acuta
  • Frattura patologica, per il ciclo osseo che la patologia produce: osteonecrosi > riassorbimento > nuovo osso, il momento in cui tendono maggiormente alla rottura
  • Arresto delle crescita

[modifica] Note

  1. ^ Warner WC., Jr . Osteomyelitis. In: Canale ST, editor. Campbell's operative orthopaedics. St Louis: Mosby; 1998. pp. 578–600.
  2. ^ Gold R. Diagnosis of osteomyelitis. Pediatr Rev. 1991;12:292–297. doi: 10.1542/pir.12-10-292.
  3. ^ Dich VQ, Nelson JD, Haltalin KC. Osteomyelitis in infants and children. A review of 163 cases. Am J Dis Child. 1975;129:1273–1278
  4. ^ Shivarathre D, George H, Kaimal N, James L. (febbraio 2009). Epidemiology of acute haematogenous osteomyelitis in children--a single unit's experience over three different time-periods. . Acta Orthop Belg. 75: 81-6.
  5. ^ Blyth MJ, Kincaid R, Craigen MA, Bennet GC. (gennaio 2001). The changing epidemiology of acute and subacute haematogenous osteomyelitis in children. . J Bone Joint Surg Br. 83: 99-102.
  6. ^ Malcius D, Trumpulyte G, Barauskas V, Kilda A. (maggio 2005). Two decades of acute hematogenous osteomyelitis in children: are there any changes? . Cardiol Prat. 21: 356-9.
  7. ^ Rasool MN. Primary subacute haematogenous osteomyelitis in children. J Bone Joint Surg Br. 2001;83:93–98. doi: 10.1302/0301-620X.83B1.11180
  8. ^ Caputo GM, Cavanagh PR, Ulbrecht JS, Gibbons GW, Karchmer AW. Assessment and management of foot disease in patients with diabetes. N Engl J Med. 1994;331:854–860. doi: 10.1056/NEJM199409293311307.
  9. ^ Apley AG, Solomon L. Apley's system of orthopaedics and fractures. Oxford: Butterworth-Heinemann; 1993. Infection; pp. 31–36
  10. ^ Walter B Greene, Ortopedia di Netter p.151, Milano, Elsevier Masson srl, 2007. ISBN 978-88-214-2949-1
  11. ^ Cervical osteomyelitis associated with intravenous drug use. G Singh, R R Shetty, M J Ravidass, and P G Anilkumar. Emerg Med J. 2006 febbraio 23: e16.
  12. ^ British national formulary p.236, Guida all’uso dei farmaci 4 edizione, Lavis, agenzia italiana del farmaco, 2007.

[modifica] Bibliografia

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