W.

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W.

Josh Brolin in una scena del film
Titolo originale: W.
Lingua originale: {{{linguaoriginale}}}
Paese: USA/Regno Unito
Anno: 2008
Durata: 129'
Colore: colore
Audio: sonoro
Rapporto: {{{ratio}}}
Genere: drammatico, biografico, satirico
Regia: Oliver Stone
Soggetto:
Sceneggiatura: Stanley Weiser
Produttore: Bill Block, Moritz Borman, Paul Hanson, Eric Kopeloff
Produttore esecutivo: {{{produttoreesecutivo}}}
Casa di produzione: {{{casaproduzione}}}
Distribuzione (Italia): Dall'Angelo Pictures
Storyboard: {{{nomestoryboard}}}
Art director: {{{nomeartdirector}}}
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Animatori: {{{nomeanimatore}}}
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Episodi:
Fotografia: Phedon Papamichael
Montaggio: Julie Monroe
Joe Hutshing
Effetti speciali:
Musiche: Paul Cantelon
Tema musicale: {{{temamusicale}}}
Scenografia: Derek R. Hill
Costumi: {{{nomecostumista}}}
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Sequel: {{{nomesequel}}}
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W. è un film del 2008 diretto da Oliver Stone ed interpretato da Josh Brolin.

La pellicola è uscita nelle sale statunitensi il 17 ottobre 2008, mentre in Italia ha avuto una distribuzione limitata il 9 gennaio 2009. Il film viene trasmesso per la prima volta il 19 gennaio 2009 su La7.

Indice

[modifica] Trama

La pellicola presenta i fatti salienti della presidenza degli Stati Uniti di George W. Bush, alternandoli con episodi precedenti della vita del protagonista.

In particolare sono ricostruite le dinamiche ed il dibattito interno all'amministrazione statunitense, che hanno portato alla scelta di scatenare la seconda guerra del Golfo. Tali decisioni sono riportate prevalentemente dal punto di vista personale di George W. Bush, dominato costantemente dall'angoscia che il proprio padre, George H. W. Bush, possa misconoscere il suo valore e preferirgli il fratello Jeb. La debolezza del protagonista, prima di tutto psicologica, espone le sue decisioni politiche alle manipolazioni del vicepresidente Dick Cheney.

Il film inscena tutti gli episodi biografici e le caratteristiche personali note di George W. Bush, come l'incapacità di mantenere un lavoro in modo stabile, la dipendenza dall'alcool, l'adesione al gruppo cristiano metodista e ad altri gruppi collegati, tra gli altri, soprattutto al prete Billy Graham e inoltre l'impulsività e la scarsa propensione alla riflessione.

[modifica] Cast

Il protagonista George W. Bush è interpretato da Josh Brolin, mentre Elizabeth Banks è la first lady Laura Bush.

Ioan Gruffudd interpreta il migliore amico di Bush, il premier britannico Tony Blair, mentre James Cromwell veste il ruolo di George H. W. Bush, padre di George W. Bush e 41° Presidente degli Stati Uniti e Stacy Keach sintetizza in un unico personaggio i vari "padri spirituali" appartenenti alle numerose denominazioni di chiesa presenti negli Stati Uniti nate successivamente a quelle più antiche come la battista o la metodista. Dello staff di Bush, Thandie Newton interpreta il 66° Segretario di Stato Condoleeza Rice, Richard Dreyfuss quello del vicepresidente Dick Cheney, Jeffrey Wright è Colin Powell, 65° Segretario di Stato e primo afroamericano, e Scott Glenn è il Segretario alla Difesa Donald Rumsfeld.

[modifica] Controversie

Nel settembre del 2008 la stampa aveva divulgato la notizia che il film era stato prescelto per essere presentato al Festival Internazionale del Film di Roma, ma in seguito il film fu presentato al London Film Festival. È stato riportato che Silvio Berlusconi non avrebbe gradito la presenza del film di Stone al Festival di Roma, per via dei rapporti amichevoli tra il premier e George W. Bush, visto come quest'ultimo sarebbe stato denigrato nel film.

Il presidente della fondazione alla guida del Festival, Gianluigi Rondi, ha proposto una versione differente dei fatti, sostenendo che i rapporti con la produzione del film non si sono mai interrotti e che è stata la produzione stessa a declinare l'invito alla partecipazione al Festival.[1]

[modifica] Distribuzione in Italia

Il film, che ha aperto la 26° edizione del Torino Film Festival[2], ha trovato molte difficoltà distributive. Dopo il rifiuto di molte case di distribuzione italiane, il film è stato distribuito nei cinema con un numero limitato di copie dalla Dall'Angelo Pictures, ed è stato poi trasmesso in prima visione televisiva il 19 gennaio 2009 sul canale televisivo La7.

[modifica] Note

  1. ^ Silvia Bizio e Franco Montini. (IT) Al premier non piace il film su Bush. repubblica.it. URL consultato il 13 settembre 2008.
  2. ^ Michela Tamburrino. (IT) E negli applausi Polanski batte Stone. lastampa.it. URL consultato il 24 novembre 2008.

[modifica] Collegamenti esterni

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