Sylvester Stallone
Sylvester Gardenzio Stallone, soprannominato Sly[1] (New York, 6 luglio 1946), è un attore, sceneggiatore, regista e produttore cinematografico statunitense di origine italiana, principalmente conosciuto per l’interpretazione dei due celebri personaggi Rocky Balboa e John Rambo, entrambi protagonisti di due lunghe saghe cinematografiche, iniziate con le pellicole Rocky (1976) e Rambo (1982). Sylvester Stallone ha legato la sua fama all'interpretazione di personaggi che riescono "a prendersi la rivincita su una società spesso chiusa e corrotta, superando avversità e ingiustizie grazie alla propria forza di volontà e fisica[2]".
Il suo nome è presente tra le celebrità della Hollywood Walk of Fame dal 14 giugno 1984[3].
Considerato insieme ad Arnold Schwarzenegger un'icona[4] dei film di azione degli anni ottanta e novanta, il sito AskMen.com l'ha posizionato al 3º posto nella classifica dei "più grandi attori d'azione del cinema"[5], mentre l'American Film Institute lo posiziona al 7º posto nella classifica dei 100 più grandi eroi del cinema. Nell'ottobre del 1997 la rivista Empire lo posiziona al 92º posto della lista delle "più grandi star del cinema di tutti i tempi"[6].
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[modifica] Biografia
Stallone nasce in un istituto di carità[7] di Hell's Kitchen, un quartiere di Manhattan a New York, da Frank Stallone (1919 - 2011[8]), un barbiere statunitense figlio di emigranti italiani originari di Gioia del Colle, in provincia di Bari[9], e da Jacqueline Labofish (1921), un'astrologa statunitense figlia di un ebreo ucraino originario di Odessa e di una francese originaria di Brest[10][11]. Il 30 luglio del 1950 nasce il secondogenito Frank Jr., futuro cantante e musicista con qualche incursione nel mondo del cinema.
Durante il parto la rescissione del nervo faciale dovuta all'uso del forcipe, gli causò una lieve paresi del lato sinistro del volto[7]; durante l'adolescenza Stallone soffrì anche di rachitismo[12], cosa che gli causò molti problemi fisici.
Nel 1951 la famiglia Stallone si trasferisce nel Maryland e in seguito i genitori si separano: la madre, con problemi di alcolismo, se ne va di casa e i figli rimangono a vivere col padre, un uomo molto severo negli insegnamenti.
Il periodo scolastico per Stallone è molto difficile: a quindici anni era già stato espulso da 14 scuole[13]. All'età di 15 anni si trasferisce con la madre, il secondo marito di lei, la sorellastra Toni Ann e il fratello Frank a Filadelfia e si iscrive infine alla Devereaux High School, dove pratica il football e la scherma mentre contemporaneamente frequenta la palestra Barbella's gestita dalla madre[14]. Dopo il diploma[15][16] ottiene una borsa di studio per meriti sportivi all'American College in Svizzera. Lo sport lo aiuta a superare i problemi fisici avuti nell'infanzia[16] e la borsa di studio gli dà la possibilità di iscriversi alla University of Miami in Florida[16] dove sceglie la facoltà di arte drammatica. Per frequentare l'università si mantiene con numerosi piccoli lavori. Nel 1969 decide di abbandonare il suo corso di studio e di trasferirsi a New York[16].
Dopo aver intrapreso la carriera di attore, il 28 dicembre 1974 sposa l'attrice Sasha Czack, sua collega ai tempi del Baronet: da questo matrimonio la coppia ha due figli, Seargeoh "Seth", nato con una forma di autismo, e il secondogenito Sage Stallone.
Nel giugno del 1985 conosce la modella e attrice danese Brigitte Nielsen, in quel periodo a New York per promuovere il film Yado con Arnold Schwarzenegger. Il 15 dicembre dell'85 Stallone e la Nielsen si sposano nell'abitazione del produttore Irwin Winkler: ma dopo molti scandali, presunti flirt e un'infinità di gossip arriva il divorzio il 13 luglio del 1987.
In seguito, dopo alcune relazioni con le modelle Naomi Campbell, Angie Everhart, Janice Dickinson, Susan Anton, Tamara Beckwith, Mary Hart e Andrea Wieser, le attrici Jami Gertz e Joyce Ingalls[17], Stallone si risposa il 17 maggio 1997 con Jennifer Flavin[18], conosciuta anni prima sul set di Rocky V. Da questo matrimonio nascono tre figlie: Sistine Rose, Sophie Rose e Scarlet Rose.
Il 16 febbraio 2007 Stallone, in Australia per promuovere Rocky Balboa, viene fermato dai funzionari doganali all'aeroporto di Sydney. L'attore viene trovato in possesso di grandi quantità di anabolizzanti: 4 fiale di testosterone e 48 di Somatotropina, noto anche col nome GH (Growth Hormone), cioè Ormone della Crescita[19][20][21]. I rappresentanti della legge australiana non esitano ad indagare sull'attore statunitense. Incriminato con l'accusa di importazione illegale di sostanze proibite, finisce sotto processo dove Stallone riconosce la sua colpevolezza per uso di sostanze dopanti, sostenendo che sono composti da lui utilizzati durante la sua oltre trentennale carriera di attore e che il loro potere curativo contro alcune malattia da vecchiaia è così forte che tra venti anni l'ormone della crescita sarà un medicinale usatissimo[20][22].
Collezionista d'arte, si dedica con un certo successo anche alla pittura surrealista. Alcune sue opere sono state acquistate per decine di migliaia di dollari[23]. Il 17 febbraio 2011 Stallone presenta una collezione di sue opere alla galleria d'arte Gmurzynska di Saint Moritz (Svizzera). La mostra si chiama Stallone, 35 anni di pittura, ed è accompagnata da un catalogo scritto da critici d'arte come Anthony Haden-Guest e Donald Kuspit[24][25].
Nel mese di marzo 2011, l'attore dichiara di aver pronta una linea di abiti maschili da far debuttare nel 2012. Inizierà così la nuova avventura nel mondo della moda. La linea avrà il nome Stallone e sarà divisa in due filoni: gentlemen e ribelle, rifacendosi allo stile dei suoi più famosi personaggi Rocky e Rambo. La linea comprenderà anche accessori e biancheria intima[26].
Nel dicembre 2011 Stallone diviene ambasciatore del marchio di penne stilografiche di lusso Montegrappa, per la quale l'attore disegna una penna di nome "Chaos", distribuita in pochi pezzi da collezione.
Dedito alla beneficenza, l'attore ha partecipato a raccolte fondi per varie iniziative in tutto l'arco della sua carriera[27]. Diede vita anche ad una fondazione per la ricerca contro l'autismo, la "Stallone Fund for Autism Research"[28].
