Qualcuno volò sul nido del cuculo

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Qualcuno volò sul nido del cuculo
Qualcuno volo nicholson.png
Una scena del film
Titolo originale One Flew Over the Cuckoo's Nest
Lingua originale inglese
Paese di produzione Stati Uniti
Anno 1975
Durata 129 min
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 1,85:1
Genere drammatico, commedia, grottesco
Regia Miloš Forman
Soggetto Ken Kesey (romanzo)
Sceneggiatura Bo Goldman, Lawrence Hauben
Produttore Michael Douglas, Saul Zaentz
Fotografia Haskell Wexler
Montaggio Sheldon Kahn, Lynzee Klingman
Musiche Jack Nitzsche
Scenografia Paul Sylbert, Edwin O'Donovan
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Qualcuno volò sul nido del cuculo (One Flew Over the Cuckoo's Nest) è un film del 1975 diretto da Miloš Forman.

Ha segnato la storia del cinema nella trattazione innovativa di un argomento molto delicato come il disagio presente negli ospedali psichiatrici, denunciando il trattamento inumano cui sono stati sottoposti i pazienti ospitati nelle strutture ospedaliere statali, verso i quali è stato vigente un atteggiamento discriminatorio, alimentato dalla paura dell'aggressività che caratterizza in qualche caso la malattia mentale.

È tratto dal romanzo omonimo di Ken Kesey, pubblicato nel 1962 e tradotto in italiano nel 1976 da Rizzoli Editore. L'autore scrisse il libro in seguito alla propria esperienza da volontario all'interno del Veterans Administration Hospital di Palo Alto, in California.

È uno dei pochi film nella storia del cinema (insieme a Accadde una notte di Frank Capra e Il silenzio degli innocenti di Jonathan Demme) ad aver vinto tutti e cinque gli Oscar principali (miglior film, miglior regista, miglior attore, miglior attrice, migliore sceneggiatura non originale).

Nel 1993 è stato scelto per la conservazione nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti.[1] Nel 1998 l'American Film Institute l'ha inserito al ventesimo posto della classifica dei migliori cento film statunitensi di tutti i tempi,[2] mentre dieci anni dopo, nella lista aggiornata, è sceso al trentatreesimo posto.[3] L'infermiera Ratched è al 5º posto sulla lista dei 50 grandi cattivi e il film si pone all'8º posto nell'Internet Movie Database[4].

Il titolo[modifica | modifica wikitesto]

L'autore del romanzo, Ken Kesey

Il titolo è molto originale e suggestivo, però il direttore del doppiaggio avrebbe dovuto specificare, ad uso e consumo degli spettatori italiani, che "il nido del cuculo" (the cuckoo's nest) è una delle molte espressioni del gergo americano che indicano il manicomio. Esiste anche una filastrocca che ha un verso che suona così: Three geese in a flock, one flew East, one flew West, one flew over the cuckoo's nest ("Uno stormo di tre oche, una volò ad est, una volò ad ovest, una volò sul nido del cuculo"). Tuttavia di questa filastrocca non c'è traccia nel film, mentre costituisce uno degli elementi essenziali del romanzo di Kesey.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

La vicenda si svolge all'interno dell'Ospedale Psichiatrico di Stato (State Mental Hospital) di Salem (Oregon). Ivi, da un campo di lavoro carcerario, giunge un uomo di nome Randle Patrick McMurphy. Il Dottor Spivey, primario della struttura, spiega a McMurphy che dovrà essere trattenuto solo per essere "vagliato", per determinare cioè se la sua malattia mentale sia reale o simulata.

Il signor McMurphy accetta. Pur sapendo di essere sotto osservazione, in reparto tiene un comportamento anticonformista verso le regole che disciplinano rigidamente la vita dei degenti. Egli, infatti, fa il verso ad un nativo americano imitando una danza tribale indiana; non prende la sua medicina sputandola in faccia ad un altro paziente; gioca a basket in un campo nel quale nessuno dei pazienti si ricrea... Quando non gli viene concesso di vedere la partita di baseball in TV, propone di sfondare la finestra con un pesante lavabo, ma non riesce a sollevarlo. Successivamente si improvvisa radiocronista di un'immaginaria partita, sobilla i degenti a fare rumore e così si inimica la caporeparto, la Signora Ratched. Qualche giorno dopo organizza una goliardata e conduce gli infermi a pescare su una barca rubata, spacciando sé e gli altri per un gruppo di medici dell'istituto stesso. Giocando a carte vince tutte le sigarette dei suoi compagni e la caporeparto è costretta a razionarle. Ne nasce un violento parapiglia e invece di tenersi fuori, come fanno tutti ad eccezione di un altro paziente e del Capo indiano, si scaglia contro un infermiere. A seguito di ciò, viene sottoposto ad elettroshock.

