Jodie Foster

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Alicia Christian "Jodie" Foster (Los Angeles, 19 novembre 1962) è un'attrice, regista e produttrice cinematografica statunitense, candidata quattro volte all'Oscar, di cui due vinti per Sotto accusa (1988) e Il silenzio degli innocenti (1991).

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Nata a Los Angeles, California, dopo trentasei ore di travaglio, in cui sia lei che la madre rischiarono di morire.[1] Figlia di madre tedesca, Evelyn 'Brandy' Ella Almond, e padre statunitense, Lucius Fisher Foster III, ex tenente colonnello dell'aeronautica militare divenuto in seguito agente immobiliare. Il violento padre[1] abbandonò la famiglia poco prima della sua nascita, quando la madre era al quarto mese di gravidanza. Ultima di quattro figli, ha due sorelle maggiori Lucinda "Cindy" Foster (n. 1954), Constance "Connie" Foster (n. 1955), e un fratello maggiore, Lucius "Buddy" Foster (n. 1957). Il soprannome "Jodie" le è stato dato dai suoi fratelli e sorelle. Il perché di questo soprannome è dovuto alla compagna di sua madre, una donna di nome Jo Dominique, la quale veniva chiamata, affettuosamente Zia Jo D.

Bambina prodigio[modifica | modifica sorgente]

Jodie Foster nella serie televisiva Paper Moon (1974)

Dopo il divorzio dei genitori, la madre supporta la figlia iniziandola al mondo dello spettacolo. Debutta a soli tre anni in vari spot pubblicitari, tra cui, il più famoso, quello per la crema abbronzante Coppertone.[2] Lavora quindi per vari serial televisivi, come il The Doris Day Show, dove recitava anche il fratello Buddy. Ben presto si dimostra una bambina prodigio, che già all'età di tre anni sapeva leggere, continuando ad apparire in altre serie TV. La madre, che all'epoca lavorava come produttrice, riesce ad ottenere un contratto con la Walt Disney Company. Debutta così nel 1972 al fianco di Michael Douglas nel film Due ragazzi e un leone, seguito da un altro film per ragazzi, Tom Sawyer del 1973, tratto dal romanzo di Mark Twain. Nel 1973, inoltre, recita in un episodio della serie televisiva Kung Fu al fianco di David Carradine.

Nel 1974 Martin Scorsese le offre una parte in Alice non abita più qui, dove interpreta la stravagante Audrey. Dopo questa sua interpretazione, la Disney inizia a storcere il naso, perché vorrebbe mantenere pulita l'immagine di Foster, come perfetta adolescente per i loro film per famiglie.[3] Con l'aiuto della madre, che le faceva da manager, riesce a diversificare i propri ruoli, per non scomparire nel nulla, come tanti altri bambini prodigio. Lavora nuovamente con Martin Scorsese, che le offre il ruolo di Iris, una prostituta minorenne, nel suo film del 1976 Taxi Driver, al fianco di Robert De Niro. Il ruolo della baby prostituta frutta all'attrice la sua prima candidatura all'Oscar come miglior attrice non protagonista, le fa vincere un BAFTA sempre come migliore attrice non protagonista e le regala popolarità in tutto il mondo. Durante le riprese di Taxi Driver, per volere della madre, l'allora quattordicenne Jodie è stata seguita da uno psichiatra e, per evitarle traumi, è sostituita nelle scene più crude dalla sorella maggiore Connie.[4]

Era stata presa in considerazione per il ruolo della Principessa Leila in Guerre stellari, ma era vincolata dal suo contratto con la Disney, per la quale continua a recitare in film per famiglie come Piccoli gangsters, Tutto accadde un venerdì e Quella strana ragazza che abita in fondo al viale. Nel 1977 ha una piccola parte nel film italiano Casotto di Sergio Citti, recitando al fianco di attori come Ugo Tognazzi, Mariangela Melato e Gigi Proietti. Negli anni seguenti colleziona ruoli da protagonista in film più o meno di successo, ma continua diligentemente a studiare, diplomandosi presso il Lycée Français di Los Angeles.

