Horst Buchholz
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Horst Werner Buchholz (Berlino, 4 dicembre 1933 – Berlino, 3 marzo 2003) è stato un attore tedesco.
[modifica] Biografia artistica
Nato a Berlino, Horst Buchholz era figlio di un calzolaio. Evacuato con la famiglia durante la seconda guerra mondiale prima in Slesia e poi in Cecoslovacchia, al termine del conflitto ritornò a Berlino, dove cominciò molto giovane la sua carriera come doppiatore e attore teatrale.
Ottenne il primo ruolo cinematografico di rilievo nel 1954 in Marianne de ma jeunesse di Julien Duvivier, ma l'affermazione di Buchholz a livello internazionale avvenne con la vittoria del Palmarès al festival di Cannes nel 1955 per la sua interpretazione in Cielo senza stelle di Helmut Käutner. Il grande successo arriva con l'interpretazione di Le confessioni del filibustiere Felix Krull tratto dal libro di Thomas Mann. Iniziò così una brillante carriera che lo portò a recitare con importanti registi sia in Europa che negli Stati Uniti, imponendosi per la sua recitazione energica ed il volto dai tratti vagamente orientali. Nel 1959, debutta anche sul palcoscenico a Broadway con lo spettacolo Cherie.
Tra i film più importanti ai quali prese parte ci furono I magnifici sette di John Sturges, Uno, due, tre! di Billy Wilder, Fanny di Joshua Logan e Così lontano così vicino! di Wim Wenders.
In Italia ha recitato al fianco di Catherine Spaak ne La noia, diretto da Damiano Damiani, e ne La vita è bella di Roberto Benigni nella parte del medico nazista fissato con gli indovinelli. Anche suo figlio Christopher Buchholz, nato dal suo matrimonio con l'attrice Myriam Bru fa l'attore.
[modifica] Filmografia scelta
- Cielo senza stelle (Himmel ohne Sterne) (1955) di Helmut Käutner
- Il principe folle (Herrscher ohne Krone) (1955) di Harald Braun
- Piccolo posto in paradiso - Le avventure di Robinson (Robinson soll nicht sterben) (1957) di Josef von Baky
- Un amore a Parigi (Monpti) (1957) di Helmut Käutner
- Le avventure del filibustiere Felix Krull (Bekenntnisse des Hochstaplers Felix Krull) (1957) di Kurt Hoffmann
- Resurrezione (Auferstehung) (1958) di Rolf Hansen
- S.O.S. York (Das Totenschiff) (1959) di Georg Tressler
- Questione di vita o di morte (Tiger Bay) (1959) di Jack Lee Thompson
- I cinque del bunker (Nasser Asphalt) (1960) di Frank Wysbar
- I magnifici sette (The Magnificent Seven) (1960) di John Sturges
- Fanny (1961) di Joshua Logan
- Uno, due, tre! (One, two, three) regia di Billy Wilder (1961)
- La noia (1963) di Damiano Damiani
- 9 ore per Rama (Nine Hours to Rama) (1963) di Mark Robson
- Le avventure e gli amori di Miguel de Cervantes (Cervantes) (1967) di Vincent Sherman
- Colpo grosso a Galata Bridge (Operacion Estambul) regia di Antonio Isas Isasmendi (1965)
- Le meravigliose avventure di Marco Polo - lo scacchiere di Dio (La fabouleuse aventure de Marco Polo) (1965) di Denys de la Patellière
- Come quando perché (1969) di Antonio Pietrangeli
- Bees, lo sciame che uccide (1976) di Bruce Geller
- I leoni della guerra (Raid on Entebbe) (1977) di Irvin Kershner
- Notte di morte (Dead of Night) (1977) di Dan Curtis
- Avalanche express (1979) di Mark Robson
- Contro 4 bandiere (1979) di Umberto Lenzi
- Aphrodite (1982) di Robert Fuest
- Sahara, regia di Andrew V. McLaglen (1983)
- Air force aquile dell'aria (Iron Eagle III) (1992) di John Glen
- Così lontano, così vicino (In weiter Ferne, so nah!) (1993) di Wim Wenders
- La vita è bella, regia di Roberto Benigni (1997)
[modifica] Bibliografia
Fernaldo Di Giammatteo, Dizionario universale del cinema, Editori Riuniti
Paolo Mereghetti, Dizionario dei film 2008, Baldini Castoldi Dalai

