Taxi Driver

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Taxi Driver
Taxi Driver.JPG
Travis Bickle (Robert De Niro) durante la celebre scena dello specchio
Titolo originale Taxi Driver
Paese di produzione USA
Anno 1976
Durata 113 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere drammatico, noir, thriller
Regia Martin Scorsese
Soggetto Paul Schrader
Sceneggiatura Paul Schrader
Produttore Julia Phillips
Michael Phillips
Distribuzione (Italia) C.E.I.A.D.
Fotografia Michael Chapman
Montaggio Marcia Lucas
Tom Rolf
Melvin Shapiro
Effetti speciali Tony Parmelee
Musiche Bernard Herrmann
Scenografia Charles Rosen
Trucco Dick Smith
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
(EN)

« You talkin' to me? You talkin' to me? »

(IT)

« Ma dici a me? Ma dici a me? »

(Travis Bickle / Robert De Niro nel monologo di fronte allo specchio)

Taxi Driver è un film del 1976 diretto da Martin Scorsese e scritto da Paul Schrader, vincitore della Palma d'oro al 29º Festival di Cannes.[1]

Considerato uno dei più importanti e controversi film del cinema statunitense, è stato acclamato per le sue scene di forte impatto e per il suo ruvido realismo. È stato spesso definito un film esistenzialista, sia per lo stile narrativo sia per l'ispirazione che Schrader e Scorsese hanno tratto dai romanzi di Dostoevskij, come Memorie dal sottosuolo e Delitto e castigo. Il film ha reso celebri entrambi i suoi attori protagonisti, Robert De Niro e Jodie Foster, quest'ultima solo tredicenne quando il film fu distribuito.

Si trova al trentunesimo posto, ex aequo con Il padrino - Parte II, nella classifica dei migliori film di sempre redatta dai critici e pubblicata dalla rivista inglese Sight and Sound nel 2012, mentre in quella redatta dai registi si trova al quinto posto.[2][3]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

New York: Travis Bickle è un ventiseienne alienato, isolato, depresso, ex marine reduce del Vietnam congedato nel 1973; egli soffre di una insonnia cronica che lo porta a lavorare come tassista notturno. Di giorno spende il suo tempo libero in solitudine, scrivendo un diario e guardando la televisione, e, quando esce, il suo unico svago è la visione di film pornografici in squallidi cinema a luci rosse, mentre di notte guida il suo taxi per tutti i quartieri di New York e le sue uniche frequentazioni sono alcuni colleghi che incontra in un bar durante la pausa.

Travis è affascinato da Betsy, un'impiegata dello staff elettorale del senatore di New York Charles Palantine, candidato alle elezioni presidenziali, il quale promette grandi cambiamenti sociali. La donna è inizialmente colpita da Travis e, dopo un breve corteggiamento, accetta un appuntamento con lui ma l'incontro, a causa della sprovvedutezza di lui, che non riesce ad uscire dalla sua routine portandola in un cinema a luci rosse, si risolve in un fallimento e la donna si allontana con l'intenzione di non rivederlo più.

Travis è disgustato da quello che considera il degrado morale che lo circonda e quando una prostituta di 13 anni di nome Iris (come il personaggio dell'opera di Pietro Mascagni, dove la protagonista viene rapita con l'inganno e indotta alla prostituzione), entra una notte nel suo taxi cercando di fuggire dal suo protettore, Travis cerca in tutti i modi di salvarla dal suo destino; la ragazza però non sembra affatto intenzionata a farsi aiutare, spiegando che probabilmente era "fatta" quando aveva cercato di scappare e che il suo protettore e amante Matthew "Sport" si prende molta cura di lei.

Travis, inascoltato anche quando ritiene di compiere una buona azione e sempre più solo, comincia a soffrire di gravi disturbi psichici e decide di comprare delle pistole e con queste di uccidere il senatore Palantine durante un comizio poiché, a suo pensare, egli rappresenta tutta l'ipocrisia della società statunitense, i nemici che ha sempre tentato di combattere e che non ha mai avuto il coraggio di affrontare, ma, al momento di compiere l'attentato, viene individuato tra la folla dalle sue guardie del corpo, riuscendo fortunosamente a sfuggire alla cattura.