Tentato assassinio di Ronald Reagan[modifica | modifica sorgente]

Jodie Foster ai Premi Oscar 1989

John Hinckley Jr., un suo fan degenerato poco più che ventenne, nutrì un forte amore per l'attrice dopo averla vista in Taxi Driver. Foster fu più volte perseguitata da Hinckley nel periodo in cui studiava all'Università Yale; lui le spedì lettere d'amore[5] e cercò più volte di mettersi in contatto con lei al telefono. Il 30 marzo 1981 Hinckley come sfogo sparò al Presidente degli Stati Uniti Ronald Reagan,[6] ferendo gravemente quattro persone, tra cui il Presidente, mentre stavano uscendo dal Washington Hilton Hotel. John Hinckley, subito arrestato e processato, motivò il suo gesto sostenendo che voleva attirare l'attenzione di Foster su di sé. A tutt'oggi Hinckley si trova in un manicomio criminale.

Jodie Foster rimase profondamente traumatizzata dal fatto, meditando addirittura di abbandonare il mondo del cinema.[7] L'attrice, dopo aver testimoniato, asserendo di non aver mai avuto alcun tipo di legame con Hinckley e di essere estranea ai fatti, decise di lasciarsi alle spalle gli eventi, cercando di dimenticare. Nel 1991, Foster cancellò un'intervista con la NBC, quando sentì nell'introduzione il nome di Hinckley. L'ossessione di Hinckley per Foster ispirò il gruppo punk rock JFA (acronimo di Jodie Foster's Army).

Carriera adulta[modifica | modifica sorgente]

Negli anni ottanta, frequenta il corso di laurea in letteratura inglese presso l'Università Yale[8]. Dopo la laurea magna cum laude nel 1985 decide di dare una svolta alla sua carriera, rompe il contratto con la Disney e si dedica a ruoli più maturi. Dopo essere stata la protagonista nel film francese Il sangue degli altri di Claude Chabrol, ottiene la parte che segna la sua carriera, nel 1988 interpreta Sarah in Sotto accusa, di Jonathan Kaplan, basato sulla storia vera di una cameriera stuprata sul flipper di un bar: l'interpretazione le valse l'Oscar alla migliore attrice e altri riconoscimenti come un National Board of Review Awards, un Golden Globe e un David di Donatello.

Jodie Foster ai Premi César 2011

Ma il vero ruolo che la consacra come star a livello internazionale, è quello dell'agente dell'F.B.I. Clarice Starling ne Il silenzio degli innocenti di Jonathan Demme, dove recitò al fianco di Anthony Hopkins. Inizialmente, era intenzionata ad acquistare i diritti dell'omonimo romanzo di Thomas Harris per dirigerne l'adattamento, ma fu preceduta, così dopo il rifiuto del ruolo da parte di Michelle Pfeiffer, Foster ottenne la parte, che le valse il suo secondo Oscar come migliore attrice. Durante la consegna del premio, disse:[3]

« Alle donne che sono venute prima di me e che, a differenza di me, non hanno avuto nessuna chance, alle pioniere, alle sopravvissute, alle emarginate »

Jodie Foster, inoltre, fu la seconda più giovane attrice di sempre a vincere due Oscar come miglior attrice. Nel 1991, nonostante il parere contrario del produttore Scott Rudin, debutta alla regia con Il mio piccolo genio, di cui fu anche co-protagonista. Divenuta una della attrici più richieste, nel 1992 recita per Woody Allen in Ombre e nebbia, mentre l'anno seguente affianca Richard Gere in Sommersby. Nel 1994 ottiene la sua quarta candidatura all'Oscar per la sua interpretazione in Nell, storia di una ragazza cresciuta in solitudine nella foresta che si esprime con un linguaggio tutto suo. Nell è il primo film prodotto dalla sua casa di produzione Egg Pictures, da lei stessa fondata nel 1990. Dopo aver lavorato con Mel Gibson in Maverick del 1994, torna dietro la macchina da presa per dirigere A casa per le vacanze, di cui è anche produttrice.

