Doppiaggio

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Il doppiaggio è il procedimento col quale nei prodotti audiovisivi (film, serie televisive, cartoni animati, ed altro) si sostituisce la voce originale di un attore, o di un personaggio, con quella di un doppiatore. Gli ambiti in cui è maggiormente utilizzato sono il cinema, la televisione, l'animazione e la pubblicità (spot radiofonici e/o televisivi). In questo ultimo caso, i doppiatori pubblicitari utilizzano tecniche diametralmente opposte a quelle dei loro colleghi cinetelevisivi.

Indice

[modifica] Le motivazioni

I motivi per cui si ricorre al doppiaggio sono:

  • la necessità di rendere comprensibili i dialoghi di un film a spettatori di differenti nazionalità, consentendo di conseguenza una distribuzione commerciale più ampia (questo processo fa parte della cosiddetta "localizzazione");
  • dare voce ai personaggi dei film d'animazione o a neonati, oggetti, marionette, animali, ed altro;
  • sostituire la voce di un attore privo di "fonogenia" (o che presenta un'eccessiva inflessione dialettale);
  • realizzare la traccia audio di film non girati in Presa diretta (alla quale si può rinunciare in scene problematiche o a causa di fattori ambientali quali vento, pioggia, ecc.);
  • rimediare ad un sonoro in presa diretta mal riuscito o con un eccessivo rumore d'ambiente;
  • aggiungere al film o agli spot pubblicitari una voce fuori campo;
  • poter far recitare più liberamente attori di diverse nazionalità impegnati nello stesso film, come accade spesso nelle coproduzioni europee (il doppiaggio, previsto già in pre-produzione, viene poi realizzato in più lingue mantenendo parte del sonoro in presa diretta);
  • sostituire la voce di attori non professionisti, che non riescono a recitare con precisione le battute del copione (cosa che spesso il regista prevede fin dal casting, come accadeva, ad esempio, in molti film del neorealismo); l'intento, in questi casi, è quello di mantenere la spontaneità della recitazione, rimediando ai piccoli errori col successivo doppiaggio.

[modifica] Prima dell'invenzione del doppiaggio

Nel 1927 nacque il cinema sonoro, e nel 1929 dopo due anni di sviluppo esso si stabilì in tutto il mondo, dando fine all'epoca del cinema muto. Sin dall'inizio i problemi furono tanti in quanto il problema maggiore era come far uscire un film parlato in una certa lingua in un altro paese che utilizzava una lingua diversa.

Il doppiaggio non era stato inventato e le grandi case di produzione americane (ad esempio Warner Bros, MGM, Paramount e Fox) per non perdere il mercato europeo per via della barriera della lingua (in Europa solo un paese parlava la stessa lingua degli USA: il Regno Unito) decisero di ricorrere ad un'invenzione decisamente avanguardistica ma molto macchinosa: lo stesso film viene girato più volte in diverse lingue per farlo comprendere alle altre nazioni. Alcune volte vengono sostituiti gli attori di contorno con alcuni attori improvvisati ma che parlassero quella lingua straniera e a volte gli attori di contorno rimangono gli stessi ma si improvvisano poliglotti o si fanno doppiare dal vivo con voci straniere fuori campo dietro le cineprese che parlano mentre gli attori davanti la cinepresa recitano, ma muovendo solo la bocca fingendo di parlare e recitando quindi muti. Ma gli attori principali rimangono sempre gli stessi e sono costretti a recitare tutte le differenti versioni in tutte le lingue leggendo sugli appositi gobbi, i cartelli dietro le cineprese che riportavano la pronuncia fonetica delle parole e non la trascrizione esatta.

A Hollywood quindi quasi tutti i film subiranno questo procedimento, quasi tutti i film verranno girati in più lingue in maniera da coprire tutti i mercati del vecchio continente: le lingue utilizzate saranno molto spesso spagnolo, francese, tedesco e italiano. Sfortunatamente non tutte queste triple, quadruple versioni sono sopravvissute al giorno d'oggi, in particolare molte versioni girate proprio in italiano si sono disperse.