[modifica] Carriera
[modifica] Anni settanta
Tornato a New York nel 1969, dopo l'esperienza universitaria a Miami, Stallone inizia a partecipare a piccole produzioni off-Broadway. Inoltre scrive sceneggiature e copioni sotto nomi fittizi.
Ottiene la sua prima apparizione cinematografica con il film porno-soft The Party at Kitty and Stud's, per il quale venne pagato con un compenso di 200 dollari[29]; il film è stato in seguito rieditato, dopo il successo di Rocky, come The italian stallion. Interpretando un giovane leader studentesco che si unisce ad un gruppo di terroristi che organizza un attentato, nel 1970 ottiene il suo primo ruolo da protagonista in una pellicola cinematografica, recitando nel film Rebel - Fuga senza scampo.
Nel 1971 è nella pellicola Una squillo per l'ispettore Klute, di Alan J. Pakula e l'anno dopo partecipa ad un provino per recitare nel film di Francis Ford Coppola, Il padrino, ma non viene scritturato[30]. Nello stesso anno venne prima diretto in una piccola parte da Woody Allen nel film Il dittatore dello stato libero di Bananas, in seguito ottiene un ruolo minore in un'opera teatrale erotica off-Broadway di nome Score. Dopo 5 anni di permanenza a New York, nel 1974 si trasferisce a Los Angeles[31].
Nel 1975 partecipa ad altre produzioni: recita come comparsa in Prigioniero della seconda strada nel ruolo di un borseggiatore e in Marlowe, il poliziotto privato di Dick Richards. Ottiene un ruolo più di rilievo nella pellicola Quella sporca ultima notte, dove interpreta Frank Nitti, la guardia del corpo del gangster Al Capone. Richard Fleischer lo inserisce nel cast di Mandingo, ma poi la scena dove appare Stallone viene eliminata; interpreta anche il ruolo del detective Rick Daly in un episodio della serie Kojak. Dopo un provino per il film Guerre stellari di George Lucas, dove avrebbe dovuto interpretare il ruolo di Ian Solo[32], partecipa come co-protagonista alla pellicola Anno 2000: La corsa della morte al fianco di David Carradine.
Il 1976 è l'anno di svolta della sua carriera: con l'uscita di Rocky diventa nel giro di pochi mesi uno degli attori più celebri al mondo, creando ed interpretando un'icona del cinema[33].
Nel 1978 rifiuta la parte del protagonista nel film Tornando a casa, interpretato poi da Jon Voight e premiato con l'Oscar[34]. Accetta di interpretare il ruolo di un giovane attivista del sindacato dei camionisti, che si trova successivamente costretto ad allearsi con la mafia; F.I.S.T., in coppia con Rod Steiger, con il quale si ritroverà ne Lo specialista. Nello stesso anno l'attore decide di proporsi anche come regista: debutta dietro la macchina da presa con Taverna Paradiso, recitando anche una parte: la pellicola tratta la storia di tre fratelli che vivono tra la povertà di una New York degli anni '40. La trama è un adattamento cinematografico del romanzo omonimo scritto dallo stesso Stallone.
Sempre nel 1978 passa dietro la macchina da presa del primo seguito dedicato al pugile italo-americano Rocky Balboa: Rocky II. Girato sempre a Filadelfia con un basso budget, Stallone ripropone il cast del primo film: il film ottiene buone critiche tanto da eguagliare quasi la pellicola originale. Uscito nelle sale americane nel 1979, la pellicola ottenne un incasso globale di poco pìù di 200 milioni di dollari[35] e ricevette un premio come miglior film agli American Movie Awards[36]; nel 1980 ottiene il premio per la miglior fotografia al People's Choice Awards[37].
[modifica] Anni ottanta
Nel 1980 veste i panni del detective Deke DaSilva nel poliziesco metropolitano I falchi della notte, diretto da Bruce Malmuth. Successivamente viene diretto da John Huston nel film Fuga per la vittoria (liberamente ispirata alla partita della morte tenutasi a Kiev il 9 agosto del 1942) in un altro ruolo sportivo e di azione: nel film Stallone è il portiere della squadra di calcio dei prigionieri.
Nel 1982 torna sul ring con Rocky III (firmando anche regia e sceneggiatura) e quindi interpreta John Rambo nella film Rambo (First Blood), che dà all'attore statunitense la possibilità di staccarsi momentaneamente dalla figura del pugile italoamericano.
Nel 1983, reduce dal successo dei due film precedenti, dirige Staying Alive, sequel de La febbre del sabato sera, con John Travolta nei panni di Tony Manero. Stallone è regista, sceneggiatore e produttore. Nel 1984 debutta nella commedia interpretando un eccentrico tassista nel film Nick lo scatenato, accanto alla cantante e attrice Dolly Parton, per la regia di Bob Clark.
Il 1985 è l'anno di Rocky IV: ambientato durante gli anni della guerra fredda, ha come soggetto la rivalità tra Rocky, il pugile italo-americano che rappresenta gli USA, e Ivan Drago (Dolph Lundgren), il pugile russo che rappresenta l'Unione Sovietica.
Il film viene girato durante gli anni dell'escalation statunitense di pressioni militari e finanziarie contro l'Unione Sovietica,[38] nazione che l'allora presidente degli Stati Uniti Ronald Reagan definì con l'espressione Impero del Male,[39]. Il film detiene il record per quanto riguarda il maggior incasso nella storia del cinema per un film sportivo: questo quarto capitolo della saga pugilistica ha incassato più di 300 milioni di dollari in tutto il mondo[40]. Nella stessa stagione uscì il primo sequel dedicato al reduce John Rambo: Rambo II: la vendetta di George Pan Cosmatos. Girato in pieno periodo reaganiano, il film si colloca in una fase in cui l'industria del cinema americano si imbatte in dibattiti socio-psico-politici, accuse di fascismo e interpretazioni storiche, secondo cui, come scrive Jean-Michel Valantin nel suo libro Hollywood, il pentagono e Washington, «il personaggio di Stallone può servire per rilanciare la sinergia tra l’apparato di sicurezza nazionale e Hollywood, riconciliati nell’offensiva contro la minaccia comune dell'impero del male sovietico.»
Nel 1986, dopo aver rifiutato di lavorare in due produzioni come Beverly Hills Cop[41] e Die Hard[6] recita in Cobra, dove è il cupo agente di polizia Marion Cobretti.
Nel 1987 è il camionista Lincoln Hawks in Over the top, sotto la regia di Menahem Golan, mentre nell'anno successivo uscì Rambo III: a differenza del secondo Rambo, il terzo viene accolto con minor entusiasmo e il film stesso fu duramente criticato.