Nel 1997 è protagonista del film di fantascienza Contact. Dopo una pausa causa la nascita del primo figlio, torna sul grande schermo con Anna and the King. Nel 2001 le viene proposto di rivestire i panni di Clarice Starling in Hannibal, ma l'attrice inaspettatamente rifiuta, venendo sostituita da Julianne Moore. Preferisce recitare nel thriller di David Fincher Panic Room e in Flightplan - Mistero in volo, del regista tedesco Robert Schwentke. Nel 2004 si dimostra un'attrice pronta a sperimentare nuove esperienze, accettando un ruolo secondario nel film francese Una lunga domenica di passioni. Nel 2006 viene diretta da Spike Lee nel film Inside Man, mentre nel 2007 Neil Jordan la dirige ne Il buio nell'anima, dove interpreta una donna che si trasforma in giustiziera dopo la tragica morte del fidanzato, ottenendo la sua sesta candidatura al Golden Globe. Dopo tanti film in cui ha interpretato ruoli forti ed a volte duri, nel 2008 si dedica alla commedia per famiglie, Alla ricerca dell'isola di Nim, con Abigail Breslin e Gerard Butler. Nel 2010 torna dietro la macchina da presa per dirigere se stessa e Mel Gibson nel film Mr. Beaver, storia di un uomo che decide di comunicare attraverso un castoro di peluche che porta sempre con sé. L'attrice si prefigge da tempo di realizzare un biopic sulla vita di Leni Riefenstahl,[9] ma il progetto per ora non è mai entrato in cantiere.

Nel 2011 recita nel film Carnage di Roman Polanski, al fianco di Kate Winslet, Christoph Waltz e John C. Reilly. Nel 2013 riceve il Golden Globe alla carriera, diventando di fatto la più giovane attrice (a 50 anni) a ricevere questo premio dopo Judy Garland, che lo vinse nel 1962 a 39 anni.

Vita privata[modifica | modifica sorgente]

Foster è una delle attrici più riservate di Hollywood e negli Stati Uniti compaiono spesso notizie vaghe sul suo conto. È sostenitrice del Partito Democratico statunitense[10]. È atea, ma ha comunque dichiarato che nutre "grande rispetto per tutte le religioni" e passa "un sacco di tempo a studiare i testi sacri, che si tratti di religioni orientali o religione occidentale"[11]: lei ed i suoi figli celebrano sia il Natale che il Chanukkah.

Ha due figli, Charles Foster nato il 20 luglio 1998 e Kit Foster nato il 29 settembre 2001. Foster non ha mai rivelato chi sia il padre dei suoi figli (voci li attribuiscono a Mel Gibson[12]). Dal 1993 al 2007 ha avuto una relazione con la produttrice cinematografica Cydney Bernard; le due si erano conosciute sul set del film Sommersby. I figli di Foster portano anche il suo cognome.

Il 13 gennaio 2013, dopo aver ricevuto un Golden Globe alla carriera, dà conferma della propria omosessualità, dichiarando: "Ho già fatto coming out 1.000 anni fa, nell'età della pietra, in quei giorni molto pittoreschi, in cui una fragile ragazza si aprì agli amici fidati, alla famiglia e ai colleghi di lavoro, e poi a poco a poco e con orgoglio a tutti coloro che la conoscevano, a tutti quelli effettivamente incontrati". Ha quindi ringraziato la ex compagna Cydney Bernard, definendola "la mia eroica co-genitrice, la mia ex-partner in amore, ma la giusta anima gemella nella vita".

Non è membro dell'associazione Mensa[13] al contrario di quanto sostenuto da diversi rumors, anche se nel film Contact interpreta la dottoressa Ellie Arroway che invece lo è.

Parla un ottimo francese, che usa nel doppiare se stessa nella maggior parte delle versioni francesi dei suoi film[14], e l'italiano, lingue che ha studiato durante i suoi studi universitari. Ha perfezionato il suo italiano nel periodo in cui recitò nel film di Sergio Citti, Casotto (1977). Le è stato dedicato un asteroide, 17744 Jodiefoster, scoperto nel 1998.