La sera stessa si reca nella zona dove lavora Iris, provoca il suo protettore, Matthew, e finisce con lo sparargli all'addome; quindi, dopo essersi fermato qualche istante sulle scale dell'edificio dove si prostituisce la tredicenne, sale verso la stanza della giovane e, ormai fuori controllo, spara anche all'affittacamere, ferendolo. Viene però a sua volta ferito di striscio al collo da Sport, nel frattempo sopraggiunto alle sue spalle, sanguinante ma ancora vivo, e subito freddato da Travis; identica sorte subisce un mafioso che si trovava nella stanza con Iris, dopo che questi lo aveva ferito al braccio, e infine l'affittacamere, finito con un colpo alla testa nonostante la supplica disperata della ragazza di non sparare. Terminata la sua "missione" Travis cerca di suicidarsi ma tutte le pistole a sua disposizione non hanno più munizioni e sfinito si adagia sul divano dove osserva gli agenti di polizia accorsi a causa della sparatoria.

I frammenti dei quotidiani, ritagliati ed appesi al muro, uniti alla lettera spedita dai genitori di Iris che lo ringraziano per aver liberato la loro figlia, dimostrano che la città si è accorta di lui, considerandolo un eroe metropolitano, non sapendo che nei piani di Travis vi era anche di uccidere un senatore, cosa che se portata a termine avrebbe fatto apparire il protagonista come un assassino agli occhi dei mass media invece che un eroe. Anche Betsy sembra voler tornare sui suoi passi salendo sul suo taxi, ma Travis considera quella vicenda chiusa e si allontana dopo avere offerto la corsa alla donna e l'ultimo sguardo del tassista, riflesso sullo specchietto retrovisore, non chiarisce se egli sia veramente cambiato o se potrà essere soggetto a nuovi scatti di violenza.

Particolarità e interpretazioni[modifica | modifica wikitesto]

La climax della sparatoria finale era, per l'epoca, molto intensa, e mantiene tutta la sua potenza visiva ancora oggi. Nel tentativo di evitare il massimo divieto della censura, Scorsese desaturò i colori della pellicola, rendendo il rosso del sangue meno appariscente. In alcune interviste rilasciate in seguito, Scorsese commentò che col tempo aveva apprezzato il cambiamento dei colori, considerandolo un miglioramento rispetto al girato originale (che non è possibile vedere perché andato perduto).

Suscitò molto scalpore, inoltre, la presenza della giovane Jodie Foster nella scena della sparatoria, considerata troppo forte per una ragazza così giovane. In diverse interviste l'attrice ha però rassicurato che tutto il processo di realizzazione fu eseguito con un occhio di riguardo per lei, che non ne rimase traumatizzata e che il backstage di preparazione degli effetti speciali suscitò in lei molto interesse. Nonostante nella versione originale del film l'età di Iris sia di 12 anni e mezzo, nel doppiaggio italiano l'età è stata arrotondata a 13 anni.

Con gli anni si sono sviluppate diverse teorie sull'epilogo del film, secondo cui le scene finali dopo la sparatoria sono il risultato dell'immaginazione di Travis in fin di vita. Inoltre, non appena Betsy lascia il taxi a pochi fotogrammi dai crediti finali, si può sentire uno strano suono e subito dopo Travis che aggiusta nervosamente lo specchietto retrovisore. Scorsese ha commentato i momenti finali del film dicendo che il rapido sguardo quasi nevrotico di Travis allo specchietto potrebbe rappresentare la possibilità che Travis possa soffrire di nuovo di depressione e scatti d'ira in futuro. Questo finale quasi aperto è stato paragonato a quello di Arancia meccanica di Stanley Kubrick, in cui Malcolm McDowell nei panni di Alex DeLarge sembra riconquistare il suo lato sociopatico nella sua battuta finale: «Ero guarito, eccome!».