All'inizio del 1933 il doppiaggio viene inventato e con esso scompare la tecnica delle multiple versioni. E così tutti i film statunitensi che usciranno in Europa avranno voci diverse da quelle originali, così sarà per Spagna, Francia, Germania e Italia, in particolare proprio questo paese sin dall'inizio si rivelerà molto talentuoso e prolifico in questa nuova invenzione, malgrado le imposizioni e le leggi del regime fascista dell'epoca (che ad esempio proibiva di far circolare i film stranieri in lingua originale differente dall'italiano per mantenere viva la lingua del regime).

[modifica] Confronto tra doppiaggio, sottotitoli e lettore

[modifica] Difetti del doppiaggio

La traduzione di un'opera è sempre un'operazione problematica e potenzialmente controversa, è evidente la difficoltà di conservare interamente il senso, lo stile e le sfumature della versione originale. Il doppiaggio non fa eccezione, anzi presenta taluni elementi problematici in più rispetto a quanto possa accadere, per esempio, nella traduzione di un libro.

[modifica] Traduzione

Un doppiaggio inizia con la traduzione preliminare del testo, quindi delle battute, nella lingua di destinazione. I problemi di traduzione (che sono gli stessi della traduzione di un libro) possono riguardare contesti culturali che differiscono, parole e frasi che si prestano a molteplici interpretazioni. E tutte quelle frasi come filastrocche, poesie, frasi in rima, o giochi di parole e doppi sensi, che sono spesso intraducibili.

[modifica] Sincronizzazione del labiale

Un buon doppiaggio, però, non deve solo rispettare il senso della frase originale, ma essere coerente con il labiale dell'attore. Dato che è raro che la traduzione più fedele abbia anche la stessa lunghezza della frase originale (che abbia cioè pressappoco lo stesso numero di sillabe), il dialoghista in genere modifica la traduzione che ha finché non raggiunge una sincronizzazione soddisfacente, potenzialmente però questo sacrifica ulteriormente parte della fedeltà alla versione originale. Anche nel caso migliore, quindi, una parte delle sfumature del linguaggio si perde nella fase di traduzione/adattamento. Per di più, nel caso in cui la fonetica della lingua originale e di quella del doppiaggio siano estremamente diverse, è praticamente impossibile ottenere una sincronizzazione soddisfacente del labiale: il risultato è un contrasto troppo evidente che disturba lo spettatore.

[modifica] Recitazione

Il doppiaggio sostituisce le voci originali degli attori e quindi le loro performance vocali: secondo alcuni questo impedisce di apprezzare una parte fondamentale dell'interpretazione originale, che non è fatta solo di gestualità e mimica, ma anche di pronuncia, timbro della voce, di intonazione e di tutte quelle sfumature che un buon attore riesce a imprimere al proprio personaggio. Secondo questa corrente di pensiero il doppiaggio è accettabile solo se diretto o supervisionato dall'autore stesso del film, perché solo in questo caso ne conserva il pregio artistico. Pratica quest'ultima che è tuttavia sempre meno frequente. Il doppiatore interpreta la battute cercando di aderire con la propria recitazione all'attore originale, tuttavia molti sono i fattori che influenzano questa fase: la difficoltà della performance da riprodurre, il talento del doppiatore stesso (e di coloro che prima di lui hanno preparato il materiale), la professionalità del direttore del doppiaggio e, ultimo ma non ultimo, il tempo a disposizione. Quasi mai è possibile centrare da subito la giusta interpretazione (un po' come con le riprese di un film), il tempo a disposizione diventa perciò un elemento centrale per il risultato finale: più tempo significa più tentativi a disposizione e più possibilità di centrare il risultato. Quando si introduce un doppiaggio quindi, specialmente in relazione ai tempi a disposizione, si introduce sempre il rischio che il risultato finale possa non esprimere a pieno ciò che era in originale, sia per ragioni di capacità sia di tempo a disposizione. Ci sono per contro alcuni casi in cui attori, la cui recitazione sul fronte della voce non è eccelsa, possono venire "recuperati" dalla bravura del doppiatore, anch'esso attore. La qualità finale del risultato dipende non solo dal talento e dall'impegno delle persone coinvolte ma anche dai tempi (e dunque dal bugdet) a disposizione. Generalmente il doppiaggio di un film per il cinema raggiunge da un punto di vista di recitazione un livello superiore rispetto, ad esempio, al doppiaggio per il comparto televisivo.