Sull'esempio di McMurphy, i degenti imparano ad essere persone e a esprimere liberamente le proprie necessità, contro l'austera disciplina imposta dalla caporeparto. McMurphy, instaurata un'amicizia con Billy Bibit, un ragazzo introverso e affetto da balbuzie, e con il "Grande Capo" Bromden (un nativo sordomuto di gigantesche dimensioni), comprende quella che lui chiama "la disonestà di fondo di Mildred" e assieme ai degenti cerca di smontarla. I pazienti si rendono conto che, malgrado la propria malattia, sono comunque persone rispettabili e provano ammirazione per le aspirazioni libertarie di McMurphy. Questi, però, si rende conto che l'ospedale psichiatrico non è un luogo adatto a lui e presume di potere andare via alla scadenza della pena; ma, dopo 68 giorni, un inserviente gli fa notare che non è così. Capito ciò, ritiene opportuno tentare la fuga.

McMurphy scopre poi che Bromden si è, da sempre, finto sordomuto. I due decidono allora di scappare insieme in Canada. Dopo aver corrotto la guardia notturna, organizzano una festicciola notturna per dare l'ultimo saluto ai compagni, facendo persino entrare di soppiatto due donne di facili costumi. L'ubriachezza vanifica la fuga e McMurphy si addormenta sul pavimento. La mattina successiva la Caposala Ratched trova il reparto sottosopra e coglie molti degenti dormienti per terra e tra questi Billy a letto con una delle ragazze. Billy, di fronte all'ennesima violenza mentale subita (la minaccia della caposala di denunciare il suo operato alla madre), è sgomento, ha paura, perde la testa e si suicida per la vergogna. Di fronte all'evidente responsabilità della Signora Ratched, McMurphy ha un attacco violento e aggressivo e tenta di strangolarla, ma un inserviente lo stordisce. Di fronte a quest'ultimo episodio la commissione medica si convince che McMurphy è un malato pericoloso e che questa sua aggressività vada curata con una lobotomia. Mentre tutti i degenti si chiedono dove sia finito, una notte McMurphy appena operato, instupidito, viene ricondotto in reparto. L'indiano, Capo Bromden, quando lo vede in queste condizioni, senza più forza di volontà, decide di non abbandonarlo al suo destino: lo uccide, soffocandolo con un cuscino. Poi strappa da terra il pesante lavabo di marmo (quello che lo stesso McMurphy, all'inizio, aveva cercato invano di staccare), lo scaglia contro una finestra e fugge dalla breccia, correndo lontano verso la libertà, in Canada.

Cast e Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Kirk Douglas aveva inizialmente destinato a se stesso il ruolo del personaggio protagonista fin da quando acquistò i diritti per la produzione del film. Suo figlio Michael, dopo che il padre gli ebbe ceduto la produzione, decise che Kirk era troppo vecchio per quella parte. Il ruolo di McMurphy venne inizialmente offerto a James Caan, che rifiutò. Si pensò anche a Marlon Brando e a Gene Hackman, prima di assegnare definitivamente la parte a Jack Nicholson. Nicholson aveva 38 anni quando fu girato il film e ne ha altrettanti R.P. McMurphy (il personaggio da lui interpretato).

Il ruolo della protagonista femminile venne rifiutato da cinque attrici (Anne Bancroft, Colleen Dewhurst, Geraldine Page, Ellen Burstyn e Angela Lansbury) finché Louise Fletcher l'accettò appena una settimana prima dell'inizio delle riprese.

Ellen Burstyn rifiutò il ruolo poiché all'epoca doveva prendersi cura del marito malato mentalmente. Il ruolo, cucito per la Burstyn, ha portato gli inesperti a confondersi con le due attrici (Fletcher e Burstyn) tanto da elogiare in prima persona Ellen Burstyn per una parte appunto non interpretata. La stessa Fletcher dichiarò che fece del suo meglio in uno dei ruoli di Ellen Burstyn, tuttavia la Fletcher riuscì magnificamente nella prova recitativa.