Secondo altri punti di vista il finale viene invece considerato come un epilogo letterale che appone la perfetta conclusione a Taxi Driver: «Pregni di ironia, i cinque minuti finali sottolineano la volubilità del destino. I media trasformano Travis in un eroe, mentre se egli fosse riuscito nella sua intenzione di sparare al senatore Palantine, lo avrebbero descritto come un assassino. Quando il film si chiude, il misantropo è stato trasformato in un cittadino modello – qualcuno che affronta papponi, spacciatori e gangster per salvare una giovane ragazza».[4].

La scena più famosa del film è probabilmente quella in cui Travis fa pratica con la pistola davanti allo specchio ed inizia un monologo in cui si rivolge alla sua immagine riflessa: «Ma dici a me? Ma dici a me? … Ma dici a me? Ehi con chi stai parlando? Dici a me? Non ci sono che io qui». Questa scena è stata completamente improvvisata da De Niro; il copione infatti diceva unicamente «Travis parla a se stesso allo specchio».[5] A Scorsese piacque così tanto che decise di tenerla nel montaggio finale. De Niro ha inoltre lavorato come tassista nei sei mesi antecedenti alle riprese, e ha studiato le malattie mentali.

Colonna sonora[modifica | modifica wikitesto]

L'autore della colonna sonora è il celebre Bernard Herrmann (1911-1975), noto per la sua collaborazione con Alfred Hitchcock (in particolare per Psyco). Fu la sua ultima composizione, Herrmann morì prima che il film uscisse nelle sale. Taxi Driver è dedicato alla sua memoria.

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Le riprese si sono svolte tra il giugno e il settembre 1975.[6] La data di uscita nelle sale statunitensi fu l'8 febbraio 1976, mentre in Italia arrivò il 27 agosto 1976.[6]

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Responso della critica[modifica | modifica wikitesto]

La famosa scena del film, riproposta per un volantino pubblicitario

Taxi Driver fu un successo commerciale, ricevette quattro nomination al Premio Oscar e fu premiato al Festival di Cannes con la Palma d'oro. Nel 1998 l'American Film Institute l'ha inserito al quarantasettesimo posto della classifica dei migliori cento film statunitensi di tutti i tempi,[7] mentre dieci anni dopo, nella lista aggiornata, è sceso al cinquantaduesimo posto.[8] Nel 1994 è stato scelto per la conservazione nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti.[9]

La critica ha indicato Taxi Driver come il primo film che, seppure indirettamente, ha raccontato l'impatto della guerra del Vietnam sui soldati che hanno combattuto nel conflitto. Lo stile di vita rude e la scelta di un impiego poco pagato e senza sbocchi evocano le esperienze di molti veterani che hanno sofferto del disturbo da stress post traumatico[10], persone che hanno subito disordini mentali e fisici e che non sono state ricompensate dalla società e dal governo per quello che hanno dato durante le guerre. Una più larga interpretazione potrebbe focalizzarsi sulle ripercussioni di una forte solitudine e dell'alienazione, che inducono a incolpare dei propri demoni chi rappresenta più visibilmente le cose che si considerano sbagliate della società, fino ai percorsi che possono produrre una volontà omicida verso qualcuno.

Il film include un sottile riferimento alle operazioni militari statunitensi in Vietnam. Quando Travis decide di assassinare il senatore Palantine, si taglia i capelli in stile Mohawk. Il particolare fu suggerito dall'attore Victor Magnotta, un amico di Scorsese che ha combattuto in Vietnam e che ha una piccola parte nel film come agente dei servizi segreti. Scorsese affermò che l'attore aveva «… raccontato di alcuni tipi di soldato che penetravano nella giungla. Si tagliavano i capelli in un certo modo; sembravano dei Mohawk… era una situazione speciale, una specie di situazione da commando, e lo facevano in molti… pensammo che fosse una buona idea».[11]

Taxi Driver 2[modifica | modifica wikitesto]

Durante la sua intervista in Inside the Actor's Studio del 1999, Robert De Niro racconta di aver discusso con Scorsese la possibilità di fare un seguito di Taxi Driver. Secondo De Niro, entrambi erano d'accordo che sarebbe stato interessante vedere come Travis Bickle sarebbe finito 30 anni dopo. Durante l'intervista a Scorsese per lo stesso programma nel 2002, il regista ha dichiarato che non ha intenzione di realizzare seguito di nessuno dei suoi film.

