Ellen Burstyn

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Ellen Burstyn, pseudonimo di Edna Rae Gillooly, (Detroit, 7 dicembre 1932), è un'attrice statunitense.

È famosa per aver interpretato il ruolo della madre di Regan nel film L'esorcista e il ruolo di Sara Goldfarb nel film Requiem for a Dream di Darren Aronofsky.

Nel corso della sua carriera è stata nominata sei volte al Premio Oscar, vincendolo nel 1974 per l'interpretazione in Alice non abita più qui di Martin Scorsese.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Primi anni[modifica | modifica wikitesto]

Ellen Burstyn è nata a Detroit, Michigan da Correine Marie e John Austin Gillooly un imprenditore edile.[1] Ha origini irlandesi, francesi, tedesche (immigrati in America) e dai Nativi del nord America [2][3] e fu cresciuta sotto le regole cattoliche.[4][5] I suoi genitori divorziarono quando era ancora bambina, e fu affidata alla madre che lei stessa ha definito violenta, dura e severa. Ellen infatti lasciò la casa a 18 anni.

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Debuttò a Broadway nel 1957 e si unì a Lee Strasberg all'Actor's Studio nel 1967. Nel 1975 vinse il Tony Award come migliore attrice per il ruolo nella commedia Same Time, Next Year (un ruolo che riprese nella versione film tre anni dopo). Prima del 1970, era nominata come "Ellen McRae" in tutti i film e nelle apparizioni televisive. Nel 1972 viene nominata come miglior attrice non protagonista agli Oscar per L'ultimo spettacolo di Peter Bogdanovich, due anni dopo è candidata come miglior attrice protagonista con L'esorcista di William Friedkin. La statuetta arriva nel 1975 grazie alla sua interpretazione in Alice non abita più qui di Martin Scorsese. Altre due nomination le ottiene nel 1978 per Lo stesso giorno, il prossimo anno e nel 1980 per Resurrection.

Nella prima metà degli anni sessanta Ellen Burstyn interpretò la dottoressa Kate Bartok nella soap della NBC The Doctors. Lavorò inoltre per numerose serie televisive trasmesse in prima serata negli anni sessanta, come Perry Mason, Maverick, Wagon Train, 77 Sunset Strip, La grande vallata e Gunsmoke. Partecipò anche al Saturday Night Live nel 1980, mentre nel 1986 fu protagonista di una sua sitcom per la ABC, cioè The Ellen Burstyn Show con Megan Mullally nella parte di sua figlia e Elaine Stritch in quella di sua madre. La serie fu cancellata dopo una sola stagione. Nel 1990 vince il Sarah Siddons Award per il suo lavoro al Chicago Theatre. Dal 2000 al 2002, apparì nella serie Così è la vita della CBS. Nel 2006, partecipò alla serie The Book of Daniel nel ruolo del controverso vescovo.

Nel 2000 torna alla ribalta con Requiem for a Dream; grazie a questa interpretazione ottiene la sua sesta candidatura agli Oscar. Nel 2006 è di nuovo diretta da Darren Aronofsky in The Fountain - L'albero della vita. Inoltre apparì nel 2007 in un episodio di Big Love (della HBO), interpretando la madre di una moglie poligama (Barbara Henrickson). Recitò la parte della madre di due bambini nel The Elephant King. Originalmente il film doveva essere distribuito nel 2006 ma fu distribuito solo nell'ottobre 2008. Era annunciato come uno dei film più attesi dell'anno.

Nel 2008 Ellen Burstyn ritorna sul palco con The Little Flower of East Orange, commedia scritta da Stephen Adly Guirgis e diretta da Philip Seymour Hoffman in co-produzione con LAByrinth Theater Company e The Public Theater a New York City. Oltre ai suoi lavori sul palcoscenico, Ellen Burstyn interpreta la first lady Barbara Bush nel film di Oliver Stone W. Inoltre è stata guest star nella decima stagione di Law & Order: Special Victims Unit, nel ruolo della madre del detective Elliot Stabler affetta dal disturbo bipolare.

Emmy Award e discussioni[modifica | modifica wikitesto]

L'attrice fu nominata per un Emmy Award come 'attrice ospite in miniserie e speciali' per la TV 'The People vs. Jean Harris (1981) e per il film Pack of Lies (1987). Nel 2006 fu nominata per Emmy for Outstanding Supporting Actress nella miniserie della HBO Mrs Harris nel ruolo di Dr. Tarnower's. Nominata per questo ruolo (14 secondi di lunghezza per solo due righe di dialogo in tutto 38 parole) nacquero le discussioni al riguardo.

