Peter Finch

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Peter Finch, nome completo Frederick George Peter Ingle-Finch (Kensington, 28 settembre 1916Beverly Hills, 14 gennaio 1977), è stato un attore australiano.

Artista fieramente indipendente, poco incline alle regole dello star system, Peter Finch cercò per quanto possibile di sfuggire alle produzioni più commerciali[1]. Vinse il premio Oscar al miglior attore protagonista nel 1977 per l'interpretazione in Quinto potere, premio che gli fu assegnato postumo poiché l'attore morì improvvisamente durante il tour promozionale del film.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato a Londra, crebbe prima in India, e si trasferì successivamente con il padre in Australia[1], dove compì un lungo tirocinio artistico che lo portò a recitare alla radio, nel teatro e nel cinema australiano durante gli anni trenta e anni quaranta[2]. Durante una rappresentazione de Il malato immaginario di Molière, fu notato da Laurence Olivier che si trovava all'epoca oltreoceano per una tournée e che invitò Finch a tentare la carriera sulle scene londinesi[1].

Finch raggiunse una certa fama come interprete teatrale a Londra, recitando - fra gli altri - nell' Otello di Shakespeare rappresentato nel 1952 accanto a Orson Welles, nel quale interpretò il ruolo del perfido Iago[1]. Nella prima metà degli anni cinquanta ebbe modo di affermarsi definitivamente anche sugli schermi cinematografici, diventando in breve uno dei più versatili e sensibili interpreti del cinema britannico[3], a suo agio nei ruoli più diversi. Tra le sue interpretazioni del periodo, da ricordare lo sceriffo di Nottingham in Robin Hood e i compagni della foresta (1952), l'elegante ladro Flambeau in Uno strano detective, Padre Brown (1954), accanto ad Alec Guinness, il rude soldato australiano de La mia vita comincia in Malesia (1955), il vagabondo Jim Mcauley in Sul sentiero del sole (1957), personaggio laconico e solitario che vaga per la campagna australiana in cerca di lavoro, in compagnia del figlioletto[3].

Dall'inizio degli anni sessanta nella carriera di Finch si susseguirono ruoli sempre più maturi e complessi, che egli seppe sviluppare con capacità istintiva e naturale[2]. Nel film Il garofano verde (1960) interpretò il ruolo tormentato di Oscar Wilde, l'arguto e sofisticato scrittore vittoriano combattuto tra l'infatuazione per Lord Alfred Douglas e il senso di colpa nei confronti di moglie e figli, aggiudicandosi un premio BAFTA. In Eri tu l'amore (1961) ricoprì il ruolo, ispirato alla storia vera del deputato laburista Wilfred Fienburgh, di un astuto e spietato uomo politico che trama fino a raggiungere i vertici della carriera. Il ruolo valse a Finch un secondo premio British Academy e l'Orso d'argento per il miglior attore al Festival Cinematografico di Berlino[2].

Nel 1967 Finch lavorò per la prima volta sotto la direzione di John Schlesinger nel film Via dalla pazza folla, tratto dall'omonimo romanzo di Thomas Hardy, nel ruolo del proprietario terriero Boldwood, accanto a Julie Christie e Terence Stamp. La collaborazione con il regista si rinnovò nel 1971 in Domenica, maledetta domenica, da molti considerata la migliore interpretazione della carriera dell'attore[2], un medico ebreo omosessuale, angosciato e introverso, costretto a dividere con una donna divorziata (Glenda Jackson) la passione per un giovane scultore (Murray Head)[1].

Con Quinto potere (1976) di Sidney Lumet, Finch raggiunse l'apice della carriera con la vigorosa interpretazione di Howard Beale, un conduttore televisivo che giunge ad annunciare in diretta la propria intenzione di suicidarsi, a seguito della minaccia di licenziamento ricevuta dopo il calo dell'indice di gradimento del proprio programma[2]. La performance valse a Finch l'Oscar al miglior attore protagonista nel 1977, premio che gli fu assegnato postumo, poiché l'attore morì improvvisamente per una crisi cardiaca il 14 gennaio dello stesso anno, poco dopo aver terminato le riprese del kolossal bellico I leoni della guerra (1976)[1], nel quale ricoprì il ruolo di Yitzhak Rabin.

Filmografia parziale[modifica | modifica wikitesto]

Doppiatori italiani[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f Le Garzantine - Cinema, Garzanti, 2000, pag. 393
  2. ^ a b c d e Il cinema, grande storia illustrata, De Agostini, 1983, Vol. VII, pag. 74-76
  3. ^ a b Il chi è del cinema, De Agostini, 1984, pag. 176

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Oscar al miglior attore Successore
Jack Nicholson
per Qualcuno volò sul nido del cuculo
1977
per Quinto potere
Richard Dreyfuss
per Goodbye amore mio!
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