Nel 1989 Stallone ci riprova con il genere poliziesco, recitando nella pellicola Tango & Cash in coppia con Kurt Russell. Ormai standardizzato in ruoli d'azione, Stallone è di nuovo un italoamericano, Frank Leone, in Sorvegliato speciale.
[modifica] Anni novanta
Il 1990 è l'anno di Rocky V, con il ritorno alla regia di John G. Avildsen, dopo le tre successive pellicole dirette da Stallone. Per la prima volta dall'inizio della serie, il protagonista non sale sul ring, ma decide di allenare un giovane di belle speranze. Stufo dei ruoli eccessivamente d'azione, legati troppo ai suoi storici personaggi, decide di darsi alla commedia. Nel 1991 John Landis lo dirige in Oscar - Un fidanzato per due figlie, assieme a Ornella Muti. Poi è la volta, l'anno seguente, della pellicola Fermati, o mamma spara, di Roger Spottiswoode.
Nel 1992, nonostante la sua carriera subisca ormai più bassi che alti, l'Académie des arts et techniques du cinéma gli rende omaggio assegnandogli il Premio César onorario.
Accortosi di non avere lo stesso successo del Sylvester Stallone "action man", decide di tornare al suo genere. Nel 1993 esce il film avventuroso Cliffhanger, dove è un operatore di soccorso, costretto suo malgrado a fare da guida ad alcuni criminali di fama internazionale. Il film, diretto da Renny Harlin e co-sceneggiato da Stallone, riceve tre nomination agli Oscar come miglior sonoro, miglior montaggio sonoro e migliori effetti speciali, con un buon successo commerciale, incassando 255 milioni di dollari[42], considerando i 65 spesi per produrlo[43].
Nella stessa stagione recita nel futuristico Demolition Man di Marco Brambilla e quindi è ne Lo specialista di Luis Llosa: oltre al suo genere ormai consolidato, per la prima volta nella sua carriera (escludendo il film porno The italian stallion) Stallone partecipa a scene "hot" (con l'attrice Sharon Stone).
Nel 1995 viene diretto da Richard Donner nel thriller Assassins, con Antonio Banderas e Julianne Moore: nel film il suo personaggio è un killer professionista, Robert Rath, ormai maturo e forse pentito o comunque stanco del suo mestiere. In seguito interpreta il Giudice Dredd nel fumettistico Dredd - La legge sono io, di Danny Cannon mentre l'anno successivo nel claustrofobico e catastrofico Daylight - Trappola nel tunnel, diretto da Rob Cohen (girato negli studi di Cinecittà a Roma).
Sentendosi ancora una volta troppo legato ai suoi personaggi stereotipati, che negli ultimi tempi non riescono più a dargli quelle soddisfazioni artistiche che l'attore cerca, decide di tornare alle origini. Nel 1997 è protagonista nel poliziesco Cop Land, pellicola diretta dal regista James Mangold. Stallone, aumentato di 18 chilogrammi di massa grassa per esigenze di copione, interpreta la parte di Freddy Heflin, sceriffo di un distretto di New York. Il suo è un personaggio debole e bistrattato da tutti. L'interpretazione trattenuta e volutamente sotto le righe di Stallone è apprezzata dalla critica[44] e rimane come una tra le più intense della sua ormai lunga carriera.
[modifica] Anni duemila
Dopo l'esperienza avuta con Cop Land, accettato positivamente dalla critica, il nuovo millennio segna il ritorno di Stallone ai cosiddetti blockbuster.
Nel 2000 recita al fianco di Michael Caine e Mickey Rourke in La vendetta di Carter, remake del Get Carter realizzato nel 1972, dove l'attore inglese, Caine, interpreta la parte del protagonista, Jack Carter: pellicola dedicata alla vendetta, con uno Stallone cupo e deciso, diretto da un regista che ama i videoclip.
L'anno seguente, nel 2001, ricollabora col regista finlandese Renny Harlin in Driven: pellicola co-prodotta e sceneggiata da lui stesso, ambientata nel mondo della Formula Cart (attuale Champ Car), senza però ottenere lo stesso successo commerciale del precedente Cliffhanger, considerando che ebbe dei costi molto elevati, 94 milioni di dollari[45] a fronte dei poco più di 54 milioni di dollari incassati[46].
Nello stesso anno recita in un genere completamente nuovo per lui, il thriller, nel film D-Tox, di Jim Gillespie. L’attore interpreta un agente dell’FBI, Jack Malloy, sconvolto dalla morte della sua fidanzata e di un suo collega uccisi da un poliziotto maniaco. Mandato in uno sperduto centro di disintossicazione per agenti di polizia, visto che trova nel bere l’unico metodo di rifugio psicologico, si ritrova a dover fronteggiare un assassino che si nasconde tra i pazienti della clinica.
Nel 2002 è tra i protagonisti della commedia Vendicando Angelo - Avenging Angelo, film diretto da Martyn Burke, dove recitò accanto a Madeleine Stowe, Anthony Quinn e l’attore italiano Raoul Bova. Per l'attore di origini messicane Anthony Quinn fu la sua ultima apparizione cinematografica: morì poco prima del rilascio della pellicola per una crisi respiratoria causata da un cancro alla gola.Nel 2003 recita nella pellicola Shade - Carta vincente. La trama di questo film gira attorno al gioco d'azzardo e sulle pesanti somme di denaro scommesse nell mondo del poker: tra imbrogli, truffe e abilità del mondo delle carte: nel cast assieme a Stallone troviamo Melanie Griffith, Gabriel Byrne e Thandie Newton.
All'inizio del 2000 a Stallone viene conferito il premio di Razzie Award come peggior attore del XX secolo, essendo stato negli anni l'attore maschile (divide questi "meriti" con Madonna per quello che riguarda le attrici) ad averne ricevuti di più. Dopo qualche anno di silenzio cinematografico, tranne qualche piccola partecipazione come un cameo in Taxxi 3 e una piccola parte in Missione 3D - Game Over del regista Robert Rodriguez, Stallone decide di investire nella televisione acquistando i diritti del reality The Contender, in onda nel 2005 su NBC, per poi condurlo assieme all'ex pugile Sugar Ray Leonard.
Non senza difficoltà legate dal fatto che le case di produzione non credono più nelle sue capacità, e neanche che quei personaggi possano ancora interessare al pubblico ormai di un'altra generazione, decide di rimettersi in gioco, riutilizzando proprio quelle icone che tanto l'hanno reso famoso: Rocky e Rambo.