Concept[modifica | modifica wikitesto]

Greil Marcus, in una intervista al The Believer (giugno/luglio 2006, p. 78), dice che Scorsese gli raccontò che la prima metà di Taxi Driver è basata sul disco Astral Weeks di Van Morrison. Paul Schrader (sceneggiatore del film) ha raccontato che fonte di ispirazione per Taxi Driver furono i diari dell'aspirante omicida di George Wallace, Arthur Bremer. Gli scritti di Bremer, pubblicati negli USA con il titolo An Assassin's Diary, affascinarono Schrader nel periodo in cui divorziò dalla moglie e andò a vivere nella propria macchina; lo stesso libro ispirerà anche Peter Gabriel per la composizione, nel 1980, del brano Family Snapshot, presente nel terzo album (altrimenti conosciuto come Melt) dell'autore britannico. Un'altra influenza riconosciuta da Schrader è il film Sentieri selvaggi con John Wayne. In quel film, un veterano di guerra torna a casa e scopre che sua nipote è stata rapita da una banda di indiani Comanche. Ethan (John Wayne) ne intraprende una ricerca ossessiva, ignorando completamente la volontà della nipote di tornare o meno. Questa influenza è evidente nella parte finale del film quando Travis cerca di salvare Iris da Sport. Inoltre, in una scena Sport chiama Travis "cowboy" e durante il loro confronto nel finale ha sembianze che rimandano allo stereotipo del nativo americano.

Citazioni e parodie[modifica | modifica wikitesto]

In Pulp Fiction, nell'episodio L'orologio d'oro, durante il viaggio in taxi di Butch (interpretato da Bruce Willis), alcune inquadrature riprendono quelle di Taxi Driver (Tarantino ha così voluto omaggiare uno dei suoi film preferiti).

Cinematografiche[modifica | modifica wikitesto]

La celebre scena del monologo di Robert De Niro davanti allo specchio è stata spesso citata e parodiata in numerose pellicole tra cui:

  • Il Re Leone (USA, 1993): il monologo di Travis Brickle viene citato durante lo scontro finale tra Simba e Scar, per la precisione nella scena in cui la iena Banzai apostrofa Pumbaa con il termine "maiale", scatenando l'ira del facocero.
  • L'odio (Francia, 1995): Vinz (Vincent Cassel): dopo essere stato svegliato dall'amico Saïd (Saïd Taghmaoui) va in bagno e, davanti ad uno specchio, comincia a recitare il monologo di Bickle in un chiaro omaggio/citazione di Taxi Driver.
  • Constantine (USA, 2005): Chas Kramer (Shia LaBeouf), l'aiutante del protagonista, inscena una parodia del monologo, parlando allo specchietto retrovisore centrale del suo taxi, mentre attende istruzioni dal suo capo.
  • La casa del diavolo (USA, 2005): lo sceriffo Wyddell (William Forsythe), in preda all'odio e al desiderio di vendetta nei confronti dei Firefly e ormai deciso ad ucciderli tutti, si esibisce in un rabbioso monologo di fronte ad uno specchio, nel quale immagina di rivolgersi a Dio e al perfido Capitano Spaulding, il patriarca della famiglia di psicopatici.

Inoltre, nel film Iron Man 2 (USA, 2010), la scena della presentazione delle armi fatta da Justin Hammer (Sam Rockwell) al colonnello James Rhodes (Don Cheadle) ricorda quella dell'incontro tra Travis e il venditore di armi Easy Andy, in particolare per le inquadrature fatte alle pistole posate sulla valigia.

