Susan Hayward

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Susan Hayward nel trailer del film che le valse l'Oscar, Non voglio morire
Statuetta dell'Oscar Oscar alla miglior attrice 1959

Susan Hayward, nome d'arte di Edythe Marrenner (New York, 30 giugno 1917Hollywood, 14 marzo 1975), è stata un'attrice statunitense in auge fra gli anni quaranta e sessanta.

Vinse il premio Oscar alla miglior attrice protagonista nel 1959 per il suo ruolo in Non voglio morire.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Gli inizi[modifica | modifica sorgente]

Di origine svedese, figlia di un ex imbonitore di Coney Island diventato sorvegliante della metropolitana, riuscì a evadere dal povero ambiente familiare diventando per un certo periodo una modella di grido a New York e partecipando ad alcuni spettacoli teatrali di Broadway, dove si fece notare per la sua bellezza delicata e per il temperamento che sapeva infondere nei suoi personaggi.

Il regista George Cukor la notò sulla copertina del Saturday Evening Post e le diede l'occasione di entrare nella storia del cinema, sottoponendola a un provino per la parte di Rossella O'Hara in Via col vento; la scrittura non andò a buon fine perché per quel ruolo le fu preferita la giovane attrice inglese Vivien Leigh, ma la Hayward ottenne lo stesso un contratto di sei mesi con la Warner Bros. e poi uno, permanente, con la Paramount. Seppe in parte rifarsi grazie ad un ruolo importante in Beau Geste (1939), film sulla Legione Straniera interpretato accanto a Gary Cooper e Ray Milland.

Nel 1942 partecipò a ben due film di successo, Vento selvaggio di Cecil B. De Mille, accanto a John Wayne e Ho sposato una strega, diretto dal regista e scrittore francese René Clair. Lavorando duramente, si fece strada verso i futuri ruoli da protagonista, soprattutto dopo aver intrapreso un sodalizio professionale con il produttore indipendente Walter Wanger.

Gli anni del successo[modifica | modifica sorgente]

Susan Hayward in una scena del film Una donna distrusse (1947)

Dopo Il grande silenzio (1944), l'attrice, stanca di ruoli che la vedevano sempre quale antagonista e comunque mai in parti di primissimo piano, trovò una sua precisa dimensione caratteriale nel film Una donna distrusse (1947), che le fruttò la sua prima candidatura all'Oscar.

Il film narra la storia di una donna alcolista, moglie abbandonata da un cantante di successo, che cerca con coraggio di uscire dalla schiavitù della bottiglia. Si ritiene che la trama sia ispirata alla vita di Dixie Lee, moglie dell'attore e cantante Bing Crosby. Al medesimo tema è ispirato il più celebre Piangerò domani (1955), grazie al quale la Hayward, nel ruolo della cantante alcolizzata Lillian Roth, ricevette la sua terza nomination all'Oscar e fu premiata come miglior attrice al festival di Cannes.

La conquista dell'ambito premio Oscar arrivò per l'interpretazione della storia vera di Barbara Graham, una donna condannata a morte per omicidio, nel film Non voglio morire di Robert Wise, 1958. Fu proprio in virtù di questi ruoli che la stampa specializzata dell'epoca definì la Hayward come l'interprete ideale di figure femminili forti e volitive, attribuendole talvolta la fama di attrice melodrammatica e strappalacrime.

Ma fu molto brava anche in parti meno drammatiche, come quella della moglie innocentemente provocatoria di un divo del rodeo (Arthur Kennedy) che ha una relazione con un campione in declino (Robert Mitchum) in Il temerario (1952) di Nicholas Ray, o nel ruolo di Rachel Donelson, moglie del presidente americano Andrew Jackson (interpretato da Charlton Heston) in Schiava e signora (1953).

Tra la fine degli anni cinquanta e la fine degli anni sessanta, la Hayward divenne anche produttrice di molti film che la vedevano interprete, raccogliendo sempre più consensi tra il pubblico, ma molto meno tra i critici che le rimproveravano una certa ripetitività nei ruoli ricoperti e nelle trame, ritenute quasi sempre eccessive e scontate.