Nel 2006 co-scrive, dirige e naturalmente interpreta Rocky Balboa, la sesta e definitiva pellicola della celebre saga dedicata allo "Stallone italiano". Nel 1990 dopo aver interpretato per la quinta volta la parte di Rocky, Stallone chiuse alla possibilità di fare negli anni a venire un ulteriore sequel. Quella pellicola è stata scritta e girata come episodio finale della saga, ma poi con il passare degli anni si rende conto che Rocky V non solo l'aveva estremamente deluso, ma il finale stesso (tra l'altro lo script originale prevedeva la morte del protagonista) non poteva essere quello definitivo. Nel cast, per la prima volta dopo le precedenti cinque pellicole, non compare Talia Shire, l'attrice che ha interpretato Adriana, la storica compagna del protagonista.
Il 22 febbraio 2008 è uscito nelle sale italiane il quarto capitolo della saga dell'ex Berretto verde, John Rambo, da lui co-scritto, diretto e interpretato. Nel quarto capitolo della fortunata serie, ambientato in Birmania, sono evidenziati i soprusi svolti dal regime militare Birmano nei confronti di un gruppo etnico locale, i Cariani.
Intervistato negli anni novanta più volte sulla possibilità di un nuovo capitolo sull'ex soldato, Stallone si disse scettico per una continuazione della saga di Rambo. Il motivo per cui il quarto Rambo è stato invece realizzato, secondo alcune fonti[47][48], riguarda proprio il fatto che Stallone in questi ultimi anni abbia subito un notevole calo di popolarità e che egli, per recuperarla, abbia deciso di fare di nuovo leva, oltre che a Rocky, anche sull'altro personaggio che gli diede in passato grande popolarità, a costo di dover essere lui stesso ad impegnarsi per la co-sceneggiatura e la regia. Il progetto, pensato a partire dal 2002, prese vita nel 2007: le riprese della pellicola iniziarono ufficialmente il 23 febbraio e terminarono il 10 giugno dello stesso anno; sono state effettuate in Messico, Thailandia e Stati Uniti.
[modifica] Anni duemiladieci
Dopo il ritorno dei due personaggi che l'hanno reso famoso, nel secondo decennio del duemila, Stallone vive una seconda giovinezza, un nuovo apice di successo, partecipando a pellicole con ottimi riscontri di critica e pubblico ed ottimi incassi al botteghino.
Con un budget di 82 milioni di dollari[49], nel 2009 a Rio de Janeiro in Brasile Stallone inizia le riprese di I mercenari - The Expendables, in cui riveste il triplice ruolo di regista, co-sceneggiatore e attore. Al film partecipano attori noti al pubblico, come Jason Statham, Jet Li, Dolph Lundgren, Mickey Rourke e Eric Roberts. Inoltre ci sono alcuni cameo per gli amici Arnold Schwarzenegger e Bruce Willis[50].
Durante le riprese della pellicola, in una scena di combattimento con l'attore ed ex wrestler Steve Austin, Stallone ha avuto un incidente che gli è costato la rottura di una delle sette vertebre cervicali. Trasportato urgentemente in ospedale, gli è stata inserita una piastra metallica al collo, per poi tornare sul set dopo una piccola riabilitazione[51].
Nel febbraio 2011 Stallone firma per un nuovo progetto; fa parte del film d'azione Bullet to the Head, diretto da Walter Hill e sceneggiato da Alessandro Camon, le cui riprese sono iniziate a luglio e terminate a settembre dello stesso anno[52].
Il sequel de I mercenari - The Expendables, I mercenari 2, viene ufficializzato nell'estate 2011 ed uscirà il 17 agosto 2012.[53] Per la regia è stato scelto Simon West.[54] Sono ufficialmente nel cast, per la prima volta tutti assieme in un film, attori action come Bruce Willis, Arnold Schwarzenegger, Jean-Claude Van Damme, Chuck Norris, Scott Adkins, Liam Hemsworth[55] ed il tennista Novak Djokovic[56], che vanno ad unirsi ai già presenti Stallone, Jason Statham, Dolph Lundgren, Jet Li, Terry Crews, e Randy Couture.
Nell'ottobre 2011 firma per un nuovo progetto: farà parte della pellicola The Tomb, thriller carcerario per cui sono stati presi in considerazione prima Bruce Willis poi Arnold Schwarzenegger per il ruolo andato allo stesso Stallone, entrambi rinunciatari per il sovrapporsi delle riprese di altri film[57].
[modifica] Rocky
| Per approfondire, vedi la voce Rocky (serie di film). |
Nel 1975 Stallone continuava a cimentarsi in scritture per copioni, cercando di risollevarsi da una situazione economica non florida, considerando che possedeva 106 dollari in banca[58].
Il 24 marzo del 1975 il manager Don King organizza un incontro di boxe tra il campione del mondo in carica, Muhammad Ali, e un pugile semisconosciuto, Chuck Wepner. L'incontro, sebbene alla fine vinto dal campione, è rimasto famoso nella storia pugilistica per aver visto Ali più volte in seria difficoltà, addirittura al tappeto durante la nona ripresa.[59] Wepner riuscì a resistere fino al K.O. subito durante la quindicesima ed ultima ripresa.[60] Tra gli spettatori di quell'incontro c'era anche il giovane Stallone, il quale ebbe un'ispirazione e in tre giorni scrisse una stesura, poi cambiata più volte prima di arrivare a quella definitiva, dedicata proprio a quel pugile sconosciuto.
Così nasce Rocky, un ragazzo italo-americano cresciuto nella dura realtà della periferia di Filadelfia, che riesce a farsi strada nella vita grazie al pugilato. Tra i vari produttori contattati, solo Irwin Winkler e Robert Chartoff decidono di produrre la sua storia. L'attore si riserva la parte del protagonista Rocky Balboa, anche se i produttori non sono del tutto convinti dall’idea di inserire un attore ancora sconosciuto; vengono infatti contattati altri attori già consolidati come Ryan O'Neal, Burt Reynolds e James Caan[58]. A Stallone venne offerta una notevole e sempre crescente somma di denaro (300.000 dollari[61]) pur di cedere lo script, ma dopo averla rifiutata riesce a convincere i produttori.
La pellicola viene girata a Filadelfia in pochi giorni e soprattutto la produzione ha dei costi molto bassi, 1 milione di dollari[62], anche se vengono chiamati attori già consolidati. Per la parte di Adriana, la fidanzata del protagonista, viene scelta l'attrice Talia Shire, famosa per aver recitato la parte di Connie Corleone ne Il Padrino; per la sua interpretazione riceve una nomination all'Oscar come migliore attrice protagonista, più una al Golden Globe. La parte di Mickey, allenatore di Rocky, viene data a Burgess Meredith (celebre per aver impersonato il Penguin del telefilm Batman degli anni sessanta), mentre quella di Paulie, fratello di Adriana e amico del pugile, all'attore Burt Young; entrambi ricevono una nomination all'Oscar come migliore attore non protagonista.