Televisive[modifica | modifica wikitesto]

Nell'episodio de I Simpson, L'erede di Burns, il barista Boe viene ripreso da una delle telecamere spia fatte nascondere dal Signor Burns nelle case dei cittadini di Springfield; egli sta recitando la scena del film in cui Travis parla con lo specchio, purtroppo la pistola gli schizza fuori dalla manica della giacca andando a finire contro lo specchio in questione e mandandolo in mille pezzi, la gag si conclude con un Boe arrabbiatissimo visto che a suo dire esso era un pezzo di antiquariato.

Nell'episodio di American Dad!, La migliore storia di Natale, il protagonista della serie, Stan Smith, per rimediare al suo errore di aver convinto Martin Scorsese a lasciare il mondo del cinema, decide di dirigere una sua versione western di Taxi Driver con John Wayne come protagonista. In modo tale che John Hinckley Jr. si innamori, lo stesso, di Jodie Foster e attenti alla vita del presidente degli Stati Uniti Ronald Reagan. Episodio chiave, secondo Stan, della presidenza di quest'ultimo.

Musicali[modifica | modifica wikitesto]

Il film ha stimolato l'espressione artistica di molti gruppi musicali.

  • La canzone Travis Bickle dei Rancid è dedicata a Taxi Driver.
  • I Clash hanno esplicitamente dedicato una canzone al film di Scorsese. La traccia si intitola Red Angel Dragnet dell'album Combat Rock e, oltre a contenere intere citazioni di Bickle, termina con un lamento del cantante Joe Strummer: «… one of these days I'm gonna get myself organized…». La frase è tratta da un quadretto all'interno della casa di Travis raffigurante un uomo che riposa su una sedia a dondolo.
  • Il gruppo punk Poison Idea ha composto il brano The Badge, inserendo tracce audio tratte da Taxi Driver all'inizio e alla fine del pezzo.
  • I Pantera hanno eseguito una reinterpretazione dello stesso brano The Badge per la colonna sonora del film Il corvo, mantenendo le stesse tracce audio di Taxi Driver inserite dai Poison Idea.
  • Il personaggio di Travis Bickle è inoltre citato nella canzone Botanic Mistress del gruppo punk svedese MillencolinI felt like Travis Bickle, tyrannical, lonely and blue»).
  • La canzone Just another victim degli Helmet cita Taxi Driver e i suoi protagonisti («I'm a surviver, feeling like De Niro in Taxi Driver, with Jodie Foster and Harvey Keitel»).

Impatto mediatico[modifica | modifica wikitesto]