[modifica] Doppiare più lingue

Se i personaggi di un film recitano in due o più lingue, il ricorso integrale al doppiaggio (se usato in maniera indiscriminata) può distruggere le differenze fra esse. Lo spettatore non ha modo di sapere quale lingua viene usata di volta in volta, il che può ingenerare una serie di equivoci: sui rapporti fra i personaggi, su chi è in grado o meno di capire cosa viene detto da un certo personaggio o, addirittura, sul significato di intere scene. Nel film Brother di Takeshi Kitano, ad esempio, i personaggi americani spesso non comprendono quello che dice il protagonista giapponese (interpretato dallo stesso Kitano). Nella versione italiana, però, tutte le battute sono tradotte nella stessa lingua, e lo spettatore non è messo in grado di percepire la barriera linguistica esistente tra i personaggi, col risultato di non cogliere appieno il significato di certi dialoghi. In altri casi, invece, una gestione accorta del problema produce un risultato indolore. Nel film L'ultimo Samurai, ad esempio, il protagonista parla americano e dialoga spesso con persone che parlano giapponese: in fase di doppiaggio, le voci giapponesi sono state rese in giapponese, per uniformità di voce. Il risultato è che si riescono a rendere efficacemente le differenze linguistiche che ci sono nel film originale.

Capita inoltre a volte che due personaggi dialoghino tra di loro con l'aiuto di un interprete, e, se tutta la scena viene tradotta nella stessa lingua, la presenza di un interprete diventa non solo incomprensibile, ma addirittura fastidiosa. Tipicamente, l'adattatore-dialoghista sceglie di sostituire alla meno peggio le battute dell'interprete con frasi di circostanza, o con dei commenti sul dialogo in corso. Un esempio di questa pratica si trova ne Il padrino, in occasione del dialogo fra Michael Corleone (Al Pacino) e Vitelli (Saro Urzì), oppure anche all'inizio del film Il disprezzo di Jean-Luc Godard.

Può capitare che nel film ci siano alcune battute nella stessa lingua usata nel doppiaggio, e che il dialoghista debba per forza mantenere la differenza di lingua. Di solito si decide di sostituire l'Italiano con una lingua simile, quasi sempre lo Spagnolo. È così possibile salvare il senso della scena, ma al prezzo di alterare le intenzioni dell'autore. Una scena di questo tipo è nel celebre film Un pesce di nome Wanda quando Otto (Kevin Kline) fa sfoggio del suo Italiano per eccitare Wanda Gershwitz (Jamie Lee Curtis). Nel film Come uccidere vostra moglie (1964), Virna Lisi, che parlava in italiano nella versione originale americana, diventa una ragazza greca nel doppiaggio italiano.

Spesso un dialetto o un accento particolare può essere reso facendo ricorso ai dialetti della lingua del doppiaggio. Nel caso dei film di produzione statunitense, i personaggi di origini italiane che parlano il classico dialetto-slang italoamericano, il "broccolino", nel doppiaggio italiano finiranno quasi immancabilmente per parlare con accento siciliano o meridionale. Un esempio recente lo si può rinvenire nel film di Spike Lee del 2002, La 25ª ora durante il monologo davanti allo specchio del protagonista Montgomery Brogan (Edward Norton) che fa riferimento agli italiani di Benson Hurst. I personaggi dei numerosi e famosi film di mafia americani, come quelli de Il padrino di Francis Ford Coppola, tutti doppiati secondo lo stesso criterio, hanno addirittura dato vita a un vero e proprio stereotipo.