Rilasciato nelle sale cinematografiche si rivela un successo di pubblico e critica ed è soprattutto vincitore di tre Oscar come miglior film, miglior regia e miglior montaggio. Nel 1977, durante la Notte degli Oscar, il premio al miglior film viene annunciato dall'attore Jack Nicholson; i produttori Irwin Winkler e Robert Chartoff, assieme a Stallone, si avviano sul palco accompagnati dalla colonna sonora della pellicola, Gonna Fly Now, composta da Bill Conti[63]. Rocky riceve in tutto dieci nomination[64], tra cui quelle per Stallone come miglior attore protagonista e miglior sceneggiatura originale, diventando la terza persona al mondo, dopo Chaplin e Orson Welles, ad avere queste due candidature nello stesso anno; inoltre vince il David di Donatello come miglior attore straniero. I tre oscar ottenuti appaiono ancora più sorprendenti se si pensa che nel 1977 sono in concorso film del calibro di Taxi Driver, con Robert De Niro e diretto dal regista Martin Scorsese, Quinto potere e Tutti gli uomini del Presidente, con la coppia Dustin Hoffman e Robert Redford.
Rocky ottiene come incassi 225 milioni di dollari[62], rilevandosi un successo anche commerciale. Nel corso degli anni si è aggiudicato numerosi record e riconoscimenti: un esempio è che secondo le liste AFI's 100 Years... 100 Movies che rendono omaggio ai migliori film statunitensi di sempre, Rocky è situtato al 2º posto tra i dieci migliori film sportivi di tutti i tempi. Oltre ad altre importanti classifiche il personaggio di Rocky Balboa viene classificato al 7º posto tra i cinquanta eroi di tutti i tempi.
Nel 1982 durante la fase di pre-produzione della terza pellicola dedicata al pugile italo-americano Rocky Balboa, Stallone fa creare apposta dallo scultore Thomas Schomberg una statua di bronzo raffigurante il campione con le braccia alzate al cielo. L'opera alta 2 metri e 60 centimetri viene collocata in cima ai famosi scalini del Museum of Art di Filadelfia, uno dei musei più grandi e famosi degli Stati Uniti e coreografia storica dei precedenti Rocky. Una volta terminate le riprese Stallone decide di donare l'opera alla città. Il sindaco della città decide di lasciarla davanti all'ingresso, ma dopo le proteste dei critici d'arte, che ritengono la statua non un'opera ma un semplice elemento scenografico, si è optato per trasferirla davanti allo Spectrum, Arena del basket di Filadelfia.
Nel 1990 viene ricollocata in cima ai 72 scalini del Museum of Art per le riprese di Rocky V, per poi essere trasferita ancora una volta allo Spectrum. Finita in seguito in un magazzino, nel 2006, al trentesimo anniversario del primo Rocky e dopo che la Commissione Artistica della città ha votato per decidere, la statua viene collocata per via definitiva ai piedi delle famose scalinate del Museum. Nel 2007 anche la Serbia ha deciso di avere una sua statua di Rocky, facendone costruire una copia. La statua è stata collocata nella cittadina serba di Zitiste, nella provincia di Voivodina.
Nel corso del 2003 la famosa American Film Institute (AFI) inserisce il personaggio Rocky Balboa al 7º posto della classifica dei "più grandi eroi del cinema".[6]
Per la prima volta nella storia del pugilato, Stallone è entrato a far parte della International Boxing Hall of Fame senza essere un vero pugile, tramite il personaggio fittizio di Rocky Balboa; la cerimonia, dove è stato presente a ricevere lo stesso riconoscimento l'ex pugile campione del mondo dei pesi massimi Mike Tyson, si è tenuta il 12 giugno 2011[65].
Il 20 novembre 2011 viene ufficializzato il musical di Rocky, che debutterà nel novembre 2012 in Germania, per poi espandersi nel resto del mondo nel 2013; Stallone sarà produttore insieme ai pugili Wladimir e Vitali Klitschko[66]. Il regista sarà Alex Timbers, mentre Thomas Meehan sarà lo sceneggiatore; Lynn Ahrens e Stephen Flaherty saranno rispettivamente autore dei testi e compositore[67].
[modifica] Rambo
| Per approfondire, vedi la voce Rambo (serie di film). |
Nel 1982, in piena era reaganiana, Stallone interpreta il reduce del Vietnam John James Rambo, che dopo aver combattuto e sofferto per il suo paese, una volta tornato in Patria si ritrova suo malgrado a dover fronteggiare un dispotico sceriffo di uno sperduto paesino di montagna, che si illude di poter imporre la sua legge a chiunque non gli piaccia. La pellicola riceve in generale delle critiche positive[68], oltre che essere considerata una delle migliori produzioni del 1982[69]; inoltre sia il film che il protagonista, John Rambo, hanno avuto un successo planetario, una fama che continua nel tempo.
Per la parte del reduce vengono inizialmente presi in considerazione attori noti come Clint Eastwood, Al Pacino, Dustin Hoffman, Nick Nolte, Jeff Bridges, Robert de Niro e John Travolta[70]. Anche all'attore italiano Terence Hill, come confermato nel corso di un'intervista in un programma televisivo in Italia, viene offerto il ruolo, ma l'attore preferisce rifiutare perché riteneva la trama troppo violenta[71]. Steve McQueen ha espresso interesse per la parte del protagonista già dal 1975, tre anni dopo la distribuzione del romanzo di David Morrell, ma è costretto a rinunciare perché ritenuto dai produttori troppo anziano per il ruolo[72].
Stallone viene confermato nel ruolo dopo il successo della saga di Rocky: inoltre all'attore viene consentito di proporre modifiche alla sceneggiatura, per rendere il personaggio di John Rambo più "umano": di carattere violento nel romanzo di Morrell, nel film non causa direttamente la morte di nessuna delle forze di polizia nazionali.
