Romy Schneider

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Romy Schneider

Romy Schneider (pseudonimo di Rosemarie Magdalena Albach-Retty; Vienna, 23 settembre 1938Parigi, 29 maggio 1982) è stata un'attrice tedesca naturalizzata francese.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Nata nella Vienna post-Anschluss, Romy Schneider era figlia della tedesca Magda Schneider e dell'austriaco Wolf Albach-Retty, attori di successo in Austria. Il padre, convinto sostenitore del nazismo, abbandonò la famiglia quando Romy era ancora molto giovane, legandosi a Trude Marlen, una nota attrice austriaca anche lei di fede nazionalsocialista. L'allontanamento del padre portò a un rafforzamento del legame di Romy con la madre e con il fratello minore Wolfi, nato nel 1941. Dopo un periodo trascorso in collegio, in cui dimostrò un certo talento per la pittura, tornò in famiglia a Vienna. La madre nel frattempo aveva contratto un secondo matrimonio con un pasticcere di Colonia, in Germania, dove da quel momento visse la famiglia.

Magda Schneider influenzò fortemente Romy nell'intraprendere la carriera cinematografica, nonostante la figlia non ne fosse convinta. Romy apparve per la prima volta sullo schermo all'età di soli 15 anni, nel film Wenn der weisse Flieder wieder blüht (1953). Il suo primo successo lo ottenne però l'anno successivo con L'amore di una grande regina (1954), un film sulla giovinezza della Regina Vittoria, per il quale Romy assunse definitivamente il nome d'arte di Romy Schneider, prendendo quindi il cognome della madre, e non quello del padre, che era Albach-Retty.

Il ruolo della baronessa Lehzen, fedele governante della regina Vittoria, venne interpretato nel film proprio da Magda, che ricoprirà il ruolo della madre di Romy in parecchi film dalla stessa girati durante la prima parte della sua carriera, tra cui i più famosi sono quelli della trilogia di Sissi, dedicati all'imperatrice d'Austria Elisabetta. Prodotti nel triennio 1955-1957, le pellicole consentirono a Romy di ottenere un'immensa popolarità, grazie alla carica di freschezza, ingenuità ed entusiasmo che l'attrice seppe infondere al personaggio. Ancora oggi i tre film sono riproposti spesso in televisione, a dimostrazione del loro perdurante successo. Per il grande pubblico che ignora le interpretazioni della seconda parte della carriera dell'attrice, Romy Schneider è semplicemente identificata come "Sissi".

Ai film della trilogia seguirono o si inframmezzarono altri lavori più o meno dello stesso tenore, favole romantiche a lieto fine, o commedie divertenti, in cui l'attrice interpretò sempre la parte della fanciulla pura, onesta e allegra, magari solo sfiorata da tentazioni, come in Eva. Confidenze di una minorenne (1958). Durante questi primi anni di carriera, Romy venne guidata dalla madre nella scelta dei ruoli cinematografici e nella cura della propria immagine, mentre il patrigno ne gestì gli aspetti finanziari.

Ma già alla fine degli anni cinquanta l'attrice iniziò a manifestare una certa insofferenza ai ruoli leggeri fino ad allora ricoperti. Romy rifiutò infatti di girare un quarto film sulla vita di Sissi, già in preparazione. Più tardi confesserà a Karlheinz Böhm, l'attore che interpretava il ruolo di Francesco Giuseppe e con cui rimase sempre in amicizia, di vergognarsi profondamente dei film girati in quel periodo. In una intervista pubblicata in Italia su la Repubblica, Böhm ha anche aggiunto di ritenere che questa insoddisfazione di fondo fosse diventata con il tempo un peso per l'attrice e che abbia contribuito (insieme ad altri fattori molto più determinanti) a condurla all'alcolismo e alla depressione che l'afflissero nell'ultimo periodo della sua vita, prima della tragica fine a soli 44 anni.

La tomba di Romy Schneider.

La vera svolta nella carriera di Romy Schneider avvenne con il film L'amante pura (1958). Durante la lavorazione conobbe Alain Delon e con lui ebbe una lunga relazione sentimentale, trasferendosi a Parigi. Da questo momento recitò in film di produzione prevalentemente francese e italiana, come La piscina (1968) di Jacques Deray, La Califfa (1970) di Alberto Bevilacqua, Ludwig (1973) di Luchino Visconti, dove fu una ben diversa Elisabetta di Baviera, e La morte in diretta (1979) di Bertrand Tavernier, distinguendosi per la luminosa bellezza e il temperamento drammatico.

Nel frattempo, dopo la rottura con Delon nel 1964, la vita sentimentale dell'attrice fu tormentata e complicata dal fallimento di due matrimoni, eventi che la portarono a depressione e alcolismo, malgrado la nascita di due figli, David, nato il 3 dicembre 1966 dal primo matrimonio con il regista Harry Meyen, e Sarah, nata il 21 gennaio 1977 dalla seconda unione con Daniel Biasini, un giornalista franco-italiano, e divenuta oggi anch'essa attrice. La fragilità e l'equilibrio emotivo di Romy vennero ulteriormente compromessi dalla tragica scomparsa del quattordicenne figlio David, che morì il 5 luglio 1981 dopo essere rimasto infilzato da un cancello che tentava di scavalcare.

Inquietante e toccante, il film Fantasma d'amore (1980) di Dino Risi nascose e rivelò di lì a poco tempo il tragico epilogo nella vita reale dell'attrice. Mai ripresasi del tutto dalla perdita del figlio, la Schneider fu trovata morta il 29 maggio 1982 nella casa parigina del produttore Laurent Petin, al quale era legata da circa un anno. La causa del decesso venne attribuita a un fatale attacco cardiaco, anche se la voce di un suicidio ebbe all'epoca molta diffusione.

È sepolta accanto al figlio David, a Boissy-sans-Avoir, un piccolo paese vicino alla capitale francese.

Secondo un articolo del 21 dicembre 2009 del quotidiano tedesco Bild,[1] dal 1976 sino alla morte la Schneider fu vittima di spionaggio da parte della Stasi, i servizi segreti della DDR, per il suo sostegno ad un comitato d'opposizione.[2]

Filmografia[modifica | modifica sorgente]

Doppiatrici italiane[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Bild.
  2. ^ Ansa.it.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Premio César per la migliore attrice Successore
1976
per L'importante è amare
Annie Girardot
per Il caso del dottor Gailland
I
Simone Signoret
per La vita davanti a sé
1979
per Una donna semplice
Miou-Miou
per La dérobade - Vita e rabbia di una prostituta parigina
II

Controllo di autorità VIAF: 2508376 LCCN: n81007093