Talk Radio (film)

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Talk Radio
Talk radio.png
Titolo originale Talk Radio
Paese di produzione USA
Anno 1988
Durata 103 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere drammatico
Regia Oliver Stone
Soggetto Stephen Singular (romanzo), Eric Bogosian (commedia teatrale)
Sceneggiatura Oliver Stone, Eric Bogosian
Produttore A. Kitman Ho, Edward R. Pressman
Fotografia Robert Richardson
Montaggio David Brenner
Effetti speciali Dyan Traynor
Musiche Stewart Copeland
Scenografia Bruno Rubeo
Costumi Ellen Mirojnick
Trucco Sharon Ilson
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
Premi

Talk Radio è un film del 1988 diretto da Oliver Stone, con Eric Bogosian. Il film è tratto dal libro Talked to Death: The Life and Murder of Alan Berg di Stephen Singular e dall'adattamento teatrale dell'omonimo sceneggiato dello stesso Bogosian.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Il giovane Barry Champlain gestisce un negozio d'abbigliamento in cui si vanno a rifornire i più ricchi ed eminenti personaggi della città. Un giorno riceve la visita di Jeffrey Fisher, il vispo conduttore della trasmissione radio Voci della città, che lo invita a prender parte alla sua prossima messa in onda. Senza pensarci due volte, Barry entra in cabina di registrazione e inizia ad intrattenere il pubblico anche meglio di Jeffrey Fisher, in parte grazie alla sua simpatia, in parte grazie alla sfrontatezza ed in parte grazie alla sua voce suadente e rassicurante. Per questo, il direttore della stazione radio, Dan, lo prende al posto di Fisher. In poco tempo, Barry raggiunge una grande notorietà presso il pubblico della città di Dallas, in Texas. Inversamente proporzionale è la sua vita sentimentale, che inizia a scendere sino a toccare il fondo: Barry divorzia da sua moglie Ellen.

Una volta divorziato, cambia anche la tonalità del suo programma, che tramuta il titolo in Voci nella notte ed inizia a lasciare posto a disadattati, barboni e mitomani. Ben presto, con i suoi discorsi spesso provocatori ed irritanti, Barry si attira una larga schiera di fan ed una ben più larga sfilza di nemici, tra i quali un gruppo neonazista che non vede di buon occhio la sua attenzione verso le minoranze razziali, gli omosessuali ed il fatto che egli è di confessione ebraica. Il gruppo inizia a minacciarlo, prima mandandogli un topo morto via posta, in seguito inviandogli lettere minatorie allo studio dove lavora. Allo studio arriva la proposta di essere trasmesso in diretta nazionale, per via dello strepitoso aumento di audience dell'ultima settimana. Ovviamente Barry accetta, ma il fatto di lavorare a contatto con giovani sbandati, estremisti di destra ed emarginati lo mette sempre più sotto pressione: si aggiunge a questa serie di fattori anche il fatto che l'ex-moglie è appena giunta in città. Barry inizia a diventare sempre più scontroso nei confronti del pubblico, continua a ricevere chiamate da parte del gruppo neonazista e riconquista l'ex-moglie, che sembra quasi tormentarlo con i suoi discorsi iperretorici.

A questo punto, sotto pressione da tutte le minoranze che ha sempre aiutato, si sfoga e inizia un lungo monologo in cui riverserà tutto l'odio verso la gente che ha sempre tentato di aiutare e che lo sta facendo ammalare. Alla fine di questo, esce dalla stazione radio, raggiungendo il massimo dell'audience, accontentando il titolare dell'emittente e la sua ragazza. Fuori dalla stazione, viene avvicinato davanti alla sua auto da un uomo, che finge di chiedergli un autografo ma poi lo uccide sparandogli diversi colpi di pistola. Il giorno dopo, alla sua morte, tutte le persone che lo detestavano, inneggiano a suo favore e lo decorano come un eroe dell'epoca della telecomunicazione.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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