[modifica] Progetti rifiutati
Nel corso della sua carriera Stallone ha rifiutato molti progetti, molti dei quali di personaggi noti come:
- 1978 - Superman, personaggio della serie omonima di film interpretato poi da Christopher Reeve[73][74];
- 1978 - Luke Martin, personaggio del film Tornando a casa, ruolo poi dato a Jon Voight[75];
- 1978 - Bellocq, personaggio del film Pretty Baby, andato poi a Keith Carradine. Stallone rifiutò questo ruolo per la concomitanza delle riprese di F.I.S.T.[76];
- 1978 - Driver, personaggio del film Driver l'imprendibile, andato poi a Ryan O'Neal[77];
- 1980 - Julian Kay, protagonista del film American Gigolò, parte data poi a Richard Gere[78];
- 1981 - Arthur Bach, protagonista del film Arturo, interpretato poi da Dudley Moore[78];
- 1982 - Jack Cates, personaggio del film 48 ore, andato poi a Nick Nolte. Stallone rifiutò questo ruolo per la concomitanza dei film Rambo e Rocky III[77];
- 1982 - Zack Mayo, protagonista del film Ufficiale e gentiluomo, parte poi andata a Richard Gere[78];
- 1984 - Jack T. Colton, personaggio del film All'inseguimento della pietra verde di Robert Zemeckis, interpretato poi da Michael Douglas. Stallone rifiutò questo ruolo per la concomitanza delle riprese di Nick lo scatenato[79][80];
- 1984 - Dixie Dwyer, personaggio del film Cotton Club interpretato poi da Richard Gere[81][82];
- 1984 - Axel Foley, protagonista del film Beverly Hills Cop - Un piedipiatti a Beverly Hills. Stallone volle apportare alcune modifiche non accettate dalla produzione, così rifiutò il progetto e utilizzò le stesse idee per fare il film Cobra. Il ruolo andò poi ad Eddie Murphy[83];
- 1985 - Capitano John Book, personaggio del film Witness - Il testimone, interpretato poi da Harrison Ford[84];
- 1987 - He-Man, personaggio del film I dominatori dell'universo. Il ruolo andò poi a Dolph Lundgren su suggerimento dello stesso Stallone[85];
- 1988 - John McClane, protagonista del film Trappola di cristallo ruolo poi dato a Bruce Willis[86];
- 1990 - Edward Lewis, protagonista del film Pretty Woman, interpretato poi da Richard Gere[87];
- 1990 - Stallone rifiutò di dirigere il film Il padrino - Parte III[88];
- 1992 - Nick Curran, personaggio del film Basic Instinct, ruolo rifiutato andato poi a Michael Douglas[89];
- 1994 - Butch Coolidge, personaggio del film Pulp Fiction, ruolo dato poi a Bruce Willis[90][91];
- 1997 - Avrebbe dovuto recitare con Arnold Schwarzenegger nel film Face/Off - Due facce di un assassino, ruoli poi andati a John Travolta e Nicolas Cage[92];
- 1997 - Mr. Freeze/Victor Fries, personaggi del film Batman & Robin, interpretati poi da Arnold Schwarzenegger[79];
- 1998 - Danny Roman, personaggio del film Il negoziatore interpretato poi da Samuel L. Jackson[93];
- 2000 - Colonnello Terry L. Childers, personaggio del film Regole d'onore interpretato poi da Samuel L. Jackson[94];
- 2000 - Frank Sullivan, personaggio del film Frequency - Il futuro è in ascolto interpretato poi da Dennis Quaid[95][96];
- 2002 - Agente Ecks, personaggio del film Ballistic interpretato poi da Antonio Banderas[97];
- 2007 - Mike, protagonista del film Grindhouse - A prova di morte, ruolo dato poi a Kurt Russell[98];
- 2012 - John Gotti, protagonista del film biografico Gotti: in the shadow of my father, ruolo dato poi a John Travolta[99].
[modifica] Filmografia
[modifica] Attore
- Porno proibito - Italian Stallion (The Party at Kitty and Stud's), regia di Lewis Norton (1970)
- Amanti ed altri estranei (Lovers and Other Strangers), regia di Cy Howard (1970) - scene eliminate, non accreditato
- Rebel - Fuga senza scampo (No Place to Hide), regia di Robert Allen Schnitzer (1970)
- Il dittatore dello stato libero di Bananas (Bananas), regia di Woody Allen (1971) - comparsa, non accreditato
- Una squillo per l'ispettore Klute (Klute), regia di Alan J. Pakula (1971) - comparsa, non accreditato
- Happy Days - La banda dei fiori di pesco (The Lords of Flatbush), regia di Martin Davidson e Stephen Verona (1974)
- Il prigioniero della seconda strada (The prisoner of second avenue), regia di Melvin Frank (1975) - comparsa
- Quella sporca ultima notte (Capone), regia di Steve Carver (1975)
- Anno 2000: La corsa della morte (Death Race 2000), regia di Paul Bartel (1975)
- Mandingo, regia di Richard Fleischer (1975) - scene eliminate, comparsa
- Marlowe, il poliziotto privato (Farewell My Lovely), regia di Dick Richards (1975)
- Cannonball, regia di Paul Bartel (1976) - non accreditato
- Rocky, regia di John G. Avildsen (1976)
- F.I.S.T., regia di Norman Jewison (1978)
- Taverna Paradiso (Paradise Alley), regia di Sylvester Stallone (1978)
- Rocky II, regia di Sylvester Stallone (1979)
- I falchi della notte (Nighthawks), regia di Bruce Malmuth (1981)
- Fuga per la vittoria (Victory), regia di John Huston (1981)
- Rocky III, regia di Sylvester Stallone (1982)
- Rambo (First Blood), regia di Ted Kotcheff (1982)
- Staying Alive, regia di Sylvester Stallone (1983) - cameo, non accreditato
- Nick lo scatenato (Rhinestone), regia di Bob Clark (1984)
- Rambo II: la vendetta (Rambo: First Blood Part II), regia di George P. Cosmatos (1985)
- Rocky IV, regia di Sylvester Stallone (1985)
- Cobra, regia di George P. Cosmatos (1986)
- Over the Top, regia di Menahem Golan (1987)
- Rambo III, regia di Peter MacDonald (1988)
- Sorvegliato speciale (Lock Up), regia di John Flynn (1989)
- Tango & Cash, regia di Andrej Koncalovskij (1989)
- Rocky V, regia di John G. Avildsen (1990)
- Oscar - Un fidanzato per due figlie (Oscar), regia di John Landis (1991)