  • John Hinckley Jr., un fan maniacale di Jodie Foster, nutrì una forte ossessione per l'attrice dopo averla vista più e più volte nel film. Il 30 marzo 1981 Hinckley sparò all'allora Presidente degli Stati Uniti Ronald Reagan,[12] ferendo gravemente quattro persone, tra cui il Presidente. John Hinckley, motivò il suo gesto sostenendo che voleva attirare l'attenzione della Foster su di sé.
  • La World Wrestling Entertainment, la più importante federazione americana di wrestling, in occasione di Wrestlemania 21, girò alcuni promo ispirati ai film più famosi della storia del cinema, e uno di questi promo fu proprio quello della famosa scena dello specchio, interpretata da diversi wrestlers che, puntualmente, sbagliano la scena.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Inizialmente Martin Scorsese scelse Dustin Hoffman per la parte di Travis Bickle, ma l'attore rifiutò e la parte andò a De Niro.
  • Jodie Foster, allora dodicenne, dovette tenere un colloquio di quattro ore presso uno psichiatra prima che ottenesse la parte – dapprima offerta a Melanie Griffith, che rifiutò – cosicché ne attestasse l'idoneità ad un ruolo assai inconsueto per una minore. Difatti la scena forte dove Iris si accinge a slacciare i pantaloni ad un Travis riluttante, è interpretata dalla sorella maggiore della Foster, Connie, allora diciannovenne, sua perfetta controfigura, onde esonerarla da situazioni inadatte ad un'interprete minorenne. La Foster tra l'altro non ha potuto assistere ad alcuna proiezione in una sala pubblica a causa del divieto del film ai minori.[13]
  • La MPAA impose al film di sfumare il colore della pellicola per evitare tonalità troppo accese che mettessero in risalto la violenza. Scorsese, inizialmente contrariato, fu positivamente sorpreso dell'effetto finale della correzione, che a suo parere rendeva ancora più scioccante la pellicola.[13]
  • Furono utilizzate dal regista modalità di ripresa alquanto innovative per l'epoca come quando Travis telefona e la macchina da presa si sposta al corridoio, o quando De Niro è nel deposito dei taxi e l'inquadratura smette di seguirlo per soffermarsi su altri particolari. Infatti il raccordo di sguardo a semi-soggettiva, non segue tradizionalmente il protagonista nel deposito, ma la macchina da presa compie un giro panoramico, per poi ritrovare il protagonista più avanti, seguendo la teoria dello sguardo libero dell'autore introdotta da Orson Welles con Quarto Potere.
  • De Niro recitava parallelamente sia nel film di Scorsese sia in Novecento di Bertolucci, girato in Italia proprio nello stesso periodo.
  • Per immedesimarsi nel ruolo, Robert De Niro conseguì veramente la patente per il taxi, guidandolo per le vie di New York.[14]
  • È proprio Martin Scorsese ad interpretare la parte del marito nevrotico che osserva sua moglie dal taxi di Travis. L'attore che doveva recitare la parte di Scorsese fu costretto a rifiutare a causa di un infortunio e il regista si improvvisò attore seguendo vari consigli di De Niro.[6][15]
  • La scena più famosa del film, in cui Travis parla allo specchio, venne improvvisata dallo stesso Robert De Niro basandosi su una riga di sceneggiatura che indicava semplicemente: "Travis parla da solo allo specchio".[6] A Scorsese la scena piacque talmente tanto che decise di inserirla nel film.
  • La capigliatura mohawk di Robert De Niro non era vera: portava una protesi che lo faceva sembrare rasato, sulla quale erano applicati crini di cavallo.[6]
  • In una scena in cui De Niro guida il taxi, si può notare per qualche istante l'insegna di un cinema su cui è scritto The Texas Chainsaw Massacre, film di Tobe Hooper del 1974, uscito in Italia come Non aprite quella porta.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Awards 1976, festival-cannes.fr. URL consultato il 14 settembre 2014.
  2. ^ (EN) The 50 Greatest Films of All Time, bfi.org.uk, 18 agosto 2014. URL consultato il 14 settembre 2014.
  3. ^ (EN) The 2012 Sight & Sound Directors’ Top Ten, bfi.org.uk, 29 luglio 2014. URL consultato il 14 settembre 2014.
  4. ^ (EN) Taxi Driver, reelviews.net. URL consultato il 14 settembre 2014.
  5. ^ (EN) 'There was a sense of exhilaration about what we had done', theguardian.com, 1º settembre 2004. URL consultato il 14 settembre 2014.
  6. ^ a b c d e Taxi Driver (1976) - Curiosità e citazioni, movieplayer.it. URL consultato il 14 settembre 2014.
  7. ^ (EN) AFI's 100 Years... 100 Movies, American Film Institute. URL consultato il 12 ottobre 2014.
  8. ^ (EN) AFI's 100 Years... 100 Movies - 10th Anniversary Edition, American Film Institute. URL consultato il 12 ottobre 2014.
  9. ^ (EN) National Film Registry, National Film Preservation Board. URL consultato il 5 gennaio 2012.
  10. ^ (EN) Taxi Driver, lib.auburn.edu. URL consultato il 9 gennaio 2007.
  11. ^ (EN) Victor Magnotta - Biography, imdb.com. URL consultato il 14 settembre 2014.
  12. ^ (EN) Jodie Foster - Biography, talktalk.co.uk. URL consultato il 14 settembre 2014.
  13. ^ a b Taxi Driver (1976) - Trivia, imdb.com. URL consultato il 14 settembre 2014.
  14. ^ Martedì 25 ottobre Taxi driver, per “Cinema alla Casa della Musica”, lacasadellamusica.it. URL consultato il 14 settembre 2014.
  15. ^ Conversations with Scorsese, Richard Schickel (2010), parte su Taxi Driver.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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