La Academy of Television Arts & Sciences inizialmente insistette che in base al voto del pubblico la nomination fosse legittima. Allo stesso tempo, l'HBO diede la colpa di questa nomination alla produzione del film. La reazione dell'attrice invece passò dal silenzio a questa dichiarazione:

« Pensavo fosse grandioso. La mia futura ambizione è di essere nominata per un film nel quale nemmeno appaio. »

a quest'ultima dichiarazione:

« Questo non ha nulla a che fare con me. Non voglio nemmeno saperne niente. Gestitevela voi gente. »
( Ellen Burstyn sounds off on her Emmy nod, USA Today, 3 novembre 2006. URL consultato il 25 gennaio 2008.)

Infine Kelly Macdonald, che recitò in The Girl in the Cafe, vinse il premio. Nel marzo 2007, l' Academy annunciò che si possono nominare per la categoria Primetime Emmy Award, attori che appaiono sullo schermo al massimo per il 10 percento del progetto (9 minuti per un telefilm di 90 minuti).

Molti critici citano spesso questo incidente per criticare il processo di nomina degli Emmy, facendo presente questo scandalo ogni volta utile.[6]

Altre attività[modifica | modifica wikitesto]

Durante gli anni settanta l'attrice era attiva nel movimento per liberare il pugile Rubin "Hurricane" Carter dalla galera. La Burstyn nel 1981 registrò "The Ballad of the Nazi Soldier's Wife" per l'album di Ben Bagley Kurt Weill Revisited, Vol. 2. Ellen Burstyn fu presidente dell'Actors' Equity Association dal 1982 al 1985. Nel 1997 si unì al Michigan Women's Hall of Fame e nel 2000 fu nominata co-presidente all'Actors Studio, a fianco di Al Pacino e Harvey Keitel.

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1950 sposò Bill Alexander, ma divorziarono nel 1957; gli anni seguenti si sposò con Paul Roberts, con cui, nel 1962, adottò un bambino di nome Jefferson. Nello stesso anno divorziarono.[7] Successivamente sposò l'attore Neil Burstyn, ma la loro unione fu turbolenta: era malato di schizofrenia, soffriva di attacchi di violenza, e infine la lasciò. Cercò di tornare da lei, ma lei lo rifiutò divorziando da lui nel 1972. Nell'autobiografia Lessons in Becoming Myself, Ellen Burstyn rivela che quest'uomo la molestò per altri otto anni dopo il divorzio. Inoltre dichiarò che l'ex-marito l'aveva assalita sessualmente, ma non fu arrestato in quanto non era considerato un crimine se la donna era la moglie.[8] Neil Burstyn si suicidò nel 1978. In seguito a tale fatto, i genitori dell'uomo spedirono un telegramma ad Ellen nel quale c'era scritto: "Congratulazioni hai vinto un nuovo Oscar; Neil si è suicidato."[9]

L'attrice al momento non è sposata.

La Burstyn pratica il sufismo, è affiliata allo Zen Peacemaker Order - Maezumi Institute ispirata dal libro The Last Barrier: A Journey Through the World of Sufi Teaching.[10]

Premi e riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Doppiatrici italiane[modifica | modifica wikitesto]

Nelle versioni in italiano dei suoi film, la Burstyn è stata doppiata da:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Ellen Burstyn Biography (1932-)
  2. ^ Movies; Independent Minded; Academy Award winner Ellen Burstyn, a 'tough cookie,' is back with two gritty films and a TV show
  3. ^ Gillooly Doesn't Live Here Anymore
  4. ^ Ellen Burstyn: U.S. Acting 'Needs Some Help'
  5. ^ beliefnet: Ellen Burstyn, Sufism
  6. ^ Lisa de Moraes - Emmy Rules Change After Burstyn Nomination Flap - washingtonpost.com
  7. ^ http://www.ellenburstyn.net/timeline.htm
  8. ^ Screen Legends: Ellen Burstyn
  9. ^ Ellen Burstyn - Burstyn Feared Death As Abusive Husband Stalked Her
  10. ^ Maezumi Institute Newsletter: Feb. 2008

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Oscar alla migliore attrice Successore
Glenda Jackson
per Un tocco di classe
1975
per Alice non abita più qui
Louise Fletcher
per Qualcuno volò sul nido del cuculo

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