- Fermati, o mamma spara (Stop! Or my Mom Will Shoot), regia di Roger Spottiswoode (1992)
- Cliffhanger - L'ultima sfida (Cliffhanger), regia di Renny Harlin (1993)
- Demolition Man, regia di Marco Brambilla (1993)
- Lo specialista (The Specialist), regia di Luis Llosa (1994)
- Your Studio and You, regia di Trey Parker (1995) - cortometraggio
- Dredd - La legge sono io (Judge Dredd), regia di Danny Cannon (1995)
- Assassins, regia di Richard Donner (1995)
- Daylight - Trappola nel tunnel (Daylight), regia di Rob Cohen (1996)
- Hollywood brucia (An Alan Smithee Film: Burn Hollywood Burn), regia di Alan Smithee (1997)
- Men in black, regia di Barry Sonnenfeld (1997) - cameo, non accreditato
- Cop Land, regia di James Mangold (1997)
- La vendetta di Carter (Get Carter), regia di Stephen Kay (2000)
- Driven, regia di Renny Harlin (2001)
- D-Tox, regia di Jim Gillespie (2002)
- Avenging Angelo, regia di Martyn Burke (2002)
- Taxxi 3 (Taxi 3), regia di Gérard Krawczyk (2003) - cameo
- Shade - Carta vincente (Shade), regia di Damian Nieman (2003)
- Spy Kids - Missione 3D: Game Over (Spy Kids 3-D - Game Over), regia di Robert Rodriguez (2003)
- Rocky Balboa, regia di Sylvester Stallone (2006)
- John Rambo (Rambo), regia di Sylvester Stallone (2008)
- Kambakkht ishq, regia di Sabir Khan (2009) - cameo
- I mercenari - The Expendables (The Expendables), regia di Sylvester Stallone (2010)
- I mercenari 2 (The Expendables 2), regia di Simon West (2012)
[modifica] Televisione
- Sulle strade della California (Police Story) - Serie TV, episodio 3x02 (1975)
- Kojak - Serie TV, episodio 3x02 (1975)
- Muppet Show - Serie TV, episodio 3x20 (1979)
- Dream On - Serie TV, episodio 2x01 (1991)
- The Good Life, regia di Alan Mehrez - Film TV (1997)
- Las Vegas - Serie TV, episodi 2x12 - 2x18 (2005)
- Street Costums - Serie TV, episodio 2x12 (2009)
- Piers Morgan On... - Serie TV, episodio 1x01 (2010)
[modifica] Regista
- Taverna Paradiso (Paradise Alley) (1978)
- Rocky II (1979)
- Rocky III (1982)
- Staying Alive (1983)
- Rocky IV (1985)
- Rocky Balboa (2006)
- John Rambo (Rambo) (2008)
- I mercenari - The Expendables (The Expendables) (2010)
[modifica] Sceneggiatore
- Happy Days - La banda dei fiori di pesco (The Lords of Flatbush) (1974)
- Rocky (1976)
- Taverna Paradiso (Paradise Alley) (1978)
- F.I.S.T (1978)
- Rocky II (1979)
- Rambo (First Blood) (1982)
- Rocky III (1982)
- Staying Alive (1983)
- Nick lo scatenato (Rhinestone) (1984)
- Rocky IV (1985)
- Rambo II: la vendetta (Rambo: First Blood Part II) (1985)
- Cobra (1986)
- Over the Top (1987)
- Rambo III (1988)
- Rocky V (1990)
- Cliffhanger - L'ultima sfida (Cliffhanger) (1993)
- Driven (2001)
- Father Lefty (2002) - Film TV
- Rocky Balboa (2006)
- John Rambo (Rambo) (2008)
- I mercenari - The Expendables (The Expendables) (2010)
- I mercenari 2 (The Expendables 2) (2012)
[modifica] Produttore
- Staying Alive (1983)
- Cuore di campione (Heart of a Champion: The Ray Mancini Story) (1985) - Film TV - Produttore esecutivo
- Driven (2001)
- Father Lefty (2002) - Film TV - Produttore esecutivo
- The Contender (2006-2009) - Produttore esecutivo
- Inferno: The Making of 'The Expendables' (2010) - Documentario TV
[modifica] Colonna sonora
Stallone ha cantato per le colonne sonore di due suoi film:
- Taverna Paradiso (Paradise Alley) (1978) - Interpreta il brano d'apertura Too close to paradise.
- Nick lo scatenato (Rhinestone) (1984) - Interpreta i brani Stay out of my bedroom, Woke up in love, Drinkenstein, Sweet lovin' friends e Be There.
[modifica] Coreografo
- Rocky (1976) - Coreografo boxe
- Rocky II (1979) - Coreografo boxe
- Rocky III (1982) - Coreografo boxe
- Cuore di campione (1985) - Coreografo boxe[100]
[modifica] Doppiatore (in inglese)
- Z la formica (Antz), regia di Eric Darnell e Tim Johnson (1998) - voce di Weaver
- Liberty's Kids: Est. 1776 (2002) - voce di Paul Revere
- Il signore dello zoo (Zookeeper), regia di Frank Coraci (2011) - voce di Joe il leone
[modifica] Opere letterarie
- Taverna Paradiso, New York, Sonzogno, 1977. (romanzo)
- Sly Magazine, 2005 (magazine mensile)
- Sly Moves: my proven program to lose weight, build strength, gain will power & live your dream, New York, Collins Living, 2005. ISBN 978-0-06-073787-0
[modifica] Premi e riconoscimenti
|
1977
Kansas City Film Critics Circle Awards 1977
National Association of Theatre Owners (ShoWest)
1979 National Association of Theatre Owners (ShoWest)
1980
1984
National Association of Theatre Owners (ShoWest)
1985 Golden Apple Awards
1986
Hasty Pudding Theatricals Award
1990
1992 Académie des arts et techniques du cinéma
1996 Golden Apple Awards
|
1997
Stockholm Film Festival
Golden Apple Awards
1998 Palm Springs International Film Festival
2002 Video Dealers Software Association
2004 Golden Camera Awards
2005 Boxing Writers Association of America
2009 Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia
2010 San Diego Comic-Con International
Key Art Awards
Hollywood Film Festival
2011 International Boxing Hall of Fame Hollywood Union Publicists
Stallone nel 2009 alla Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia
|
[modifica] Il Guinness dei primati
Stallone può vantare l'attribuzione di due Guinnes World Records:
- Per aver ideato e partecipato al "franchise sportivo di maggior successo e più remunerativo della storia del cinema", grazie alla saga di Rocky[112], che dal 1976 ad oggi ha guadagnato più di 1 miliardo e 251 milioni di dollari[113].
- Per aver ideato e partecipato al "film sportivo che ha incassato di più nella storia del cinema" (Rocky IV).