Un altro esempio è nella serie televisiva Scrubs: l'infermiera Espinosa è di madrelingua spagnola e spesso fa ricorso alla sua lingua; ma nella versione spagnola l'infermiera è italiana e le battute in spagnolo vengono tradotte in italiano; la dottoressa Reed parla come seconda lingua il tedesco, ma nella versione tedesca parla il danese, proprio per differenziare la sua lingua da quella usata per doppiare la serie.

[modifica] Invenzioni lessicali

Capita che i personaggi doppiati usino frasi che, sebbene sembrino del tutto normali a prima vista, nessuno userebbe. Il caso più frequente è il classico "Parla la mia lingua?" con cui vengono tradotte le domande del tipo "Do you speak English?", "Sprechen sie Deutsch?" o "Parlez-vous français?". Infatti, se il dialoghista usasse la traduzione letterale ("Parla inglese/tedesco/francese?"), lo spettatore potrebbe equivocare e non capire perché un personaggio che parla italiano si interessi a una lingua straniera; se invece preferisse la forma "Parla italiano?", si noterebbe troppo l'artificiosità di un personaggio che parla correntemente una lingua che non è la sua. È il caso, ad esempio, di una celebre scena dell'edizione italiana di Pulp Fiction, in cui uno dei due sicari, Jules Winnfield (Samuel L. Jackson, doppiato da Luca Ward), chiede alla sua futura vittima, Brett (Frank Whaley), «"Cosa" è un paese che non ho mai sentito nominare... lì parlano la mia lingua?». In lingua originale, il passaggio recita così: «"What" ain't no country I know! Do they speak English in "What?"».

[modifica] Sottotitoli

Un'alternativa al doppiaggio è quella dei sottotitoli, che non soffrono i problemi appena esposti ma presentano tuttavia svantaggi di altro genere.

Innanzitutto obbligano lo spettatore a distogliere lo sguardo dall'inquadratura per poter seguire il dialogo, facendo perdere una parte (anche consistente) della visione.

Inoltre se è vero che i sottotitoli non devono confrontarsi con il sync, sono pur sempre un adattamento del testo, che deve rispettare esigenze di lunghezza e persistenza sullo schermo. Non è detto quindi che i sottotitoli impongano meno vincoli alla traduzione rispetto al doppiaggio: il traduttore può essere costretto ad accorciare e riassumere le frasi per non affollare troppo lo schermo e velocizzare la lettura, specialmente durante dialoghi concitati. In caso poi di più personaggi su schermo che parlano tra loro velocemente, è impossibile rendere contemporaneamente tutto ciò che viene detto, mentre è dificile capire nel caso in cui i personaggi che parlano non sono inquadrati.

[modifica] Localizzazione con lettore

In alcuni Paesi (come la Polonia), i film stranieri sono adattati mantenendo la voce originale ma con un volume più basso, alla quale si sovrappone la voce di un lettore (quasi sempre un uomo, come in Italia succede nei documentari). La visione non viene così distolta, ma la voce del lettore accompagna da sola l'intero film e tutti i personaggi (compresi donne e bambini), con un effetto esteticamente sgradevole per chi non capisce i dialoghi (mentre non dà fastidio a chi comprende la lingua del lettore). L'enfasi dei dialoghi deve essere colta dal contesto e dalle voci originali degli attori comunque udibili, poiché il lettore fa in genere solo lievi distinzioni tra frasi con diverse enfasi. Questa tecnica fa perdere di importanza alla musica di accompagnamento ed ai rumori di sottofondo. Nei paesi che adottano questa tecnica i film per bambini ed i cartoni animati vengono comunque doppiati (ad esempio in Polonia Harry Potter è stato doppiato, mentre per Il signore degli anelli è stato usato il lettore).

[modifica] Dibattito

La discussione su quale sia il metodo di localizzazione migliore è tuttora aperta. In genere, il grande pubblico di ogni paese tende a voler mantenere il proprio tipo di localizzazione, per consuetudine consolidata.