Per studiare la parte, gli attori hanno partecipato alle sedute di psicoterapia insieme ai pazienti.

Le riprese si sono svolte tra il gennaio e marzo del 1975 tra lo stato dell'Oregon e la California. La pellicola uscì negli Usa il 20 novembre 1975 e in Italia dal 12 marzo 1976. Gli incassi furono di oltre 112 milioni di dollari.

Colonna sonora[modifica | modifica wikitesto]

Jack Nitzsche compose la notevole colonna sonora del film, che gli valse una nomination all'Oscar, premio che poi si aggiudicò John Williams per la colonna sonora de Lo squalo, di Steven Spielberg.

  1. One Flew Over The Cuckoo's Nest (Opening Theme)
  2. Medication Valse
  3. Bus Ride To Paradise
  4. Cruising
  5. Trolling
  6. Aloha Los Pescadores
  7. Charmaine
  8. Play The Game
  9. Last Dance
  10. Act Of Love
  11. Jingle Bells
  12. One Flew Over The Cuckoo's Nest (Closing Theme)

Notevole brano d'epoca intramontabile, Charmaine (quello che fa arrabbiare McMurphy perché suonato a volume troppo alto) suonato nel 1951 dall'orchestra Mantovani. La musica del brano Charmaine fu scritta nel 1926 da Erno Rapee, e le parole da Lew Pollack e pubblicata nel 1927 a San Francisco da Sherman, Clay & Co. Suonata alla fisarmonica da Gorni Kramer e cantata da Jula De Palma nel 1953 e da Frank Sinatra nel 1962.

Critica[modifica | modifica wikitesto]

La pellicola ha continuato a vincere un totale di ventotto premi.

Da parte dei critici ha ottenuto recensioni contrastanti. Roger Ebert (che vincerà successivamente il premio Pulitzer) ha sostenuto che Qualcuno volò sul nido del cuculo «è una pellicola così buona in tante sue parti che c'è la tentazione di perdonarla quando va male, cioè nei momenti in cui insiste sul fare più grandi certi punti di quel che la storia realmente dovrebbe trasmettere, di modo che alla fine le qualità umane dei personaggi si perdono nel significato dell'insieme.

Malgrado ciò ci sono dei momenti di luminosità[5]». Ebert successivamente metterà la pellicola sulla sua "lista di grandi film"[6].

Dal 1975 al 1987, per dodici anni, la pellicola è stata proiettata nei cinematografi svedesi, ottenendo un ulteriore record.

Malgrado il film sia per la maggior parte svolto nel dormitorio/soggiorno di un reparto psichiatrico, vengono dibattuti temi universali e fondamentali della vita, come la contestazione, i diritti dell'individuo, la violenza sessuale sui minori, i Nativi Americani, le intolleranze etnico culturali, la letteratura americana, il disagio psichico, la follia, l'handicap e la malattia mentale in rapporto con la società.

La gita di pesca nella Baia Depoe (Oregon), è stata aggiunta alla fine e inserita a metà, forse per interrompere la ripetitività della descrizione delle sedute di psicoterapia di gruppo. Malgrado il rischio di essere noiose, queste sedute di psicoterapia non sono monotone. Ogni componente viene descritto e rappresentato con molto realismo e i personaggi sono fedeli al loro stato di malattia in ogni momento. La conduttrice delle sedute di psicoterapia di gruppo, la Signora Ratched, esprime lei stessa la propria sofferenza psichica, cercando di prendere le distanze dalla malattia mentale, che pretende di chiarificare, sforzandosi di inquadrarla in un insieme di rigide regole, come se la malattia psichiatrica si potesse curare con un insieme di imposizioni. Così, la Signora Ratched finisce per usare in modo autoritario la sua funzione terapeutica, rendendosi antipatica e disumana. Le fa da contraltare un paziente, McMurphy, abituato a infischiarsene di qualsiasi regola.

Ci viene presentato un ospedale psichiatrico modello, con campo di basket e piscina, una sala per l'idromassaggio, adiacente al dormitorio. Gli ammalati sono suddivisi per gravità di malattia, per cui i meno gravi non devono sopportare la malattia dei più gravi. Gli ammalati meno gravi, sono relativamente liberi e vengono condotti in città con l'autobus. I medici compaiono poco, si vedono solo nei propri studi a dare disparati giudizi sulla salute mentale e sulla pericolosità di McMurphy. Inoltre nel film, viene mostrata una seduta di terapia della malattia mentale grave negli anni cinquanta, l'elettroshock.