[modifica] Altri record
Nel 2010 Stallone diviene l'unico attore della storia del cinema ad aver debuttato direttamente in prima posizione (nei botteghini americani) per cinque decadi consecutive[114] (dal 1970 al 2010), con i seguenti film:
- anni settanta: Rocky, Rocky II
- anni ottanta: Rocky III, Rambo, Rambo II: la vendetta, Rocky IV, Cobra
- anni novanta: Oscar - Un fidanzato per due figlie, Cliffhanger - L'ultima sfida, Demolition Man, Lo specialista, Cop Land
- anni duemila: Driven
- anni duemiladieci: I mercenari - The Expendables
[modifica] Razzie Awards
Nel corso della sua carriera, Stallone ha ricevuto dieci Razzie Awards su trenta nomination. Nel dettaglio:
- 1984: Peggior attore per Nick lo scatenato
- 1985: Peggior attore per Rocky IV e Rambo II: la vendetta
- 1985: Peggior regista per Rocky IV
- 1985: Peggior sceneggiatura con James Cameron e Kevin Jarre per Rambo II: la vendetta
- 1988: Peggior attore per Rambo III
- 1989: Peggior attore del decennio
- 1992: Peggior attore per Fermati, o mamma spara
- 1994: Peggior coppia con Sharon Stone per Lo specialista
- 2000: Peggior attore del secolo
- 2003: Peggior attore non protagonista per Spy Kids - Missione 3D: Game Over
[modifica] Doppiatori italiani
Nelle versioni in italiano dei suoi film, Stallone è stato doppiato da:
- Ferruccio Amendola in Rebel - Fuga senza scampo, Taverna Paradiso, Rocky II, I falchi della notte, Fuga per la vittoria, Rocky III, Rambo, Nick lo scatenato, Rocky IV, Rambo II: la vendetta, Cobra, Over the top, Rambo III, Tango & Cash, Sorvegliato speciale, Rocky V, Oscar - Un fidanzato per due figlie, Fermati, o mamma spara, Demolition Man, Cliffhanger - L'ultima sfida, Lo specialista, Dredd - La legge sono io, Assassins, Daylight - Trappola nel tunnel, Hollywood brucia, La vendetta di Carter
- Massimo Corvo in Driven, D-Tox, Avenging Angelo - Vendicando Angelo, Spy Kids - Missione 3D: Game Over, Shade - Carta vincente, Rocky Balboa, John Rambo, I mercenari - The Expendables, Cliffhanger - L'ultima sfida (ridoppiaggio)
- Gigi Proietti in Rocky, F.I.S.T.
- Flavio Bucci in Happy Days - La banda dei fiori di pesco
- Enzo Consoli in Prigioniero della seconda strada
- Nando Gazzolo in Quella sporca ultima notte
- Claudio Sorrentino in Cop Land
- Michele Gammino in Las Vegas
- Francesco Pannofino in Taxxi 3
- Roberto Draghetti in Anno 2000: La corsa della morte
Da doppiatore è sostituito da:
- Ferruccio Amendola in Z la formica
- Massimo Corvo in Il signore dello zoo
[modifica] Note
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- ^ L'Universale Cinema, vol. 1 - Garzanti 2003, p. 1104
- ^ a b (EN)Stallone nella Walk of Fame. Hollywood Walk of Fame Official Site. URL consultato il 12 aprile 2011.
- ^ Sylvester Stallone: Happy Birthday!!! 6 giugno 2010. supereva.it. URL consultato il 18 gennaio 2011.
- ^ (EN)Top 5 Action Movie Stars. askmen.com. URL consultato il 18 gennaio 2010.
- ^ a b c (EN)Biografia di Sylvester Stallone. IMDb Official Site
- ^ a b http://www.youtube.com/watch?v=vNHM0CwD6xQ&feature=related
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- ^ (EN)Video intervista Enzo Coletta - Sanremo. enzocoletta.tv.it, 2004. URL consultato il 18 gennaio 2011.
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- ^ (FR)Sylvester Stallone a des ancêtres brestois. ouest-france.fr, 7 ottobre 2009. URL consultato il 18 gennaio 2011.
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- ^ (EN)Jennifer Flavin Trivia. IMDb Official Site. URL consultato il 18 gennaio 2011.
- ^ Sydney, Stallone fermato alla dogana per steroidi
- ^ a b Stallone: ho importato steroidi. Sarà multato
- ^ Stallone fermato alla dogana di Sidney
- ^ Stallone fermato con 48 fiale di ormoni
- ^ (EN)Sylvester Stallone's Paintings Sell for $90,000. worstpreviews.com, 4 dicembre 2009. URL consultato il 18 gennaio 2011.
- ^ Mostra d'arte di Stallone. SlyItalian Sito Ufficiale. URL consultato il 21 febbraio 2011.
- ^ (FR)Stallone ed i suoi dipinti
- ^ (IT)Stallone debutta nella moda
- ^ Stallone nell'archivio Rai. Archivio RAI. URL consultato il 7 novembre 2010.
- ^ (EN)Fondazione Stallone per la ricerca sull'autismo. URL consultato il 26 gennaio 2011.
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- ^ (EN)I premi di Stallone su IMDB
- ^ People's Choice Awards 1986
- ^ (EN)A stallone il Lifetime Cinematic Achievement in Boxing 2005
- ^ A Venezia Sylvester Stallone riceve il premio alla carriera
- ^ (EN)Stallone Action Hero Hall of Time su IGN.com
- ^ Video celebrativo per l'Action Hero Hall of Time
- ^ (EN)Visionary Awards per Stallone
- ^ (EN)Hollywood Career Achievement Award per Stallone
- ^ (EN)Stallone nell'Hall of Fame della boxe
- ^ (EN)Premio Union Publicists
- ^ (EN)Premio dei pubblicisti per Stallone. Sylvester Stallone Official Site. URL consultato il 7 marzo 2011.
- ^ Guinness World Record per Stallone
- ^ (EN)Guadagno record dell'intera saga di Rocky
- ^ (EN)Stallone, record di debutti
[modifica] Bibliografia
- Sylvester Stallone, The Official Rocky Scrapbook, Grosset & Dunlap, 1977. ISBN 978-0-448-14433-7.
- Janice Calire Simpson, Sylvester Stallone: Going the Distance (Headliners II), Emc Pub, 1978. ISBN 978-0-88436-436-8.
- Marsha Daly, Sylvester Stallone: An Illustrated Life, St Martins Pr, 1984. ISBN 978-0-312-78180-4.
- Rovin, Stallone, Pocket, 1985. ISBN 978-0-671-61872-8.
- William M. Sanford, Sylvester Stallone (Center stage), Crestwood House, 1986. ISBN 978-0-89686-304-0.
- Frank Sanello, Stallone: A Rocky life, Mainstream Publishing, 1998. ISBN 978-1-84018-113-5.
- Edward Gross, Rocky: The Ultimate Guide, DK Publishing, 2006. ISBN 978-0-7566-2622-8.
[modifica] Altri progetti
Wikimedia Commons contiene file multimediali su Sylvester Stallone
Wikiquote contiene citazioni di o su Sylvester Stallone
[modifica] Collegamenti esterni
- Scheda su Sylvester Stallone dell'Internet Movie Database
- (EN) Sito ufficiale
- Attori statunitensi
- Sceneggiatori statunitensi
- Registi statunitensi
- Nati nel 1946
- Nati il 6 luglio
- Produttori cinematografici statunitensi
- Attori italoamericani
- Registi italoamericani
- David di Donatello per il miglior attore straniero
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