Chi preferisce il doppiaggio lo ritiene il male minore e sostiene che essendo il cinema un'arte visiva il film va fruito guardando l'immagine su schermo nella sua interezza. Inoltre sempre secondo i sostenitori del doppiaggio le alterazioni nei dialoghi possono non essere così determinanti per la qualità generale della fruizione se il doppiaggio è fatto ad arte. Ritengono quindi che la visione di un film doppiato sia più immediata e naturale rispetto al film sottotitolato, che al contrario tende ad affaticare lo spettatore e a distrarlo dall'immagine, al punto da vanificare gli altri vantaggi. Altro problema "culturale" sta nell'intonazione diversa data per una certa emozione da diverse lingue. Ad esempio, l'intonazione per una domanda - come un tono sarcastico o scherzoso - non sono gli stessi in italiano, giapponese, inglese, coreano, ecc. quindi il doppiaggio può renderli comprensibili.

Chi preferisce i sottotitoli sostiene che solo grazie ad essi è possibile valutare e apprezzare un film così come è stato pensato e realizzato, anche perché la dizione dell'attore fa parte della sua recitazione e della sua interpretazione del personaggio. E che, anche se è vero che molti spettatori trovano troppo impegnativi i sottotitoli, ciò è dovuto solo a un problema di abitudine, che si presenta solo le prime volte che si assiste ad un film sottotitolato, dopodiché chi li guarda abitualmente non solo li trova perfettamente naturali, ma non ne può più fare a meno.

Chi preferisce il lettore sostiene che non è corretto sentire gli attori con voci diverse da quelle originali, o stesso tempo rinunciare alle espressioni facciali e ad una visione libera dallo sforzo della lettura.

Ogni nazione si è regolata in modo diverso riguardo al doppiaggio: mentre in alcune è largamente diffuso, in altre si preferiscono i sottotitoli o il lettore (specie le nazioni meno popolose). Tuttavia i Paesi che, come l'Italia o la Germania, vantano una lunga tradizione nel campo, riescono a fornire una qualità nettamente superiore rispetto ai Paesi in cui il doppiaggio è applicato in modo sporadico. Alcuni doppiatori seguono uno stesso attore praticamente per tutta la carriera (è il caso ad esempio di Sylvester Stallone doppiato quasi sempre da Ferruccio Amendola, fino alla sua morte).

Con l'avvento del DVD, comunque, è ora finalmente possibile per chiunque scegliere in base ai gusti personali tra la versione del film in lingua originale (con o senza sottotitoli) e quella doppiata nella propria lingua (a volte sono presenti anche altre lingue). Per alcune lingue (come la lingua polacca) è disponibile anche il lettore, mentre è quasi impossibile avere il doppiaggio, a meno che non si tratti di film per bambini o cartoni animati.

[modifica] Il doppiaggio in Italia

L'Italia è una delle nazioni che più utilizza il doppiaggio, e vanta grandi artisti in questo settore, ad esempio al funerale di Ferruccio Amendola, vennero tutti i principali attori da lui doppiati: Al Pacino, Sylvester Stallone, Dustin Hoffman, Robert De Niro e Peter Falk. Due sono le principali città in cui si attua il doppiaggio: Roma, dove si doppia fin dal 1933, anno in cui fu inventato il doppiaggio, e Milano, che ha dato inizio a una propria tradizione di doppiatori negli anni settanta.

Negli ultimi anni si pratica doppiaggio anche a Torino e Verona.

[modifica] Le principali società di doppiaggio in Italia

[modifica] Le principali associazioni di doppiaggio in Italia

  • AIDAC - Associazione italiana dialoghisti e adattatori cinetelevisivi
  • ADAP - Associazione doppiatori attori pubblicitari
  • A.N.A.D. - Associazione Nazionale Attori Doppiatori
  • E.N.D.A.S. - Ente nazionale democratico di azione sociale - dipartimento arte e spettacolo

[modifica] Le manifestazioni italiane dedicate al doppiaggio

[modifica] Le figure professionali

La realizzazione del doppiaggio può avvenire negli stessi studi in cui è stato realizzato il film, ma spesso è affidata ad aziende specializzate. Le principali figure professionali sono:

  • il traduttore, che si occupa di tradurre i dialoghi da una lingua all'altra (ma non di adattarli);
  • l'adattatore-dialoghista, che rende i dialoghi comprensibili, fluidi, con il giusto ritmo e le necessarie pause, rispettando sia il significato letterale delle battute originali, sia la necessità di rendere il film comprensibile a persone di differenti culture (non è un compito facile, e spesso si ricorre a dei compromessi, specie per le commedie: battute che in una nazione fanno ridere, potrebbero non essere comprese altrove);
  • il direttore del doppiaggio (in inglese voice director), che sceglie le voci che più si adattano ai personaggi e dirige i doppiatori, indicando loro come interpretare le battute per renderle efficaci e adatte allo specifico momento del film;
  • l'assistente al doppiaggio, che coordina e pianifica il lavoro, controlla che il doppiaggio sia in sincrono col labiale dell'attore sullo schermo, e prepara le singole scene da doppiare utilizzando i cosiddetti "anelli" (spezzoni di pellicola chiusi a formare un anello e quindi proiettabili a ripetizione);
  • il sincronizzatore, che cerca di perfezionare il sincronismo tra il labiale e le singole parole pronunciate dal doppiatore (ad esempio allungando o accorciando le pause);
  • il fonico, dal quale dipende la qualità dell'audio registrato nel film (doppiaggio compreso);
  • il doppiatore (in inglese voice talent), che è essenzialmente un attore in grado di interpretare al meglio il personaggio al quale presta la propria voce; generalmente deve avere una voce fonogenica, con una dizione adeguata e priva di inflessioni dialettali; nel caso dei film d'animazione, si ricorre spesso ad attori famosi o a personaggi della televisione (noti in gergo come talent) con una voce riconoscibile dal grande pubblico;
  • il Doppiatore Pubblicitario, che è un doppiatore particolarmente capace e specializzato nelle tecniche di utilizzo della propria voce in ambito pubblicitario come nei trailer o negli spot TV.

[modifica] La tecnica

Dopo le fasi iniziali di traduzione e adattamento dei dialoghi, si procede a sezionare il film, che perviene allo studio di doppiaggio dotato sia del mix in lingua originale, sia della colonna sonora priva delle voci originali, cosiddetta colonna internazionale o colonna M/E (musica, effetti sonori) nelle singole scene da doppiare (anelli).

Il doppiaggio vero e proprio è eseguito all'interno di una sala insonorizzata e dotata delle attrezzature necessarie, compreso uno schermo sul quale proiettare gli anelli di pellicola con la scena da doppiare. All'interno della sala, gli attori, che sentono in cuffia l'audio con le voci originali, recitano le battute leggendole dal copione, e ripetendole fino a trovare l'intonazione ed il ritmo voluto dal direttore del doppiaggio, ed il sincronismo necessario. Il fonico controlla la strumentazione tecnica, separata dalla sala e visibile da un vetro (come accade negli studi per le registrazioni musicali): ció consiste nel programmare la visione dell'anello da doppiare, equilibrare i livelli delle tracce in incisione ed in generale far sì che il prodotto audio che si ottiene sia della migliore qualità.

Terminata questa fase, si procede alla ricomposizione di tutte le scene e al missaggio delle tracce audio: quella con la base musicale del film e gli effetti sonori (colonna M/E) e quella con le voci degli attori, eventualmente applicando effetti di post produzione a queste ultime (voci radiofoniche, voci pensiero, effetto distanza, effetto porta, ecc.). Ovviamente, procedure identiche sono applicate anche nel doppiaggio di cartoni animati, serie televisive, telefilm, documentari, ecc.

[modifica] Bibliografia

  • Gerardo Di Cola, Le voci del tempo perduto, 2004 - dedicato ai primi decenni di vita del doppiaggio italiano e ai suoi professionisti più importanti

[modifica] Voci correlate

[modifica] Collegamenti esterni

  • cinema Portale Cinema: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di cinema
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