Vita privata[modifica | modifica sorgente]

Negli anni in cui raccoglieva i maggiori frutti e consensi dai suoi impegni cinematografici, l'attrice conobbe i momenti più difficili della sua vita privata. Il tempestoso divorzio dall'attore Jess Barker e la conseguente battaglia per la custodia dei figli, i gemelli Timothy e Gregory, furono per l'attrice un colpo durissimo e la spinsero a tentare il suicidio ingerendo dei sonniferi.

A salvarla, come nella scena di uno dei suoi film, fu la madre che fece in tempo a chiamare i soccorsi[1]; da quella esperienza la Hayward seppe risollevarsi grazie al matrimonio con l'avvocato Floyd Eaton Chalkley, celebrato il 9 febbraio 1957. Anche questa unione fu però sfortunata poiché, dopo solo nove anni di serenità, Chalkley morì prematuramente di epatite, a causa di una trasfusione di sangue infetto[1].

Gli ultimi anni e la morte[modifica | modifica sorgente]

Nel 1972 Susan Hayward si ammalò di tumore al cervello. Si ritiene probabile una correlazione tra la malattia e la location nel deserto dello Utah (già teatro di esperimenti atomici) in cui venne girato nel 1955 il film Il conquistatore. Oltre alla Hayward, principale interprete femminile, si ammalarono in seguito di cancro anche il regista Dick Powell e i co-protagonisti John Wayne, Pedro Armendariz e Agnes Moorehead, oltre a numerosi membri della troupe.

L'attrice, grazie al suo carattere temprato dalle sofferenze, non volle arrendersi del tutto alle avversità. Lottò contro il male per tre anni, nel corso dei quali non rinunciò mai al suo pubblico, partecipando a diverse cerimonie e tributi, sia dedicati a lei, sia in onore di suoi colleghi dello spettacolo, eventi in cui non fece mai mancare la sua presenza. Fu proprio per una di queste occasioni che, nel 1974, venne invitata a presiedere alla premiazione del prestigioso premio AMPAS come migliore attrice quando, colta da malore, dovette essere ricoverata d'urgenza.

Dopo una lunga agonia, morì qualche mese dopo a Hollywood, il 14 marzo 1975, all'età di 57 anni.

Riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

Filmografia parziale[modifica | modifica sorgente]

Doppiatrici italiane[modifica | modifica sorgente]

  • Lydia Simoneschi in Non voglio morire, Tempeste sul Congo, Sì, signor generale, Il sentiero degli amanti, Questo mio folle cuore, Il prigioniero della miniera, I gladiatori, La dominatrice del destino, David e Betsabea, Ossessione di donna, I conquistatori dei sette mari, La conquistatrice, Carovana verso il sud, L'avventuriero di Hong Kong, Ada Dallas, Le nevi del Chilimangiaro, Una donna distrusse, Quando eravamo giovani, Suggestione, Schiava e signora, L'uomo dell'Est, Lampi nel sole, Carosello matrimoniale, Piangerò domani
  • Rosetta Calavetta in Vento selvaggio, Il temerario, Il grande silenzio, La famiglia Stoddard, La collina della felicità, I conquistatori, Quando l'amore se n'è andato, Masquerade, Ore rubate, La valle delle bambole
  • Dhia Cristiani in Beau Geste, Il conquistatore
  • Vittoria Febbi in Questo mio folle cuore (ridoppiaggio)
  • Cristina Giachero in Vento selvaggio (ridoppiaggio)

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b The films of Susan Hayward, Citadel Press, 1979

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Oscar alla migliore attrice Successore
Joanne Woodward
per La donna dai tre volti
1959
per Non voglio morire
Simone Signoret
per La strada dei quartieri alti

Controllo di autorità VIAF: 100228979 LCCN: n79076815