Molti critici hanno visto nel romanzo da cui è stato tratto il film una metafora della vita che anticipa il 1968, l'anno della contestazione giovanile. Il Signor McMurphy e la Signora Ratched sarebbero le due facce della stessa medaglia, come McMurphy rappresenta lo scontro violento contro l'autorità, così Ratched rappresenta quell'autorità al potere che non si può scalzare.

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Citazioni e riferimenti[modifica | modifica wikitesto]

  • La canzone dei Metallica Welcome Home (Sanitarium) fu ispirata dal film.
  • Nella versione in lingua originale del film Philadelphia (con Denzel Washington) il protagonista Tom Hanks (malato di AIDS) durante una seduta di terapia con flebo (che avrebbe voluto non fare) al compagno Antonio Banderas (infermiere per l'occasione) risponde stizzito:"Yes Miss Ratched!". Un chiaro riferimento alla durezza dell'infermiera Miss Ratched protagonista del film.
  • Nel film Jack, il protagonista Jack, interpretato da Robin Williams, viene coinvolto dai compagni di scuola a giocare a basket e, dal momento che lui non sa giocare ma è molto più alto e grosso degli altri, gli viene detto di rimanere sotto canestro e di tenere le braccia alte. La scena ha forti similitudini con quella in cui McMurphy coinvolge "grande capo" a giocare a basket nel campetto dell'ospedale psichiatrico.
  • Nel film Berlin Calling è riproposta la "festa" all'interno di un ospedale psichiatrico, con alcol e prostitute.
  • Ne L'incredibile Hulk vi è una scena in cui Bruce Banner(Edward Norton) viene sottoposto a elettroshock. La sequenza è molto simile a quella del film di Forman.
  • Il film è stato parodiato sia dai Green Day nel videoclip di Basket Case che dagli Oasis per Sunday Morning Call.
  • In più di una puntata de I Simpson sono state riproposte alcune scene della pellicola.
  • Nel film Batman di Tim Burton, nella scena finale in cui Batman arriva in cima al campanile della cattedrale, il Joker (Jack Nicholson) lo accoglie con la frase: "E' proprio un destino, stavolta nel nido mi è volato un pipistrello.", probabile citazione al film.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Il film fu girato in un vero ospedale psichiatrico.
  • L'autore del romanzo, Ken Kesey, a causa di controversie legali con la produzione, non ha mai voluto vedere il film.
  • Il film evidenziò alcuni attori allora sconosciuti o poco in rilievo, come Danny DeVito, Christopher Lloyd o Brad Dourif.
  • Jack Nicholson e Scatman Chroters lavorarono nuovamente insieme 5 anni dopo in "Shining" di Stanley Kubrick.
  • Dean R. Brooks, che interpreta il dottor Spivey, era un vero dottore e il principale dell'ospedale dove è stato girato il film.
  • Nel film di Tomas Milian "Il lupo e l'agnello", Tomas viene chiamato "cuculo". Lui stesso sostiene di essere chiamato così per aver visto per circa 36 volte il film.
  • Nel film Dallas Buyers Club, Matthew McCauhgney chiama Jennifer Graner "infermiera Ratched", chiaro riferimento al personaggio del film.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Librarian of Congress Names 25 More Films to National Film Registry, Library of Congress, 14 dicembre 1993. URL consultato il 5 gennaio 2012.
  2. ^ (EN) AFI's 100 Years... 100 Movies, American Film Institute. URL consultato il 12 ottobre 2014.
  3. ^ (EN) AFI's 100 Years... 100 Movies - 10th Anniversary Edition, American Film Institute. URL consultato il 12 ottobre 2014.
  4. ^ (EN) Top 250 movies as voted by our users, imdb.com. URL consultato il 12 ottobre 2014.
  5. ^ (EN) One Flew Over the Cuckoo's Nest, RogerErbert.com, 1º gennaio 1975. URL consultato il 22 marzo 2011.
  6. ^ (EN) One Flew Over the Cuckoo's Nest (1975), RogerErbert.com, 2 febbraio 2003. URL consultato il 22 marzo 2011.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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