Dal 2013 ha una relazione con l'attrice Alexandra Hedison[15].

Filmografia[modifica | modifica sorgente]

Attrice[modifica | modifica sorgente]

Cinema[modifica | modifica sorgente]

Televisione[modifica | modifica sorgente]

Regista[modifica | modifica sorgente]

Produttrice[modifica | modifica sorgente]

Premi e nomination[modifica | modifica sorgente]

Doppiatrici italiane[modifica | modifica sorgente]

Nelle versioni in italiano dei suoi film, Jodie Foster è stata doppiata da:

Da doppiatrice è sostituita da:

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Alessandra Farkas, Jodie Foster, l'Oscar della solitudine, archiviostorico.corriere.it. URL consultato l'8 agosto 2008.
  2. ^ Biografia, filmup.leonardo.it. URL consultato il 7 agosto 2008.
  3. ^ a b Biografia, jodiefosteritalia.com. URL consultato il 7 agosto 2008.
  4. ^ Biografia, correrenelverde.it. URL consultato il 7 agosto 2008.
  5. ^ (EN) Lettera di John Hinckley a Jodie Foster, law.umkc.edu. URL consultato il 7 agosto 2008.
  6. ^ (EN) Jodie Foster Biography, tiscali.co.uk. URL consultato il 7 agosto 2008.
  7. ^ Ennio Caretto, Jodie Foster torna nell' incubo Minacce sessuali via Internet in Corriere della Sera, archiviostorico.corriere.it. URL consultato il 7 agosto 2008.
  8. ^ Biografia, mymovies.it. URL consultato il 7 agosto 2008.
  9. ^ Jodie Foster sarà Leni Riefenstahl, cinemadelsilenzio.it. URL consultato il 7 agosto 2008.
  10. ^ (EN) NEWSMEAT - Jodie Foster's Federal Campaign Contribution Report. URL consultato il 20 agosto 2007.
  11. ^ Photos: Famous atheists and their beliefs, 25 maggio 2013
  12. ^ Cinema/Stampa Usa: Mel Gibson padre dei figli di Jodie Foster, Il Giornale di Vicenza, 20 gennaio 2013.
  13. ^ Smentita dalla stessa Foster intervistata da Fabio Fazio durante la puntata di Che tempo che fa andata in onda il 13 aprile 2008
  14. ^ "Jodie Foster: Hollywood fait confiance à mes choix." StudioMagazine.fr, 3 October 2007.
  15. ^ http://www.vanityfair.it/people/gossip/14/03/08/jodie-foster-amore-alexandra-hedison-anello-foto?utm_source=facebook&utm_medium=marketing&utm_campaign=vanityfair
  16. ^ A Jodie Foster il Cecil B. DeMille alla carriera, Movieplayer.it. URL consultato il 16 gennaio 2013.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Buddy Foster e Leon Wagener, Jodie Foster. Le debolezze e i conflitti della più riservata diva di Hollywood nel ritratto indiscreto del fratello, Armenia, 1998. ISBN 88-344-0902-7.
  • Philippa Kennedy, Jodie Foster: A Life on Screen, Carol Publishing Corporation, 1996. ISBN 1-55972-348-3.
  • Therese De Angelis, Jodie Foster (Women of Achievement), Chelsea House Publications, 2000. ISBN 0-7910-5291-5.
  • John Bankston, Jodie Foster: Child Star (Blue Banner Biographies), Mitchell Lane Publishers, 2003. ISBN 1-58415-171-4.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Oscar alla migliore attrice Successore
Cher
per Stregata dalla luna
1989
per Sotto accusa
Jessica Tandy
per A spasso con Daisy
Predecessore Oscar alla migliore attrice Successore
Kathy Bates
per Misery non deve morire
1992
per Il silenzio degli innocenti
Emma Thompson
per Casa Howard

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